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updated 4:52 PM UTC, Jul 6, 2020

Coronavirus, a Milano la protesta dei commercianti che consegnano le chiavi delle attività al Comune: "Non ci dicono niente su riapertura e sistemi di sicurezza"

Milano, una delegazione che rappresenta circa 2mila commercianti ha consegnato le chiavi di locali e ristoranti al Comune Milano, una delegazione che rappresenta circa 2mila commercianti ha consegnato le chiavi di locali e ristoranti al Comune

La rivolta ristoratori e gestori di locali, estetisti e parrucchieri. Una delegazione, in rappresentanza di 2mila imprenditori, ha compiuto un gesto simbolico in polemica col governo e l'amministrazione per essere stati lasciati soli nell'emergenza, senza che nessuno abbia ancora dato loro indicazioni su regole, misure da adottare e relativi costi a carico. Come dire: "Così resteremo chiusi"


Anche a Milano ristoratori e gestori di locali, estetisti e parrucchieri, protestano contro la decisione del governo di mantenere la chiusura di queste attività commerciali anche nella fase 2, che partirà dal 4 maggio. Per loro si prospetta una riapertura il primo giugno. In segno di protesta una delegazione che rappresenta circa 2mila commercianti ha consegnato le chiavi di locali e ristoranti al Comune

Prima di arrivare a Palazzo Marino la delegazione, composta da poche persone per evitare assembramenti, ha raggiunto piazza della Scala sfilando simbolicamente per via Manzoni, zona commerciale del centro di Milano.

"Consegneremo 2mila chiavi di ristoranti, negozi di estetica, parrucchieri, sale cinematografiche al Comune per protesta - ha spiegato prima dell'incontro il promotore della manifestazione, il ristoratore Alfredo Zini -. Non sappiamo se riusciremo a riaprire a giugno perché non sono chiare nemmeno le regole, abbiamo subito cali di fatturato del 70% e dovremo investire per adeguare le nostre attività a nuove misure di sicurezza. Noi viviamo di convivialità e al momento non sappiamo nemmeno se una famiglia di 4 persone può stare seduta insieme al tavolo di un bar o di un ristorante. Anche sui dispositivi di protezione non c'è chiarezza".

A Palazzo Marino, la delegazione è stata ricevuta dall'assessore al Commercio, Cristina Tajani e dal capo di Gabinetto del sindaco, Mario Vanni. Il Comune non può intervenire sulle riaperture, come è stato comunicato, ma sta mettendo in campo un piano per giugno, con la possibilità per le attività di espandersi all'esterno. Inoltre si sta valutando un abbattimento della Cosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico.

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