updated 4:53 PM UTC, Jan 18, 2021

Il Covid tra i leader Ue: Macron positivo, Sanchez in isolamento. Record di contagi in Germania. Ma il vaccino fa sperare l'Europa

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen: "Via alle vaccinazioni nell'Ue nei giorni 27, 28 e 29 dicembre. Proteggiamo i cittadini, insieme siamo più forti"


Il presidente francese Emmanuel Macron positivo al coronavirus. "Il Presidente della Repubblica è risultato positivo al Covid-19 oggi", rende noto l'Eliseo, specificando che la diagnosi è stata effettuata con un tampone eseguito dopo "la comparsa dei primi sintomi. Secondo le norme sanitarie vigenti applicabili a tutti, il Presidente della Repubblica si isolerà per 7 giorni. Continuerà a lavorare e svolgere le sue attività a distanza".

A titolo di precauzione, il premier Jean Castex si è sottoposto ad un test PCR questa mattina stessa. Lo rende noto una fonte di Matignon, residenza ufficiale del primo ministro, citata da Bfmtv, precisando che il test è risultato negativo. Un nuovo test verrà effettuato a sette giorni di distanza, in conformità con il protocollo sanitario in vigore. Il capo del governo resta intanto in isolamento

Come spiegano fonti a Le Parisien, anche il presidente dell'Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, è stato messo in isolamento perché figura tra le persone entrate in contatto con il presidente.

La positività di Macron costringe all'isolamento anche il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Sanchez e Macron si sono incontrati lunedì a Parigi.

E anche Brigitte Macron, moglie del presidente francese, è in isolamento. Secondo quanto riferiscono fonti del suo ufficio, la signora Macron "non manifesta nessun sintomo", si legge sulla diretta di Le Parisien.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che in Ue le vaccinazioni contro il covid-19 cominceranno il prossimo 27 dicembre. "È il momento dell'Europa".

Ue, vaccino dal 27 dicembre - Il 27, 28 e 29 dicembre inizierà la vaccinazione in tutta l'Ue. Proteggiamo i nostri cittadini insieme", ha scritto von der Leyen su Twitter.

L'Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario. È quanto si apprende a seguito di una riunione mattutina tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri. Il Governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell'Unione Europea. 

In tutto il mondo il numero di contagi da coronavirus dall'inizio della pandemia ha superato quota 74 milioni, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins.

Il paese più colpito dal coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, che ieri hanno registrato un nuovo doppio record: oltre 250.000 contagi e 3.700 decessi in un giorno.

Record di contagi  in Germania dove si è superata la soglia dei 30mila nuovi casi in 24 ore. Lo riferiscono fonti ufficiali. 

"La pandemia di Covid-19 ha creato uno tsunami di problemi ma il virus ha colpito tutto il mondo, non solo la Russia. Anzi, noi possiamo dire di aver reagito molto meglio di altri Paesi, che pure si dicono orgogliosi per le loro economie. Il nostro Pil nel 2020 segnerà infatti -3,6% e questo è un dato migliore dei maggiori Paesi europei". Lo ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa. 

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Vaccino anti-Covid, sondaggio: 8 italiani su 10 dicono sì. Ma oltre la metà contro l'obbligo. E molti preferiscono aspettare

Il sondaggio Emg-Different/Adnkronos, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per sesso, età, regione, classe d'ampiezza demografica dei comuni, è stato realizzato il 14 dicembre


Per la metà degli italiani il vaccino anti Covid-19 non deve essere obbligatorio ma una libera scelta dei singoli cittadini. Eppure, l'atteggiamento verso il vaccino non è negativo, visto che otto italiani su dieci sono intenzionati a farlo. Anche se oltre la metà dei favorevoli, piuttosto che farlo subito, preferirebbe aspettare qualche mese. Resta uno zoccolo duro del 19% che non farebbe in ogni caso il vaccino. E' quanto emerge da un sondaggio Emg-Different/Adnkronos.

Alla domanda sulla obbligatorietà o facoltatività, il 53% del campione risponde che il vaccino debba essere una libera scelta; il 37% ritiene invece che debba essere obbligatorio per tutti, mentre il 10% non risponde. Tra chi opta per il vaccino 'libera scelta', le donne al 56% appena sopra gli uomini al 50%. Diversificata la risposta per fasce d'età. Tra chi vuole il vaccino facoltativo, il 62% ha meno di 35 anni, il 58% è nella fascia tra 35 e 54 anni, mentre solo il 44% ha più di 55 anni. Nella divisione geografica, spicca il 71% del Nordest tra i favorevoli alla libera scelta. Dato che scende al 61% al Sud, al 55% al Nordovest, al 46% nelle Isole, fino al 30% al Centro.

Sostanzialmente positivo l'approccio al vaccino, anche se il 19% risponde che se fosse disponibile oggi non lo farebbe. Il 77% del campione si dichiara disponibile a sottoporsi al vaccino: di questi, il 34% lo farebbe subito senza esitazioni, mentre il 43% aspetterebbe qualche mese prima di vaccinarsi. Il 4% degli intervistati non risponde. Tra quanti dicono di voler fare il vaccino, l'82% di uomini e il 73% di donne. Risultato diversificato in base alle fasce d'età: sempre sui favorevoli a vaccinarsi, il 63% è under 35; il 71% nella fascia tra i 35 e i 54 anni; ben il 90% ho più di 55 anni. Numeri alti tra i favorevoli al vaccino nel Nordest (con l'87%) e al Centro (85%); al Nordovest il dato si attesta al 78%, in linea con il dato medio nazionale; si scende invece nelle Isole (71%) e al Sud (65%).

Il sondaggio, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per sesso, età, regione, classe d'ampiezza demografica dei comuni, è stato realizzato il 14 dicembre 2020 con il metodo della rilevazione telematica su panel, su un campione di 1664 casi (universo: popolazione italiana maggiorenne), e presenta un intervallo fiduciario positivo/negativo del 2,3%. Totale contatti: 2000, tasso di risposta 83%; rifiuti/sostituzioni 336 (tasso di rifiuti 17%).

 

(Fonte: Adnkronos)

Natale in lockdown per tutta Italia: il Cts chiede al governo misure più rigide: "Rischio terza ondata"

Vertice di oltre tre ore con premier e maggioranza, oggi pomeriggio gli esperti del comitato tecnico scientifico daranno un parere formale sui nuovi divieti. Gli scienziati avrebbero ripetuto la contrarietà ad allentare le restrizioni, in particolare gli spostamenti tra Comuni, sottolineando invece la necessità di stringere le maglie nei giorni più a rischio delle ferie natalizie, specie dopo le immagini degli assembramenti di ieri nelle vie dello shopping in diverse città


Covid, a Natale Italia zona rossa (o arancione). Le ipotesi al vaglio del  governo - Politica

Misure da consolidare ed eventualmente estendere e rafforzare con una sorta di lockdown per tutto il periodo di Natale. E' quanto avrebbero detto, secondo quanto si apprende, gli esperti del Cts nella riunione con il premier Conte e con i capi delegazione.

La necessità di una nuova stretta, è stato spiegato dai tecnici, è legata all'impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall'altro a dati ancora "preoccupanti", con un'incidenza dei nuovi casi ancora troppo alta (nell'ultimo monitoraggio era di 193 ogni 100 mila abitanti, quando dovrebbe essere a 50 ogni 100 mila per poter garantire il tracciamento).

L'Italia, fanno notare gli esperti del Comitato tecnico scientifico, ha anche un numero di morti giornaliero che supera quello della Germania - che ha però 20 milioni di abitanti in più -, e oltre metà del paese con le strutture sanitarie ancora sotto stress. Dunque, è la conclusione, "bisogna estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai". 

Il calo della mortalità frena nell'ultima settimana di novembre - Dopo il calo delle settimane precedenti, dal 25 novembre al 1° dicembre la mortalità da Covid in Italia rimane stabile o in lieve aumento nelle città del nord (Venezia, Verona, Padova), e in lieve decremento al centro-sud. Rispetto alla settimana precedente c'è stato un calo dell'eccesso di mortalità a Roma (+47% rispetto al 60% del 18-24 novembre) e Palermo(48% rispetto al 59% del 18-24 novembre). A Genova (+76%), Torino (+112%) e Milano (+45%) l'eccesso di mortalità dal 25 novembre al 1 dicembre è in linea con i valori della settimana precedente. Lo indica il monitoraggio 'Andamento della mortalità giornaliera nelle città italiane in relazione all'epidemia di Covid-19 dal 1 settembre al 1 dicembre 2020' pubblicato dal Ministero della Salute. 

 

(Fonte: Ansa)

 

Vaccino anti-Covid, Sileri: "Se lo fa solo il 30%, serve l'obbligo". E sul Natale: "Mantenere rigore, altrimenti ci sarà un nuovo picco"

Il viceministro della Salute in tv: "Non possiamo permetterci che il virus continui a circolare. Se oggi c'è qualche no-vax secondo il quale il vaccino non serve dopo 60-70mila morti, e a mio avviso saranno ancora di più fino a quando si arriverà a una protezione di gregge mi dispiace per lui"


Vaccino Covid, Sileri: Se solo 30% lo farà, serve obbligo

“Io credo che la popolazione richiederà il vaccino e non ci saranno problemi. Ma se dopo un anno si sarà vaccinato solo il 30% della popolazione, allora qualche forma di obbligatorietà sarà necessaria, per fermare il virus”. E' quanto ha affermato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ad 'Agorà' su Rai 3, che "sul vaccino aspetto i risultati dell’Ema". "Sicuramente non avremo la possibilità di vaccinare 30 milioni di italiani in un mese: che vuol dire che dobbiamo continuare a convivere con il virus”, ha aggiunto.

L'obbligo in caso di mancata vaccinazione volontaria, secondo Sileri, sarà necessario perché "non possiamo permetterci che il virus continui a circolare. Se oggi c'è qualche no-vax secondo il quale il vaccino non serve dopo 60-70mila morti, e a mio avviso saranno ancora di più fino a quando si arriverà a una protezione di gregge - riflette il viceministro e medico - mi dispiace per lui". La diffidenza verso il vaccino da parte degli italiani indicata dai sondaggi, spiega, è anche legata al fatto che "se ne parla male. Se se ne parla con i dubbi, se non vengono usate le parole giuste come quando si dice che è stato fatto 'in fretta', questo può far pensare che sia stato fatto male. Bisogna spiegare invece perché è stato fatto in maniera veloce". In questo modo, la percentuale dei diffidenti "si ridurrà". Per Sileri, inoltre, "non posiamo permetterci il rischio di ritardi. Il virus potrebbe certo scomparire, ma potrebbe anche mutare rendendo inefficace il vaccino stesso", conclude sottolineando che, per quanto riguarda la sicurezza e il controllo degli effetti dei vaccini anche dopo la vaccinazione, "la vigilanza che l'Aifa attua dà garanzie serie come per tutti i farmaci disponibili .

Sileri spiega che anche ha avuto il Covid, "mi vaccinerò quando sarà il mio turno. Immagino" però "che avendo già avuto l'infezione sarò fra gli ultimi, e spero che la mia dose iniziale vada a un nonno di 85 anni che così potrà andare avanti nella sua vita e spegnersi naturalmente senza Covid". Se lo augura il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che ad 'Agorà' su Rai 3 spiega perché anche chi è già stato contagiato da Sars-CoV-2 dovrà sottoporsi alla vaccinazione: "Sicuramente più avanti nel tempo, ma andrà fatta. Sarà come una sorta di richiamo", precisa.

In merito all'immunità guadagnata da chi si è ammalato di Covid-19 ed è guarito, "è difficile" avere certezze "perché il virus è nuovo, però sicuramente chi lo ha avuto ha una sorta di immunità che potrà essere più o meno forte, più o meno duratura. Ma sicuramente un ricordo" dell'incontro con il coronavirus "nelle mie cellule immunitarie ci sarà. Quanto poi durerà, francamente non lo sa nessuno ed è per questo - ripete il viceministro e medico - che il vaccino andrà fatto anche a coloro che hanno avuto il Covid".

Quanto al Natale, bisogna mantenere una linea di rigore. "E' presto per dare anticipazioni" sulle eventuali nuove misure anti-Covid allo studio per Natale, "che verrebbero cavalcate e creerebbero sicuramente ulteriore scompiglio nella popolazione". Ma "rimango della mia idea: l'impostazione che abbiamo oggi, in cui avremo spero tutte le regioni gialle per Natale, ma con le chiusure che sono state definite, con il blocco anche" degli spostamenti "fra i Comuni, rimane". Perché già così "il Natale di per sé, anche" festeggiato dentro i confini di uno "stesso Comune, porterà le famiglie a stare insieme e quindi è inevitabile che vi sarà una risalita dei contagi".

"Se sarà una risalita piccola sarà gestibile", però se non lo sarà "ci troveremo con un nuovo picco - è convinto Sileri - che impedirà da gennaio di fare ciò che dobbiamo fare: riaprire le scuole, riaprire i ristoranti, consentire alle persone di andare a sciare, riprenderci la nostra vita". "Fare tutto questo nel periodo natalizio è un rischio", ammonisce, mentre "farlo in maniera diluita a partire dal 7, 8, 10 gennaio è possibile, a patto che i casi non siano 30-40mila come abbiamo osservato un mese fa", osserva Sileri che ricorda quanto accaduto negli Usa dopo la Festa del Ringraziamento. "Non vedo perché dobbiamo andare incontro a una terza ondata", chiosa il viceministro e medico.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Il Covid-19 sfugge al controllo della Merkel

Il cancelliere tedesco termina il semestre di presidenza europea con un grosso problema, il virus si sta scatenato sulla Germania, Berlino e la Baviera prevedono un Natale blindato


Invece di allentare le restrizioni rendendo il Natale più facile per tutta la famiglia, la Germania si prepara a chiudere i negozi e a ridurre al minimo le attività pubbliche. Angela Merkel, la cancelliera che non perde mai le staffe, lo ha accennato mercoledì, davanti al Parlamento (Bundestag), avvertendo che se i contatti non vengono ridotti subito "potrebbe essere il nostro ultimo Natale con il nonno, cinquecentonovanta morti in un giorno è un numero inaccettabile", ha detto, improvvisamente con la voce rotta dal pianto. 598 morti e 28.975 nuovi contagi verificati in sole 24 ore. Il numero di infezioni confermate dal primo caso di Covid-19 in Germania a gennaio sale quindi a 1.272. La Germania, il paese che sembrava aver controllato la pandemia meglio di altri partner, è alle porte del Natale con una curva inflessibile. Come il resto dell'UE, prevede l'accesso al vaccino all'inizio del 2021. Un vaccino sviluppato presso un'azienda farmaceutica tedesca, BioNtech, da una coppia di figli di scienziati immigrati turchi - Ugur Sahin e Özlem Türeci, partner dell'azienda americana Pfizer il cui vaccino è già arrivato nel Regno Unito. La Merkel ha avvertito che i primi tre mesi di vaccinazione, che inizieranno per le persone over 80 e altri gruppi vulnerabili, non porteranno risultati significativi nell'evoluzione della pandemia. Dovremo aspettare diversi mesi prima di poter parlare di un ritorno alla normalità. Il futuro immediato degli 82 milioni di tedeschi sarà tutt'altro che normale. 

Lo stesso cancelliere aveva annunciato una settimana e mezzo fa, dopo aver incontrato i leader regionali per portare l'estensione delle attuali restrizioni fino al 10 gennaio. In altre parole, ristoranti e bar continueranno ad essere chiusi, così come tutta la vita notturna e la vita culturale, siano essi concerti, musei o cinema, ma anche palestre e altri impianti sportivi. Questa è la situazione che si verifica dal 2 novembre. Ma in quest'ultimo incontro in Cancelleria si parlava ancora di estendere gli incontri privati a un massimo dieci persone nei giorni di festività natalizie, oggi in Germania è possibile ritrovarsi in 5 persone max. 

Le città-stato di Berlino, come la Baviera e il Baden Württemberg, i due stati meridionali identificati come le locomotive economiche dello stato, hanno ora annunciato che non solo non allevieranno le restrizioni, ma le inaspriranno. I negozi non indispensabili chiuderanno il 20 dicembre, i limiti per i ricongiungimenti familiari non saranno allentati e, in alcuni casi, ci sarà il coprifuoco notturno e il divieto di consumare o vendere alcolici.

Né Natale con tutta la famiglia né Capodanno. Per ora, ogni terra sta prendendo le proprie misure. Le restrizioni per l'intero Paese potrebbero essere definite questa domenica. La Merkel  ora esige disciplina dai suoi concittadini, consapevole di non poter imporre la sua linea, ma ha bisogno di accordarsi con le potenze regionali.

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Il vaccino Oxford aumenta la sua efficacia media di quattro decimi passando 70,4%

L'efficacia sale al 90% se viene fornita prima una dose bassa e poi una seconda dose standard


I ricercatori dell'Università di Oxford e di AstraZeneca hanno presentato i primi risultati rivisti della fase 3 degli studi clinici sull'uomo del vaccino covid-19 e hanno concluso che con due dosi ha un'efficacia media del 70,4%. Pertanto, l'efficienza aumenta di quattro decimi poiché i risultati preliminari pubblicati il 23 novembre indicavano il 70%. Non sono stati osservati ricoveri o malattie gravi nei gruppi vaccinati a partire da tre settimane dopo la prima dose. I risultati si basano su uno studio condotto su 11.636 volontari dal Regno Unito e dal Brasile. Il nuovo studio pubblicato su "The Lancet" è la prima pubblicazione di fase 3 doppiamente rivista di un vaccino contro il coronavirus. 

I risultati della terza fase di sperimentazione si basano sulla combinazione dei dati di tre gruppi di persone vaccinate: due gruppi hanno ricevuto un vaccino standard nella prima dose seguito da un vaccino di richiamo a dose standard nella seconda dose e un gruppo che ha ricevuto una prima dose a basso dosaggio seguito da una seconda dose standard.

L'analisi congiunta mostra che l'efficacia complessiva del vaccino almeno 14 giorni dopo la seconda dose era del 70,4%. I sottogruppi che hanno ricevuto due dosi standard hanno mostrato un'efficacia del 62,1%, mentre il sottogruppo che ha ricevuto una dose bassa e una seconda dose standard ha dimostrato un'efficacia del 90%.
 
Il direttore del gruppo vaccino Oxford e ricercatore capo della sperimentazione sul vaccino, Andrew Pollard, ha affermato che il nuovo vaccino ha una buona storia di sicurezza ed efficacia contro il coronavirus. "Siamo molto grati ai nostri volontari per aver lavorato con noi negli ultimi 8 mesi per raggiungere questo obiettivo", ha aggiunto.
 Inoltre, gli autori della ricerca evidenziano un "ampio database sulla sicurezza dei volontari" nel Regno Unito, Brasile e Sud Africa. Dei 23.848 volontari della sperimentazione, solo 3 dei 175 che hanno avuto gravi ripercussioni, erano probabilmente correlati al vaccino.

Degli 11.636 volontari nel Regno Unito e in Brasile, la maggioranza ha un'età compresa tra i 18 ei 55 anni e solo il 12% aveva un'età superiore ai 56 anni, proprio per questa bassa percentuale non è possibile avere dei risultati validi per questo tipo di persone. E i ricercatori aggiungono che sarà determinato nelle analisi future.

La professoressa di Oxford Sarah Gilbert ha affermato che i vettori adenovirali sono noti da anni e soddisfano a pieno i requisiti per l'uso contro focolai o malattie pandemiche. “Sono sicuri, altamente immunologici, possono essere prodotti in grandi quantità a basso costo e non richiedono la conservazione in congelamento. Ci auguriamo che questo vaccino venga utilizzato presto e si inizino a salvare vite umane ", ha aggiunto.

I ricercatori stanno anche studiando il potenziale del vaccino per prevenire anche le malattie asintomatiche. I primi risultati che sono in una fase molto preliminare e indicano che il vaccino a basso dosaggio seguito da una dose standard possono fornire protezione contro un'infezione asintomatica. Ma i ricercatori sottolineano che esiste ancora un livello di incertezza troppo alto per essere in grado di garantire che il vaccino protegga dall'infezione asintomatica da covid-19.

Il direttore esecutivo Pascal Soriot ha spiegato che i dati hanno iniziato a essere inviati alle autorità di regolamentazione di tutto il mondo per l'approvazione del vaccino. Garantisce inoltre che le catene di approvvigionamento globali sono attive e funzionanti quindi pronte per iniziare a fornire centinaia di milioni di dosi a livello globale su larga scala, senza scopo di lucro.

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Vaccino anti-Covid, Ema: "Il 29 dicembre prima autorizzazione su Pfizer e e il 12 gennaio su Moderna. Dati sulla sicurezza molto buoni, ma non è una bacchetta magica"

L'annuncio del capo dell'Agenzia europea per i medicinali, Emer Cooke che dice: "In Europa il processo di autorizzazione è indipendente, non ci sentiamo sotto pressione politica. La pressione semmai è scientifica perché vogliamo essere certi di fare il meglio per i cittadini"


Agencies: Race to relocate agencies approaches finish line #EMA #EBA - EU  Reporter

“La visione preliminare dei dati che abbiamo ricevuto il primo dicembre è positiva per quanto riguarda efficacia e sicurezza”. Questo l’annuncio riguardo i vaccini Pfizer e Moderna contro il Covid del capo dell’Ema Emer Cooke. “Dobbiamo ancora controllare – spiega in un’intervista su Repubblica - la qualità della catena di produzione e la capacità delle aziende di preparare il rimedio su larga scala. Su questi aspetti i nostri esperti hanno domandato informazioni addizionali, così come abbiamo chiesto ulteriori dettagli sulla sicurezza”.

"Probabilmente ci esprimeremo il 29 dicembre per Pfizer e il 12 gennaio per Moderna”, afferma la farmacologa. Noi abbiamo optato per l'autorizzazione condizionata perché si tratta di un processo che coinvolge i nostri esperti, il comitato farmacologico e quello di valutazione del rischio in modo da dare serie assicurazioni su sicurezza ed efficacia a beneficio di tutta la popolazione europea”.

Sui vaccini Pfizer e Moderna, aggiunge, lavora “un numero di persone impressionante, ci sono i nostri esperti e il network con quelli di tutti gli stati membri. In Europa il processo di autorizzazione è indipendente, non ci sentiamo sotto pressione politica. La pressione semmai è scientifica perché vogliamo essere certi di fare il meglio per i cittadini. Ogni approvazione Ema chiede ai produttori un piano di investigazione pediatrica e anche in questo caso uno studio specifico sarà richiesto all'approvazione. Con l'autorizzazione predisporremo misure stringenti di monitoraggio su tutta la popolazione, inclusi gli anziani. I produttori possono ricevere farci su qualsiasi evento negativo e ogni mese ricevere il rapporto i dati sull'andamento delle vaccinazioni. Così potremo capire se eventuali casi sono legati alla vaccinazione, particolari fasce della popolazione o problemi individuali preesistenti”.

I dati su sicurezza ed efficacia sono risultati molto buoni – prosegue Cooke -. Certo, restano diverse questioni che potremo capire con il monitoraggio le cui stringenti condizioni saranno imposte alle aziende proprio dalla nostra autorizzazione. Strada facendo emetteremo le raccomandazioni necessarie. Il punto centrale dell'autorizzazione non è la velocità, ma il numero di persone coinvolte nella sperimentazione e il parliamo di oltre 30mila persone per ciascun vaccino: sono dati estremamente significativi”.

"Noi presenteremo i dati in modo trasparente e accessibile cosicché la popolazione possa essere certa che non nascondiamo nulla e possa capire che non abbiamo in mente altro se non la sicurezza collettiva”, aggiunge il capo dell’Ema, precisando che il fatto che il vaccino usi una nuova tecnologia che lavora sull'Mrna “non deve spaventare, anche se è nuova possiamo essere fiduciosi visto che c'è un significativo corpo di dati sulla sperimentazione”.

“Il vaccino non è una bacchetta magica - spiega Cooke -, la popolazione dovrà continuare a seguire tutte le restrizioni come mascherina, igiene e distanziamento perché all'inizio non ci saranno dosi per tutti e anche dopo, ancora per un certo periodo, fino a quando l'impatto del vaccino non sarà del tutto chiaro. Spetta ai governi decidere quando torneremo a una vita normale, io posso dire che molto dipenderà dall'efficienza con quale le autorità nazionali distribuiranno il vaccino e dalla sua efficacia".

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Una donna di 90 anni, la prima persona a ricevere il vaccino contro il Covid-19 di Pfizer (VIDEO)

Il ministro della Sanità britannico spera che il vaccino di Oxford riceva l'autorizzazione nelle prossime settimane (VIDEO)


Una donna di 90 anni martedì è diventata la prima persona nel mondo occidentale a far partire ufficialmente la campagna vaccinale anti Covid in Gran Bretagna, con il vaccino prodotto da Pfizer e BioNTech. Margaret Keenan, che è stata vaccinata al Coventry University Hospital, ha assicurato alle telecamere della BBC di essere "privilegiata" per essere stata la prima vaccinata in Occidente al di fuori dei programmi di sperimentazione clinica. Un evento consapevolmente preparato dal governo di Boris Johnson per convincere i britannici più scettici della necessità di immunizzarsi. Keenan, che indossava una maglietta con la scritta "Buon Natale", ha detto: "Se posso indossarla a 90 anni, chiunque può." I tabloid conservatori nel Regno Unito hanno contribuito all'entusiasmo aggiungendo il "V-Day", che celebrava la Regina Vittoria V (V =vaccino, ma anche uguale a "Vittoria V"). Il secondo paziente a ricevere il vaccino è stato, ironia della sorte, William Shakespeare, un uomo di 81 anni del Warwichshire. Le persone di età superiore agli 80 anni e coloro che fanno parte del personale sanitario saranno i primi a ricevere le dosi nell'ambito della campagna di vaccinazione britannica. Problemi logistici, come evitare furti e mantenere i frigoriferi a -70 gradi Celsius, hanno impedito l'avvio del trattamento nelle residenze per anziani. Nei primi giorni ci saranno 50 ospedali in tutto il paese (sette dei quali a Londra) che inizieranno a effettuare le iniezioni.

Il Regno Unito mercoledì scorso è diventato il primo paese al mondo a dare la sua autorizzazione all'uso del vaccino Pfizer e BioNTech, dopo che i suoi creatori hanno assicurato che l'iniezione è efficace al 95% contro il covid-19. Il governo Johnson ha ordinato 40 milioni di dosi, raggiungendo così 20 milioni di cittadini.

Martedì il ministro della Salute britannico Matt Hancock si è mostrato "entusiasta" dell'inizio della vaccinazione. Tuttavia, ha spiegato che c'è ancora "molto lavoro da fare". Hancock stima che entro la primavera tutti i gruppi vulnerabili riceveranno il vaccino e spera che la prossima settimana il Paese possa ricevere una nuova commessa di dosi.

Il responsabile sanitario stima che la vaccinazione nelle residenze possa iniziare prima di Natale e che nelle "prossime settimane" venga autorizzato anche l'uso del secondo vaccino quello di Oxford.

Johnson ha anche ringraziato gli scienziati che hanno lavorato allo sviluppo del vaccino su un messaggio attraverso il suo account Twitter, nonché i volontari che hanno partecipato a sperimentazioni e operatori sanitari.

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