Scuola, il ministro Bianchi: "A settembre voglio tutti sui banchi". Il nodo dei precari e il problema della classi-pollaio

"Voglio riportare a settembre tutti gli studenti in aula e in sicurezza". L'annuncio è del ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, intervistato da Repubblica, con la sottolineatura che per la sicurezza sanitaria il dl sostegni ha già dato alle scuole 150 milioni. Nessuna sanatoria sui precari, ma il tema va affrontato: l'obiettivo un sistema a regime con concorsi annuali. Ma si dovrà tener conto delle diverse situazioni: "Porremo attenzione alle persone e alle esigenze degli studenti". E basta con le classi-pollaio: una riduzione già dal prossimo anno scolastico. Che il ministro auspica possa partire tra il 10 e il 15 settembre.

 

Inizia l'ultimo mese di scuola: in classe il 90% degli studenti

Lo sprint finale dell'anno più difficile per l'istruzione. Si ritrovano oggi sui banchi 7.7 milioni di alunni di ogni grado. Negli istituti superiori le presenze sono condizionate dalla capienza delle aule e dalla disponibilità di spazi esterni. Il caso Valle d'Aosta e i numeri di quanto resta della Didattica a distanza


Inizia oggi, lunedì 3 maggio, l'ultimo mese di scuola. Con la maggior parte dell'Italia in zona gialla, la sola Valle d’Aosta in zona rossa e con gli istituti superiori che hanno la responsabilità di organizzare in autonomia le attività in presenza dal 70% al 100% dei loro studenti, il numero di alunni in presenza per tutti gli ordini sarà compreso in una 'forbice' tra 7,7 e 8,5 milioni si legge su tuttoscuola.com. In particolare gli studenti in presenza potrebbero oscillare complessivamente tra i 7.667.374 e 8.505.440, cioè tra il 90% e quasi il 100% dell’intera popolazione scolastica.

Una variabilità che dipenderà dalla capienza delle aule e dall’eventuale utilizzo anche di spazi esterni favorito dalla stagione primaverile di questo scorcio conclusivo dell’anno scolastico. Infatti un ruolo importante per massimizzare la scuola in presenza lo avrà la capacità da parte delle scuole di fare “Outdoor Education”, o educazione all’aperto: ossia di organizzare attività educative, anche non strettamente curriculari, all’aperto, eventualmente in collaborazione con associazioni ed enti locali.

Il decreto legge n. 52 del 22 aprile scorso ha previsto che a cominciare dal 26 aprile e fino al termine dell’anno scolastico le lezioni in presenza potrebbero riguardare la totalità degli alunni. Il decreto, tuttavia, ha posto alcune limitazioni per gli studenti degli istituti della secondaria di II grado, in ragione dell’eventuale collocazione in zona rossa (in presenza dal minimo del 50% al massimo del 75%) e delle scelte organizzative delle singole istituzioni scolastiche del settore (dal minimo del 70% al massimo del 100%), mentre non ha posto limitazioni per gli alunni del primo ciclo (primaria e secondaria di I grado) e per i bambini delle scuole dell’infanzia e dei servizi educativi per la prima infanzia: tutti gli alunni fino alla terza media potranno andare a scuola.

Con la zona rossa della Valle d’Aosta e le zone gialle o arancioni nelle altre regioni si avranno:

– 2.651 (50%) in presenza nella zona rossa e 2.650 in DAD

– 1.952.395 (70%) nelle altre regioni italiane e 836.741 in DAD

Complessivamente il numero minimo di studenti in presenza sarà di 1.955.046 e quello in DAD di 839.391.

Per l’ipotesi di massima (il 100% di studenti in presenza in tutte le regioni con la sola eccezione della Valle d’Aosta al 75%) si avrebbero complessivamente:

2.793.112 studenti in presenza e 1.325 in DAD.

Tra ipotesi di minima e ipotesi di massima la differenza di studenti in presenza (o in DAD) sarebbe di 838mila.

 

(Fonte: Adnkronos)

Per chi suona la campanella: 5,6 milioni di alunni sono tornati a scuola. La carica dei più piccoli contro l'emergenza

Due studenti su tre di nuovo in classe, anche in zona rossa. Lombardia, Lazio, Veneto e Campania le regioni più interessate dalle riaperture. Il ministro Bianchi: "Luogo sicuro ma non campana di vetro, serve responsabilità dentro e fuori"


E' suonata la campanella stamattina per circa 5,6 milioni di alunni che sono ritornati a seguire le lezioni in presenzaquasi il 66% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie, due su tre. Tra loro sono 2,7 milioni gli alunni più piccoli della scuola dell'infanzia e del primo ciclo, ammessi a scuola dal DL 44, anche se si trovano in regioni classificate in zona rossa. Per le stesse ragioni nelle regioni in zona rossa potranno accedere ai servizi per la prima infanzia (asili nido, 0-3 anni) anche 212 mila bambini.

Sono 2,9 milioni gli studenti che rimangono con la didattica a distanza. Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguiranno le attività didattiche a scuola complessivamente 1.393.010 bambini delle scuole dell'infanzia (il 100%), 2.605.865 alunni della primaria (il 100%), 1.019.904 alunni della scuola secondaria di I grado (il 59,5%) e parzialmente in alternanza al 50% 549.929 studenti delle superiori (il 19,7%).

"Tornano a scuola i bambini più piccoli, anche in zona rossa, e questo è un grande segno di fiducia nel Paese. I ragazzi vanno al 50% nelle zono arancioni ma stiamo lavorando tutti moltissimo perché possano tornare anche loro nelle loro scuole il prima possibile", ha affermato il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto ieri al TG3. "La scuola - ha aggiunto - è sicura ma non è sotto una campana di vetro. Quindi quel grado di responsabilità che tutti dobbiamo avere, non deve essere soltanto dentro la scuola ma deve essere dappertutto, fuori e dentro questa grande comunità".

Scuola, chi tornerà in classe l'11 gennaio e chi no. Il calendario della ripresa in presenza Regione per Regione

La Lombardia - tra le Regioni che si erano dette pronte a riaccogliere gli studenti delle superiori in classe già dal 7 gennaio - dopo il rinvio ha seguito la linea del Lazio, facendo quindi riprendere subito le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio riapriranno gli istituti superiori. Ecco dove invece se ne riparlerà il mese prossimo


Istituto comprensivo n. 7 della Spezia – scuola dell'infanzia – scuola  primaria – scuola secondaria di primo grado

Finite ufficialmente le vacanze natalizie per gli studenti è ora di pensare al rientro tra i banchi. Tuttavia, anche se è cambiato anno, le vecchie problematiche rimangono e rischiano di far saltare il ritorno a scuola di molti ragazzi, soprattutto di quelli più grandi. Se già da oggi, 7 gennaio 2021, sono infatti attesi in classe quasi tutti gli alunni di elementari e medie, ancora incerto è il destino degli studenti delle superiori, che ora è quasi tutto nelle mani delle Regioni: quali saranno le scuole che potranno riaprire l’11 gennaio, così come previsto dalle ultime decisioni del Governo?

Abruzzo

Si dovrebbe seguire la regola generale: dall’11 gennaio si dovrebbe tornare alla didattica in presenza al 50%, come stabilito dall'ultimo decreto governativo. Gli studenti, dunque, verranno divisi: una metà della classe si recherà a scuola, l'altra metà continuerà a seguire a distanza; con i due gruppi che si alterneranno a seconda dei giorni.

Basilicata

Anche qui, il presidente Vito Bardi sta valutando se far ripartire le attività in presenza dall’11 gennaio per i ragazzi delle superiori; ancora però non è stata rilasciata una decisione ufficiale in merito.

Calabria

In Calabria, invece, neanche gli studenti di elementari e medie sono potuti tornare in classe: per loro il rientro è previsto non prima del 15 gennaio, mentre per i ragazzi delle superiori la riapertura degli istituti avverrà non prima della fine del mese di gennaio.

Campania

Secondo l’ultima ordinanza del presidente De Luca, lunedì 11 gennaio riapriranno solamente le scuole dell'infanzia e le prime due classi della scuola primaria. Mentre a partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l'intera scuola primaria e successivamente, dal 25 gennaio, verrà discussa la riapertura per la secondaria di primo e secondo grado. Quindi per i primi giorni del 2021 la didattica sarà per tutti a distanza.

Emilia-Romagna

Studenti di elementari e medie regolarmente in classe il 7 gennaio. Mentre quelli delle superiori dovranno attendere lunedì 11 gennaio per tornare a seguire in presenza, al 50%. Alla fine, dunque, per l'Emilia-Romagna sarà comunque un passo indietro rispetto alle previsioni, visto che qui ci si attendeva un ritorno fino al 75% delle classi.

Friuli Venezia Giulia

Il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato un’ordinanza che prevede il rinvio dell’apertura delle scuole superiori a non prima del 31 gennaio, mentre i ragazzi di elementari e medie potranno frequentare gli istituti già dal 7 gennaio.

Lazio

Nel Lazio riprendono il 7 gennaio le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio torneranno in presenza anche i ragazzi delle superiori, così come stabilito dal Consiglio dei Ministri.

Liguria

Qui le scuole primarie e medie sono rientrate in aula dal 7 gennaio. Le superiori, invece, torneranno dall’11 gennaio e adotteranno una didattica mista al 50%, alternando lezioni in presenza e giornate in Dad.

Lombardia

La Lombardia - che è tra le regioni che si erano dette pronte a riaccogliere gli studenti delle superiori in classe già dal sette gennaio - dopo il rinvio ha seguito la linea del Lazio, facendo quindi riprendere subito le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, mentre l'11 gennaio riapriranno gli istituti superiori.

Marche

Le Marche, invece, fanno parte del fronte delle regioni contrarie alla riapertura. Così, qui è stato deciso di tenere in Dad al 100% le scuole superiori fino al 31 gennaio, scuole primarie e secondarie di primo grado sono tornate però in presenza a partire dal 7 gennaio.

Molise

Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha emanato una nuova ordinanza, che fa slittare il rientro a scuola non prima del 18 gennaio, ma dando la facoltà ai sindaci di consentire il rientro in presenza (soltanto per le scuole primarie).

Piemonte

Qualcosa di simile al Molise avverrà in Piemonte, dove il governatore Alberto Cirio ha deciso di far tornare gli studenti delle superiori in classe solo a partire dal 18 gennaio (ma solo se la curva dei contagi, nel frattempo, lo consentirà). Elementari e medie, invece, hanno ripreso il 7 gennaio.

Puglia

Anche la nuova ordinanza del presidente Emiliano ha stabilito che le scuole di ogni ordine e grado rimarranno al 100% in Dad, almeno fino al 15 gennaio.

Sardegna

In Sardegna riapertura delle scuole superiori posticipata a non prima del 18 gennaio o, più probabilmente, a inizio febbraio; tuttavia è attesa nelle prossime ore un’ordinanza ufficiale. Mentre per le scuole primarie e secondarie di primo grado si è già tornati in presenza il 7 gennaio.

Sicilia

Possibile riapertura prevista per l’11 gennaio per gli studenti delle superiori, ma ancora non è stata pubblicata l'ordinanza regionale; confermata la didattica in presenza per primarie e secondarie di primo grado già dal 7 gennaio.

Toscana

La regione si accoda a Lazio e Lombardia, aprendo le scuole primarie e secondarie di primo grado il 7 gennaio e riportando in classe gli studenti delle superiori a partire dall’11 gennaio.

Trentino-Alto Adige

Nelle province autonome di Trento e Bolzano già dal 7 gennaio, gli studenti delle scuole superiori torneranno in presenza almeno al 50% ma, in alcuni casi, si arriverà a una quota del 75%.

Umbria

Elementari e medie in classe già dal 7 gennaio, le superiori invece dovranno attendere l’11 gennaio; una data che però potrebbe slittare a dopo la metà di gennaio; molto dipenderà dai nuovi dati sulla pandemia, attesi per il weekend.

Valle d’Aosta

Sebbene si dichiarasse pronta ad aprire le scuole secondarie già dal 7 gennaio, la regione sì è adeguata alla linea generale e per ora ha aperto solo primarie e secondarie di primo grado, rinviando l’apertura delle superiori all’11 gennaio, come proposto dal Governo. 

Veneto

Dal 7 gennaio in classe solo i ragazzi di elementari e medie, gli studenti delle superiori invece in Dad almeno fino al 31 gennaio,: questo il contenuto dell’ultima ordinanza del governatore Zaia, tra i più accesi contrari alla ripresa della didattica in presenza per gli studenti delle superiori.

 

(Fonte: tgcom24)

 

Scuola, Conte conferma la partenza il 14 settembre: "Mettiamo in conto nuovi contagi". Azzolina: "E' il luogo meno rischioso". I dubbi dei presidi: "Difficile aprire lunedì"

In vista della riapertura delle scuole del 14 settembre, il governo "ha fatto il massimo per dare il meglio ai ragazzi". Lo afferma il premier Giuseppe Conte, spiegando che gli istituti "hanno quantitativi sufficienti di gel per affrontate i primi giorni" e che è stata predisposta la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite per studenti e personale. "La riapertura è una sfida per il sistema Italia", aggiunge - (VIDEO)


Il discorso di Giuseppe Conte in 10 punti - Il Post

"Abbiamo lavorato intensamente alla riapertura delle scuole: quest'anno avverrà in un contesto nuovo e non facile che sfiderà tutto il sistema Italia. Ma grazie al nostro lavoro l'anno scolastico comincerà regorlamente". Lo afferma il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "La scuola riapre regolarmente il 14 settembre", ha sottolineato.

"Le famiglie italiane non devono dubitare: abbiamo fatto il massimo per dare ai ragazzi il meglio e per regalare alla scuola un nuovo inizio", ha detto il premier. 

"Ci sarà qualche cambiamento, qualche nuova regola si aggiungerà rispetto a quelle consuete. Il rientro in classe è un rientro in piena sicurezza ed è e sarà il faro di questo governo".

"Potrà scattare - ha avvertito - nel peggiore dei casi una quarantena dell'intera classe: ci potranno essere difficoltà, ma invito a rispettare le regole e affrontare con fiducia questo anno. Quest'anno si torna a scuola, in presenza".

"Sulla scuola - ha detto Conte - abbiamo messo in campo un investimento di 7 miliardi: per la riapertura c'è un grande lavoro di squadra. Devo ringraziare i ministri Azzolina, Speranza, De Micheli, Boccia, ill commissario Arcuri, Borrelli e tutti i rappresentanti regioni e enti locali".

"Abbiamo conciliato - ha evidenziato - sicurezza ed efficienza. Ci sarà un orario scaglionato per evitare assembramenti, questo lo decideranno i dirigenti scolastici, le scuole hanno già quantitavi sufficienti di gel e mascherine per affrontate i primi giorni. Abbiamo predisposto la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite per studenti e personale".

"In soli due mesi abbiamo reperito 2,5 milioni di banchi nuovi. Alcuni di questi banchi sono stati già distribuiti, continueremo in tutto il mese di settembre. Il programma di consegne finirà entro ottobre".

"Investiremo sulla scuola, non vogliamo più classi pollaio", ha detto in un altro passaggio del suo intervento.

"Rivolgo un appello ai principali protagonisti della sfida: ai nostri ragazzi. Mi rivolgo a voi per dirvi grazie, siete stati voi a pagare il prezzo più grande di questa emergenza. La scuola chiusa, la didattica a distanza è stato un peso enorme. La tecnologia che avete a disposizione non ha potuto compensare la rinuncia che siete stati chiamati a compiere", ha detto ancora il presidente del Consiglio.

"A scuola ci sono delle regole, delle misure sanitarie, ma anche adulti preparati. La scuola è il luogo meno rischioso". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina durante la conferenza. "L'unica via - ha continuato - è garantire una grande alleanza con le famiglie. Dobbiamo essere tutti responsabili, anche fuori dalla scuola. La scuola ha bisogno di essere protetta il più possibile".

"Se a giugno gli studenti che sostanzialmente erano senza un'aula per via del metro di distanza erano 1 milione - ha detto la ministra - oggi sono 50mila". "Questo - ha aggiunto - non significa che non andranno a scuola. Andranno anche senza il metro di distanza ma mettendo la mascherina per questo inizio di anno scolastico. Sono comunque situazioni che stiamo risolvendo, grazie ad altri 100 milioni di euro per prendere in affitto altri locali e grazie agli accordi con teatri, parrocchie o scuole paritarie".

"Ci attende un anno scolastico molto impegnativo, ci saranno difficoltà, ci sono già stati alcuni casi di positività, ce lo aspettavamo, le procedure sono state efficaci la scuola e la sanità sono tornate a parlare. E' giusto ripristinare la normalità, la speranza il futuro. La scuola coinvolge 30 milioni di persone, è una macchina complessa".

"Voglio ringraziare il personale del servizio sanitario nazionale per quello che hanno fatto nei mesi passati e per quello che faranno ora in questa nuova fase di relazione con le scuole. L'Italia è un grande Paese e lo ha dimostrato, ed io sono convinto che lo sarà anche in questo altro passaggio che è la riapertura della scuola". Lo afferma Roberto Speranza, ministro della Salute in conferenza.

"Per il trasporto locale abbiamo pensato ad un sistema di flussi complessi pensando anche a chi torna al lavoro. Ci sarà obbligo della mascherina chirurgica, il massimo del riempimento è all'80% e una riduzione dei posti in piedi. Dovranno esserci distributori di disinfettante e il personale dovrà verificare che la mascherina sia indossata". Lo afferma il ministro dei trasporti Paola De Micheli.

Scuola, l'associazione dei presidi: "Difficile aprire il 14 settembre"

"Tutto il personale scolastico è impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il 4 settembre. E' evidente, però che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto è in grave ritardo". Lo afferma il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, aggiungendo: "Queste difficoltà devono trovare immediata soluzione".

"Banchi in forte ritardo" - "Tutto il personale scolastico è fortemente impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il prossimo 14 settembre. E' evidente, però, che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto, gli unici in grado di garantire il distanziamento, è in grave ritardo", evidenzia Giannelli.

"Mancano aule e professori" - Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, "perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l'assegnazione piena dell'organico, ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio", sottolinea ancora Giannelli. "Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del  14 settembre sia rispettato ovunque. E' opportuno dunque valutare, sulla base di accordi tra enti locali e consigli di istituto, la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali".

Scuola, dalle mascherine ai banchi, dalla misurazione della febbre ai trasporti. Cosa c'è da sapere sul ritorno in classe

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole il governo e il Comitato tecnico scientifico stanno lavorando per stabilire le regole necessarie al fine di contenere la diffusione del contagio da coronavirus. Nelle ultime ore proprio il Cts ha chiarito un punto fondamentale sulle mascherine (non obbligatoria in classe). Gli studenti dovranno indossare quelle chirurgiche, certificate come dispositivi medici, e non quelle di stoffa, meno sicure


Mascherine a scuola: Sì o no, quali, quando?

Il personale scolastico è tenuto ad indossare la mascherina durante la permanenza a scuola. I docenti possono toglierla in classe, se gli studenti si avvicinano o durante l'intervallo devono rimetterla. In seguito alla nuova decisione del Comitato Tecnico Scientifico, invece gli alunni, a patto che si rispetti il metro statico, possono non indossare la mascherina durante la lezione. Le mascherine sono obbligatorie dai sei anni in su per tutti all'arrivo, all'uscita e per gli spostamenti dentro la scuola. il commissario straordinario per l'emergenza ha spiegato che non saranno i genitori a dover comprare i dispositivi di protezione ma ogni giorno verranno inviate agli istituti ben 11 milioni di mascherine. Saranno poi le scuole a dover organizzare la distribuzione in modo tale da non creare assembramenti. Le mascherine di stoffa saranno ammesse solo se dovessero poi sorgere problemi nella fornitura delle chirurgiche. Il Comitato ha inoltre ribadito che, seduti al banco e ad almeno un metro di distanza, i ragazzi potranno abbassare la mascherina. 

Banchi singoli o innovativi

Per garantire il distanziamento in classe sono stati ordinati dalle scuole banchi monoposto, utili anche per sostituire i vecchi banchi delle scuole a prescindere dalla pandemia. Alcune scuole hanno acquistato i banchi con i fondi ricevuti dal ministero dell'Istruzione, altre li hanno ordinati tramite il bando emanato dal commissario per l'emergenza Arcuri, altre ancora li hanno ordinati con entrambe le modalità. Con il bando della struttura per l'Emergenza Covid arriveranno 2,4 milioni di banchi entro fine ottobre. Gli istituti superiori hanno anche ordinato in alcuni casi i banchi innovativi.

Ingressi scaglionati

Quando inizieranno le lezioni sono previsti ingressi scaglionati e doppi turni. Si tratta di una decisione che prenderanno le singole scuole in autonomia ma è una scelta consigliata dagli esperti per evitare assembramenti in ingresso e uscita dalla scuola.

Trasporti

C'è l'ok alle linee guida sul trasporto pubblico e scolastico: a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale, dei mezzi del trasporto ferroviario regionale e degli scuolabus del trasporto scolastico dedicato è consentita una capienza fino all'80%, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti. Ovviamente va tenuta la mascherina a bordo.

Misurazione della febbre

Con più di 37.5° si sta a casa Gli studenti e il personale scolastico dovranno misurare la propria temperatura corporea a casa. Nel caso in cui questa superi i 37,5° sono obbligati a restare nel proprio domicilio. I genitori informano anche il pediatra o il medico curante che, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di prevenzione per l'esecuzione del test. Al momento il Cts non ha reputato opportuna la rilevazione della temperatura corporea all'ingresso delle scuole né per gli alunni, né per il personale, anche se in alcune regioni come la Campania, si stanno organizzando con termoscanner per la misurazione della temperatura. Per il Cts la misura è corretta ma rischia di creare assembramenti davanti agli istituti che ovviamente si vogliono evitare.

Test sierologici docenti e Ata Da fine agosto è partita la campagna di somministrazione volontaria dei test sierologici per il personale scolastico. Insegnanti e personale ATA possono rivolgersi alle Asl o al proprio medico di famiglia per sottoporsi al test sierologico. Se in tante Regioni si sta procedendo a passo spedito, in altre ancora risultano problemi con medici senza kit a disposizione o che in alcuni casi si rifiutano di svolgere le operazioni per mancanza di sicurezza.

Didattica digitale integrata

Gli insegnanti sono consapevoli che le lezioni potranno avvalersi anche di moduli da svolgere online. Ecco perché sono state emanate delle linee guida specifiche sulla didattica digitale integrata: il documento in questione contiene indicazioni operative affinché ciascun Istituto scolastico possa dotarsi, capitalizzando l'esperienza maturata durante i mesi di chiusura, di un Piano scolastico per la didattica digitale integrata. In particolare, il Piano per la DDI dovrà essere adottato nelle secondarie di secondo grado anche in previsione della possibile adozione, a settembre, della didattica digitale in modalità integrata con quella in presenza. Mentre dall'infanzia alla secondaria di primo grado, il Piano viene adottato affinché gli istituti siano pronti "qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti".

Divisori di plexiglass, mascherine o visiere: come ripartirà la scuola a settembre. Parla la ministra Azzolina, nodo personale. Sindacati nervosi: "Grave ritardo"

"Oltre alle mascherine ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici". Lo sta valutando il Cts, ha fatto sapere la ministra della Scuola Lucia Azzolina nel corso del vertice a Palazzo Chigi sulle riaperture delle scuole a settembre. Sarà inoltre "valutata anche la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza"


YouTG.NET - Alunni a scuola con le visiere e banchi divisi da ...

La didattica a distanza si è rivelata "un'opportunità" nei mesi dell'emergenza Covid, ma a settembre si torna a scuola "in presenza" ed "in piena sicurezza". L'obiettivo del Governo è stato spiegato dal premier Giuseppe Conte aprendo una lunga riunione con tutti i soggetti coinvolti nel rientro nelle aule dopo l'estate. Si valuta, inoltre, la possibilità di compartimentare i banchi con divisori, "anche per garantire maggiore sicurezza", ha spiegato la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina. I presidenti di Anci e Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini ed Antonio Decaro, hanno però sottolineato "molte criticità", ponendo il problema delle risorse e del personale necessario per la riapertura nel rispetto delle prescrizioni indicate dal Cts.

Neanche i sindacati del settore sono usciti convinti dall'incontro ed hanno confermato lo sciopero programmato per lunedì prossimo. Intanto, alla Camera, le opposizioni stanno facendo duro ostruzionismo sul dl Scuola, che scade domenica.

L'incontro presieduto da Conte, con la presenza delle ministre dell'Istruzione, Azzolina e dei Trasporti, De Micheli, del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, del coordinatore del Cts Agostino Miozzo, dei rappresentanti di enti locali e parti sociali, si è protratto fino a tarda sera. In apertura, Conte ha ribadito la linea: nell'emergenza "siamo stati costretti a chiudere la scuola, ma abbiamo tratto una lezione. Siamo stati costretti alla didattica a distanza. Ho sempre avvertito preoccupazione per chi non poteva accedervi. C'è il tema del divario digitale. Col nuovo anno scolastico l'obiettivo è tornare a scuola in piena sicurezza. La didattica a distanza può essere un'opportunità in più per potenziare offerta didattica, ma certo dobbiamo ritornare in presenza".

Azzolina, ogni giorno un annuncio: «A scuola con mascherine ...

Linea condivisa naturalmente dalla Azzolina: "L'obiettivo - ha affermato - è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli che hanno sofferto maggiormente in questo periodo". Quello per la scuola, ha aggiunto, "sarà un piano su più livelli che seguirà l'andamento del rischio di contagio. Sulla scuola stiamo mobilitando risorse per oltre 4 miliardi di euro", ha annunciato. "Ci sarà subito un nuovo stanziamento di altri 330 milioni per l'edilizia scolastica leggera", ha aggiunto. "La norma contenuta nel decreto scuola favorirà i lavori dando ai sindaci potere di intervenire". "Il documento del Cts sulle scuole sarà valutato rispetto all'andamento epidemiologico. Oltre alle mascherine ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici. Il Cts sta valutando anche la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza", ha detto la ministra dell'Istruzione in chiusura del vertice a Palazzo Chigi.

Ma da Regioni e Comuni è arrivato un allarme su risorse ed organici. "La riapertura delle scuole a settembre - ha sottolineato Decaro - comporterà molte criticità, ma è indispensabile e noi non ci tiriamo indietro". 

Certo da parte del Governo servirà allargare i cordoni della borsa. Ci sono, ha spiegato infatti il presidente dell'Anci, "una serie di necessità urgenti: sblocco dell'assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta". Critici i sindacati. Per il segretario della Cgil Maurizio Landini ed il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, "la discussione sulla ripartenza è importante ma in grave ritardo".

Scuola, la Azzolina frena sulla didattica mista a settembre: "E' solo un'ipotesi. Esame di Stato? Una prova diversa, ecco come sarà"

La ministra dell'Istruzione risponde in Parlamento su come riprendere le lezioni dopo aver paventato un'alternanza tra attività in classe e a distanza. Una soluzione che aveva incontrato la contrarietà da parte dei sindacati. Quindi ha parlato anche della Maturità la cui sessione prenderà il via il 17 giugno


Per la riapertura delle scuole a settembre, "ribadisco che, come ho già avuto modo di precisare, l’ipotesi di una 'didattica mista', per la scuola secondaria, fondata sull’integrazione della didattica tradizionale con quella a distanza rappresenta solo una delle possibili idee allo studio, vagliata e decisa già in altri Paesi europei". Lo ha affermato la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, durante il Question Time, precisando che "sono al vaglio del Comitato da me nominato molteplici soluzioni finalizzate a contemperare diverse esigenze come: le varie fasce d'età degli studenti, lo stato delle strutture scolastiche, la specificità delle diverse realtà territoriali, oltre, naturalmente, al livello della minaccia di contagio".

"A tal proposito - ha aggiunto Azzolina - proprio ieri ho riunito il tavolo permanente di lavoro con le Regioni e gli Enti locali che nasce dalla volontà di agire insieme e di farlo rapidamente in vista della ripresa di settembre. L'obiettivo prioritario è quello di garantire il rientro nelle classi alle condizioni migliori possibili. Ciò però non ci esime dallo svolgere ragionamenti che si spingano oltre l'emergenza nel progettare la scuola che nel futuro vogliamo vi sia".

Per quanto riguarda l'esame di Stato, "consisterà in una prova diversa rispetto agli anni precedenti, che terrà inevitabilmente conto tanto delle esigenze di sicurezza della salute, quanto delle difficoltà negli apprendimenti affrontate dagli studenti proprio a causa dell’emergenza non ancora conclusa". Il ministro dell'Istruzione ha quindi annunciato che "a brevissimo, sarà pubblicata, ai sensi dell’articolo 1 del dl. 22/2020, l’ordinanza relativa agli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione per quest’anno scolastico, la cui sessione avrà inizio il 17 giugno, con lo svolgimento di colloqui, della durata massima di circa un’ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la massima sicurezza per tutte le persone coinvolte. A tal fine, stiamo lavorando a specifici protocolli, insieme alle forze sociali".

"Come già anticipato - ha spiegato Azzolina - la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, si terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto".

La Ministra ha quindi illustrato l'articolazione dell'esame : discussione di un elaborato concernente le discipline di indirizzo; discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione. I candidati esporranno altresì le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e saranno accertate le conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”".

"La prova - ha ribadito Azzolina - potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60 punti. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio minimo di 60/100 per conseguire il diploma. Solo nel caso in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed adeguatezza, i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona".

"L’obiettivo - ha detto ancora - è dare ai nostri studenti un esame di Stato che valorizzi al massimo grado il merito dimostrato, nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza richiesti dalla precauzione".

E ancora: "I primi dati che si evincono dal secondo monitoraggio sulla didattica a distanza, concluso in questi giorni, ci paiono confortanti: le nostre istituzioni scolastiche hanno raggiunto quasi tutti gli studenti che avevano bisogno di un tablet o di un pc. Senza i mezzi finanziari messi a disposizione dal decreto “Cura Italia” e la tempestività della nostra amministrazione nel loro impiego non sarebbe stato possibile. Prezioso è stato anche il contributo di Regioni ed Enti locali, che ringrazio, che hanno stanziato somme e provveduto ad acquistare e fornire ulteriori device e strumenti per la connettività".

"Grazie a progressivi meccanismi di flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali - ha aggiunto - stiamo rimodulando le iniziative proprio per giungere alla riduzione del digital divide. In questo frangente particolare, - ha ricordato - ho, poi, voluto garantire l’emanazione, nei corretti tempi di legge, della procedura straordinaria e dei bandi ordinari per l’assunzione di oltre 62.000 docenti, ripartiti tra le scuole secondarie, le scuole primarie e dell’infanzia statali. La suddetta procedura straordinaria, bandita per 24.000 posti, proprio in quanto snella e semplificata, consentirà, in tempi rapidi e utili al prossimo anno scolastico, di immettere in ruolo docenti precari, con almeno tre annualità di servizio".

"Siamo sempre disponibili - ha concluso - a ragionare insieme al Parlamento di soluzioni che portino a rivedere il rapporto numerico alunni-docenti, contrastando il fenomeno delle cd. “classi pollaio” e le sbagliate politiche dei tagli di organico di precedenti esperienze e assumendo tutti gli insegnanti di cui la scuola ha bisogno".

 

(Fonte: Adnkronos)

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