updated 3:55 PM CEST, Oct 21, 2017
Marco De Luca

Marco De Luca

Milano, prigionieri in casa all'ottavo piano

Aggiustare un ascensore? Nel 2017 ci vuole più di un mese...

Può succedere anche questo nel 21° secolo. L'ascensore si rompe e la risposta dell'azienda è un cartello che invita ad aspettare... almeno un mese.

Via Rizzoli 17, periferia est di Milano, uno dei classici palazzoni di almeno 8 piani che riempiono questa parte della città di proprietà del Comune e gestito da MM casa. Non una casa popolare dunque ma problemi e disservizi sembrano invece farlo precipitare proprio in questa categoria. 

L'ultimo riguarda l'ascensore, dettaglio non da poco in un edificio dei questa altezza. E' guasto già da 4 giorni e gli inquilini sono in grosse difficoltà. L'azienda di manutenzione, la Padana ascensori, ha appeso un cartello avvisando che verrà aggiustato ma solo dopo un mese. Un'attesa davvero troppo lunga per non protestare ufficialmente.

All'ultimo piano una famiglia con 4 bimbi, di cui uno disabile, è praticamente bloccata in casa, ma è solo il caso più eclatante delle difficoltà dell'intero stabile abitato anche da anziani con difficoltà deambulatorie.

La speranza dei condomini è che la riparazione possa essere anticipata e per questo hanno scelto di rivolgersi a ilComizio.it per raccontare la loro storia.

 

Tariffe: il Parlamento prova a fermare i furbetti del telefonino

La commissione telecomunicazioni segue l'Agcom e prova a fermare l'ultima invenzione del settore per spillare più soldi ai consumatori, la fatturazione ogni 4 settimane.

Meglio tardi che mai si potrebbe dire, ma finalmente anche in Parlamento qualcosa si muove in difesa dei consumatori, in balia dei giganti delle telecomunicazioni.

Oggi infatti la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati ha dato il via libera all'unanimità alla risoluzione che impegna il Governo "ad assumere iniziative normative, nell'ambito della manovra di bilancio per il 2018, per impedire che gli operatori telefonici e di telecomunicazione adottino una cadenza di fatturazione che non abbia come base il mese o un suo multiplo'.

Ad annunciarlo in una nota lo stesso Michele Meta, presidente della Commissione che ha aggiunto: "Si tratta di un messaggio chiaro ai furbetti del telefonino, che  continuano a fare orecchie da mercante, e in difesa dei consumatori italiani nonostante la delibera dell'Agcom'.

Per ora certo rimangono solo parole, aspettando che si tramutino in fatti senza però i classici tempi biblici della burocrazia italiana. Il tema d'altronde è sotto gli occhi di tutti. I vari operatori telefonici si sono inventati la fatturazione con cadenza ogni 4 settimane invece che mensile, trucco perfetto per incassare tredici mensilità aumentando di fatto i propri prezzi senza dirlo chiaramente.

Le aziende di telecomunicazione intanto stanno prendendo tempo, in attesa che il Tar del Lazio accetti il ricorso: a loro discolpa affermano che i clienti sono stati opportunamente informati delle variazioni, ribadendo tra l’altro che la delibera dell’Agcom andrebbe contro la libertà d’impresa.

“Se la pratica non verrà fermata in tempo c’è il rischio che altri settori la mutuino in fretta, perché la furbizia è purtroppo contagiosa”, ha ribadito Meta. “Chi vuole aumentare le proprie tariffe lo faccia dunque alla luce del sole, sottoponendosi al giudizio del mercato, e non tramite accorgimenti ingannevoli che finiscono per danneggiare soprattutto i consumatori più indifesi”.

Non ci resta che aspettare fiduciosi.

Netflix e la rivoluzione della Tv in Italia

La cavalcata delle televisioni on demand sembra inarrestabile. La conferma arriva dai dati di una ricerca appena presentata


Tra i tanti dati pubblicati dall'Osservatorio EY e presentati al Digital Summit di Carpi uno in particolare fotografa alla perfezione quanto stia cambiando l'utilizzo della televisione in Italia. Il numero di utenti che utilizza la tv in streaming in italia è cresciuto in un anno, da Settembre 2016 a Giugno 2017, di quasi 3 milioni. Un aumento del 18% che porta il totale a oltre 19 milioni di spettatori.

Una vera e propria rivoluzione che in pochissimo tempo sta cambiando le abitudini dei telespettatori sempre meno legati agli orari fissi dei palinsesti della tv tradizionale perchè attratti dalla possibilità di vedere quello che vogliono, quando vogliono. A farla da padrone è Youtube ma i numeri nelle tv specializzate esclusivamente nell'on demand stanno letteralmente decollando.

Il nome tecnico è OTT (acronimo di Over The Top) ovvero tutti quei canali televisivi a pagamento e gratuiti che arrivano nelle nostre case senza passare dalla tradizionale antenna, ma tramite lo streaming e sono fruibili su qualsiasi apparecchio collegato a internet: computer, smart tv, tablet e cellulari. Secondo i dati presentati dall'Osservatorio dei 4 milioni di fruitori, gli abbonati che hanno scelto pacchetti a pagamento per questo tipo di televisione sono saliti a 1,9 milioni. Per ogni abbonamento però c'è da aggiungere anche il cosiddetto effetto leva di 2-3 persone: di solito si abbona un titolare e poi la famiglia e qualche amico condividono lo stesso account.

Una crescita davvero impressionante realizzata in pochissimo tempo considerato che i 4 milioni di fruitori sono la metà del pubblico delle pay tv tradizionali che contano circa 7 milioni di abbonati, ma hanno impiegato decenni per costruire il loro mercato.

L'apripista è stato 2 anni fa Netflix, arrivato in Italia nello scetticismo generale. Tra scarsa diffusione di connessioni veloci nelle case degli italiani e la loro poca dimestichezza ai pagamenti di servizi on line in pochi credevano che avrebbe funzionato. E invece i dati dicono l'esatto contrario con gli abbonati arrivati a quota 800 mila in 24 mesi, e per capire meglio la sorpresa di questi dati basti pensare che Mediaset premium ne ha 1,6 milioni, il doppio di Netflix, ma ci ha impiegato 10 anni per arrivare a questi numeri.

In grande ascesa anche Timvision, la piattaforma televisiva di Telecom Italia arrivata a 600 mila abbonati grazie anche alla sinergia con gli abbonamenti telefonici. Più staccate poi Infinity e NowTv a quota 300 e 200 mila che sono la versione streaming di Mediaset e Sky e dunque non il core business delle loro aziende.

 

Addio smartphone Windows, Microsoft alza bandiera bianca

Brutto colpo per gli amanti degli smartphone targati Windows. L'era dei Lumia sembra ormai definitivamente tramontata e a darne conferma, dopo le tante voci e poche novità degli ultimi tempi, è lo stesso vice Presidente Corporate Windows Joe Belfiore.

In un post su Twitter le parole che segnano la fine di un'era:

"Of course we'll continue to support the platform.. bug fixes, security updates, etc. But building new features/hw aren't the focus." ovvero "Di sicuro continueremo a supportare la piattaforma ... bug fix, aggiornamenti di sicurezza. Ma realizzare nuove funzionalità/hardware non rappresentano il focus (di Microsoft)."

La Microsoft dunque si arrende alla concorrenza targata Google e Apple che nel settore smartphone la fanno da padrone con i loro sistemi operativi Android e Ios e lo fa dopo averci provato per qualche anno senza mai raggiungere il successo sperato. I numeri di diffusione del sistema operativo mobile della casa di Redmond d'altronde non sono mai stati significativi nonostante le politiche commerciali molto aggressive con prezzi stracciati e molti modelli lanciati in poco tempo.

A decretarne la fine la mancanza di applicazioni rispetto alla concorrenza e l'incapacità di convincere i produttori di smartphone a proporre modelli con il loro sistema operativo. 

Resta da capire come la prenderanno ora tutti gli acquirenti che hanno speso centinaia di euro per i Lumia top di gamma e a distanza di pochi mesi si ritrovano con un sistema operativo definitivamente morto. 

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

12°C

Milano

Mostly Cloudy

Humidity: 38%

Wind: 17.70 km/h

  • 22 Oct 2017 12°C 5°C
  • 23 Oct 2017 12°C 2°C