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updated 10:21 AM UTC, Oct 29, 2020

Allarme pomodoro da Coldiretti, in Italia aumentate del 43% le importazioni dalla Cina

Secondo una ricerca di Coldiretti, sono aumentate del 43% le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 100 milioni di chili nel 2016.


E’ l’allarme lanciato in occasione della divulgazione dei dati Istat relativi al commercio estero con Paesi extracomunitari di gennaio 2017, il dato fa registrare un balzo record del 22,3% delle importazioni, superiore a quello delle esportazioni (+19,7%). C’è il rischio concreto che il concentrato di pomodoro cinese venga spacciato come Made in Italy sia sui mercati nazionali sia su quelli esteri. Grazie alla mancanza dell’obbligo di indicare sull'etichetta la provenienza, si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro cinese, da rilavorare e confezionare come italiano, poiché nei contenitori al dettaglio vi è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che va reso trasparente – precisa la Coldiretti - con l’obbligo ad indicare in etichetta soprattutto l’origine degli alimenti che, attualmente, in Italia vale solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c’è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo, che si vedrebbe penalizzato da una concorrenza sleale a basso costo e senza sicurezza alimentare. La Cina ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di microtossine, additivi e coloranti non ammessi dalle normative alimentari mondiali. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15 per cento) - precisa la Coldiretti - hanno riguardato il gigante asiatico.

Mentre l’Italia si appresta a diminuire la produzione nazionale di pomodoro, perchè viene ritenuta eccessiva dalle industrie di trasformazione, secondo i dati 2016 si assiste a un costante aumento dell’importazione di una eccessiva quantità di concentrato di pomodoro, che oggi si attesta al 21%. Più della metà di questa percentuale proviene dalla Cina, che ne ha iniziato la coltivazione per l’industria nel 1990 e oggi rappresenta il terzo bacino di produzione dopo gli Stati Uniti e l’Italia.

Per la Coldiretti l’etichetta alimentare deve riportare obbligatoriamente, la provenienza della materia prima impiegata, per tutta la frutta e verdura trasformata come appunto, i derivati del pomodoro.  Il ministero delle Politiche Agricole ha condotto una consultazione pubblica on line, sul sito del Mipaaf, sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari, che ha coinvolto 26.547 partecipanti. Questa consultazione ha evidenziato la necessità di una maggiore attenzione verso i dati riportati sulle etichette e l'obbligatorietà di indicare il paese di provenienza del prodotto base. Il consiglio della Coldiretti è comunque di preferire i prodotti, concentrato o sughi pronti, che volontariamente indichino sulla confezione l’origine nazionale al 100% italiana del pomodoro utilizzato.
Il pomodoro è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani. Nel settore del pomodoro da industria - continua la Coldiretti - sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano circa 72.000 ettari di terreno, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro. Un patrimonio che - conclude la Coldiretti - va salvaguardato garantendo il rispetto dei tempi di contrattazione per una consentire una adeguata pianificazione e una giusta remunerazione del prodotto agli agricoltori italiani.

Il calcio in fuorigioco? Gli stadi italiani sono mezzi vuoti. Scopriamo perché

L'indagine realizzata da Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. "Si chiama disaffezione. Il distacco dei tifosi nel nostro Paese, allo stadio e davanti alla tv, dipende da fattori etici ed economici che non hanno eguali in Europa". L'intervista de ilComizio.it al sociologo Piermarco Aroldi - (VIDEO)


Anche nel 2016 l'Inter si conferma leader italiana nelle presenze allo stadio con una media di 43.595 spettatori

 


Gli stadi italiani sono semivuoti ma non e' colpa solo della tv: nel girone d'andata della Serie A, gli spettatori per partita sono stati in media 21.457, una copertura del 55% dei posti disponibili, con un calo del 4% rispetto al 2010-2011. Cifre che fanno preoccupare se paragonate alla situazione in Inghilterra e Germania, ma anche in Spagna e Francia, in cui si arriva a riempire piu' del 90% degli stadi. E' il dato che emerge dalla ricerca 'Il calcio in fuorigioco? Indagine sulla disaffezione del pubblico italiano nei confronti del sistema calcio' realizzata da Focus in Media, Osservatorio sulla comunicazione e i media della Fondazione per la Sussidiarietà e l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. Il calo degli spettatori, secondo l'indagine, non e' dovuto solo alla massiccia copertura mediatica del calcio. Perche', negli ultimi anni, si registrano cali del 4% anche nell'audience del campionato italiano sulle Pay Tv. Restano i picchi d'ascolto in occasione dei match più importanti come Juventus-Inter, vista su Sky e Mediaset da oltre 3 milioni e 700 mila persone, pari al 13,53% di share. La ricerca ha indagato i motivi della disaffezione verso il calcio, formulando tre ipotesi. La prima e' quella 'estetica', dovuta al peggioramento della qualita' dello spettacolo in campo e alla mancanza di servizi adeguati negli stadi che per il 44% sono stati costruiti prima del 1949. La seconda e' di natura 'organizzativa': le società calcistiche italiane non si sono dimostrate all'altezza dell'organizzazione dello spettacolo e le istituzioni di controllo non avrebbero saputo garantire una efficace vigilanza sul sistema calcio. In Italia l'anomalia, rispetto al resto d'Europa, e' rappresentata dal fatto che i ricavi dipendano per il 60% dai diritti televisivi e media. Una circostanza che si e' rivelata fattore di rischio per la tenuta del sistema stesso. Aumentano i fatturati ma anche i casi di società professionistiche che non vengono iscritte o subiscono penalizzazioni per mancato rispetto delle norme sul fair play economico (56 punti di penalità nel 2014/15 rispetto ai 28 del 2013/14 e ai 24 del 2012/13). La terza e ultima ipotesi, avanzata dalla ricerca, e' quella 'etica': i ripetuti scandali, come ad esempio Calciopoli e Scommessopoli, hanno prodotto una crisi di credibilità del sistema e una perdita di fiducia del pubblico. Lo studio documenta attraverso le interviste i diversi atteggiamenti e reazioni degli appassionati verso quello che è ancora considerato lo spettacolo più bello del mondo. "Sono sempre appassionato di calcio ma sono cambiati i punti di vista e il modo", dichiara uno spettatore. "Gli scandali che si sono susseguiti negli anni - racconta un altro intervistato - insieme ai cambiamenti nel mondo del calcio, sono uno la conseguenza dell'altro e i principali motivi che hanno determinato il mio allontanamento da questo sport. Si è perso il senso di appartenenza alla maglia, gli interessi sono fare un fuorigioco in più o un gol particolare perché magari si hanno altri fini che vanno contro la propria squadra. È un totale decadimento di valori che diventa un circolo vizioso". E ancora: "C'è come un muro. Da una parte le persone che seguono il calcio come passione, speranza, autorealizzazione; dall'altra le società sono aziende che badano al bilancio e al profitto", "Il calcio è diventato marketing, lo è sempre stato ma oggi di più. Il calcio è un po' come la musica. E' regolato dal business soprattutto a livello televisivo, con sponsor e quant'altro".

Gaetano Balsamo e la carica delle Partite Iva Unite: "Lo Stato ci impone l'88% di tasse. Imprenditori e professionisti svegliatevi!"

Parla il fondatore di PIU, il primo movimento italiano che si batte per mettere insieme il mondo produttivo con l'obiettivo di proteggere le imprese, l'economia e il Made in Italy. Ai microfoni de ilCoimizio.it una videointervista completa, che parte dalla spinta di un uomo che si è messo in gioco per affrontare insieme a tanti altri come lui quella che ormai è un'emergenza, passando per la voglia di costringere le istituzioni a cambiare totalmente atteggiamento, per poi toccare un fenomeno, quello dell'immigrazione di massa, che sta condizionando molto pesantemente l'intera nostra società

 

Chi volesse saperne di più può consultare il sito www.partiteivaunite.it

Salvini corre verso il voto: "Fuori dall'Euro, prima gli italiani!". E annuncia una manifestazione a Napoli

Il leader leghista ribadisce la sua prioritaria battaglia per l'uscita dalla moneta unica: "Vogliamo che il Paese torni a scegliere, a crescere e sperare nel futuro; ben vengano Trump, Marine Le Pen e tutti quelli che si battono per la sovranità. Il ricatto dello spread è un giochino vecchio a cui non crede più nessuno. Alle urne da soli? O c'è un programma condiviso oppure sì, non ripeteremo gli errori del passato". Quindi rilancia lo sbarco al Sud: "Ben contento di confrontarmi con questa sfida"

Il lavoro non c'è: disoccupazione giovanile al 40%. L'Italia e gli italiani avranno un futuro?

Preoccupano gli ultimi dati dell'Istat. Il dato generale rimane stabile al 12% ma aumenta la percentuale dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni senza un'attività remunerata


 

Rimane stabile a dicembre il tasso di disoccupazione che si attesta al 12% mentre quello dei 15-24enni - cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) - è pari al 40,1% in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. E' quanto emerge dalle rilevazioni diffuse oggi dall'Istat.

 

La stima dei disoccupati a dicembre è in aumento su base mensile (+0,3%, pari a +9mila); crescita attribuibile alla componente femminile a fronte di un calo per quella maschile e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione dei 25-34enni.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione dei giovani, invece, dal calcolo sono per definizione esclusi gli inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi.

La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è in diminuzione nell’ultimo mese (-0,1%, pari a -15mila). Il calo interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di inattività è stabile al 34,8%.

Nel periodo ottobre-dicembre alla sostanziale stabilità degli occupati si accompagna la crescita dei disoccupati (+2,6%, pari a +78mila) e il calo delle persone inattive (-0,6%, pari a -78mila).

GLI OCCUPATI - A dicembre la stima degli occupati è stabile rispetto a novembre, sintesi di un aumento per la componente maschile e di un equivalente calo per quella femminile. Aumentano gli occupati di 25-34 anni, mentre calano gli over 35. A crescere, in questo mese, è l’occupazione dipendente a termine mentre calano gli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile al 57,3%.

Nell’arco del trimestre ottobre-dicembre si registra una sostanziale stabilità nella stima degli occupati rispetto al periodo precedente, sia tra gli uomini sia tra le donne. Segnali di crescita si rilevano per ultracinquantenni, dipendenti a termine e indipendenti, mentre si registra un calo per i 15-49enni e i dipendenti permanenti.

(Fonte: Adnkronos)

Maullu: "Stop alle sanzioni alla Russia che stanno danneggiando gravemente l'export italiano"

L'eurodeputato di Forza Italia (Ppe) è da tempo impegnato nel sostenere la necessità di interrompere l'embargo commerciale contro la Federazione Russa, voluto dagli Stati Uniti sotto la presidenza Obama. Una situazione che sta nuocendo in termini molto pesanti alle imprese italiane esposte nel Paese, soprattutto per quanto riguarda l'agroalimentare, il lattiero-caseario e il manifatturiero. Se ne è parlato in un convegno organizzato dallo stesso parlamentare europeo a Palazzo Pirelli cui hanno partecipato imprenditori, rappresentanti di Confindustria e Coldiretti e il vice console russo a Milano. L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


 Si è svolto a Palazzo Pirelli un convegno organizzato dall'eurodeputato di Forza Italia, Stefano Maullu, in cui è stato affrontato un tema molto sentito dalle imprese in una fase già difficile per ragioni congiunturali. Al Pirellone, in una sala piena, nonostante l'orario dell'incontro (le 18 di venerdì 20 gennaio) si è parlato di quanto le sanzioni inflitte alla Federazione Russa abbiano danneggiato il comparto economico milanese e lombardo. A discuterne diversi rappresentanti di associazioni di categoria e osservatori economici (Federalimentare, Assocalzaturifici, Coldiretti, Assolombarda, Ice Milano), che hanno fatto un bilancio, settore per settore, di quanto negli ultimi tre anni le imprese lombarde e milanesi abbiano subito gli effetti delle sanzioni.

"I numeri sono chiari: l'export lombardo, dalle sanzioni alla Russia in poi, ha perso qualcosa come 1 miliardo e 400 milioni di euro", ha detto Maullu che ha rilasciato anche un'intervista a noi de ilComizio.it.

  • Pubblicato in Esteri

Salute: gli italiani e i farmaci, la cattiva abitudine del "fai-da-te"

 Lo studio dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) sulla base di dati dell'Organizzazione mondiale della sanità: solo un paziente su tre segue le indicazioni dei medici. Proprio per promuovere un consumo più corretto dei medicinali sarà allestito a Milano, nell'area antistante via Mario Pagano, dal 18 al 22 febbraio, "Winter Village", il campo base della salute e della prevenzione


Italiani 'anarchici' con i farmaci: solo uno su 3 segue le indicazioni del medico, segnala l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) sulla base di dati dell'Organizzazione mondiale della sanità: a fronte di un terzo di pazienti 'disciplinati', ligi ai consigli di somministrazione forniti dai camici bianchi, un altro terzo li rispetta solo in parte e un altro terzo ancora per niente. Promuovere un consumo più corretto dei medicinali è uno degli obiettivi del 'Winter Village', il campo-base della salute e della prevenzione che sarà allestito a Milano dal 18 al 22 gennaio nell'aria antistante via Mario Pagano. L'iniziativa, illustrata oggi a Palazzo Marino, sede del Comune, è promossa da Onda grazie al contributo incondizionato di Doc Generici. Cosa spinge gli italiani al 'fai-da-te' con i farmaci? Fra le cause principali la scarsa motivazione, un'informazione inadeguata, l'insorgenza di disturbi imputati talvolta arbitrariamente al trattamento, schemi terapeutici troppo complessi e difficilmente gestibili nella quotidianità, la sostituzione di un farmaco generico con un altro equivalente, elenca Onda. Proprio su quest'ultimo aspetto, l'Osservatorio ha condotto un'indagine da cui risulta che per 3 donne su 4 la sostituzione di un generico con un altro equivalente rappresenta un problema, che in un quinto dei casi (19%) si traduce in una minore aderenza alla terapia: errori di assunzione, sospensione o interruzione. Secondo Onda non si deve puntare il dito solo sulla negligenza dei pazienti. "La scarsa aderenza coinvolge l'intero sistema socio-sanitario" e "la strategia di miglioramento dovrebbe partire da una migliore comunicazione, da un dialogo costruttivo medico-paziente e dalla semplificazione della terapia. Il Manifesto per l'aderenza alla terapia farmacologica sul territorio italiano, presentato in Senato lo scorso anno - ricorda l'Osservatorio - mira a coinvolgere tutti gli interlocutori, medici di medicina generale, specialisti, infermieri, farmacisti, caregiver e pazienti per avviare un processo di valorizzazione della relazione terapeutica fondata su 2 cardini, il dialogo e la continuità assistenziale. Un obiettivo prioritario, considerati i vantaggi di un corretto uso dei farmaci sul fronte della salute e dell'ottimizzazione delle risorse, individuali e collettive".Per 5 giorni, dalle 10 alle 19, presso il campo-base i cittadini potranno sottoporsi a check-up gratuiti con specialisti in cardiologia, diabetologia, medicina generale, ipertensione, oftalmologia, psichiatria, urologia e igiene dentale. Ci saranno inoltre 4 spazi tematici dedicati a salute e prevenzione: 'Mangia sano e bevi responsabile', l'area food dove lo chef Matteo Scibilia preparerà cibi salutari spiegando l'importanza di una corretta alimentazione; 'Coltiva la tua salute', su prevenzione e continuità delle cure; 'Esplora il tuo corpo', dove vivere un'esperienza digitale per conoscere i rischi legati agli stili di vita; 'Area conferenze' per approfondire. Per informazioni sulle varie attività, www.wintervillage.it e la pagina Facebook @ondawintervillage. Per Pierfrancesco Majorino, assessore alla Politiche sociali e Salute del Comune di Milano, "fare prevenzione, insegnare corretti stili di vita, far conoscere i rischi legati a cattive abitudini e avvicinare il medico alle persone che per paura, disattenzione o mancanza di tempo non vanno a fare alcun tipo di controllo è il modo più efficace per spingere chi ancora non lo fa a prendersi seriamente cura della propria salute".

(Fonte Adnkronos)

Italia nella morsa del gelo: dove è sconsigliato mettersi in viaggio

Anas sconsiglia vivamente di mettersi in viaggio nelle regioni interessate da temperature polari: Puglia, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Sicilia Nord-Est. La Sala Operativa Nazionale di Anas continua in queste ore a ricevere telefonate di clienti che hanno iniziato il viaggio, anche nelle aree interessate dalle avversità meteo, senza montare le catene da neve o senza disporre di gomme antineve.

Si ricorda che è d'obbligo l'uso delle catene o di pneumatici antineve: il mancato rispetto è causa di pericoli e difficoltà della viabilità per sé stessi e gli altri mezzi. Per garantire la transitabilità lungo la rete stradale e autostradale in gestione diretta, da oltre 48 ore, ogni giorno Anas sta operando con 450 mezzi e 650 uomini nelle regioni particolarmente colpite dalle intense nevicate. Oltre 70 gli uomini impegnati nelle Sale Operative Compartimentali sulla rete del Centro-Sud Italia. Mezzi spargisale e sgombraneve dell’Anas proseguono nella loro attività sull’intera rete nazionale.

Anas raccomanda prudenza nella guida, ricordando che l'evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all'applicazione 'VAI Anas Plus', disponibile gratuitamente in 'App store' e in 'Play store'. Inoltre si ricorda che il servizio clienti 'Pronto Anas' è raggiungibile chiamando il nuovo numero verde, gratuito, 800 841 148. 

(Fonte: Adnkronos)

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