updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Chiesa, mea culpa senza precedenti: "Affrontare mancanza di fede e corruzione anche al nostro interno"

Corruzione e abusi nella Chiesa cattolica, il mea culpa del Sinodo dei vescovi Corruzione e abusi nella Chiesa cattolica, il mea culpa del Sinodo dei vescovi

Il Documento preparatorio della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi il cui processo comincerà ad ottobre e durerà due anni: "In particolare non possiamo dimenticare la sofferenza vissuta da minori e persone vulnerabili a causa di abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate"


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La Chiesa deve accompagnare le persone nelle sofferenze causate dalla pandemia e dalla povertà ma "non possiamo nasconderci che la Chiesa stessa deve affrontare la mancanza di fede e la corruzione anche al suo interno". È quanto si legge nel Documento preparatorio della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi il cui processo comincerà ad ottobre e durerà due anni.

"In particolare non possiamo dimenticare - sottolinea il documento del Vaticano - la sofferenza vissuta da minori e persone vulnerabili a causa di abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate".

"Per troppo tempo quello delle vittime è stato un grido che la Chiesa non ha saputo ascoltare a sufficienza. Si tratta di ferite profonde che difficilmente si rimarginano, per le quali non si chiederà mai abbastanza perdono e che costituiscono ostacoli, talvolta imponenti, a procedere nella direzione del 'camminare insieme'. La Chiesa tutta è chiamata a fare i conti con il peso di una cultura impregnata di clericalismo". Il Sinodo è un invito a "camminare insieme" all'interno della Chiesa ma anche con "l'intera famiglia umana". Non deve produrre documenti ma "far germogliare sogni". Infine il Documento preparatorio ricorda che i vescovi sono gli "autentici custodi, interpreti e testimoni della fede di tutta la Chiesa" e "non temano perciò di porsi all'ascolto del Gregge loro affidato" ma "la consultazione del Popolo di Dio non comporta l'assunzione all'interno della Chiesa dei dinamismi della democrazia imperniati sul principio di maggioranza".

 

(Fonte: Ansa)

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