Scuola, il ministro Bianchi: "A settembre voglio tutti sui banchi". Il nodo dei precari e il problema della classi-pollaio

"Voglio riportare a settembre tutti gli studenti in aula e in sicurezza". L'annuncio è del ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, intervistato da Repubblica, con la sottolineatura che per la sicurezza sanitaria il dl sostegni ha già dato alle scuole 150 milioni. Nessuna sanatoria sui precari, ma il tema va affrontato: l'obiettivo un sistema a regime con concorsi annuali. Ma si dovrà tener conto delle diverse situazioni: "Porremo attenzione alle persone e alle esigenze degli studenti". E basta con le classi-pollaio: una riduzione già dal prossimo anno scolastico. Che il ministro auspica possa partire tra il 10 e il 15 settembre.

 

Scuola, la previsione del ministro Bianchi: "Tra 10 anni 1,4 milioni di studenti in meno" (VIDEO)

Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, in audizione in commissioni Cultura congiunte: "Abbiamo bisogno di prof per avere classi più piccole e aumentare il tempo a scuola". Il grosso problema della dispersione - (VIDEO)


Dati e supercalcolo nella transizione economica. Intervista a Patrizio  Bianchi - Pandora Rivista

Le Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato, presso la Sala del Mappamondo, svolgono l'audizione del ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, sulle linee programmatiche del suo dicastero

"Il ministero così come è oggi, non è più in grado di organizzare la specificità e la complessità dei compiti. Stiamo ampliando l'età dell'educazione dai 0 anni fino alla formazione continua: serve un dipartimento che si occupi di formazione tecnica superiore, dobbiamo mettere mano all'organizzazione del ministero e degli organi decentrati", ha detto il ministro dell'Istruzione.

Il ministro ha parlato della necessità di una riforma del ministero dell'Istruzione e della governance complessiva. "Poi vanno rafforzate le strutture del sistema scolastico: il Piano di ripresa e resilienza ci aiuta moltissimo basta pensare agli investimenti per la fascia dei più piccoli", ha aggiunto.

"Il Mef ci ha riconosciuto gli organici del passato e ha dato qualcosa in più. Nei prossimi 10 anni avremo 1 milione e 400 mila ragazzi in meno, avremmo quindi dovuto avere tanti insegnanti in meno. Abbiamo bisogno di prof per avere classi più piccole e aumentare il tempo scuola. Dobbiamo uscire dalla meccanica lineare tot docenti-tot studenti. Abbiamo bisogno anche di più dirigenti. I dirigenti hanno una funzione fondamentale, non abbiamo dato il giusto peso alla gravosità degli impegni che hanno avuto, va e andrà riconosciuto di più nel confronto contrattuale".

"La pandemia come choc esterno ha esasperato le diversità e messo a nudo delle situazioni non più sostenibili come il diritto allo studio: abbiamo un indice insostenibile di dispersione scolastica. C'è una dispersione esplicita, di chi non riesce a raggiungere titolo di studio, e chi lo consegue ma non ha le competenze adeguate. Dobbiamo iniziare fin dall'estate a fare un ponte verso l'anno prossimo usando fondi già in carico al ministero, 150 milioni. Altri 320 milioni li metteremo a disposizione per una struttura di supporto che dall'estate si proietti all'anno prossimo: inizieremo ad avere una scuola più aperta e interattiva col territorio, come parte di una nuova fase di scuola. Altri 40 milioni li dedichiamo alla povertà educativa" con progetti che "si rivolgono alle aree periferiche e marginali: è una azione che va vista nella logica di un riequilibrio". 

"Abbiamo il tema del transitorio: come recuperare coloro che hanno accumulato esperienza e che hanno bisogno di stabilità - ha detto il ministro dell'Istruzione -, su quasi 500 mila posti comuni, abbiamo oltre 200 mila docenti a tempo determinato con situazioni diverse: la cosa sbagliata e trattarli tutti allo stesso modo, sono persone con esperienze, titoli e esperienze diverse. Stiamo ragionando col Mef per capire come riconoscere titoli e merito diversi e permettere di far confluire queste persone all'interno di una visione stabile per far partire la macchina di una assunzione regolare e continua". 

"Bisogna programmare - ha detto Bianchi - le uscite degli insegnanti: con l'Inps siamo riusciti ad avere per tempo le previsioni di uscita di quest'anno e dei prossimi 10 anni e ci vuole anno per anno la possibilità di reclutamento che tenga conto delle uscite per garantire continuità e stabilità nei processi di reclutamento. Inoltre la professione del docente va riconosciuta anche in termini salariali, servono carriere più articolate per i docenti e tutto il personale delle scuole". 

 

(Fonte: Ansa)

Smart working, si va verso la proroga al 30 settembre. E per il futuro potrebbe proseguire sulla base di "accordo quadro volontario" fra le parti sociali

Indiscrezioni sul tavolo di confronto tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, Cgil Cisl Uil e Ugl e le associazioni datoriali. il governo guarderebbe alla definizione di un accordo quadro all’interno del quale si possa sviluppare la negoziazione. L'ipotesi di incentivi fiscali


Smart working e privacy: gli aspetti da considerare

Potrebbe essere prorogato fino a settembre prossimo il regime semplificato di smart working. La possibilità allo studio del governo è emersa nel corso del tavolo di confronto tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, Cgil Cisl Uil e Ugl e le associazioni datoriali.

"Il lavoro agile ha assunto una valenza sociale che impatta sulla vita delle città", avrebbe detto Orlando, a quanto apprende l'Adnkronos, chiudendo la riunione da remoto. Le imprese avrebbero chiesto un tempo maggiore, almeno fino a dicembre ma il governo si è limitato a ipotizzare lo spostamento della data dal 31 luglio alla fine di settembre.

Per il futuro, invece , la strada tracciata dall'esecutivo prevedrebbe la possibilità che il lavoro agile possa proseguire sulla base di "accordo quadro volontario" fra le parti sociali, magari con il supporto di incentivi fiscali e altro.

Estensione al 30 settembre dunque del regime di lavoro agile emergenziale. Si profilerebbe inoltre anche la necessità di un approfondimento tecnico sulle questioni più critiche che possono emergere dalla diffusione del lavoro agile. Per questo il governo guarderebbe alla definizione di un accordo quadro all’interno del quale si possa sviluppare la negoziazione. Dal Ministero inoltre sarebbe arrivato anche l’impegno a verificare la possibilità di utilizzare strumenti di incentivazione per favorire questo processo.

“Il ritorno alla disciplina ordinaria – aveva detto aprendo i lavori il ministro Orlando - dovrà avvenire riflettendo su punti di forza e di debolezza che sono emersi durante questo lungo periodo di sperimentazione di lavoro agile emergenziale. In vista della definizione di una normativa post emergenza, o comunque di un suo superamento, credo sia utile riflettere su come si 'plana' sul ritorno alla normalità. Per questo ritengo fondamentale il confronto e le indicazioni che provengono dalle parti sociali e dalla conseguente contrattazione che il ministero intende favorire e se possibile incentivare".

 

(Fonte: Adnkronos)

 

 

Vaccino anti-Covid, via libera ad AstraZeneca per gli over 65. Escluse le persone ritenute "estremamente vulnerabili" a causa di patologie individuali

Circolare del ministero della Salute firmata dal direttore generale della Prevenzione, Giovanni Rezza. Il vaccino protegge sia dallo sviluppo della malattia indotta da Sars Cov-2 sia dalle forme gravi o addirittura mortali del Covid-19. Può essere somministrato da subito a tutti i soggetti sopra i 18 anni. Con delle eccezioni specifiche


Via libera al vaccino AstraZeneca anche per le persone over 65. È stata emanata la circolare del ministero della Salute firmata dal direttore generale della prevenzione Gianni Rezza, ed è stata pubblicata.

Il vaccino potrà quindi essere somministrato da subito a tutti i soggetti sopra i 18 anni, a eccezione dei pazienti identificati "come estremamente vulnerabili in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19". La decisione fa seguito a un parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità. 

"Ulteriori evidenze scientifiche resesi disponibili - si legge nella circolare ministeriale - non solo confermano il profilo di sicurezza favorevole relativo al vaccino in oggetto, ma indicano che, anche nei soggetti di età superiore ai 65 anni, la somministrazione del vaccino di AstraZeneca è in grado d’indurre significativa protezione sia dallo sviluppo di patologia indotta da SARS-CoV-2, sia dalle forme gravi o addirittura fatali di COVID-19".

"Sulle basi di tali considerazioni - prosegue la ciricolare - anche in una prospettiva di sanità pubblica connotata da limitata disponibilità di dosi vaccinali e alla luce della necessità di conferire protezione a fasce di soggetti più esposti al rischio di sviluppare patologia grave o addirittura forme fatali di COVID-19, il gruppo di lavoro su SARS-CoV-2 del Consiglio Superiore di Sanità ha espresso parere favorevole a che il vaccino AstraZeneca possa essere somministrato anche ai soggetti di età superiore ai 65 anni". 

  • Pubblicato in Salute

Scuola, l'allarme terza ondata riporta la Dad: col nuovo Dpcm da lunedì lezioni da casa possibili per sei milioni di studenti

Le elaborazioni di Tuttoscuola sugli effetti delle nuove misure. Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, ribadisce: "La scuola non chiude, non ha mai chiuso. Gli insegnanti sono sempre stati presenti"


Da lunedì 8 marzo oltre 6 milioni di studenti potrebbero seguire le lezioni da casa, se i governatori regionali disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. E' la conseguenza di quanto disposto dal nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 6 marzo.

 La proiezione del numero di alunni costretti alla didattica a distanza, la fa la rivista specializzata Tuttoscuola e potrebbe portare quindi a un raddoppio rispetto agli oltre 3 milioni di alunni che dallo scorso 1° marzo risultano in DaD. 

Bianchi ribadisce, la scuola non chiude - "La scuola non chiude, non ha mai chiuso. Gli insegnanti sono sempre stati presenti". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, a Rainews24. "La parola Dad non mi piace, non è didattica a distanza ma di avvicinamento e la facciamo solo in situazioni estreme. Ora dobbiamo passare la piena" dell'emergenza.

Gelmini: scuole aperte dove possibile, bene lo sforzo Azzolina - "Abbiamo provato a tenere aperte le scuole ovunque sia possibile, non esiste divisione tra chi le vorrebbe aperte e chi chiuse. Sono un servizio essenziale, se viene tolto è una perdita per ragazzi e per le famiglie. Non ho condiviso molte cose della ministra Azzolina, ma ho apprezzato il suo sforzo per tenerle aperte più possibile". Così la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini in Commissione parlamentare.

 

(Fonte: Ansa)

Col Covid burocrazia scatenata. Cgia: "In meno di un anno 450 misure legislative"

La rilevazione dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre. Tra circolari, ordinanze, decreti, Dpcm, leggi, linee guida sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, produzione normativa a livelli record. Ministero della Salute il più prolifico nei provvedimenti


BUROCRAZIA LUMACA E MANCATI PAGAMENTI, IL COSTO DELLA PA PER LE AZIENDE  ABRUZZESI | Ultime notizie di cronaca Abruzzo - AbruzzoWeb

A causa della presenza del Covid-19 la produzione normativa è esplosa: sono 450 le misure legislative, tra circolari, ordinanze, decreti, Dpcm, leggi, linee guida sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, approvate a livello nazionale in poco meno di un anno. Lo rileva oggi l'ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia).

Tra le 450 norme conteggiate non sono incluse le Faq del Governo e gli accorgimenti normativi anti-Covid che, sempre in questo periodo, sono stati approvati anche dalle Regioni e dagli Enti locali.
La Pubblica Amministrazione più prolifica in materia normativa è stata il Ministero della Salute, con 170 provvedimenti. Seguono la Protezione civile con 86, il Ministero dell'Interno con 37, l'Inps con 36, il Commissario per l'emergenza Covid con 35 e l'Inail con 8.
 

Ad attivare questa iperproduzione sono stati i 29 Decreti legge approvati finora dal Governo, i 23 Dpcm e le 14 leggi approvate dal Parlamento. La gravità della situazione - precisa la Cgia - ha imposto al legislatore di mettere in campo importanti misure a tutela della salute, disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari e interventi a favorire del lavoro e delle imprese: scelte legittime che, però, hanno "scatenato" in maniera imprevedibile la macchina burocratica pubblica

 

 

Bassetti spietato: "Piano vaccinale completamente fallito. Bisognava seguire esempi virtuosi come quello di Israele"

Durissimo commento di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria, all'Adnkronos Salute: "Ci sono ritardi su tutta la linea e anche se arriveranno i vaccini non vedo un'organizzazione pronta a vaccinare milioni di persone"


Arcuri “manca elenco sedi vaccini”/ Poi incolpa Regioni: “vaccinate 65mila  al giorno”

"Sono stato tra i primi critici della campagna vaccinale quando fu annunciata e lo sono, oggi, ancora di più. Vedo che la capacità di reazione del Paese e della struttura commissariale non è adeguata: il piano 'A' di vaccinare 40 mln di italiani a settembre, annunciato tempo fa, è fallito. Ed non è decollato nemmeno quello 'B' di mettere in sicurezza gli anziani vaccinandoli a gennaio. Ci sono ritardi su tutta la linea e anche se arriveranno i vaccini non vedo un'organizzazione pronta a vaccinare milioni di persone". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

"Mi chiedo perché non abbiamo seguito gli esempi di campagna vaccinali virtuose come ha fatto Israele - chiosa Bassetti - Già a ottobre-novembre sono partiti con una campagna di informazione sui vaccini che ha spronato l'incredibile numero di immunizzazioni fatte in poco tempo. Noi dovremmo puntare anche sulle farmacie, sui medici di famiglia, sui medici del lavoro delle grandi aziende, solo così nel giro di poco tempo si possono immunizzare milioni di persone".

 

(Fonte: Adnkronos)

Scuola, addio ai voti numerici in pagella. Arrivano (da subito) i "giudizi descrittivi", quattro i livelli

Sulle pagelle soltanto "Avanzato", "Intermedio", "Base" e "In via di prima acquisizione". Il ministero: "Più chiaro il percorso di apprendimento". Le critiche del sindacato: "No a interventi ad anno scolastico iniziato"


CNOS/Scuola

In arrivo i giudizi descrittivi al posto dei voti numerici nella valutazione intermedia e finale della scuola primaria. È quanto prevede l’Ordinanza illustrata ieri alle Organizzazioni sindacali, che attua quanto previsto dal decreto Scuola. La recente normativa, spiega il Ministero in una nota, ha infatti individuato un impianto valutativo che supera il voto numerico e introduce il giudizio descrittivo per ciascuna delle discipline previste dalle Indicazioni nazionali per il curricolo, Educazione civica compresa. Un cambiamento che ha lo scopo di far sì che la valutazione degli alunni sia sempre più trasparente e coerente con il percorso di apprendimento di ciascuno. L’Ordinanza con le indicazioni operative per le scuole e le Linee Guida allegate saranno ora inviate al Consiglio superiore per la Pubblica Istruzione (CSPI) per il necessario parere.

Secondo quanto illustrato ieri durante l’informativa sindacale, il giudizio descrittivo di ogni studente sarà riportato nel documento di valutazione e sarà riferito a quattro differenti livelli di apprendimento:

Avanzato: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente, sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.

Intermedio: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note, utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.

Base: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.

In via di prima acquisizione: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

I livelli di apprendimento saranno riferiti agli esiti raggiunti da ogni alunno in relazione agli obiettivi di ciascuna disciplina. Nell’elaborare il giudizio descrittivo si terrà conto del percorso fatto e della sua evoluzione. La valutazione degli alunni con disabilità certificata sarà correlata agli obiettivi individuati nel Piano educativo individualizzato (PEI), mentre la valutazione degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento terrà conto del Piano didattico personalizzato (PDP). La documentazione completa e definitiva sarà pubblicata sul sito del Ministero dopo il parere del CSPI.

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