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updated 12:02 PM UTC, Apr 5, 2020

Coronavirus, scatta il divieto totale di spostamento dal Comune da cui ci si trova. Stop all'esodo verso le Regioni del Sud Italia

Da oggi è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in Comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Lo stabilisce l'ordinanza, adottata congiuntamente dal ministro della Salute e dal ministro dell'Interno per l'emergenza coronavirus, che rimarrà efficace fino all'entrata in vigore di un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di cui all'articolo 3 del decreto legge numero 6/2020


"In merito al divieto di spostamenti sul territorio nazionale, è opportuno che i cittadini sappiano che già da oggi il Ministero dell'Interno e quello della Salute hanno sancito, con l'art. 1 e l'art 2 di una apposita ordinanza appena emessa, il divieto di 'esodo' verso le regioni del Sud Italia e, in generale, inibito gli spostamenti al di fuori della propria residenza". E' quanto sottolinea il sottosegretario all'Interno, Carlo Sibilia. "Una misura che intende scongiurare – spiega Sibilia - un nuovo esodo che potrebbe compromettere gli effetti delle misure restrittive, messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del Covid-19. Ancora una volta, invitiamo i cittadini ad attenersi a queste disposizioni in primis per la propria salute e poi per quella di tutti i loro cari e tutti i cittadini italiani: per il momento la priorità è la salvaguardia della nostra salute, più rispettiamo le regole e prima usciremo da questa situazione". Teniamo duro" conclude il sottosegretario. 

Al momento, come spiega il Corriere, chi contravviene al divieto rischia la denuncia per l'articolo 650 del codice penale che prevede l'arresto fino a tre mesi e l'ammenda. Il governo sta però valutando anche la possibilità di emanare un nuovo provvedimento con sanzioni più severe.

Coronavirus, ora Sala bacchetta gli amici runner: "Mentre tu corri e sei felice altri cento ti guardano dalle finestre e si arrabbiano" (VIDEO)

Il consueto videomessaggio quotidiano del sindaco di Milano: "Permettetemi di dire che trovo inaccettabile che ai medici, al personale sanitario, ai medici di base non venga fatto il tampone: questo lo trovo francamente inaccettabile da parte della nostra sanità". Poi uno sguardo al futuro  Quando l'emergenza Coronavirus sarà passata, si dovrà mettere in atto una ricostruzione sociale ed economica senza precedenti. Io sono in ufficio a Palazzo Marino a gestire il quotidiano ma anche molto a pensare a cosa fare dopo, io ci sono e sono qui a lavorare con i miei collaboratori per la città" - (VIDEO)


"Permettetemi di dire che trovo inaccettabile che ai medici, al personale sanitario, ai medici di base non venga fatto il tampone: questo lo trovo francamente inaccettabile da parte della nostra sanità". A dirlo nel suo consueto messaggio sui social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Partendo dalla sua storia personale e dal racconto di un momento molto delicato della sua vita, Sala ha poi rinnovato un appello accorato ai milanesi affinché restino a casa in questi giorni "delicati" di emergenza coronavirus, invitando gli anziani a fare spesa più abbondante per uscire meno da casa e rivolgendosi in particolare ai runner. "Premetto che voi, secondo i decreti del governo potere correre - ricorda il primo cittadino-, ma provate ad avere questo pensiero: mentre tu, runner, corri e sei felice, ne hai cento alla finestra che ti guardano e si arrabbiano perché si sentono reclusi mentre tu corri per le strade. Quando l'emergenza Coronavirus sarà  passata - conclude Sala - si dovrà mettere in atto una ricostruzione sociale ed economica senza precedenti. Io sono in ufficio a Palazzo Marino a gestire il quotidiano ma anche molto a pensare a cosa fare dopo, io ci sono e sono qui a lavorare con i miei collaboratori per la città".

Contagi in aumento a Milano

Secondo l'ultimo bollettino reso noto dalla Regione nel pomeriggio di martedì 17 marzo all'ombra della Madonnina si sono registrati 964 casi. Per "leggere il dato" bisogna tenere conto che il 10 marzo erano 246 e che in un solo giorno si sono registrati 151 casi.

La situazione non è più rosea nella Città Metropolitana: tra Milano e hinterland i casi registrati sono 2.326 e il 10 marzo erano 592. La provincia più colpita dal Coronavirus è ancora Bergamo - 3993 casi -, seguita da Brescia - 3300 casi - e Milano, 2326. Poi ci sono: Cremona - 2073 -, Lodi - 1418 -, Pavia - 884 -, Mantova - 465 -, Lecco con 440, Monza e Brianza - 376 -, Como - 256 -, Varese - 234 - e Sondrio con 74.

In Lombardia, invece, i casi totali sono saliti a 16.220. Le persone che hanno sconfitto il virus sono state 2.485, 1.640 sono morte mentre altre 879 stanno lottando nei reparti di terapia intensiva degli ospedali Lombardi. Il totale delle persone ricoverate, invece, è arrivato a 6.953.

 

Coronavirus, Fontana: "Dati in leggera crescita, forse cambio di rotta giovedì. Non bisogna mollare sugli spostamenti né fare i furbi" (VIDEO)

"Il cambiamento di rotta ci sarà quando inizieranno a dimostrare la loro efficacia le misure che sono state applicate. Secondo me dovrebbero iniziare a sentirsi dei cambiamenti da giovedì, lasciamo passare una settimana e qualche giorno dall'ultima stretta", ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana in conferenza stampa sull'emergenza coronavirus. "Al di là del provvedimento c'è stata anche una percezione diversa da parte dei cittadini - ha aggiunto - Mi sembra che da mercoledì della scorsa settimana i comportamenti siano cambiati, anche se non ancora in modo sufficiente". Rispetto ai contagi, ha concluso Fontana, "la proiezione sostanzialmente si discosta poco rispetto a ieri. I dati sono in leggera crescita" - VIDEO


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"I dati sul contagio da Coronavirus sono "leggermente in crescita rispetto a ieri. Io non sono un esperto, vi do quella che è la mia sensazione, i primi risultati sul contenimento della diffusione del virus potrebbero arrivare da giovedì, una settimana e qualche giorno dopo l’avvio delle limitazioni". Lo ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana durante la conferenza stampa di martedì 17 marzo. "Per uno-tre giorni si rispettano i regolamenti - ha aggiunto il Presidente- , poi si pensa ma in fondo la passeggiatina e il resto, invece non si può mollare l’attenzione, non si può tornare alla vita normale. Dobbiamo essere sempre più rigorosi. I comportamenti della gente sono cambiati ma in maniera non ancora sufficiente. Dopo qualche giorno l’atteggiamento diventa più lasco e qualcuno pensa a fare una passeggiata, o la spesa anche se non ha bisogno". "Invece non si può mollare. E questo - ha concluso - vale per tutta la Lombardia e ancora un po' di più per Milano". "C’è stata una notevole accelerazione per la realizzazione dell’ospedale in Fiera Milano. Sono ottimista, aspettiamo le ultime risposte sui respiratori", ha aggiunto Fontana.

Coronavirus, controlli nelle stazioni, negli aeroporti e lungo strade e autostrade. La direttiva del Viminale spiegata dal ministro Lamorgese. Vale l'autocertificazione

Controlli nelle stazioni, negli aeroporti, lungo le strade in Lombardia e nelle 14 province a cui fa riferimento il decreto con le ultime misure per affrontare l'emergenza coronavirus. Lo prevede la direttiva ai prefetti diramata dal Viminale per l'applicazione delle norme previste dal provvedimento


"La convocazione immediata, anche da remoto, dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’assunzione delle necessarie misure di coordinamento", si legge nella direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle "aree a contenimento rafforzato" adottata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Inoltre il provvedimento prevede "indicazioni specifiche per i controlli relativi alla limitazione degli spostamenti delle persone fisiche in entrata e in uscita e all’interno dei territori ‘a contenimento rafforzato’". Le sanzioni per chi viola le limitazioni agli spostamenti possono arrivare all'arresto fino a tre mesi.

"Gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia - si legge nella direttiva - Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus".

I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità "avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti", spiega la direttiva. "Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni - si legge nella direttiva - Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali".

"Per quanto concerne il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle Ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi ‘termoscan’ - prosegue il provvedimento - Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni".

"Negli aeroporti delle aree dei territori ‘a contenimento rafforzato’, i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione", secondo quanto prevede la direttiva del Viminale. Inoltre analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito.

"Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni - si legge nella direttiva - Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso. "Analoghi controlli verranno adottati a Venezia per i passeggeri delle navi di crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza", continua il provvedimento. La veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli".

"La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale (inosservanza di un provvedimento di un’autorità: pena prevista arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica)". E' quanto prevede la direttiva ai Prefetti per l’attuazione dei controlli nelle "aree a contenimento rafforzato" adottata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

"Viene richiamata l’attribuzione del prefetto al monitoraggio dell’attuazione delle misure previste in capo alle varie amministrazioni - si legge nella direttiva - Per quanto concerne le prescrizioni finalizzate a uniformare gli interventi per contrastare l’epidemia sul resto del territorio nazionale".

Motori e ambiente / Come si salverà il Diesel? Solo diventando ibrido

Vita dura per il motore prediletto dagli automobilisti, travolto dal Diselgate del 2015 e messo, al bando pur con tempistiche progressive, in molte città europee, comprese Milano e Roma. Allora ecco che l'unica via d'uscita è la nascita di propulsori ibridi, alimentati a gasolio ed elettricità


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Dopo una gloriosa storia, la motorizzazione a gasolio sta vivendo ora una parabola discendente che in pochi anni porterà il Diesel a scomparire dalle nostre strade. Dal Dieselgate del 2015, il motore preferito degli automobilisti è stato messo sempre più a margine del mercato. A scatenare il caos gli scandali sulla manomissione delle emissioni nocive dei gas di scarico, puntualmente corrette dalle case automobilistiche in fase di test per ottenere l'omologazione dei propri modelli.

Ora le istituzioni sono ancora più intransigenti verso questa tecnologia, che anche dopo i moderni rinnovamenti non sembra poter costituire una valida alternativa alla mobilità del futuro. La chiusura al traffico nelle grandi città è arrivata anche in Italia - a Milano e a Roma il blocco sarà operativo a partire dal prossimo anno - mentre in Germania è addirittura passata ai piccoli comuni.

L'unica via d'uscita per il Diesel e per gli automobilisti, è la propulsione ibrida: non solo un'auto ibrida (benzina ed elettrica) è preferibile al tradizionale motore a gasolio, ma stanno nascendo anche le ibride Diesel (gasolio ed elettrica), che potrebbero dare una seconda vita a queste unità complesse.

Anche se molte case automobilistiche hanno deciso di accelerare sull'auto elettrica, conclamata unica via per il lontano futuro green, l'ibrido rimane la migliore scelta per il presente e il prossimo futuro anche per la duttilità che consente questa tecnologia di propulsione.

Le auto mild-hybrid infatti prevedono un piccolo motore elettrico che si ricarica automaticamente, recuperando energia durante le decelerazioni e che consente di muoversi a zero emissioni sotto certe soglie di velocità. Le plug-in hybrid invece prevedono un'unità elettrica di maggiori proporzioni ricaricabile sia automaticamente che tramite la spina esterna presso le apposite colonnine: queste auto hanno un'autonomia per circolare esclusivamente in elettrico, e sono il futuro della propulsione, poiché il motore termico sarà sempre più di ausilio a quello elettrico, rovesciando le proporzioni.

(Fonte: Adnkronos)

Area C a Milano, Daniela Reho: "Chiamiamola col suo nome, è una tassa. Sta facendo morire il commercio e il lavoro"

L'esponente di Forza Italia, ospite di Ivan Filannino nella trasmissione "Ore 7" di Estenews, commenta senza mezzi termini l'entrata in vigore delle nuove regole per la viabilità nella Cerchia dei Bastioni. Misure che restringono ulteriormente la possibilità per le auto di circolare in centro e che introducono il pagamento del ticket di 5 euro a ingresso anche per i veicoli a Gpl e Metano


"Chiamiamola con il suo nome, senza girarci intorno e prendere in giro i milanesi: l'Area C è una tassa. La giunta Sala vuol farci credere che le misure adottate per regolare la circolazione nel centro città vanno a beneficio dei cittadini, ma non è così. Le nuove regole che prevedono il divieto d'accesso alla Cerchia dei Bastioni per i diesel di vecchia generazione, ma soprattutto il pagamento del ticket da 5 euro per i veicoli a metano e Gpl, sono una grossa ingiustizia. Pensiamo a coloro che pochi anni fa hanno cambiato l'auto, acquistando un mezzo che tutti ritenevano poco inquinante, per poter circolare liberamente e ora si ritrovano a dover pagare. Questi provvedimenti stanno uccidendo il commercio; la gente per lavorare ha bisogno di muoversi. Vogliamo impedirglielo?". Questo il commento di Daniela Reho, esponente di Forza Italia, ospite della trasmissione di Estenews "Ore 7", condotta da Ivan Filannino, sulla nuova normativa sull'Area C del Comune di Milano, entrata in vigore lunedì 13 febbraio 2017. 

Milano, le zone antismog contestate: fermeranno 40 mila auto. I Municipi si ribellano alla giunta Sala: "Penalizzati i più poveri"

I cinque "parlamentini" guidati dal centrodestra contestano l'istituzione della Low emission zone (Lez) che l'amministrazione ha deciso di estendere a diverse zone periferiche sul modello delle misure adottate per l'Area C che comprendono il divieto di circolazione dei veicoli diesel di vecchia generazione. Pronte 150 telecamere che saranno attivate ad ottobre 2017. I presidenti dei consigli municipali spiegano le ragioni della rivolta ai microfoni de ilComizio.it - (VIDEO)

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