updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Covid, la retromarcia del professor Galli: "Numeri in netto miglioramento, sono stupito". Poi la butta in politica: "Io catastrofista? Etichetta attaccatami addosso dai giornali di destra"

Parla Massimo Galli, direttore delle Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano: "I vaccini stanno facendo da scudo per morti e ricoveri, hanno spostato gli equilibri più velocemente di quanto mi aspettassi"


Coronavirus, l'annuncio del primario Massimo Galli: "Basta tv per almeno  una settimana, la situazione è tale che non ho più tempo" - Il Fatto  Quotidiano

"Il mio è un compiaciuto stupore perché in Italia i numeri dell'epidemia sono in netto miglioramento, al di là delle più rosee aspettative. Con le riaperture c'era un 10% di probabilità che le cose seguissero questa via, ma alla fine è andata bene e ne sono davvero felice". Lo dice Massimo Galli, direttore delle Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano. "La campagna vaccinale - sottolinea - ha comportato una svolta, che non sarà temporanea".

"I vaccini stanno facendo da scudo per morti e ricoveri, hanno spostato gli equilibri più velocemente di quanto mi aspettassi e lo zoccolo dei vaccinati sta crescendo ulteriormente", dice ancora Galli al Corriere della Sera. "Inoltre l'immunizzazione ha funzionato meglio nel nostro Paese rispetto altrove, in proporzione ai vaccini fatti. Merito anche degli anziani e dei fragili che hanno fatto in modo di esporsi il meno possibile al virus. E mi permetta, merito anche dei costanti inviti alla prudenza, senza assumere posizioni facilone".

"Io catastrofista? Respingo questa definizione. Direi che per motivi molto politici e poco nobili questa etichetta - chiarisce l'infettivologo - è stata appiccicata addosso a me e ad altri miei colleghi dai giornali di destra. Ma tra l'essere ottimisti per piacere, in assenza di dati (li chiamo riduzionisti), e raccontare come stanno davvero i numeri passando per catastrofisti c'è differenza". 

 

(Fonte: tgcom24)

  • Pubblicato in Salute

Aprono gli studi tv del Comizio: voce alle idee, alle professioni e al mondo che produce. Comunica con noi, come e quando vuoi (VIDEO)

IlComizio, testata giornalistica web registrata, e il suo editore S&P srl annunciano l'apertura dei nuovi studi televisivi per registrazioni e live multicanale. Uno strumento che si aggiunge alla già ricca offerta di informazione e comunicazione di una struttura attiva dal 2014, definitasi ambiziosamente "la voce di tutti", aperta e dedicata a quanti hanno qualcosa da dire, dar far conoscere, da pubblicizzare.

Gli studi si trovano alle porte di Milano, a Cinisello Balsamo, in via  Pelizza da Volpedo 53 e stanno già lavorando a pieno regime. Se sei un professionista, un commerciante, un artigiano, un imprenditore o un collega giornalista contatta ilComizio o S&P srl. Abbiamo tante cose da dirci e grandi cose da fare.

 

Contatti:

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SAPERE DI BELLEZZA - Sarà vero? Un’installazione riflette su fake news e libertà di stampa

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Lunedì 3 maggio, giornata mondiale per la libertà di stampa, è stata svelata l’installazione del collettivo PXLs (qui il sito) nel piazzale della Stazione Centrale di Milano, che riflette sulla libertà di stampa e sulla proliferazione (sia online che sui quotidiani) delle fake news.

L’opera si compone di un collage di 75.000 pagine di diversi quotidiani, disposte a terra in modo che possano essere calpestate. Al centro dell’installazione campeggia la scritta maiuscola “SARA’ VERO?”, per riflettere su quante volte sia difficile per un lettore comprendere se una notizia sia effettivamente vera o manipolata, o addirittura una fake news vera e propria.

«Nessun lettore di giornale si domanda abitualmente dove stia la verità. Anche quando le notizie vengono manipolate, ignorate o calpestate»

Con queste parole Blu-PXLs, portavoce del collettivo, ha spiegato l’idea alla base dell’installazione, che sarà visibile nel piazzale antistante la Stazione Centrale di Milano fino a venerdì 7 maggio.

 

 

Claudio Scaccabarozzi

Media e informazione, per 6 americani su 10 Facebook dice più bugie dei politici

Sondaggio di YouGov: secondo il 65% del campione, la piattaforma social fondata da Mark Zuckerberg è uno strumento di disinformazione sistematica; sono ritenuti poco affidabili anche Twitter, per il 53 per cento degli intervistati, e i notiziari televisivi, per il 51


I social network disinformano più dei quotidiani, e Facebook propaga falsa informazione più di quanto facciano i politici. È ciò che emerge da un sondaggio condotto da YouGov, agenzia britannica di ricerche che opera anche in Nord America.

Per più di sei americani su dieci, pari al 65 per cento del campione, la piattaforma social fondata da Mark Zuckerberg è uno strumento di disinformazione sistematica, una percentuale superiore di tre punti rispetto al 62 per cento di chi ritiene che la disinformazione quotidiana arrivi soprattutto dai politici.

Poco affidabili risultano anche Twitter, per il 53 per cento degli intervistati, e i notiziari televisivi, per il 51. A uscire rivalutati dall’opinione pubblica sono invece radio e quotidiani: solo per tre americani su dieci sono fonte di disinformazione, una forma di rivincita visto che l’attacco alla credibilità dei quotidiani, secondo alcuni analisti dei media, era partito dalle piattaforme social. 

 

(Fonte: Agi)

  • Pubblicato in Esteri

La "Tazza della solidarietà", l'idea regalo dell'Associazione lombarda dei giornalisti per i colleghi in difficoltà (VIDEO)

L'annuncio dell'Alg, il sindacato dei giornalisti lombardo, che celebra i suoi 130 anni di vita: "Un modo, forse un po’ artigianale, ma speriamo proficuo, per avviare un crowdfounding, totalmente destinato a un fondo straordinario di aiuto a free lance, collaboratori e disoccupati che si trovino in particolare difficoltà a causa dell’emergenza Covid - (VIDEO)


Una “Tazza della solidarietà” è l’idea che quest’anno, in tempo di pandemia e di emergenza economica per tanti di noi, l’Associazione Lombarda Giornalisti ha varato per celebrare i suoi 130 anni di vita. In questo modo, l’ALG ha voluto coniugare la celebrazione del proprio anniversario con l’idea di solidarietà tra i colleghi e di presenza in prima linea del sindacato nell’aiuto ai giornalisti in difficoltà.

La Tazza, bianca e rossa, ha impresso il vecchio simbolo del sindacato giornalisti lombardo - il più vecchio d’Italia - ma anche il logo nuovo dell’Associazione, quello che i nostri iscritti di oggi conoscono. Un altro logo celebra poi i 130 anni, 1980/2020 di vita della ALG.

Le tazze sono un modo, forse un po’ artigianale, ma speriamo proficuo, per avviare un crowdfounding, totalmente destinato a un fondo straordinario di aiuto a free lance, collaboratori e disoccupati che si trovino in particolare difficoltà a causa dell’emergenza Covid.

Le tazze possono essere acquistate da chiunque con un’offerta minima di 10 euro a pezzo. Per chi volesse riceverla a casa, all’offerta vanno aggiunte le spese di spedizione (si invita a prendere contatto con la segreteria della Lombarda).

 

(da: alg.it)

L'informazione nei social: tra fake news e mezze verità

Come sempre dopo un importante dichiarazione politica o dopo una conferenza stampa, sui social iniziano a circolare foto, dichiarazioni, immagini che mettono in dubbio la veridicità di quello che abbiamo appena visto. Ecco un esempio...


Ieri sera verso le 21.30 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato in diretta Live streaming e DTT, il nuovo DCPM per contrastare il continuo progredire della diffusione del Coronavirus. Nuove misure per evitare un nuovo lockdown generalizzato, il Paese non se lo può permettere, queste le prime parole di Conte: "Ho appena informato anche i presidenti dei due rami del Parlamento e i leader dell'opposizione delle nuove misure, concordate con gli enti locali e il Cts, per affrontare la nuova ondata di contagi. La strategia non è e non può essere la stessa della primavera: in questi mesi abbiamo lavorato intensamente"...

Al termine della conferenza che potete trovare qui, sui social sono comparse delle foto che mettevano in dubbio il LIVE, adducendo ad un fantomatico accordo del governo con i media per simulare una diretta. Le foto mostravano l'orologio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con un cerchio sul quadrante ad evidenziare un presunto orario 17.50... 

Abbiamo allora preso un frame dello stesso video, alzando il contrasto e la definizione è possibile notare che l'orario è 21.30. 

 

Voi che ne pensate?

"Vittorio Feltri si dimette dall'Ordine dei giornalisti". La rinuncia per sottrarsi alle corti marziali del politicamente corretto

L'annuncio di Alessandro Sallusti sul Giornale: "Perché lo abbia fatto lo spiegherà lui, ma io immagino che sia una scelta dolorosa per sottrarsi una volta per tutte all'accanimento con cui da anni l'Ordine dei giornalisti cerca di imbavagliarlo e limitarne la libertà di pensiero a colpi di processi disciplinari per presunti reati di opinione e continue minacce di sospensione e radiazione"


"Vittorio Feltri non è più giornalista, non nel senso giuridico del termine. Dopo cinquant'anni di carriera si è dimesso dall'Ordine rinunciando a titoli e posti di comando nei giornali, compreso nel suo Libero (lo fondò nel 2000)". Lo scrive in un editoriale in prima pagina il direttore del "Giornale", Alessandro Sallusti. "Immagino che sia una scelta dolorosa per sottrarsi una volta per tutte all'accanimento con cui da anni l'Ordine dei giornalisti cerca di imbavagliarlo e limitarne la libertà di pensiero a colpi di processi disciplinari per presunti reati di opinione e continue minacce di sospensione e radiazione", scrive Sallusti, ricordando non senza critiche le regole che governano l'Ordine dei Giornalisti e sottolineando che "per potere continuare a scrivere, Vittorio Feltri - immaginando di essere di qui a poco ghigliottinato, penso io - ha dovuto rinunciare al suo mestiere".

"Non è un bel giorno per la categoria - osserva il direttore del 'Giornale' - che formalmente perde uno dei giornalisti che - piaccia o no - hanno scritto la storia di questo mestiere, successo dopo successo, da trent'anni a questa parte sia come penna sia come direttore. Feltri non è una voce ingabbiabile dentro regole ipocrite e convenzionali? Certo, è per questo che piace. Ogni tanto va sopra le righe? Sì, ma non più di altri ai quali, essendo di sinistra, mai nulla viene contestato. Ha un brutto carattere? Di più, ne sono testimone, ma ben vengano uomini di carattere".

"Io mi auguro che le centinaia di colleghi ai quali negli anni Vittorio Feltri ha offerto lavoro e insegnato un mestiere, oggi abbiano un sussulto di orgoglio, e da uomini liberi facciano sentire la loro voce; mi auguro che i suoi oppositori aguzzini si vergognino della loro squallida miseria culturale e professionale; mi auguro che Carlo Verna, presidente dell'Ordine - quindi di tutti i giornalisti, non solo di quelli di sinistra - abbia la forza di rifiutare le dimissioni e garantire a un grande collega la libertà che merita, perché se così non fosse da oggi nessuno di noi potrà sentirsi al sicuro. E auguro a Vittorio Feltri di scrivere liberamente, anche da non giornalista, fino a che Dio gliene darà la forza", conclude Sallusti.

Usura, Saviano choc: "Commercialisti segnalano alla criminalità potenziali vittime". Categoria in rivolta: "Lesa la nostra onorabilità". Meloni: "Parole ingiuriose e indegne"

"Le parole ingiuriose pronunciate a 'Che tempo che fa' da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico. Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni

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Categoria in rivolta

«Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese». Così Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, reagisce alle affermazioni fatte ieri sera da Roberto Saviano nel corso della trasmissione di Rai Due  Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, giudicate da Miani «di una gravità assoluta. Già nelle prossime ore valuteremo la possibilità di adire le vie legali per difendere il buon nome della nostra professione».

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Il fatto

Durante la trasmissione di Rai Due “Che tempo che fa”, alla domanda del conduttore, che gli chiedeva, a proposito di usura, come fa la criminalità organizzata a trovare i propri “clienti”, lo scrittore ha risposto: «Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice “c’è quella società, c’è quella persona che è interessata”. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro».

Protesta di tutta la categoria alle parole di Saviano
 
«Siamo letteralmente travolti - dice Miani - da migliaia di mail e messaggi di colleghi indignati per le dichiarazioni di Saviano. Una indignazione che sta inondando chat e social. Affermazioni tanto generiche e irresponsabili non sono tollerabili. Se Saviano è a conoscenza di casi specifici siamo certi non esiterà a segnalarli immediatamente alla magistratura. Per il momento non possiamo non ricordargli che le aziende sequestrate alle mafie sono gestite praticamente in esclusiva dai commercialisti, che per questa scelta di campo sono esposti e spesso indifesi, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà. Impossibile non ricordare inoltre che i commercialisti sono anche destinatari della normativa antiriciclaggio che impone loro, tra le altre cose, di segnalare alle autorità di vigilanza le operazioni sospette compiute dai loro clienti».
«Per quanto detto – conclude Miani – ci aspettiamo che il Dottor Saviano rettifichi le sue affermazioni. Siamo perfettamente consapevoli che anche la nostra realtà, come tutte le realtà, ha a volte al suo interno qualche mela marcia. Ma non siamo più disposti a tollerare offese generiche che risultano ancor più incredibili in mesi come questi drammaticamente segnati dall'emergenza economica legata alla pandemia, nei quali la nostra professione, giudicata “essenziale” dal Governo, non ha mai sospeso la sua attività, fornendo ad imprese e contribuenti il suo insostituibile contributo».
 
Altre proteste
 
Dello stesso tenore la lettera della giunta dell’Ungdcec (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) indirizzata a Saviano: «Dire che i commercialisti segnalano agli usurai le potenziali vittime, ma che ci sono anche i commercialisti bravi, è tanto assurdo quanto sostenere che nella piaga dell'usura ci sia anche qualche soggetto bravo (forse in senso manzoniano!!!) che abbia anche una funzione sociale fornendo il credito dove lo Stato o il sistema creditizio italiano non arrivano. Nel dubbio di aver capito male e in attesa di una tua smentita che crediamo debba essere rapida, noi commercialisti ci teniamo a spiegarti che da sempre siamo baluardo di legalità, da sempre esplichiamo una funzione sociale che serve a prendere per mano il Paese».
Anche la politica si muove contro le parole di Saviano. «Le parole ingiuriose pronunciate a “Che tempo che fa” da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole».
 
(Fonte: ilSole24Ore)
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