updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Coprifuoco, le Regioni incalzano il governo: "Spostarlo alle 23". Di Maio: "Superarlo il prima possibile". Zingaretti cauto

il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga: "Proposta di ampliarlo per permettere di lavorare la sera". Salvini: "Con dati positivi mantenerlo avrebbe solo una ragione ideologica"


Massimiliano Fedriga, cuore diviso tra Elena e la Lega. E' anche un amante  della casa – Corriere dell'Umbria

"Le Regioni hanno proposto di ampliare alle 23 il coprifuoco così da permettere di lavorare la sera. Dobbiamo guardare anche a quelle attività che sono ancora chiuse per andare verso un processo di riaperture in sicurezza. Penso a palestre, settore wedding...". Lo ha scritto questa mattina su Twitter il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.

"E' da un mese intero che va avanti questa opera positiva di messa in sicurezza e di ritorno alla normalità. Se i dati continueranno ad essere positivi, accanirsi con chiusure, divieti, multe e coprifuoco non avrebbe una ragione concreta ma solo una ragione ideologica", ha ribadito anche ieri Matteo Salvini, leader della Lega, a 'Reteveneta'.

Sul punto si è espresso con maggiore cautela Nicola Zingaretti del Pd, ospite stamattina di 'Agorà' su Rai 3, ricordando che "il tasso di contagio sta scendendo e i morti calano anche perché c'è il coprifuoco, anche perché abbiamo capito che bisogna legare la rimozione di alcune misure al calo dei contagi''.

"Siamo tutti d'accordo che il coprifuoco debba essere superato e stiamo lavorando per superarlo il prima possibile", si è limitato a dire il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ieri da Londra, dove si trova per il G7.

Blackout di Inter-Cagliari e Hellas Verona-Lazio, Dazn offre un mese gratis agli abbonati: ecco come richiederlo e cosa fare

Tramite una mail inviata ai titolari di un abbonamento, Dazn ha ufficializzato il mese gratis in favore di coloro che hanno riscontrato problemi nella visione delle gare di domenica 11 aprile, tra le quali Inter-Cagliari ed Hellas Verona-Lazio. Tutto quello che c'è da sapere


Dazn, il comunicato: "Entusiasti che la Serie A abbia una nuova casa"

Dopo il disservizio occorso durante Inter-Cagliari, Dazn ha deciso di regalare un mese agli abbonati per scusarsi del disagio. La piattaforma aveva riscontrato seri problemi durante la trasmissione della gara delle 12.30 di domenica scorsa impedendo alla maggior parte degli abbonati seguirla. Disservizi che si erano protratti fino a metà pomeriggio intaccando anche la visione di Verona-Lazio.

LA MAIL - “Sappiamo che potresti aver riscontrato difficoltà ad accedere alla piattaforma Dazn domenica 11 aprile. Ciò è stato causato da un problema con uno dei nostri fornitori esterni. Siamo molto dispiaciuti per i disagi riscontrati - si legge nella e-mail ricevuta dagli abbonati coinvolti - e vogliamo offrirti un mese di accesso a Dazn senza ulteriori costi aggiuntivi”.

I TERMINI - La richiesta va fatta entro il 31 maggio; il mese gratuito è riservato esclusivamente agli utenti colpiti dal disservizio e ciascuno riceverà una mail con il link di attivazione sulla propria casella. Al termine del mese gratuito, l'abbonamento continuerà alle condizioni in vigore, salvo disdetta.

Covid, sale il tasso di positività: il governo verso una nuova stretta. Lockdown, zone rosse, coprifuoco anticipato: cosa può succedere nelle prossime ore

Una nuova stretta sulle misure, per contrastare l'impennata dei contagi di Covid e il diffondersi delle varianti, al vaglio del governo Draghi e degli esperti del Cts: le ipotesi in campo. Tra le ipotesi più drastiche, come detto, vi è anche quella di una super zona rossa che di fatto riguarderebbe buona parte del Paese, con possibili eccezioni per le poche aree (come la Sardegna) con un tasso del contagio meno preoccupante. Non è nemmeno da escludere che l'inizio del coprifuoco, attualmente in vigore in tutto il Paese dalle 22 alle 5, possa essere anticipato di un'ora o più


Lockdown locali sempre più diffusi che porteranno buona parte dell'Italia in rosso e un monitoraggio costante dell'andamento della curva del virus, per essere pronti ad intervenire con "il massimo rigore" nel caso le varianti dovessero far salire in maniera esponenziale i contagi. Il governo si prepara ad affrontare un'altra settimana difficile nella lotta al Covid, consapevole che potrebbe esser chiamato ad adottare ulteriori provvedimenti nonostante il primo Dpcm firmato dal premier Mario Draghi sia in vigore da sole 24 ore.

I numeri confermano la preoccupazione espressa degli scienziati, che più volte nei giorni scorsi hanno ribadito la necessità di rafforzare e innalzare le misure a livello nazionale e locale e di ridurre drasticamente la mobilità e le interazioni tra i cittadini: anche oggi quasi 21mila nuovi positivi, il tasso di positività che sale di ben un punto e si assesta al 7,6% e altri 207 morti, con il numero delle vittime che nelle prossime ore supererà la cifra, inimmaginabile un anno fa, di 100mila dall'inizio dell'emergenza. Non solo. Nei reparti ordinari degli ospedali ci sono stati altri 443 ingressi in 24 ore, con il totale dei ricoverati che è tornato sopra i 21mila. E le terapie intensive crescono costantemente da 18 giorni: oggi ci sono 2.605 pazienti, oltre 500 in più in due settimane. Nove regioni, inoltre, hanno superato la soglia critica del 30% di occupazione dei posti in rianimazione. Tutti chiari sintomi che la curva continua a crescere inesorabilmente. "Questo sarà un mese complicato" ammette il ministro della Salute Roberto Speranza ribadendo come le varianti abbiano "prodotto una nuova fase di accelerazione dell'epidemia", con il virus che "oggi è più capace di correre" rispetto ai mesi scorsi.

Bisognerà dunque intervenire, anche se dal governo continuano a ripetere che al momento non si sta ragionando di un lockdown generale, se non altro perché la situazione è molto diversa da regione a regione. Basta vedere i dati quotidiani: su quasi 21mila positivi, più della metà sono in tre regioni, Lombardia ( quasi 4.400 casi), Emilia Romagna (3.056) e Campania (2.560) mentre in altre 8 non si raggiungono i 500 casi. "Oggi abbiamo un'enorme differenziazione tra territori e il modello costruito serve proprio a evidenziare queste differenze" dice Speranza confermando dunque che si andrà avanti con il sistema delle fasce. Ciò non significa però che non ci sarà una stretta, anzi. "Monitoriamo la curva e verificheremo sulla base della proporzionalità quali siano le misure più adeguate. Mi aspetto nei prossimi giorni e nelle prossime settimane che la curva possa salire ancora e dunque mi aspetto altre regioni in rosso". In attesa del passaggio di fascia, che ci sarà venerdì con il nuovo monitoraggio, sono comunque sindaci e governatori ad intervenire. Da lunedì la provincia di Frosinone si andrà ad aggiungere alle altre decine già in rosso, mentre a Firenze il sindaco Dario Nardella ha annunciato limitazioni alla mobilità in determinati momenti e luoghi della città.

Diversi anche gli interventi in varie città per evitare gli assembramenti, con le forze di polizia che nelle ultime 24 ore hanno controllato 92mila persone, sanzionandone 1.800, e quasi 13mila negozi. Sui Navigli a Milano sono scattati i blocchi ai punti di accesso alla Darsena per limitare la presenza dei giovani all'ora dell'aperitivo, mentre a Roma i controlli non hanno portato alla chiusura delle zone della movida come accaduto ieri. In Sardegna invece il primo sabato in zona bianca si è chiuso con una maxi rissa con lancio di bottiglie e sedie nel centro di Nuoro, con protagonisti una ventina di giovani tutti senza mascherine. Se poi non dovessero bastare le misure a livello locale, sul tavolo del governo ci sono una serie di ipotesi che potrebbero essere adottate in vista di Pasqua: dalla proroga del divieto di spostamento, che scade il 27 marzo e già viene data per scontata, al coprifuoco anticipato fino ad un innalzamento delle restrizioni come avvenne nel periodo di Natale. Tutti interventi per cercare di evitare fino alla fine un lockdown generale che metterebbe ulteriormente in ginocchio l'economia.

 

(Fonti: Adnkronos e Ansa)

Zona gialla da oggi in sedici regioni: tutte le regole. Assembramenti, lite Cts-Comuni

Spostamenti consentiti tra le 5 e le 22, ma solo nella regione in cui ci si trova (salvo, come sempre, i motivi di lavoro, salute o necessità; e il raggiungimento di seconde case). Sui concentramenti di persone registrati in diverse città nel weekend il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo chiede ai primi cittadini di fare di più. Antonio Decaro replica: "Basta tiro al bersaglio. Dare la colpa a noi sta diventando il nuovo sport nazionale"


Zona gialla da oggi, lunedì 1 febbraio, per 16 regioni in Italia, con regole meno restrittive. Diminuiscono i divieti. Tra le aree del Paese che passano alla fascia con il più basso rischio Covid ci sono Lombardia, Veneto e Lazio, mentre sono solo 5 le regioni che si trovano ancora in zona arancione (Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano) secondo le ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza. La zona gialla, come noto, prevede misure e restrizioni più leggere. Ecco cosa si può fare e cosa no, secondo le disposizioni del governo.

COPRIFUOCO E SPOSTAMENTI

Il coprifuoco è fissato dalle 22 fino alle 5. Dopo quell’ora ci si può muovere solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Per spostarsi in quegli orari bisognerà fare un’autocertificazione. Resta l’obbligo di mascherina anche all’aperto, a eccezione dei bambini sotto ai sei anni, di chi svolge attività sportiva e di chi ha patologie. Fino al 15 febbraio è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, tranne quelli per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute.

VISITE

Una sola volta al giorno è permesso spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata della stessa Regione o Provincia autonoma, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle che già vivono nella casa di destinazione. Chi si sposta può portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

SCUOLA

Le scuole superiori adottano la didattica in presenza almeno al 50 per cento ed entro il limite del 75 per cento. Per medie ed elementari resta la didattica in presenza, ma con l’obbligo di mascherina per i bambini con più di sei anni. Le università organizzano la didattica con le autorità regionali.

BAR E RISTORANTI

Per bar e ristoranti restano le regole di apertura dalle 5 alle 18, consegna a domicilio consentita, asporto possibile con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. I musei possono rimanere aperti dal lunedì al venerdì tranne nei giorni festivi.

CINEMA, TEATRI, SPORT

Rimangono chiusi i cinema, i teatri, le sale scommesse, le sale da gioco, le discoteche, le sale da ballo, le sale da concerto, le palestre, le piscine, i parchi tematici, le terme, i centri benessere. I negozi sono aperti ma i centri commerciali sono chiusi nel weekend. Chiusi gli impianti sciistici fino al 15 febbraio, previa autorizzazione delle autorità regionali, in base alla situazione sanitaria.7

LITE CTS SINDACI SUGLI ASSEMBRAMENTI

Botta e risposta tra Agostino Miozzo del Cts e Antonio Decaro dell'Anci sugli assembramenti. "Dare la colpa ai sindaci sta diventando il nuovo sport nazionale. Miozzo, che ci accusa di immobilismo di fronte agli assembramenti nelle città, sembra impegnato in un disperato tentativo di allontanare da sé le responsabilità e addossarle sugli obiettivi più facili, quelli che per natura e per senso del proprio dovere, sono abituati a esporsi in prima persona, sempre: i sindaci", dice Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari, commentando le parole del coordinatore del Comitato tecnico scientifico che sull'allarme assembramenti ha chiesto ai sindaci di fare di più.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

 

Lombardia zona rossa, il Tar rinvia a lunedì la decisione sul ricorso: "Servono nuovi dati". La Regione invia integrazione all'Istituto superiore di sanità

Si è conclusa l'audizione di oggi e il giudice ha deciso per l'aggiornamento dell'udienza alla prossima settimana. Nel frattempo il giudice attraverso un decreto istruttorio acquisirà alcuni dati epidemiologici, ovvero il "Report fase 2" contenente i dati sull'emergenza da Covid-19 relativi alla scorsa settimana, ovvero dall'11 al 17 gennaio


Lombardia zona rossa, slitta il verdetto sul ricorso. Il giudice del Tar del Lazio, chiamato a decidere sul ricorso della Regione in merito alla contestata zona rossa, ha infatti disposto un rinvio a lunedì per valutare i nuovi dati sull'emergenza sanitaria. Lo si apprende da fonti legali.

La decisione è stata presa al termine della breve udienza con cui la Regione Lombardia, rappresentata dall'avvocato Federico Freni, chiedeva alla presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero della Salute e all'Istituto superiore di sanità di rivedere l'ultima decisione assunta nei confronti della Lombardia inserita nella fascia 'rossa', quindi sottoposta a maggiori divieti per l'emergenza coronavirus. L'avvocato della Regione Lombardia "consapevole che la mera sospensione cautelare dell'efficacia del provvedimento impugnato creerebbe un vuoto regolamentare" del tutto "incompatibile con l'emergenza epidemiologica in atto" chiedeva al collegio di valutare - nel contraddittorio delle parti - "l'effettiva correttezza dei dati utilizzati". In questo senso il provvedimento cautelare "non causerebbe un vuoto nell'ordinamento ma costituirebbe uno stimolo per l'amministrazione intimata a rivedere il proprio giudizio, eventualmente implementando i dati e le informazioni a sua disposizione, orientando la propria azione ai principi che codesto giudice vorrà indicargli", si legge nel ricorso. I nuovi dati saranno a questo punto cruciali per la decisione che dovrà prendere il Tar.

Tar: servono dati 11-17 gennaio 2021

"Risulta opportuna l'acquisizione del report fase 2 contenente i dati relativi alla settimana 11 gennaio - 17 gennaio 2021, la cui pubblicazione è attesa per la giornata di domani, venerdì 22 gennaio". E la richiesta contenuta nel decreto con cui il giudice del Tar del Lazio, Riccardo Savoia, ha rinviato a lunedì 25 gennaio, alle ore 12, l'udienza. Nel ricorso della Regione Lombardia, rappresentata dall'avvocato Federico Freni, contro la presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità si chiedeva di sospendere la decisione sulla zona rossa (in vigore dal 17 al 31 gennaio) e di rivederla alla luce di dati più attuali di monitoraggio del rischio sanitario. Il giudice vista la richiesta inoltrata dal ricorrente ha così deciso, al termine dell'udienza di oggi, di chiedere alle parti di depositare la nuova documentazione richiesta, in tempi utili per la prossima audizione fissata per lunedì 25 gennaio. Un rinvio che di fatto segna un'apertura rispetto alla richiesta della Regione Lombardia di valutare con dati più aggiornati la decisione presa dal governo sulla zona rossa.

Regione Lombardia: "Attendiamo l'udienza"

"Prendiamo atto del rinvio disposto dal Tar del Lazio sul ricorso presentato da Regione Lombardia" sull'ordinanza che la colloca in zona rossa per rischio Covid, "e attendiamo l'udienza di lunedì". Lo comunica in una nota Regione Lombardia, dopo aver appreso la decisione del Tar del Lazio di aggiornare a lunedì prossimo l'udienza.

Lombardia invia integrazione dati a Iss

Nuove valutazioni su Lombardia zona rossa. "I tecnici dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e della Direzione generale del Welfare" della Regione Lombardia "hanno in corso un'interlocuzione e, nelle prossime ore, valuteranno una serie di dati aggiuntivi". A comunicarlo è stata la Regione Lombardia in una nota diffusa dopo che il rinvio disposto dal Tar del Lazio in merito all'esame del ricorso presentato sul provvedimento che decreta la zona rossa.

I dati sono stati inviati "da parte della direzione Welfare lombarda per ampliare e rafforzare i dati standard già trasmessi nella settimana precedente, ai fini di una rivalutazione in vista della Cabina di regia di domani".

 

Scuola, chi tornerà in classe l'11 gennaio e chi no. Il calendario della ripresa in presenza Regione per Regione

La Lombardia - tra le Regioni che si erano dette pronte a riaccogliere gli studenti delle superiori in classe già dal 7 gennaio - dopo il rinvio ha seguito la linea del Lazio, facendo quindi riprendere subito le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio riapriranno gli istituti superiori. Ecco dove invece se ne riparlerà il mese prossimo


Istituto comprensivo n. 7 della Spezia – scuola dell'infanzia – scuola  primaria – scuola secondaria di primo grado

Finite ufficialmente le vacanze natalizie per gli studenti è ora di pensare al rientro tra i banchi. Tuttavia, anche se è cambiato anno, le vecchie problematiche rimangono e rischiano di far saltare il ritorno a scuola di molti ragazzi, soprattutto di quelli più grandi. Se già da oggi, 7 gennaio 2021, sono infatti attesi in classe quasi tutti gli alunni di elementari e medie, ancora incerto è il destino degli studenti delle superiori, che ora è quasi tutto nelle mani delle Regioni: quali saranno le scuole che potranno riaprire l’11 gennaio, così come previsto dalle ultime decisioni del Governo?

Abruzzo

Si dovrebbe seguire la regola generale: dall’11 gennaio si dovrebbe tornare alla didattica in presenza al 50%, come stabilito dall'ultimo decreto governativo. Gli studenti, dunque, verranno divisi: una metà della classe si recherà a scuola, l'altra metà continuerà a seguire a distanza; con i due gruppi che si alterneranno a seconda dei giorni.

Basilicata

Anche qui, il presidente Vito Bardi sta valutando se far ripartire le attività in presenza dall’11 gennaio per i ragazzi delle superiori; ancora però non è stata rilasciata una decisione ufficiale in merito.

Calabria

In Calabria, invece, neanche gli studenti di elementari e medie sono potuti tornare in classe: per loro il rientro è previsto non prima del 15 gennaio, mentre per i ragazzi delle superiori la riapertura degli istituti avverrà non prima della fine del mese di gennaio.

Campania

Secondo l’ultima ordinanza del presidente De Luca, lunedì 11 gennaio riapriranno solamente le scuole dell'infanzia e le prime due classi della scuola primaria. Mentre a partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria e successivamente, dal 25 gennaio, verrà discussa la riapertura per la secondaria di primo e secondo grado. Quindi per i primi giorni del 2021 la didattica sarà per tutti a distanza.

Emilia-Romagna

Studenti di elementari e medie regolarmente in classe il 7 gennaio. Mentre quelli delle superiori dovranno attendere lunedì 11 gennaio per tornare a seguire in presenza, al 50%. Alla fine, dunque, per l'Emilia-Romagna sarà comunque un passo indietro rispetto alle previsioni, visto che qui ci si attendeva un ritorno fino al 75% delle classi.

Friuli Venezia Giulia

Il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato un’ordinanza che prevede il rinvio dell’apertura delle scuole superiori a non prima del 31 gennaio, mentre i ragazzi di elementari e medie potranno frequentare gli istituti già dal 7 gennaio.

Lazio

Nel Lazio riprendono il 7 gennaio le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio torneranno in presenza anche i ragazzi delle superiori, così come stabilito dal Consiglio dei Ministri.

Liguria

Qui le scuole primarie e medie sono rientrate in aula dal 7 gennaio. Le superiori, invece, torneranno dall’11 gennaio e adotteranno una didattica mista al 50%, alternando lezioni in presenza e giornate in Dad.

Lombardia

La Lombardia - che è tra le regioni che si erano dette pronte a riaccogliere gli studenti delle superiori in classe già dal sette gennaio - dopo il rinvio ha seguito la linea del Lazio, facendo quindi riprendere subito le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio riapriranno gli istituti superiori.

Marche

Le Marche, invece, fanno parte del fronte delle regioni contrarie alla riapertura. Così, qui è stato deciso di tenere in Dad al 100% le scuole superiori fino al 31 gennaio, scuole primarie e secondarie di primo grado sono tornate però in presenza a partire dal 7 gennaio.

Molise

Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha emanato una nuova ordinanza, che fa slittare il rientro a scuola non prima del 18 gennaio, ma dando la facoltà ai sindaci di consentire il rientro in presenza (soltanto per le scuole primarie).

Piemonte

Qualcosa di simile al Molise avverrà in Piemonte, dove il governatore Alberto Cirio ha deciso di far tornare gli studenti delle superiori in classe solo a partire dal 18 gennaio (ma solo se la curva dei contagi, nel frattempo, lo consentirà). Elementari e medie, invece, hanno ripreso il 7 gennaio.

Puglia

Anche la nuova ordinanza del presidente Emiliano ha stabilito che le scuole di ogni ordine e grado rimarranno al 100% in Dad, almeno fino al 15 gennaio.

Sardegna

In Sardegna riapertura delle scuole superiori posticipata a non prima del 18 gennaio o, più probabilmente, a inizio febbraio; tuttavia è attesa nelle prossime ore un’ordinanza ufficiale. Mentre per le scuole primarie e secondarie di primo grado si è già tornati in presenza il 7 gennaio.

Sicilia

Possibile riapertura prevista per l’11 gennaio per gli studenti delle superiori, ma ancora non è stata pubblicata l'ordinanza regionale; confermata la didattica in presenza per primarie e secondarie di primo grado già dal 7 gennaio.

Toscana

La regione si accoda a Lazio e Lombardia, aprendo le scuole primarie e secondarie di primo grado il 7 gennaio e riportando in classe gli studenti delle superiori a partire dall’11 gennaio.

Trentino-Alto Adige

Nelle province autonome di Trento e Bolzano già dal 7 gennaio, gli studenti delle scuole superiori torneranno in presenza almeno al 50% ma, in alcuni casi, si arriverà a una quota del 75%.

Umbria

Elementari e medie in classe già dal 7 gennaio, le superiori invece dovranno attendere l’11 gennaio; una data che però potrebbe slittare a dopo la metà di gennaio; molto dipenderà dai nuovi dati sulla pandemia, attesi per il weekend.

Valle d’Aosta

Sebbene si dichiarasse pronta ad aprire le scuole secondarie già dal 7 gennaio, la regione sì è adeguata alla linea generale e per ora ha aperto solo primarie e secondarie di primo grado, rinviando l’apertura delle superiori all’11 gennaio, come proposto dal Governo. 

Veneto

Dal 7 gennaio in classe solo i ragazzi di elementari e medie, gli studenti delle superiori invece in Dad almeno fino al 31 gennaio,: questo il contenuto dell’ultima ordinanza del governatore Zaia, tra i più accesi contrari alla ripresa della didattica in presenza per gli studenti delle superiori.

 

(Fonte: tgcom24)

 

Covid, virologi ed esperti fra tristi scenari e giusti richiami. Ma attenzione alla paura, altro virus pericoloso. Gismondo: "I tecnici diano dati, non ricette politiche"

"Un lockdown a Natale è nell'ordine delle cose", ha detto il virologo dell'Università di Padova, Andrea Crisanti. "Un lockdown a Milano? Bisogna ragionare", ha affermato da par suo il professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dello stesso ospedale milanese però afferma: "E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza" - (LEGGI TUTTO)


Medici e virologi convinti: "Sì, è ora di tornare a giocare" - Corriere  dello Sport

GISMONDO: "Tecnici diano dati, non ricette politiche"

Parla Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano: "Nella lotta contro Covid-19 è il momento della responsabilità di tutti. Noi esperti sui quali si polarizza l'attenzione mediatica abbiamo un compito molto importante: dare poche indicazioni, la verità dei dati, senza cedere a interpretazioni personali con eccesso di pessimismo o ottimismo. E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza".

BASSETTI: "Parlare di lockdown a Natale mette solo paura"

"Pensare ad un lockdown a Natale mi pare francamente prematuro. Sparare dicendo che ci sarà una chiusura mette solo tanta paura nella popolazione e tanto allarme per uno dei momenti più belli in un anno che è stato molto difficile. Noi, clinici e medici, dobbiamo stare attenti a fare certe affermazioni, le scelte di una nuova serrata spettano alla politica, che deve decidere in base ai dati e all'andamento della curva epidemiologica". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, e componente della task force Covid-19 della Regione Liguria.

PREGLIASCO: "Non ci sono condizioni per lockdown Milano"

"In questo momento non ci sono le condizioni per un lockdown di Milano. Quando ho fatto questa ipotesi ho voluto immaginare degli scenari che possono essere anche pesanti". Lo chiarisce il virologo dell'Università degli studi Milano, Fabrizio Pregliasco.

"La città - spiega a Sky Tg24 - ha una densità di popolazione elevatissima, contesti abitativi molto di vicinanza, tantissime attività lavorative e una metropolitana che purtroppo è sotto il livello necessario e dovrebbe essere incrementata. C'è una situazione a rischio, ma ad oggi sotto controllo. Rimango ottimista - sottolinea - ma prepariamoci comunque a scenari che potrebbero essere negativi".

"Prima di parlare di lockdown iniziamo a vedere gli effetti che avrà il nuovo Dpcm nelle prossime settimane - prosegue Bassetti - Si stanno muovendo anche le Regione e le città con misure più strette, ad esempio a Genova da oggi verranno inasprite le norme. Se i numeri in alcune regioni o città dovessero aumentare, è evidente che si dovranno trovare delle strategie di contenimento, ma prima di arrivare alla chiusura vanno presi altri provvedimenti. In altri Paesi Ue non stanno procedendo con lockdown generalizzati, ma con chiusure molto circoscritte e limitate".

  • Pubblicato in Salute

Sorteggio Champions League: Messi contro Cristiano

Il duello tra l'argentino e il portoghese si presenta come la grande attrazione. L'Inter sarà la grande rivale del Real, mentre l'Atlético ospiterà il grande Bayern. 


 

Oggi a Ginevra sorteggiati i gironi della Champions League 2020/21. Il sorteggio mette subito a confronto i due giocatori che hanno segnato il calcio europeo nell'ultimo decennio. Leo Messi e Cristiano Ronaldo , stelle di Barcellona e Juventus , si rivedranno dopo alcuni anni, da quando il portoghese ha lasciato il Real Madrid e si è trasferito nel "bel paese".

Per i catalani il confronto è doppiamente vertiginoso, per via dell'ultima esperienza europea contro i torinesi, vittoria ed eliminazione comprese, ma anche perché affrontano ancora una volta un nemico sempre temibile da quando veste di bianco e nero, Cristiano Ronaldo. La Dynamo Kiev e il Ferencvaros húngaron sono gli altri due rivali del gruppo, che in questo difficile periodo, anche per il mondo del calcio. non destano grandi preoccupazioni. Il grande mostro del momento e campione in carica, il Bayern Monaco, si vede protagonista in un gruppo dove l'unica stella a brillare è l'Atlético Madrid. Da ricordare che nella semifinale 2016 la squadra di Simeone, con una rocambolesca partita, all'ultimo minuto è riuscita ad eliminare il campione bavarese, per poi, nel 1974 prenderne invece 4. Il Salisburgo e il Lokomotiv Mosca completano il girone di Atletico e Bayern.

L' Inter troverà subito un difficile avversario nella prima fase di Champions League, il Real è passato dal dominare con successo implacabile (quattro titoli in cinque anni), all'essere eliminato al secondo turno nelle ultime due stagioni. L'Inter, seconda in Europa League, visti il competitivo di Antonio Conte e una buona collezione di vecchi rockers, come Aléxis Sánchez, Eriksen, Arturo Vidal, Perisic, Ashley Young o Lukaku, potrebbe essere la squadra più quotata al passaggio del turno. 

L'Atalanta trova Liverpool, Ajax e Midtjylland, sorteggio positivo invece per la Lazio che pesca Zenit, Dortmund e Bruges

 

Champions League, i gironi

 

GRUPPO A: 
Bayern (GER), Atlético Madrid (SPA), Salisburgo (AUT), Lokomotiv Mosca (RUS)

GRUPPO B: 
Real Madrid (SPA), Shakhtar Donetsk (UCR), Inter (ITA), Borussia Mönchengladbach (GER)

GRUPPO C: 
Porto (POR), Manchester City (ING), Olympiacos (GRE), Marsiglia (FRA)

GRUPPO D: 
Liverpool (ING), Ajax (OLA), Atalanta (ITA), Midtjylland (DAN)

GRUPPO E: 
Siviglia (SPA), Chelsea (ING), Krasnodar (RUS), Rennes (FRA)

GRUPPO F: 
Zenit (RUS), Dortmund (GER), Lazio (ITA), Bruges (BEL)

GRUPPO G: 
Juventus 
(ITA), Barcellona (SPA), Dynamo Kiev (Ucr), Ferencváros (UNG)

GRUPPO H: 
Paris (FRA), Manchester United (ING), Lipsia (GER), İstanbul Başakşehir (TUR)

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