updated 3:03 PM UTC, Jun 22, 2021

Scatta l'ora della zona bianca, via il coprifuoco in Lombardia e Lazio: tutte le regole che cambiano (in meglio)

Da oggi si allarga a 13 regioni la fascia più bassa di rischio Covid. Vi entrano anche Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e Trento. Restano l'obbligo di mascherina e il divieto di assembramenti


Zona bianca da oggi - lunedì 14 giugno - per Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e provincia autonoma di Trento. Con questi ultimi cambi di colore diventano 13 le regioni nella fascia più bassa di rischio covid, con regole meno rigide e niente coprifuoco. Zona bianca, quindi, per circa due terzi degli italiani: oltre 40 milioni di persone. Anche in questa fascia rimane l'obbligo della macherina sia all'aperto sia al chiuso e il divieto di assembramento. Regole meno vincolanti per i ristoranti: nessun limite alle presenze al tavolo all'aperto, 6 commensali al tavolo se il locale è al chiuso. I locali pubblici potranno osservare orari liberi.

REGOLE ZONA BIANCA

Se nella zona gialla c'è ancora il coprifuoco dalle 24 alle 5, per chi si trova in fascia bianca il coprifuoco viene abolito immediatamente. Ciò vuol dire che non è più necessario rientrare a casa entro una certa ora: ci si può insomma spostare senza limiti di orario. In questa zona i bar, i ristoranti e le altre attività di ristorazione sono aperti ed è possibile consumare cibi e bevande al loro interno, senza limiti orari.

Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Le nuove regole prevedono che in zona bianca all’aperto non ci siano limiti di persone ai tavoli (tra i quali deve esserci comunque il distanziamento di un metro), mentre nei bar e nei ristoranti al chiuso potranno sedere allo stesso tavolo massimo sei persone salvo che siano tutti conviventi. Resta invece il divieto di assembramento e l'obbligo di mascherina, sia all'aperto sia al chiuso.

SPERANZA: "GIORNO IMPORTANTE, INSISTERE COI VACCINI"

Con l'Rt stabile a 0.68 e il valore medio nazionale dell'incidenza dei casi di Covid che scende ancora, attestandosi a 26 casi per 100.000 abitanti, a fine mese tutte le regioni potrebbero passare in zona bianca. Una svolta in arrivo soprattutto grazie al buon andamento della campagna vaccinale, come sottolineato dal ministro della Salute Roberto Speranza:

"Vorrei riaffermare con forza che la campagna vaccinale è un'arma fondamentale per superare questa fase", ha detto il ministro, sottolineando che quello di oggi "è un giorno importante per il nostro paese perché arriveremo a due terzi degli italiani che saranno in zona bianca. E' una notizia molto buona che testimonia il positivo andamento della campagna di vaccinazione. Siamo ormai a 42 milioni di dosi somministrate con un italiano su due che ha avuto la prima dose. Dobbiamo insistere su questo terreno e continuare con ogni energia la campagna di vaccinazione, arma vera per provare ad aprire una fase diversa".

 

(Fonte: Adnkronos)

Coprifuoco, cosa cambia in zona bianca e gialla

Le modifiche dal 7 giugno nelle varie zone e per quanto riguarda gli spostamenti nelle ore notturne


Se nella zona bianca il coprifuoco non c'è già più, per le regioni che si trovano ancora in fascia gialla c'è una novità. Da domani 7 giugno infatti il coprifuoco si allunga dalle 23 alle 24. Resta il divieto di uscire prima delle 5 del mattino.

Si allungano quindi le serate con la possibilità, per chi è in zona bianca di cenare all'aperto con distanziamento dei tavoli di un metro ma senza limiti di persone. Mentre al chiuso il numero massimo è fissato a 6. Discorso diverso invece per chi si trova in fascia gialla, a rischio covid un po' più alto, dove resta il limite di 4 persone per tavolo, sia al chiuso che all’aperto.

A chi si trova in zona bianca sono consentiti gli spostamenti senza limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento, verso altre località della zona bianca; senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute; verso località della zona gialla, senza doverne giustificare il motivo, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti in zona gialla e di quelle relative agli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate; verso tutto il territorio nazionale, se la persona che si sposta è in possesso di una “certificazione verde COVID-19” valida (si veda la FAQ specifica), nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti nella zona di destinazione.

È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

A chi si trova in zona gialla invece sono consentiti i seguenti spostamenti:

- senza limiti di orario, verso tutto il territorio nazionale, se lo spostamento avviene per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute;

- dalle ore 5.00 alle 24.00, verso località della zona bianca o gialla, senza doverne giustificare il motivo.

 

(Fonte: Adnkronos)

Zona bianca: tocca a Veneto, Liguria, Abruzzo e Umbria. Via il coprifuoco. Tra dieci giorni il turno di Lombardia e Lazio, Fontana: "Proseguiamo in questa direzione e ci siamo"

La nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che andrà in vigore a partire dal 7 giugno sancisce il passaggio di altre quattro Regioni nella fascia a basso rischio e minori restrizioni. Per metà giugno quasi tutta Italia nella stessa situazione


In zona bianca anticipano congressi ed eventi

Nuove regioni in zona bianca da lunedì 7 giugno: Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto passano nella fascia di rischio minore con l'abolizione del coprifuoco e la riapertura anticipata di alcune attività. "Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia" Covid-19, "firmerà in giornata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dal 7 giugno. Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto passano in zona bianca", comunica il dicastero.

"Siamo di fronte ad uno scenario di progressiva decrescita dell'infezione. Se questo trend dell'incidenza continua, a metà giugno quasi tutta l'Italia sarà in zona bianca", ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, nella conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio regionale sull'epidemia di Covid-19.

"Abbiamo ricevuto la comunicazione ufficiale dal ministero della Salute - dice all'Adnkronos il presidente dell'Abruzzo Marco Marsilio -. E' una grande soddisfazione: siamo la quarta regione italiana e ciò grazie al lavoro svolto sul territorio per il contenimento del Covid-19". Contagi sempre più in calo. "E - prosegue Marsilio - abbiamo registrato un ulteriore crollo dell'incidenza dei casi che su 100 mila abitanti si aggira intorno a 20. La vaccinazione - aggiunge - va avanti e proprio oggi abbiamo raggiunto il traguardo del 50 per cento della popolazione vaccinata - almeno con la prima dose - tra coloro che si sono prenotati".

La zona bianca si allarga, visto che le 4 'nuove' regioni si aggiungono a Sardegna, Molise e Friuli Venezia Giulia. Tra 10 giorni, il 14 giugno, se il trend verrà confermato sarà il turno di Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia e provincia di Trento.

Attilio Fontana: "Lockdown in Lombardia? Fake news, lo abbiamo detto anche  ieri" - ilGiornale.it

"In Lombardia da 10 giorni abbiamo numeri da zona bianca, numeri che devono essere confermati fino al 14 giugno. Se verranno confermati entreremo in zona bianca", ha detto Attilio Fontana, governatore della Lombardia, ospite a Sky Tg 24. Se le cose andranno bene, ha assicurato Fontana, "sicuramente" la Lombardia sarà in zona bianca. "Noi abbiamo un tasso di incidenza che è 31 su 100mila - ha aggiunto Fontana - una riduzione dei posti occupati in rianimazione e negli ospedali, sono tutti dati che confermano che in questo momento saremmo in zona bianca. Proseguiamo in questa direzione e saremo in zona bianca".

 

(Fonte: Adnkronos)

Covid, le Regioni migliorano: da lunedì nessuna in rosso. L'indice Rt fa discutere, aumenta ma diminuisce l'incidenza. Fedriga: "Poco affidabile, va superato"

La Valle d'Aosta dovrebbe diventare arancione. Verso un cambio di colore anche per Calabria, Puglia e Basilicata: dall'arancione al giallo. Incerta ancora la situazione per la Sardegna. Giù ricoveri intensive, solo 5 Regioni sopra la soglia. Sale ancora l'indice Rt a 0.89, scende incidenza: il valore all'esame della cabina di regia


Ecco cosa si può fare dal 26 aprile: torna la zona gialla, “pass verde” per  muoversi tra regioni - La Stampa

L'Italia diventa sempre piu' gialla e nessuna regione dovrebbe essere rossa: la Valle d'Aosta dovrebbe, infatti, diventare arancione. Verso un cambio di colore anche per Calabria, Puglia e Basilicata che dovrebbero passare dall'arancione al giallo. Incerta ancora la situazione per la Sardegna. Le decisioni, sulla base dei dati della cabina di regia verranno prese dal ministro della Salute Roberto Speranza con le ordinanze delle prossime ore.

L'Italia,  stando a fonti riportate dall'agenzia Ansa, avrebbe solo due regioni in arancione: la Sicilia e la Valle d'Aosta. I cambi di fascia partiranno lunedi prossimo.

Miglioramento generale del rischio in Italia per l'epidemia di Covid, con nessuna Regione a rischio alto per la seconda settimana consecutiva, secondo  quanto compare nella bozza di monitoraggio Iss-Ministero della Salute che sarà presentato oggi. Sei Regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane). Le altre 15 Regioni e province hanno una classificazione di rischio basso. Una Regione (Molise) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l'uno.

Scende il numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica, evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale: si tratta di 5 contro le 8 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica (27%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.748 (27/04/2021) a 2.423 (04/05/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (29%). Le persone ricoverate passano da 20.312 (27/04) a 18.176 (04/05). 

Sale anche questa settimana l'indice di contagio del coronavirus in Italia che passa dallo 0.85 della scorsa settimana a 0.89. E' questo il valore che, secondo quanto si apprende, stanno valutando gli esperti della cabina di regia. L'incidenza secondo gli ultimi calcoli sarebbe ancora in discesa dal valore 146 registrato nel monitoraggio della scorsa settimana, arrivando ora a 127. 

 

(Fonte: Ansa)


Covid, 140 amministratori del Fvg a Fedriga: "Più equilibrio, meno attacchi  di parte"

Covid, Fedriga: "Allo studio seconda dose vaccino in vacanza". Cirio: "Nostre montagne come le isole, vanno vaccinate"

"Se si ritiene giusto vaccinare gli abitanti delle isole minori, che soffrono una carenza di ospedali e strutture sanitarie, lo stesso dovrebbe valere anche per le aree montane, che non sono in una situazione molto diversa". Lo afferma il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, incontrando un gruppo di lavoratori stagionali valsusini che stamattina ha inscenato una mini-protesta davanti alla sede della Regione a Torino.

Obiettivo, spiega, "vaccinare gli abitanti e gli operatori delle montagne piemontesi, creando così delle bolle covid-free sul modello di quanto è stato proposto per le isole italiane e far ripartire il turismo". 

"La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l'indice rt che oggi andiamo a valutare". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che lo ritiene poco affidabile,intervenendo a Sky Tg24. In alternativa, per Fedriga "un indice da tenere in considerazione è il rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare segnale importante, e che non dà una visione distorta". "Avremo un confronto come Regioni con il Commissario Figliuolo" per verificare la possibilità che a una persona vaccinata con la prima dose possa essere somministrata la "seconda dose in vacanza- ha poi annunciato Fedriga-. Stiamo vedendo se è possibile organizzare questo, stiamo lavorando ma siamo di fronte alla campagna più grande della storia dell'umanità. Molte cose si possono risolvere, altre sono molto difficili, qualche disagio può esserci".

"Credo che il commissario debba favorire quelle Regioni che stanno rispettando i target dati e noi li abbiamo anche superati", ha detto la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, al termine della sua visita all'Ospedale di Vimercate, commentando la richiesta fatta ieri dal governatore Fontana di avere ulteriori dosi AstraZeneca qualora nelle altre regioni venissero rifiutate. "Da noi meno dell'1% delle persone vaccinate rifiuta AstraZeneca - ha aggiunto - anche perché i nostri medici spiegano loro che questo è un vaccino sicuro ed efficace". "Nell'ordine del giorno della prossima commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che sarà mercoledì, ci sarà il tema della possibilità di poter vaccinare le persone che si spostano in altre regioni, anche per vacanza". "Noi in Lombardia abbiamo vaccinato tutte le persone che lavorano nel nostro territorio, quindi - ha aggiunto - credo che sia auspicabile che la stessa possibilità possa essere data alle persone che si spostano verso altre regioni o per vacanza o per altri motivi".

Intanto ieri sono state di nuovo superate le 500 mila dosi di vaccino somministrate in un giorno in Italia, secondo il Commissariato all'emergenza. Per l'esattezza alle 4 di stamani risultavano somministrare 501.236 dosi. Oltre 16 milioni di italiani hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il coronavirus, il 26,7% della popolazione, secondo il 'contatore' di Sky Tg24 su dati del ministero della Salute. Tra loro ci sono anche gli oltre 6,8 milioni che hanno ricevuto anche il richiamo o la monodose di Johnson&Johnson, completando quindi il ciclo vaccinale. 

"Il mese di maggio è un mese di transizione. Io mi aspetto 17 milioni di vaccini, stanno arrivando e arriveranno con cadenza settimanale così come li avete visti giungere in questa prima settimana. Ci daranno modo di tenerci sull'obiettivo", ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo a margine della visita all'hub vaccinale di Pescara, nell'ambito della sua tappa in Abruzzo. Per quanto riguarda le aziende, il generale sottolinea che "i punti aziendali partiranno più avanti quando avremo più vaccini e dopo aver messo in sicurezza gli over 65 e i fragili. Da lunedì - ricorda - partono le prenotazioni per gli over 50. Stiamo piano piano vedendo sempre più luce - conclude - e stiamo attraversando il tunnel". 

(Fonte: Ansa)

Coprifuoco, le Regioni incalzano il governo: "Spostarlo alle 23". Di Maio: "Superarlo il prima possibile". Zingaretti cauto

il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga: "Proposta di ampliarlo per permettere di lavorare la sera". Salvini: "Con dati positivi mantenerlo avrebbe solo una ragione ideologica"


Massimiliano Fedriga, cuore diviso tra Elena e la Lega. E' anche un amante  della casa – Corriere dell'Umbria

"Le Regioni hanno proposto di ampliare alle 23 il coprifuoco così da permettere di lavorare la sera. Dobbiamo guardare anche a quelle attività che sono ancora chiuse per andare verso un processo di riaperture in sicurezza. Penso a palestre, settore wedding...". Lo ha scritto questa mattina su Twitter il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.

"E' da un mese intero che va avanti questa opera positiva di messa in sicurezza e di ritorno alla normalità. Se i dati continueranno ad essere positivi, accanirsi con chiusure, divieti, multe e coprifuoco non avrebbe una ragione concreta ma solo una ragione ideologica", ha ribadito anche ieri Matteo Salvini, leader della Lega, a 'Reteveneta'.

Sul punto si è espresso con maggiore cautela Nicola Zingaretti del Pd, ospite stamattina di 'Agorà' su Rai 3, ricordando che "il tasso di contagio sta scendendo e i morti calano anche perché c'è il coprifuoco, anche perché abbiamo capito che bisogna legare la rimozione di alcune misure al calo dei contagi''.

"Siamo tutti d'accordo che il coprifuoco debba essere superato e stiamo lavorando per superarlo il prima possibile", si è limitato a dire il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ieri da Londra, dove si trova per il G7.

Vaccini, altri 2,2 milioni di dosi Pfizer. E' il lotto più grande giunto finora in Italia, Regioni verso lo sprint

Sono 2,2 milioni le dosi di vaccino Pfizer che verranno distribuite da oggi alle Regioni/Province autonome. L'afflusso in Italia del vaccino è iniziato nella giornata di ieri e si concluderà oggi, quando - a seguire - partiranno tutte le consegne dirette verso le oltre 200 strutture sanitarie designate dalle Regioni.  "Il lotto di Pfizer è il più consistente in assoluto tra quelli approvvigionati dall'inizio della campagna vaccinale", si legge in una nota il Commissariato all'emergenza.

  • Pubblicato in Salute

Vaccini, accelerazione Pfizer: da oggi 1,5 milioni di dosi per le Regioni

"Inizierà oggi la consegna alle Regioni di oltre 1,5 milioni di dosi di vaccino Pfizer di cui è previsto l'arrivo in mattinata presso gli aeroporti di Ancona, Bergamo Orio al Serio, Brescia Montichiari, Bologna, Malpensa, Napoli, Pisa, Roma Ciampino e Venezia". Lo rende noto il commissariato all'emergenza Covid. "Le dosi verranno consegnate direttamente alle strutture designate dalle Regioni, per la successiva distribuzione ai punti di somministrazione". 
Verranno distribuite a partire da oggi le 184 mila dosi di vaccino Janssen (Johnson & Johnson) immagazzinate presso l'hub nazionale vaccini della Difesa di Pratica di Mare. L'indicazione è stata disposta dal Commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, sentito il ministro della Salute, Roberto Speranza, a seguito della comunicazione dell'Agenzia Italiana per il Farmaco, che ha dato via libera all'uso del vaccino dopo la sospensione precauzionale.

Scuola, riapertura del 26 aprile, test salivari per gli studenti, vaccini per gli insegnanti: tutti i dubbi dei sindacati. Il nodo dei trasporti allarma le Regioni

La Flc Cgil chiede che il Governo rivaluti la scelta per la ripresa attività scolastiche in presenza al 100% dal 26 aprile e lavori concretamente per raggiungere l'obiettivo in sicurezza a partire dalla ripresa immediata della campagna di vaccinazione. La Cisl teme difformità territoriale sui tamponi. Lo Snals: "Siamo alle soglie degli esami maturità: chiediamo che per il personale commissioni abbia la seconda dose prima dell'avvio"


Scuola, Miozzo (Cts): in classe niente mascherina se c'è distanza - Il Sole  24 ORE

Il ministero della Salute sta valutando l'evidenza del test salivare per monitorare, attraverso gruppi di alunni, e prevenire l'eventuale contagio importando il 'modello Lazio e Bolzano' a scuola un po' in tutte le Regioni, ma sono queste ultime che hanno la competenza: e questo ci preoccupa, avremo ancora una volta una situazione a macchia di leopardo". Lo dice Maddalena Gissi, segretario Cisl Scuola.

Gissi sottolinea come sia sbagliata la difformità tra territori che ha portato la dad a richiesta, per esempio, in Puglia. "Serve una presa di posizione di Regioni, Anci, Upi e Governo per garantire maggiore uniformità", aggiunge.

La Flc Cgil chiede che il Governo rivaluti la scelta per la ripresa attività scolastiche in presenza al 100% dal 26 aprile e lavori concretamente per raggiungere l'obiettivo in sicurezza a partire dalla ripresa immediata della campagna di vaccinazione. "Ci troviamo davanti a un atto di volontà politica non supportato da condizioni reali. Prima di decidere la riapertura al 100% in presenza bisogna riprendere subito la campagna di vaccinazione, rinnovare i protocolli di sicurezza, effettuare tracciamenti, anche a campione, valutare i dati dei vaccinati. In caso contrario non c'è alcuna garanzia", dice il segretario Francesco Sinopoli.

"Vogliamo che la scuola riapra in presenza ma siamo molto preoccupati: avremmo voluto un aggiornamento del protocollo di sicurezza con indicazioni precise invece tutto viene detto ma niente fatto e si riaprono le scuole. E' stata sospesa la campagna vaccinale per il personale della scuola ma ci sono forti percentuali in alcune regioni che non hanno raggiunto neppure il minimo delle vaccinazioni. Siamo alle soglie degli esami maturità: chiediamo che per il personale commissioni abbia la seconda dose prima dell'avvio". Lo dice all'ANSA Elvira Serafini dello Snals dopo l' incontro tecnico al ministero dell'Istruzione. "Abbiamo chiesto i tamponi salivali, la tracciabilità è necessaria anche sugli studenti ma tutto viene detto e niente fatto. Aspettiamo delle indicazioni precise dal Cts ma verdetto del Cts è ancora atteso e già è stato detto che tutta la scuola riapre. Ci sembra grave", ha concluso Serafini.

Obbligatorio per i docenti l'uso delle mascherine negli spazi condivisi -  Ticinonline

"Non ci sono le condizioni per garantire la sicurezza di alunni e personale il prossimo 26 aprile anche nelle zone arancioni e rosse. Ma si rischia anche un nuovo anno scolastico con gli stessi problemi senza la revisione dei parametri per formare le classi e la revisione degli organici su cui ci si era impegnati con la sottoscrizione degli accordi", dice il sindacato Anief, guidato da Marcello Pacifico, al termine dell'incontro.  

Da oggi saranno 6 milioni e 850 mila gli alunni fisicamente in aula sugli 8,5 milioni totali degli istituti statali e paritari, 8 su 10. Sono 291 mila in più della scorsa settimana, tutti della Campania, che è uscita dalla zona rossa. Restano in fascia di massimo rigore Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta, con 390 mila alunni in didattica a distanza (dad). In tutto saranno quasi un milione e 657 mila quelli ancora a casa in dad la prossima settimana. Dal 26, invece, in zona gialla e arancione tutte le scuole saranno in presenza al 100%. In zona rossa le lezioni si svolgeranno in classe fino alla terza media (ora è fino alla prima), mentre alle superiori l'attività si svolgerà almeno al 50% in presenza.

Covid, Speranza su prossimo dpcm: “Non possiamo allentare le misure” -  Cronaca Monza

"Un rischio ragionato, non folle" ha commento il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha definito l'istruzione "architrave della nostra società". Il ministero sta lavorando a tappe serrate in vista del rientro in classe di tutti gli studenti, ma i problemi non mancano. Due su tutti: i trasporti e, come segnalato dai presidi, il sovraffollamento degli istituti, con l'impossibilità in molte classi di mantenere il distanziamento. In questi casi, il ritorno alla Dad sarà una conseguenza obbligata.

In settimana, ha annunciato la ministra Mariastella Gelmini, ci sarà un tavolo con i colleghi delle Infrastrutture, dell'Istruzione e i presidenti delle Regioni dove si affronteranno "i temi della logistica", a cominciare da quello cruciale dei trasporti. "Ci vorrà il tracciamento per individuare in tempo eventuali contagi a scuola, ma il ritorno in classe almeno per un mese è un fatto doveroso", ha ribadito Gelmini.

Dal 26, in zona gialla e arancione tutte le scuole saranno in presenza al 100%. In zona rossa le lezioni si svolgeranno in classe fino alla terza media (ora è fino alla prima), mentre alle superiori l'attività si svolgerà almeno al 50% in presenza.

Rientro a scuola, insegnanti irresponsabili o sacrificabili? La polemica  copre il vero problema - Il Fatto Quotidiano

Sembra insomma un déjà vu di settembre, quando la scuola ripartì tutta in presenza, ma stavolta la differenza la fanno i vaccini al personale scolastico, con il 73% che ha ricevuto la prima dose, 3 su 4. "E' criticabile la sospensione del piano vaccinale nei confronti del mondo della scuola che riguarda 1,5 milioni di persone, per procedere invece con fasce d'età. Dovrebbe essere invece fatto parallelamente", chiosa Antonello Giannelli, presidente dell'Anp (l'Associazione nazionale presidi).
 A preoccupare sono ancora i trasporti, sempre troppo affollati, "un tema che riguarda soprattutto gli alunni superiori. Ci sono 390 milioni di euro per i trasporti, ma quando ne vedremo gli effetti?", si chiede sempre Giannelli.

"C'è un limite fisiologico rappresentato dal numero insufficiente di bus - dice senza mezzi termini il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga - Insieme ad Upi ed Anci abbiamo chiesto un incontro al Governo per rivedere gli orari di entrata ed uscita dalle scuole". Il ministero di Bianchi sta preparando una circolare che ricorderà alle scuole cosa è possibile fare per evitare assembramenti, come ingressi scaglionati, appunto, ore da 50 minuti, didattica digitare integrata, turnazione, insomma gli stessi modelli organizzativi che erano previsti anche lo scorso settembre.

Parallelamente vanno avanti i tavoli prefettizi per le aperture delle scuole superiori.

 Il ritorno al 100% in presenza rappresenta però un rischio per i presidi: "La scuola è un luogo naturale di assembramento - spiega Giannelli - Se si torna al 100% in molte aule non sarà possibile rispettare il metro di distanziamento. In questo caso la scuola si vedrà costretta a ridurre la presenza dei ragazzi e alternarla alla dad, facendo rotazioni. Bisogna valutare questo rischio". Certo è che le scuole, grazie al decreto Sostegni, hanno ricevuto 150 milioni da spendere anche per la sicurezza, come l'acquisto di mascherine, obbligatorie dai 6 anni in su, impianti si areazione, prodotti di igiene degli ambienti, termoscanner, tamponi.
Sul tema dei concorsi, infine, la sottosegretaria all'Istruzione Barbara Floridia chiede di far ripartire quello ordinario già bandito, mentre il sottosegretario Rossano Sasso della Lega sollecita subito stabilizzazioni per titoli e servizio perché, a suo dire, i concorsi non sono sufficienti a coprire le carenze di personale. 

 

(Fonte: Ansa)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS