updated 5:31 PM UTC, Jul 24, 2021

Come si diventa influencer, un mondo tutto scoprire: intervista a Francesca Agnati (VIDEO)

Il mondo degli e, soprattutto, delle influencer. Se ne parla tanto specie per via dei grossi nomi che vengono associati a questa realtà che è diventata un vero e proprio business e per qualcuno una professione a tutti gli effetti. Ne abbiamo parlato con Francesca Agnati, conduttrice televisiva, volto di GoTv Canale 163, e a sua volta influencer, attenta esploratrice di questo settore che seduce tanti ragazzi e ragazze. A loro Francesca dà un consiglio... 

Comunicazione e pubblicità, l'importanza di raccontarsi: intervista a Marco Galimberti (Mediapiù)

Il mondo della comunicazione e della pubblicità cambia molto rapidamente ed è importante conoscerlo e capirlo. Ad aiutarci è Marco Galimberti dell'agenzia Mediapiù, a Milano e in Lombardia un punto riferimento autorevole da tanti anni. Dagli studi televisivi de ilComizio.it un'intervista interessante per comprendere le nuove esigenze comunicative e le strade da percorrere se si vuole che il maggior numero di persone possibili conosca un'azienda, un progetto, un prodotto. Dall'intervento è emerso anche un dato sorprendente: la domanda di servizi di comunicazione è in aumento, nonostante, anzi forse proprio in ragione della pandemia. Malgrado tutte le difficoltà del periodo, dunque, è il momento di investire

Il Comizio incontra Radio Studio 107: Roberto Davi, una vita tra dischi e microfoni

I nuovi studi televisivi de ilComizio.it ci permettono di incrociare le nostre esperienze con altre persone che portano avanti progetti con entusiasmo e professionalità. Qualcuno lancia nuove ambiziose avventure forte di una lunga esperienza. E' il caso di Roberto Davi, che insieme a un gruppo di lavoro competente e appassionato, ha dato vita a una radio dal sapore vintage per quanto riguarda le proposte musicali e con un ventaglio di contenuti molto vario, dalle news allo sport ai libri. In una bella chiacchierata Roberto ci ha raccontato la sua vita tutta dedicata alla musica, dalle radio libere al periodo d'oro delle discoteche degli anni 80 fino alle "serate" che ancora fa portandosi dietro bauli pieni di vinili. L'ultima sfida si chiama Radio Studio 107, nostra vicina di casa...

Aprono gli studi tv del Comizio: voce alle idee, alle professioni e al mondo che produce. Comunica con noi, come e quando vuoi (VIDEO)

IlComizio, testata giornalistica web registrata, e il suo editore S&P srl annunciano l'apertura dei nuovi studi televisivi per registrazioni e live multicanale. Uno strumento che si aggiunge alla già ricca offerta di informazione e comunicazione di una struttura attiva dal 2014, definitasi ambiziosamente "la voce di tutti", aperta e dedicata a quanti hanno qualcosa da dire, dar far conoscere, da pubblicizzare.

Gli studi si trovano alle porte di Milano, a Cinisello Balsamo, in via  Pelizza da Volpedo 53 e stanno già lavorando a pieno regime. Se sei un professionista, un commerciante, un artigiano, un imprenditore o un collega giornalista contatta ilComizio o S&P srl. Abbiamo tante cose da dirci e grandi cose da fare.

 

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Vuoi farti conoscere su ilComizio.it? Affrettati, c'è il Bonus Pubblicità! Chi può fruirne, come, le scadenze: contattaci per informazioni

E' online (qui) il nuovo modello di comunicazione per richiedere il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari (c.d. Bonus Pubblicità), che alla luce delle novità del Decreto Rilancio (articolo 186), per il solo 2020 è concesso a imprese, autonomi ed enti non commerciali. Nella misura del 50% della spesa effettuata nell'anno (e non per il 75% del valore incrementale almeno dell'1%) senza il requisito degli analoghi investimenti nell'anno precedente sugli stessi mezzi di informazione.
Resta fermo il riconoscimento del beneficio nei limiti del regime "de minimis" e continuano ad applicarsi, per i profili senza deroga, le norme del regolamento di cui al Dpcm n. 90/2018.

Scadenza domande
Per consentire di accedere al beneficio con i nuovi requisiti, il Legislatore ha introdotto una nuova finestra temporale per l’invio delle comunicazioni telematiche che danno diritto al tax credit. Per il 2020, dunque, il modello di comunicazione va presentato dal 1° al 30 settembre 2020

Per informazioni Scrivici a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


Si è aperta il 1° settembre la finestra per presentare le domande per il Bonus pubblicità.

Dal 2018 è stato istituito un credito d'imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, ricordano le Entrate nella pagina dedicata al servizio.
 

Il bonus pubblicità per il 2020

Sull'impostazione di base (credito d'imposta al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, è concesso nei limiti massimi degli stanziamenti annualmente previsti e nei limiti dei regolamenti dell'Unione europea in materia di aiuti "de minimis"), è intervenuto il dl Rilancio che ha previsto, per il solo anno 2020, c"he il credito d'imposta sia concesso nella misura unica del 50 per cento del valore degli investimenti effettuati, sempre nel rispetto dei limiti dei regolamenti dell'Unione europea in materia di aiuti "de minimis". Pertanto, per gli investimenti effettuati nel 2020, è venuto meno il presupposto dell'incremento minimo dell'1% dell'investimento pubblicitario rispetto all'investimento dell'anno precedente, quale requisito per l'accesso all'agevolazione". Inoltre, il beneficio è stato esteso anche agli investimenti sulle emittenti televisive nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.


Nell'ambito di questa innovazione, è stata prevista una nuova finestra temporale per l'invio delle comunicazioni per l'accesso al credito d'imposta, dal 1° al 30 settembre 2020. Restano comunque valide le comunicazioni presentate nel mese di marzo 2020. Con il dl Agosto, poi, il governo ha ampliato le risorse sul tavolo: fissate iniziamente a 60 milioni dal dl Rilancio, sono salite a 85 milioni di cui 50 milioni per gli investimenti sui giornali quotidiani e periodici, anche online  e 35 per quelli sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato).
 

Come fruire del credito

Per fruire del credito d'imposta, i soggetti interessati devono presentare:

  • la "Comunicazione per l'accesso al credito d'imposta", prevista dall'articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell'anno agevolato  
  • la "Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati" per dichiarare, ai sensi dell'articolo  47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l'accesso al credito d'imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell'anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all'articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018 e, per l'anno 2020, di cui all'articolo di cui all'articolo 57-bis, comma 1-ter, del D.L. n. 50 del 2017.

L'ammontare del credito d'imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente è stabilito con provvedimento del Dipartimento per l'informazione e l'editoria (articolo 5, comma 3, del D.P.C.M. n.  90 del 2018), pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento stesso.
Il credito d'imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate.
 

Come presentare la comunicazione  

La comunicazione per l'accesso al credito d'imposta e la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati sono presentate al Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, direttamente da parte dei soggetti abilitati o tramite i soggetti incaricati di cui ai commi 2-bis e 3 dell'articolo 3 del D.P.R. n. 322 del 1998.

Conte: "Non conosciamo ancora fino in fondo la portata della crisi". E promette riforme in materia di burocrazia, fisco e giustizia

Il premier parla al digital talk del Corriere.it: "All'emergenza sanitaria si è affiancata da subito un'emergenza economica di cui non siamo ancora in grado di conoscere la portata fino in fondo. Di fronte a uno scenario così critico il governo ha messo a disposizione 80 miliardi in deficit, ha attivato garanzie pubbliche e private rendendo più facile la capitalizzazione delle imprese"


"La convivenza con le restrizioni ha modificato radicalmente anche le nostre abitudini di vita. E una grande incertezza ha pervaso tutti dagli imprenditori ai commercianti ai lavoratori dello sport e dello spettacolo. All'emergenza sanitaria da subito si è affiancata una emergenza economica la cui portata non siamo in grado di conoscere fino in fondo". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo all'Ey digital talk 'L'Italia riparte' sul Corriere.it.

"L'urgenza con cui è stato necessario mettere in campo le risorse" per l'emergenza economica "è stata anche occasione per tagliare alcuni passaggi burocratici eccessivi come per la cassa integrazione in deroga. Ma un taglio alla burocrazia deve essere ancora più drastico perché la sfida della ripartenza non può esaurirsi nel ritorno alla normalità precedente al Covid 19" ha sottolineato il presidente del Consiglio. Con questa "crisi il Pil tornerà ai livelli del 2000, abbiamo quindi il dovere tutti insieme di uno sforzo corale, per recuperare tutti insieme il terreno perduto".

Inoltre, "dobbiamo introdurre una riforma fiscale organica per assicurare che il nostro fisco sia equo ed efficiente. E' impensabile avere un fisco la cui riforma organica più recente risale a circa 50 anni fa, serve un progetto condiviso che renda tutto il sistema fiscale molto più efficiente". E poi "vogliamo introdurre incentivi alla digitalizzazione per i pagamenti elettronici, dobbiamo assolutamente consentire l'emersione del sommerso".

"Nei prossimi giorni completerò un lavoro che abbiamo già iniziato con il comitato guidato da Colao - ha detto il premier - Avremo gli Stati Generali dell'economia a Palazzo Chigi con tutte le forze economiche e sociali del Paese, raccoglieremo le idee che ci sembrano più utili per poter pubblicizzare e condividere con tutti questo nostro Recovery Plan".

Conte ha inoltre ribadito che "le somme che arriveranno dal Recovery Fund non sono un tesoretto ma una risorsa per il futuro del Paese. Il progetto presentato dalla Commissione Ue rafforza la coesione dell'Unione ed è un'occasione storica per l'Italia per recuperare il divario di crescita e produttività che ci ha separato da altri Paesi".

A proposito della riforma della giustizia civile, il presidente del Consiglio ha poi rimarcato che "occorre volontà politica e determinazione. Sono convinto che maggioranza e opposizione condivideranno questi obiettivi che non hanno colore politico". E "anche per quanto riguarda la giustizia penale - ha aggiunto - se ragioniamo di accelerare i tempi, credo possiamo trovare una grande sinergia con tutte le forze politiche".

Usura, Saviano choc: "Commercialisti segnalano alla criminalità potenziali vittime". Categoria in rivolta: "Lesa la nostra onorabilità". Meloni: "Parole ingiuriose e indegne"

"Le parole ingiuriose pronunciate a 'Che tempo che fa' da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico. Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni

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Categoria in rivolta

«Sostenere che i commercialisti italiani segnalano alla criminalità le aziende in crisi è quanto di più lesivo della onorabilità di 120mila professionisti economici quotidianamente in campo per la legalità, oltre che al fianco di imprese e cittadini di questo Paese». Così Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, reagisce alle affermazioni fatte ieri sera da Roberto Saviano nel corso della trasmissione di Rai Due  Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio, giudicate da Miani «di una gravità assoluta. Già nelle prossime ore valuteremo la possibilità di adire le vie legali per difendere il buon nome della nostra professione».

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Il fatto

Durante la trasmissione di Rai Due “Che tempo che fa”, alla domanda del conduttore, che gli chiedeva, a proposito di usura, come fa la criminalità organizzata a trovare i propri “clienti”, lo scrittore ha risposto: «Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti dice “c’è quella società, c’è quella persona che è interessata”. Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro».

Protesta di tutta la categoria alle parole di Saviano
 
«Siamo letteralmente travolti - dice Miani - da migliaia di mail e messaggi di colleghi indignati per le dichiarazioni di Saviano. Una indignazione che sta inondando chat e social. Affermazioni tanto generiche e irresponsabili non sono tollerabili. Se Saviano è a conoscenza di casi specifici siamo certi non esiterà a segnalarli immediatamente alla magistratura. Per il momento non possiamo non ricordargli che le aziende sequestrate alle mafie sono gestite praticamente in esclusiva dai commercialisti, che per questa scelta di campo sono esposti e spesso indifesi, costretti a lavorare in condizioni di assoluta precarietà. Impossibile non ricordare inoltre che i commercialisti sono anche destinatari della normativa antiriciclaggio che impone loro, tra le altre cose, di segnalare alle autorità di vigilanza le operazioni sospette compiute dai loro clienti».
«Per quanto detto – conclude Miani – ci aspettiamo che il Dottor Saviano rettifichi le sue affermazioni. Siamo perfettamente consapevoli che anche la nostra realtà, come tutte le realtà, ha a volte al suo interno qualche mela marcia. Ma non siamo più disposti a tollerare offese generiche che risultano ancor più incredibili in mesi come questi drammaticamente segnati dall'emergenza economica legata alla pandemia, nei quali la nostra professione, giudicata “essenziale” dal Governo, non ha mai sospeso la sua attività, fornendo ad imprese e contribuenti il suo insostituibile contributo».
 
Altre proteste
 
Dello stesso tenore la lettera della giunta dell’Ungdcec (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) indirizzata a Saviano: «Dire che i commercialisti segnalano agli usurai le potenziali vittime, ma che ci sono anche i commercialisti bravi, è tanto assurdo quanto sostenere che nella piaga dell'usura ci sia anche qualche soggetto bravo (forse in senso manzoniano!!!) che abbia anche una funzione sociale fornendo il credito dove lo Stato o il sistema creditizio italiano non arrivano. Nel dubbio di aver capito male e in attesa di una tua smentita che crediamo debba essere rapida, noi commercialisti ci teniamo a spiegarti che da sempre siamo baluardo di legalità, da sempre esplichiamo una funzione sociale che serve a prendere per mano il Paese».
Anche la politica si muove contro le parole di Saviano. «Le parole ingiuriose pronunciate a “Che tempo che fa” da Roberto Saviano, secondo il quale sarebbero spesso i commercialisti a segnalare alla criminalità organizzata le potenziali vittime di usura, sono indegne del servizio pubblico», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. «Se Roberto Saviano conosce commercialisti che svolgono questa attività spero li denunci alle autorità competenti. Ma insultare a vanvera un'intera categoria che ogni giorno svolge il suo lavoro tra mille difficoltà non è tollerabile. Saviano chieda scusa ai commercialisti e Fabio Fazio prenda subito le distanze da quelle vergognose parole».
 
(Fonte: ilSole24Ore)
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