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updated 2:49 PM UTC, Jul 14, 2020
Fabio Pasini

Fabio Pasini

Francia, un 14 luglio diverso: la festa nazionale dedicata alle vittime del Covid e al personale sanitario. La Marsigliese risuona per loro. Polemiche sulle mascherine e mini contestazione a Macron

Quest'anno la manifestazione per la festa nazionale si è svolta in formato ridotto e senza pubblico, a causa delle restrizioni legate all'epidemia da Covid-19. Il presidente Macron ha voluto confermare la cerimonia anche se soltanto con 2500 militari presenti e 1400 operatori della sanità, eroi della battaglia contro l'emergenza invitati in tribuna, unico pubblico ammesso alla celebrazione


Conducenti di ambulanze, cassieri di supermercati, postini, medici che hanno curato pazienti affetti da Covid-19. La Francia celebra i 'lavoratori essenziali' nel 14 luglio segnato dalla pandemia, in una festività nazionale ricalibrata senza la consueta grandiosa parata militare.

Cerimonia ristretta a Place de la Concorde e niente sfilata sugli Champs Elysees con la pattuglia acrobatica di Francia che, dopo il classico tricolore che attraversa il cielo sopra l'Arco di Trionfo e la Torre Eiffel, effettua anche un secondo sorvolo su Parigi lasciandosi dietro un fumo bianco in onore degli operatori sanitari e di tutti i lavoratori essenziali.

Il presidente Emmanuel Macron ha passato in rivista le truppe e sfilato brevemente in place de la Concorde a Parigi, mentre sugli spalti si distinguevano i camici bianchi degli operatori sanitari, disposti rispettando il distanziamento sociale. "Questa cerimonia sarà il simbolo dell'impegno di un'intera nazione" e "della nostra resilienza", ha detto Macron alla vigilia delle celebrazioni, facendo riferimento alla gestione della crisi sanitaria. La Francia è un dei Paesi più colpiti in Europa dalla pandemia con più di 200.000 contagi e 30.000 decessi.

La Marsigliese per gli operatori sanitari

Momento di commozione durante la celebrazione quando, davanti alla tribuna con Emmanuel Macron e tutti i membri del governo, si sono presentati tutti i rappresentanti civili e militari del personale sanitario impegnato contro l'epidemia di coronavirus. 

È risuonata la Marsigliese e l'omaggio al personale sanitario si è concluso con un lunghissimo applauso di tutte le autorità presenti, in piedi nella tribuna. Mentre si svolgeva la cerimonia, ritrasmessa in diretta tv, molti francesi sono intervenuti sui social network e nei blog dei vari media per criticare il fatto che quasi nessuno, a place de la Concorde, indossasse la mascherina.

Macron l'ha indossata soltanto scendendo a stringere le mani a fine cerimonia. In Francia, dove la mascherina non è stata mai né obbligatoria né consigliata all'aperto, le autorità sanitarie, di fronte all'allentamento del rispetto delle regole sanitarie, pensano di rendere "obbligatoria e non più strettamente consigliata" la mascherina nei luoghi chiusi.

Accordo con i sindacati per l'aumento degli stipendi al personale sanitario

Alla viglia il governo ha annunciato un pacchetto di 8 miliardi di euro per aumentare gli stipendi a medici, infermieri e paramedici. L'accordo è stato  firmato con i sindacati ieri dopo settimane di trattative e vedrà un incremento medio degli stipendi di 183 euro al mese. Gli operatori sanitari sono stati elogiati durante la pandemia con manifestazioni quotidiane di apprezzamento da parte del pubblico. Ma da tempo chiedevano migliori stipendi e maggiori risorse finanziarie per gli ospedali. Nonostante l'intesa, durante la cerimonia c'è chi ha voluto esprimere il suo dissenso levando in volo con dei palloncini uno striscione in cui era scritto: "Dietro gli omaggi Macron strangola gli ospedali".

Una festa in tono minore: niente folla intorno alla Torre Eiffel per i fuochi d'artificio

La commemorazione ha reso omaggio anche all'ex presidente Charles de Gaulle, 80 anni dopo il suo appello alla resistenza contro i nazisti. La festa nazionale francese ricorda un momento decisivo della rivoluzione del 1789. In quel giorno, i cittadini assalirono la Bastiglia, usata allora come luogo di detenzione e diventata l'emblema del regime monarchico. 

Tradizionalmente, la festa nazionale si concludeva con i fuochi d'artificio, con migliaia di persone riunite intorno alla Torre Eiffel per osservare lo spettacolo pirotecnico che è confermato anche se il parco intorno alla torre sarà chiuso al pubblico.

Coronavirus, tra immunità che non dura, ricadute e anticorpi boomerang. La scienza ci dice di non stare tranquilli. E ci sono pure forti dubbi sull'efficacia di un futuro vaccino

Diversi studi mettono in luce la breve durata della protettività degli anticorpi sviluppati dopo la malattia. Eʼ possibile che il Covid abbia lo stesso meccanismo delle influenze comuni. Una ricerca è particolarmente inquietante: gli anticorpi acquisiti dall'infezione provocata da Sars-CoV-2 non solo potrebbero non proteggerci da una nuova infezione, ma aumenterebbero le probabilità di svilupparne una nuova più violenta e più grave


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Mentre si moltiplicano i casi di guariti di coronavirus che tornano a contrarre il virus, cresce la paura che anche un vaccino potrebbe non essere davvero efficace contro la malattia. Se gli anticorpi prodotti da un ex positivo non proteggono da un ritorno dalla malattia a distanza di poche settimane, lo potrà fare un vaccino? Gli esperti si interrogano e gli studi epidemiologici danno indicazioni tutt'altro che rassicuranti.

Infezioni bis in tutto il mondo - Seconde infezioni vengono segnalate in tutto il mondo: l'ultima nel nostro Paese, una donna di Pozzuoli, 84 anni, che è risultata di nuovo positiva al Covid dopo aver contratto la stessa malattia ad aprile, con sintomi poco gravi, risolta nel giro di un mese. Tuttavia Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione microbiologi clinici italiana, scrive il "Corriere della Sera", precisa che non è chiaro se si tratti davvero di seconde malattie oppure se il virus sfugga al tampone, pur presente nell'organismo, o ancora se frammenti virali restino nel corpo a lungo, a sintomi ormai terminati. 

Immunità double face - Una ricerca italiana pubblicata su Bmj Global Health ipotizza che l'immunità acquisita non solo non sarebbe protettiva, ma potrebbe favorire reinfezioni con sintomi più gravi. C'è un altro studio del King's College di Londra che parla di un'immunità lunga pochi mesi: nei pazienti esaminati gli anticorpi raggiungono il picco dopo tre settimane e successivamente diminuiscono.

Anticorpi e protezione - Dagli studi risulta che i malati sviluppano anticorpi entro 19 giorni in grado di respingere eventuali nuovi attacchi. Ma non è chiaro quanto duri l'immunità concessa da questi anticorpi. A complicare le cose le cose c'è la natura di questo specifico virus, che fa ammalare la stragrande maggioranza senza sintomi o con sintomi molto deboli: impossibile quindi sapere se la risposta immunitaria sia realmente protettiva. 

Come le influenze comuni - Inevitabile quindi che ci siano forti dubbi sull'efficacia del vaccino: sarà temporanea? Questa è l'ipotesi più probabile, visti gli esiti di molte ricerche. Il meccanismo sembra quello delle influenze comuni, in cui lo stesso virus può tornare a infettare di nuovo le stesse persone, anche se l'eventualità dovrà essere confermata da altri test clinici. La responsabile dello studio inglese Katie Doores chiarisce: "La produzione di anticorpi di chi si ammala ha riguardato nei nostri casi solo un breve periodo. E se l'infezione genera anticorpi così limitati nel tempo, anche la copertura di un futuro vaccino teoricamente avrà una durata limitata". 

Anticorpi boomerang - Si fa strada inoltre l'idea che gli anticorpi potrebbero anche rivelarsi una sorta di boomerang. Un altro studio, spiega il "Giornale", condotto tra i colleghi italiani dell'Irccs Burlo Garofalo di Trieste, ha puntato l'attenzione sulla "elevata trasmissibilità e sul tasso di casi severi tra gli operatori sanitari", afferma Luca Cegolon, medico epidemiologico all'Ausl 2 di Marca Trevigiana di Treviso. Colpisce, dicono gli esperti, anche la minore incidenza tra i bambini, che hanno meno anticorpi rispetto agli adulti perché non hanno ancora avuto modo di svilupparli: questo potrebbe proteggerli maggiormente dal rischio infezione. 

Funzionamento dei coronavirus - D'altra parte, tutti i coronavirus possono essere contratti più di una volta, indipendentemente dagli anticorpi sviluppati inizialmente. Per i ceppi più pericolosi, il Mers-CoV e il Sars-CoV, si è identificato il fenomeno immunologico dell'Antibody Dependent Enhancement, scatenato da re-infezioni. Secondo Cegolon "non solo l'immunità acquisita non sembra proteggere ma può allearsi con il virus durante infezioni secondarie per facilitarne l'ingresso, sopprimere l'immunità innata e scatenare o amplificare una reazione infiammatoria importante dell'organismo". Chi ha contratto il virus in primavera dunque potrebbe riammalarsi in autunno,. Magari in modo più violento. 

 

(Fonte: Tgcom24)

Liguria, traffico da incubo e code senza fine. Toti si ribella: esposto in Procura e azione di risarcimento danni contro Autostrade per l'Italia e governo. La promessa non mantenuta della ministra De Micheli

Paralizzato il nodo autostradale di Genova a causa dei soliti e noti problemi dovuti ai cantieri che ormai quotidianamente mandano in tilt il traffico che passa dalla Liguria. Lungo la A7 e la A10 sono stati registrati rispettivamente 13 e 9 chilometri di coda. In A7, in direzione Milano, traffico incolonnato tra Genova Bolzaneto e Ronco Scrivia a causa della chiusura del tratto per rifacimento dell'asfalto. In A10, invece, la coda di 9 chilometri si è creata tra Genova Aeroporto e il bivio A10/A26 dei Trafori, in direzione Ventimiglia, sempre per lavori


 Ancora code e caos in Liguria. Adesso indaga la procura ...

Rassegna stampa: da il Giornale

Lo aveva annunciato quando aveva intuito che il caos sulle autostrade avrebbe paralizzato la Liguria a oltranza, compromettendo economia e turismo.

Dopo aver presentato un esposto in Procura ora il governatore Giovanni Toti avvia anche una causa civile contro Autostrade per l'Italia e Ministero delle Infrastrutture che con il piano concordato di messa in sicurezza delle gallerie hanno bloccato l'intera circolazione: «Non saremo vittime sacrificali», dice Toti.

Sulla rete ci sono fino a venti chilometri di coda, e anche ieri due ore tra Savona e Genova, con le auto incolonnate anche di notte. La situazione intorno al nodo del capoluogo ligure è insostenibile da settimane, nonostante la ministra Paola De Micheli avesse assicurato che entro il 10 luglio i disagi si sarebbero ridotti grazie alla riapertura di due corsie per senso di marcia. Il presidente, che aveva tentato inutilmente con un'ordinanza di correre ai ripari, ora vuole chiedere i danni, insieme con i comuni e le categorie economiche: «Abbiamo deciso di avviare formalmente l'azione civile di risarcimento. Nonostante la gazzarra stucchevole e nociva e gli annunci a mezzo stampa da parte del governo quello passato è stato un altro weekend molto difficile sulle autostrade liguri e si preannunciano altri tre giorni complessi - accusa Toti - Nonostante le rassicurazioni anche formali date dal ministero, oggi rileviamo che le ispezioni (nelle gallerie, ndr) finiranno il 15 o il 16. E da queste, discenderà un nuovo piano di lavori che potrebbe protrarsi per l'intero mese di luglio e non si sa bene quanto di più».

Ilcomizio.it - code autostrade liguria

La richiesta danni non sarà «un percorso breve né facile - dice il governatore - non avremmo voluto arrivare a questo punto, mi spiace. È nostra intenzione coinvolgere in questa richiesta le altre istituzioni del territorio. Io ho chiesto di portare questa proposta di azione congiunta al vaglio degli organismi dirigenti delle Camere di Commercio e di Anci Liguria. Oltre che a essere danneggiati, non ci stiamo a essere anche beffati». È già stata presentata dalla Regione una richiesta di accesso agli atti sia al ministero che ad Autostrade: un passaggio preliminare «per conoscere nel dettaglio ciò che non conosciamo: il piano di ispezioni, quali esami e articolati di analisi siano stati proposti sui flussi di traffico o come siano stati considerati i danni che sarebbero stati provocati».

Ministero e concessionaria avranno «30 giorni di tempo per rispondere - spiega il consulente legale della Regione, Lorenzo Cuocolo - l'azione davanti al giudice civile si perfezionerà entro settembre. La regione ha bisogno di vedere le carte per individuare responsabilità e tipologie di danni perché è stata tenuta all'oscuro di quanto sta accadendo». La richiesta di risarcimento contempla «due grandi categorie di danno: quello per gli enti territoriali, conseguente alla riorganizzazione di molti servizi e ai mancati introiti in termini di addizionali, e quelli di immagine». Dal ministero delle Infrastrutture intanto arrivano rassicurazioni: «Le verifiche sulle gallerie saranno completate nei prossimi giorni fa sapere il Mit Già dal prossimo fine settimana dovrebbe essere garantita una maggiore fluidità del traffico. Per le gallerie ricomprese nel percorso critico, proseguono senza interruzione i lavori per i quali, fatto salvo circostanze straordinarie, è prevista l'ultimazione entro il 15 luglio».

Lavoro, a luglio previste 263mila assunzioni: -38,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Aumentano i contratti a termine. Comandano commercio e turismo

Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622mila, evidenziando in questa fase incertezza diffusa soprattutto per il mese di settembre. I contratti proposti dalle imprese a luglio sono prevalentemente contratti a termine, tipologia che cresce di 3 punti percentuali rispetto al 2019 (59,5% contro 56,3%)


Unioncamere Chieti-Pescara per le esperienze di alternanza scuola ...

Sono circa 263 mila le assunzioni previste dalle imprese nel mese di luglio 2020. Le figure professionali più richieste in questo periodo riguardano anzitutto le attività commerciali e del turismo a partire dagli addetti nelle attività di ristorazione (circa 57mila), dal personale non qualificato nei servizi di pulizia (circa 34mila) e dagli addetti alle vendite (oltre 20 mila). Rispetto allo stesso periodo del 2019 si prospetta un calo complessivo delle entrate pari a -38,6% (più forte nell’industria che nei servizi). Si riducono anche le imprese che programmano assunzioni (sono il 10%, contro il 16% di un anno fa). Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622mila, evidenziando in questa fase incertezza diffusa soprattutto per il mese di settembre.

A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di luglio. I contratti proposti dalle imprese a luglio sono prevalentemente contratti a termine, tipologia che cresce di 3 punti percentuali rispetto al 2019 (59,5% contro 56,3%). Parallelamente in questa fase diminuiscono i contratti a tempo indeterminato (17% contro 20,2%). Leggero incremento per i contratti di apprendistato (5,4%, +0,3 punti), mentre diminuisce la previsione per i contratti di somministrazione (8,4%, -1,4 punti).

Il 52% delle entrate riguarda l’area aziendale della produzione, il 19% l’area commerciale e il 13% l’area tecnica e della progettazione. Perciò dopo il grande gruppo delle professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi e quello delle professioni non qualificate, le assunzioni di luglio riguardano soprattutto gli operai specializzati (circa 36mila) e le professioni tecniche (circa 27mila).

E anche in questo periodo di crisi economica si registra difficoltà di reperimento nel 37% delle ricerche per gli operai specializzati (in particolare operai e artigiani nel settore delle costruzioni, fonditori e saldatori, meccanici e montatori) e in circa il 40% delle ricerche per i tecnici (soprattutto tecnici informatici, tecnici della sanità, tecnici dei rapporti con i mercati). Il mismatch tra domanda e offerta, in questi casi, è qualitativo e riguarda soprattutto competenze ed esperienza, con radici nel mancato collegamento tra sistema formativo e imprese oltre che nelle carenze dell’orientamento e dei servizi per il lavoro.

Meglio della media nazionale si prospettano le assunzioni di luglio per le regioni del Nord-est (in particolare Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto che contengono la flessione tra -19% e -35% rispetto al 2019) e per quelle del Sud e Isole (in particolare Sardegna, Calabria e Puglia con una flessione compresa tra -30% e -34%), trainate dalla stagione turistica. Il Centro si assesta su una riduzione delle entrate del 37% rispetto a un anno fa, mentre più lenta risulta la ripresa nel Nord-ovest (-48,5% le entrate rispetto al 2019).

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