updated 2:41 PM UTC, Mar 3, 2021

Impianti sciistici chiusi, la Lombardia non ci sta. Fontana: "Colpo gravissimo al settore con decisione dell'ultimo secondo"

Impianti di rialita chiusi a sorpresa fino al 5 marzo Impianti di rialita chiusi a sorpresa fino al 5 marzo

L'inatteso stop alla riapertura deciso dal neo confermato ministro sella Salute Speranza sconcerta Regioni e territori. Il governatore lombardo: "Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di 'settimana in settimana' è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini". Tempi e modi della mossa sono ritenuti inaccettabili: "Assurdo apprenderlo dalle agenzie di stampa a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato"


Risultato immagini per fontana speranza

Speranza chiude all'ultimo gli impianti sciistici e gela gli operatori del settore. Coro di indignazione dalla Regione Lombardia: le parole del presidente Fontana e degli assessori Moratti, Sertori e Guidesi

FONTANA - "Trovo assurdo apprendere dalle agenzie di stampa la decisione del ministro della Salute di non riaprire gli impianti sciistici a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato".

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana commenta la decisione del ministro Speranza di non consentire la ripresa delle attività sciistiche.

"Una decisione - aggiunge il presidente - dell'ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa. Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di 'settimana in settimana' è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini.

Solo sette giorni fa lo stesso Cts nazionale aveva dato il via libera a un regolamento molto severo per poter riaprire. Su quella base avevamo consentito la riapertura".

MORATTI - Sconcertata anche l'assessore al Welfare e vice presidente della Regione Letizia Moratti: "Il Cts aveva i dati dei flussi già da martedì quindi poteva dare una indicazione" che avrebbe permesso al ministro Speranza di "prendere una iniziativa più tempestiva" e non decidere di prorogare la chiusura degli impianti da sci, che avrebbero dovuto aprire domani, al 5 marzo. Moratti è partita da questo per spiegare che si tratta di "un danno grave agli operatori". "Quello che chiediamo al governo è avere tempi più certi e non avere aperture e chiusure così a ridosso l'una dall'altra rispetto ai tempi in cui si devono preparare" ha aggiunto. 

SERTORI - "Ci sono due cose - aggiunge quindi l'assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori - che il ministro Speranza deve fare: chiedere scusa alle migliaia di operatori turistici e ai cittadini per questa incredibile vicenda e, soprattutto, indennizzare immediatamente gli uni e gli altri che si sono fidati delle loro decisioni. È arrivato il momento di rivedere questo sistema dei 'semafori settimanali': una richiesta formale che facciamo al nuovo Governo".

GUIDESI - "Non si può dalla sera alla mattina dire a chi si è rifornito, a chi si è organizzato, a chi ha formalizzato contratti stagionali che non può lavorare. Ci vuole buon senso e avere buon senso è conoscere il mondo del 'lavoro'. Così il danno economico è doppio: con sole 12 ore di anticipo è stata cancellata una programmazione di settimane. È davvero inaccettabile il fatto che qualcuno non se ne renda conto".

Lo scrive sulla sua bacheca Facebook l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Ultima modifica ilLunedì, 15 Febbraio 2021 10:52

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.