updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021
Fabio Pasini

Fabio Pasini

La corsa per il sindaco di Roma agita l'alleanza Pd-MSS. Conte blinda la Raggi, il Pd pensa a Zingaretti e provoca "imbarazzo". Intanto si fa avanti l'ex ministro Gualtieri

Le elezioni comunali nella capitale creano qualche problema nei buoni rapporti tra dem e pentastellati, che sono anche insieme nella giunta della Regione Lazio guidata dall'ex segretario del Nazareno


Conte: "Il Movimento appoggia il sindaco uscente in maniera compatta

Raggi ci riprova con Conte per ottenere i soldi per Roma Capitale. Ma i  precedenti giocano a suo sfavore | Business Insider Italia

"Il Movimento5Stelle su Roma ha un ottimo candidato: si chiama Raggi, il sindaco uscente. Il Movimento l'appoggia in maniera compatta". Lo ha detto l'ex premier Conte. "Non so chi verrà indicato dal Pd come candidato ufficiale. Ci auguriamo che la loro decisione non metta in discussione il lavoro comune a livello di governo regionale", ha spiegato Conte. Sul fronte Dem, intanto, Gualtieri ha annunciato la sua candidatura alle primarie di Roma.

M5s Lazio: "Zingaretti candidato sfiora paradosso" 

Zingaretti PD: arrivano le dimissioni da segretario - Napoli ZON

L'ipotesi che il Pd possa candidare Zingaretti, attuale presidente della Regione, per Roma non è gradito ai vertici locali del M5s. "E' innegabile il forte imbarazzo che una eventuale candidatura di Nicola Zingaretti per le Comunali di Roma porterebbe nella neonata alleanza regionale". Così le due assessore a 5s della giunta di Nicola Zingaretti, Roberta Lombardi e Valentina Corrado.

"La situazione che si verrebbe a creare (uniti in Regione e avversari a Roma con Zingaretti come candidato e presidente) sfiorerebbe il paradosso", dicono le pentastellate augurandosi che le scelte del Pd su Roma "non contemplino soluzioni che avrebbero, inevitabilmente, ripercussioni sulla tenuta dell'attuale maggioranza regionale e su scenari di future alleanze nel Lazio". 

Gualtieri: "Mi candido alle primarie di Roma

Arriva la conferma: l'ex ministro Roberto Gualtieri studia da sindaco di  Roma

"Mi metto a disposizione di Roma, con umiltà e orgoglio. Partecipo alle primarie del 20 giugno. Costruiamo insieme il futuro della nostra città: io ci sono!". Lo  ha scritto su Twitter l'ex ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. 

Spagna, finisce lo stato d'allarme per il Covid: via il coprifuoco e libertà di movimento tra le regioni. Festa e polemiche a Madrid e Barcellona

Restano in vigore alcune restrizioni per i locali e l'obbligo di mascherina, ma il peggio è passato. Fanno discutere gli eccessi della movida. Nella capitale la polizia ha dovuto fare 450 interventi, in Catalogna il direttore dei Mossos d'Esquadra ha parlato di '"irresponsabilità" da parte di una minoranza "non solidale"


Covid, in Spagna revocato lo stato di emergenza: via il coprifuoco e le  restrizioni. FOTO | Sky TG24

Alla mezzanotte gli spagnoli hanno festeggiato la fine dello stato d'allarme dichiarato dal governo il 14 marzo 2020 per contenere l'epidemia di Covid-19. Restano in vigore l'obbligo di mascherina e la limitazione dei capienza e gli orari nei locali pubblici, dai musei ai bar, dalle chiese ai teatri.

Ma a Madrid è stata festa grande come se tutto fosse tornato prima del Covid: appena passata la mezzanotte, migliaia di giovani sono scesi in piazza per festeggiare, molti senza la mascherina e senza rispettare la distanza di sicurezza, hanno formato assembramenti e calche. Nella capitale la polizia ha dovuto fare 450 interventi: migliaia di giovani erano nelle strada e nelle piazze, per bere alcool e festeggiare e gli agenti non sono riusciti a rimuovere gli assembramenti a Puerta del Sol.  

Clima euforico, per la fine dei 15 mesi di stato di allerta, anche a Barcellona. Il direttore dei Mossos d'Esquadra, Pere Ferrer, ha parlato di '"irresponsabilità" da parte di una minoranza "non solidale": "Il rischio non è essere multati, ma essere contagiati e che tu contagi altre persone". Ferrer ha parlato di scene "molto preoccupanti" registrate in in una trentina di punti della capitale catalana.

 

(Fonte: Agi)

Coprifuoco, Sileri: "I numeri potrebbero consentire uno spostamento tra 7-10-15 giorni"

Parla il sottosegretario alla Salute: ""Forse osserveremo un aumento dei contagi nella popolazione più giovane, in coloro che si muovono di più. Ma questo non determinerà un aumento dei ricoveri e delle terapie intensive"


Lo spostamento del coprifuoco dalle 22, nell'Italia quasi tutta in zona gialla, potrebbe avvenire nel giro di "7-10-15 giorni". Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, a Domenica In si esprime così sull'ipotesi di modificare il coprifuoco, attualmente fissato alle 22. "Probabilmente nelle prossime settimane anche il coprifuoco potrebbe essere spostato in avanti: non è una mia decisione, deve esserci una valutazione scientifica. I numeri potrebbero consentirlo tra 7-10-15 giorni, quando è stata varata la norma ci trovavamo nel pieno della terza ondata", dice Sileri.

Le vaccinazioni proseguono, le fasce più anziane e fragili vengono progressivamente protette. "Forse osserveremo un aumento dei contagi nella popolazione più giovane, in coloro che si muovono di più. Ma questo non determinerà un aumento dei ricoveri e delle terapie intensive. Ciò non significa che non si possa morire di covid a 40 anni, ma le chance sono più basse. Non dobbiamo abbandonare il senso di responsabilità nei confronti degli altri", dice Sileri.

"Dobbiamo resistere ancora qualche settimana, le cose stanno andando meglio. Oggi rispetto ad un mese fa abbiamo molti milioni di italiani vaccinati in più e quindi possiamo allargare un po’ le maglie. Cerchiamo di raggiungere 20-25 milioni di italiani con la prima dose e a quel punto le cose cambieranno drasticamente. Anche io vorrei buttare la mascherina, ma dobbiamo resistere un altro po'", afferma ancora.

 

(Fonte: Adnkronos)

Voto in Gran Bretagna, i Conservatori di Johnson verso la vittoria. Disfatta laburista ovunque con l'umiliazione di Hartlepool, ex roccaforte rossa nel Nord dell'Inghilterra

Elezioni amministrative ne Regno Unito: i primi risultati danno i Tory in forte vantaggio sul Labour, che sta subendo pesanti sconfitte. Simbolico anche l'esito delle suppletive per lo storico collegio della sinistra, in cui il partito del premier ha strappato ai rivali il seggio alla Camera dei Comuni dopo oltre secolo. Attesa per la Scozia, dove torna fortemente di attualità il tema dell'indipendenza


 

Boris Johnson esulta per i primi risultati del voto di ieri in Gran Bretagna, con la trionfale vittoria Tory nelle suppletive dello storico collegio laburista inglese di Hartlepool (unico seggio nazionale in palio alla Camera dei Comuni), ma anche per l'avanzata complessiva in Inghilterra del suo partito dopo lo spoglio di 20 consigli locali su 143. Sono dati "molto incoraggianti" per noi, ha commentato il premier: "le nostre priorità di governo, sul rilancio del dopo pandemia, sono le priorità della gente". Caos invece nel Labour, dove si parla di disfatta e la sinistra interna rimette in discussione la leadership di Keir Starmer. 

Il suo Partito Conservatore ha infatti strappato dopo 57 anni il collegio di Hartlepool (nell'ex 'muro rosso' del nord Inghilterra) al Labour, che ha appena riconosciuto la batosta, eleggendo deputata Jill Mortimer alla Camera dei Comuni nell'unico voto suppletivo nazionale.

Quanto alle amministrative, assegnati finora seggi in una dozzina di consigli locali inglesi su 143, mentre s'attende entro domani l'esito del cruciale voto di Scozia e Galles e per il sindaco di Londra. 

La proclamazione di Mortimer è attesa a minuti, ma il ministro ombra laburista dei Trasporti, Jim McMahon, ha già ammesso la sconfitta, che si profila netta e umiliante in un territorio considerato blindato per i laburisti da mezzo secolo. E intanto i conservatori locali hanno innalzato davanti agli uffici elettorali di Hartlepool un grande pupazzo gonfiabile raffigurante Boris Johnson, con i pollici all'insù in segno di vittoria.

Una vittoria "davvero storica" l'ha definita Jill Mortimer, la conservatrice appena eletta nella circoscrizione di Hartlepool. "Sono immensamente orgogliosa di essere la prima parlamentare Tory eletta ad Hartlepool da 57 anni", ha detto parlando dopo il primo clamoroso risultato di questa importante tornata elettorale nel Regno Unito. "non solo - ha aggiunto - sono la prima donna mai eletta parlamentare in questa città. è davvero un risultato storico". Quindi ha concluso: "Il Labour ha dato per scontate le persone di Hartlepool per troppo tempo. L'ho sentito ripetere infinite volte e la gente ne ha abbastanza. Con questo risultato, adesso, il popolo ha parlato e ha detto chiaramente che è tempo di cambiamento". 

Negativi per il Labour anche i primissimi risultati amministrativi di alcuni consigli locali inglesi, dove al momento risultano assegnati oltre un centinaio di seggi di consigliere al maggiore partito britannico d'opposizione e poco meno al partito del premier: ma con il primo in calo e il secondo in ascesa come conferma la conquista Tory dei consigli di Redditch e di Nuneaton & Bedworth, nelle Midlands, e di quello di Harlow, nell'Essex, pure sottratto al Labour che conferma inoltri pesanti perdite un po' in tutto il nord-est post-industriale. "Gli elettori non sono tornati a credere ancora in noi", ha commentato un'altra fonte laburista, cercando di scaricare almeno in parte la responsabilità di questo scenario negativo iniziale sull'eredità dell'ex leader radicale Jeremy Corbyn (uscito di scena dopo la disfatta alle politiche di fine 2019) e di esonerare invece l'attuale leader, il più moderato ma grigio Keir Starmer. 

 

(Fonte: Ansa)

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