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updated 2:49 PM UTC, Jul 14, 2020

L'Italia si sta avvicinando alla crisi?

  • Scritto da Zonca2020
  • Pubblicato in Attualita
In evidenza L'Italia si sta avvicinando alla crisi?

Lo scoppio del problema Coronavirus rappresenta una sfida enorme non solo per il sistema sanitario italiano, ma anche per la politica e l'economia del paese


L'Italia è il primo paese europeo ad avere un'epidemia di Coronavirus. Finora, 880 persone sono state infettate e 21 sono decedute. Il focolaio è nel nord Italia, da lì, la malattia infettiva si è diffusa in altre regioni del paese.  Anche un governo forte potrebbe sopraffare in uno scenario così orribile. L'attuale coalizione guidata da Giuseppe Conte è debole e controversa, il movimento dei Cinque Stelle e il Partito Democratico, in agosto avevano unito le loro forze per mantenere il leader della Lega Matteo Salvini, fuori dal potere. Due partiti che non hanno molto in comune e che non sono riusciti a far decollare il paese, facendolo uscire da un preoccupante stallo economico.

Il paese è stato politicamente paralizzato negli ultimi mesi. I partner della coalizione hanno trovato difficoltà nell'accordarsi, su molte delle decisioni importanti e le lotte interne al potere politico si sono quasi sempre sviluppare nelle piazze o sui social media. L'ex primo ministro Matteo Renzi, legato alla maggioranza con il suo partito Italia Viva, è diventato l'ago della bilancia di un'instabile maggioranza. Più volte ha velatamente minacciato di abbandonare il carro, cosa che avrebbe portato alla fine del governo.

Tutto questo fino all'apparizione del virus corona e come al solito in Italia in casi di emergenza eccezionali, i ranghi delle truppe si sono chiusi, i battibecchi sono cessati, tutti hanno dato sostegno a Conte nella lotta contro l'epidemia da Coronavirus. Anche politici dell'opposizione come Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno dato a Conte il loro sostegno, pur con velate critiche. Non è senza ironia che il secondo gabinetto Conte, per la prima volta da quando è entrato in carica, sembra essere all'altezza del compito. Dopo che i primi decessi si sono registrati la scorsa settimana, ha subito approvato un decreto con misure drastiche. I primi comuni colpiti in Lombardia e Veneto messi in quarantena, bloccati dalle forze di polizia e da oggi dall'Esercito. Scuole, università, musei chiusi, fiere e altri eventi importanti cancellati. 

In situazioni così estreme, è facile criticare le azioni delle autorità, soprattutto qui in Italia, dove molte cose non vanno come dovrebbero, le critiche alle autorità fanno parte dello sport nazionale. Mentre alcuni accusano lo stato, le autorità regionali, di aver reagito troppo tardi o di fare troppo poco, altri parlano di azioni eccessive, perché "le gite scolastiche sono state annullate", anche nelle regioni non interessate. Visto però in modo oggettivo, Conte, i ministri responsabili e i governatori delle regioni colpite, hanno reagito in modo sorprendentemente rapido e deciso.

Solo nei primi giorni di crisi, un conflitto di poteri tra il governo a Roma e i presidenti regionali del nord, ha causato polemiche, subito rientrate e raggiunto un accordo su come agire insieme, da allora la cooperazione tra le autorità sembra funzionare a tutti i livelli e oltre i confini dei partiti.

Negli ultimi giorni sono stati condotti test antivirali su migliaia di persone attorno ai due focolai conosciuti. In Europa la situazione non è diversa e questo non colpa dei "caotici e incapaci italiani", il virus scoppiato in Cina si sta ora diffondendo in Europa, perchè difficilmente una malattia infettiva può essere fermata nelle società aperte, anche con adeguate misure precauzionali. I virus si muovono liberamente in un mondo globalizzato.

L'Italia mantiene stretti legami economici con la Cina ed è sede di una grande comunità cinese con oltre 300.000 membri censiti. Il numero di visitatori dal Medio Oriente è salito alle stelle negli ultimi anni. Per questi motivi, il governo di Roma aveva cancellato i voli da e per la Cina, già dalla fine di gennaio. Pur sembrando una misura cautelativa corretta, oggi sappiamo che la misura ha avuto un effetto negativo. Poiché la maggior parte dei paesi europei ha continuato i voli, i viaggiatori dalla Cina potevano entrare in Italia, facendo scalo nei diversi stati in cui non esistevano limitazioni. E mentre gli arrivi dalla Cina potevano essere facilmente controllati ed esaminati, le provenienze da altri aeroporti internazionali su Milano e Roma continuava senza precauzioni.

È ancora impossibile stimare le conseguenze dell'epidemia e quantificare il danno. Il numero di infetti e vittime potrebbe sicuramente aumentare in modo significativo nelle prossime settimane. Allo stesso tempo, l'Italia è minacciata dalla turbolenza economica. Le aree più colpite nel nord sono il cuore produttivo del paese. Un grande numero di aziende potrebbero chiudere e decine di migliaia di lavoratori potrebbero perdere il lavoro. L'industria del turismo sta già vivendo drammatiche cadute in tutto il paese. L'Italia, che non si è ancora completamente ripresa dalla crisi finanziaria globale, potrebbe rischiare di precipitare nella recessione.

Conte sta cercando soprattutto di calmare la gente e prevenire il panico, così come i governatori delle regioni colpite nel nord stanno cercando di fermare l'allarmismo. L'unica voce fuori dal coro in questo fronte nazionale unito, è Matteo Salvini. Il capo della Lega ha bombardato l'odiato ex alleato Conte con messaggi video, sperando di beneficiare dell'incertezza generale. Proprio all'inizio dell'epidemia di Corona in Cina, Salvini aveva fatto la richiesta (impraticabile) che l'Italia chiudesse i suoi confini. Ora con lo svilupparsi dell'epidemia, rende il capo del governo personalmente responsabile delle infezioni nel paese e chiede le sue dimissioni.

L'ex ministro degli interni 46enne dimostra così poca propensione verso un'unione di stato. I suoi fan più agguerriti potranno anche apprezzare una condotta più mordente, tuttavia, se Salvini vuole davvero governare il paese, ha bisogno dell'approvazione sia dei circoli di destra più moderati che dei circoli del centro politico e questo dovrebbe verosimilmente, scoraggiare alcune uscite mediatiche, vista la situazione di emergenza.

Le conseguenze politiche a lungo termine della crisi Coronavirus, sono attualmente difficili da valutare, molto dipenderà da ulteriori sviluppi. Se il virus arrivasse a causare un'emergenza medica ed economica, il fronte unito si sbriciolerebbe rapidamente e il governo difficilmente potrebbe sopravvivere.

 

A più lungo termine, un esito più o meno infruttuoso della crisi difficilmente stabilizzerebbe la politica italiana. Una volta risolto il problema, la vecchia guerra di trincea potrebbe ricominciare. La paura di nuove elezioni potrebbe tenere insieme la coalizione Conte, ma per quanto tempo? È probabile che la paralisi politica continui in entrambi i modi. Tutto questo diventa devastante per un paese che sta perdendo il contatto con il resto dell'Europa e non ha riforme strutturali di vasta portata, che lo possano far risale i gradini di quella graduatoria, che dovrebbe vederlo nei primi posti.

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