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updated 5:02 PM UTC, Apr 1, 2020

Bufera nell'agroalimentare, chi non ha pagato gli agricoltori della OI del pomodoro? debiti per 20 milioni di euro

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Un momento della lavorazione dei pomodori da industria AgroNotizie Un momento della lavorazione dei pomodori da industria

Nuova bufera sul mondo del pomodoro. Centinaia di agricoltori della OI del pomodoro da industria del Nord sono furiosi, perché non hanno ancora visto un euro di pagamento del prodotto - dell’ultima campagna 2016-2017 - che avevano consegnato per la trasformazione.


Sotto accusa ci sono una cooperativa e un’azienda privata, che si trovano entrambe in Emilia Romagna. Il valore del pomodoro non pagato sarebbe di 20 milioni di euro. Intanto, la OI (Organizzazione interprofessionale) ha pubblicato la situazione dei pagamenti delle varie industrie. Dai dati della OI risulta che il 17% del pomodoro del Nord non è stato pagato. Oltre alle due imprese che non hanno pagato, ce ne sono altre quattro che hanno pagato solo in parte. Intanto, si registra la dura presa di posizione delle principali associazioni piacentine degli agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

 INDUSTRIA PIACENTINA OK Per quanto riguarda le aziende piacentine, Steriltom, Emiliana Conserve, Casalsco-Arp e Carlo Manzella & C. hanno pagato interamente il pomodoro agli agricoltori, secondo i contratti, rispettando l’articolo 62 della legge 27/2012. Questa nuova tegola, si aggiunge al calo del prezzo alla tonnellata, dovuto alla sovrapproduzione. Una decurtazione, prevista nel contratto, che è stata di 2,25 €/ton.

 CONFAPINDUSTRIA Nel mirino ci sono almeno quattro trasformatori, che hanno pagato solo in parte, e addirittura due - l’azienda privata e la cooperativa - che sono in situazione di totale insolvenza. Una prima forte presa di posizione arriva dalle aziende di Unione alimentare associate a Confapindustria Piacenza. In una dura nota, inviata alla OI del pomodoro del Nord, a tutte le OP e a tutte le industrie aderenti, è stato chiesto alla stessa OI di assumere iniziative a tutela dei diritti lesi da comportamenti scorretti e in contrasto con le norme contrattuali. Molti di coloro che non sono stati pagati stanno valutando anche una richiesta di danni.

 LA LEGGE 27/2012 La situazione danneggia gravemente le industrie private e le cooperative che, invece, hanno provveduto ai pagamenti nei termini previsti, cioè entro i trenta giorni dalla consegna. Una norma stabilita dall’articolo 62 della legge 27 del 2012 che ha rivoluzionato il sistema agroalimentare. Per l’ultima campagna, tutte le OP (organizzazioni di prodotto) e le industrie del Nord hanno sottoscritto un contratto con regole condivise. Nel testo si prevede che la cessione del pomodoro tra OP e industrie/cooperative avvenga in modo omogeneo: le condizioni applicate devono essere comuni e uguali per tutti (articolo 6 del contratto, che non ammette deroghe).

 PERCHE’ NON SI PAGA I mancati pagamenti - secondo una prima stima - ammonterebbero a oltre 20 milioni di euro. La situazione è molto difficile, in quanto le OP (che avrebbero dovuto comunque avere le fidejussioni come garanzia delle consegne) non incassando, non sono in grado di procedere al pagamento degli agricoltori. In questo quadro, la rabbia dei singoli produttori e delle cooperative che devono ancora essere pagate è trattenuta a stento.

 LA OI DEL POMODORO «La prossima settimana - fa sapere Tiberio Rabboni, presidente della Oi del pomodoro del Nord - è in agenda l’incontro del gruppo “regole condivise”. Questa situazione è nota da ottobre. La regola prevede che se i pagamenti non vengono onorati nei tempi stabiliti non c’è possibilità di nuovi contratti per la futura campagna». L’OI, spiega Rabboni, è il luogo delle regole condivise, «che i soci si sono date. E la OI pretende il rispetto delle regole. Attualmente è in corso un’ipotesi di puntualizzazione che verrà sottoposta ai soci. Nello stesso tempo, si sta verificando con la OP creditrice l’evolversi della situazione e una via di uscita. Quest’ultima va definita fra industrie e fornitori di prodotto. E’ la condizione per poter sottoscrivere ulteriori contratti». L’ex assessore regionale all’Agricoltura si dice «molto preoccupato. Voglio sperare che chi non ha pagato si stia dando da fare per pagare almeno in parte e dare garanzie, altrimenti verrà escluso dalla prossima campagna. Questo è un elemento di destabilizzazione in un settore che vale il 50% del pomodoro italiano».

La OI è impegnata anche sul fronte della raccolta dei dati di previsione di produzione e fabbisogno di trasformazione, «per poter calibrare la programmazione. L’obiettivo - conclude Rabboni - è quello di arrivare, prima della fine di gennaio, a una programmazione chiara. Il mercato deve restare stabile. Ricordo che lo scostamento dalla produzione programmata rispetto all’accordo firmato ha portato a una penale che poi ha generato danni per tutti».

 COLDIRETTI «Siamo a conoscenza delle difficoltà in cui versano alcune OP - commenta Marco Crotti, presidente Coldiretti Piacenza - che non avendo ancora incassato interamente il credito da alcune imprese di trasformazione, stanno liquidando in modo parziale i produttori conferenti; per questo terremo monitorata la situazione e ci rendiamo disponibili a raccogliere segnalazioni al fine di tutelare gli interessi dei nostri associati. Certo è che questa problematica si va ad inserire oggi in un contesto difficile, con una campagna partita con un prezzo di riferimento già poco remunerativo che senz’altro non valorizzava la qualità e la salubrità garantita dai produttori agricoli, per questo si rende oltremodo necessario avviare un percorso per riconoscere il pattuito».

 L’INDUSTRIA Steriltom e Emiliana Conserve sono tra i firmatari della lettera inviata da Confapindustria alla OI e attendono risposte convincenti e, soprattutto, assicurazioni perché l’articolo 6 sia rispettato e non provochi concorrenza sleale tra le aziende e problemi agli agricoltori. «Il mancato rispetto di questo articolo - afferma Dario Squeri, ad di Sterltom - deve essere sanzionato a salvaguardia delle imprese serie, che hanno pagato, e degli agricoltori piacentini. Diverse aziende agricole sono a rischio sopravvivenza perché esposte per decine di migliaia di euro e senza la possibilità di poter pianificare la programmazione della prossima campagna».

 CONFAGRICOLTURA Secondo il direttore di Confagricoltura Piacenza, Luigi Sidoli, «il problema è duplice e riguarda una coop e un’industria privata. Per la cooperativa il problema è interno ai soci, per il secondo caso il problema ricade sulle OP. Entrambi i nodi impattano sul mercato e impatteranno anche sulla campagna futura. Sarà più che mai necessario che le OP facciano bene il loro mestiere, cioè governare l’offerta secondo il reale fabbisogno. Auspichiamo un ruolo ancora maggiore della OI in termini di programmazione della campagna 2017». Infine, Sidoli ricorda che «come sindacato, non avendo un ruolo diretto sul mercato, non possiamo far altro che ribadire necessità della concentrazione dell’offerta per sostenere mercato e reddito degli agricoltori».

 CIA AGRICOLTORI «E’ chiaro che non sono stati rispettati gli accordi e le regole. Così non va». Giovanni Malchiodi, presidente di Cia Piacenza, sostiene che «occorre fissare paletti che vanno poi rispettati: sia da parte degli agricoltori, sia da parte dell’industria. A farne le spese, sono gli agricoltori che lavorano correttamente, che si impegnano a non sforare le superfici a loro attribuite. Gli errori di pochi non devono essere pagati da tutti». Secondo Gianluigi Arata, vice presidente Cia e consigliere della OP Asipo «la OI non avrebbe dovuto lasciare firmare i contratti a chi non aveva fornito le garanzie». I soci di Asipo «hannoportato il pomodoro solo alle industrie che hanno dato garanzie, una regola questa che è prevista dalla OI. Purtoppo, alcuni non l'hanno rispettata». Anche Arata si dice «molto preoccupato. Adesso occorre mettere le carte sul tavolo. Si pagano fior di quattrini persone che poi non fanno i nostri interessi. Per ora, ritengo che una soluzione sia difficile e qualora se ne troverà una prevedo che sarà molto dolorosa».

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Ultima modifica ilSabato, 07 Gennaio 2017 15:45

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