Mare d'Italia, 15 nuove Bandiere Blu: ecco new entry, conferme e bocciature. Domina sempre la Liguria, seguita dalla Campania

Sono 416 le spiagge top dell’anno 2021, riconosciute della FEE, Foundation for Environmental Education (Fondazione per l'Educazione Ambientale). Nove in più rispetto all'anno scorso, 9 anche i Comuni non confermati 


Bandiera blu 2021: quali sono le spiagge in provincia di Salerno

Sono 416 le spiagge italiane 'da sogno', 9 in più rispetto allo scorso anno, con la Liguria che si conferma ancora una volta al top seguita dalla Campnia. Sono le Bandiere Blu 2021 assegnate dalla Foundation for Environmental Education (Fee) a 201 località rivierasche e 81 approdi turistici che corrispondono a circa al 10% delle spiagge premiate a livello mondiale. I Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento in base ai 32 criteri di sostenibilità (dalla qualità delle acqua alla raccolta differenziata), dunque, sono 201, 6 in più rispetto ai 195 dello scorso anno: 15 sono i nuovi ingressi, 9 i Comuni non confermati.

In particolare, la Liguria conferma 32 località, segue la Campania con 19 Bandiere con un nuovo ingresso ma anche un’uscita, la Toscana scende a 17 Bandiere con tre uscite. Raggiunge i 17 riconoscimenti anche la Puglia, con tre nuovi ingressi e un’uscita. Le Marche salgono a 16, con un nuovo ingresso. Anche la Calabria va a quota 15 con due nuovi ingressi e un’uscita, mentre la Sardegna riconferma le sue 14 località (con un nuovo ingresso e un’uscita).

L’Abruzzo sale a 13 con tre nuovi ingressi, il Lazio arriva a 11 con due nuovi Comuni. Rimangono invariate le 10 bandiere del Trentino Alto Adige, a 10 sale anche la Sicilia con due new entry. Sono riconfermate le 9 Bandiere del Veneto, così come le 7 località dell’Emilia Romagna. La Basilicata conferma le sue 5 località; si registrano due uscite in Piemonte che ottiene 2 Bandiere; il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 dell’anno precedente. Il Molise rimane con 1 Bandiera, anche la Lombardia conferma 1 Bandiera blu. Complessivamente, quest’anno le Bandiere sui laghi scendono a 16, con due uscite.

“Anche quest’anno il programma Bandiera Blu segna un incremento dei Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento, ben 201- ha detto Claudio Mazza, presidente della Fee Italia - Molti di più sono però quei Comuni che hanno scelto di intraprendere il percorso e che affianchiamo nella loro crescita. L’impegno verso la sostenibilità nella gestione del proprio territorio, la cura del turista e la sua sicurezza, l’attenzione ai servizi, uniti al grande desiderio di ripartire con la stagione turistica, fanno dei Comuni Bandiera Blu un propulsore per la ripresa del turismo italiano in questo particolare momento storico”.

“Come è stato per l’anno passato, quando i Comuni rivieraschi italiani Bandiera Blu hanno ben saputo rispondere alle nuove e sconosciute sfide lanciate dal Covid, garantendo una gestione della stagione estiva efficiente e in sicurezza, siamo convinti che per il 2021 il turismo italiano saprà fare da traino alla ripresa dell’intero Paese" conclude Mazza.

 

(Fonte: Adnkronos)

Covid, Curcio: "Siamo in guerra, servono norme da guerra". Il generale Figliuolo sui vaccini: "Per raggiungere i numeri sono disposto a qualsiasi cosa che rientri nella legalità"

Il capo della Protezione civile e commissario per l'emergenza oggi a Genova. Confermato l'arrivo per fine mese di 3 milioni di dosi


"Non fermiamoci ai numeri ma utilizziamoli per fare un salto in avanti". Lo ha detto Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile oggi a Genova per l'apertura del maxi-hub vaccinale della Fiera.

"Non siamo qua - ha detto facendo riferimento anche alla presenza del Commissario Francesco Figliuolo - a fare classifiche. Non ci interessa. A noi interessa che ci si vaccini".

"Noi - ha sottolineato - siamo in guerra. Servono norme da guerra. E mi pare che qui lo si stia facendo, a cominciare dall'impiego delle farmacie che vedrà in Liguria uno dei punti di prima attivazione, così come la norma che sblocca l'operatività degli infermieri e tante altre cose fatte e recepite per favorire sia la parte tecnica che politica". "Fateci vedere cosa sapete fare - ha concluso - così che noi possiamo trasferirlo a livello nazionale come best practice da mettere in atto tutti insieme".

"Il piano vaccinale - ha detto il commissario Francesco Figliuolo - non deve cambiare ogni due settimane: le Regioni hanno la programmazione bimensile delle aziende più grandi. Di Pfizer e AstraZeneca sanno già cosa arriva fino a fine aprile. Di Pfizer sanno addirittura le date". Il generale ha confermato l'arrivo di circa tre milioni di dosi per fine mese, che "ci porteranno a un totale da inizio campagna di 14 milioni e 170.000 dosi, rispetto allo stimato iniziale di 15,6 milioni, ma che è di più rispetto ai cali che inizialmente avevano paventato le aziende. E di questo ritengo si debba dare atto all'intervento del nostro primo ministro". "E' chiaro - ha aggiunto il commissario - che le aziende produttrici, che si stanno allineando, non lavorando con scorte ma mettono sul mercato tutto ciò che producono. Hanno difficoltà oggettive a dare un calendario che abbia un orizzonte superiore alle due settimane. Anche perché - ha concluso - una volta infialati i vaccini hanno più di 180 controlli e se uno non va a buon fine, tutto il lotto viene fermato. Nelle ultime settimane, non abbiamo avuto alcun ritardo di questo tipo". 

"Le Regioni hanno i loro modelli, a me interessa che raggiungano i numeri e per raggiungere i numeri sono disposto a qualsiasi cosa che rientri nella legalità". Lo ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo oggi a Genova rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul coinvolgimento della sanità privata nella campagna di vaccinazione. "Certamente questa è una buona pratica - ha detto - e ne abbiamo anche altre".

Mercoledì prossimo, 31 marzo, il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all'emergenza Covid. e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, saranno in Lombardia. Lo ha detto il commissario lombardo Guido Bertolaso al termine della visita al nuovo hub vaccinale nell'ex tribunale di Crema (Cremona). "Verranno a vedere che cosa stiamo facendo - ha detto Bertolaso - verranno a vedere i nostri programmi, faremo il punto sulla situazione e non nasconderemo loro i problemi che abbiamo avuto e stiamo affrontando e risolvendo".

 

(Fonte: Ansa)

Covid, sale il tasso di positività: il governo verso una nuova stretta. Lockdown, zone rosse, coprifuoco anticipato: cosa può succedere nelle prossime ore

Una nuova stretta sulle misure, per contrastare l'impennata dei contagi di Covid e il diffondersi delle varianti, al vaglio del governo Draghi e degli esperti del Cts: le ipotesi in campo. Tra le ipotesi più drastiche, come detto, vi è anche quella di una super zona rossa che di fatto riguarderebbe buona parte del Paese, con possibili eccezioni per le poche aree (come la Sardegna) con un tasso del contagio meno preoccupante. Non è nemmeno da escludere che l'inizio del coprifuoco, attualmente in vigore in tutto il Paese dalle 22 alle 5, possa essere anticipato di un'ora o più


Lockdown locali sempre più diffusi che porteranno buona parte dell'Italia in rosso e un monitoraggio costante dell'andamento della curva del virus, per essere pronti ad intervenire con "il massimo rigore" nel caso le varianti dovessero far salire in maniera esponenziale i contagi. Il governo si prepara ad affrontare un'altra settimana difficile nella lotta al Covid, consapevole che potrebbe esser chiamato ad adottare ulteriori provvedimenti nonostante il primo Dpcm firmato dal premier Mario Draghi sia in vigore da sole 24 ore.

I numeri confermano la preoccupazione espressa degli scienziati, che più volte nei giorni scorsi hanno ribadito la necessità di rafforzare e innalzare le misure a livello nazionale e locale e di ridurre drasticamente la mobilità e le interazioni tra i cittadini: anche oggi quasi 21mila nuovi positivi, il tasso di positività che sale di ben un punto e si assesta al 7,6% e altri 207 morti, con il numero delle vittime che nelle prossime ore supererà la cifra, inimmaginabile un anno fa, di 100mila dall'inizio dell'emergenza. Non solo. Nei reparti ordinari degli ospedali ci sono stati altri 443 ingressi in 24 ore, con il totale dei ricoverati che è tornato sopra i 21mila. E le terapie intensive crescono costantemente da 18 giorni: oggi ci sono 2.605 pazienti, oltre 500 in più in due settimane. Nove regioni, inoltre, hanno superato la soglia critica del 30% di occupazione dei posti in rianimazione. Tutti chiari sintomi che la curva continua a crescere inesorabilmente. "Questo sarà un mese complicato" ammette il ministro della Salute Roberto Speranza ribadendo come le varianti abbiano "prodotto una nuova fase di accelerazione dell'epidemia", con il virus che "oggi è più capace di correre" rispetto ai mesi scorsi.

Bisognerà dunque intervenire, anche se dal governo continuano a ripetere che al momento non si sta ragionando di un lockdown generale, se non altro perché la situazione è molto diversa da regione a regione. Basta vedere i dati quotidiani: su quasi 21mila positivi, più della metà sono in tre regioni, Lombardia ( quasi 4.400 casi), Emilia Romagna (3.056) e Campania (2.560) mentre in altre 8 non si raggiungono i 500 casi. "Oggi abbiamo un'enorme differenziazione tra territori e il modello costruito serve proprio a evidenziare queste differenze" dice Speranza confermando dunque che si andrà avanti con il sistema delle fasce. Ciò non significa però che non ci sarà una stretta, anzi. "Monitoriamo la curva e verificheremo sulla base della proporzionalità quali siano le misure più adeguate. Mi aspetto nei prossimi giorni e nelle prossime settimane che la curva possa salire ancora e dunque mi aspetto altre regioni in rosso". In attesa del passaggio di fascia, che ci sarà venerdì con il nuovo monitoraggio, sono comunque sindaci e governatori ad intervenire. Da lunedì la provincia di Frosinone si andrà ad aggiungere alle altre decine già in rosso, mentre a Firenze il sindaco Dario Nardella ha annunciato limitazioni alla mobilità in determinati momenti e luoghi della città.

Diversi anche gli interventi in varie città per evitare gli assembramenti, con le forze di polizia che nelle ultime 24 ore hanno controllato 92mila persone, sanzionandone 1.800, e quasi 13mila negozi. Sui Navigli a Milano sono scattati i blocchi ai punti di accesso alla Darsena per limitare la presenza dei giovani all'ora dell'aperitivo, mentre a Roma i controlli non hanno portato alla chiusura delle zone della movida come accaduto ieri. In Sardegna invece il primo sabato in zona bianca si è chiuso con una maxi rissa con lancio di bottiglie e sedie nel centro di Nuoro, con protagonisti una ventina di giovani tutti senza mascherine. Se poi non dovessero bastare le misure a livello locale, sul tavolo del governo ci sono una serie di ipotesi che potrebbero essere adottate in vista di Pasqua: dalla proroga del divieto di spostamento, che scade il 27 marzo e già viene data per scontata, al coprifuoco anticipato fino ad un innalzamento delle restrizioni come avvenne nel periodo di Natale. Tutti interventi per cercare di evitare fino alla fine un lockdown generale che metterebbe ulteriormente in ginocchio l'economia.

 

(Fonti: Adnkronos e Ansa)

Zona gialla da oggi in sedici regioni: tutte le regole. Assembramenti, lite Cts-Comuni

Spostamenti consentiti tra le 5 e le 22, ma solo nella regione in cui ci si trova (salvo, come sempre, i motivi di lavoro, salute o necessità; e il raggiungimento di seconde case). Sui concentramenti di persone registrati in diverse città nel weekend il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo chiede ai primi cittadini di fare di più. Antonio Decaro replica: "Basta tiro al bersaglio. Dare la colpa a noi sta diventando il nuovo sport nazionale"


Zona gialla da oggi, lunedì 1 febbraio, per 16 regioni in Italia, con regole meno restrittive. Diminuiscono i divieti. Tra le aree del Paese che passano alla fascia con il più basso rischio Covid ci sono Lombardia, Veneto e Lazio, mentre sono solo 5 le regioni che si trovano ancora in zona arancione (Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano) secondo le ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza. La zona gialla, come noto, prevede misure e restrizioni più leggere. Ecco cosa si può fare e cosa no, secondo le disposizioni del governo.

COPRIFUOCO E SPOSTAMENTI

Il coprifuoco è fissato dalle 22 fino alle 5. Dopo quell’ora ci si può muovere solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Per spostarsi in quegli orari bisognerà fare un’autocertificazione. Resta l’obbligo di mascherina anche all’aperto, a eccezione dei bambini sotto ai sei anni, di chi svolge attività sportiva e di chi ha patologie. Fino al 15 febbraio è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, tranne quelli per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute.

VISITE

Una sola volta al giorno è permesso spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata della stessa Regione o Provincia autonoma, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle che già vivono nella casa di destinazione. Chi si sposta può portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

SCUOLA

Le scuole superiori adottano la didattica in presenza almeno al 50 per cento ed entro il limite del 75 per cento. Per medie ed elementari resta la didattica in presenza, ma con l’obbligo di mascherina per i bambini con più di sei anni. Le università organizzano la didattica con le autorità regionali.

BAR E RISTORANTI

Per bar e ristoranti restano le regole di apertura dalle 5 alle 18, consegna a domicilio consentita, asporto possibile con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. I musei possono rimanere aperti dal lunedì al venerdì tranne nei giorni festivi.

CINEMA, TEATRI, SPORT

Rimangono chiusi i cinema, i teatri, le sale scommesse, le sale da gioco, le discoteche, le sale da ballo, le sale da concerto, le palestre, le piscine, i parchi tematici, le terme, i centri benessere. I negozi sono aperti ma i centri commerciali sono chiusi nel weekend. Chiusi gli impianti sciistici fino al 15 febbraio, previa autorizzazione delle autorità regionali, in base alla situazione sanitaria.7

LITE CTS SINDACI SUGLI ASSEMBRAMENTI

Botta e risposta tra Agostino Miozzo del Cts e Antonio Decaro dell'Anci sugli assembramenti. "Dare la colpa ai sindaci sta diventando il nuovo sport nazionale. Miozzo, che ci accusa di immobilismo di fronte agli assembramenti nelle città, sembra impegnato in un disperato tentativo di allontanare da sé le responsabilità e addossarle sugli obiettivi più facili, quelli che per natura e per senso del proprio dovere, sono abituati a esporsi in prima persona, sempre: i sindaci", dice Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari, commentando le parole del coordinatore del Comitato tecnico scientifico che sull'allarme assembramenti ha chiesto ai sindaci di fare di più.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

 

Bassetti spietato: "Piano vaccinale completamente fallito. Bisognava seguire esempi virtuosi come quello di Israele"

Durissimo commento di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria, all'Adnkronos Salute: "Ci sono ritardi su tutta la linea e anche se arriveranno i vaccini non vedo un'organizzazione pronta a vaccinare milioni di persone"


Arcuri “manca elenco sedi vaccini”/ Poi incolpa Regioni: “vaccinate 65mila  al giorno”

"Sono stato tra i primi critici della campagna vaccinale quando fu annunciata e lo sono, oggi, ancora di più. Vedo che la capacità di reazione del Paese e della struttura commissariale non è adeguata: il piano 'A' di vaccinare 40 mln di italiani a settembre, annunciato tempo fa, è fallito. Ed non è decollato nemmeno quello 'B' di mettere in sicurezza gli anziani vaccinandoli a gennaio. Ci sono ritardi su tutta la linea e anche se arriveranno i vaccini non vedo un'organizzazione pronta a vaccinare milioni di persone". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

"Mi chiedo perché non abbiamo seguito gli esempi di campagna vaccinali virtuose come ha fatto Israele - chiosa Bassetti - Già a ottobre-novembre sono partiti con una campagna di informazione sui vaccini che ha spronato l'incredibile numero di immunizzazioni fatte in poco tempo. Noi dovremmo puntare anche sulle farmacie, sui medici di famiglia, sui medici del lavoro delle grandi aziende, solo così nel giro di poco tempo si possono immunizzare milioni di persone".

 

(Fonte: Adnkronos)

CHI ASSAGGIA? - Il trionfo delle uve locali per i vini della Riviera dei Fiori. Podere Grecale esalta la tradizione con vista mare del Ponente ligure

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Il ritorno alle vigne e la nascita di Podere Grecale

 Podere Grecale (@PodereGrecale) | Twitter

L’azienda vinicola Podere Grecale si trova in Liguria, nella costa chiamata “Riviera dei Fiori”, nell’estremo ponente ligure che da Imperia si spinge fino al confine francese.

Il paesaggio ligure è unico e molto affascinante, il territorio è composto maggiormente da montagne e colline che fanno da sfondo alle bellissime coste liguri. La regione ha un clima variegato di tipo mediterraneo dovuto alla morfologia del suo territorio in gran parte montuoso ma aperto su un mare decisamente caldo. Queste caratteristiche ne fanno un luogo ideale per la viticoltura e non solo.

La viticoltura è da sempre parte nella vita di tutti i giorni delle famiglie liguri, Lino con la sua famiglia dopo molti anni lontani da casa decisero di tornare in Liguria e riscoprire le loro origini. Più di 15 anni fa, Lino, una volta rientrato nella città di origine iniziò a lavorare la vigna con il desiderio di produrre e assaggiare ancora il Vermentino di Bussana, vino che aveva segnato i suoi ricordi.

Nel 2005 Lino e la famiglia piantarono il primo vigneto e iniziarono il loro progetto; più tardi, dopo le prime sperimentazioni e convinti dalla qualità dei vini, fondarono ufficialmente Podere Grecale nel 2007.

Con la nascita dell’azienda il desiderio di Lino e della sua famiglia si realizzò e i vini da loro oggi prodotti utilizzando le varietà locali, riflettono le tradizioni vinicole del territorio.

I vigneti dell’azienda sono piantati in diverse località della Riviera Ligure di Ponente e sono tutti terrazzati, ovvero, sostenuti dai caratteristici muretti a secco che caratterizzano il paesaggio e la viticoltura ligure. Il primo vigneto aziendale fu piantato nella località “Madonna della Guardia” con l’uva Vermentino e il resto delle vigne si trovano nelle località Lone, Beusi e Bussana. In tutti i vigneti si coltivano solo varietà locali come l’uva Pigato, Granaccia e Moscatello di Taggia.

 

2019 Riviera Ligure di Ponente Vermentino DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Vermentino

Produzione: Acciaio

Prezzo: 13 euro

Colore giallo paglierino luminoso. L’olfattiva è molto intenso con sentori di mela verde, pesca bianca, timo e sensazioni di scoglio. Il vino al palato ha uno scheletro fresco e sapido con un finale gustativo fruttato e di mandorla.

 

2018 Maèn Riviera Ligure di Ponente Vermentino Superiore DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Vermentino

Produzione: Acciaio e una piccola percentuale della massa matura in legno

Prezzo: 17 euro

Colore paglierino brillante. Intense note fruttate di pera bianca, albicocca e pesca tabacchiera. Continua con delicate note di maggiorana, fiori di zagara. Il palato è denso con viva acidità, buona struttura e avvolgenza. Il finale gustativo ha un forte richiamo sapido.

 granaccia Liguria

2018 Beusi Riviera Ligure di Ponente Granaccia Superiore DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Granaccia

Produzione: Fermenta in acciaio e affina in barrique usate per 12 mesi

Prezzo: 19 euro

Colore rubino compatto. I profumi al naso hanno una bella aromaticità e intensità, prugne mature, more, ciliegie, chiodi di garofano. Il palato è ricco, strutturato e buona carica alcolica. Nel finale gustativo il vino rimane sulle sensazioni fruttate e leggermente speziate con una decisa chiusura sapida.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Altri vini da provare: Pigato, Frizantin, Moscatello di Taggia.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

Scuola, chi tornerà in classe l'11 gennaio e chi no. Il calendario della ripresa in presenza Regione per Regione

La Lombardia - tra le Regioni che si erano dette pronte a riaccogliere gli studenti delle superiori in classe già dal 7 gennaio - dopo il rinvio ha seguito la linea del Lazio, facendo quindi riprendere subito le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio riapriranno gli istituti superiori. Ecco dove invece se ne riparlerà il mese prossimo


Istituto comprensivo n. 7 della Spezia – scuola dell'infanzia – scuola  primaria – scuola secondaria di primo grado

Finite ufficialmente le vacanze natalizie per gli studenti è ora di pensare al rientro tra i banchi. Tuttavia, anche se è cambiato anno, le vecchie problematiche rimangono e rischiano di far saltare il ritorno a scuola di molti ragazzi, soprattutto di quelli più grandi. Se già da oggi, 7 gennaio 2021, sono infatti attesi in classe quasi tutti gli alunni di elementari e medie, ancora incerto è il destino degli studenti delle superiori, che ora è quasi tutto nelle mani delle Regioni: quali saranno le scuole che potranno riaprire l’11 gennaio, così come previsto dalle ultime decisioni del Governo?

Abruzzo

Si dovrebbe seguire la regola generale: dall’11 gennaio si dovrebbe tornare alla didattica in presenza al 50%, come stabilito dall'ultimo decreto governativo. Gli studenti, dunque, verranno divisi: una metà della classe si recherà a scuola, l'altra metà continuerà a seguire a distanza; con i due gruppi che si alterneranno a seconda dei giorni.

Basilicata

Anche qui, il presidente Vito Bardi sta valutando se far ripartire le attività in presenza dall’11 gennaio per i ragazzi delle superiori; ancora però non è stata rilasciata una decisione ufficiale in merito.

Calabria

In Calabria, invece, neanche gli studenti di elementari e medie sono potuti tornare in classe: per loro il rientro è previsto non prima del 15 gennaio, mentre per i ragazzi delle superiori la riapertura degli istituti avverrà non prima della fine del mese di gennaio.

Campania

Secondo l’ultima ordinanza del presidente De Luca, lunedì 11 gennaio riapriranno solamente le scuole dell'infanzia e le prime due classi della scuola primaria. Mentre a partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria e successivamente, dal 25 gennaio, verrà discussa la riapertura per la secondaria di primo e secondo grado. Quindi per i primi giorni del 2021 la didattica sarà per tutti a distanza.

Emilia-Romagna

Studenti di elementari e medie regolarmente in classe il 7 gennaio. Mentre quelli delle superiori dovranno attendere lunedì 11 gennaio per tornare a seguire in presenza, al 50%. Alla fine, dunque, per l'Emilia-Romagna sarà comunque un passo indietro rispetto alle previsioni, visto che qui ci si attendeva un ritorno fino al 75% delle classi.

Friuli Venezia Giulia

Il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato un’ordinanza che prevede il rinvio dell’apertura delle scuole superiori a non prima del 31 gennaio, mentre i ragazzi di elementari e medie potranno frequentare gli istituti già dal 7 gennaio.

Lazio

Nel Lazio riprendono il 7 gennaio le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio torneranno in presenza anche i ragazzi delle superiori, così come stabilito dal Consiglio dei Ministri.

Liguria

Qui le scuole primarie e medie sono rientrate in aula dal 7 gennaio. Le superiori, invece, torneranno dall’11 gennaio e adotteranno una didattica mista al 50%, alternando lezioni in presenza e giornate in Dad.

Lombardia

La Lombardia - che è tra le regioni che si erano dette pronte a riaccogliere gli studenti delle superiori in classe già dal sette gennaio - dopo il rinvio ha seguito la linea del Lazio, facendo quindi riprendere subito le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio riapriranno gli istituti superiori.

Marche

Le Marche, invece, fanno parte del fronte delle regioni contrarie alla riapertura. Così, qui è stato deciso di tenere in Dad al 100% le scuole superiori fino al 31 gennaio, scuole primarie e secondarie di primo grado sono tornate però in presenza a partire dal 7 gennaio.

Molise

Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha emanato una nuova ordinanza, che fa slittare il rientro a scuola non prima del 18 gennaio, ma dando la facoltà ai sindaci di consentire il rientro in presenza (soltanto per le scuole primarie).

Piemonte

Qualcosa di simile al Molise avverrà in Piemonte, dove il governatore Alberto Cirio ha deciso di far tornare gli studenti delle superiori in classe solo a partire dal 18 gennaio (ma solo se la curva dei contagi, nel frattempo, lo consentirà). Elementari e medie, invece, hanno ripreso il 7 gennaio.

Puglia

Anche la nuova ordinanza del presidente Emiliano ha stabilito che le scuole di ogni ordine e grado rimarranno al 100% in Dad, almeno fino al 15 gennaio.

Sardegna

In Sardegna riapertura delle scuole superiori posticipata a non prima del 18 gennaio o, più probabilmente, a inizio febbraio; tuttavia è attesa nelle prossime ore un’ordinanza ufficiale. Mentre per le scuole primarie e secondarie di primo grado si è già tornati in presenza il 7 gennaio.

Sicilia

Possibile riapertura prevista per l’11 gennaio per gli studenti delle superiori, ma ancora non è stata pubblicata l'ordinanza regionale; confermata la didattica in presenza per primarie e secondarie di primo grado già dal 7 gennaio.

Toscana

La regione si accoda a Lazio e Lombardia, aprendo le scuole primarie e secondarie di primo grado il 7 gennaio e riportando in classe gli studenti delle superiori a partire dall’11 gennaio.

Trentino-Alto Adige

Nelle province autonome di Trento e Bolzano già dal 7 gennaio, gli studenti delle scuole superiori torneranno in presenza almeno al 50% ma, in alcuni casi, si arriverà a una quota del 75%.

Umbria

Elementari e medie in classe già dal 7 gennaio, le superiori invece dovranno attendere l’11 gennaio; una data che però potrebbe slittare a dopo la metà di gennaio; molto dipenderà dai nuovi dati sulla pandemia, attesi per il weekend.

Valle d’Aosta

Sebbene si dichiarasse pronta ad aprire le scuole secondarie già dal 7 gennaio, la regione sì è adeguata alla linea generale e per ora ha aperto solo primarie e secondarie di primo grado, rinviando l’apertura delle superiori all’11 gennaio, come proposto dal Governo. 

Veneto

Dal 7 gennaio in classe solo i ragazzi di elementari e medie, gli studenti delle superiori invece in Dad almeno fino al 31 gennaio,: questo il contenuto dell’ultima ordinanza del governatore Zaia, tra i più accesi contrari alla ripresa della didattica in presenza per gli studenti delle superiori.

 

(Fonte: tgcom24)

 

Scuola, che si fa? Mancano due giorni alla ripartenza e regna il caos. Intanto le Regioni decidono da sole, in ordine sparso

Il governo conferma (per ora e con poca convinzione) la data del 7 gennaio, ma dal Friuli al Veneto, dalle Marche alla Campania, cresce il fronte del no. E alcuni governatori, come Fedriga e Zaia, firmano le ordinanze per prorogare la didattica a distanza. Nella terra di De Luca si tornerà in classe lunedì 11. Il Cts: "Non è importante riaprire, ma tenere aperto"


In Veneto e Friuli Venezia Giulia scuole superiori a casa fino al 31 gennaio. In Campania si tornerà in classe lunedì 11 gennaio, mentre in Liguria di certo la scuola non riaprirà il 7. Il ritorno sui banchi continua a far discutere e, visti i dubbi espressi da più parti data l'emergenza coronavirus, alcune Regioni si sono portate avanti.

Veneto e Friuli Venezia Giulia non apriranno dunque le scuole superiori a gennaio. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha annunciato un'ordinanza valida fino alla fine del mese. "La regione può intervenire, non è una contrapposizione con il governo. Noi tutti vorremmo le scuole aperte, ma in questo momento non mi sembra prudente", dice Zaia. "Non è un problema politico", dice il governatore. "La situazione sta degenerando e bisogna rispondere con misure ad hoc. Non faccio certo un'ordinanza per fare un dispetto alla ministra Azzolina".

"Le scuole secondarie di secondo grado in Friuli Venezia Giulia rimarranno chiuse fino al 31 gennaio adottando al cento per cento la didattica digitale integrata. Una scelta di responsabilità, che tiene conto dell'andamento dei dati epidemiologici e assunta mantenendo un senso di lealtà istituzionale nei confronti del Governo, dal momento che è facoltà delle Regioni intraprendere misure più ristrettive rispetto a quelle nazionali", dicono a Trieste il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e gli assessori Alessia Rosolen (Istruzione) e Graziano Pizzimenti (Infrastrutture) annunciando un'ordinanza a firma del governatore Massimiliano Fedriga che prevede il rinvio dell'apertura delle scuole superiori successivamente al 31 gennaio.

"Le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio 2021". E' quanto si legge sulla pagina Facebook del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. "L'Unità di Crisi della regione Campania si è riunita per un'analisi dettagliata dei dati epidemiologici in relazione alla possibilità di un ritorno in presenza a scuola al termine delle vacanze natalizie. Sulla base di tale analisi e della relazione che confluirà in un'ordinanza entro la mattinata di domani, è stato deciso che le scuole in Campania riapriranno lunedì 11 gennaio 2021", si legge. "In tale data potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell'infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com'era prima della chiusura delle scuole per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale, la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria, e successivamente, dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado", ha fatto sapere ancora De Luca concludendo con un "Chiarimento: resta confermato che per quanto riguarda la DAD (Didattica a distanza) anche in Campania le lezioni riprenderanno regolarmente il 7 gennaio".

Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, a TgCom 24 ha detto: "Conte ieri ha detto che il 7 gennaio la scuola avrebbe aperto poi il ministro Speranza ci ha convocato per dire che non sappiamo come apriremo e in che regioni, se saremo rossi o arancioni. Di fronte all'incertezza su cosa succederà il 7 e l'8 le scuole in Liguria non apriranno. Mi auguro che il governo si prenda la responsabilità altrimenti farò un'ordinanza, come hanno già fatto altri governatori".

 

 
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