updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

La Valle Camonica e le montagne lombarde verso i Giochi olimpici del 2026. Chiacchierata "ad alta quota" con l'assessore Davide Caparini (VIDEO)

Intervista televisiva de ilComizio.it a Davide Caparini, assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione della Regione Lombardia. Tema: le montagne lombarde, partendo dal legame dell'ospite con il suo territorio (la Valle Camonica) per arrivare al grande appuntamento con i Giochi olimpici invernali del 2026, passando per gli investimenti della Regione per le aree montane e lo spirito dei lombardi sempre proiettato verso il futuro.

In studio Fabio Pasini, regia e montaggio di Paolo Zoncada

Vaccino anti-Covid, le prime dosi arrivate in Lombardia. Fontana: "Giornata fondamentale, il primo pensiero alle vittime". Le interviste all'Ospedale Niguarda (VIDEO)

Vaccination day all'Ospedale Niguarda di Milano dove domenica 27 dicembre 2020 sono arrivate le prime 324 dosi del vaccino anti-Covid destinate a tutte le province lombarde, a cominciare dai luoghi simbolo della pandemia. Le interviste agli assessori regionali Giulio Gallera (Welfare) e Riccardo De Corato (Sicurezza) oltre che al sottosegretario con delega ai Rapporti con le Delegazioni Internazionali, Alan Rizzi - (VIDEO)


Il Vaccination day segna “una giornata fondamentale. Si parte per un percorso ancora abbastanza lungo che porterà alla normalità. Verso la riacquisizione delle nostre libertà che abbiamo dovuto sacrificare. Non è però un ‘liberi tutti’: siamo nel mezzo di un’epidemia ancora in corso, continuiamo a comportarci come sempre con mascherine e distanziamento”. Queste le parole di augurio con cui il governatore lombardo Attilio Fontana, ha salutato il via regionale alla campagna vaccinale anti-Covid, avvenuto all’Ospedale Niguarda di Milano.

(GUARDA LA SPECIALE)

 

Il primo pensiero alle vittime del Covid, ai loro famigliari e amici

vaccination day, il presidente Fontana e il dottor Pregliasco

“Dal primo giorno – ha sottolineato il presidente Attilio Fontana, nel corso del punto stampa, tenuto all’esterno della struttura ospedaliera – ho sempre sostenuto che il vero cambio di passo si sarebbe verificato nel momento in cui avremmo avuto a disposizione il vaccino. Questa è una giornata fondamentale e il nostro primo pensiero va a chi ha perso la vita per il Covid e a chi ha avuto parenti e amici che ne sono stati colpiti. Un pensiero anche a chi ha contribuito a combattere l’epidemia: tutto il mondo sanitario, i volontari, l’Esercito che ha dato un grandissimo aiuto per affrontare varie problematiche”.

Vaccination day giornata importante per la Lombardia, il Paese e l’Europa

“Questa – ha proseguito il presidente della Regione Lombardia – è una giornata importante anche per l’Unione Europea: se opera nel modo corretto, se si impegna nel modo giusto può essere fondamentale per il futuro del nostro Paese e dell’Europa. Guardiamo al futuro con maggiore serenità ma sempre con cautela, guardiamo con speranza al nostro futuro”. Al ‘Vaccination Day’ organizzato presso l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, con il presidente Fontana presenti l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, quello alla Sicurezza, Riccardo De Corato, e il sottosegretario alla Presidenza, Alan Christian Rizzi. Con loro, tra gli altri, anche il capo della Rappresentanza della Commissione Europea del Nord Italia, Massimo Gaudina, e il direttore generale del Niguarda, Marco Bosio.

Gaudina: 2 miliardi di dosi per tutta l’Unione Europea

vaccino anti-covid in Lombardia

“Queste prime vaccinazioni – ha detto nell’occasione Massimo Gaudina – sono poco più che simboliche ma reali. È un primo passo. È  fondamentale essere qui in Lombardia che è stata la prima regione colpita in Europa dal Covid. Anche per questo è importante trasmettere la solidarietà europea e voltare pagina, come ha detto la presidente Von der Leyen. È la fine di un percorso per le istituzioni europee che hanno investito in ricerca e su questa grande operazione vaccini. La Commissione ha negoziato a nome dei 27 Paesi membri le dosi di vaccini. Altri vaccini dovrebbero ottenere le autorizzazioni. Se tutto andrà bene avremo 2 miliardi di dosi per tutta la popolazione europea e anche per aiutare paesi extra europei. L’Europa – ha concluso – continuerà a lavorare con accordi con altre case farmaceutiche, anche per altre malattie. Compiamo il primo passo per uscire da questo tunnel”.

Bosio: un momento emozionante, di luce e di orgoglio

“Si tratta – ha aggiunto il direttore generale del Niguarda, Marco Bosio – di un giorno di speranza, di un momento emozionante. Abbiamo passato un anno di sofferenza ma migliaia di persone sono state accolte e accudite all’interno di queste mura. È un momento di orgoglio per tanti sanitari. Un momento di luce e di speranza. Qualcosa di eccezionale. Inizia un percorso fondamentale per noi, per la cittadinanza e per gli operatori”.

Con il Vaccination Day prime vaccinazioni ‘simbolo’

Vaccination day, il dottor

Al via regionale alle vaccinazioni, avvenuto presso l’Ospedale Niguarda, hanno fatto seguito le prime somministrazioni ‘simbolo’ a medici e infermieri. Tra gli altri, sono stati vaccinati Grazia Fresta, in rappresentanza degli Operatori dei servizi dell’Ospedale di Niguarda, Adele Gelfo, in rappresentanza degli Operatori sociosanitari del Niguarda, Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici di Milano e Pasqualino D’Aloia, presidente dell’Ordine degli infermieri di Milano. E inoltre, il dottor Fiorenzo Corti, in rappresentanza dei Medici di medicina generale, Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ e il dottor Fabrizio Pregliasco, presidente dell’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).

Distribuzione vaccini prosegue a livello regionale

Il piano regionale prevede la distribuzione immediata delle prime dosi alle varie strutture regionali già selezionate. Dal carico di 324 fiale  pervenuto saranno ricavate 1.620 dosi destinate agli ospedali lombardi. Vi giungeranno grazie ai mezzi di Areu.

(Lombardia Notizie)

Fontana ribadisce: "Lombardia zona gialla dall'11 dicembre". Il rischio è l'esodo da Nord a Sud come nella notte tra il 7 e l'8 marzo: "Ma possiamo attrezzarci" (VIDEO)

"La Lombardia, se i dati continueranno a essere quelli delle ultime due settimane, dall'11 dicembre diventerà gialla. Se non ci sarà, e io ne sono convinto, alcun tipo di peggioramento". Lo ha ribadito il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, in collegamento con Mattino Cinque, dopo quanto affermato ne punto stampa di ieri sera che il Comizio vi ripropone integralmente - (VIDEO)


"Nel meccanismo previsto dal precedente Dpcm - ha spiegato il governatore lombardo - bisogna entrare in una nuova valutazione, quindi passa una settimana per entrarci, dopodiché per due settimane bisogna confermare quella valutazione. Noi abbiamo concluso ieri la seconda delle tre settimane. Se la prossima settimana i dati saranno sempre coerenti con queste valutazioni, noi l'11 dovremmo entrare in zona gialla".

"Rischio esodo dal Nord? Possiamo attrezzarci"

"Il 19 dicembre", quando, nel weekend alla vigilia del blocco agli spostamenti tra regioni, ci potrebbe essere un esodo di persone da Milano verso familiari, seconde case e luoghi di villeggiatura (mentre il rientro verso domicilio, residenza e abitazione resta consentito anche dopo il 21 dicembre), "rischiamo di rivivere la notte tra il 7 e l'8 marzo. Il rischio è quello. Ma visto che lo possiamo prevedere dobbiamo attrezzarci in modo che ci sia più attenzione in aeroporto e in stazione. Bisognerà parlare con le prefetture, forze dell'ordine per evitare che in quei giorni si creino più danni  rispetto a quelli che si cercano di evitare con il Dl Natale". 

"Decreto discriminante verso piccoli Comuni"

La parte del nuovo Dpcm in cui "si impedisce il passaggio da comune a comune" nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno "è una limitazione discriminante, nei confronti di chi vive in un piccolo comune ma anche di quelle attività commerciali, ristoranti e bar che se si trovano in un piccolo comune non hanno la possibilità di ricevere ospiti, rispetto a quelli che si trovano in una grande città e questa possibilità ce l'hanno", ha detto ancora Attilio Fontana. "Questa valutazione soprattutto l'abbiamo fatta nei confronti dei tanti anziani che magari non hanno la possibilità di incontrare i propri cari nelle festività natalizie. Questo è l'aspetto sul quale abbiamo puntato le nostre critiche", ha aggiunto Fontana. 

"Accelerare conversione Dpcm per modificarlo"

"Io penso che sarebbe stato più opportuno non inserire questa norma - ha ribadito Fontana parlando del divieto di spostamenti tra comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno -, tanto è vero che ho chiesto di accelerare il processo di conversione in Parlamento in modo da poterla modificare in quella sede. Volendo, se tutte le forze politiche sono d'accordo lo si può fare prima di Natale, in modo che non ci siano dubbi interpretativi". Per andare a trovare gli anziani vale l'autocertificazione della necessità? "Conte lo ha detto, ma allora è una regola inapplicabile, perché la necessità la si può trovare sempre. Se è necessità andare a trovare un parente allora lo si dica chiaramente", ha osservato Fontana. 

"Giusto riaprire scuole ma serve piano dei trasporti"

In vista della riapertura dei licei dal 7 gennaio Fontana ha poi sottolineato che bisogna "concentrarsi" sui trasporti pubblici. "E' dal 4 maggio - ha detto a Mattino 5 - che chiedo al Governo un piano per dilazionare nell'arco della giornata l'inizio della scuola e delle attività lavorative. Bisogna preparare un piano che consenta di evitare che ci siano delle ore di punta durante le quali i mezzi pubblici vengono presi d'assalto, dato che in certi casi è impossibile aumentare il numero dei mezzi". L'auspicio del governatore è che "in questi 15 giorni si possa riprendere in mano questo discorso e riuscire ad evitare ogni tipo di assembramento". "In fondo - ha concluso - è giusto che si ricominci a mandare i ragazzi a scuola. E' una di quelle situazioni che dovranno convivere con il virus finché non sarà diffuso il vaccino su tutta la popolazione".

 

Nuovo Dpcm e decreto di Natale, Regioni del Nord in rivolta. Fontana: "Un fatto lunare". Zaia: "Lascia perplessi". Toti: "Assurdità sproporzionate"

Nuovo Dpcm e decreto di Natale sullo stop agli spostamenti "da rivedere", "lunare", "scorretto". Ira delle Regioni sulla misura con le regole anti Covid che sarà approvata dal premier Conte in giornata e, soprattutto, sul dl che ha incassato il via libera questa notte. A tuonare per primi sono i governatori di Veneto, Lombardia e Liguria


VENETO - "E' un Dpcm che lascia non poche perplessità, io penso e spero che in queste ore il governo riveda alcuni aspetti", protesta Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. "Questa bozza mi è arrivata alle 2.30 di stamattina", spiega Zaia, sottolineando che "è un Dpcm talmente incisivo su alcuni aspetti, soprattutto sugli spostamenti, che il governo si è visto costretto nottetempo ad approvare anche un decreto legge che va a legittimare i vincoli agli spostamenti".

Ed è proprio sul nodo degli spostamenti che Zaia si sofferma in particolare: "Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono bloccati quelli fra le regioni ma soprattutto, il 25, 26 dicembre e 1 gennaio non ci si sposta più tra i comuni. Così si aprono due scenari: quello di natura umana, più importante, perché non è permessa nessuna ricongiunzione tra parenti se non abitano nello stesso comune".

"Il governatore della Liguria Giovanni Toti ritiene scorretto il governo che non ha coinvolto le regioni, in effetti a noi è arrivata la bozza alle 2.30 di questa notte. Evito commenti ma concordo con Toti", ha quindi aggiunto, tornando a spiegare che "non si possono mettere sullo stesso piano piccoli comuni, come i nostri del Veneto e i grandi comuni per limitare gli spostamenti: la salute pubblica è in pericolo se si spostano i 120 abitanti del comune di Laghi, il più piccolo del Veneto, così come se lasci spostarsi liberamente 3 milioni di abitanti del comune di Roma, che sono il doppio di quelli del Friuli Venezia Giulia. Questo non è giusto. E vorrei che me lo spiegassero i tecnici del Cts. Non è una polemica con Roma, voglio solo dimostrare che la norma non sta in piedi", ha sottolineato.

"Nel decreto - continua il governatore - non si fa cenno ai ristori, che mancano completamente, ed invece era possibile inserirli. Non capisco, alcune attività sono disperate e tanti settori in crisi nera". Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa in cui è tornato anche sul tema dell'apertura delle piste da sci: "Vietarle durante le feste di Natale vuol dire far perdere a quel comparto oltre il 70% del fatturato dell'anno. E di conseguenza lo stesso vale anche per le strutture alberghiere e tutte le attività connesse".

E anche sulle vacanze di Natale secondo Zaia non mancano le disparità: "Chi è proprietario di una seconda casa può partire prima del 21 dicembre e tornare il 7 gennaio", ha polemizzato.

LOMBARDIA - Le misure del nuovo Dpcm non piacciono nemmeno alla Lombardia, che dopo il via libera al decreto di Natale nella notte contesta le misure sugli spostamenti fra comuni per il 25 dicembre. A protestare nero su bianco in una nota è il governatore Attilio Fontana.

"Leggere un Decreto Legge a sorpresa che impedirà, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra Comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni, è - si legge nella nota firmata da Fontana - un fatto ’lunare’; in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni”.

"Bene ha fatto la Conferenza delle Regioni ad assumere una posizione di forte critica verso contenuti e metodo imposti dal Governo con un decreto legge notturno che impedisce di dare alcun parere su un Dpcm contraddittorio e non modificabile", aggiunge il governatore.

LIGURIA - E a protestare ancora una volta su Facebook è anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti: "La limitazione della libertà dei cittadini deve essere proporzionata al rischio del Covid. Ora qualcuno del Governo mi spiegherà perché, di fronte a dati in calo della Liguria, come di molte altre regioni, un fratello non potrà passare il Natale con la sorella, un genitore con i figli. Ma qualcuno a Roma ha mai viaggiato per l’Italia, o vivono tutti ai Parioli?".

"Perché se stai in una grande città puoi muoverti liberamente, se invece stai in un piccolo comune, probabilmente dovrai passare il Natale e il Capodanno da solo, anche se i parenti vivono a poche centinaia di metri ma in un altro comune. Magari - prosegue Toti - ci si infetta di più se si attraversa il confine tra un comune e l’altro, mentre se si va da un capo all’altro di una grande città, il virus ci risparmia? Questa non l’avevo ancora sentita! Lo stesso vale per ristoranti e bar: se uno ha un ristorante o un bar in un grande città, “buon per lui”, si fa per dire. Se la trattoria è in un piccolo paese, in una frazione, per chi starà mai aperta?"

"Se hai una casa a Cortina o Courmayeur e parti per le vacanze prima del 21 dicembre va tutto bene, ma se vuoi portare a Santo Stefano tuo figlio a fare una passeggiata nel parco, che è nel comune vicino al tuo, non puoi. Siamo riuniti come Regioni ma vorrei che fosse chiaro che il Decreto Legge del Governo con queste misure è già pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Trovo assai scorretto che il Governo adotti una simile misura senza neppure parlarne con gli enti locali. Mentre noi discutiamo dei suggerimenti da dare al Governo, le legge è già stata fatta. Tutti in casa, a prescindere da dati, zone gialle, diffusione del virus. Ma deve essere chiaro di chi è la responsabilità di tutte queste assurdità”, conclude Toti.

 

Lombardia, Piemonte e Calabria in zona arancione da oggi: cosa cambia, chi apre e chi no. Fontana: "Comprare italiano"

Zona arancione da oggi per Lombardia, Piemonte e Calabria. Dal 29 novembre le tre Regioni cambiano colore fino al 3 dicembre in base a quanto stabilito dall'ordinanza del ministro Roberto Speranza. Il passaggio prevede un allentamento delle misure anti-Covid anche se restano molte regole e divieti. "Non è iniziata la stagione del liberi tutti" avverte il governatore lombardo Attilio Fontana che invita i cittadini a "non abbassare la guardia" e a "comprare italiano, lombardo" visto che da oggi i negozi potranno riaprire.

- Sarà, comunque, vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all'altra e da un Comune all'altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all'interno del proprio Comune.

- Negozi aperti, ma restano chiusi bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L'asporto è consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi a eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusi musei e mostre.

- Didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell'infanzia, scuole elementari e scuole medie come regola generale. "Da lunedì i ragazzi delle medie frequenteranno la scuola in presenza" conferma il governatore lombardo Attilio Fontana. Diversa la posizione del presidente del Piemonte Alberto Cirio ha scelto di mantenere la didattica a distanza per la seconda e terza media. "Vogliamo riaprire in sicurezza per non chiudere fra un mese" ha detto. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

- Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie.

- Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi.

Covid, i primi 200mila vaccini in Lombardia a operatori sanitari, ospedalieri e delle residenze per anziani

"Saranno oltre 200.000 i soggetti coinvolti nella prima fase di somministrazione del vaccino anti Covid-19 in Regione Lombardia, tra operatori sanitari, socio-sanitari e amministrativi degli ospedali pubblici, delle Rsa e ospiti di queste ultime". Lo comunica in una Nota la Direzione generale dell'Assessorato regionale al Welfare.

"Regione Lombardia - prosegue la Nota - lo ha già comunicato in seguito alla richiesta pervenuta dal Commissario Arcuri nell'ambito della predisposizione del piano di fattibilità della campagna. Si sta inoltre concludendo il conteggio anche degli operatori delle strutture ospedaliere private che saranno ugualmente coinvolti sempre nella prima fase".

"Insieme ai soggetti da vaccinare inizialmente, nello specifico 168.525 tra operatori sanitari, socio-sanitari e amministrativi di Asst e Rsa e oltre 57.000 ospiti delle residenze, è stata fornita - spiega la Nota - nella comunicazione indirizzata al Commissario, anche la capacità di stoccaggio dei vaccini. All'occorrenza 11 Asst lombarde sarebbero pronte a stoccare le scorte nei congelatori -70°. È stata indetta inoltre - conclude la Nota - la procedura di gara per l'acquisto e il noleggio di ulteriori 90 refrigeratori". 

(Fonte: Lombardia Notizie)

  • Pubblicato in Salute

Il governo blocca lo sci, le Regioni non ci stanno: "Sarebbe un danno irreversibile all'economia della montagna e dei nostri territori". Da Tomba a Federica Brignone, si mobilitano anche i campioni

Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Province di Trento e Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia chiedono di aprire gli impianti almeno per le festività: "Pronti a stabilire una data comune d'avvio"


La rabbia delle Regioni: "Stagione senza sci sarebbe un suicidio, Conte ci ripensi"

Gli assessori lombardi Caparini e Sertori: "Scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un governo disorientato"

E' scontro tra il governo e le Regioni per l'apertura degli impianti sciistici. Se da una parte l'esecutivo sembra deciso a non far partire la stagione per evitare che i contagi da coronavirus aumentino, dall'altra i governatori sono invece pronti a riavviare gli impianti. "Una stagione senza sci sarebbe un suicidio", ha detto Luca Zaia, mentre dalla Lombardia si parla di scelta "scriteriata, il governo ci ripensi".

"Sarebbe un danno irreversibile all'economia della montagna dei nostri territori", ha ribadito anche il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, dopo l'approvazione da parte dei presidenti delle linee guida sullo sci." La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - ha, infatti, annunciato il governatore della Liguria - ha approvato le linee guida per l'utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte di sciatori amatoriali.

Piste sul ghiacciaio della Val Senales - Impianti sci aperti in Alto Adige

E` un documento che inviamo al governo come contributo propositivo per non compromettere la stagione sciistica e per non creare un danno irreversibile all'economia della montagna dei nostri territori". Tra i governatori in prima linea sulla questione c'è Luca Zaia (Veneto), che ha detto: "Una stagione senza sci sarebbe un suicidio, sul piano economico e social. Lo sci si pratica sulla cresta delle montagne ed è per questo che vorremo un coordinamento europeo perché pensare di vedere che da altre parti si scia mentre noi siamo chiusi è difficilmente giustificabile". Dello stesso avviso Alberto Cirio (Piemonte) che ha aggiunto: "Per lo sci invernale possiamo trovare un punto di equilibrio, come stanno facendo in altri Paesi. E' uno sport e lo si può praticare in sicurezza. Si potrebbe consentire l'attività sciistica, lasciando chiusi bar e ristoranti. E' una strada che dobbiamo percorrere insieme al governo". 

In polemica con il governo anche Davide Caparini e Massimo Sertori, rispettivamente assessore al Bilancio e alla Montagna della Lombardia, che chiedono al premier Conte di rivedere le scelte fatte perché "tenere chiusi gli impianti sciistici vuol dire fare fallire l'economia della montagna. E' una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un governo disorientato". Gli assessori lombardi hanno poi aggiunto che "mentre a Natale si andrà a sciare in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso". 

"E' necessario - si legge in una nota congiunta degli assessori con delega agli impianti di risalita delle Regioni alpine - darsi una data comune per l'avvio della stagione bianca, tenuto conto del quadro sanitario che andrà a delinearsi nelle prossime settimane". Gli assessori di Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno quindi sottolineato che "molte realtà imprenditoriali legate alla stagione bianca, tra cui scuole di sci, noleggi, aziende di trasporto, hotel e ospitalita' in genere, ecc., aspettano risposte per programmare la stagione invernale

Il Mondo dello sci si mobilita

Covid, Tomba e Brignone, appello al governo: «Le piste da sci devono essere  aperte a Natale»- Corriere.it

Alberto Tomba non ha dubbi. "Lo sci è per eccellenza sport all'aperto ed individuale: in più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non "è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso.

E sciando neppure c'è un problema di distanziamento". Suona come un appello alla riapertura degli impianti - tema al centro del dibattito in ambito covid, con gli operatori del settore che si oppongono alla chiusura voluta dal governo - quello del più famoso campione azzurro dello sci, secondo il quale "le piste dovrebbero dunque essere aperte, anche se ci sono ovviamente degli accorgimenti da prendere".

"Per gli impianti non vedo però problemi particolari: dove c'è un seggiovia a due o tre posti si va da soli, se "è da cinque si va in tre. E si possono benissimo diminuire e segnare anche i posti sulle cabinovie: non c'è dunque problema a mantenere il distanziamento sugli impianti", aggiunge Tomba dalla casa di famiglia di Castel de britti.

"Il problema è, semmai quello dell'apres ski e dei rifugi dove si va a bere e mangiare qualcosa dopo una sciata - spiega poi il bolognese - ma anche in questo caso, come avviene nei ristoranti, si può limitare gli accessi, con mascherina e distanziamento obbligatori".    

"E' molto importante che gli impianti sciistici aprano a Natale, perché sarebbe un segnale positivo per tutti. Altrimenti, con le stazioni chiuse, il danno sarebbe irreparabile". Parlando all'ANSA Federica Brignone, detentrice della coppa del mondo di sci, prende posizione in maniera forte sul dibattito del giorno sul fronte misure anticovid.

Lombardia "zona rossa", la locomotiva d'Italia paga ancora il prezzo più alto. L'ira di Fontana: "Schiaffo in faccia alla gente. Noi nemmeno ascoltati"

"Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all'ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile. A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata – tuona il presidente Fontana –: informazioni vecchie di 10 giorni che non tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica. Le richieste formulate dalla Regione Lombardia, negli ultimi giorni, non sono state neppure prese in considerazione. Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita"


Zona rossa, ecco le misure da rispettare

- Vietato ogni spostamento, anche all'interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una Regione all'altra e da un Comune all'altro.

- Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. Asporto consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

- Chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità.

- Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici.

- Didattica a distanza per la scuola secondaria di secondo grado, per le classi di seconda e terza media. Restano aperte, quindi, solo le scuole dell'infanzia, le scuole elementari e la prima media. Chiuse le università, salvo specifiche eccezioni.

- Sono sospese tutte le competizioni sportive salvo quelle riconosciute di interesse nazionale dal CONI e CIP. Sospese le attività nei centri sportivi. Rimane consentito svolgere attivita' motoria nei pressi della propria abitazione e attivita' sportiva solo all'aperto in forma individuale.

- Sono chiusi musei e mostre; chiusi anche teatri, cinema, palestre, attività  di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Per i mezzi di trasporto pubblico è consentito il riempimento solo fino al 50%, fatta eccezione per i mezzi di trasporto scolastico.

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