Il politically correct piomba su Disneyland: il bacio del Principe a Biancaneve "non è consensuale"

Disneyland California ha riaperto dopo il lockdown, ma il risveglio non è stato certo "da favola". La stampa Usa si è scagliata contro il più famoso dei baci immaginari: "Può essere di vero amore solo se una persona sa che cosa sta succedendo". Che dire? Ci hanno rotto... l'incantesimo


La gioia dopo la riapertura post lockdown, a Disneyland California, è durata poche ore. A inghiottirla è arrivata l'onda del politically correct che ha travolto l'attesa nuova attrazione, Snow White’s Scary Adventure, un parco giochi interattivo dedicato alla mitica Biancaneve e al suo immaginario . Inopportuno perché non consensuale, il bacio che il Principe le dà sul finale per risvegliarla dall'incantesimo. Sul piede di guerra la stampa americana. Il San Francisco Gate tuona: "Un bacio può essere di vero amore solo se una persona sa che sta succedendo”.

"Non siamo già d’accordo sul fatto che il consenso nei primi film Disney sia una questione importante? Che insegnare ai bambini a baciarsi, quando non è stato stabilito se entrambe le parti sono disposte a impegnarsi, non va bene?”, ha continuato il giornale.

”È difficile capire perché la Disneyland del 2021 scelga di aggiungere una scena con idee così antiquate su ciò che un uomo può fare a una donna, soprattutto considerando l’attuale enfasi della società sulla rimozione di scene problematiche da giostre come Jungle Cruise e Splash Montagna. Perché non reimmaginare un finale in linea con lo spirito del film e il posto di Biancaneve nel canone Disney? ” ha concluso il giornale.

Jungle Cruise aveva suscitato polemiche per alcune rappresentazioni ambigue di popolazioni indigene. 

(Fonte: Tgcom24)

Scuola, la previsione del ministro Bianchi: "Tra 10 anni 1,4 milioni di studenti in meno" (VIDEO)

Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, in audizione in commissioni Cultura congiunte: "Abbiamo bisogno di prof per avere classi più piccole e aumentare il tempo a scuola". Il grosso problema della dispersione - (VIDEO)


Dati e supercalcolo nella transizione economica. Intervista a Patrizio  Bianchi - Pandora Rivista

Le Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato, presso la Sala del Mappamondo, svolgono l'audizione del ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, sulle linee programmatiche del suo dicastero

"Il ministero così come è oggi, non è più in grado di organizzare la specificità e la complessità dei compiti. Stiamo ampliando l'età dell'educazione dai 0 anni fino alla formazione continua: serve un dipartimento che si occupi di formazione tecnica superiore, dobbiamo mettere mano all'organizzazione del ministero e degli organi decentrati", ha detto il ministro dell'Istruzione.

Il ministro ha parlato della necessità di una riforma del ministero dell'Istruzione e della governance complessiva. "Poi vanno rafforzate le strutture del sistema scolastico: il Piano di ripresa e resilienza ci aiuta moltissimo basta pensare agli investimenti per la fascia dei più piccoli", ha aggiunto.

"Il Mef ci ha riconosciuto gli organici del passato e ha dato qualcosa in più. Nei prossimi 10 anni avremo 1 milione e 400 mila ragazzi in meno, avremmo quindi dovuto avere tanti insegnanti in meno. Abbiamo bisogno di prof per avere classi più piccole e aumentare il tempo scuola. Dobbiamo uscire dalla meccanica lineare tot docenti-tot studenti. Abbiamo bisogno anche di più dirigenti. I dirigenti hanno una funzione fondamentale, non abbiamo dato il giusto peso alla gravosità degli impegni che hanno avuto, va e andrà riconosciuto di più nel confronto contrattuale".

"La pandemia come choc esterno ha esasperato le diversità e messo a nudo delle situazioni non più sostenibili come il diritto allo studio: abbiamo un indice insostenibile di dispersione scolastica. C'è una dispersione esplicita, di chi non riesce a raggiungere titolo di studio, e chi lo consegue ma non ha le competenze adeguate. Dobbiamo iniziare fin dall'estate a fare un ponte verso l'anno prossimo usando fondi già in carico al ministero, 150 milioni. Altri 320 milioni li metteremo a disposizione per una struttura di supporto che dall'estate si proietti all'anno prossimo: inizieremo ad avere una scuola più aperta e interattiva col territorio, come parte di una nuova fase di scuola. Altri 40 milioni li dedichiamo alla povertà educativa" con progetti che "si rivolgono alle aree periferiche e marginali: è una azione che va vista nella logica di un riequilibrio". 

"Abbiamo il tema del transitorio: come recuperare coloro che hanno accumulato esperienza e che hanno bisogno di stabilità - ha detto il ministro dell'Istruzione -, su quasi 500 mila posti comuni, abbiamo oltre 200 mila docenti a tempo determinato con situazioni diverse: la cosa sbagliata e trattarli tutti allo stesso modo, sono persone con esperienze, titoli e esperienze diverse. Stiamo ragionando col Mef per capire come riconoscere titoli e merito diversi e permettere di far confluire queste persone all'interno di una visione stabile per far partire la macchina di una assunzione regolare e continua". 

"Bisogna programmare - ha detto Bianchi - le uscite degli insegnanti: con l'Inps siamo riusciti ad avere per tempo le previsioni di uscita di quest'anno e dei prossimi 10 anni e ci vuole anno per anno la possibilità di reclutamento che tenga conto delle uscite per garantire continuità e stabilità nei processi di reclutamento. Inoltre la professione del docente va riconosciuta anche in termini salariali, servono carriere più articolate per i docenti e tutto il personale delle scuole". 

 

(Fonte: Ansa)

Scuola, da lunedì 26 aprile in classe quasi il 90% degli alunni italiani

Da lunedì 26 aprile almeno 7,6 milioni di alunni saranno in classe (l’89,5%). In base alla capienza delle scuole e al 'colore' delle Regioni, il numero di alunni in presenza per tutti gli ordini di scuola sarà compreso in una forchetta tra 7,6 e 8,5 milioni. In particolare dal 26 aprile il numero degli alunni in classe potrebbe oscillare complessivamente – secondo le stime di Tuttoscuola – tra 7.611.372 e 8.506.765, cioè tra l’89,5% e il 100% dell’intera popolazione scolastica delle scuole statali e paritarie. La variabilità riguarda le superiori. In ogni caso si registrerà un significativo incremento rispetto ai 6 milioni e 850mila alunni (l’80,5%) a scuola in questa settimana.

Per chi suona la campanella: 5,6 milioni di alunni sono tornati a scuola. La carica dei più piccoli contro l'emergenza

Due studenti su tre di nuovo in classe, anche in zona rossa. Lombardia, Lazio, Veneto e Campania le regioni più interessate dalle riaperture. Il ministro Bianchi: "Luogo sicuro ma non campana di vetro, serve responsabilità dentro e fuori"


E' suonata la campanella stamattina per circa 5,6 milioni di alunni che sono ritornati a seguire le lezioni in presenzaquasi il 66% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie, due su tre. Tra loro sono 2,7 milioni gli alunni più piccoli della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, ammessi a scuola dal DL 44, anche se si trovano in regioni classificate in zona rossa. Per le stesse ragioni nelle regioni in zona rossa potranno accedere ai servizi per la prima infanzia (asili nido, 0-3 anni) anche 212 mila bambini.

Sono 2,9 milioni gli studenti che rimangono con la didattica a distanza. Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguiranno le attività didattiche a scuola complessivamente 1.393.010 bambini delle scuole dell'infanzia (il 100%), 2.605.865 alunni della primaria (il 100%), 1.019.904 alunni della scuola secondaria di I grado (il 59,5%) e parzialmente in alternanza al 50% 549.929 studenti delle superiori (il 19,7%).

"Tornano a scuola i bambini più piccoli, anche in zona rossa, e questo è un grande segno di fiducia nel Paese. I ragazzi vanno al 50% nelle zono arancioni ma stiamo lavorando tutti moltissimo perché possano tornare anche loro nelle loro scuole il prima possibile", ha affermato il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto ieri al TG3. "La scuola - ha aggiunto - è sicura ma non è sotto una campana di vetro. Quindi quel grado di responsabilità che tutti dobbiamo avere, non deve essere soltanto dentro la scuola ma deve essere dappertutto, fuori e dentro questa grande comunità".

Papà Francesco e la Via Crucis con bambini in una piazza San Pietro deserta (VIDEO)

Papa Francesco ha presieduto la Via Crucis, che si è tenuta il Venerdì Santo in una piazza San Pietro deserta. La cerimonia si svolgeva solitamente intorno al Colosseo illuminato di Roma dal 1964, ma a causa delle restrizioni del Covid-19 si è svolta in piazza San Pietro, per il secondo anno consecutivo, al fine di evitare il raduno di grandi folle. Al fianco del Pontefice bambini e ragazzi, protagonisti di questo Venerdì Santo, a cui sono stati affidati i testi delle meditazioni e delle preghiere.

Scuola, l'allarme terza ondata riporta la Dad: col nuovo Dpcm da lunedì lezioni da casa possibili per sei milioni di studenti

Le elaborazioni di Tuttoscuola sugli effetti delle nuove misure. Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, ribadisce: "La scuola non chiude, non ha mai chiuso. Gli insegnanti sono sempre stati presenti"


Da lunedì 8 marzo oltre 6 milioni di studenti potrebbero seguire le lezioni da casa, se i governatori regionali disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. E' la conseguenza di quanto disposto dal nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 6 marzo.

 La proiezione del numero di alunni costretti alla didattica a distanza, la fa la rivista specializzata Tuttoscuola e potrebbe portare quindi a un raddoppio rispetto agli oltre 3 milioni di alunni che dallo scorso 1° marzo risultano in DaD. 

Bianchi ribadisce, la scuola non chiude - "La scuola non chiude, non ha mai chiuso. Gli insegnanti sono sempre stati presenti". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, a Rainews24. "La parola Dad non mi piace, non è didattica a distanza ma di avvicinamento e la facciamo solo in situazioni estreme. Ora dobbiamo passare la piena" dell'emergenza.

Gelmini: scuole aperte dove possibile, bene lo sforzo Azzolina - "Abbiamo provato a tenere aperte le scuole ovunque sia possibile, non esiste divisione tra chi le vorrebbe aperte e chi chiuse. Sono un servizio essenziale, se viene tolto è una perdita per ragazzi e per le famiglie. Non ho condiviso molte cose della ministra Azzolina, ma ho apprezzato il suo sforzo per tenerle aperte più possibile". Così la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini in Commissione parlamentare.

 

(Fonte: Ansa)

Dad nel mirino del cybercrime: a gennaio attacchi informatici aumentati del 60%

La ricerca di Kaspersky preoccupa le famiglie: la più colpita e anche la più popolare è Zoom, con più di 300 milioni di utenti al giorno. La seconda piattaforma più sfruttata dai cybercriminali è stata Moodle, seguita da Google Meet


Dalla didattica a distanza all'aumento dei bus, come funziona la scuola  regione per regione - Il Sole 24 ORE

Le piattaforme di didattica a distanza si confermano nel mirino degli hacker, con oltre un miliardo di ragazzi nel mondo costretti dalla pandemia all'e-Learning (dati del World Economic Forum).

Secondo una ricerca di Kaspersky, a gennaio gli attacchi contro i servizi online dedicati alla scuola sono aumentati del 60% rispetto alla prima metà del 2020, con oltre 270mila utenti che da luglio a dicembre 2020 sono stati colpiti da minacce che hanno usato come esca le piattaforme di apprendimento.

La più colpita e anche la più popolare è Zoom, con più di 300 milioni di utenti al giorno. La seconda piattaforma più sfruttata dai cybercriminali è stata Moodle, seguita da Google Meet.

Il numero di utenti che hanno incontrato queste minacce è aumentato per tutte le piattaforme tranne Google Classroom.

Kaspersky stima che circa il 98% delle minacce incontrate erano 'not-a-virus', che si dividono in adware e riskware. L'adware bombarda gli utenti con annunci pubblicitari indesiderati, mentre il riskware è costituito da vari file - dalle barre degli strumenti del browser agli strumenti di amministrazione remota - che possono eseguire varie azioni sul computer dell'utente senza il suo consenso.

Le minacce che sfruttano popolari app per video riunioni e piattaforme di corsi online raggiungono l'utente attraverso falsi installatori di applicazioni, con cui entrano in contatto su siti web non ufficiali progettati per sembrare le piattaforme originali o all'interno di e-mail di phishing camuffate da offerte speciali o da notifiche della piattaforma.

 

(Fonte: Ansa)

La Disney vieta "Dumbo", "Gli Aristogatti" e "Peter Pan" ai minori di 7 anni: veicolano stereotipi e messaggi razzisti. La "cancel culture" tra il ridicolo e il preoccupante

I film sono stati cancellati dalla sezione Disney+ dedicata ai bambini, ma restano visibili per gli adulti con la "dovuta" nota introduttiva che spiega come i programmi "includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazioni e culture" e quindi "piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l'impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo", come recita il disclaimer che precede i titoli di testa dei film


Il live action di "Peter Pan": nel cast anche Jude Law? - 361magazine

La "cancel culture" come viene definita dai più scettici, che ne contestano le scelte falsamente moraliste, colpisce ancora. Questa volta a cadere sotto la scure della censura sono tre pietre miliari del cinema per bambini "Dumbo", "Gli Aristogatti" e "Peter Pan". Disney ne ha vietata la visione ai minori di sette anni perché veicolerebbero stereotipi e messaggi dannosi e razzisti.

I film sono stati cancellati dalla sezione Disney + dedicata ai bambini, ma restano visibili per gli adulti con la "dovuta" nota introduttiva che spiega come i programmi "includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture" e quindi "piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo", come recita il disclaimer che precede i titoli di testa dei film.

Gli aristogatti (1970) - Streaming | FilmTV.it

Ecco perché i tre cartoon sono stati censurati
In pieno clima da "revisionismo storico" la nuova morale di Hollywood, che trova moltissimi in disaccordo, ha deciso di contestare a "Dumbo" i versi di una canzone che suonerebbero irrispettosi verso gli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni (“E quando poi veniamo pagati, buttiamo via tutti i nostri sogni”), 

Peter Pan avrebbe invece denigrato i nativi americani chiamando i membri della propria tribù Giglio Tigrato “pellirosse”, un titolo considerato offensivo. Infine Gli Aristogatti sarebbero colpevoli di aver offeso il popolo asiatico con la caricatura Shun Gon, il siamese con denti spioventi, gli occhi a mandorla e le bacchette.

 

(Fonte: tgcom24)

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