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updated 12:22 PM UTC, Jun 1, 2020

Scuola, Azzolina: "Maturità il 17 giugno con colloquio orale di un'ora al massimo. Esami di terza media, solo elaborato scritto discusso on line". E sulle bocciature... (VIDEO)

Nessun 6 politico, "le valutazioni ci saranno, le insufficienze saranno riportate nei documenti di valutazione, ma gli studenti hanno il diritto di recuperare" e lo potranno fare "all'inizio dell'anno prossimo". La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, illustra in diretta i dettagli delle tre circolari relative al futuro della scuola sottolineando che "solo in casi che non hanno nulla a che fare con il coronavirus" ci saranno bocciature, come ad esempio per "la mancata frequenza nel primo periodo didattico". E c'è un piano B se la situazione sanitaria dovesse peggiorare - (VIDEO)


Via libera al Dl Scuola, Azzolina: “Tutti promossi, per la ...

Maturità al via il 17 giugno, niente prove scritte ma un colloquio orale "di presenza" che durerà al massimo un'ora. La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, illustra le ordinanze relative alla valutazione degli studenti, agli esami del primo ciclo e a quelli del secondo ciclo. "Ho qui sul tavolo 3 ordinanze: una sulla valutazione, una sugli esami del primo ciclo, la cosiddetta scuola media, e un'altra sugli esami del secondo ciclo, gli esami di maturità. Abbiamo lavorato con il Comitato tecnico scientifico per redigere un documento sugli esami di stato, grazie anche al contributo delle parti sociali, con cui ci incontreremo la prossima settimana per redigere un documento complessivo che ci porti agli esami di Stato", dice la ministra.

"Come governo abbiamo ritenuto opportuno fosse importante fare gli esami di stato in presenza, è una decisione che va inquadrato in un lungo periodo. Il governo ha deciso di tenere chiuse le scuole, una scelta molto sofferta. E' una delle decisioni peggiori che un ministro dell'Istruzione, soprattutto se proveniente dalla scuola, possa prendere. E' una decisione difficile, presa nell'interesse comune. So che l'Italia vuole ripartire e ritrovare un senso di normalità, avremmo potuto riaprire e venire incontro anche alle famiglie, ma abbiamo preso una decisione politica con senso di responsabilità", aggiunge.

"Abbiamo deciso non al buio, ma sulla base di dati scientifici: tenere le scuole chiuse ha permesso di salvare vite umane. Ora inizia una fase diversa, nuova, che riguarderà anche la scuola. Il primo passo sono gli esami di stato. Abbiamo lavorato con il comitato tecnico scientifico per esami in presenza e in massima sicurezza. Tengo a rassicurare studenti, personale docente e non docente: esami in presenza compatibilmente con il monitoraggio epidemiologico nelle varie aree del paese", afferma ancora.

"Serviva tempo per scrivere le ordinanze, atti complessi anche quando non c'è il coronavirus. Immaginiamo quanto diventi complesso" in una pandemia. "Non potevamo che prevedere un sistema diverso di valutazione. Nessuno poteva essere lasciato indietro, abbiamo deciso di ripartire a settembre con una valutazioni serie: le insufficienze saranno riportate nei documenti, ma gli studenti hanno il diritto di recuperare perché negli ultimi 3 mesi abbiamo attraversato una tempesta. Resta la possibilità di non ammettere all'anno successivo, ma in casi molto circoscritti che non hanno a che fare col coronavirus: la mancata frequenza quando non c'era il coronavirus e l'adozione di provvedimenti disciplinari gravi", spiega la ministra.

Capitolo esami di terza media: "Le scuole ci hanno chiesto di dilatare nel tempo le procedure di quest'esame. Gli studenti scriveranno un elaborato, lo discuteranno on line con il consiglio di classe e ci sarà lo scrutinio finale. Per queste operazioni ci sarà tempo fino al 30 giugno".

Per quanto riguarda la maturità, "le misure sono chiare. Le scuole hanno sempre sofferto che dal ministero dell'Istruzione arrivassero documenti complessi. Ho fortemente voluto che si scrivessero ordinanze agili, in particolare questa. Un documento celere, facilmente comprensibile. Gli esami iniziano il 17 giugno, non ci saranno più le prove scritte. Ci sarà un colloquio orale della durata massima di un'ora. Abbiamo insistito affinché gli esami di stato fossero fatti in presenza perché è un momento importantissimo, di passaggio dall'adolescenza all'età adulta".

Sull'eventualità che la situazione sanitaria possa peggiorare prima degli esami di maturità, Azzolina precisa:"Faremo un monitoraggio costante e abbiamo già previsto nell'ordinanza un piano B nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. In quel caso gli esami si svolgeranno a distanza, in videoconferenza".

Scuola, Azzolina chiarisce: "Nessun '6 politico', bocciature possibili". E rimanda tutti a settembre: "Non ci sono le condizioni per chiudere l'anno in classe"

Il ministro dellʼIstruzione avvisa gli studenti, nonostante il blocco causato dal coronavirus non sarà "automatica" la promozione. E fornisce tutti i dettagli per l'esame di Maturità


Non si tornerà a scuola fino a settembre ma il 2020 non sarà l'anno delle promozioni facili, ci saranno, se necessarie, anche bocciature. Così il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina durante l'audizione in Commissione Cultura della Camera sulle iniziative di competenza del ministero per fronteggiare l'emergenza coronavirus.

"In una situazione così difficile - ha spiegato Azzolina - il governo ha dovuto operare scelte importanti e difficili, impedendo, allo stato attuale la presenza a scuola degli studenti e delle loro famiglie, dei docenti, e riducendo la presenza del personale Ata e dei dirigenti scolastici, limitandola alle sole attività ritenute indifferibili. Questo per contenere il contagio". "Voglio ribadire, con chiarezza - ha continuato il ministro - che le condizioni sanitarie, ad oggi, non consentono di terminare l'anno scolastico in presenza, a scuola. E' per tale ragione che il governo ha deciso il rientro a scuola da settembre prossimo. Tuttavia il servizio di istruzione è un servizio pubblico essenziale costituzionalmente garantito. Per questo abbiamo subito sollecitato l'attivazione di forme di didattica a distanza. Con l'obiettivo di garantire il diritto allo studio, ma e la vicinanza ai nostri studenti e alle loro famiglie. Una scelta a mio avviso obbligata. Non avevamo alternative per stare accanto ai nostri allievi".

Azzolina poi ha sottolineato che "di fronte a una situazione di grande delicatezza, che non ha precedenti nella storia repubblicana e che, gradualmente, si è trasformata per alcuni territori in particolare in una vera e propria tragedia umanitaria, la scuola ha risposto e sta ancora rispondendo in maniera solida e coesa, dimostrando senso di appartenenza, di responsabilità e disponibilità senza precedenti ad operare in emergenza. Per far fronte all'emergenza sanitaria sono stati attivati, grazie alla task force ministeriale per le emergenze educative - ha ricordato Azzolina - appositi interventi di assistenza che si realizzano nel rapporto quotidiano con tutte le scuole e con le famiglie attraverso azioni concrete, tra cui mi sembra importante citare le azioni di supporto psicologico, rivolte a studenti, docenti e famiglie, per superare le difficolta' intervenute con l'insorgere dell'emergenza".

Quanto alla "valutazione degli studenti in questo anno scolastico avverrà - ha chiarito il ministro - sulla base di quanto effettivamente svolto, gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline. Ma non sarà 6 politico", ha affermato il ministro. "Le insufficienze compariranno, infatti, nel documento di valutazione. E - ha spiegato - per chi è ammesso alla classe successiva con votazioni inferiori a 6 decimi o, comunque, con livelli di apprendimento non consolidati sarà predisposto dai docenti un piano individualizzato per recuperare, nella prima parte di settembre, quanto non è stato appreso. Il piano sarà allegato al documento di valutazione finale. Resta ferma la possibilità di non ammettere all'anno successivo studentesse e studenti con un quadro carente fin dal primo periodo scolastico. L'Ordinanza tiene conto delle necessità e dei bisogni degli studenti con disabilità. L'attività didattica del prossimo anno scolastico - ha detto Azzolina - sarà riprogettata per recuperare contenuti non svolti durante quest'anno".

In merito agli esami di terza media il ministro ha chiarito che "accogliendo gli appelli pervenuti, ho subito dato la mia disponibilità a concedere tutto il tempo che serve alle istituzioni scolastiche per svolgere il procedimento in assoluta serenità".

Per la Maturità, confermata la data del 17 giugno "con lo svolgimento di un colloquio, della durata massima di circa un'ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la sicurezza per tutte le persone coinvolte. Il Comitato tecnico scientifico, su nostra espressa richiesta, ha autorizzato lo svolgimento della predetta prova, ritenendo che possa svolgersi, appunto, nelle scuole, garantendo le condizioni di distanziamento e sicurezza - ha aggiunto Azzolina - Come già anticipato, la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, si terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto".

"Nel dettaglio l’esame sarà articolato così: a) discussione di un elaborato concernente le discipline di indirizzo; b) discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; c) analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione. I candidati esporranno altresì le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e saranno accertate le conoscenze relative a 'Cittadinanza e Costituzione'. - ha continuato Azzolina - La prova potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60 punti. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio minimo di 60/100 per conseguire il diploma"."Solo nel caso in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed adeguatezza, i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona. - ha concluso Azzolina - Il documento, con quanto effettivamente svolto, sarà prodotto dai Consigli di classe entro il 30 maggio".

"In linea con quanto previsto dal decreto legge 22/2020, studentesse e studenti saranno valutati attraverso lo scrutinio finale che terrà conto anche di un elaborato da consegnare. L'argomento dell'elaborato sarà concordato con i docenti, valorizzando il percorso fatto da ciascuno studente. Sarà presentato oralmente, in modalità telematica, davanti al Consiglio di classe, e sarà valutato in sede di scrutinio finale sulla base dell'originalità, della coerenza con l'argomento assegnato, della chiarezza espositiva", ha sottolineato Azzolina.

Il ministro si è poi impegnata per l'assunzione dei precari da settembre. "E' giunto il momento di riflettere seriamente su come semplificare, sburocratizzare e modernizzare il Paese. E' tempo altresì - ha scandito Azzolina - di dare stabilità ai docenti precari e di consentire ai giovani che vogliono approcciarsi all'insegnamento di potersi misurare con concorsi che li immettano nei ruoli di docente. E' mio impegno - ha assicurato - assumere i precari a settembre e ho sempre lavorato in questa direzione. Abbiamo dunque avviato le procedure per assumere 80.000 docenti". "Nel decreto legge Rilancio di prossima approvazione - ha aggiunto Azzolina - grazie al lavoro costante e fattivo del ministro Dadone, saranno previste specifiche modalità per riattivare, per tutta la Pubblica amministrazione, procedure concorsuali, che si svolgeranno presso sedi decentrate, rispettando tutti gli standard di sicurezza possibili, a tutela della salute di tutti i cittadini".

 

(Fonte:Adnkronos)

Scuola, la Azzolina frena sulla didattica mista a settembre: "E' solo un'ipotesi. Esame di Stato? Una prova diversa, ecco come sarà"

La ministra dell'Istruzione risponde in Parlamento su come riprendere le lezioni dopo aver paventato un'alternanza tra attività in classe e a distanza. Una soluzione che aveva incontrato la contrarietà da parte dei sindacati. Quindi ha parlato anche della Maturità la cui sessione prenderà il via il 17 giugno


Per la riapertura delle scuole a settembre, "ribadisco che, come ho già avuto modo di precisare, l’ipotesi di una 'didattica mista', per la scuola secondaria, fondata sull’integrazione della didattica tradizionale con quella a distanza rappresenta solo una delle possibili idee allo studio, vagliata e decisa già in altri Paesi europei". Lo ha affermato la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, durante il Question Time, precisando che "sono al vaglio del Comitato da me nominato molteplici soluzioni finalizzate a contemperare diverse esigenze come: le varie fasce d'età degli studenti, lo stato delle strutture scolastiche, la specificità delle diverse realtà territoriali, oltre, naturalmente, al livello della minaccia di contagio".

"A tal proposito - ha aggiunto Azzolina - proprio ieri ho riunito il tavolo permanente di lavoro con le Regioni e gli Enti locali che nasce dalla volontà di agire insieme e di farlo rapidamente in vista della ripresa di settembre. L'obiettivo prioritario è quello di garantire il rientro nelle classi alle condizioni migliori possibili. Ciò però non ci esime dallo svolgere ragionamenti che si spingano oltre l'emergenza nel progettare la scuola che nel futuro vogliamo vi sia".

Per quanto riguarda l'esame di Stato, "consisterà in una prova diversa rispetto agli anni precedenti, che terrà inevitabilmente conto tanto delle esigenze di sicurezza della salute, quanto delle difficoltà negli apprendimenti affrontate dagli studenti proprio a causa dell’emergenza non ancora conclusa". Il ministro dell'Istruzione ha quindi annunciato che "a brevissimo, sarà pubblicata, ai sensi dell’articolo 1 del dl. 22/2020, l’ordinanza relativa agli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione per quest’anno scolastico, la cui sessione avrà inizio il 17 giugno, con lo svolgimento di colloqui, della durata massima di circa un’ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la massima sicurezza per tutte le persone coinvolte. A tal fine, stiamo lavorando a specifici protocolli, insieme alle forze sociali".

"Come già anticipato - ha spiegato Azzolina - la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, si terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto".

La Ministra ha quindi illustrato l'articolazione dell'esame : discussione di un elaborato concernente le discipline di indirizzo; discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione. I candidati esporranno altresì le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e saranno accertate le conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”".

"La prova - ha ribadito Azzolina - potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60 punti. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio minimo di 60/100 per conseguire il diploma. Solo nel caso in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed adeguatezza, i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona".

"L’obiettivo - ha detto ancora - è dare ai nostri studenti un esame di Stato che valorizzi al massimo grado il merito dimostrato, nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza richiesti dalla precauzione".

E ancora: "I primi dati che si evincono dal secondo monitoraggio sulla didattica a distanza, concluso in questi giorni, ci paiono confortanti: le nostre istituzioni scolastiche hanno raggiunto quasi tutti gli studenti che avevano bisogno di un tablet o di un pc. Senza i mezzi finanziari messi a disposizione dal decreto “Cura Italia” e la tempestività della nostra amministrazione nel loro impiego non sarebbe stato possibile. Prezioso è stato anche il contributo di Regioni ed Enti locali, che ringrazio, che hanno stanziato somme e provveduto ad acquistare e fornire ulteriori device e strumenti per la connettività".

"Grazie a progressivi meccanismi di flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali - ha aggiunto - stiamo rimodulando le iniziative proprio per giungere alla riduzione del digital divide. In questo frangente particolare, - ha ricordato - ho, poi, voluto garantire l’emanazione, nei corretti tempi di legge, della procedura straordinaria e dei bandi ordinari per l’assunzione di oltre 62.000 docenti, ripartiti tra le scuole secondarie, le scuole primarie e dell’infanzia statali. La suddetta procedura straordinaria, bandita per 24.000 posti, proprio in quanto snella e semplificata, consentirà, in tempi rapidi e utili al prossimo anno scolastico, di immettere in ruolo docenti precari, con almeno tre annualità di servizio".

"Siamo sempre disponibili - ha concluso - a ragionare insieme al Parlamento di soluzioni che portino a rivedere il rapporto numerico alunni-docenti, contrastando il fenomeno delle cd. “classi pollaio” e le sbagliate politiche dei tagli di organico di precedenti esperienze e assumendo tutti gli insegnanti di cui la scuola ha bisogno".

 

(Fonte: Adnkronos)

Scuola, i sindacati insorgono contro la ministra Azzolina. Furlan (Cisl): "La turnazione e la didattica a distanza sono improponibili". Task force dell'Istruzione al lavoro

Il piano al vaglio del ministero non piace alle sigle sindacali: "La ripresa in sicurezza delle attività scolastiche è un tema importante e delicato che riguarda milioni di famiglie e di studenti. Occorre aprire un confronto serio a Palazzo Chigi"


Scuola, Azzolina: "A settembre lezioni metà a casa e metà in classe"

La possibile turnazione degli studenti che, dal prossimo anno si potrebbero dividere tra lezioni in aula e a distanza, come ipotizzato dal ministro dell'Istruzione Azzolina, "è uno scenario sul quale stiamo lavorando". Lo ha detto Patrizio Bianchi, presidente della task force del ministero dell'Istruzione. "La cosa importante è che ognuno, ma neanche uno di meno, possa usufruire al meglio delle condizioni che possiamo offrire", ha spiegato. 

L'ipotesi di turni e lezioni a distanza da settembre "è ciò che noi chiamiamo lo scenario zero, quello di partenza, sul quale stiamo lavorando - hanno spiegato gli esperti -. Con varianti che vanno soppesate, perché ci sono sia i bambini di prima elementare che i maturandi. Abbiamo chiesto che il ministero metta a disposizione un'unità speciale per aiutare i singoli presidi a organizzarsi al meglio. C'è un problema di formazione, per aiutare i nostri studenti a uscire da questo trauma".

Il piano al vaglio del ministero non piace però ai sindacati. "La ripresa in sicurezza delle attività scolastiche è un tema importante e delicato che riguarda milioni di famiglie e di studenti. Occorre aprire un confronto serio a Palazzo Chigi", dice la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan. "La turnazione e la didattica a distanza sono improponibili per il livello di povertà di tante famiglie e la scarsa diffusione della banda larga". 

"Non sono decisioni già prese o imposte, sono elementi di dibattito, basati sul lavoro che stiamo portando avanti con il Comitato di esperti che sta collaborando con il ministero per la ripresa delle attività e il comitato tecnico scientifico che supporta il governo dall'inizio dell'emergenza", frena il ministro Azzolina. "Di questo ho parlato ieri, di proposte. Le critiche sono sempre utili, basta che non siano pretestuose".

Coronavirus, che scuola sarà a settembre? Azzolina: "Verso didattica mista, metà in classe e metà a distanza"

La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, a Sky TG24: "Non possiamo far tornare gli studenti a scuola con 28-30 persone per classe. Io ho sempre fatto una battaglia contro le classi-pollaio", ha aggiunto il ministro. Il 4 maggio "piano piano l'Italia riaprirà" ma non sarà "un libera tutti"


Scuola, la piaga delle classi pollaio. La Cgil: "A rischio ...

“Abbiamo sicuramente un piano per settembre e ci stiamo lavorando giorno per giorno. A settembre si deve tornare a scuola perché i nostri studenti hanno il diritto di tornare a scuola". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ospite de 'L’Intervista di Maria Latella' su Sky TG24.

"È evidente che rispetto alla situazione storica che noi stiamo vivendo dobbiamo immaginare tante opzioni - ha sottolineato - Una prima di ritorno alla normalità come tutti noi vorremmo e come abbiamo sempre conosciuto la scuola. La seconda è un’opzione rispetto al fatto che il coronavirus accompagni ancora le nostre vite fino a quando non si troverà un vaccino, in questo caso è evidente che non possiamo far tornare i nostri studenti in classi da 28 o 30 persone, se devo far mantenere il distanziamento sociale è evidente che non possono mettere 28 o 30 alunni per classe".

"Su questo - ha spiegato - ci stiamo organizzando anche pensando a forme di didattica mista, metà in classe e metà a distanza. La settimana è composta da 5 o 6 giorni di scuola, l’idea è che metà studenti vadano per metà settimana in classe de visu e l’altra metà collegati da casa a seguire quello che l’altra metà della classe fa in presenza. Così la socialità resta e il programma va avanti per tutta la classe”. "Non abbiamo mai parlato di doppi turni" per il rientro a scuola, ha precisato la ministra dell'Istruzione.


RASSEGNA STAMPA

 

Da ilSole24Ore:

Classi dimezzate, pasti al banco e didattica mista: ecco come riaprire le scuole

Nel documento dell’ateneo torinese suggerito anche l’uso della mascherina dalle elementari in su e comunità domestiche di 2-3 bambini per consentire ai genitori di tornare al lavoro

di Eugenio Bruno

Dopo aver dato il suo contributo alla ripartenza delle imprese il Politecnico ci prova anche con la riapertura delle scuole. Con un documento di 62 pagine che parte dal ruolo cruciale dell’istruzione nell’organizzazione dei tempi di vita e lavoro e arriva a suggerire classi dimezzate per assicurare il distanziamento degli alunni, pasti da consumare al banco anziché a mensa e didattica mista in presenza/a distanza anche a settembre. Ma tra le ricette del rapporto “Scuola aperta, società protetta” spiccano anche l’uso delle mascherine solo dalle elementari in su e l’avvio, già nella fase 2, di comunità familiari che possano gestire (all’aperto) mini-gruppi di bambini. Magari con l’aiuto di operatori del terzo settore.

La dimensione del problema

Per riassumere la centralità del problema “scuola” nel momento in cui si prova a far ripartire il paese dopo il lockdown, il Politecnico parte dai numeri. A cominciare dagli 8 milioni di studenti e 1,2 milioni di operatori che ogni giorno frequentano gli istituti scolastici statali a cui vanno aggiunti i 950mila alunni dei paritari (più i 200mila docenti) e i 140mila dei centri di formazione professionale (più i 20mila formatori). Senza contare i nidi e le scuole dell’infanzia.
Trovare una soluzione per la riapertura di 40mila edifici scolastici significa - spiega l’ateneo torinese - per forza di cose dover pensare anche alle implicazioni per i trasporti, la viabilità, il lavoro. Da qui la necessità sottolineata nelle prime pagine del documento di un Protocollo nazionale anche per l’istruzione come avvenuto per le attività imprenditoriali.

Meno alunni per classe per riaprire a settembre

Gran parte dello studio si concentra sulle misure per poter riaprire in sicurezza. Centrale è il distanziamento tra gli alunni e dunque tra i banchi. Che andrebbero posizionati “a scacchiera”, alternando posti pieni e posti vuoti. E dimezzando se possibile i presenti in ogni aula. A questo proposito il Politecnico suggerisce di non superare i 10 alunni nella scuola dell’infanzia e i 15 alle elementari, alle medie e alle superiori dove spesso si sfiorano i 30 ragazzi per classe.
Il suggerimento per le aree comuni invece è quello di separare i flussi di ingresso e di uscita e di inserire dei divisori di plexiglass nelle aree di ricevimento del pubblico o nelle mese. Fermo restando che per i pasti si potrebbe pensare anche di farli consumare tra i banchi erogando il servizio di refezione con i lunchbox.

Didattica mista anche a settembre
Dovendo dimezzare le presenze nelle classi gira e rigira le soluzioni somigliano a quelle che stanno emergendo anche al tavolo del comitato di 18 esperti presieduto dall’ex assessore all’Istruzione dell’Emilia-Romagna, Patrizio Bianchi. Vale a dire doppi turni oppure giorni alterni (o settimane alterne) per lezioni in presenza e a distanza.Ciò significherebbe proseguire con l’e-learning anche a settembre. E qui il suggerimento è di aumentare gli sforzi per superare il digital divide in cui versano alcune famiglie e di semplificare l’assistenza tecnologica aggiungendo delle videochiamate pratiche ai webinar e ai tutorial che per alcuni non sono così immediati.

Mascherine dalle elementari in su
Un altro tema cruciale è quello dell’uso dei dispositivi di protezione. Immaginando la difficoltà a fare indossare la mascherina ai bambini più piccoli il rapporto suggerisce di introdurle dalla primaria in su. Non agli insegnanti però; per loro meglio delle maschere trasparenti sull’intera faccia che lasciano così trapelare il volto. Fermo restando l’uso di dispenser con igienizzanti in tutte le classi e la continua sanificazione dei locali.

Le esigenze dei più piccoli
Nella consapevolezza che settembre è lontano e che l’assistenza dei minori è fondamentale per consentire ai genitori di tornare al lavoro già nella Fase che scatterà il 4 maggio il Politecnico di Torino suggerisce la formazione tra le famiglie di «microcomunità spontanee». O usando l’articolo 48 del “Cura Italia” che già prevede la presenza a domicilio di operatori pubblici o di terzo settore e società civile, sia per i bambini e ragazzi disabili, sia per i bambini e ragazzi in condizione di disagio. o consentendo alle famiglie la organizzazione di gruppi di 2-5 bambini di micro-comunità spontanee, sotto la guida della scuola, o del nido di riferimento. Un’attività quest’ultima da svolgere con l’assistenza della scuola nella pianificazione della turnazione: ciascuna famiglia
ospita l'intero gruppo a turno: ad esempio, per 5 bambini ciascuna famiglia ne ospita 4 per un giorno a settimana ed invia il proprio bambino al domicilio di altri per i restanti 4 giorni.

A Torino i primi test
Le soluzioni messe nero su bianco verranno sperimentate nei prossimi giorni in 7 scuole del Piemonte (5 a Torino soptrattutto tra nidi e scuole dell’infanzia). I “beta test” (così vengono chiamati) riguarderanno tutte le procedure organizzative: dai turni all'uso degli spazi e ai flussi di entrata e uscita per rideterminare le attività in rapporto alla tutela della salute, oltre che ai bisogni dei piccoli utenti e delle loro famiglie.

Il nodo delle risorse
Per realizzare il piano complessivo anche il Politecnico è consapevole che serviranno risorse aggiuntive. Che non vengono quantificate. Ma se si tratta di avere locali sicuri, insegnanti raddoppiati per coprire i doppi turni e personale rafforzato per assicurare la sicurezza degli spazi educativi è chiaro che stiamo parlando di qualche miliardo di euro e non di pochi milioni.

Coronavirus, il ritorno a scuola rimane un rebus. Azzolina: "Ancora troppi rischi, parliamo di settembre. Pagelle vere, con i 4 e i 5. Maturità? Auspicabile in classe"

A scuola non si torna perché ci sono ancora troppi rischi. Questo il pensiero della ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un'intervista sul Corriere della Sera in cui fa presente che si "allontana sempre di più la possibilità di riaprire a maggio" e che "il governo prenderà a giorni una decisione". La ministra sottolinea che che anche se ci sarà per tutti la promozione, le pagelle saranno "vere", con i 4 e i 5. E per le famiglie ci sarà un aiuto con "un'estensione del congedo parentale e del bonus baby-sitter". Per la Maturità "sarebbe auspicabile" l'esame a scuola


Azzolina contro i sindacati, ma non li denuncia - Secolo d'Italia

In Italia la situazione è ancora troppo pericolosa per pensare di riaprire le scuole. Lo afferma la ministra per la Pubblica istruzione, Lucia Azzolina. "Il governo a giorni prenderà una decisione - ha spiegato -. Ma con l'attuale situazione sanitaria ogni giorno che passa allontana la possibilità di riaprire a maggio. Non cancelliamo gli sforzi fatti finora".

Pagelle "vere": anche 4 e 5 - In un'intervista sul Corriere della Sera, la ministra sottolinea che anche se ci sarà per tutti la promozione, le pagelle saranno "vere", con i 4 e i 5. "Se lo studente merita 8 avrà 8, se merita 5 avrà 5. La didattica a distanza ci ha permesso di mettere in sicurezza l’anno che altrimenti sarebbe andato perso. Alla fine tutti avranno un voto. Chi risulta insufficiente recupererà il prossimo anno con attività individualizzate", dice. 

Maturità - Per la Maturità "sarebbe auspicabile" l'esame a scuola. "Ricevo lettere di studenti che mi chiedono un esame in presenza: sarebbe auspicabile, vedremo se si potrà - spiega Azzolina -. Escludo l’ipotesi mista: studenti a scuola e professori a casa".

Professori, "i concorsi si faranno" - "I concorsi si faranno - dichiara -. È l’unico modo per poter assumere a settembre. Quello straordinario per 24mila precari si svolgerà appena le condizioni lo permetteranno. I docenti casomai saranno assunti dal primo settembre". 

Come cambia la scuola a settembre? - A settembre non si faranno veri e propri doppi turni. "Stiamo valutando tante soluzioni - spiega la ministra - Sono contraria all’idea di raddoppiare l’orario del personale scolastico. Smettiamo di pensare che un docente lavori solo 18, 24 o 25 ore alla settimana. Se sarà necessaria la didattica a distanza, ci faremo trovare pronti. Oltre ai fondi già stanziati arriveranno presto altri 80 milioni". 

Si riparte il primo settembre? - "Dedicheremo le prime settimane al lavoro per chi è rimasto indietro o ha avuto insufficienze. Ma non abbiamo stabilito le date, lo faremo insieme alle Regioni", dice.

Pronta la commissione per la ripartenza - La commissione istituita per la ripartenza è pronta. "Sarà guidata da Patrizio Bianchi - annuncia. - Lavoriamo per la riapertura ma anche per la scuola che dovrà nascere da questa emergenza. Serve un grande progetto di innovazione".

Congedi parentali per chi deve tornare al lavoro - Per i genitori che devono tornare al lavoro ci sarà un aiuto. "I bambini più piccoli sono quelli più a rischio. Ma aiuteremo le famiglie con un’estensione del congedo parentale e del bonus baby-sitter", afferma la ministra.

Coronavirus, la ministra Azzolina: "La scuola potrebbe non riaprire, ma anno scolastico valido. Maturità con sei membri interni e presidente esterno" (VIDEO)

In un'informativa data al Senato questo pomeriggio, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha detto: "Si tornerà a scuola se e quando, sulla base delle indicazioni degli esperti, le condizioni lo consentiranno". "Le videolezioni sono una scelta obbligata, non abbiamo alternative", ha detto ancora Azzolina. E poi ha annunciato che per la Maturità è orientata a prevedere "sei commissari interni con un presidente di commissione esterno" - (VIDEO)


Risultato immagini per lucia azzolina

«Voglio ribadire un aspetto fondamentale: si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno» . Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso di un’informativa in Senato. «In merito agli esami di Stato - ha sottolineato la ministra - abbiamo più volte ribadito la necessità, come chiedono anche gli studenti, di predisporre le modalità che garantiscano un esame serio, che tenga conto dello sviluppo reale degli apprendimenti. Non un approccio finalizzato alla rigidità formale ma al contrario alla valorizzazione dei percorsi di ognuno, attraverso lo strumento più idoneo per tutti. Per questo nella composizione delle commissioni per l’esame della scuola secondaria di secondo grado il mio orientamento è proporre una commissione formata da soli membri interni con presidenti esterni che si facciano garanti della regolarità dell’intero percorso dell’esame».

«Abbiamo sancito la conservazione della validità dell’anno scolastico 2019-20, anche qualora le istituzioni scolastiche non possano effettuare almeno 200 giorni di lezione a seguito delle misure di contenimento del Covid19» ha sottolineato Azzolina, che in merito alle risorse per la didattica a distanza ha sottolineato come il decreto legge 18 del 2020 abbia previsto «uno specifico stanziamento di 85 milioni per l’anno 2020 al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di dotarsi immediatamente di tutti gli strumenti utili per l’apprendimento a distanza e agli studenti meno abbienti di poterne fruire». «Attualmente più di 6,7 milioni di alunni è raggiunto attraverso mezzi diversi da attività didattiche a distanza» ha affermato la ministra, che in merito ai risultati del monitoraggio effettuato dal ministero ha spiegato: «Il 93% delle scuole italiane ha risposto al quesito con il quale si è svolto il monitoraggio, il 67% delle scuole che hanno attivato l’attività a distanza prevede per essa specifiche forme di valutazione.

L’89% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità, l’84% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con Dsa, il 68% per gli alunni con Bes non certificati e il 48% ha svolto una riunione degli organi collegiali a distanza». «Nessuno studente deve rimanere indietro a causa del digital divide» e «nessuno deve perdere il lavoro a causa del Covid 19» ha garantito la ministra. «L’impatto globale dell’emergenza Coronavirus vale anche per la scuola - ha spiegato - più di tre quarti della popolazione studentesca mondiale è interessata da questa crisi, un numero spaventoso: 1,5 miliardi di studenti nel mondo in questo momento non sta andando a scuola. Si tratta di una sfida senza precedenti che dobbiamo raccogliere e lo stiamo facendo come Paese in raccordo con l’Unione europea e con l’Unesco. Molti Paesi Ue sono più attrezzati di noi rispetto alle infrastrutture tecnologiche eppure più volte sono stata chiamata in causa dai miei omologhi per avere informazioni su come l’Italia sta operando» ha spiegato Azzolina, sottolineando che «8,3 milioni di studenti in Italia non possono accedere a edifici scolastici e avevano bisogno di una risposta». «C’è stata una gara di generosità tra le scuole - ha sottolineato infine la responsabile dell’Istruzione - La scuola sta rispondendo in maniera solida e coesa, dimostrando un senso di responsabilità e di disponibilità senza precedenti ad operare in emergenza».

Coronavirus, il documento fake del ministero dell'Istruzione: "Scuole chiuse a data da destinarsi. Studenti dell'ultimo anno insufficienti saranno bocciati". Furiosa la ministra Azzolina

Circola un documento falso con intestazione del ministero dell'Istruzione secondo il quale la scuole chiuderebbero fino a data da destinarsi e eventuali studenti con votazione insufficiente, che frequentano anche l'ultimo anno saranno bocciati. La ministra Laura Azzolina: E' vergognoso, denunceremo"


"Sta girando questo documento. È un falso! Il momento è delicato. E c'è ancora chi gioca in questo modo. Lo trovo vergognoso. Denunceremo. Intanto chiedo a tutti di seguire solo fonti ufficiali. Dove pubblichiamo tutto. E ringrazio quanti, nella stampa, ci stanno aiutando a dare informazioni corrette. Questo è il sito del Ministero www.miur.gov.it. e questa la sezione dedicata alle notizie sulla gestione dell'emergenza https://www.miur.gov.it/…/coronavirus-online-pagina-dedicat…". Lo scrive su Facebook la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina (nella foto sotto), pubblicando il documento falso con intestazione del ministero dell'Istruzione secondo il quale la scuole chiuderebbero fino a data da destinarsi e eventuali studenti con votazione insufficiente, frequentanti anche l'ultimo anno scolastico dovranno ripetere l'anno.

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