updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

In Lombardia tira una brutta Aria: Fontana caccia i vertici dell'agenzia regionale. L'incapacità di burocrati vestiti da manager e la mediocrità di scalda-cadrega dal posto fisso: così anche la Pubblica amministrazione del Nord rischia il naufragio

Sulle recenti e clamorose difficoltà nella campagna vaccinale il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dice: "Disservizi informatici hanno creato disagi e inficiato lavoro di tutti gli operatori, sanitari e non". I casi imbarazzanti di Como, Cremona e Brianza hanno portato il governatore a decisioni drastiche: "Ho chiesto ai membri del Cda della società Aria di fare un passo indietro. In caso contrario disporrò l'azzeramento dello stesso, affidando al direttore generale Lorenzo Gubian, di recente nomina, la guida della società". Basterà?


“I disservizi informatici che si sono registrati nel corso della campagna vaccinale (recentemente a Como, Cremona e in Brianza) hanno creato disagi a molti nostri cittadini e hanno inficiato il lavoro di tutti gli operatori – sanitari e non – che stanno lavorando con grande impegno e professionalità nei diversi Centri vaccinali”. Lo ha detto il presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana, incontrando la stampa.

Chiesto a membri Cda un passo indietro

“È questo il motivo – ha aggiunto – per cui ho chiesto ai membri del Cda della società Aria di fare un passo indietro. In caso contrario disporrò l’azzeramento dello stesso, affidando al direttore generale Lorenzo Gubian, di recente nomina, la guida della società”.

Totale vaccinazioni oltre quota 1,2 milioni

“Situazioni di criticità, come quelle verificatesi del fine settimana – ha continuato – offrono una immagine distorta dei risultati già oggi raggiunti: il totale delle vaccinazioni in Lombardia è 1.231.413; quelle somministrate agli over 80 sono 322.568, più 60.000 nelle Rsa. Quindi, la percentuale di chi ha ricevuto una dose degli over 80 che hanno aderito (circa 600.000), supera di gran lunga il 50%, in linea con ciò che accade nel resto del Paese”.

Sabato 20 marzo in Lombardia un quarto dei vaccini nazionali

“Piu in generale, a titolo di esempio – ha concluso il governatore – in tutta Italia sabato sono state inoculate 120.000 dosi. Di queste, in Lombardia ne sono state fatte 30.000 che, in percentuale, corrisponde a un quarto di tutte le vaccinazioni nel Paese. Il nostro obiettivo è quello di vaccinare tutti i lombardi ammesso che arrivino le dosi necessarie dato che a fine mese le scorte a disposizione saranno esaurite”.

 

(Fonte: Lombardia Nozie online)

Bertolaso candidato sindaco di Roma, Salvini insiste: "Si vota in autunno, quando avrà terminato il lavoro sui vaccini in Lombardia"

"Si vota in autunno e noi ci stiamo preparando: stamattina ho parlato con Bertolaso. E' certo che se riuscirà a mettere in sicurezza la salute dei lombardi, in autunno si può occupare della vita dei cittadini della Capitale"."Guido Bertolaso da persona seria qual è diceva che se si sarebbe votato a maggio, essendo già impegnato in Lombardia, non avrebbe potuto fare due cose insieme. Ma se il piano vaccinale si conclude presto, con lui possiamo andare avanti su Roma. Poi non voglio forzarlo. Abodi persona stimabile, ma mi permetterò di insistere con Bertolaso, una personalità concreta e rapida". Così il il leader della Lega, Matteo Salvini, ribadendo la sua volontà di candidare Guido Bertolaso a sindaco di Roma. 

Milano, weekend in zona gialla e assembramenti, Sala striglia i milanesi: "Comportatevi bene, rafforzeremo i controlli" (VIDEO)

L'invito lanciato via social dal sindaco è a rispettare le regole: "Era previsto l'arrivo di questa terza ondata ed è successo. Alcuni nostri comportamenti l'hanno favorita. Più ce ne approfittiamo, più paghiamo pegno" - (VIDEO)


Beppe Sala

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha lanciato un appello su Facebook a tutti i milanesi, affinché rispettino le regole nell'ultimo fine settimana in zona gialla, prima del passaggio della Regione Lombardia in arancione da lunedì. "Siamo in arancione da lunedì ma avendo davanti un week-end di giallo e bel tempo vi chiedo di tenere un comportamento corretto, fatelo per la nostra salute e per chi negli ospedali sta lavorando a ritmi che speravamo non necessari. Fatelo anche per tutti quelli che non possono lavorare, vi prego comportatevi in modo adeguato al difficile momento" le parole di Sala.

"Era previsto l'arrivo di questa terza ondata ed è successo - ha aggiunto Sala - Alcuni nostri comportamenti l'hanno favorita. Ci sono immagini che tutti abbiamo in testa: i tifosi fuori da San Siro prima del derby, i Navigli pieni, che ormai sono diventati il set ideale per catturare immagine di gente assembrata ma la verità è che a volte il rispetto delle regole manca davvero. Ieri sera ho fatto un giro per la città e ho visto troppi gruppetti di persone a chiacchierare con la mascherina abbassata".

I gruppi, ha osservato ancora il sindaco, "sono talmente tanti che diventano incontrollabili dalle forze dell'ordine. Detto ciò oggi rafforzeremo i controlli. Ne ho parlato con il questore, ho chiesto un intervento più deciso per questo weekend e così sarà. Capisco che siamo tutti stanchi di questa situazione, lo sono anche io. Ma c'è almeno una cosa che dovremmo aver imparato: più ce ne approfittiamo, e più paghiamo pegno".

Brescia in zona arancione rafforzata, chiuse tutte le scuole. Moratti: "Strategia concordata col ministero". Bertolaso: "E' la terza ondata". Vaccinazioni concentrate nelle zone più colpite (VIDEO)

Dalle 18 di oggi nuova ordinanza per tutta la provincia di Brescia e nei comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino in provincia di Cremona - (VIDEO)


A Brescia zona arancione rafforzata

"Zona arancione rafforzata" in Lombardia nella provincia di Brescia e in altri Comuni della bergamasca. Il governatore Attilio Fontana firmerà un'ordinanza in giornata. Lo spiega la vicepresidente Letizia Moratti, in consiglio regionale. "E' stata decisa una strategia di mitigazione e contenimento", sottolinea. A Brescia e provincia si assiste a "un'accelerazione del contagio da Covid-19, con l'aggravante del pericolo delle varianti" che mostrano "una percentuale che arriva fino al 39% dei nuovi contagiati", aggiunge.

Oltre alla provincia di Brescia, i Comuni in zona arancione rafforzata saranno Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso, in provincia di Bergamo, e Soncino in provincia di Cremona. La zona arancione rafforzata, spiega Moratti, "prevede oltre alle normali misure della zona arancione anche la chiusura di scuole elementari, infanzia e nidi, il divieto di recarsi nelle seconde case, l'utilizzo obbligatorio dello smart working e la chiusura delle attività universitarie in presenza".

Guido Bertolaso

A Brescia è "praticamente partita la terza ondata" del Covid, dice Guido Bertolaso, consulente della Lombardia sul piano vaccinale, in consiglio regionale. "Balza all'occhio - dice mostrando dei dati - la situazione della provincia di Brescia, che ha di fatto un'incidenza doppia rispetto alle altre province del numero di casi in un determinato territorio in un determinato periodo. Brescia è largamente avanti rispetto a tutte le altre province", sottolinea, aggiungendo che se altrove la situazione è "sotto controllo", a Brescia "è evidente che il fatto che ci troviamo di fronte praticamente alla terza ondata della pandemia: è questo il punto che va aggredito".

La Regione, intanto, si appresta a modificare la strategia di vaccinazione. La Direzione Welfare e Bertolaso hanno deciso una "rimodulazione della strategia vaccinale" come "strumento di contenimento del contagio". In pratica, spiega Moratti, si comincerà a vaccinare nei Comuni dove ci sono i focolai, per evitare di riempire gli ospedali.

"Abbiamo chiesto al ministero la rimodulazione delle schedule vaccinali per soggetti positivi al Covid19, in modo da prevedere o la somministrazione di una sola dose o il posticipo di sei mesi per la sua somministrazione, ipotesi validata da dati di letteratura e esperienze in corso. Una risposta positiva ci consentirebbe di avere più dosi di vaccino, ora scarse", afferma.

I vaccini "verranno concentrati nei limiti del possibile e delle linee guida del ministero le vaccinazioni partendo dai Comuni al confine tra la provincia di Brescia e di Bergamo con presenza importante di focolaio e situazione di tensione legata alla saturazione delle terapie intensive locali".

Impianti sciistici chiusi, la Lombardia non ci sta. Fontana: "Colpo gravissimo al settore con decisione dell'ultimo secondo"

L'inatteso stop alla riapertura deciso dal neo confermato ministro sella Salute Speranza sconcerta Regioni e territori. Il governatore lombardo: "Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di 'settimana in settimana' è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini". Tempi e modi della mossa sono ritenuti inaccettabili: "Assurdo apprenderlo dalle agenzie di stampa a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato"


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Speranza chiude all'ultimo gli impianti sciistici e gela gli operatori del settore. Coro di indignazione dalla Regione Lombardia: le parole del presidente Fontana e degli assessori Moratti, Sertori e Guidesi

FONTANA - "Trovo assurdo apprendere dalle agenzie di stampa la decisione del ministro della Salute di non riaprire gli impianti sciistici a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato".

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana commenta la decisione del ministro Speranza di non consentire la ripresa delle attività sciistiche.

"Una decisione - aggiunge il presidente - dell'ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa. Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di 'settimana in settimana' è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini.

Solo sette giorni fa lo stesso Cts nazionale aveva dato il via libera a un regolamento molto severo per poter riaprire. Su quella base avevamo consentito la riapertura".

MORATTI - Sconcertata anche l'assessore al Welfare e vice presidente della Regione Letizia Moratti: "Il Cts aveva i dati dei flussi già da martedì quindi poteva dare una indicazione" che avrebbe permesso al ministro Speranza di "prendere una iniziativa più tempestiva" e non decidere di prorogare la chiusura degli impianti da sci, che avrebbero dovuto aprire domani, al 5 marzo. Moratti è partita da questo per spiegare che si tratta di "un danno grave agli operatori". "Quello che chiediamo al governo è avere tempi più certi e non avere aperture e chiusure così a ridosso l'una dall'altra rispetto ai tempi in cui si devono preparare" ha aggiunto. 

SERTORI - "Ci sono due cose - aggiunge quindi l'assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori - che il ministro Speranza deve fare: chiedere scusa alle migliaia di operatori turistici e ai cittadini per questa incredibile vicenda e, soprattutto, indennizzare immediatamente gli uni e gli altri che si sono fidati delle loro decisioni. È arrivato il momento di rivedere questo sistema dei 'semafori settimanali': una richiesta formale che facciamo al nuovo Governo".

GUIDESI - "Non si può dalla sera alla mattina dire a chi si è rifornito, a chi si è organizzato, a chi ha formalizzato contratti stagionali che non può lavorare. Ci vuole buon senso e avere buon senso è conoscere il mondo del 'lavoro'. Così il danno economico è doppio: con sole 12 ore di anticipo è stata cancellata una programmazione di settimane. È davvero inaccettabile il fatto che qualcuno non se ne renda conto".

Lo scrive sulla sua bacheca Facebook l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Sci, la Lombardia riapre gli impianti: ecco l'ordinanza del governatore Fontana

Il provvedimento va dal 15 gennaio fino al 31 marzo 2021. La capienza massima consentita sarà pari al 30%. Deroga fino al 50% per le stazioni più piccole


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Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato l’ordinanza con cui, a decorrere da lunedì 15 febbraio e fino a mercoledì 31 marzo, con esclusione dei giorni in cui alla Regione Lombardia si dovessero applicare le misure di cui all’articolo 2 o 3 del Dpcm 14 gennaio 2021, si regola l’apertura degli impianti nelle stazioni e nei comprensori sciistici anche agli sciatori amatoriali.

L’utilizzo degli impianti di risalita deve avvenire secondo quanto previsto nelle ‘Linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali’, approvato dalla Conferenza delle Regioni lo scorso 8 febbraio.

Apertura impianti sciistici, numero massimo presenze 30% della portata complessiva

apertura impianti sciistici

In base al testo dell’ordinanza “in ogni comprensorio sciistico, o stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio sciistico, il numero massimo di presenze giornaliere è determinato nella misura del 30% della portata oraria complessiva di tutti gli impianti a fune (cabinovie, funivie, seggiovie, skilift) presenti nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio. Per le stazioni con al massimo due impianti complessivi si sale al 50% della portata oraria complessiva. Nel caso di aperture in notturna, il calcolo delle persone ammesse dovrà essere riferito alla sola portata oraria dell’impianto o degli impianti aperti in notturna. Agli abbonati plurigiornalieri, settimanali e stagionali dovrà essere garantito il posto, nel limite del contingente giornaliero, anche attraverso appositi sistemi di prenotazione”.

Monitoraggio adeguato

L’ordinanza prevede inoltre che “al fine di assicurare un adeguato monitoraggio delle misure adottate, i gestori di ogni comprensorio sciistico, o stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio sciistico dovranno comunicare sia a Regione Lombardia che alle Agenzie di Tutela della Salute competenti per territorio, entro la data di apertura degli impianti, gli impianti aperti, la portata oraria dei singoli impianti e complessiva del comprensorio sciistico o della stazione sciistica, le presenze giornaliere ammissibili nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica, determinate in applicazione del criterio di cui al presente articolo”.

Per tante attività ritornano prospettive rosa

apertura impianti sciistici

“Finalmente – sottolinea Antonio Rossi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega allo Sport, alle Olimpiadi 2026 e ai Grandi eventi – riparte anche lo sport amatoriale di montagna. Un’opportunità in più per fare attività fisica che è anche una vera boccata d’ossigeno per gli operatori del settore e per l’economia delle nostre montagne. La riapertura delle stazioni sciistiche, infatti, permetterà agli alberghi di tornare a riempirsi. Centinaia di ristoranti ricominceranno a lavorare e migliaia di negozi ritroveranno una clientela forestiera, disposta a spendere. Ci sarà lavoro per i maestri di sci e per le attività di noleggio. Per tanti lavoratori stagionali, poi, si apre la speranza di ricominciare a guadagnarsi il pane e di riuscire a mantenere la propria famiglia”

Un semaforo verde che fa bene allo sport e alla gente

riapertura impianti sciistici

“Questa apertura sarà anche uno sfogo importante – sottolinea Rossi – per tante persone. Tutti quelli costretti in casa per mesi dalle restrizioni imposte dai provvedimenti per contenere l’epidemia di Covid. Tornare a sciare all’aria aperta porterà a grandi e piccini grandi benefici a livello fisico e psicologico. L’accortezza di mantenere la mascherina, evitare code agli impianti di risalita e assembramenti nelle baite permetterà loro di divertirsi e praticare attività in piena sicurezza”.

Torna a splendere il sole sulle montagne lombarde

Massimo Sertori

“Con il via libera a seggiovie, cabinovie e skilift – sottolinea Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni – torna a splendere il sole sulle montagne lombarde. Questo provvedimento permetterà agli operatori del settore e a migliaia di esercenti e a tutta l’economia montana di ricominciare a guardare al futuro con speranza. Oltre che agli operatori del settore, penso per esempio alle migliaia di attività montane che vivono intorno all’accoglienza generata dallo sci, da quelle alberghiere alla ristorazione, a quelle commerciali”.

Numero di presenze limitato e tetto massimo per skipass

Nel caso la situazione sanitaria dovesse mantenersi stabile, gli impianti di risalita rimarranno aperti sino al 31 marzo. Le linee guide approvate prevedono la riduzione della loro capacità e un numero massimo di presenze giornaliere. Ciò vale per le piste. Ed è calcolabile mediante l’introduzione di un tetto alla vendita di skipass giornalieri. Viene calcolato tenendo conto non solo delle quote giornaliere ma anche di quelle settimanali e stagionali. Ed è determinato in base alle caratteristiche della stazione o del comprensorio sciistico. Il numero massimo è del 30% della portata oraria complessiva per gli impianti a fune (cabinovie, funivie, seggiovie, skilift) presenti nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio. Per le stazioni con al massimo due impianti complessivi si sale al 50% della portata oraria complessiva.

 

(Fonte: Lombardia notizie)

Vaccinazioni anti-Covid in Lombardia, la sperimentazione cronometro alla mano all'ospedale in Fiera. Parla il presidente Fontana (VIDEO)

Intervista al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della due giorni di sperimentazione sulle tempistiche di inoculo dei vaccini anti-Covid all'ospedale in Fiera a Milano - (VIDEO)


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Sotto la regia di Guido Bertolaso (responsabile della campagna per la Lombardia e coordinatore della specifica Unità di crisi), la Fiera di Milano ha ospitato la seconda fase della sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid. Il progetto di Regione Lombardia, avviato da Areu, qualche settimana fa, prevede la vaccinazione di circa 2.500 volontari dell’Azienda regionale dell’emergenza urgenza. Ai padiglioni del quartiere fieristico hanno fatto visita il presidente della Regione, Attilio Fontana, e la vicepreside e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

vaccini covid fiera

Fontana e Moratti hanno voluto ringraziare tutti coloro che sono scesi in campo nei padiglioni della Fiera di Milano per concludere la sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid  che ha consentito di affinare il modello. “Esprimiamo il nostro ringraziamento – hanno sottolineato – a tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo di Areu, dell’Esercito, della Protezione civile”.

vaccinazioni covid fiera

Il piano

Il piano di vaccinazione di massa dovrà necessariamente essere frutto di un lavoro di squadra, per questo è fondamentale il contributo di tutti ‘. E la collaborazione e il lavoro di squadra è stata evidenziata anche nell’incontro organizzato in mattinata con i direttori generali di Ats, Asst e Irccs ai quali sono state fornite le indicazioni per poter predisporre i propri piani vaccinali territoriali . “Siamo a vostra disposizione – ha detto Bertolaso – i vostri facilitatori. Dobbiamo lavorare come un’orchestra”.

In Fiera a Milano la grande alleanza per il modello lombardo di vaccinazioni anti covid

“Una grande alleanza che includa anche il mondo delle attività produttive e i sindacati ” , l’ha chiamata la vicepresidente Moratti “per far ripartire la Lombardia”. Il presidente Fontana concludendo l’incontro con i direttori ha parlato “di evento storico, che consentirà di salvare la vita a migliaia di persone”.

vaccini covid fiera

“È un momento difficile – ha chiosato- e dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e dimostrare la vera eccellenza sanitaria lombarda’. I tecnici elaboreranno i risultati della sperimentazione nei primi giorni della prossima settimana. I dati saranno poi comunicati pubblicamente”.

Assessore Foroni: la Lombardia si conferma leader nazionale

L’assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, è intervenuto sulla seconda fase delle vaccinazioni anti Covid in Fiera. “Sono molto soddisfatto – ha affermato – per come stanno procedendo le operazioni. Inoltre, con grande orgoglio, desidero rimarcare il totale coinvolgimento degli uomini in forza alla nostra Protezione civile”.

“Essi, infatti, stanno dimostrando ancora una volta grande disponibilità e professionalità. Una testimonianza di eccellenza a livello nazionale, da parte di chi, da quasi un anno, ha messo al centro della propria attività la salute dei lombardi”.

Primo weekend in zona gialla: cosa si potrà fare. La parola d'ordine è "responsabilità"

"Serve responsabilità", è l'imperativo ripetuto anche dal presidente della Lombardia Fontana e sulla bocca di tutti gli amministratori, da Milano a Firenze. Spostamenti, bar e ristoranti, centri commerciali, gite e seconde case: alla regolamentazione vigente si aggiungono le ordinanze dei Comuni


Risultato immagini per zona gialla

Bar e ristoranti, gite fuori porta e centri commerciali: l'Italia si prepara al primo weekend in zona gialla con le nuove regole e le concomitanti ordinanze comunali nel tentativo di regolare la movida, da Milano a Firenze. D'altronde l'imperativo sulla bocca degli amministratori è: "Serve responsabilità", così come anche ripetuto dal presidente della Lombardia Fontana. Ma vediamo quel che sarà per attività permesse e per regole anti-assembramento città per città.

Spostamenti - Sono vietati quelli tra Regioni fino al 15 febbraio, ma in zona gialla sono consentiti quelli all'interno della stessa regione. I familiari conviventi possono spostarsi a bordo della stessa auto. Per le persone non conviventi il posto di fianco al guidatore deve essere lasciato vuoto e i passeggeri possono essere al massimo due, seduti dietro vicino ai finestrini.

Bar e ristoranti - Sono aperti fino alle 18. È dunque possibile muoversi per una gita e fermarsi anche a pranzo.

Gite fuori porta e seconde case - Sono consentiti gli spostamenti nella stessa regione e si può andare senza limitazioni nelle seconde case all'interno della propria regione. Si potrà anche andare in una seconda casa fuori dalla propria regione, se si dimostra di avere l'immobile di proprietà o con un contratto di affitto firmato prima del 14 gennaio 2021. Gli alberghi e le altre strutture ricettive sono aperti e all’interno i bar e i ristoranti rimangono aperti a disposizione dei clienti che vi alloggiano.

Centri commerciali - Secondo il Dpcm in vigore fino al 5 marzo 2021 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali e altre strutture assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Le ordinanze anti-movida città per città - Saranno intensificati a Milano i controlli anti-movida, come previsto dal comitato per l'ordine e la sicurezza che si è tenuto in Prefettura a Milano. La decisione del Prefetto, Renato Saccone è di intensificare i controlli nei luoghi della movida milanese, con pattuglie che verificheranno orari di chiusura dei locali, capienza interna di bar e ristoranti e rigoroso rispetto delle norme anti-assembramento. Le zone sotto osservazione sono Navigli, corso Como e corso Garibaldi.

Un'ordinanza per vietare, il venerdì e il sabato, nelle ore dell'aperitivo lo stazionamento nelle zone a più alto rischio assembramenti del centro di Firenze: ad annunciarla il sindaco Dario Nardella. La misura era già stata adottata nei mesi scorsi. "Dopo uno scambio di opinioni con il prefetto e il questore - ha detto Nardella - abbiamo deciso di predisporre un'ordinanza che preveda il divieto di stazionamento nelle aree che nell'ultimo weekend sono risultate essere quelle più critiche", e cioè "tutta l'area che racchiude piazza e mercato di Sant'Ambrogio, borgo la Croce, piazza Ghiberti e piazza dei Ciompi. L'ordinanza riguarderà la fascia oraria più critica, quella che va dalle 18 alle 22, sia il venerdì che il sabato". 

A Roma, corridoi con delimitazioni a Piazza del Popolo per rendere più fluido il transito delle persone ed evitare stazionamenti, controlli al Pincio anche con pattuglie a cavallo di polizia e carabinieri. Torna il 'modello Roma' contro gli assembramenti nel centro della Capitale con maggiore attenzione alle aree in cui si sono registrati recentemente maggiori affollamenti. E' quanto stabilito nel corso del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi.

Per quanto riguarda la Campania, dura reprimenda arriva dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. "Gli assembramenti che abbiamo avuto questo fine settimana sono da irresponsabili bisogna dirlo con chiarezza, - ha commentato, guardando al prossimo. - Non è che la sera andiamo nell'area dei baretti e facciamo quello che vogliamo, non è possibile". "Centinaia di persone senza mascherina - ha incalzato, - ma stiamo scherzando? Allora dobbiamo sapere che il problema lo risolviamo quando avremo terminato la campagna di vaccinazione. Più ci sono restrizioni, più dobbiamo essere previdenti e responsabili".

 

(Fonte: tgcom24)

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