updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

UFC, Vettori infinito sogno italiano: demolisce Holland e ora sfida Adesanya per il titolo (VIDEO)

Il fighter trentino sull'ottagono di Las Vegas domina l'americano e lo sfinisce con la lotta a terra vincendo il suo quinto incontro consecutivo. "The italian dream" insaziabile: "Non sono felicissimo, volevo finirlo prima del limite. A ottobre voglio il campione, magari in Italia" - (GUARDA GLI HIGHLIGHTS E L'INTERVISTA)


MMA UFC, Marvin Vettori domina Kevin Holland e si candida per il Mondiale!  - Eurosport

Marvin Vettori batte Kevin Holland e vince ancora. Il 27enne di Mezzocorona centra la 17esima vittoria nella UFC, la quinta consecutiva, imponendosi ai punti nel main event dell'appuntamento di Las Vegas. Vettori, che ha un record di 17-4-1, conquista il successo con una prova in controllo. L''italian dream' prende le misure dell'avversario nel primo round, in cui Holland riesce a sfruttare il maggiore allungo. Dal secondo round, Vettori prende il comando delle operazioni nell'ottagono e controlla costantemente le fasi di lotta a terra. Holland ha un sussulto all'inizio del quinto round, mettendo a segno un destro potente e preciso. Vettori incassa e riparte con la strategia consolidata: a terra, senza lasciare respiro al rivale che può solo difendere. Vettori controlla e vince 50-44, missione compiuta. (VIDEO)

"Non sono felicissimo, volevo vincere prima del limite e non ci sono riuscito. E' stata una vittoria nettissima, non sono felicissimo ma continuo a vincere: ho 5 vittorie di fila, a ottobre voglio sfidare Adesanya per il titolo", dice Vettori nell'intervista dopo l'incontro.

Lupo italiano a rischio per gli incroci col cane domestico: i numeri e le caratteristiche del fenomeno

 

Uno studio rivela che nel Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano e nelle zone circostanti dell'Appennino settentrionale prevalenza di ibridazione al 70%: minacciata l'identità genetica della specie


Secondo me... il lupo - #piemonteparchi

L’integrità genetica del lupo italiano è sempre più minacciata dall’ibridazione con il cane domestico. È quanto dimostrato in un recente studio condotto dalla Sapienza Università di Roma in collaborazione con il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) e il Centre Nationale de la Recherche Scientifique (Francia), pubblicato sulla rivista The Journal of Wildlife Management.

Il cane domestico è il risultato di una forte selezione attuata dall’uomo e di millenni di isolamento riproduttivo dal lupo. Nel tempo il cane ha sviluppato forme e comportamenti più appropriati alle necessità dell’uomo e profondamente diversi rispetto al suo progenitore selvatico. Dal punto di vista biologico, il cane e il lupo sono la stessa specie e in determinate circostanze possono accoppiarsi e generare ibridi fertili. Eppure, nonostante l’ibridazione con il lupo sia occasionalmente avvenuta fin dall’origine stessa della domesticazione del cane, oggi il timore è che il fenomeno sia in forte aumento a causa dell’espansione del lupo in aree maggiormente antropizzate, dove il rapporto numerico risulta ampiamente a favore della popolazione canina.

“Dai primi rari avvistamenti di ibridi negli anni ’70 e ’80, il fenomeno è stato ampiamente sottovalutato negli anni successivi - spiega Paolo Ciucci del dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza Università di Roma, coordinatore lo studio - Questo sia per le difficoltà tecniche intrinseche all’identificazione degli individui ibridi, inclusi i re-incroci di successiva generazione, sia per le complesse e delicate implicazioni gestionali del fenomeno. Inoltre, ad oggi sono stati pochi gli studi che hanno realmente quantificato l’ibridazione tra cane e lupo secondo parametri popolazionistici e modelli statistici adeguati, mentre gli strumenti di cui oggi disponiamo ci permettono di produrre stime più accurate”.

Sulla base di 152 campioni raccolti, corrispondenti a 39 lupi in 7 branchi differenti, i ricercatori hanno stimato una prevalenza di ibridazione del 70%, con individui ibridi presenti in almeno 6 dei 7 branchi monitorati. Inoltre, attraverso la ricostruzione genealogica è stato accertato che in almeno due di questi branchi gli individui ibridi godono dello status di riproduttori, e sono in grado quindi di tramandare le varianti genetiche di origine canina alle generazioni successive.

Nonostante la presenza di casi di ibridazione fosse stata originariamente ipotizzata, se si considerano gli effetti potenzialmente negativi che i geni di origine canina possono avere per la sopravvivenza del lupo allo stato selvatico, i risultati dello studio evidenziano uno scenario allarmante per la conservazione della specie e per la tutela della sua identità genetica.

“Grazie a una rete di collaboratori con competenze complementari, che ci ha permesso di applicare adeguate strategie di campionamento, congiuntamente a metodi formali di stima demografica e a tecniche di diagnosi genetica particolarmente efficienti, nel nostro lavoro abbiamo prodotto una stima accurata del fenomeno su scala locale - aggiunge Nina Santostasi, ricercatrice dello stesso dipartimento e prima autrice dello studio - I risultati che abbiamo ottenuto sottolineano con enfasi come le presunte barriere riproduttive comportamentali tra cani e lupi, o la diluizione di geni di origine canina nella popolazione di lupo, non siano da sole sufficienti a prevenire l’ibridazione e il suo dilagare all’interno della popolazione di lupo. Purtroppo, con ogni probabilità, questa situazione non è limitata all’area in cui abbiamo lavorato ed è fondamentale replicare con urgenza lo stesso tipo di studio anche nelle altre aree dell’areale della specie”.

I risultati dello studio evidenziano quanto sia fondamentale non ignorare il fenomeno e mettere in campo tutte le migliori competenze e capacità gestionali per preservare l’integrità genetica del lupo. Ma non solo, è necessario informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio di estinzione genomica. “È questo un concetto molto più difficile da comprendere e condividere di quanto non lo sia stato il rischio di estinzione demografica quando, nei primi anni ’70, l’Italia si è detta favorevole alla protezione legale della specie - conclude Ciucci -Paradossalmente, 50 anni più tardi, è la stessa identità genetica del lupo che è messa a rischio come conseguenza delle dinamiche espansive della specie, dell’elevato numero di cani vaganti e dell’inerzia gestionale”.

Le tecniche genetiche utilizzate dai ricercatori per identificare gli ibridi, che utilizzano il Dna estratto dagli escrementi di lupo, sono state messe a punto nel laboratorio di Genetica della Conservazione dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), da anni attivo nel settore.

La stima della prevalenza degli ibridi è stata effettuata nella popolazione di lupo che vive nel Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e nelle zone circostanti dell’Appennino settentrionale, un’area centrale e strategica della distribuzione del lupo nell’Appennino, dove i primi individui ibridi, o comunque morfologicamente devianti rispetto allo standard morfologico del lupo, erano già stati osservati dalla fine degli anni ’90.

 

(Fonte: Agi)

Sondaggi, continua il boom di Giorgia Meloni: Fratelli d'Italia ora terzo partito al 17,2%. Fuori dalla "zona Champions" c'è il vuoto

Confermate nella Supermedia di YouTrend per AGI le tendenze delle ultime settimane. Lega in calo ma resta in prima posizione, Pd in risalita (ma che ancora sotto ai livelli pre-dimissioni di Zingaretti) e lotta serrata per il terzo posto tra FdI (nuovo record) e 5Stelle. Staccata Forza Italia, piccole percentuali per Azione, Italia Viva e Sinistra Italiana


sondaggi politici

Nuovo record di consensi per Fratelli d'Italia, la Lega ancora in calo e il Pd in risalita. Sono i risultati della Supermedia settimanale di YouTrend per Agi che conferma le tendenze già riscontrate nelle ultime settimane.

I primi quattro partiti

Il partito di Salvini ottiene una performance non particolarmente brillante ma resta in prima posizione con il 22,9 per cento. Il Pd guadagna un prezioso 0,6 per cento che gli consente di piazzarsi al secondo posto con il 18,6% e di recuperare il terreno perduto, anche se non riesce ancora a tornare ai livelli precedenti alle dimissioni di Nicola Zingaretti. Lotta serrata per il terzo posto tra M5S e Fratelli d'Italia. Questa settimana la spunta il partito di Giorgia Meloni che raggiunge la percentuale record del 17,2%, portando a casa un guadagno ulteriore dello 0,3%. Il Movimento quindi si piazza solo quarto con il 17% e un incremento più ridotto dello 0,1%.

Le altre forze

Dietro i quattro principali partiti, che sono racchiusi in meno di 6 punti, c'è quasi il vuoto, con Forza Italia in calo al 7,5% e staccata di quasi 10 punti dal M5S. Tra le componenti di maggioranza, quella giallorossa sembra più in forma rispetto a quella di centrodestra, una dinamica che riflette probabilmente gli atteggiamenti sul tema riaperture/restrizioni.

Azione rimane stabile al sesto posto con il 3,3%, Italia Viva risale al 3,2%, Sinistra italiana conferma il 2,2% del 25 marzo. Articolo 1 cala all'1,8%, + Europa è stabile all'1,6% a pari merito con i Verdi.

Pd-M5S, incontro tra Letta e Crimi: si rafforza l'asse giallorosso per le comunali. "Proseguire il percorso comune e stop a cambi di casacca". Aspettando Conte...

Faccia a faccia questa mattina a Roma tra il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, e il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Tra i temi toccati l'emergenza Covid, le riaperture e le prossime elezioni amministrative


Un ballista d'acciaio": così i 5S insultavano Letta - IlGiornale.it

Il segretario del Pd Enrico Letta ha incontrato il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. E quello tra i due, spiegano fonti del M5S, è stato un "confronto positivo e cordiale, nel corso del quale è stata ribadita da entrambe le parti la volontà di proseguire nel percorso comune avviato già a partire dal governo Conte II".

L'avvocato Borrè contro Crimi: "Espulsioni dei senatori M5S illegittime" -  IlGiornale.it

Nell'incontro si è parlato anche delle prossime elezioni amministrative, rispetto alle quali "da parte del Movimento è stata ribadita la volontà di collaborare sui territori e nelle amministrazioni locali, come dimostrato anche recentemente dall'ingresso di un portavoce M5s nelle giunte di Lazio e Puglia, laddove dovessero crearsi le condizioni. Qualora ciò non dovesse avvenire - viene aggiunto - ciò non inciderebbe sul percorso comune già avviato".

 Secondo quanto si apprende, durante il colloquio, avvenuto presso la sede di Arel e durato oltre un'ora, la principale questione affrontata sarebbe stata anche quella relativa all'emergenza Covid e in particolare, fanno sapere fonti del M5S, "sulle risposte sanitarie ed economiche in atto e quelle da adottare, e il tema delle riaperture. È stato fatto il punto su come sostenere nelle prossime settimane il governo nel proseguo della campagna vaccinale e rispetto a imprese e famiglie". Altro argomento toccato, spiegano le stesse fonti, è stato quello dei meccanismi parlamentari e di alcune correzioni che vengono ritenute opportune, al fine di porre fine a storture, come quella del dilagante fenomeno dei cambi di casacca.

 

(Fonte Ansa)

Draghi il freddo diventa poco diplomatico: "Erdogan dittatore". I turchi furibondi convocano l'ambasciatore italiano: "Parole inaccettabili da un premier nominato sul nostro presidente eletto" (VIDEO)

"La forte condanna" del ministro degli Esteri turco, Mevlüt Cavusoglu, che è intervenuto reagendo alle affermazioni del presidente del Consiglio a proposito del "sofagate" che ha visto coinvolta la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen


Il SofaGate dimostra che per Erdogan non c'è posto in Europa. Scrive Gancia  (Lega) - Formiche.net

Draghi-Erdogan, si apre il caso diplomatico dopo le parole di ieri del premier italiano in riferimento al 'sofagate' di von der Leyen. Il presidente del Consiglio ha infatti definito il presidente turco "un dittatore" di cui però "si ha bisogno per collaborare" scatenando le proteste di Ankara, che ha quindi convocato l'ambasciatore italiano. "Condanniamo con forza le inaccettabili parole del premier nominato italiano sul nostro presidente eletto", ha tuonato su Twitter il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Cavusoglu, sulle dichiarazioni definite "impudenti" di Draghi.

"Non condivido assolutamente il comportamento di Erdogan nei confronti della presidente Von der Leyen, credo non sia stato appropriato. Mi è dispiaciuto moltissimo per l'umiliazione che Von der Leyen ha dovuto subire", ha detto ieri sera il premier Draghi in conferenza stampa, riferendosi all'episodio che ha visto la presidente della Commissione Europea rimanere senza sedia durante l'incontro avvenuto ad Ankara tra il presidente turco e i leader Ue. "La considerazione da fare - ha affermato Draghi scatenando l'ira dei turchi - è che con questi dittatori di cui però si ha bisogno per collaborare, o meglio cooperare, uno deve essere franco nell'esprimere la diversità di vedute, di comportamenti, di visioni, ma pronto a cooperare per gli interessi del proprio Paese". Dunque trovare l'"equilibrio giusto".

"In queste ore sto per sentire il presidente Draghi e poi coordineremo tutte quelle che sono le iniziative che si devono coordinare. Ovviamente non anticipo alcunché", ha commenta il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di 'Dritto e rovescio' su Retequattro.

GIORGIA MELONI PLAUDE AL PREMIER: "SU ERDOGAN PAROLE FERME E CHIARE"

"Fratelli d'Italia denuncia da anni la deriva autoritaria e islamista della Turchia di Erdogan e chiede alla Ue di ritirare ad Ankara lo status di Paese candidato. Bene le parole ferme e chiare del presidente Draghi. Pretendiamo rispetto e ci auguriamo che le dichiarazioni del presidente del Consiglio siano solo il primo passo del Governo per difendere con forza gli interessi italiani nel Mediterraneo e arginare l'espansionismo politico e culturale del regime islamista di Ankara". Lo afferma Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia.

"La Turchia è un rischio, è ai nostri confini, sta ricattando l'Europa e penso che un'Europa con un po' di spina dorsale non può subire il ricatto di un signore che usa milioni di rifugiati per portare a casa miliardi di euro", le parole del segretario della Lega, Matteo Salvini, ospite di 'Radio anch'io' su Radiouno Rai.

"E' lo stesso discorso della Cina -ha aggiunto- dobbiamo decidere se noi stiamo con le libertà, con le democrazie e con i diritti civili. Come si fa da sinistra a combattere per alcune leggi in Italia e poi a fregarsene e a fare accordi commerciali o politici con alcuni Paesi come la Turchia e la Cina che i diritti civili non li rispettano? Dal mio punto di vista la libertà vale in Italia ma vale in Turchia e vale in Cina".

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"Smettiamola di vaccinare psicologi di 35 anni". Draghi fa infuriare la categoria: "Battuta infelice, stiamo offrendo supporto a persone disperate" (VIDEO)

"Il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni, quindi bisogna vaccinare prioritariamente i più anziani. Figliuolo uscirà con una direttiva sulle regioni, smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi, psicologi di 35 anni". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa di ieri a Palazzo Chigi. Gli psicologi non l'hanno presa bene: ecco come hanno reagito


Linee guida Archivi - Ordine degli Psicologi del Lazio

"Caro Presidente Draghi, le confesso che ho trovato la sua battuta, in occasione della conferenza stampa di ieri, sugli psicologi di 35 anni che bisognerebbe smettere di vaccinare un inciampo infelice e irrispettoso di una categoria che sta offrendo supporto psicologico a centinaia di migliaia di persone. Persone angosciate, ansiose, alcune disperate perché hanno perso familiari, lavoro e identità". Lo ha dichiarato Federico Conte, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, in una nota.

"I colloqui di supporto psicologico - ha spiegato Conte - si svolgono a distanza, ma anche in presenza, perché curare le relazioni attraverso una videocamera non sempre è possibile, né rappresenta la scelta migliore. Gli psicologi lavorano in studi, mediamente piccoli, dove respirano per un’ora la stessa aria, per poi far uscire un paziente e, subito dopo, farne entrare un altro. Un collega proprio ieri mi diceva che la scorsa settimana ne ha ricevuti 58 in cinque giorni. Ci sono poi gli psicologi che lavorano dando supporto ai medici e agli infermieri che curano i malati Covid, e che non ne possono più di questa situazione. Ma ci sono anche gli sono psicologi che lavorano nelle Rsa, o nelle scuole, e quelli che lavorano con le persone con disabilità, o con i malati oncologici. Il vaccino, credo sia evidente, non serve allo 'psicologo di 35 anni', ma ai suoi pazienti, che spesso sono pazienti fragili".

"Non abbiamo ancora i dati - ha proseguito il presidente dell’Ordine - ma la percezione è che la domanda di intervento psicologico sia esplosa negli ultimi mesi, in una condizione di assoluta inadeguatezza del sistema sanitario nazionale. Ciò nonostante, ognuno di noi sta cercando di fare il meglio che può in una situazione oggettivamente complessa. Tra l’altro, l’obbligo di vaccinazione agli psicologi lo ha imposto il governo con il Dl 44/2021 della scorsa settimana, in cui ha stabilito che 'la vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione' e che il rifiuto della vaccinazione 'determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni'. Nessuno vuole una medaglia, ma un minimo di rispetto credo sia dovuto".

Consiglio nazionale Psicologi: "Governo informi sé stesso"

La nota di Federico Conte arriva all'indomani di quella del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi che invitava il governo a informare sé stesso. "Può capitare - si leggeva nella nota a firma del presidente David Lazzari - di essere ottimi tecnici ma non brillare come comunicatori. Sorprendono infatti le affermazioni del presidente Draghi che nella sua conferenza stampa ha parlato di giovani psicologi che si fanno vaccinare scavalcando le persone anziane. Sorprendente da molti punti di vista: perché nessuno di noi ha chiesto di avere priorità, è stato il Governo a decidere le priorità vaccinali, ed in queste sono state incluse tutte le professioni sanitarie. Perché addirittura l'ultimo Decreto trasforma la facoltà in obbligo, esteso a tutti gli iscritti agli Ordini sanitari. Perché queste priorità e questi obblighi non sono determinati dal fine di proteggere i sanitari ma le persone, bambini e adulti, da loro seguiti".

"E allora, signor Presidente - continuava Lazzari -, le dico che non ci sono solo gli Psicologi del SSN, ma ci sono le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano nella scuola per sostenere il disagio determinato da un anno di scuole chiuse; ci sono, signor Presidente, le migliaia di di psicologhe e psicologi che lavorano con soggetti fragili, bambini diversamente abili, con problemi di sviluppo e con le loro famiglie; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano con gli anziani, RSA, malati oncologici, persone con patologie croniche, nel fine vita; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che sono a fianco delle tante, troppe persone, che non ricevendo risposte dal pubblico per la mancanza scandalosa di psicologi, si rivolgono al privato".

"Come li vogliamo considerare, signor Presidente, queste decine di migliaia di professionisti della salute psicologica? Ma soprattutto, come vogliamo considerare - recitava la nota - i bambini, i giovani, le donne, gli uomini, gli anziani, che stanno aiutando e che non sono vaccinati o non possono esserlo? Persone che non meritano nessuna protezione? Le persone che in Italia, ogni giorno, hanno bisogno di un aiuto psicologico sono un popolo. Un popolo al quale sinora il Governo non ha dato risposte. Ora vogliamo dire che tutti quelli che chiedono aiuto ad uno psicologo non sono meritevoli di protezione?", la domanda a conclusione della lettera a Draghi.

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Northern Ireland Riots (VIDEO)

There has been in parts of Belfast, Carrickfergus, Newtownabbey, Derry/Londonderry, and other parts of Northern Ireland over the last several nights.


Loyalist protestors made up mainly of young people, continued their riots in Northern Ireland.

Over 40 PSNI(Northern Ireland Police made up of Protestants and Catholics) have been injured by the protestors, mainly from the rioters throwing petrol bombs, rocks, etc. The PSNI have made 10 arrests. The age group of the rioters ranges from 12 years old to young men.

The riots have been taking place mainly in unionist or Loyalist areas. Loyalism is a political movement in Northern Ireland that is trying to retain Northern Ireland within the  United Kingdom. Loyalists support the British monarchy and are opposed to a united Ireland.  

Over fifteen PSNI were injured specifically in the Sandy Row area (South Belfast) last Friday night as rioters threw fireworks, manhole covers, metal rods and stones at them.

In parts of Derry, cars and JCB diggers were set on fire as more protesters fought with Police. Petrol bombs were also thrown in other parts in Cloughfern and  Carrickfergus. On Monday crowds of loyalists wearing masks marched through the streets in towns such as Portadown and Ballymena.

The riots started after a contentious decision not to prosecute Sinn Fein members who attended a very large funeral for a former IRA man during the Covid-19 lockdown last year. The rules at that time prohibited public gatherings especially for funerals and weddings. Because of this, Unionists have been very angry and have called for the resignation of the PSNI Chief Constable, describing that because of his poor handling in not prosecuting the Sinn Fein members, loyalist communities have lost confidence in him.

This is not the only reason tension has been building in Northern Ireland, post-Brexit has also added to the confusion, especially the trading arrangements under the NI Protocol. Unionists want it removed as they state that it inflicts an economic border between Northern Ireland and UK.

 

There is also the sense that paramilitary groups, especially Loyalist paramilitary groups are organizing a major part of the riots, specifically the UDA (Ulster Defence Association) who control a major part of South Armagh.

The reasoning behind this suggestion is because the PSNI have been closing down on UDA’s criminal activities.

The political reaction to the riots has been mixed. But the majority of the Stormont parties have denounced the disorder created by the riots and have called for peace and calm. Nevertheless Sinn Fein, SDLP and other partied have blamed the Unionists of creating tension by their inflammatory rhetoric. The Unionists in turn have accused Sinn Fein of ignoring the Covid-19 restrictions over the funeral of Bobby Storey (former IRA man) last year.

 

From Ireland: Roberto Zoncada

 

Nelle ultime notti ci sono state rivolte in alcune parti di Belfast, Carrickfergus, Newtownabbey, Derry / Londonderry e in altre parti dell'Irlanda del Nord.          I manifestanti lealisti, composti principalmente da giovani, hanno continuato le loro rivolte in Irlanda del Nord. Oltre 40 PSNI (Polizia dell'Irlanda del Nord composta da protestanti e cattolici) sono stati feriti dai manifestanti, principalmente dai rivoltosi che lanciavano bombe a benzina, sassi, ecc. La PSNI ha effettuato 10 arresti. La fascia di età dei rivoltosi va dai 12 anni ai giovani uomini. Le rivolte si sono svolte principalmente nelle aree unioniste o lealiste.        Il lealismo è un movimento politico dell'Irlanda del Nord che sta cercando di mantenere l'Irlanda del Nord nel Regno Unito. I lealisti sostengono la monarchia britannica e sono contrari a un'Irlanda unita. Più di quindici PSNI sono rimasti feriti nello specifico nell'area di Sandy Row (South Belfast) lo scorso venerdì notte mentre i rivoltosi lanciavano fuochi d'artificio, tombini, barre di metallo e pietre contro di loro. In alcune parti di Derry, auto e scavatori JCB sono stati incendiati mentre più manifestanti combattevano con la polizia. Bombe a benzina furono lanciate anche in altre parti a Cloughfern e Carrickfergus. Lunedì folle di lealisti che indossavano maschere hanno marciato per le strade di città come Portadown e Ballymena. Le rivolte sono iniziate dopo una controversa decisione di non perseguire i membri dello Sinn Fein che hanno partecipato a un funerale molto grande per un ex uomo dell'IRA durante la chiusura del Covid-19 lo scorso anno. Le regole a quel tempo proibivano riunioni pubbliche soprattutto per funerali e matrimoni. Per questo motivo, gli unionisti sono stati molto arrabbiati e hanno chiesto le dimissioni del capo della polizia della PSNI, descrivendo che a causa della sua scarsa gestione nel non perseguire i membri dello Sinn Fein, le comunità lealiste hanno perso fiducia in lui. Questo non è l'unico motivo per cui la tensione si è accumulata nell'Irlanda del Nord, ma anche il dopo Brexit ha creato confusione, in particolare gli accordi commerciali nell'ambito del protocollo NI. Gli unionisti vogliono che venga rimosso poiché affermano che infligge un confine economico tra l'Irlanda del Nord e il Regno Unito. C'è anche la sensazione che i gruppi paramilitari, in particolare i gruppi paramilitari lealisti, stiano organizzando una parte importante delle rivolte, in particolare l'UDA (Ulster Defense Association) che controlla una parte importante di South Armagh. Il ragionamento alla base di questo suggerimento è perché la PSNI ha chiuso le attività criminali di UDA. La reazione politica alle rivolte è stata mista. Ma la maggior parte dei partiti di Stormont ha denunciato il disordine creato dalle rivolte e ha chiesto pace e calma. Tuttavia Sinn Fein, SDLP e altri gruppi hanno accusato gli unionisti di creare tensione con la loro retorica infiammatoria. Gli unionisti a loro volta hanno accusato lo Sinn Fein di ignorare le restrizioni del Covid-19 sul funerale di Bobby Storey (ex uomo dell'IRA) l'anno scorso.

 
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Vaccino Sputnik, l'Ue scioglie i dubbi: "Stati membri liberi di comprarlo". Germania già pronta a trattare con i russi

L'annuncio del portavoce capo della Commissione Europea, Eric Mamer: "Ci possono essere approcci autonomi alla questione" delle forniture di vaccini anti-Covid. "Abbiamo una strategia europea sui vaccini, che è basato sul negoziato con un certo numero di imprese che sono state identificate"


Il vaccino Sputnik arriverà in Italia? Chi lo produrrà? Cosa sappiamo  finora - 24+

Vaccino Sputnik, gli Stati membri dell'Ue sono liberi di comprarlo in autonomia. E' quanto ha detto il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, dopo che il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha annunciato stamani che la Germania potrebbe trattare in via bilaterale con Mosca l'acquisto di dosi del vaccino russo, se verrà autorizzato dall'Ema.

 

La strategia europea sui vaccini

Gli Stati membri dell'Ue sono liberi, ribadisce il portavoce, se credono, di acquistare autonomamente vaccini che non fanno parte del portafoglio di sieri anti-Covid ordinati dalla Commissione Europea per conto dei 27, come il russo Sputnik V, senza che questo comporti la "fine" della strategia Ue sui vaccini, che riguarda un certo numero di produttori chiaramente identificati e non tutti i vaccini contro il Coronavirus. "Ancora una volta - ricorda Mamer - ci possono essere approcci autonomi alla questione" delle forniture di vaccini anti-Covid. "Abbiamo una strategia europea sui vaccini, che è basato sul negoziato con un certo numero di imprese che sono state identificate".

Finora si tratta di Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca, J&J, CureVac e Sanofi/Gsk, con le quali sono stati siglati dei contratti, più Novavax e Valneva, con le quali sono stati conclusi i colloqui esplorativi. "Il fatto che degli Stati eventualmente decidano di acquistare dei vaccini da altri fornitori, come è già successo per esempio nel caso dell'Ungheria, non comporta la fine della strategia europea. Sono due cose diverse".

La scelta tedesca

Il governo federale tedesco parlerà con la Russia per la potenziale fornitura di vaccini Sputnik, se il prodotto verrà autorizzato dall'Ema, l'ente regolatorio europeo. Lo ha chiarito il ministro tedesco della Salute, Jens Spahn, dopo che alcune regioni hanno avviato iniziative autonome. Spahn ha comunque esortato alla prudenza, invitando a non farsi distrarre dal tema dello Sputnik, dato che la Russia deve ancora fornire all'Ema i dati per l'autorizzazione. Una volta che il vaccino avrà ricevuto luce verde, Berlino ne parlerà direttamente con Mosca, ha detto Spahn, ricordando che ieri la Commissione Europea ha detto di non voler far contratti per l'acquisto dello Sputnik. Il ministro ha anche fatto notare che per fare la differenza i vaccini russi dovrebbero poter arrivare nei prossimi mesi.

Intanto già due land tedeschi sono entrati in trattative per l'acquisto di vaccini russi. La regione settentrionale del Meclemburgo-Pomerania ha annunciato oggi di essersi assicurata un'opzione per un milione di dosi di Sputnik e di valutare un possibile ruolo di industrie locali nella produzione. Ieri la Baviera ha annunciato un'intesa per 2,5 milioni di dosi e la produzione locale del vaccino.

  • Pubblicato in Salute
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