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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Usura, Saviano choc: "Commercialisti segnalano alla criminalità potenziali vittime". Categoria in rivolta: "Lesa la nostra onorabilità". Meloni: "Parole ingiuriose e indegne"

"Le parole ingiuriose pronunciate a 'Che tempo che fa' da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico. Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni

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Categoria in rivolta

«Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese». Così Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, reagisce alle affermazioni fatte ieri sera da Roberto Saviano nel corso della trasmissione di Rai Due  Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, giudicate da Miani «di una gravità assoluta. Già nelle prossime ore valuteremo la possibilità di adire le vie legali per difendere il buon nome della nostra professione».

Salvini, quanto la eccita vedere morire bimbi in mare?»: Saviano ...

Il fatto

Durante la trasmissione di Rai Due “Che tempo che fa”, alla domanda del conduttore, che gli chiedeva, a proposito di usura, come fa la criminalità organizzata a trovare i propri “clienti”, lo scrittore ha risposto: «Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice “c’è quella società, c’è quella persona che è interessata”. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro».

Protesta di tutta la categoria alle parole di Saviano
 
«Siamo letteralmente travolti - dice Miani - da migliaia di mail e messaggi di colleghi indignati per le dichiarazioni di Saviano. Una indignazione che sta inondando chat e social. Affermazioni tanto generiche e irresponsabili non sono tollerabili. Se Saviano è a conoscenza di casi specifici siamo certi non esiterà a segnalarli immediatamente alla magistratura. Per il momento non possiamo non ricordargli che le aziende sequestrate alle mafie sono gestite praticamente in esclusiva dai commercialisti, che per questa scelta di campo sono esposti e spesso indifesi, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà. Impossibile non ricordare inoltre che i commercialisti sono anche destinatari della normativa antiriciclaggio che impone loro, tra le altre cose, di segnalare alle autorità di vigilanza le operazioni sospette compiute dai loro clienti».
«Per quanto detto – conclude Miani – ci aspettiamo che il Dottor Saviano rettifichi le sue affermazioni. Siamo perfettamente consapevoli che anche la nostra realtà, come tutte le realtà, ha a volte al suo interno qualche mela marcia. Ma non siamo più disposti a tollerare offese generiche che risultano ancor più incredibili in mesi come questi drammaticamente segnati dall'emergenza economica legata alla pandemia, nei quali la nostra professione, giudicata “essenziale” dal Governo, non ha mai sospeso la sua attività, fornendo ad imprese e contribuenti il suo insostituibile contributo».
 
Altre proteste
 
Dello stesso tenore la lettera della giunta dell’Ungdcec (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) indirizzata a Saviano: «Dire che i commercialisti segnalano agli usurai le potenziali vittime, ma che ci sono anche i commercialisti bravi, è tanto assurdo quanto sostenere che nella piaga dell'usura ci sia anche qualche soggetto bravo (forse in senso manzoniano!!!) che abbia anche una funzione sociale fornendo il credito dove lo Stato o il sistema creditizio italiano non arrivano. Nel dubbio di aver capito male e in attesa di una tua smentita che crediamo debba essere rapida, noi commercialisti ci teniamo a spiegarti che da sempre siamo baluardo di legalità, da sempre esplichiamo una funzione sociale che serve a prendere per mano il Paese».
Anche la politica si muove contro le parole di Saviano. «Le parole ingiuriose pronunciate a “Che tempo che fa” da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole».
 
(Fonte: ilSole24Ore)

L'avvocato risponde (anche in tempo di Covid): Carlo Bortolotti ci spiega come funziona oggi il rapporto tra professionista e cliente (VIDEO)

L'avvocato Carlo Bortolotti, civilista milanese già protagonista della rubrica "Avvocati rispondono" de ilComizio.it, ci spiega come si svolge la sua attività professionale, soprattutto per quanto riguarda i contatti con i clienti in tempo di emergenza sanitaria e relativo lockdown. La conversazione è l'occasione per inaugurare una nuova serie di interventi da parte dell'avvocato sulle molte tematiche che interessano le persone in questa difficile fase - (VIDEO)


"AVVOCATI RISPONDONO" L'uso corretto degli spazi condominiali; Testimone in tribunale, vediamo come comportarsi.

Allarme sanitario, distanziamento sociale, chiusura di attività lavorative e sospensione di tanti servizi. E' un periodo molto complicato per tutti, anche perché, dalle tematiche relative al mondo del lavoro alle questioni bancarie e fiscali fino alle varie controversie legali precedenti al lockdown, ma anche quelle che proprio in questa fase si vengono a creare, le esigenze sono molteplici e diffuse. Di conseguenza molti cittadini hanno necessità di rivolgersi ai professionisti o continuare a rapportarsi con loro. Ecco perché abbiamo contattato l'avvocato Carlo Bortolotti, di Milano, "vecchia conoscenza" dei nostri utenti in quanto autore di diversi interventi interessanti su ilComizio.it, dalle tematiche condominiali al diritto di famiglia. Da lui ci siamo fatti spiegare come, con quali mezzi e strumenti, funziona oggi, e come potrà funzionare nei prossimi mesi, il rapporto avvocato-cliente. E nei prossimi giorni avremo dallo stesso avvocato nuovi pareri e delucidazioni sulle diverse problematiche emerse in questa complessa situazione.

Coronavirus, gli Usa indagano su origine in laboratorio? Cnn e Fox News: "Intelligence ipotizza che sia nato in struttura militare di Wuhan e diffuso a causa di un incidente"

Secondo la Cnn dirigenti dell'intelligence Usa e della sicurezza nazionale americana avrebbero aperto un fascicolo sull'origine del nuovo coronavirus e tra le ipotesi al vaglio starebbero esaminando la possibilità che, più che in un mercato, sia nato in un laboratorio di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente. La rete allnews cita varie fonti a conoscenza del dossier, che ritengono però prematuro trarre qualsiasi conclusione. Anche la Fox News ha riportato la notizia, citando fonti bene informate, secondo cui il nuovo coronavirus abbia avuto origine nel laboratorio militare di Wuhan, ma non come arma biologica


Germania, la quarantena dei bambini - IlGiornale.it

Gli Stati Uniti indagano sulla possibilità che il coronavirus, che si è inizialmente manifestato in Cina e che ha fatto più di 137.000 morti nel mondo secondo la Johns Hopkins University, sia 'nato' in un laboratorio di Wuhan, non in un mercato, e che si sia poi diffuso per un incidente. Lo riporta la Cnn, che cita varie fonti ben informate che invitano comunque alla cautela. E' prematuro trarre conclusioni. Gli Stati Uniti, riporta la Cnn citando una fonte dell'intelligence, non ritengono che il virus sia associato a ricerche su armi biologiche.

Secondo altre fonti interpellate dalla Cnn, l'intelligence americana non è stata sinora in grado di confermare la teoria della nascita del virus in laboratorio, ma si sta cercando di capire se qualcuno sia stato infettato in laboratorio a causa di un incidente o negligenze nella gestione dei materiali. Altre persone potrebbero poi essere state contagiate.

L'origine reale della pandemia, avvertono alcuni funzionari dell'intelligence, potrebbe comunque non essere mai accertata. Ieri Donald Trump ha confermato che è in corso un "esame molto approfondito di questa orribile situazione".

La notizia arriva dopo che due giorni fa il Washington Post scriveva di cablogrammi diplomatici che nel 2018 avevano già nero su bianco i timori per le misure di sicurezza e la gestione dell'Istituto di virologia di Wuhan.

L'appello cadde nel vuoto. L'autore dell'articolo del Wp scrive che un alto dirigente dell'amministrazione Usa gli ha riferito che i cable forniscono un ulteriore elemento di prova della possibilità che la pandemia sia frutto di un incidente nel laboratorio di Wuhan. E sostiene che la versione di Pechino che il virus è emerso dal wet market di Wuhan è debole, citando ricerche di esperti cinesi su Lancet secondo cui il primo paziente noto di coronavirus, identificato il primo dicembre, non aveva legami col mercato e neppure oltre un terzo dei contagiati nel primo grande cluster. Il mercato inoltre non vendeva pipistrelli.

  • Pubblicato in Esteri

Coronavirus, in Lombardia numero dei decessi ancora alto ma crolla quello dei ricoveri. Il punto dell'assessore Gallera che chiarisce di nuovo la questione tamponi (VIDEO)

Come ogni giorno l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, fa il punto della situazione sull'emergenza coronavirus: il numero di contagi, il trend della diffusione, la progressione dei lavori per la realizzazione degli ospedali da campo e la tenuta della struttura sanitaria lombarda - (VIDEO)


Oggi in Lombardia è ancora alto il numero dei decessi: sono 542 i morti nelle ultime 24 ore, quasi 6mila i decessi totali a 5.944. Sono gli ultimi dati dell'assessore Giulio Gallera. I contagiati sono diventati 39.415, con un aumento di 2.117 casi.

"A oggi abbiamo fatto in Lombardia 102mila tamponi, siamo la regione che fatto più tamponi di tutti", ha fatto sapere durante la videoconferenza quotidiana. "Non facciamo tamponi a tappeto", sottolinea aggiungendo: "La scienza dice che non devono essere fatti tamponi a tutti, quindi in regione non abbiamo mai pensato di farlo. Noi abbiamo fatto i tamponi a chi aveva una sintomatologia". Quello a cui sta lavorando la Regione è "migliorare la velocità nel processare questi tamponi". Il 20 febbraio, spiega Gallera, "avevamo tre laboratori che processavano tamponi, oggi ne abbiamo 22 con una capacità giornaliera di 5mila tamponi al giorno. Oggi riusciamo a processare 5mila tamponi al giorno". 

A Milano e provincia 'migliora' rispetto a ieri la situazione dei nuovi contagiati con 314 risultati positivi per un totale di 7.783. Ieri era +547. In città la situazione migliora con la giornata di oggi, dove i nuovi contagi sono 150, e ieri erano +261. C'è una "netta riduzione", dice Gallera. A Bergamo e Brescia, con +41 e +61 in città "ci sono dati che non stanno più crescendo in maniera esponenziale".

 

Ecco i dati forniti da Regione Lombardia sabato 28 marzo 2020
I casi per provincia /ieri/oggi:

BG    8060/8349 + 289
BS     7385/7678 + 373
CO    816/903 + 87
CR     3496/3605 + 109
LC   1210/1316 + 106
LO    2006/2029 + 23
MB    1948/2086 + 138
MI      7469/7783. + 314
MN    1398/1484 + 86
PV     1712/1877 + 165
SO    362/388 + 26
VA    711/768 + 57
e 1149 in fase di verifica

Bollettino odierno Ieri/oggi:

Contagi 37298/39415 + 2117
Ricoveri non TI 11137/11152 +15
Ricoveri TI 1292/1319 +27
Decessi 5402/5944 + 542
Tamponi effettuati
24 marzo 76695
25 marzo 81666 + 4971
26 marzo 87713 +6047
27 marzo 95860 +8147
28 marzo 102503 + 6643

Coronavirus, la comunicazione di Conte non convince più. Mentana: "Che bisogno c'era di un discorso a reti unificate prima di conoscere i termini del decreto?" L'Ordine dei giornalisti: "Ci consenta di fare domande" (VIDEO)

Prima o poi doveva succedere. Fino a ieri le perplessità sembravano appannaggio solo di qualche oscuro scribacchino di testate on line come la nostra, ma evidentemente adesso il problema comincia a essere percepito anche da colleghi assai autorevoli e dalle alte sfere della professione. La comunicazione unilaterale, quanto lacunosa e dalle tempistiche discutibili, adottata dal governo e dal premier in prima persona, ad esempio, non è piaciuta a Enrico Mentana. Il direttore del Tg La7 ha criticato le modalità con cui il numero uno di Palazzo Chigi ha annunciato le nuove misure per il contenimento dell'epidemia in atto. Il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, ha raccolto le richieste dell'Associazione Stampa Parlamentare di tenere conferenze stampa da remoto per consentire di fare domande. "La formula della diretta Facebook non ha funzionato pienamente", ha detto Verna con un garbato eufemismo. Non è un gran conforto, ma fa piacere non essere proprio soli nell'era del Grande Fratello. Parliamo di quello orwelliano eh, mica l'altro, che fa tristezza ma non spaventa quanto le profezie di "1984", in fase di avveramento al tempo del micidiale Covid-19 e del Conte-bis


 Risultato immagini per conte diretta

"Che bisogno c'era di questa comunicazione emozionale a reti unificate?". E' la domanda che Enrico Mentana si pone su Facebook dopo il messaggio con cui, nella tarda serata di ieri, il premier Giuseppe Conte ha annunciato ulteriori misure restrittive. Il nuovo giro di vite, però, sarà in vigore da lunedì.

"Non può essere tutto comunicazione. Se un governo decide di bloccare la gran parte delle attività produttive, prima stende il provvedimento, poi dirama un comunicato stampa con gli elementi essenziali, da quando è in vigore lo stop e fino a quando, quali settori riguarda e quali invece no e perché", afferma Mentana. "Poi, e solo dopo, arriva il discorso del premier, che spiega perché si assumono decisioni così gravi, cosa c'entrano con la lotta contro il contagio, e tutte le belle frasi che abbiamo ascoltato, per poi essere bersagliati (noi, perché il premier non ha voluto domande) dai quesiti di chi chiedeva se la sua attività sia essenziale o no... Aggiungo: ora si viene a sapere che le misure entreranno in vigore solo lunedì. E allora che bisogno c'era di questa comunicazione emozionale a reti unificate?", prosegue.

Giuseppe Conte in diretta Facebook dalla propria pagina per parlare al popolo italiano. La conferenza stampa del Presidente del Consiglio dei ministri ha lasciato qualche strascico polemico soprattutto da parte dei giornalisti. La richiesta di una conferenza stampa da remoto arriva dal Consiglio nazionale Ordine dei giornalisti, attraverso le parole del presidente Carlo Verna:

“La formula della diretta Facebook non ha funzionato pienamente. L’Ordine dei Giornalisti rilancia la richiesta dell’Associazione Stampa Parlamentare di tenere conferenze stampa da remoto per consentire le domande mentre si garantisce la sicurezza sanitaria. Tutta la democrazia possibile in questi giorni va valorizzata. Il pluralismo informativo non solo ne è un ‘espressione decisiva ma, per di più,  giova  a capire.
Dopo la conferenza di ieri sera del presidente Conte era chiara a tutti la stretta, le attività che rimanevano aperte ma non quelle che erano obbligate a chiudere, con quali modalità e interazioni con le autorità competenti. Ma anche comprendere meglio l’uniformità fra le varie Regioni che avevano anticipato provvedimenti avrebbe aiutato. Siamo rispettosi dell’impegno strenuo di chi governa in questi giorni, chiediamo solo di aiutarci ad aiutare con le nostre funzioni che lo stesso presidente Conte, e per questo lo ringraziamo, ha sottolineato essere essenziali.”

CORONAVIRUS, UN MESE FA IN LOMBARDIA IL PRIMO POSITIVO, IL SISTEMA HA REAGITO CON UNA FORZA INCREDIBILE

"I medici e gli infermieri sono grandi eroi che si sono immediatamente messi al lavoro sempre più bardati. Abbiamo imparato a conoscerli e a vedere la loro forza e la loro sofferenza"(VIDEO)


Con queste parole l'assessore al Welfare della
Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha iniziato la consueta diretta Social in cui aggiorna i cittadini sull'emergenza coronavirus in Lombardia.
"Esattamente un mese fa - ha ricordato - mi veniva comunicato il primo caso di positività in Lombardia. Forse ci abbiamo messo un po' a capire con chi avevamo a che fare, ma non posso non sottolineare come il sistema sanitario abbiamo reagito immediatamente con una forza incredibile. Dopo meno di 12 ore avevamo qui il ministro della Sanita' e avevamo definito gia' una prima zona rossa".
"Tanti cittadini - ha aggiunto - stanno combattendo questa battaglia, lo dobbiamo fare sempre di più. Il virus si nutre del corpo dell'uomo, se lo trova si nutre di questo, altrimenti muore. Questa e' la battaglia degli italiani, questa e' la battaglia dei lombardi. La vinciamo se ognuno di noi la combatte
e la vive con grande determinazione".
"La notizia bella - ha proseguito - e' che stiamo assumendo molti specializzandi e che stanno rispondendo all'appello i medici pensionati. Anche questo e' il segno che quando c'e' un'emergenza e il Paese chiama, la parte migliore del Paese si mobilita e risponde".
Oggi, per alleggerire gli ospedali più in difficoltà, sono state trasferite 27 persone, portando a oltre 200 i trasferimenti totale.

I DATI

Ecco i dati dei contagi odierni e quelli dei giorni
precedenti

- i casi positivi sono 22.264 (+2.380)

19.884/17.713/16.220/14.649/13.2729/11.685/9.820/8.725/7.280/5.791/5.469/4.189/3.420/2.612

- i deceduti 2.549 (+381)

2.168/1.959/1.640/1.420/1.218//966/ 890/744/617/468/333/267/154

- i dimessi e in isolamento domiciliare: 10.930 di cui 4.295 con
almeno un passaggio in ospedale (anche solo pronto soccorso) e
6.635 persone per le quali non si rileva nessun passaggio in
ospedale 
4.057/4.265/3.867/3.427/2.650/2.044/1.351/1.248/756/722

- in terapia intensiva 1.050 (+44)

1.006/924/879/823/767/732/650/605/560/466/440/399/359

- i ricoverati non in terapia intensiva: 7.735 (+348)

7.387/7.285/6.953/6.171/5.550/4.898/4.435/4.247/3.852/3319/2.802/2.217/1.661

- i tamponi effettuati: 57.174
52.244/48.983/46.449/43.565/40.369/37.138/32.700/29.534/25.629/21.479/20.135/18.534/15.778


I casi per provincia con l'aggiornamento rispetto agli ultimi
giorni

BG: 5.154 (+509)
4.645(+340)/4.305/3.993/3.760/3.416/2.864/2.368/2.136/1.815/1.472/1.245/997/761/623/537


BS: 4.648 (+401)
4.247(+463)/3.784/3.300/2.918/2.473/2.122/1.784/1.598/1.351/790/739/501/413/182/155


CO: 380 (+42)
338 (+52)286/256/220/184/154/118/98/77/46/40/27/23/11/11

CR: 2.392 (106)
2.286(+119)/2.167/2.073/1.881/1.792/1.565/1.344/1.302/1.061/957/916/665/562/452/406

LC: 676 (+146)
530 (+64) 466/440386/344/287/237/199/113/89/66/53/35/11/8

LO: 1.597 (+69)
1.528(+83)/1.445/1.418/1.362/1320/1.276/1.133/1.123/1.035/963/928/853/811/739/658

MB: 816 (+321)
495(+94)/401/376/346/339/224/143/130/85/65/64/59/61/20/19

MI: 3.804 (+526) di cui 1.550 a Milano citta' (+172)

3.278 (+634) di cui 1378 a Milano citta' (+287)

2.644/2.326/1.983/1.750/1.551/1.307/1.146/925/592/506/406/361

MN: 723 (+87)
636 (+122)/514/ 465/382/327/261/187/169/137/119/102/56/46/32/26

PV: 1.105 (+94)
1.011(+33)/978/884/801/722/622/482/468/403/324/296/243/221/180/151

SO: 163 (+8)
155(+80)/75/74/46/45/45/23/23/13/7/7/6/6/4/4

VA: 338 (+28)
310/+45)/265/232/202/184/158/125/98/75/50/44/32/27/23/17

e 468 in corso di verifica.
(LNews)

Coronavirus, il giornalista Renato Coen (Sky Tg24) positivo al test. Il direttore De Bellis: "Noi in prima linea nella crisi sanitaria"

Il professionista in buone condizioni di salute. Il ringraziamento della testata a tutto il suo personale e dichiara che "prosegue il suo impegno nel continuare ad informare puntualmente gli italiani in questa grave emergenza"


Il giornalista di Sky Tg24 Renato Coen è risultato positivo al test del Coronavirus. Lo fa sapere la testata spiegando che Coen "si trova comunque in buon stato di salute" e che "il Tg24 grazie ai suoi giornalisti prosegue il suo impegno nel continuare ad informare puntualmente gli italiani in questa grave emergenza". “Sin dall’inizio di questa crisi sanitaria siamo in prima linea, con collegamenti, storie, racconti, approfondimenti, documentando soprattutto lo sforzo dei medici che si stanno battendo per garantire le cure e la salute pubblica", ha detto il direttore di Sky Tg24, Giuseppe De Bellis. "Ringrazio vivamente tutti i colleghi, i tecnici e i giornalisti di Sky Tg 24 per l'impegno e la competenza con cui stanno lavorando, così come quelli di Sky Sport e di tutte le altre testate giornalistiche che sono sul campo a raccontare in diretta questa grave situazione”, ha aggiunto De Bellis.

L'Italia si sta avvicinando alla crisi?

Lo scoppio del problema Coronavirus rappresenta una sfida enorme non solo per il sistema sanitario italiano, ma anche per la politica e l'economia del paese


L'Italia è il primo paese europeo ad avere un'epidemia di Coronavirus. Finora, 880 persone sono state infettate e 21 sono decedute. Il focolaio è nel nord Italia, da lì, la malattia infettiva si è diffusa in altre regioni del paese.  Anche un governo forte potrebbe sopraffare in uno scenario così orribile. L'attuale coalizione guidata da Giuseppe Conte è debole e controversa, il movimento dei Cinque Stelle e il Partito Democratico, in agosto avevano unito le loro forze per mantenere il leader della Lega Matteo Salvini, fuori dal potere. Due partiti che non hanno molto in comune e che non sono riusciti a far decollare il paese, facendolo uscire da un preoccupante stallo economico.

Il paese è stato politicamente paralizzato negli ultimi mesi. I partner della coalizione hanno trovato difficoltà nell'accordarsi, su molte delle decisioni importanti e le lotte interne al potere politico si sono quasi sempre sviluppare nelle piazze o sui social media. L'ex primo ministro Matteo Renzi, legato alla maggioranza con il suo partito Italia Viva, è diventato l'ago della bilancia di un'instabile maggioranza. Più volte ha velatamente minacciato di abbandonare il carro, cosa che avrebbe portato alla fine del governo.

Tutto questo fino all'apparizione del virus corona e come al solito in Italia in casi di emergenza eccezionali, i ranghi delle truppe si sono chiusi, i battibecchi sono cessati, tutti hanno dato sostegno a Conte nella lotta contro l'epidemia da Coronavirus. Anche politici dell'opposizione come Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno dato a Conte il loro sostegno, pur con velate critiche. Non è senza ironia che il secondo gabinetto Conte, per la prima volta da quando è entrato in carica, sembra essere all'altezza del compito. Dopo che i primi decessi si sono registrati la scorsa settimana, ha subito approvato un decreto con misure drastiche. I primi comuni colpiti in Lombardia e Veneto messi in quarantena, bloccati dalle forze di polizia e da oggi dall'Esercito. Scuole, università, musei chiusi, fiere e altri eventi importanti cancellati. 

In situazioni così estreme, è facile criticare le azioni delle autorità, soprattutto qui in Italia, dove molte cose non vanno come dovrebbero, le critiche alle autorità fanno parte dello sport nazionale. Mentre alcuni accusano lo stato, le autorità regionali, di aver reagito troppo tardi o di fare troppo poco, altri parlano di azioni eccessive, perché "le gite scolastiche sono state annullate", anche nelle regioni non interessate. Visto però in modo oggettivo, Conte, i ministri responsabili e i governatori delle regioni colpite, hanno reagito in modo sorprendentemente rapido e deciso.

Solo nei primi giorni di crisi, un conflitto di poteri tra il governo a Roma e i presidenti regionali del nord, ha causato polemiche, subito rientrate e raggiunto un accordo su come agire insieme, da allora la cooperazione tra le autorità sembra funzionare a tutti i livelli e oltre i confini dei partiti.

Negli ultimi giorni sono stati condotti test antivirali su migliaia di persone attorno ai due focolai conosciuti. In Europa la situazione non è diversa e questo non colpa dei "caotici e incapaci italiani", il virus scoppiato in Cina si sta ora diffondendo in Europa, perchè difficilmente una malattia infettiva può essere fermata nelle società aperte, anche con adeguate misure precauzionali. I virus si muovono liberamente in un mondo globalizzato.

L'Italia mantiene stretti legami economici con la Cina ed è sede di una grande comunità cinese con oltre 300.000 membri censiti. Il numero di visitatori dal Medio Oriente è salito alle stelle negli ultimi anni. Per questi motivi, il governo di Roma aveva cancellato i voli da e per la Cina, già dalla fine di gennaio. Pur sembrando una misura cautelativa corretta, oggi sappiamo che la misura ha avuto un effetto negativo. Poiché la maggior parte dei paesi europei ha continuato i voli, i viaggiatori dalla Cina potevano entrare in Italia, facendo scalo nei diversi stati in cui non esistevano limitazioni. E mentre gli arrivi dalla Cina potevano essere facilmente controllati ed esaminati, le provenienze da altri aeroporti internazionali su Milano e Roma continuava senza precauzioni.

È ancora impossibile stimare le conseguenze dell'epidemia e quantificare il danno. Il numero di infetti e vittime potrebbe sicuramente aumentare in modo significativo nelle prossime settimane. Allo stesso tempo, l'Italia è minacciata dalla turbolenza economica. Le aree più colpite nel nord sono il cuore produttivo del paese. Un grande numero di aziende potrebbero chiudere e decine di migliaia di lavoratori potrebbero perdere il lavoro. L'industria del turismo sta già vivendo drammatiche cadute in tutto il paese. L'Italia, che non si è ancora completamente ripresa dalla crisi finanziaria globale, potrebbe rischiare di precipitare nella recessione.

Conte sta cercando soprattutto di calmare la gente e prevenire il panico, così come i governatori delle regioni colpite nel nord stanno cercando di fermare l'allarmismo. L'unica voce fuori dal coro in questo fronte nazionale unito, è Matteo Salvini. Il capo della Lega ha bombardato l'odiato ex alleato Conte con messaggi video, sperando di beneficiare dell'incertezza generale. Proprio all'inizio dell'epidemia di Corona in Cina, Salvini aveva fatto la richiesta (impraticabile) che l'Italia chiudesse i suoi confini. Ora con lo svilupparsi dell'epidemia, rende il capo del governo personalmente responsabile delle infezioni nel paese e chiede le sue dimissioni.

L'ex ministro degli interni 46enne dimostra così poca propensione verso un'unione di stato. I suoi fan più agguerriti potranno anche apprezzare una condotta più mordente, tuttavia, se Salvini vuole davvero governare il paese, ha bisogno dell'approvazione sia dei circoli di destra più moderati che dei circoli del centro politico e questo dovrebbe verosimilmente, scoraggiare alcune uscite mediatiche, vista la situazione di emergenza.

Le conseguenze politiche a lungo termine della crisi Coronavirus, sono attualmente difficili da valutare, molto dipenderà da ulteriori sviluppi. Se il virus arrivasse a causare un'emergenza medica ed economica, il fronte unito si sbriciolerebbe rapidamente e il governo difficilmente potrebbe sopravvivere.

 

A più lungo termine, un esito più o meno infruttuoso della crisi difficilmente stabilizzerebbe la politica italiana. Una volta risolto il problema, la vecchia guerra di trincea potrebbe ricominciare. La paura di nuove elezioni potrebbe tenere insieme la coalizione Conte, ma per quanto tempo? È probabile che la paralisi politica continui in entrambi i modi. Tutto questo diventa devastante per un paese che sta perdendo il contatto con il resto dell'Europa e non ha riforme strutturali di vasta portata, che lo possano far risale i gradini di quella graduatoria, che dovrebbe vederlo nei primi posti.

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