updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

L'Europa è minacciata da un inverno senza risorse energetiche

I prezzi dell'elettricità e del gas stanno aumentando rapidamente. Spagna e Francia l'intervento dell'UE per scongiurare rivolte di piazza. Tuttavia, un intervento centrale potrebbe avere solo risultati a lungo termine, nel breve termine, gli stati e i loro cittadini sono lasciati a se stessi.


I prezzi in rapido aumento di gas ed elettricità, non sono solo un peso per i consumatori e le industrie; stanno anche diventando un problema politico per molti governi in Europa. Soprattutto nei paesi più poveri dell'Europa meridionale, orientale e centrale, Italia compresa, i governi temono la povertà energetica, le tensioni sociali e le proteste. La Spagna ha già visto la rivolta sociale a causa dei forti aumenti dei prezzi: la gente è scesa in piazza questa estate a causa dei forti aumenti sui prezzi dell'elettricità.

Uno scenario horror che molti politici vedono come una ripetizione delle proteste dei gilet gialli francesi più di due anni fa. Le proteste, alcune delle quali molto violente, erano dirette contro la transizione energetica francese e l'aumento dei prezzi del carburante. Alla fine, il presidente Emmanuel Macron ha dovuto arrendersi e cancellare l'aumento del prezzo della benzina. Proteste che andrebbero ad aggiungersi a quelle dei no-green pass e dei no-vax.

La Francia è uno dei paesi dell'UE che chiedono un forte intervento centrale nell'attuale crisi energetica. Anche Spagna, Repubblica Ceca, Grecia e Romania spingono per un ruolo più forte dell'Unione. I prezzi dell'energia saranno quindi uno dei temi dominanti quando Angela Merkel, Macron e gli altri capi di Stato e di governo si incontreranno a Bruxelles alla fine della prossima settimana.

L'UE non potrà comunque fare nulla a breve termine, ma diversamente con misure a lungo termine potrebbe ristabilire degli equilibri. Dal punto di vista di alcune capitali nazionali, è urgente un ruolo più forte per l'UE a lungo termine, perché gli osservatori prevedono che i prezzi dell'energia rimarranno alti per un lungo periodo.
"Il gas naturale stoccato nelle riserve Europee non è sufficiente ad esaurire tutte le richieste, anche se si prevede un clima più mite, il condotto Nord Stream 2, che parte dalla Russia per raggiungere l'Europa, deve entrare subito in funzione per cambiare la situazione, non possiamo aspettare luglio 2022", afferma Trevor Sikorski, responsabile del gas naturale presso "Bank UniCredit". Altri osservatori di mercato prevedono addirittura che i prezzi dell'energia torneranno ai livelli precedenti alla pandemia solo nel 2024.

 

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha intanto annunciato di aver istituito una commissione per analizzare il progetto di realizzo di una riserva strategica comune di gas, gestita direttamente dall'UE. All'ordine del giorno anche il disaccoppiamento dei prezzi dell'elettricità e del gas. Finora il prezzo dell'energia elettrica sul mercato europeo si è basato sui prezzi delle centrali con i costi di generazione più elevati. Ciò infastidisce particolarmente la Francia, che produce molta energia nucleare a basso costo. 

Nel breve termine, i paesi dell'UE saranno lasciati da soli gestire i loro consumatori e le aziende, tuttavia, la Commissione europea fornirà loro assistenza con un cosiddetto "kit di strumenti", l'autorità vuole elencare i modi con cui i governi nazionali potranno aiutare le famiglie e le aziende senza violare le rigide regole dell'UE in materia di concorrenza e sovvenzioni. 

I governi nazionali potranno realizzare Bonus energetici diretti alle famiglie e a sostengono delle imprese, potranno sospendere per un periodo gli obblighi fiscali e costringere persino le compagnie elettriche a restituire parte dei loro profitti ai clienti. Una bozza del documento "Toolbox" che sta circolando a Bruxelles mostra che la Commissione è pronta a fare molte concessioni al riguardo.

I governi di Spagna, Francia, Italia e Grecia hanno già annunciato che aiuteranno le famiglie a basso reddito nel pagare le bollette dell'elettricità e del gas. Tale sostegno al reddito di emergenza sarebbe accettato dalla Commissione europea, a condizione che sia temporaneo e "mirato" ai poveri.

Un'ipotesi già formulata in modo simile la scorsa settimana il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni. Tuttavia, questo potrebbe escludere una procedura come quella in Grecia, dove tutte le famiglie riceveranno sussidi per l'elettricità.

La Commissione vuole anche consentire agevolazioni fiscali per i clienti di elettricità e gas. Dovrebbe essere possibile sospendere tasse e tributi vari (che normalmente superano il 40% dell'importo totale), ma sempre a condizione che la sospensione sia limitata nel tempo e sia rivolta alle famiglie più povere. 

In tal modo, l'autorità fornisce ai governi nazionali un potente mezzo di contromisure, anche se a spese del bilancio nazionale. Secondo i calcoli della Commissione, tasse e oneri sono responsabili del 41% dei costi delle materie energetiche a carico delle famiglie. Nell'industria invece costituiscono ancora il 34%.

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