updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Covid, Curcio: "Siamo in guerra, servono norme da guerra". Il generale Figliuolo sui vaccini: "Per raggiungere i numeri sono disposto a qualsiasi cosa che rientri nella legalità"

Il capo della Protezione civile e commissario per l'emergenza oggi a Genova. Confermato l'arrivo per fine mese di 3 milioni di dosi


"Non fermiamoci ai numeri ma utilizziamoli per fare un salto in avanti". Lo ha detto Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile oggi a Genova per l'apertura del maxi-hub vaccinale della Fiera.

"Non siamo qua - ha detto facendo riferimento anche alla presenza del Commissario Francesco Figliuolo - a fare classifiche. Non ci interessa. A noi interessa che ci si vaccini".

"Noi - ha sottolineato - siamo in guerra. Servono norme da guerra. E mi pare che qui lo si stia facendo, a cominciare dall'impiego delle farmacie che vedrà in Liguria uno dei punti di prima attivazione, così come la norma che sblocca l'operatività degli infermieri e tante altre cose fatte e recepite per favorire sia la parte tecnica che politica". "Fateci vedere cosa sapete fare - ha concluso - così che noi possiamo trasferirlo a livello nazionale come best practice da mettere in atto tutti insieme".

"Il piano vaccinale - ha detto il commissario Francesco Figliuolo - non deve cambiare ogni due settimane: le Regioni hanno la programmazione bimensile delle aziende più grandi. Di Pfizer e AstraZeneca sanno già cosa arriva fino a fine aprile. Di Pfizer sanno addirittura le date". Il generale ha confermato l'arrivo di circa tre milioni di dosi per fine mese, che "ci porteranno a un totale da inizio campagna di 14 milioni e 170.000 dosi, rispetto allo stimato iniziale di 15,6 milioni, ma che è di più rispetto ai cali che inizialmente avevano paventato le aziende. E di questo ritengo si debba dare atto all'intervento del nostro primo ministro". "E' chiaro - ha aggiunto il commissario - che le aziende produttrici, che si stanno allineando, non lavorando con scorte ma mettono sul mercato tutto ciò che producono. Hanno difficoltà oggettive a dare un calendario che abbia un orizzonte superiore alle due settimane. Anche perché - ha concluso - una volta infialati i vaccini hanno più di 180 controlli e se uno non va a buon fine, tutto il lotto viene fermato. Nelle ultime settimane, non abbiamo avuto alcun ritardo di questo tipo". 

"Le Regioni hanno i loro modelli, a me interessa che raggiungano i numeri e per raggiungere i numeri sono disposto a qualsiasi cosa che rientri nella legalità". Lo ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo oggi a Genova rispondendo a chi gli chiedeva un commento sul coinvolgimento della sanità privata nella campagna di vaccinazione. "Certamente questa è una buona pratica - ha detto - e ne abbiamo anche altre".

Mercoledì prossimo, 31 marzo, il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario all'emergenza Covid. e il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, saranno in Lombardia. Lo ha detto il commissario lombardo Guido Bertolaso al termine della visita al nuovo hub vaccinale nell'ex tribunale di Crema (Cremona). "Verranno a vedere che cosa stiamo facendo - ha detto Bertolaso - verranno a vedere i nostri programmi, faremo il punto sulla situazione e non nasconderemo loro i problemi che abbiamo avuto e stiamo affrontando e risolvendo".

 

(Fonte: Ansa)

Covid, sale il tasso di positività: il governo verso una nuova stretta. Lockdown, zone rosse, coprifuoco anticipato: cosa può succedere nelle prossime ore

Una nuova stretta sulle misure, per contrastare l'impennata dei contagi di Covid e il diffondersi delle varianti, al vaglio del governo Draghi e degli esperti del Cts: le ipotesi in campo. Tra le ipotesi più drastiche, come detto, vi è anche quella di una super zona rossa che di fatto riguarderebbe buona parte del Paese, con possibili eccezioni per le poche aree (come la Sardegna) con un tasso del contagio meno preoccupante. Non è nemmeno da escludere che l'inizio del coprifuoco, attualmente in vigore in tutto il Paese dalle 22 alle 5, possa essere anticipato di un'ora o più


Lockdown locali sempre più diffusi che porteranno buona parte dell'Italia in rosso e un monitoraggio costante dell'andamento della curva del virus, per essere pronti ad intervenire con "il massimo rigore" nel caso le varianti dovessero far salire in maniera esponenziale i contagi. Il governo si prepara ad affrontare un'altra settimana difficile nella lotta al Covid, consapevole che potrebbe esser chiamato ad adottare ulteriori provvedimenti nonostante il primo Dpcm firmato dal premier Mario Draghi sia in vigore da sole 24 ore.

I numeri confermano la preoccupazione espressa degli scienziati, che più volte nei giorni scorsi hanno ribadito la necessità di rafforzare e innalzare le misure a livello nazionale e locale e di ridurre drasticamente la mobilità e le interazioni tra i cittadini: anche oggi quasi 21mila nuovi positivi, il tasso di positività che sale di ben un punto e si assesta al 7,6% e altri 207 morti, con il numero delle vittime che nelle prossime ore supererà la cifra, inimmaginabile un anno fa, di 100mila dall'inizio dell'emergenza. Non solo. Nei reparti ordinari degli ospedali ci sono stati altri 443 ingressi in 24 ore, con il totale dei ricoverati che è tornato sopra i 21mila. E le terapie intensive crescono costantemente da 18 giorni: oggi ci sono 2.605 pazienti, oltre 500 in più in due settimane. Nove regioni, inoltre, hanno superato la soglia critica del 30% di occupazione dei posti in rianimazione. Tutti chiari sintomi che la curva continua a crescere inesorabilmente. "Questo sarà un mese complicato" ammette il ministro della Salute Roberto Speranza ribadendo come le varianti abbiano "prodotto una nuova fase di accelerazione dell'epidemia", con il virus che "oggi è più capace di correre" rispetto ai mesi scorsi.

Bisognerà dunque intervenire, anche se dal governo continuano a ripetere che al momento non si sta ragionando di un lockdown generale, se non altro perché la situazione è molto diversa da regione a regione. Basta vedere i dati quotidiani: su quasi 21mila positivi, più della metà sono in tre regioni, Lombardia ( quasi 4.400 casi), Emilia Romagna (3.056) e Campania (2.560) mentre in altre 8 non si raggiungono i 500 casi. "Oggi abbiamo un'enorme differenziazione tra territori e il modello costruito serve proprio a evidenziare queste differenze" dice Speranza confermando dunque che si andrà avanti con il sistema delle fasce. Ciò non significa però che non ci sarà una stretta, anzi. "Monitoriamo la curva e verificheremo sulla base della proporzionalità quali siano le misure più adeguate. Mi aspetto nei prossimi giorni e nelle prossime settimane che la curva possa salire ancora e dunque mi aspetto altre regioni in rosso". In attesa del passaggio di fascia, che ci sarà venerdì con il nuovo monitoraggio, sono comunque sindaci e governatori ad intervenire. Da lunedì la provincia di Frosinone si andrà ad aggiungere alle altre decine già in rosso, mentre a Firenze il sindaco Dario Nardella ha annunciato limitazioni alla mobilità in determinati momenti e luoghi della città.

Diversi anche gli interventi in varie città per evitare gli assembramenti, con le forze di polizia che nelle ultime 24 ore hanno controllato 92mila persone, sanzionandone 1.800, e quasi 13mila negozi. Sui Navigli a Milano sono scattati i blocchi ai punti di accesso alla Darsena per limitare la presenza dei giovani all'ora dell'aperitivo, mentre a Roma i controlli non hanno portato alla chiusura delle zone della movida come accaduto ieri. In Sardegna invece il primo sabato in zona bianca si è chiuso con una maxi rissa con lancio di bottiglie e sedie nel centro di Nuoro, con protagonisti una ventina di giovani tutti senza mascherine. Se poi non dovessero bastare le misure a livello locale, sul tavolo del governo ci sono una serie di ipotesi che potrebbero essere adottate in vista di Pasqua: dalla proroga del divieto di spostamento, che scade il 27 marzo e già viene data per scontata, al coprifuoco anticipato fino ad un innalzamento delle restrizioni come avvenne nel periodo di Natale. Tutti interventi per cercare di evitare fino alla fine un lockdown generale che metterebbe ulteriormente in ginocchio l'economia.

 

(Fonti: Adnkronos e Ansa)

L'Italia e i colori dell'emergenza: da lunedì Lombardia, Piemonte e Marche in zona arancione. De Luca chiude le scuole. La sorpresa lieta della Sardegna: è la prima in bianco

Il ministro della Salute Speranza ha firmato le nuove ordinanze: scatta il rosso per Molise e Basilicata. L'Emilia-Romagna rischia un'ulteriore stretta


Da lunedì primo marzo passeranno in area arancione le Regioni Lombardia, Marche e Piemonte e in area rossa le Regioni Basilicata e Molise. La Sardegna passa in area bianca.

Lo prevedono le nuove ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia. È intanto in corso il tavolo di confronto tra Ministero della Salute, Iss e Regione Sardegna per definire le modalità attuative del passaggio. 

La Regione Sardegna ha già preso visione dell'ordinanza firmata dal ministro della Salute con cui si certifica la zona bianca per l'isola. Lo apprende l'ANSA dall'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. Adesso il presidente della Regione Christian Solinas dovrebbe adottare una sua ordinanza che prevederà riaperture graduali e controllate, e comunque concordate costantemente con il Ministero e il comitato tecnico scientifico. 

E' stata pubblicata l'ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che stabilisce la chiusura delle scuole dal 1 marzo 2021 e fino al 14 marzo 2021. "E' sospesa l'attività didattica in presenza dei servizi educativi per l'infanzia e dei servizi per l'infanzia (sistema integrato 0-6 anni) nonché delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle Università - si legge nel testo -restano comunque consentite in presenza le attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali e/o con disabilità, e in ogni caso garantendo il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza". Nell'ordinanza si raccomanda anche "alla popolazione di evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile". Si ribadisce anche "l'obbligo di rispetto delle misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti di quarantena dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi" e si invitano "gli enti competenti a rafforzare il controllo del rispetto delle disposizioni del Dpcm 14 gennaio 2021 e delle disposizioni del presente provvedimento".

Da lunedì prossimo, 1 marzo, quando la Basilicata diventerà zona rossa, la didattica a distanza sarà obbligatoria in tutte le scuole lucane. Lo si è appreso a Potenza al termine di una riunione dell'Unità di crisi regionale. Nelle prossime ore saranno resi noti i dettagli dell'ordinanza che sarà firmata dal presidente della Regione, Vito Bardi.

La riapertura di cinema e teatri "è stata individuata in una giornata simbolica ma bisognerà vedere cosa succede in queste ore. Se l'indice di contagiosità resterà basso si potranno sicuramente riaprire con le restrizioni, posti limitati, prenotazioni, nome e numeri di telefono per essere rintracciati, mascherina, igienizzante. Se però l'indice contagiosità tenderà ad aumentare ovviamente non riapriranno". Lo dice il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, a Skytg24."Sarebbe in controtendenza - dice - chiudere le scuole perché c'è maggiore diffusione di una variante e contemporaneamente riaprire cinema e teatri, sarebbe una nota stonata"

Vaccino Johnson & Johnson efficace al 72%

Secondo il regolatore americano FDA (il nostro ISS), il vaccino Johnson & Johnson protegge bene da patologie gravi e da morte per Covid-19, dimostra un'efficacia al 72% ed è molto funzionale anche nel rallentarne la trasmissibilità.


In Sud Africa, dove circola una variante più contagiosa, il vaccino è efficace al 64%, ha affermato la FDA nel suo rapporto. Invece negli Stati Uniti, i risultati dei test dimostrano un'efficacia pari all'86%, contro le gravi patologie legate al virus, in Sud Africa, dove circola una variante moto più aggressiva e pericolosa, la percentuale si riduce all'82. Secondo il quotidiano New York Times ciò significa che, una persona vaccinata ha molte meno probabilità di finire in ospedale o morire per Covid-19, stessa probabilità di non diffondere il virus.

La FDA potrebbe già approvare l'uso del vaccino negli Stati Uniti già questo fine settimana.

Il vaccino Johson & Johson può essere conservato a temperatura di 2 gradi, a differenza di quello di Moderna o di Pfizer/BioNTech. Inoltre, è necessaria una sola dose per vaccinare completamente una persona e questo potrebbe essere un vantaggio visti i continui rallentamenti della campagna vaccinale. 

 

  • Pubblicato in Salute

CHI ASSAGGIA? - Le radici profonde dell'Oltrepò Pavese nell'inconfondibile Bonarda dei Fratelli Agnes

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

La Bonarda unica dei Fratelli Agnes

L’azienda dei Fratelli Agnes si trova in Oltrepò pavese nel comune di Rovescala. I due fratelli, Cristiano e Sergio, sono la generazione attuale che produce i vini. La tradizione familiare risale però a molto prima, 1900 circa. Nel tempo, la famiglia ha saputo acquistare diversi appezzamenti di vigna nelle zone più vocate nell’area di Rovescala.

Nell’Oltrepò pavese il comune di Rovescala è da sempre stato caratterizzato, in campo vinicolo, dalla coltivazione dell’uva Croatina, conosciuta localmente come Bonarda. Questo comune ha delle radici molto profonde e una lunga tradizione enoica, più in specifico nel classico Bonarda dell’Oltrepò pavese. L’importanza di questo comune viene attestata in particolare in due documenti: il primo risale al 1192, nel quale si legge di una stipula di contratto che prevedeva un pagamento in vino anziché in denaro, così sottolineando la qualità pregiata dei vini del luogo; il secondo documento invece, del 1576, riporta in dettaglio l’elenco dei produttori e viticoltori rovescalesi, confermando la storica tradizione enoica.

I Fratelli Agnes nel rispetto delle tradizioni vinicole hanno fondato la cantina e iniziato a produrre vino. La coltivazione delle vigne è in pieno rispetto della natura con un sistema di “lotta integrata” ed in cantina seguono una filosofia di vinificazione tradizionale. I vini prodotti come Bonarda hanno diverse versioni, dalle frizzanti e vivaci e di pronta beva sino a quelle ferme, strutturate e più austere.

La cantina durante il recupero di vitigni e vigne vecchie ha diviso il suo vigneto in diversi luoghi, o Crus se vogliamo, in modo da esaltare la tipicità del posto in relazione con l’uva. Ad oggi in azienda sono presenti diverse parcelle come: Campo del Monte, Vignazzo, Cresta del Ghiffi, Possessione del Console, le quali danno nome ad alcune etichette presenti nella gamma di produzioni. I Fratelli Agnes producono inoltre alcune selezioni, utilizzando le migliori uve dai diversi Crus, come: Poculum, Loghetto, Millennium. Il vino Loghetto viene da vigneti con oltre 80 anni e da un clone molto antico di Croatina.

Ad oggi, i Fratelli Agnes vengono considerati fra i migliori interpreti di Bonarda dell’Oltrepò pavese e si sono fatti ambasciatori di un territorio, di un vino e di un vitigno. Un MUST da bere e conoscere.

 Risultato immagini per fratelli agnes rovescala

2019 Campo del Monte – Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC Frizzante

Tipologia: Vino rosso frizzante

Vitigno: Croatina

Produzione: Acciaio

Prezzo: 10 euro

Colore porpora molto vivace. I profumi sono molto intensi con sentori di ciliegia rossa, susina, petali di rosa e leggeri sentori erbacei. Il palato è intenso nella parte fruttata, delicata frizzantezza con medio alta tannicità. Il finale gustativo è dinamico con una parte fruttata molto in evidenza, sensazioni vinose, note di peonia e rabarbaro.

Risultato immagini per fratelli agnes rovescala 

2019 Possessione del Console – IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Croatina, clone pignolo

Produzione: Acciaio

Prezzo: 9 euro

Rosso fitto con riflessi violacei. Ottimo impatto olfattivo con sentori di more, mirtillo, prugna e delicate sensazioni speziate e balsamiche. Il vino al palato è strutturato, austero per via di tannini giovani e ben in evidenza. Il finale gustativo è improntato su sentori di frutti di bosco, viola e pepe verde.

 Risultato immagini per fratelli agnes rovescala

2019 Loghetto – IGT

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Croatina (75%), altri vitigni locali come: barbera e uva rara

Produzione: Acciaio, breve appassimento delle uve

Prezzo: 18 euro

Colore rubino intenso. Il vino all’olfatto ha un’ottima intensità con profumi di marasca, visciola e more. Seguono sentori di iris, cardamomo e chiodi di garofano. Il vino al palato è di grande impatto con tannino bilanciato da sensazioni di morbidezza, finale gustativo lungo con rimandi alla parte fruttata e alla mandorla amara.

Risultato immagini per fratelli agnes rovescala

Altri vini da provare: Vignazzo, Cresta del Ghiffi, Poculum, Millennium.

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

Lombardia e Veneto in zona gialla, Fontana e Zaia invitano i cittadini alla prudenza: "Evitare assembramenti per non vanificare gli sforzi fatti finora"

I presidenti delle due Regioni maggiormente colpite dal Covid lanciano un accorato appello perché il passaggio di colore con conseguente allentamento delle restrizioni non sia interpretato come un "liberi tutti"


Coronavirus, Attilio Fontana in diretta: «Medici in arrivo. Bene le  chiusure. Subiamo attacchi alle nostre mascherine». Logistica: cosa sarà  garantito - Cronaca Monza

Fontana: "Serve senso di responsabilità, non si può tornare indietro"

Il governatore lombardo ricorda: "L'economia è già fortemente compromessa e non possiamo permetterci nuove chiusure"

Il governatore lombardo  Attilio Fontana ha lanciato un appello ai cittadini, invitando ad avere atteggiamenti responsabili: "Siamo in zona gialla, un'occasione che dobbiamo vivere con grande senso di responsabilità affinché gli sforzi fatti finora non siano vanificati". "Oltre alla responsabilità dei singoli - ha aggiunto - è necessaria la massima collaborazione di sindaci e delle Prefetture affinché vigilino sugli assembramenti". Fino a oggi  la regione da novembre - quando è scattato il Dpcm che ha diviso l'Italia per fasce di rischio - era stata solo 13 giorni in giallo (11 in giallo puro e 2 in giallo rafforzato, al termine delle festività). 

"Non si può tornare indietro. L'economia - ha ricordato Fontana - è già fortemente compromessa e non possiamo permetterci nuove chiusure". E dunque "confido nel senso di responsabilità dei cittadini lombardi. Dobbiamo imparare a convivere con il virus - ha scritto Fontana -, perché finché non verrà raggiunta l'immunità di gregge, attraverso la vaccinazione di massa, il pericolo di una recrudescenza sarà sempre in agguato. Abbiamo bisogno di tornare ad una parziale libertà, ma ognuno dovrà fare la sua parte per vincere insieme la guerra a questo maledetto virus. Prudenza e senso di responsabilità consentiranno agli studenti di tornare a scuola in presenza senza incorrere nel rischio di una nuova chiusura dopo qualche settimana, ai commercianti di non dover abbassare nuovamente le serrande e così anche per bar e ristoranti, categoria tra le più penalizzate finora". 

 Ordinanza Zaia per il Veneto oggi. "Negozi chiusi la domenica" - Cronaca -  ilrestodelcarlino.it

Zaia: "Veneto zona gialla da oggi, ma non è finita"

Il presidente della Regione avverte: "Siamo ancora in piena pandemia, evitare assembramenti"

"Da oggi 1° febbraio il Veneto torna zona gialla e le scuole superiori riaprono in presenza. Attenzione però: dobbiamo prendere atto che siamo ancora nel pieno della pandemia, e non è finita". Lo sottolinea il presidente del Veneto, Luca Zaia su Facebook. "Il ritorno in area gialla va vissuto da ognuno di noi con responsabilità, evitando gli assembramenti, indossando in modo maniacale la mascherina e igienizzando le mani, perché in un battibaleno lo scenario potrebbe cambiare in arancio o in rosso, e quindi portare a nuove chiusure", avverte.

"Abbiamo predisposto l'aumento dei mezzi e dei controlli sul trasporto scolastico, ma chiediamo a tutti, inclusi i più giovani, di rispettare le norme, in classe e fuori, e di limitare i ritrovi e gli assembramenti oltre l'orario di lezione. Evitare un ritorno alla zona arancione e rossa e la saturazione dei nostri ospedali, è la sfida che tutti noi dobbiamo contribuire a vincere".

Zona gialla da oggi in sedici regioni: tutte le regole. Assembramenti, lite Cts-Comuni

Spostamenti consentiti tra le 5 e le 22, ma solo nella regione in cui ci si trova (salvo, come sempre, i motivi di lavoro, salute o necessità; e il raggiungimento di seconde case). Sui concentramenti di persone registrati in diverse città nel weekend il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo chiede ai primi cittadini di fare di più. Antonio Decaro replica: "Basta tiro al bersaglio. Dare la colpa a noi sta diventando il nuovo sport nazionale"


Zona gialla da oggi, lunedì 1 febbraio, per 16 regioni in Italia, con regole meno restrittive. Diminuiscono i divieti. Tra le aree del Paese che passano alla fascia con il più basso rischio Covid ci sono Lombardia, Veneto e Lazio, mentre sono solo 5 le regioni che si trovano ancora in zona arancione (Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano) secondo le ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza. La zona gialla, come noto, prevede misure e restrizioni più leggere. Ecco cosa si può fare e cosa no, secondo le disposizioni del governo.

COPRIFUOCO E SPOSTAMENTI

Il coprifuoco è fissato dalle 22 fino alle 5. Dopo quell’ora ci si può muovere solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Per spostarsi in quegli orari bisognerà fare un’autocertificazione. Resta l’obbligo di mascherina anche all’aperto, a eccezione dei bambini sotto ai sei anni, di chi svolge attività sportiva e di chi ha patologie. Fino al 15 febbraio è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, tranne quelli per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute.

VISITE

Una sola volta al giorno è permesso spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata della stessa Regione o Provincia autonoma, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle che già vivono nella casa di destinazione. Chi si sposta può portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

SCUOLA

Le scuole superiori adottano la didattica in presenza almeno al 50 per cento ed entro il limite del 75 per cento. Per medie ed elementari resta la didattica in presenza, ma con l’obbligo di mascherina per i bambini con più di sei anni. Le università organizzano la didattica con le autorità regionali.

BAR E RISTORANTI

Per bar e ristoranti restano le regole di apertura dalle 5 alle 18, consegna a domicilio consentita, asporto possibile con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. I musei possono rimanere aperti dal lunedì al venerdì tranne nei giorni festivi.

CINEMA, TEATRI, SPORT

Rimangono chiusi i cinema, i teatri, le sale scommesse, le sale da gioco, le discoteche, le sale da ballo, le sale da concerto, le palestre, le piscine, i parchi tematici, le terme, i centri benessere. I negozi sono aperti ma i centri commerciali sono chiusi nel weekend. Chiusi gli impianti sciistici fino al 15 febbraio, previa autorizzazione delle autorità regionali, in base alla situazione sanitaria.7

LITE CTS SINDACI SUGLI ASSEMBRAMENTI

Botta e risposta tra Agostino Miozzo del Cts e Antonio Decaro dell'Anci sugli assembramenti. "Dare la colpa ai sindaci sta diventando il nuovo sport nazionale. Miozzo, che ci accusa di immobilismo di fronte agli assembramenti nelle città, sembra impegnato in un disperato tentativo di allontanare da sé le responsabilità e addossarle sugli obiettivi più facili, quelli che per natura e per senso del proprio dovere, sono abituati a esporsi in prima persona, sempre: i sindaci", dice Decaro, presidente Anci e sindaco di Bari, commentando le parole del coordinatore del Comitato tecnico scientifico che sull'allarme assembramenti ha chiesto ai sindaci di fare di più.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

 

IO LEGGO - La Lombardia e le sue vie d'acqua: rileggere Carlo Cattaneo per ragionare sulla riapertura dei Navigli

Il prossimo 15 giugno 2021 cadranno i 220 anni dalla nascita di Carlo Cattaneo. L'Associazione "Riaprire i Navigli" ha pensato di rendergli omaggio riproponendo, attraverso il lavoro di Giorgio Bigatti, presentato da Roberto Biscardini, un'antologia di scritti del patriota e pensatore lombardo accomunati dall'acqua e dai paesaggi liquidi della regione. Un contributo colto alla riflessione su un tema d'attualità per la città di Milano, uscito dall'agenda politica comunale per una serie di promesse disattese


Riaprire i Navigli

L'Associazione Riaprire i Navigli ha deciso di celebrare Carlo Cattaneo (1801-1869), ricorrendo nel 2019 il 150 ° anniversario della morte e il 2021 il 220° anniversario della nascita, chiedendo a Giorgio Bigatti, curatore della Notizie naturali e  civili della Lombardia per l'Edizione nazionale delle opere di Carlo Cattaneo, di curare questa selezione di scritti, accomunati dal riferimento all'acqua e ai paesaggi liquidi della Lombardia. 
Carlo Cattaneo ci restituisce dei canali navigabili di Lombardia una descrizione encomiabile, come monumento della "nuova industria" del tempo, avendo la fortuna, a differenza nostra, di vivere in un periodo in cui a Milano i Navigli c'erano ancora e quelli lombardi erano ancora vie navigabili.
L'antologia mette in luce come parlare di acque nel contesto della Lombardia preindustriale significava occuparsi dei navigli nella loro triplice funzione agricola, commerciale e industriale, ma anche delle campagne irrigue della Bassa e non solo.
In altri ambiti il rapporto con le acque assumeva declinazione non meno significative, dal delicato equilibrio tra attività economiche e ambiente allo sviluppo della rete infrastrutturale, anche mediante il rilancio della navigazione fluviale e lacuale.
Emergono con evidenza alcuni nodi centrali nella visione dello sviluppo della Lombardia di Cattaneo: il paesaggio come esito dell'intreccio tra lavoro e capitale, la tensione tra opera dell'uomo e natura, il nesso tra infrastrutture e commerci, competente tecniche integrate e sviluppo diffuso.

Pagine 144

Prezzo scontato: 13 euro
Spedizione gratuita

Per informazioni cliccare qui

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS