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updated 7:58 AM UTC, Aug 13, 2020

Meteo, dopo il picco di caldo africano da lunedì arriva il ciclone atlantico: forte maltempo e temperature giù di 10 gradi

Gli esperti di iLMeteo.it assicurano: L'ondata di calore intenso ha le ore contate, infatti dalla prossima settimana, già da lunedì 3, un ciclone Atlantico impatterà sull'Italia portando pioggia, grandine e segnando un punto di stop all'ondata di caldo con le temperature che caleranno anche di 10°C


Cambio radicale delle condizioni meteo con l'inizio della prossima settimana. Già da lunedì 3, infatti, le temperature scenderanno di 10°C quando "un vortice atlantico impatterà sull'Italia provocando una fase di maltempo con temporali localmente anche molto forti". E' quanto sottolineano gli esperti del sito iLMeteo.it che fanno il punto della situazione in base agli ultimi aggiornamenti.

Da lunedì, spiegano, "un insidioso vortice ciclonico, sospinto da correnti più fresche (in quota) e instabili di origine atlantica, riuscirà a far breccia nell'anticiclone, provocando un'incisiva fase di maltempo. Attenzione perché a causa della tanta energia in gioco non escludiamo la possibilità di eventi meteo estremi come grandinate e nubifragi, in particolare tra basso Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Piogge e rovesci interesseranno entro la serata anche Liguria, Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige. Andrà meglio sul resto dell'Italia, salvo per un aumento della nuvolosità su buona parte del Centro".

"Questo blitz temporalesco sferrerà anche un duro colpo all'ondata di caldo - prosegue iLMeteo.it - con le temperature che scenderanno di diversi gradi, riportandosi su valori più consoni al periodo o anche leggermente al di sotto della media".

Martedì 4 "il vortice si allontanerà velocemente dal nostro Paese provocando le ultime piogge solamente sull'arco alpino orientale e, nel corso del pomeriggio, tra le zone interne di Marche e Abruzzo. Altrove il sole tornerà a splendere in maniera più decisa".

Successivamente, tra mercoledì 5 e venerdì 7 "non sono previsti particolari scossoni, con l'alta pressione che riuscirà a riprendersi gli spazi perduti, garantendo una maggiore stabilità atmosferica e anche un nuovo aumento delle temperature su buona parte dei settori. Qualche rovescio potrà interessare quasi esclusivamente le aree montuose alpine e prealpine nel corso delle ore pomeridiane: insomma, i classici temporali estivi di calore".

Da sabato 8 "correnti più instabili di origine atlantica torneranno a portare un po' di scompiglio, specie al Nordovest, provocando qualche temporale, dapprima sui rilievi, ma con fenomeni poi in estensione anche alle pianure circostanti" concludono gli esperti.

Traffico, le date critiche e le strade più complicate dell'esodo estivo. Occhio a quel bollino nero!

Iniziata a rilento, tra lockdown e parziali aperture, l'estate degli italiani sembra prendere il via da questa settimana. Bollino rosso domani e domenica, ma già da stasera via ai primi incolonnamenti. Secondo il piano dei servizi per l'esodo estivo 2020 di Viabilità Italia la giornata peggiore sarà l'8 agosto per chi dovrà spostarsi sulle strade e autostrade italiane in direzione Sud


Giornata da bollino nero sulle autostrade italiane il prossimo otto agosto. E' quanto prevdde il Piano dei servizi per lïesodo estivo 2020 di Viabilità Italia. I dati di traffico riferiti a questi ultimi due mesi hanno suggerito di contrassegnare con il "bollino rosso" i fine settimana del 24 - 26 luglio e del 31 luglio - 2 agosto prossimi. Il fine settimana del 7 - 9 agosto è quello in cui si prevedono i maggiori volumi di traffico, con una previsione di criticità da bollino nero per la mattina di sabato 8 agosto. 
   

I dati di traffico riferiti a questi ultimi due mesi hanno invece suggerito di contrassegnare con il 'bollino rosso' i fine settimana del 24 - 26 luglio e del 31 luglio - 2 agosto prossimi. Il fine settimana del 7 - 9 agosto e' quello in cui si prevedono i maggiori volumi di traffico.

Viabilità Italia segnala anche che il tratto della A10 tra Genova e Ventimiglia, quello della A12 tra Genova e Viareggio e della A15 tra Parma e La Spezia sono tra le direttrici che saranno maggiormente interessate dai flussi di traffico turistico nelle prossime settimane.

Viabilita' Italia segnala anche la A22, lungo l'intera tratta e in particolare in prossimita' delle uscite per le localita' di montagna; A4, in uscita da Milano, tra Sommacampagna e lïallacciamento con la A22, tra Padova e Quarto dïAltino, e piu' generalmente lungo lïintero tratto veneto e friulano fino alla Barriera di Lisert; A6 tra Torino e Savona; A8/A9, in prossimita' del confine di Stato con la Svizzera.

Sara' molto trafficata anche la A1, tra Piacenza e il bivio con la A15, nel nodo bolognese e in quello fiorentino, tra Roma e Cassino e tra Caserta e lïallacciamento con la A30; A3, tra Napoli e Salerno; A14, tra Bologna e Cattolica e tra Ancona e Vasto; A30 tra lïallacciamento con la A1 e il raccordo Salerno-Avellino; A23, in prossimita' del confine di Stato con lïAustria dallïintersezione con la A4.

Le Prefetture hanno inoltre elaborato piani di intervento e di gestione delle emergenze che prevedono da un lato il presidio h24 in punti strategici di mezzi di soccorso meccanico e sanitario, dallïaltro un rafforzamento dei servizi di polizia stradale e di protezione civile, sia lungo gli itinerari autostradali principali che lungo la viabilita' ordinaria alternativa, dove opereranno le forze di polizia.

 

 

Il disastro del turismo in Italia, dati choc: a giugno le presenze in hotel crollate dell'80%. Flussi dall'estero quasi azzerati: -93,2%. Persi 110 mila posti di lavoro stagionali

Presenze in calo dell'80,6% a giugno per gli alberghi italiani. È il dato diffuso dall'osservatorio Federalberghi, che monitora mensilmente un campione di circa 2.000 strutture. Rispetto allo stesso mese del 2019, i flussi dall'estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%). Le ripercussioni sul mercato del lavoro sono dolorose: a giugno sono andati persi 110 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). E per i mesi estivi sono a rischio 140 mila posti di lavoro temporanei. Anche le previsioni per il mese di luglio non sono tranquillizzanti: l'83,4% delle strutture intervistate prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto allo stesso mese 2019. Nel 62,7% dei casi, il crollo sarà devastante, superiore al 70%


Il turismo balneare rischia il fallimento": G20s chiede al governo ...

In Italia si contano 10 milioni di turisti italiani e stranieri in meno nel mese di giugno con un impatto drammatico su economia ed occupazione per il settore della vacanza Made in Italy in cui operano 612mila imprese con 2,7 milioni di lavoratori. E' quanto emerge dal bilancio della Coldiretti per il mese che inaugura stagione estiva.

Anche le previsioni non sono positive con quasi un italiano su 4 (-23%) che rispetto allo scorso anno ha rinunciato a prendere le ferie a luglio per le incertezze, le preoccupazioni e le difficoltà economiche generate dal coronavirus che, sottolinea la Coldiretti, hanno quasi azzerato anche gli arrivi della gran parte dei turisti stranieri che scelgono questo mese per pernottare lungo la Penisola.

Completamente bloccati - precisa la Coldiretti - gli arrivi dei turisti provenienti da Paesi come Giappone, Cina e Stati Uniti mentre segnali ancora troppo deboli arrivano da Germania e Nord Europa. Una assenza pesante con i viaggiatori provenienti dagli Usa che, sottolinea la Coldiretti, sono i turisti fuori dai confini europei i piu' affezionati all'Italia ma che non sono rientrati nell'elenco dei paesi extracomunitari ammessi all'ingresso dal 1 luglio.

Per quanto riguarda i turisti italiani, l'Italia è di gran lunga la destinazione preferita che, continua la Coldiretti, è scelta come meta dal 93% rispetto all'86% dello scorso anno. La novità di quest'estate sta anche nel fatto che, continua la Coldiretti, 1 italiano su 4 (25%) ha scelto una destinazione vicino casa, all'interno della propria regione di residenza. Se la spiaggia, spiega Coldiretti, resta la meta preferita, cresce il turismo di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane, in alternativa alle destinazioni turistiche piu' battute, mentre crollano le presenze nelle città.

La stragrande maggioranza degli italiani in viaggio ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto mentre in difficoltà sono gli alberghi e i 24mila agriturismi che spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all'aperto, sono forse i luoghi dove è piu' facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. 

A tinte fosche anche le stime di Federalberghi, che registra presenze in calo dell'80,6% a giugno per gli alberghi italiani. Rispetto allo stesso mese del 2019, i flussi dall'estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%). Le ripercussioni sul mercato del lavoro sono dolorose: a giugno sono andati persi 110 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). E per i mesi estivi sono a rischio 140 mila posti di lavoro temporanei.

Anche le previsioni per il mese di luglio non sono tranquillizzanti: l'83,4% delle strutture intervistate prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto allo stesso mese 2019. Nel 62,7% dei casi, il crollo sarà devastante, superiore al 70%. "Il Centro studi di Federalberghi - segnala il presidente dell'organizzazione, Barnabò Bocca - continua ad aggiornare i parametri del proprio modello econometrico, acquisendo ogni segnale positivo, per piccolo che sia, ma la sostanza non cambia: nel 2020 si registrerà la perdita di oltre 295 milioni di presenze (-68,7% rispetto al 2018), con un calo di fatturato del settore ricettivo pari a quasi 16,3 miliardi di euro (-69,0%)". 

Marò, il Tribunale internazionale dà ragione all'Italia: erano funzionari dello Stato, vanno giudicati in patria. Un calvario giudiziario iniziato nel 2012

l Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ha stabilito che - in merito ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 nell'Oceano Indiano sulla nave "Enrica Lexie", battente bandiera italiana - i due fucilieri di Marina "godono della immunità" pertanto "viene precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti"


due marò

Il Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò ha dato ragione all'Italia. I giudici hanno riconosciuto "l'immunità" dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in relazione ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 e all'India viene pertanto precluso l'esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.

Il Tribunale ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell'esercizio delle loro funzioni, ha reso la Farnesina. La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell'Italia.

Inoltre, secondo il Tribunale "l'Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l'India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all'imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell'equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony", a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala. "Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti".

"Non abbiamo mai smesso di seguire questo caso, ma voglio ringraziare anche chi mi ha preceduto per la costanza e la determinazione impiegate su questa vicenda. L'Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione - ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie".

"Un risultato che accogliamo con soddisfazione, che mette fine a una vicenda che andava avanti da anni - ha commentato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini -, particolarmente gravosa anche per i suoi aspetti umani. Per questo rivolgo un affettuoso pensiero ai nostri due marò e alle loro famiglie per i difficili momenti che hanno vissuto". 

Sulla vicenda dei marò "è stata riconosciuta giurisdizione all'Italia. Mi sembra una buona notizia", ha detto Conte. 

Frontiere chiuse agli americani, turismo ed enogastronomia: quanto perde l'Italia. La stima di Coldiretti è drammatica

Circa 1,8 miliardi di euro in meno per l'Italia. Questa la previsione di Coldiretti, principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale, dopo la decisione dell'Unione europea di tenere chiuse le frontiere agli Stati Uniti. L'economia della Penisola sarà quindi costretta a rinunciare a 1,4 milioni di turisti americani abitualmente accolti durante l'estate. Inoltre, gli statunitensi sono gli stranieri più presenti tra quelli extra-Ue: in Italia spendono circa il 29% del totale dei vacanzieri non europei. A farne le spese sarebbe soprattutto il settore enogastronomico


Coldiretti: frontiere chiuse a 1,4 milioni di turisti Usa in Italia

Anche l'Umbria al Villaggio Coldiretti di Milano « ilTamTam.it il ...

L'Unione europea chiude le frontiere a 1,4 milioni di turisti Usa in viaggio durante l'estate in Italia dove sono gli stranieri più presenti, tra quelli provenienti da fuori dei confini comunitari. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Bankitalia sugli effetti della riapertura delle frontiere europee senza obbligo di quarantena dal 1 luglio ad un gruppo limitato di paesi quali Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay mentre per la Cina la reciprocità è una condizione necessaria per entrare nella lista di viaggi sicuri che verrà rivista ogni 14 giorni.

"Ad essere esclusi dalla lista che rappresenta una raccomandazione per gli Stati membri - sottolinea la Coldiretti - sono anche i quattrocentomila turisti estivi nel Belpaese provenienti dalla Russia mentre positiva è la riapertura dei confini europei ai quindici paesi tra i quali in particolare i quasi mezzo milione di viaggiatori dal Canada e ai 120mila cittadini giapponesi che hanno visitato l'Italia durante l'estate lo scorso anno". "La perdita dei turisti statunitensi - continua la Coldiretti - è particolarmente pesante perché hanno un budget elevato con una spesa estiva complessiva di 1,8 miliardi in Italia, pari a quasi 1/3 (29%) del totale della spesa totale dei cittadini extracomunitari nella Penisola durante i mesi di luglio, agosto e settembre".

"Le mete privilegiate sono le città d'arte che risentiranno più notevolmente della loro mancanza ma - precisa l'associazione - gli americani prestano anche particolare attenzione alla qualità dell'alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Gli effetti si faranno sentire anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio".

"Non mancano le preoccupazioni sugli effetti che la decisione dell'Unione europea potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti con il presidente Donald Trump che - ricorda la Coldiretti - ha appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l'Italia interessa i 2/3 del valore dell'export agroalimentare e si estende tra l'altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti".

Con gli arrivi dai Paesi comunitari che sono ancora molto ridotti, il vuoto dei turisti stranieri non viene compensato dal turismo domestico - segnala l'associazione - con appena 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell'estate 2020, in calo del 13% secondo l'analisi Coldiretti/Ixè che evidenzia comunque che l'Italia è di gran lunga la destinazione preferita dal 93% degli italiani rispetto all’86%% dello scorso anno. "A rischio c'è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese con oltre 700mila unità locali e rappresenta - conclude la Coldiretti - il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell'occupazione nazionale secondo Unioncamere".

Turismo, senza americani sono dolori: quasi 2 miliardi di incassi in meno con la chiusura delle frontiere Ue. E Trump potrebbe vendicarsi sui dazi

I turisti statunitensi sono i viaggiatori stranieri più presenti nella penisola e con un budget elevato, con ben 12,4 milioni di pernottamenti durante l’estate secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Bankitalia relativi al terzo trimestre del 2019. Una perdita importante che – sottolinea la Coldiretti - si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia che sono stati in costante crescita negli ultimi anni mentre deboli segnali arrivano ancora sulle presenze da Germania e nord Europa nonostante la riapertura delle frontiere da quasi 15 giorni


Turismo, Roma perde 35 miliardi - Il Sole 24 ORE

Una perdita di 1,8 miliardi di euro per il turismo Made in Italy con le frontiere chiuse durante l’estate agli americani che sono i viaggiatori stranieri più presenti in Italia, al di fuori dai confini comunitari. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della riapertura delle frontiere esterne dell’Unione Europea senza obbligo di quarantena limitata ad un gruppo ridotto di paesi che non ricomprende gli Stati Uniti colpiti duramente dall’emergenza coronavirus.

I viaggiatori provenienti dagli Usa sono i turisti extracomunitari più affezionati all’Italia con ben 12,4 milioni di pernottamenti durante l’estate secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Bankitalia relativi al terzo trimestre del 2019. Una perdita importante che – sottolinea la Coldiretti - si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia che sono stati in costante crescita negli ultimi anni mentre deboli segnali arrivano ancora sulle presenze da Germania e nord Europa nonostante la riapertura delle frontiere da quasi 15 giorni.

I turisti statunitensi hanno un budget elevato e come mete privilegiate in Italia le città d’arte che risentiranno più pesantemente della loro mancanza ma – continua la Coldiretti - prestano anche particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. A pesare – precisa la Coldiretti – è anche il venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio.

Non mancano le preoccupazioni sugli effetti che la decisione dell’Unione Europea potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti con il Presidente Donald Trump che – ricorda la Coldiretti - ha appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l’Italia interessa i 2/3 del valore dell’export agroalimentare e si estende tra l’altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti.

Il vuoto dei turisti stranieri non viene peraltro compensato dal turismo domestico con appena 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell’estate 2020, in calo del 13% secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’ che evidenzia comunque che l’Italia è di gran lunga la destinazione preferita dal 93% degli italiani rispetto all’86%% dello scorso anno. A rischio c’è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese con oltre 700 mila unità locali e rappresenta – conclude la Coldiretti – il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell’occupazione nazionale secondo Unioncamere.

Il turismo italiano verso un'estate da incubo: 56 milioni di presenze in meno. Mai così male negli ultimi 20 anni

Le prenotazioni non decollano. Per i prossimi tre mesi si prevede un calo senza precedenti: pesa soprattutto l'emorragia di turisti stranieri. La  mobilità tra confini è ripresa ma gli arrivi nel nostro Paese sono ancora centellinati. Cst Firenze per Assoturismo Confesercenti prevede 12,8 milioni di viaggiatori e 56 milioni di pernottamenti in meno rispetto alla stagione 2019


Così l'Europa prova a salvare la stagione turistica estiva - Startmag

Il turismo italiano, alle prese con le conseguenze dell'emergenza Covid, si prepara all'estate peggiore degli ultimi 20 anni, con prenotazioni che non decollano - nonostante la ripresa della mobilità nazionale ed internazionale- e una stima di 12,8 milioni di viaggiatori e 56 milioni di pernottamenti in meno rispetto all’estate 2019.

È quanto emerge da uno studio condotto da CST Firenze per Assoturismo Confesercenti, su un campione di 2.118 imprenditori della ricettività, e che disegna una brusca frenata che potrebbe cancellare oltre 3,2 miliardi di euro di fatturato, di cui il 52% per le attività extralberghiere e il 48% per il comparto alberghiero.

A pesare è soprattutto il calo dei visitatori stranieri: sui 56 milioni di pernottamenti perduti, ben 43 milioni sono di turisti esteri che quest’anno non giungeranno nelle località del nostro Paese, con un crollo del -43,4% rispetto all’estate 2019: quasi un dimezzamento. La flessione sarà invece più contenuta per la domanda interna dei viaggiatori italiani (-11,6%).

I risultati peggiori saranno registrati dal comparto alberghiero con una flessione del -28,7%, mentre l’extralberghiero si attesterà al -23,7%. La tendenza negativa interesserà tutte le aree, anche se gli andamenti peggiori sono stati segnalati dagli imprenditori del Nord Ovest (-32,9% di pernottamenti). Valori negativi più o meno omogenei sono attesi per il Nord Est (-28,7%) e Centro (-25,8%) mentre meno pesante, ma comunque rilevante, sarà la riduzione per il Sud e le Isole (-19,3%). Analizzando le destinazioni italiane per tipologia, ipotizziamo un calo delle presenze turistiche del -38,3% per le località lacustri e del -36% per quelle termali. La flessione si attesta al -34,3% per le città d’arte e affari, del -31,4% per mete rurali e collinari, del -21,8% per le località montane e del -20,9% per quelle marine.

Alla riduzione della domanda corrisponderà anche un netto calo dell’offerta del settore ricettivo: Saranno infatti circa 23mila le strutture che quest’estate non apriranno affatto, di cui 3mila nel comparto alberghiero. Molte altre – per ragioni di sostenibilità e di distanziamento sociale – hanno ridotto le disponibilità. Secondo le indicazioni ricevute, è prevedibile per l’estate 2020 una riduzione complessiva di 1,8 milioni di posti letto.

La riduzione concomitante della domanda e dell’offerta avrà anche un importante effetto occupazionale: si stima infatti che ad oggi siano oltre 82 mila gli addetti (fissi e stagionali) del sistema ricettivo rimasti senza posto di lavoro, di cui solo una parte protetta dalle misure economiche messe in atto dal Governo. Il 66% degli addetti era attivo nel comparto extra alberghiero e il 34% nelle imprese alberghiere.

Mascherina e caldo, gli esperti si dividono ancora. Pregliasco: "Serve sempre a contrastare la diffusione del virus". Clementi: "All'esterno misura non utile e fastidiosa"

La stagione estiva e le protezioni per il viso, la scienza dà nuovamente risposte differenti. Parlano il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco e Massimo Clementi, ordinario di Microbiologia e Virologia all'università Vita-Salute San Raffaele


Prof. Fabrizio Ernesto Pregliasco

Mascherine con il caldo, sì o no? Utili o fastidiose? "Le mascherine con il caldo diventano fastidiose, è vero. Ma in questo momento sono un modo per ridurre il rischio di trasmissione", dice all'Adnkronos Salute il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco. Insomma, nonostante la canicola, il sudore e il calo dei nuovi casi di Covid-19 "la mascherina ha un'azione utile: dobbiamo considerarci tutti potenziali positivi e sapere che, indossandola, possiamo proteggere gli altri e contrastare la diffusione di questo virus. La battaglia è ancora in corso", aggiunge Pregliasco.

Professor Clementi: il coronavirus si combatte con grande ...

Diverse le parole di Massimo Clementi, ordinario di Microbiologia e Virologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. "La mascherina è utile e importante e deve essere mantenuta in ambienti chiusi e condivisi con altre persone, ma vista la situazione attuale in Italia, con l'evidente riduzione della carica virale nei soggetti infettati dal coronavirus Sars-Cov-2 in questo momento, e vista soprattutto la stagionalità, quindi il caldo e il maggiore irraggiamento Uv, all'esterno questa misura risulta non utile e fastidiosa", aggiunge.

L'esperto che studia il nuovo coronavirus da quando il suo laboratorio lo ha isolato in due pazienti dell'area milanese che erano stati ricoverati il 29 febbraio all'ospedale di via Olgettina, tiene a puntualizzare: "Questo non è un invito a non rispettare le norme di distanziamento", ma piuttosto una riflessione sull'opportunità di prendere in considerazione l'idea di "rivedere e orientare in questo senso" le regole sulle mascherine. "Considerati, come premessa d'obbligo, tutti questi fattori", ribadisce il virologo. "E credo - aggiunge - che alcune regioni stiano già seguendo questa linea, ci sta pensando credo qualche regione del Sud a contagi zero. Siccome andiamo verso la stagione estiva, con le persone che staranno al mare, dire loro che devono indossare la mascherina sempre e mandare degli 'spioni' che li guardano assicurandosi che la indossino, forse non è tanto percorribile come via".

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute
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