Air Finders, l’incredibile museo dimenticato

Avantgardia

Si trova su un’anonima strada della provincia romagnola, a Fusignano, in Via Maiano 63. È un museo. Un museo della guerra, della seconda grande guerra.  Pieno zeppo di reperti storici.

 

Sono pezzi di aerei, motori, resti delle tute indossate dai piloti in battaglia. Caschi, mitragliatrici,macchine fotografiche, pistole, simboli delle diverse forze aeronautiche militari che si sono combattute nei cieli d’Italia tra il 1940 e il 1945. Ci sono le giacche, i portafogli, i paracadute, le monete, gli occhiali, i guanti, le vele e delle piccole imbarcazioni gonfiabili tenute sotto il sedile di questi aerei nel caso in cui il singolo militare fosse stato abbattuto e fosse quindi precipitato in mare. Ci sono anche pezzi di bombe esplose. Le radio che permettevano ai velivoli di comunicare con le milizie a terra.
  
La cosa più incredibile di questo straordinario museo, chiamato Romagna Air Finders, dimenticato da tutti, è che Leo, il suo fondatore, ogni pezzo che qui si trova è andato a raccoglierlo di persona sui campi di mezza Italia: in Toscana, Emilia Romagna, Veneto. Lui e gli altri volontari del museo, infatti, accompagnati dalla Protezione Civile e dalla Croce Rossa, fondamentali per effettuare gli scavi e i recuperi, dispongono di una strumentazione tecnica in grado di rilevare la presenza di aerei precipitati su di un territorio. E grazie a questa tecnologia negli ultimi 12 anni hanno trovato  più  di 14 corpi di militari precipitati con i loro velivoli e oltre 42 aerei.  Insieme ai velivoli trovano brandelli di scheletri umani, ossa e polvere, ma con ancora indosso i loro indumenti. E le medaglie con i loro nomi. E li individuano, dunque, dando loro un’identità. Grazie proprio alle medaglie di riconoscimento, i vestiti, e parte della loro attrezzatura. C’è tutto: non solo il velivolo che in alcuni casi, come potrete vedere dalle immagini, Leo e i suoi volontari sono andati a ricomporre; ma anche pezzi di bombe, le ruote, le fotocamere piazzate sotto il velivolo per registrare e fotografare gli obiettivi centrati. A chi appartengono questi aerei?
 Alla Lutwaffe tedesca, alla Royal Air Force, all’Aeronautica americana (UsaF, United States Air Force)e a quella italiana (Aviazione Nazionale Repubblicana). Il piu giovane corpo ritrovato aveva 19 anni ed era appartenente all’esercito tedesco. Sono stati rinvenuti ad oggi i corpi di ben 14 soldati: 4 tedeschi, tre inglesi, tre italiani, due del sudafrica, uno degli Stati Uniti e uno del Brasile
E qui, in questo silenzioso angolo di romagna, che è nato un luogo della memoria. Dice Leo: “L’abbiamo voluto creare e tenere in vita per ricordare alle nuove generazioni l’orrore della guerra”. E qui infatti vengono decine di scuole e centinaia di studenti, ad osservare da vicino quanti giovani hanno perduto la vita a causa di conflitti scatenati da dittatori folli. Una pagina purtroppo odierna, contemporanea, che dentro questo luogo sacro della memoria, trova oggi ancora più ragione d’esistere. Malgrado a Fusignano sia più  noto e famoso il museo di Arrigo Sacchi, allenatore del Milan che in città conserva copia dei trofei vinti,  molto più conosciuto e ovviamente promosso, a differenza di questo in cui evidentemente si rinnova l’ignavia di un paese che deliberatamente debella dalla propria memoria l’oscenità del conflitto armato.
Leo Venieri ha varcato la soglia dei 70 anni da un bel po’e meriterebbe più attenzione da parte delle istituzioni per il suo encomiabile lavoro. Quando vengono riconosciute le salme sono restituite alle famiglie d’origine, dopo aver reso onore alla loro memoria con una messa solenne.
Di radici si parla allorquando la carovana riparte, volta al ritrovamento di nuovi mezzi e dei loro guidatori. Sono le radici dello stesso Leo. Lui è nato una notte del 1944. Poco distante da casa, gli raccontò un giorno la madre, un aereo di guerra era precipitato. Ebbene proprio da lì è  nata la vocazione di tenere viva la memoria. E proprio vicino la dimora in cui ha abitato con la mamma ed in cui ha vissuto le prime ore della sua vita, Leo ha ritrovato l’aereo precipitato ed il soldato tedesco che lo guidava.
Un segno del destino, che riconsegna al presidente la forza di andare avanti. Prima di congedarmi mi annuncia che sono stati rinvenuti altri aerei in toscana e veneto. Il lavoro continua. La storia non si cancella.
Ecco la testimonianza video di quest’incredibile pezzo di storia del mondo
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