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updated 12:22 PM UTC, Jun 1, 2020

Scuola, Azzolina: "Maturità il 17 giugno con colloquio orale di un'ora al massimo. Esami di terza media, solo elaborato scritto discusso on line". E sulle bocciature... (VIDEO)

Nessun 6 politico, "le valutazioni ci saranno, le insufficienze saranno riportate nei documenti di valutazione, ma gli studenti hanno il diritto di recuperare" e lo potranno fare "all'inizio dell'anno prossimo". La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, illustra in diretta i dettagli delle tre circolari relative al futuro della scuola sottolineando che "solo in casi che non hanno nulla a che fare con il coronavirus" ci saranno bocciature, come ad esempio per "la mancata frequenza nel primo periodo didattico". E c'è un piano B se la situazione sanitaria dovesse peggiorare - (VIDEO)


Via libera al Dl Scuola, Azzolina: “Tutti promossi, per la ...

Maturità al via il 17 giugno, niente prove scritte ma un colloquio orale "di presenza" che durerà al massimo un'ora. La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, illustra le ordinanze relative alla valutazione degli studenti, agli esami del primo ciclo e a quelli del secondo ciclo. "Ho qui sul tavolo 3 ordinanze: una sulla valutazione, una sugli esami del primo ciclo, la cosiddetta scuola media, e un'altra sugli esami del secondo ciclo, gli esami di maturità. Abbiamo lavorato con il Comitato tecnico scientifico per redigere un documento sugli esami di stato, grazie anche al contributo delle parti sociali, con cui ci incontreremo la prossima settimana per redigere un documento complessivo che ci porti agli esami di Stato", dice la ministra.

"Come governo abbiamo ritenuto opportuno fosse importante fare gli esami di stato in presenza, è una decisione che va inquadrato in un lungo periodo. Il governo ha deciso di tenere chiuse le scuole, una scelta molto sofferta. E' una delle decisioni peggiori che un ministro dell'Istruzione, soprattutto se proveniente dalla scuola, possa prendere. E' una decisione difficile, presa nell'interesse comune. So che l'Italia vuole ripartire e ritrovare un senso di normalità, avremmo potuto riaprire e venire incontro anche alle famiglie, ma abbiamo preso una decisione politica con senso di responsabilità", aggiunge.

"Abbiamo deciso non al buio, ma sulla base di dati scientifici: tenere le scuole chiuse ha permesso di salvare vite umane. Ora inizia una fase diversa, nuova, che riguarderà anche la scuola. Il primo passo sono gli esami di stato. Abbiamo lavorato con il comitato tecnico scientifico per esami in presenza e in massima sicurezza. Tengo a rassicurare studenti, personale docente e non docente: esami in presenza compatibilmente con il monitoraggio epidemiologico nelle varie aree del paese", afferma ancora.

"Serviva tempo per scrivere le ordinanze, atti complessi anche quando non c'è il coronavirus. Immaginiamo quanto diventi complesso" in una pandemia. "Non potevamo che prevedere un sistema diverso di valutazione. Nessuno poteva essere lasciato indietro, abbiamo deciso di ripartire a settembre con una valutazioni serie: le insufficienze saranno riportate nei documenti, ma gli studenti hanno il diritto di recuperare perché negli ultimi 3 mesi abbiamo attraversato una tempesta. Resta la possibilità di non ammettere all'anno successivo, ma in casi molto circoscritti che non hanno a che fare col coronavirus: la mancata frequenza quando non c'era il coronavirus e l'adozione di provvedimenti disciplinari gravi", spiega la ministra.

Capitolo esami di terza media: "Le scuole ci hanno chiesto di dilatare nel tempo le procedure di quest'esame. Gli studenti scriveranno un elaborato, lo discuteranno on line con il consiglio di classe e ci sarà lo scrutinio finale. Per queste operazioni ci sarà tempo fino al 30 giugno".

Per quanto riguarda la maturità, "le misure sono chiare. Le scuole hanno sempre sofferto che dal ministero dell'Istruzione arrivassero documenti complessi. Ho fortemente voluto che si scrivessero ordinanze agili, in particolare questa. Un documento celere, facilmente comprensibile. Gli esami iniziano il 17 giugno, non ci saranno più le prove scritte. Ci sarà un colloquio orale della durata massima di un'ora. Abbiamo insistito affinché gli esami di stato fossero fatti in presenza perché è un momento importantissimo, di passaggio dall'adolescenza all'età adulta".

Sull'eventualità che la situazione sanitaria possa peggiorare prima degli esami di maturità, Azzolina precisa:"Faremo un monitoraggio costante e abbiamo già previsto nell'ordinanza un piano B nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. In quel caso gli esami si svolgeranno a distanza, in videoconferenza".

Scuola, Azzolina chiarisce: "Nessun '6 politico', bocciature possibili". E rimanda tutti a settembre: "Non ci sono le condizioni per chiudere l'anno in classe"

Il ministro dellʼIstruzione avvisa gli studenti, nonostante il blocco causato dal coronavirus non sarà "automatica" la promozione. E fornisce tutti i dettagli per l'esame di Maturità


Non si tornerà a scuola fino a settembre ma il 2020 non sarà l'anno delle promozioni facili, ci saranno, se necessarie, anche bocciature. Così il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina durante l'audizione in Commissione Cultura della Camera sulle iniziative di competenza del ministero per fronteggiare l'emergenza coronavirus.

"In una situazione così difficile - ha spiegato Azzolina - il governo ha dovuto operare scelte importanti e difficili, impedendo, allo stato attuale la presenza a scuola degli studenti e delle loro famiglie, dei docenti, e riducendo la presenza del personale Ata e dei dirigenti scolastici, limitandola alle sole attività ritenute indifferibili. Questo per contenere il contagio". "Voglio ribadire, con chiarezza - ha continuato il ministro - che le condizioni sanitarie, ad oggi, non consentono di terminare l'anno scolastico in presenza, a scuola. E' per tale ragione che il governo ha deciso il rientro a scuola da settembre prossimo. Tuttavia il servizio di istruzione è un servizio pubblico essenziale costituzionalmente garantito. Per questo abbiamo subito sollecitato l'attivazione di forme di didattica a distanza. Con l'obiettivo di garantire il diritto allo studio, ma e la vicinanza ai nostri studenti e alle loro famiglie. Una scelta a mio avviso obbligata. Non avevamo alternative per stare accanto ai nostri allievi".

Azzolina poi ha sottolineato che "di fronte a una situazione di grande delicatezza, che non ha precedenti nella storia repubblicana e che, gradualmente, si è trasformata per alcuni territori in particolare in una vera e propria tragedia umanitaria, la scuola ha risposto e sta ancora rispondendo in maniera solida e coesa, dimostrando senso di appartenenza, di responsabilità e disponibilità senza precedenti ad operare in emergenza. Per far fronte all'emergenza sanitaria sono stati attivati, grazie alla task force ministeriale per le emergenze educative - ha ricordato Azzolina - appositi interventi di assistenza che si realizzano nel rapporto quotidiano con tutte le scuole e con le famiglie attraverso azioni concrete, tra cui mi sembra importante citare le azioni di supporto psicologico, rivolte a studenti, docenti e famiglie, per superare le difficolta' intervenute con l'insorgere dell'emergenza".

Quanto alla "valutazione degli studenti in questo anno scolastico avverrà - ha chiarito il ministro - sulla base di quanto effettivamente svolto, gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline. Ma non sarà 6 politico", ha affermato il ministro. "Le insufficienze compariranno, infatti, nel documento di valutazione. E - ha spiegato - per chi è ammesso alla classe successiva con votazioni inferiori a 6 decimi o, comunque, con livelli di apprendimento non consolidati sarà predisposto dai docenti un piano individualizzato per recuperare, nella prima parte di settembre, quanto non è stato appreso. Il piano sarà allegato al documento di valutazione finale. Resta ferma la possibilità di non ammettere all'anno successivo studentesse e studenti con un quadro carente fin dal primo periodo scolastico. L'Ordinanza tiene conto delle necessità e dei bisogni degli studenti con disabilità. L'attività didattica del prossimo anno scolastico - ha detto Azzolina - sarà riprogettata per recuperare contenuti non svolti durante quest'anno".

In merito agli esami di terza media il ministro ha chiarito che "accogliendo gli appelli pervenuti, ho subito dato la mia disponibilità a concedere tutto il tempo che serve alle istituzioni scolastiche per svolgere il procedimento in assoluta serenità".

Per la Maturità, confermata la data del 17 giugno "con lo svolgimento di un colloquio, della durata massima di circa un'ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la sicurezza per tutte le persone coinvolte. Il Comitato tecnico scientifico, su nostra espressa richiesta, ha autorizzato lo svolgimento della predetta prova, ritenendo che possa svolgersi, appunto, nelle scuole, garantendo le condizioni di distanziamento e sicurezza - ha aggiunto Azzolina - Come già anticipato, la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, si terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto".

"Nel dettaglio l’esame sarà articolato così: a) discussione di un elaborato concernente le discipline di indirizzo; b) discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; c) analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione. I candidati esporranno altresì le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e saranno accertate le conoscenze relative a 'Cittadinanza e Costituzione'. - ha continuato Azzolina - La prova potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60 punti. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio minimo di 60/100 per conseguire il diploma"."Solo nel caso in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed adeguatezza, i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona. - ha concluso Azzolina - Il documento, con quanto effettivamente svolto, sarà prodotto dai Consigli di classe entro il 30 maggio".

"In linea con quanto previsto dal decreto legge 22/2020, studentesse e studenti saranno valutati attraverso lo scrutinio finale che terrà conto anche di un elaborato da consegnare. L'argomento dell'elaborato sarà concordato con i docenti, valorizzando il percorso fatto da ciascuno studente. Sarà presentato oralmente, in modalità telematica, davanti al Consiglio di classe, e sarà valutato in sede di scrutinio finale sulla base dell'originalità, della coerenza con l'argomento assegnato, della chiarezza espositiva", ha sottolineato Azzolina.

Il ministro si è poi impegnata per l'assunzione dei precari da settembre. "E' giunto il momento di riflettere seriamente su come semplificare, sburocratizzare e modernizzare il Paese. E' tempo altresì - ha scandito Azzolina - di dare stabilità ai docenti precari e di consentire ai giovani che vogliono approcciarsi all'insegnamento di potersi misurare con concorsi che li immettano nei ruoli di docente. E' mio impegno - ha assicurato - assumere i precari a settembre e ho sempre lavorato in questa direzione. Abbiamo dunque avviato le procedure per assumere 80.000 docenti". "Nel decreto legge Rilancio di prossima approvazione - ha aggiunto Azzolina - grazie al lavoro costante e fattivo del ministro Dadone, saranno previste specifiche modalità per riattivare, per tutta la Pubblica amministrazione, procedure concorsuali, che si svolgeranno presso sedi decentrate, rispettando tutti gli standard di sicurezza possibili, a tutela della salute di tutti i cittadini".

 

(Fonte:Adnkronos)

Scuola, la Azzolina frena sulla didattica mista a settembre: "E' solo un'ipotesi. Esame di Stato? Una prova diversa, ecco come sarà"

La ministra dell'Istruzione risponde in Parlamento su come riprendere le lezioni dopo aver paventato un'alternanza tra attività in classe e a distanza. Una soluzione che aveva incontrato la contrarietà da parte dei sindacati. Quindi ha parlato anche della Maturità la cui sessione prenderà il via il 17 giugno


Per la riapertura delle scuole a settembre, "ribadisco che, come ho già avuto modo di precisare, l’ipotesi di una 'didattica mista', per la scuola secondaria, fondata sull’integrazione della didattica tradizionale con quella a distanza rappresenta solo una delle possibili idee allo studio, vagliata e decisa già in altri Paesi europei". Lo ha affermato la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, durante il Question Time, precisando che "sono al vaglio del Comitato da me nominato molteplici soluzioni finalizzate a contemperare diverse esigenze come: le varie fasce d'età degli studenti, lo stato delle strutture scolastiche, la specificità delle diverse realtà territoriali, oltre, naturalmente, al livello della minaccia di contagio".

"A tal proposito - ha aggiunto Azzolina - proprio ieri ho riunito il tavolo permanente di lavoro con le Regioni e gli Enti locali che nasce dalla volontà di agire insieme e di farlo rapidamente in vista della ripresa di settembre. L'obiettivo prioritario è quello di garantire il rientro nelle classi alle condizioni migliori possibili. Ciò però non ci esime dallo svolgere ragionamenti che si spingano oltre l'emergenza nel progettare la scuola che nel futuro vogliamo vi sia".

Per quanto riguarda l'esame di Stato, "consisterà in una prova diversa rispetto agli anni precedenti, che terrà inevitabilmente conto tanto delle esigenze di sicurezza della salute, quanto delle difficoltà negli apprendimenti affrontate dagli studenti proprio a causa dell’emergenza non ancora conclusa". Il ministro dell'Istruzione ha quindi annunciato che "a brevissimo, sarà pubblicata, ai sensi dell’articolo 1 del dl. 22/2020, l’ordinanza relativa agli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione per quest’anno scolastico, la cui sessione avrà inizio il 17 giugno, con lo svolgimento di colloqui, della durata massima di circa un’ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la massima sicurezza per tutte le persone coinvolte. A tal fine, stiamo lavorando a specifici protocolli, insieme alle forze sociali".

"Come già anticipato - ha spiegato Azzolina - la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, si terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto".

La Ministra ha quindi illustrato l'articolazione dell'esame : discussione di un elaborato concernente le discipline di indirizzo; discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione. I candidati esporranno altresì le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e saranno accertate le conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”".

"La prova - ha ribadito Azzolina - potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60 punti. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio minimo di 60/100 per conseguire il diploma. Solo nel caso in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed adeguatezza, i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona".

"L’obiettivo - ha detto ancora - è dare ai nostri studenti un esame di Stato che valorizzi al massimo grado il merito dimostrato, nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza richiesti dalla precauzione".

E ancora: "I primi dati che si evincono dal secondo monitoraggio sulla didattica a distanza, concluso in questi giorni, ci paiono confortanti: le nostre istituzioni scolastiche hanno raggiunto quasi tutti gli studenti che avevano bisogno di un tablet o di un pc. Senza i mezzi finanziari messi a disposizione dal decreto “Cura Italia” e la tempestività della nostra amministrazione nel loro impiego non sarebbe stato possibile. Prezioso è stato anche il contributo di Regioni ed Enti locali, che ringrazio, che hanno stanziato somme e provveduto ad acquistare e fornire ulteriori device e strumenti per la connettività".

"Grazie a progressivi meccanismi di flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali - ha aggiunto - stiamo rimodulando le iniziative proprio per giungere alla riduzione del digital divide. In questo frangente particolare, - ha ricordato - ho, poi, voluto garantire l’emanazione, nei corretti tempi di legge, della procedura straordinaria e dei bandi ordinari per l’assunzione di oltre 62.000 docenti, ripartiti tra le scuole secondarie, le scuole primarie e dell’infanzia statali. La suddetta procedura straordinaria, bandita per 24.000 posti, proprio in quanto snella e semplificata, consentirà, in tempi rapidi e utili al prossimo anno scolastico, di immettere in ruolo docenti precari, con almeno tre annualità di servizio".

"Siamo sempre disponibili - ha concluso - a ragionare insieme al Parlamento di soluzioni che portino a rivedere il rapporto numerico alunni-docenti, contrastando il fenomeno delle cd. “classi pollaio” e le sbagliate politiche dei tagli di organico di precedenti esperienze e assumendo tutti gli insegnanti di cui la scuola ha bisogno".

 

(Fonte: Adnkronos)

Coronavirus, il ritorno a scuola rimane un rebus. Azzolina: "Ancora troppi rischi, parliamo di settembre. Pagelle vere, con i 4 e i 5. Maturità? Auspicabile in classe"

A scuola non si torna perché ci sono ancora troppi rischi. Questo il pensiero della ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un'intervista sul Corriere della Sera in cui fa presente che si "allontana sempre di più la possibilità di riaprire a maggio" e che "il governo prenderà a giorni una decisione". La ministra sottolinea che che anche se ci sarà per tutti la promozione, le pagelle saranno "vere", con i 4 e i 5. E per le famiglie ci sarà un aiuto con "un'estensione del congedo parentale e del bonus baby-sitter". Per la Maturità "sarebbe auspicabile" l'esame a scuola


Azzolina contro i sindacati, ma non li denuncia - Secolo d'Italia

In Italia la situazione è ancora troppo pericolosa per pensare di riaprire le scuole. Lo afferma la ministra per la Pubblica istruzione, Lucia Azzolina. "Il governo a giorni prenderà una decisione - ha spiegato -. Ma con l'attuale situazione sanitaria ogni giorno che passa allontana la possibilità di riaprire a maggio. Non cancelliamo gli sforzi fatti finora".

Pagelle "vere": anche 4 e 5 - In un'intervista sul Corriere della Sera, la ministra sottolinea che anche se ci sarà per tutti la promozione, le pagelle saranno "vere", con i 4 e i 5. "Se lo studente merita 8 avrà 8, se merita 5 avrà 5. La didattica a distanza ci ha permesso di mettere in sicurezza l’anno che altrimenti sarebbe andato perso. Alla fine tutti avranno un voto. Chi risulta insufficiente recupererà il prossimo anno con attività individualizzate", dice. 

Maturità - Per la Maturità "sarebbe auspicabile" l'esame a scuola. "Ricevo lettere di studenti che mi chiedono un esame in presenza: sarebbe auspicabile, vedremo se si potrà - spiega Azzolina -. Escludo l’ipotesi mista: studenti a scuola e professori a casa".

Professori, "i concorsi si faranno" - "I concorsi si faranno - dichiara -. È l’unico modo per poter assumere a settembre. Quello straordinario per 24mila precari si svolgerà appena le condizioni lo permetteranno. I docenti casomai saranno assunti dal primo settembre". 

Come cambia la scuola a settembre? - A settembre non si faranno veri e propri doppi turni. "Stiamo valutando tante soluzioni - spiega la ministra - Sono contraria all’idea di raddoppiare l’orario del personale scolastico. Smettiamo di pensare che un docente lavori solo 18, 24 o 25 ore alla settimana. Se sarà necessaria la didattica a distanza, ci faremo trovare pronti. Oltre ai fondi già stanziati arriveranno presto altri 80 milioni". 

Si riparte il primo settembre? - "Dedicheremo le prime settimane al lavoro per chi è rimasto indietro o ha avuto insufficienze. Ma non abbiamo stabilito le date, lo faremo insieme alle Regioni", dice.

Pronta la commissione per la ripartenza - La commissione istituita per la ripartenza è pronta. "Sarà guidata da Patrizio Bianchi - annuncia. - Lavoriamo per la riapertura ma anche per la scuola che dovrà nascere da questa emergenza. Serve un grande progetto di innovazione".

Congedi parentali per chi deve tornare al lavoro - Per i genitori che devono tornare al lavoro ci sarà un aiuto. "I bambini più piccoli sono quelli più a rischio. Ma aiuteremo le famiglie con un’estensione del congedo parentale e del bonus baby-sitter", afferma la ministra.

Coronavirus, la ministra Azzolina: "La scuola potrebbe non riaprire, ma anno scolastico valido. Maturità con sei membri interni e presidente esterno" (VIDEO)

In un'informativa data al Senato questo pomeriggio, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha detto: "Si tornerà a scuola se e quando, sulla base delle indicazioni degli esperti, le condizioni lo consentiranno". "Le videolezioni sono una scelta obbligata, non abbiamo alternative", ha detto ancora Azzolina. E poi ha annunciato che per la Maturità è orientata a prevedere "sei commissari interni con un presidente di commissione esterno" - (VIDEO)


Risultato immagini per lucia azzolina

«Voglio ribadire un aspetto fondamentale: si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno» . Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso di un’informativa in Senato. «In merito agli esami di Stato - ha sottolineato la ministra - abbiamo più volte ribadito la necessità, come chiedono anche gli studenti, di predisporre le modalità che garantiscano un esame serio, che tenga conto dello sviluppo reale degli apprendimenti. Non un approccio finalizzato alla rigidità formale ma al contrario alla valorizzazione dei percorsi di ognuno, attraverso lo strumento più idoneo per tutti. Per questo nella composizione delle commissioni per l’esame della scuola secondaria di secondo grado il mio orientamento è proporre una commissione formata da soli membri interni con presidenti esterni che si facciano garanti della regolarità dell’intero percorso dell’esame».

«Abbiamo sancito la conservazione della validità dell’anno scolastico 2019-20, anche qualora le istituzioni scolastiche non possano effettuare almeno 200 giorni di lezione a seguito delle misure di contenimento del Covid19» ha sottolineato Azzolina, che in merito alle risorse per la didattica a distanza ha sottolineato come il decreto legge 18 del 2020 abbia previsto «uno specifico stanziamento di 85 milioni per l’anno 2020 al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di dotarsi immediatamente di tutti gli strumenti utili per l’apprendimento a distanza e agli studenti meno abbienti di poterne fruire». «Attualmente più di 6,7 milioni di alunni è raggiunto attraverso mezzi diversi da attività didattiche a distanza» ha affermato la ministra, che in merito ai risultati del monitoraggio effettuato dal ministero ha spiegato: «Il 93% delle scuole italiane ha risposto al quesito con il quale si è svolto il monitoraggio, il 67% delle scuole che hanno attivato l’attività a distanza prevede per essa specifiche forme di valutazione.

L’89% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità, l’84% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con Dsa, il 68% per gli alunni con Bes non certificati e il 48% ha svolto una riunione degli organi collegiali a distanza». «Nessuno studente deve rimanere indietro a causa del digital divide» e «nessuno deve perdere il lavoro a causa del Covid 19» ha garantito la ministra. «L’impatto globale dell’emergenza Coronavirus vale anche per la scuola - ha spiegato - più di tre quarti della popolazione studentesca mondiale è interessata da questa crisi, un numero spaventoso: 1,5 miliardi di studenti nel mondo in questo momento non sta andando a scuola. Si tratta di una sfida senza precedenti che dobbiamo raccogliere e lo stiamo facendo come Paese in raccordo con l’Unione europea e con l’Unesco. Molti Paesi Ue sono più attrezzati di noi rispetto alle infrastrutture tecnologiche eppure più volte sono stata chiamata in causa dai miei omologhi per avere informazioni su come l’Italia sta operando» ha spiegato Azzolina, sottolineando che «8,3 milioni di studenti in Italia non possono accedere a edifici scolastici e avevano bisogno di una risposta». «C’è stata una gara di generosità tra le scuole - ha sottolineato infine la responsabile dell’Istruzione - La scuola sta rispondendo in maniera solida e coesa, dimostrando un senso di responsabilità e di disponibilità senza precedenti ad operare in emergenza».

Coronavirus; immagini della Nasa mostrano la fine dell'inquinamento in Cina, dopo lo stop forzato delle città

 Nella Cina centrale i valori del biossido di azoto (NO2) sono precipitati. I ricercatori della NASA e dell'ESA ritengono che i periodi di quarantena dovuti al nuovo coronavirus, siano la prima causa di questa diminuzione.


Una serie di immagini satellitari della NASA e dell'Agenzia spaziale europea (ESA) mostrano una significativa riduzione dei livelli di inquinamento da biossido di azoto (NO2) in Cina. In un post sul sito web dell'Osservatorio della Terra, la NASA afferma che è possibile che il cambiamento sia dovuto, almeno in parte, al rallentamento forzato di tutte le attività, dovuto alle quarantene imposte dallo stato, per combattere l'epidemia del nuovo coronavirus.

L'attività delle fabbriche nel paese è diminuita drasticamente poiché i lavoratori hanno lasciato le fabbriche per conformarsi alla quarantena e prevenire la contaminazione da virus SARS-CoV-2, che causa la malattia di Covid-19. Gli scienziati della NASA affermano che la riduzione dei livelli di biossido di azoto, "un gas nocivo emesso da autoveicoli, centrali elettriche e unità industriali", ha iniziato a essere notata inizialmente nell'area della città di Wuhan, epicentro del contagio del virus, quindi diffusi in tutto il paese.

La riduzione dei livelli di biossido di azoto negli ultimi mesi era in coincidenza anche con le celebrazioni del capodanno cinese, un periodo di vacanza per il popolo cinese, con la chiusura di molte aziende e fabbriche, tra l'ultima settimana di gennaio e l'inizio di febbraio. Precedenti osservazioni avevano già dimostrato che l'inquinamento atmosferico si riduce durante questo periodo, riportandosi subito a livelli elevati al termine delle festività.  Le immagini delle due entità spaziali sono state utilizzate per confrontare i primi due mesi del 2019 con lo stesso periodo del 2020. "È la prima volta che vedo un calo così considerevole in un'area così ampia", afferma Fei Liu, ricercatore della NASA specializzato in qualità dell'aria. Una seconda serie di immagini mostra i valori del biossido di azoto nello spazio aereo cinese tra l'1 e il 20 gennaio, prima che fosse decretata la quarantena in Cina, e tra il 10 e il 25 febbraio, durante il periodo di isolamento di migliaia di persone.

Inoltre, Liu e colleghi non hanno visto un nuovo rimbalzo di NO2 a livelli di allerta, dopo le vacanze. "Quest'anno, il tasso di riduzione è più significativo rispetto agli anni passati ed è durato più a lungo", ha detto. "Non sono sorpreso perché molte città a livello nazionale hanno adottato misure per ridurre al minimo la diffusione del coronavirus".

 

Salute, l'impegno degli specialisti nella prevenzione delle malattie renali. A Milano screening in piazza per i cittadini

Grande successo per l'iniziativa che si è tenuta in occasione della Giornata mondiale del rene in Piazza Città di Lombardia, ai piedi del palazzo che ospita gli uffici dell'amministrazione regionale. L'appuntamento è stato organizzato dalla Federazione italiana del rene e dalla Società italiana di Nefrologia in collaborazione con la Croce Rossa. Gli accertamenti compiuti da medici e infermieri dell'ospedale San Gerardo di Monza. Tutti i contributi de ilComizio.it - (VIDEO)


In Piazza Città di Lombardia, in occasione della Giornata mondiale del rene 2017, sono stati numerosi i cittadini che grazie al personale dell'ospedale San Gerardo di Monza e ai volontari della Croce rossa si sono sottoposti a uno screening completo di prevenzione per le malattie renali. L'iniziativa, organizzata dalla Federazione italiana del rene, la Società italiana di nefrologia, in collaborazione con la Croce Rossa, ha consentito alle persone che si sono presentate alla postazione mobile dislocata nella piazza della Regione, composta da un camper e da un gazebo, di effettuare un percorso diagnostico di circa mezz'ora che comprendeva il controllo della pressione arteriosa, elettrocardiogramma, ecografia renale e l'esame su un campione di urine raccolte al momento. "Sono molto lieto che l'iniziativa abbia riscosso un grande successo", ha detto l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, che ha spiegato: "L'incidenza dei nuovi pazienti in dialisi nei Centri regionali è di 175 pazienti per milione di popolazione, mentre la prevalenza di quelli già sottoposti a dialisi è di 760 per milione. Questi numeri - ha sottolineato l'assessore -, che emergono dal registro lombardo di dialisi e trapianto (Rldt), che raccoglie i dati relativi ai pazienti in tutti i Centri dialisi regionali, purtroppo sono in aumento e per questo motivo Regione ha deciso di puntare sulla prevenzione di una patologia che purtroppo spesso è asintomatica. Queste tendenze - ha concluso Gallera - comportano, un progressivo incremento dei costi di trattamento, fattore critico in un momento di crisi economica come quello attuale. Il costo dell'emodialisi, infatti, è altissimo. La spesa sostenuta dal Servizio sanitario regionale per un paziente in dialisi, senza considerare ricoveri, complicanze e farmaci, si aggira intorno ai 30.000-35.000 euro all'anno per paziente".

Tutte le interviste e le voci dalla conferenza stampa raccolte da ilComizio.it a Palazzo Lombardia

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