updated 10:48 AM UTC, Jul 23, 2021

Classifica dei governatori, risale il lombardo Fontana: +2,7% rispetto all'anno scorso

Nella classifica pubblicata da Il Sole 24 Ore il presidente della Regione Lombardia scala le posizioni (decimo) dopo la difficile battaglia contro la pandemia che ha duramente colpito il territorio che amministra e una lunga campagna di discredito nei suoi confronti. Tra i sindaci perde consensi il milanese Beppe Sala che scende sotto il 50% risultando 89ensimo su scala nazionale. Bene il primo cittadino di Bergamo, Giorgio Gori, che guadagna il 5,7% ed è terzo


  Teatro alla Scala, l'attacco di Sala a Fontana: "La smetta di giocare a  nascondino" - la Repubblica

Aumenta i consensi nell'indice di gradimento dei presidenti delle Regioni pubblicata oggi da Il Sole24Ore del lunedì, commissionata dal quotidiano economico a Noto Sondaggi, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. Nella 'Governance Poll', Fontana guadagna il 2,7% rispetto all'indagine dello scorso anno, ed è in decima posizione col 48% dei consensi. Fontana "si riavvicina - si legge - ai livelli che nel 2018 l'avevano portato a succedere a Palazzo Lombardia al suo collega di partito, e concittadino varesino, Roberto Maroni.

L'indice di "gradimento dei sindaci, che confronta il consenso con il risultato delle elezioni alla carica ricoperta, vede, tra quelli lombardi, la conferma al terzo posto di Giorgio Gori che a Bergamo, città martoriata dalla pandemia, guadagna il 5,7%.


Il primo cittadino di Milano, Beppe Sala, così come tanti altri sindaci di grandi città, registra un calo, -2,7 dei consensi, scendendo sotto il 50%. Risulta 89/esimo col 49%.
Tra i primi altri tre sindaci lombardi, Mattia Palazzi (Mantova), che rispetto all'elezione, perde però l'11,8% (da 70,8% a 59%) ed è decimo, il primo cittadino di Sondrio Marco Scaramellini, che perde il 2.4% (da 60,4 a 58%) ed è 15/esimo e la sindaca di Lodi, simbolico epicentro della pandemia, 22/esima col 57% guadagnando lo 0,6. 

 

Fonte: Ansa)

Lombardia in zona bianca da lunedì. Fontana: "Grazie a tutte le persone che si sono vaccinate"

La Lombardia si prepara ad entrare in zona bianca da lunedì 14 giugno insieme a Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia e provincia di Trento. Un passaggio che è stato reso possibile dai dati delle ultime settimane e che segnano il ritorno di una normalità simile a quella del passato. La soddisfazione del governatore Attilio Fontana


"Anche questa settimana i dati in Regione Lombardia sono da zona bianca. L'indice di incidenza è di 23 su 100mila, è la terza settimana che vengono confermati buoni dati di questo tipo, quindi da lunedì, saremo in zona bianca".

Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della presentazione del bando 'La Lombardia è dei Giovani 20/21". Se sarà zona bianca, ha aggiunto Fontana, "lo dobbiamo anche alla partecipazione di tutte le persone che si sono sottoposte alla vaccinazione". 

"L'Italia - ha aggiunto Fontana - deve partire con la massima sollecitudine" sul green pass che ha avuto il via libera dal Parlamento Europeo. "In quanto Paese attrattivo e meta turistica, abbiamo bisogno di questa opportunità che dà una libertà in più a chi sceglie di venire da noi per le vacanze".

"Noi fin dal primo momento abbiamo detto che se ci danno una disponibilità aggiuntiva di dosi da destinare ai turisti, siamo pronti ad offrire il servizio. E' chiaro - ha aggiunto - che è una cosa complessa, ma la macchina organizzativa che abbiamo in campo - ha assicurato - può gestirla. Si tratta di far comunicare tra loro le anagrafi vaccinali delle regioni, la nostra è già informatizzata e pronta".

Quanto all'uso del vaccino AstraZeneca anche per le fasce più giovani della popolazione, Fontana ha rivendicato non non aver "mai fatto vax Day dedicati ai giovani, quindi il problema per noi non si è posto. Noi seguiamo le indicazioni e dato che le indicazioni suggeriscono di non utilizzare AstraZeneca sotto una certa età noi non lo utilizziamo. Abbiamo in questo momento altri vaccini che utilizziamo. Comunque noi siamo sempre rispettosi delle indicazioni che ci vengono date dal commissario e dal Cts nazionale". 

Zona bianca: tocca a Veneto, Liguria, Abruzzo e Umbria. Via il coprifuoco. Tra dieci giorni il turno di Lombardia e Lazio, Fontana: "Proseguiamo in questa direzione e ci siamo"

La nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che andrà in vigore a partire dal 7 giugno sancisce il passaggio di altre quattro Regioni nella fascia a basso rischio e minori restrizioni. Per metà giugno quasi tutta Italia nella stessa situazione


In zona bianca anticipano congressi ed eventi

Nuove regioni in zona bianca da lunedì 7 giugno: Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto passano nella fascia di rischio minore con l'abolizione del coprifuoco e la riapertura anticipata di alcune attività. "Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia" Covid-19, "firmerà in giornata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dal 7 giugno. Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto passano in zona bianca", comunica il dicastero.

"Siamo di fronte ad uno scenario di progressiva decrescita dell'infezione. Se questo trend dell'incidenza continua, a metà giugno quasi tutta l'Italia sarà in zona bianca", ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, nella conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio regionale sull'epidemia di Covid-19.

"Abbiamo ricevuto la comunicazione ufficiale dal ministero della Salute - dice all'Adnkronos il presidente dell'Abruzzo Marco Marsilio -. E' una grande soddisfazione: siamo la quarta regione italiana e ciò grazie al lavoro svolto sul territorio per il contenimento del Covid-19". Contagi sempre più in calo. "E - prosegue Marsilio - abbiamo registrato un ulteriore crollo dell'incidenza dei casi che su 100 mila abitanti si aggira intorno a 20. La vaccinazione - aggiunge - va avanti e proprio oggi abbiamo raggiunto il traguardo del 50 per cento della popolazione vaccinata - almeno con la prima dose - tra coloro che si sono prenotati".

La zona bianca si allarga, visto che le 4 'nuove' regioni si aggiungono a Sardegna, Molise e Friuli Venezia Giulia. Tra 10 giorni, il 14 giugno, se il trend verrà confermato sarà il turno di Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia e provincia di Trento.

Attilio Fontana: "Lockdown in Lombardia? Fake news, lo abbiamo detto anche  ieri" - ilGiornale.it

"In Lombardia da 10 giorni abbiamo numeri da zona bianca, numeri che devono essere confermati fino al 14 giugno. Se verranno confermati entreremo in zona bianca", ha detto Attilio Fontana, governatore della Lombardia, ospite a Sky Tg 24. Se le cose andranno bene, ha assicurato Fontana, "sicuramente" la Lombardia sarà in zona bianca. "Noi abbiamo un tasso di incidenza che è 31 su 100mila - ha aggiunto Fontana - una riduzione dei posti occupati in rianimazione e negli ospedali, sono tutti dati che confermano che in questo momento saremmo in zona bianca. Proseguiamo in questa direzione e saremo in zona bianca".

 

(Fonte: Adnkronos)

In Lombardia tira una brutta Aria: Fontana caccia i vertici dell'agenzia regionale. L'incapacità di burocrati vestiti da manager e la mediocrità di scalda-cadrega dal posto fisso: così anche la Pubblica amministrazione del Nord rischia il naufragio

Sulle recenti e clamorose difficoltà nella campagna vaccinale il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dice: "Disservizi informatici hanno creato disagi e inficiato lavoro di tutti gli operatori, sanitari e non". I casi imbarazzanti di Como, Cremona e Brianza hanno portato il governatore a decisioni drastiche: "Ho chiesto ai membri del Cda della società Aria di fare un passo indietro. In caso contrario disporrò l'azzeramento dello stesso, affidando al direttore generale Lorenzo Gubian, di recente nomina, la guida della società". Basterà?


“I disservizi informatici che si sono registrati nel corso della campagna vaccinale (recentemente a Como, Cremona e in Brianza) hanno creato disagi a molti nostri cittadini e hanno inficiato il lavoro di tutti gli operatori – sanitari e non – che stanno lavorando con grande impegno e professionalità nei diversi Centri vaccinali”. Lo ha detto il presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana, incontrando la stampa.

Chiesto a membri Cda un passo indietro

“È questo il motivo – ha aggiunto – per cui ho chiesto ai membri del Cda della società Aria di fare un passo indietro. In caso contrario disporrò l’azzeramento dello stesso, affidando al direttore generale Lorenzo Gubian, di recente nomina, la guida della società”.

Totale vaccinazioni oltre quota 1,2 milioni

“Situazioni di criticità, come quelle verificatesi del fine settimana – ha continuato – offrono una immagine distorta dei risultati già oggi raggiunti: il totale delle vaccinazioni in Lombardia è 1.231.413; quelle somministrate agli over 80 sono 322.568, più 60.000 nelle Rsa. Quindi, la percentuale di chi ha ricevuto una dose degli over 80 che hanno aderito (circa 600.000), supera di gran lunga il 50%, in linea con ciò che accade nel resto del Paese”.

Sabato 20 marzo in Lombardia un quarto dei vaccini nazionali

“Piu in generale, a titolo di esempio – ha concluso il governatore – in tutta Italia sabato sono state inoculate 120.000 dosi. Di queste, in Lombardia ne sono state fatte 30.000 che, in percentuale, corrisponde a un quarto di tutte le vaccinazioni nel Paese. Il nostro obiettivo è quello di vaccinare tutti i lombardi ammesso che arrivino le dosi necessarie dato che a fine mese le scorte a disposizione saranno esaurite”.

 

(Fonte: Lombardia Nozie online)

Brescia in zona arancione rafforzata, chiuse tutte le scuole. Moratti: "Strategia concordata col ministero". Bertolaso: "E' la terza ondata". Vaccinazioni concentrate nelle zone più colpite (VIDEO)

Dalle 18 di oggi nuova ordinanza per tutta la provincia di Brescia e nei comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino in provincia di Cremona - (VIDEO)


A Brescia zona arancione rafforzata

"Zona arancione rafforzata" in Lombardia nella provincia di Brescia e in altri Comuni della bergamasca. Il governatore Attilio Fontana firmerà un'ordinanza in giornata. Lo spiega la vicepresidente Letizia Moratti, in consiglio regionale. "E' stata decisa una strategia di mitigazione e contenimento", sottolinea. A Brescia e provincia si assiste a "un'accelerazione del contagio da Covid-19, con l'aggravante del pericolo delle varianti" che mostrano "una percentuale che arriva fino al 39% dei nuovi contagiati", aggiunge.

Oltre alla provincia di Brescia, i Comuni in zona arancione rafforzata saranno Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso, in provincia di Bergamo, e Soncino in provincia di Cremona. La zona arancione rafforzata, spiega Moratti, "prevede oltre alle normali misure della zona arancione anche la chiusura di scuole elementari, infanzia e nidi, il divieto di recarsi nelle seconde case, l'utilizzo obbligatorio dello smart working e la chiusura delle attività universitarie in presenza".

Guido Bertolaso

A Brescia è "praticamente partita la terza ondata" del Covid, dice Guido Bertolaso, consulente della Lombardia sul piano vaccinale, in consiglio regionale. "Balza all'occhio - dice mostrando dei dati - la situazione della provincia di Brescia, che ha di fatto un'incidenza doppia rispetto alle altre province del numero di casi in un determinato territorio in un determinato periodo. Brescia è largamente avanti rispetto a tutte le altre province", sottolinea, aggiungendo che se altrove la situazione è "sotto controllo", a Brescia "è evidente che il fatto che ci troviamo di fronte praticamente alla terza ondata della pandemia: è questo il punto che va aggredito".

La Regione, intanto, si appresta a modificare la strategia di vaccinazione. La Direzione Welfare e Bertolaso hanno deciso una "rimodulazione della strategia vaccinale" come "strumento di contenimento del contagio". In pratica, spiega Moratti, si comincerà a vaccinare nei Comuni dove ci sono i focolai, per evitare di riempire gli ospedali.

"Abbiamo chiesto al ministero la rimodulazione delle schedule vaccinali per soggetti positivi al Covid19, in modo da prevedere o la somministrazione di una sola dose o il posticipo di sei mesi per la sua somministrazione, ipotesi validata da dati di letteratura e esperienze in corso. Una risposta positiva ci consentirebbe di avere più dosi di vaccino, ora scarse", afferma.

I vaccini "verranno concentrati nei limiti del possibile e delle linee guida del ministero le vaccinazioni partendo dai Comuni al confine tra la provincia di Brescia e di Bergamo con presenza importante di focolaio e situazione di tensione legata alla saturazione delle terapie intensive locali".

Impianti sciistici chiusi, la Lombardia non ci sta. Fontana: "Colpo gravissimo al settore con decisione dell'ultimo secondo"

L'inatteso stop alla riapertura deciso dal neo confermato ministro sella Salute Speranza sconcerta Regioni e territori. Il governatore lombardo: "Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di 'settimana in settimana' è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini". Tempi e modi della mossa sono ritenuti inaccettabili: "Assurdo apprenderlo dalle agenzie di stampa a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato"


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Speranza chiude all'ultimo gli impianti sciistici e gela gli operatori del settore. Coro di indignazione dalla Regione Lombardia: le parole del presidente Fontana e degli assessori Moratti, Sertori e Guidesi

FONTANA - "Trovo assurdo apprendere dalle agenzie di stampa la decisione del ministro della Salute di non riaprire gli impianti sciistici a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato".

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana commenta la decisione del ministro Speranza di non consentire la ripresa delle attività sciistiche.

"Una decisione - aggiunge il presidente - dell'ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa. Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di 'settimana in settimana' è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini.

Solo sette giorni fa lo stesso Cts nazionale aveva dato il via libera a un regolamento molto severo per poter riaprire. Su quella base avevamo consentito la riapertura".

MORATTI - Sconcertata anche l'assessore al Welfare e vice presidente della Regione Letizia Moratti: "Il Cts aveva i dati dei flussi già da martedì quindi poteva dare una indicazione" che avrebbe permesso al ministro Speranza di "prendere una iniziativa più tempestiva" e non decidere di prorogare la chiusura degli impianti da sci, che avrebbero dovuto aprire domani, al 5 marzo. Moratti è partita da questo per spiegare che si tratta di "un danno grave agli operatori". "Quello che chiediamo al governo è avere tempi più certi e non avere aperture e chiusure così a ridosso l'una dall'altra rispetto ai tempi in cui si devono preparare" ha aggiunto. 

SERTORI - "Ci sono due cose - aggiunge quindi l'assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori - che il ministro Speranza deve fare: chiedere scusa alle migliaia di operatori turistici e ai cittadini per questa incredibile vicenda e, soprattutto, indennizzare immediatamente gli uni e gli altri che si sono fidati delle loro decisioni. È arrivato il momento di rivedere questo sistema dei 'semafori settimanali': una richiesta formale che facciamo al nuovo Governo".

GUIDESI - "Non si può dalla sera alla mattina dire a chi si è rifornito, a chi si è organizzato, a chi ha formalizzato contratti stagionali che non può lavorare. Ci vuole buon senso e avere buon senso è conoscere il mondo del 'lavoro'. Così il danno economico è doppio: con sole 12 ore di anticipo è stata cancellata una programmazione di settimane. È davvero inaccettabile il fatto che qualcuno non se ne renda conto".

Lo scrive sulla sua bacheca Facebook l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Sci, la Lombardia riapre gli impianti: ecco l'ordinanza del governatore Fontana

Il provvedimento va dal 15 gennaio fino al 31 marzo 2021. La capienza massima consentita sarà pari al 30%. Deroga fino al 50% per le stazioni più piccole


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Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato l’ordinanza con cui, a decorrere da lunedì 15 febbraio e fino a mercoledì 31 marzo, con esclusione dei giorni in cui alla Regione Lombardia si dovessero applicare le misure di cui all’articolo 2 o 3 del Dpcm 14 gennaio 2021, si regola l’apertura degli impianti nelle stazioni e nei comprensori sciistici anche agli sciatori amatoriali.

L’utilizzo degli impianti di risalita deve avvenire secondo quanto previsto nelle ‘Linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali’, approvato dalla Conferenza delle Regioni lo scorso 8 febbraio.

Apertura impianti sciistici, numero massimo presenze 30% della portata complessiva

apertura impianti sciistici

In base al testo dell’ordinanza “in ogni comprensorio sciistico, o stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio sciistico, il numero massimo di presenze giornaliere è determinato nella misura del 30% della portata oraria complessiva di tutti gli impianti a fune (cabinovie, funivie, seggiovie, skilift) presenti nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio. Per le stazioni con al massimo due impianti complessivi si sale al 50% della portata oraria complessiva. Nel caso di aperture in notturna, il calcolo delle persone ammesse dovrà essere riferito alla sola portata oraria dell’impianto o degli impianti aperti in notturna. Agli abbonati plurigiornalieri, settimanali e stagionali dovrà essere garantito il posto, nel limite del contingente giornaliero, anche attraverso appositi sistemi di prenotazione”.

Monitoraggio adeguato

L’ordinanza prevede inoltre che “al fine di assicurare un adeguato monitoraggio delle misure adottate, i gestori di ogni comprensorio sciistico, o stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio sciistico dovranno comunicare sia a Regione Lombardia che alle Agenzie di Tutela della Salute competenti per territorio, entro la data di apertura degli impianti, gli impianti aperti, la portata oraria dei singoli impianti e complessiva del comprensorio sciistico o della stazione sciistica, le presenze giornaliere ammissibili nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica, determinate in applicazione del criterio di cui al presente articolo”.

Per tante attività ritornano prospettive rosa

apertura impianti sciistici

“Finalmente – sottolinea Antonio Rossi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega allo Sport, alle Olimpiadi 2026 e ai Grandi eventi – riparte anche lo sport amatoriale di montagna. Un’opportunità in più per fare attività fisica che è anche una vera boccata d’ossigeno per gli operatori del settore e per l’economia delle nostre montagne. La riapertura delle stazioni sciistiche, infatti, permetterà agli alberghi di tornare a riempirsi. Centinaia di ristoranti ricominceranno a lavorare e migliaia di negozi ritroveranno una clientela forestiera, disposta a spendere. Ci sarà lavoro per i maestri di sci e per le attività di noleggio. Per tanti lavoratori stagionali, poi, si apre la speranza di ricominciare a guadagnarsi il pane e di riuscire a mantenere la propria famiglia”

Un semaforo verde che fa bene allo sport e alla gente

riapertura impianti sciistici

“Questa apertura sarà anche uno sfogo importante – sottolinea Rossi – per tante persone. Tutti quelli costretti in casa per mesi dalle restrizioni imposte dai provvedimenti per contenere l’epidemia di Covid. Tornare a sciare all’aria aperta porterà a grandi e piccini grandi benefici a livello fisico e psicologico. L’accortezza di mantenere la mascherina, evitare code agli impianti di risalita e assembramenti nelle baite permetterà loro di divertirsi e praticare attività in piena sicurezza”.

Torna a splendere il sole sulle montagne lombarde

Massimo Sertori

“Con il via libera a seggiovie, cabinovie e skilift – sottolinea Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti Locali, Montagna e Piccoli Comuni – torna a splendere il sole sulle montagne lombarde. Questo provvedimento permetterà agli operatori del settore e a migliaia di esercenti e a tutta l’economia montana di ricominciare a guardare al futuro con speranza. Oltre che agli operatori del settore, penso per esempio alle migliaia di attività montane che vivono intorno all’accoglienza generata dallo sci, da quelle alberghiere alla ristorazione, a quelle commerciali”.

Numero di presenze limitato e tetto massimo per skipass

Nel caso la situazione sanitaria dovesse mantenersi stabile, gli impianti di risalita rimarranno aperti sino al 31 marzo. Le linee guide approvate prevedono la riduzione della loro capacità e un numero massimo di presenze giornaliere. Ciò vale per le piste. Ed è calcolabile mediante l’introduzione di un tetto alla vendita di skipass giornalieri. Viene calcolato tenendo conto non solo delle quote giornaliere ma anche di quelle settimanali e stagionali. Ed è determinato in base alle caratteristiche della stazione o del comprensorio sciistico. Il numero massimo è del 30% della portata oraria complessiva per gli impianti a fune (cabinovie, funivie, seggiovie, skilift) presenti nel comprensorio sciistico o nella stazione sciistica non ricompresa in un comprensorio. Per le stazioni con al massimo due impianti complessivi si sale al 50% della portata oraria complessiva.

 

(Fonte: Lombardia notizie)

Vaccinazioni anti-Covid in Lombardia, la sperimentazione cronometro alla mano all'ospedale in Fiera. Parla il presidente Fontana (VIDEO)

Intervista al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della due giorni di sperimentazione sulle tempistiche di inoculo dei vaccini anti-Covid all'ospedale in Fiera a Milano - (VIDEO)


Risultato immagini per guido bertolaso fontana

Sotto la regia di Guido Bertolaso (responsabile della campagna per la Lombardia e coordinatore della specifica Unità di crisi), la Fiera di Milano ha ospitato la seconda fase della sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid. Il progetto di Regione Lombardia, avviato da Areu, qualche settimana fa, prevede la vaccinazione di circa 2.500 volontari dell’Azienda regionale dell’emergenza urgenza. Ai padiglioni del quartiere fieristico hanno fatto visita il presidente della Regione, Attilio Fontana, e la vicepreside e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

vaccini covid fiera

Fontana e Moratti hanno voluto ringraziare tutti coloro che sono scesi in campo nei padiglioni della Fiera di Milano per concludere la sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid  che ha consentito di affinare il modello. “Esprimiamo il nostro ringraziamento – hanno sottolineato – a tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo di Areu, dell’Esercito, della Protezione civile”.

vaccinazioni covid fiera

Il piano

Il piano di vaccinazione di massa dovrà necessariamente essere frutto di un lavoro di squadra, per questo è fondamentale il contributo di tutti ‘. E la collaborazione e il lavoro di squadra è stata evidenziata anche nell’incontro organizzato in mattinata con i direttori generali di Ats, Asst e Irccs ai quali sono state fornite le indicazioni per poter predisporre i propri piani vaccinali territoriali . “Siamo a vostra disposizione – ha detto Bertolaso – i vostri facilitatori. Dobbiamo lavorare come un’orchestra”.

In Fiera a Milano la grande alleanza per il modello lombardo di vaccinazioni anti covid

“Una grande alleanza che includa anche il mondo delle attività produttive e i sindacati ” , l’ha chiamata la vicepresidente Moratti “per far ripartire la Lombardia”. Il presidente Fontana concludendo l’incontro con i direttori ha parlato “di evento storico, che consentirà di salvare la vita a migliaia di persone”.

vaccini covid fiera

“È un momento difficile – ha chiosato- e dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e dimostrare la vera eccellenza sanitaria lombarda’. I tecnici elaboreranno i risultati della sperimentazione nei primi giorni della prossima settimana. I dati saranno poi comunicati pubblicamente”.

Assessore Foroni: la Lombardia si conferma leader nazionale

L’assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, è intervenuto sulla seconda fase delle vaccinazioni anti Covid in Fiera. “Sono molto soddisfatto – ha affermato – per come stanno procedendo le operazioni. Inoltre, con grande orgoglio, desidero rimarcare il totale coinvolgimento degli uomini in forza alla nostra Protezione civile”.

“Essi, infatti, stanno dimostrando ancora una volta grande disponibilità e professionalità. Una testimonianza di eccellenza a livello nazionale, da parte di chi, da quasi un anno, ha messo al centro della propria attività la salute dei lombardi”.

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