updated 12:26 AM UTC, Jan 18, 2018

Lombardia tra grandi opportunità e nuovi bisogni: i risultati della ricerca Eupolis. Cattaneo: "Servono nuove politiche di sostegno alla famiglia e di incentivo alla genitorialità"

Eupolis, l'Istituto di ricerca regionale, descrive un quadro socio-economico in chiaroscuro della Regione locomotiva d'Italia: ci sono più speranze rispetto ad altri territori ma al tempo stesso aumentano le preoccupazioni di insicurezza sociale. Ne ha parlato ai nostri microfoni il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo - (VIDEO)


I lombardi sono convinti che la nostra Regione sia un territorio dalle tante opportunità, che qui sono più accessibili rispetto alle altre realtà italiane. Tuttavia questa marcia in più costa e richiede maggiori sacrifici in termini anche di qualità della vita e i cittadini della nostra regione fanno sempre più fatica ad assumersi le proprie responsabilità e a fare passi importanti e significativi nel loro percorso di vita perché potenzialmente soggetti al rischio dell’insicurezza sociale. Uno stato a cui concorrono l’aumento della precarizzazione del lavoro, dalla preoccupazione per il futuro dei figli e il timore che si abbassi la qualità dei servizi, soprattutto in campo assistenziale e sanitario. 
E’ questa la fotografia sulla società lombarda scattata da Eupolis, l’Istituto di Ricerca regionale, che ha indagato per individuare le nuove esigenze e approfondire i bisogni che al momento vengono percepiti come insoddisfatti per portarli all’attenzione del policy maker regionale affinché si traducano in politiche attive. La ricerca è stata presentata oggi nel corso di un Seminario svoltosi a Palazzo Pirelli, al termine del quale c’è stata una conferenza stampa nel corso della quale il Presidente del Consiglio regionaleRaffaele Cattaneo, i Vice Presidenti Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) e Sara Valmaggi (PD) e il Consigliere Segretario Eugenio Casalino, hanno commentato i risultati scaturiti.

Questa ricerca evidenzia innanzitutto come l’80% dei cittadini lombardi vive bene, in famiglia, con relazioni stabili, in case di proprietà e con un lavoro proprio, ma c’è anche un quinto di lombardi che vive in condizioni di difficoltà e che denuncia un preoccupante timore di solitudine e abbandono –ha sottolineato il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo-. Non possiamo abbandonarli e fingere che non esistano, ma anzi dobbiamo indirizzare su di loro con più forza e convinzione le nostre politiche di sostegno. L’altro dato su cui riflettere –ha proseguito Cattaneo- è quello relativo crisi demografica che colpisce in modo significativo anche la Lombardia: abbiamo oggi 150 anziani ogni 100 giovani, si prevede che fra trent’anni ce ne saranno 250 ogni 100 giovani. Dobbiamo quindi pensare a nuove politiche di sostegno alla famiglia e che aiutino i giovani a fare figli –ha concluso il Presidente del Consiglio- perché oggi solo il 10% delle coppie dichiara di essere nelle condizioni di realizzare un progetto genitoriale concreto. E se non c’è la volontà concreta di fare figli, la nostra società non può avere futuro”. 
I nuovi bisogni sommati alle precarietà sempre più marcate e diffuse, prime fra tutte quelle del  lavoro e dei disagi sociali correlati, impongono  l’attuazione di politiche che siano in grado di dare risposte ma che la Lombardia in questa fase fatica a trovare –ha evidenziato il Vice Presidente Fabrizio Cecchetti-.  Se non rompiamo il circolo nefasto dei tagli lineari, partendo da Bruxelles per  scendere a Roma, il futuro sarà sempre più incerto.  L’autonomia che la Lombardia ha invocato e che i cittadini hanno richiesto con un referendum storico, è la strada. Il centralismo non paga più, fa solo danni, distrugge i legami fra i territori  e le classi sociali. I processi di cambiamento vanno governati e non calati dall’alto con logiche cattedratiche e professorali  che nulla poi hanno a che fare con la realtà che vivono i cittadini –ha concluso Cecchetti-. E questo vale anche per la sicurezza e l’integrazione perché la ricerca conferma il timore dei lombardi di perdere la propria identità”. 
“E’ importante che le politiche regionali sappiano cogliere al meglio le aspettative dei cittadini lombardi evidenziate nella ricerca, con particolare attenzione a quel 14% di giovani compresi tra i 18 e i 34 anni che non studia e non lavora –ha detto la Vice Presidente Sara Valmaggi-. Un numero significativo che deve interrogarci sulla necessità di trovare soluzioni adeguate e risposte capaci di dare maggiore fiducia e stabilità alle aspettative e alle prospettive di vita dei nostri giovani, che oggi fanno sempre più fatica a trovare un percorso di vita proprio, autonomo e soddisfacente”. La Vice Presidente Valmaggi ha quindi evidenziato come in termini di percezione esista ancora un gap di genere e come il timore della solitudine sia purtroppo in aumento.
Il fatto che solo il 37% dei lombardi utilizzi i mezzi pubblici ci deve far riflettere sulla qualità del nostro servizio di trasporto pubblico locale –ha detto il Consigliere SegretarioEugenio Casalinosoprattutto se rapportiamo questo dato con quello delle principali regioni e aree urbanizzate d’Europa. Altro dato di riflessione è quello sulla sicurezza e sulla relativa percezione, che evidenzia come il fenomeno della presenza delle mafie sul nostro territorio sia oggi avvertito come un pericolo ancora più grande rispetto a quello della microcriminalità. Trovo infine sorprendente che più dei due terzi dei lombardi esprime un giudizio positivo sulla qualità ambientale e dell’aria –ha concluso Casalino-: forse è sintomo che deve migliorare la campagna di informazione e sensibilizzazione su un problema che resta reale e di dimensioni significative”.

A introdurre i lavori in Sala Pirelli questa mattina è stata la Vice Presidente Sara Valmaggi, che ha poi lasciato spazio alla presentazione dei contenuti e dei risultati della ricerca da parte di Federica Ancona di Eupolis Lombardia e di Nicola Piepoli dell’Istituto Piepoli: sono quindi intervenuti i professori degli istituti universitari milanesi, Antonio Chiesi dell’Università degli Studi e Alessandro Rosina dell’Università Cattolica. A seguire una tavola rotonda che ha cercato di individuare “le priorità per la Lombardia di domani” a cui hanno partecipato i Consiglieri regionali Marco Tizzoni (Lista Maroni Presidente) ed Enrico Brambilla (PD), insieme a rappresentanti di Confindustria, diConfcooperative e del Forum del Terzo Settore lombardo. Al termine del dibattito, a tirare la conclusioni è stato il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo.

Lo studio di Eupolis si basa su rilevazioni compiute sulla popolazione lombarda giovanile e adulta e su approfondimenti qualitativi sviluppati tramite focus group articolati per territori. La ricerca  evidenzia come rispetto alle altre regioni italiane, la Lombardia ha mostrato più capacità di reazione dal basso alla crisi e presenta maggiori potenzialità di sviluppo E nell’immaginario collettivo continua a essere vista come territorio delle opportunità: lavoro, formazione, studio, arricchimento culturale, tempo libero, viaggi, sport e divertimento. In Lombardia tutto questo è considerato come più accessibile perché generato da un territorio “denso” e allineato come sviluppo alle forti regioni europee (con le quali sperimenta pressioni e cambiamenti comuni, tipici di una globalizzazione sempre più evidente). La marcia in più però costa: ed ecco il ritmo di vita più sostenuto, frenetico, impegnativo e sempre più caotico. Insomma, la Lombardia è  terra di opportunità ma è più “usurante”. La regione “dà di più” ma “chiede di più”. 

Un’organizzazione alla prova dei cambiamenti
La Lombardia è riconosciuta come Regione ben organizzata, dove le cose funzionano. Tuttavia aumenta la sensazione di quanti sono convinti che anche in Lombardia -per diversi motivi- sta diventando sempre più difficile  mantenere la qualità dei servizi e garantire la “buona organizzazione”.  
Gli intervistati percepiscono una trasformazione della società, con un crescente indebolimento di quelli che erano gli elementi del tessuto connettivo psico-sociale tipici proprio della società lombarda (pur nel suo dinamismo) dal secondo dopoguerra a oggi. Significativa è la richiesta di un potenziamento dei meccanismi di regolazione e controllo sociale. 
Sul tappeto c’è una più generale insicurezza sociale ed esistenziale, non solo legata ai risvolti più criminologici, ma come crescente preoccupazione per “quando saremo anziani” e per “il futuro dei nostri figli”.

La famiglia tiene, ma è senza figli 
Il tasso di fecondità in Lombardia (1,44) è superiore a quello nazionale (1,35), ma inferiore a diversi altri Paesi europei. Se i “propensi in generale” ad avere figli sono circa il 60% degli intervistati, è altrettanto vero che coloro che stanno attivamente cercando mettere alla luce un figlio sono solo il 10%: solo un cittadino lombardo su 10 tra coloro che sono nelle condizioni di poterlo fare. Avere un figlio è non solo fonte di una grande gioia, ma anche di una serie di sacrifici, forse ancora più che economici, di tempo di vita e di energie personali. Senza una valida rete familiare e sociale di supporto, avere e far crescere un figlio per la quasi totalità degli intervistati è oggi una vera e propria sfida. 
Lo studio di Eupolis evidenzia come otto lombardi su dieci dichiarano di vivere con la propria famiglia: sono solo due su dieci coloro che vivono da soli, pari a circa un milione e mezzo, e tra questi il 13% dichiara di non frequentare nemmeno persone della propria età, se non raramente. 
Il 15% della popolazione si occupa costantemente di un parente affetto da una malattia cronica o da disabilità e oltre il 50% di questi afferma di dedicare almeno due ore al giorno del proprio tempo per prestare loro assistenza. Esiste pertanto un quinto di persone o famiglie lombarde che vivono quotidianamente in presenza di problematiche di solitudine o di malattia cronica e di handicap, una percentuale che è in continua crescita. Emerge una richiesta elevata di servizi sanitari di prossimità, anche se le 7 visite all’anno dichiarate in media dai cittadini lombardi rappresentano un’offerta adeguata in grado di assicurare risposte soddisfacenti.

Giovani e lavoro, in aumento i Neet 
Nei giovani da 18 a 34 anni il 62% dichiara di lavorare, mentre il 14% non studia e non lavora (Neet). Si tratta della metà del valore medio nazionale, ma più alto della Germania e dei Paesi scandinavi. Tra i Neet, quasi la metà (6,8% del numero complessivo) afferma di non essersi nemmeno mai impegnato nella ricerca di un lavoro dopo la fine degli studi. 
Il volontariato e l’impegno politico interessano solo un’esigua minoranza della fascia giovanile lombarda, il primo indicato come principale attività dal 5%, il secondo dal 4%. Da rilevare anche il tasso di occupazione femminile: 57% contro una media UE al 64%.

Il rischio della perdita di identità
La società lombarda si autodescrive pertanto sempre di più come una società soggetta al rischio della solitudine e del crescente individualismo. Pur essendo abbastanza soddisfatti della propria vita sociale, gli intervistati percepiscono che è in atto una trasformazione della società, con un forte indebolimento di quelli che erano gli elementi del tessuto sociale tipici proprio della società lombarda dal secondo dopoguerra a oggi. 
L’insicurezza sociale ed esistenziale a sua volta viene rafforzata dalla percezione di un crescente “meticciamento culturale, dovuto all’intensità dei flussi migratori verso la nostra regione. Ci si interroga su come sarà possibile reggere sul lungo termine a questi continui arrivi e su quale tipo di identità culturale saremo in grado di sviluppare nei prossimi decenni. 
Nei focus group è stata sottolineata la necessità che la Regione colga questo bisogno di ritrovare sicurezza e identità e supporti la società lombarda ad evolvere verso un modello multi-culturale che nei fatti è inevitabile, ma che non deve necessariamente significare anche perdita di identità e smarrimento dei propri valori.

Il ruolo delle politiche regionali
Favorire l’incontro tra bisogno di sicurezza e desiderio di integrazione: i cittadini chiedono una maggiore presenza e un’azione più incisiva da parte delle forze dell’ordine anche a livello di articolazioni periferiche (Comuni e Regione), come il potenziamento dei servizi di telesorveglianza. 
Con particolare riferimento a specifiche iniziative future, i risultati dello studio di Eupolis evidenziano come le agevolazioni e l’integrazione tariffaria in relazione al trasporto pubblico possano avere ricadute positive sulla possibilità di riattivazione dei giovani che non studiano e non lavorano; la digitalizzazione, sia in relazione all’accesso ai servizi della PA, sia in relazione alla possibilità di lavoro a distanza, può a sua volta favorire la conciliazione tra lavoro e servizi di cura familiari con possibili ricadute positive anche in termini di scelte generative. 
Il sentimento collettivo registrato nei focus group è in conclusione quello di una Lombardia che rimane il “motore dell’Italia”: è opinione diffusa che la Lombardia abbia le risorse per affrontare i problemi del presente e proiettarsi verso le sfide del futuro. Per fare questo, però, è necessario che l’istituzione regionale comprenda fino in fondo il ruolo storico che il presente le assegna: quello di rappresentare il giusto punto di equilibrio fra la “grandezza” dello Stato centrale e la “scala ridotta” delle comunità locali, anche rendendosi più accessibile, comunicando di più e meglio, facilitando al cittadino la ricerca delle opportunità offerte dalla Regione stessa e dagli altri enti territoriali. In sostanza la Regione deve sempre più rivendicare e affermare il suo ruolo indispensabile e imprescindibile di “ente intermedio”.

Le sfide aperte
Nei focus group è stata sottolineata la necessità che la Regione colga il bisogno di ritrovare sicurezza e identità e supporti la società lombarda ad evolvere verso un modello multi-culturale che nei fatti è inevitabile, ma che non deve necessariamente significare anche perdita di identità e smarrimento dei propri valori. La principale sfida su cui porre attenzione è sul fronte dell’invecchiamento della popolazione: affiora l’esigenza di rivedere le categorie utilizzate fino ad ora nella definizione delle politiche sociali. Una volta infatti la soglia entro la quale si generalizzava l’età della vecchiaia erano i 65 anni: oltre quella età si entrava in una fascia che non faceva distinzioni. Ma è un’omogeneizzazione che oggi appare superata. Gli over 65 infatti sono classificati  come “senior smart”: soggetti che si trovano nella fascia di età tra 65 e 75 anni sono in una condizione pienamente adulta ma, rispetto al passato, rivendicano ancora un ruolo attivo e incisivo sullo sviluppo della società lombarda. 
Dove puntare l’attenzione? Un primo elenco deve sicuramente comprendere i seguenti campi: il potenziamento dei servizi sanitari, soprattutto della medicina di territorio, per far fronte anche alla domanda di socialità; interventi sui giovani affinché si superi la fase di precarizzazione del lavoro e al tempo stesso possano superare le difficoltà a costruire concretamente un percorso di vita; potenziare il trasporto pubblico locale e l’integrazione tariffaria;  avviare la digitalizzazione della PA; campagne di sensibilizzazione culturale per superare gli ostacoli della parità di genere; cura del territorio per preservarlo dall’eccessiva urbanizzazione; sviluppo di un’industria il più possibile “green”  e dunque potenziamento della mobilità leggera; favorire l’incontro tra bisogno di sicurezza e desiderio di immigrazione.

Cani e gatti negli ospedali, la Lombardia ancora una volta apre la strada. Lo spot di Edoardo Stoppa con Gabriele Cirilli: Lavinia e Luna scaldano il cuore

Giulio Gallera, assessore al Welfare della giunta Maroni, ha annunciato l'applicazione regionale della legge nazionale che regola l'accesso alle strutture ospedaliere degli anomali d'affezione, recepita da Regione Lombardia: "Per chi deve stare a lungo in ospedale, ricevere la visita del proprio animale domestico ha un valore terapeutico importantissimo". Una novità raccontata in un bello spot, finanziato dall'associazione "Amo gli animali", per la regia dell'inviato di Striscia la notizia Edoardo Stoppa, con protagonisti Lavinia, una giovanissima paziente, l'attore Gabriele Cirilli e Luna, la cagnetta di proprietà del veterinario Mauro Cervia, presidente dell'associazione. Le immagini e le interviste sotto - (VIDEO)


"Con il Regolamento regionale del 13 aprile 2017 abbiamo individuato i criteri per l'accesso di animali d'affezione alle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate, fornendo una risposta alle richieste di numerosi pazienti. Siamo convinti che consentire ai pazienti di ricevere le visite del proprio animale d'affezione abbia un valore terapeutico straordinario e ringrazio l'associazione 'Amo gli animali onlus' per la realizzazione di questo spot che sensibilizzera' anche altre Regioni a seguire l'esempio della Lombardia".

Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa di presentazione dello spot realizzato dall'associazione 'Amo gli animali onlus', alla quale erano presenti, oltre all'assessore e al regista del filmato Edoardo Stoppa, il presidente dell'associazione Mauro Cervia e il direttore generale dell'Asst Niguarda Marco Trivelli, che ha gentilmente concesso alcuni spazi dell'ospedale milanese, dove e' stato girato il video.

ENTRO FINE ANNO TUTTE ASST A REGIME - "16 delle 27 Asst lombarde - ha spiegato l'assessore - hanno gia' deliberato il proprio regolamento interno e gia' oggi e' possibile per i pazienti ricevere la visita dei propri animali d'affezione, le altre 11 lo predisporranno comunque entro la fine dell'anno".

REGOLAMENTI GARANTISCONO SICUREZZA PER PAZIENTI- "Ovviamente - ha precisato il titolare regionale della Sanita', supportato anche dalle dichiarazioni del direttore dell'Asst Niguarda Marco Trivelli - i regolamenti gia' attuati dalle nostre Asst disciplinano in modo efficace le visite degli amici a quattro zampe per salvaguardare la tutela della salute dei ricoverati. Sono indicate, infatti, precisamente le condizioni di accesso e le aree dove gli amici a quattro zampe possono essere ospitati e dove non e' consentito, generalmente nei reparti di terapia intensiva, chirurgia e emergenza".

GABRIELE CIRILLI - Il presidente dell'associazione 'Amici degli Animali Onlus' , il veterinario Mauro Cervia, ha spiegato che e' stata proprio l'esperienza di Lavinia, realmente paziente di una struttura ospedaliera e protagonista dello spot insieme all'attore Gabriele Cirilli, e l'amicizia di Edoardo Stoppa, da sempre impegnato in difesa degli animali attraverso la sua attivita' di inviato di 'Striscia la Notizia', a spingerlo a realizzare una campagna di sensibilizzazione perche' anche nelle altre Regioni italiane si approvi un regolamento che consenta agli animali domestici l'ingresso negli ospedali.

L'associazione ha gia' preso contatti con alcune emittenti nazionali per la messa in onda dello spot come 'Pubblicita' e progresso'. 

Di seguito alcune informazioni sull'applicazione del Regolamento regionale che fissa i criteri per l'ingresso nelle strutture ospedaliere degli animali d'affezione con indicati: l'elenco delle Asst che hanno gia' approvato il regolamento interno; quelle che dovranno predisporlo entro la fine dell'anno; i punti principali del Regolamento regionale e quelli del Regolamento delle Asst.

ASST CHE HANNO GIA' APPROVATO REGOLAMENTO -

 

ASST DEL GARDA

Desenzano/Lonato    Ospedale

Manerbio Leno         BS      Ospedale      

Gavardo/Salo BS      Ospedale

 

ASST BERGAMO OVEST

Treviglio        BG      Ospedale

Treviglio        BG      PRESST Pianura Bergamasca                 

Romano di Lombardia         Ospedale               

Romano di Lombardia         BG      PRESST Pianura Bergamasca                 

Ponte San Pietro      BG      PRESST Isola Bergamasca           

Dalmine        BG      PRESST Dalmine               

 

ASST VIMERCATE

Vimercate     MB      Ospedale      

Carate Brianza         MB     Ospedale               

Seregno        MB      Ospedale               

Giussano       MB      Presidio Ospedaliero territoriale              

 

ASST RHODENSE

Garbagnate Milanese MI      Presidio Ospedaliero

Rho    MI      Presidio Ospedaliero Rho             

Rho    MI      Presidio Ospedaliero Passirana               

Garbagnate Milanese MI      RSA Sandro Pertini            

 

ASST VALTELLINA ALTO LARIO

Sondrio                      SO         Presidio Ospedaliero di

Sondrio                      SO    

Chiavenna     SO      Presidio Ospedaliero di Chiavenna           

Sondalo        SO      Ospedale "E.Morelli" Sondalo                 

Menaggio      CO      Ospedale "Erba-Renaldi"Menaggio           

Morbegno      SO      P.O.T. Morbegno

                  

ASST MANTOVA

Mantova        MN     Ospedale

 

ASST PINI CTO MILANO

Milano MI      Ospedale

 

ASST NORD MILANO

Milano MI      Ospedali

 

ASST SPEDALI CIVILI DI BRESCIA

Brescia         BS      Presidi ospedalieri   

 

ASST LECCO

Lecco  LC      Ospedale

 

ASST MELEGNANO MARTESANA MI

Milano MI      Ospedale

 

ASST NIGUARDA     

Milano MI      Ospedale

 

ASST LARIANA

Como  CO      Ospedale

 

ASST FATEBENEFRATELLI

Milano MI      Ospedale

 

ASST MONZA

Monza MB     Ospedale

 

ASST BERGAMO EST

Bergamo       Ospedale

ASST CHE PREDISPORRANNO REGOLAMENTO ENTRO IL 31/12/2017- ASST di Crema ASST Franciacorta ASST Valleolona ASST Santi Paolo e Carlo ASST di Cremona ASST Ovest Milanese ASST Valcamonica ASST Lodi ASST Pavia ASST Papa Giovanni XXIII ASST Sette Laghi

REGOLAMENTO REGIONALE - Possono accedere i cani identificati e iscritti all'anagrafe degli animali d'affezione, regionale o nazionale che devono essere condotti a guinzaglio della lunghezza massima di 1,5 metri e avere al seguito la museruola. I gatti e i conigli devono essere alloggiati nell'apposito tra­sportino, almeno fino al momento della visita al paziente o all'ospite; se liberati, devono essere adottati accorgimenti idonei ad evitare la fuga. I conduttori, in particolare, devono essere maggiorenni e in grado avere il pieno controllo dell'animale, munirsi di strumenti idonei alla raccolta e rimozione di eventuali deiezioni e perdite di pelo, portare al seguito documentazione sanitaria, quale il libretto sanitario oppure un certificato sanitario di buona salute e, per i cani, il certificato d'iscrizione all'anagrafe, attestante che l'animale e' stato sottoposto a periodico controllo veterinario nei dodici mesi precedenti, pulire e spazzolare l'animale prima della visita, portare con se' un prodotto per la sanificazione delle mani, osservare, in generale, la massima cura affinche' l'animale non sporchi o crei disturbo o danno alcuno, in particolare nel caso di animali non sterilizzati. E' facolta' delle strutture sanitarie individuare reparti o zone in cui vietare l'introduzione di animali o richiedere particolari accertamenti clinico-diagnostici sugli animali stessi ai fini del loro accesso.

REGOLAMENTI DELLE ASST - Nei regolamenti delle ASST sono indicati: l'elenco delle specie animali ammesse; l'ambito di applicazione ( viene codificato in modo puntuale le strutture a cui possono accedere gli animali domestici, che generalmente escludono le terapie intensive, la chirurgia e le emergenza; le regole di accesso: deve essere formalizzata una richiesta scritta specificando la tipologia di animale (in alcune ASST viene richiesto il consenso da parte dei pazienti che condividono i locali); i luoghi e orari di accesso (vengono definiti i luoghi e gli orari in cui e' possibile far permanere l'animale nella struttura di degenza, con relativa durata); i requisiti degli animali (come previsto dal Regolamento regionale); le regole di comportamento durante la visita; le azioni da adottare per la sanificazione dei locali e delle attrezzature in seguito alla permanenza dell'animale. Le ASST che hanno gia' adottato un proprio regolamento hanno predisposto la modulistica necessaria per la richiesta di autorizzazione e l'idoneita' veterinaria per l'accesso degli animali alla struttura ospedaliera.

G7 Salute, a Milano il convegno "Innovazione e Ricerca per un invecchiamento attivo". La persona al centro di tutto, ma servono più fondi

Nel 2018 l'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, uno dei 10 migliori Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) italiani, festeggerà i suoi 100 anni ma non è affatto "vecchio", anzi. A margine del G7 della Salute nel capoluogo lombardo la Fondazione presieduta dal Prof. Alberto Guglielmo ha organizzato un convegno di grande valore e interesse dal titolo "Innovazione e ricerca per l'invecchiamento attivo: nuove domande per la ricerca e nuove risposte dall'innovazione". All'incontro hanno partecipato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e gli assessori lombardi Giulio Gallera e Luca Del Gobbo. Le nostre interviste - (VIDEO)


Si è svolto a Palazzo Lombardia il convegno 'Innovazione e ricerca per l'invecchiamento attivo: nuove domande per la ricerca e nuove risposte dall'innovazione', a cui hanno preso parte gli assessori regionali Luca Del Gobbo, Università, Ricerca e Open Innovation e Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia.

"Il G7 della Salute a Milano è l'ennesima occasione per ribadire all'Europa che il nostro capoluogo e' la sede giusta per Ema. Ringrazio il ministro Lorenzin per aver scelto che si svolgesse qua in un momento così importante, che precede di qualche settimana la decisione del Consiglio d'Europa. Un appuntamento che ci consente di presentare ancora una volta all'Europa e al mondo il valore della nostra città e della sanità della nostra Regione".

E' quanto annunciato dall' assessore regionale al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera intervenendo, a Palazzo Lombardia, al convegno evento laterale del 'G7 Salute', che ha visto anche la presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. 

"Sono molto lieto di ospitare nella sede del governo di Regione Lombardia, ha rimarcato l'assessore, un evento che in qualche modo costituisce il prologo del G7 e sono felice di poterlo fare sotto un cappello di cui siamo molto orgogliosi, i festeggiamenti per i 100 anni dell'Istituto Carlo Besta', uno dei 10 migliori Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) italiani. Un istituto pubblico, che rappresenta una delle nostre eccellenze, che in 100 anni ha fatto della ricerca coniugata all'assistenza il suo principale obiettivo".

"Coniugare la ricerca con la presa in carico dei pazienti, ha spiegato il titolare regionale della Sanità, ha caratterizzato l'azione dell'istituto 'Carlo Besta', ma anche quella di Regione Lombardia che ha sempre cercato di trovare percorsi di miglioramento della salute laddove i protocolli ordinari lo impedivano. Per ricollegarmi al tema di questo incontro , voglio sottolineare che la ricerca e l'innovazione hanno un ruolo assolutamente centrale per rispondere alle necessità sempre crescenti di salute generata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall'efficacia della medicina moderna. In Lombardia abbiamo un indice di vecchiaia, cioè il rapporto tra soggetti con età maggiore di 65 anni e soggetti con età inferiore ai 15 anni, pari al 140 per cento che salirà al 200 per cento nel 2030. E' per questo che abbiamo messo in campo una coraggiosa riforma del sistema sociosanitario lombardo che mette al centro la presa in carico del paziente cronico, garantendo cure personalizzate, appropriatezza e sostenibilità del sistema. Un percorso partito dalle sperimentazioni avviate negli anni scorsi col progetto CReG (Chronic Related Groups), grazie al quale Regione Lombardia e' stata riconosciuta nel Dicembre 2016 dalla Commissione Europea quale 'Reference Site 3-Stars' Europeo sui temi dell'invecchiamento attivo e sano nell'ambito del progetto europeo (EIP-AHA)".

"L'attività di ricerca e il mondo della salute sono legati a filo doppio. Al centro di questo legame c'è innanzitutto la persona, il miglioramento delle sue condizioni di vita, sia in termini di cure contro le patologie, sia in termini di crescita del benessere. Gli anelli di questa catena (ricerca, salute e persona) funzionano se non ci si ferma su quanto è stato acquisito, ma lo si mette continuamente in discussione per trovare risposte sempre più adeguate alle necessità che emergono", ha detto l'assessore regionale all'Università, Ricerca e Open innovation, Luca Del Gobbo. Per l'assessore "Innovare vuol dire essere disposti ad un cambio di mentalità importante. Per questo investire in ricerca e innovazione è un fatto prima di tutto culturale".

La Regione Lombardia da tempo ha intrapreso questa sfida. E lo ha fatto anzitutto innovando l'approccio alle risposte, ha aggiunto, "un approccio che oggi si basa sempre più sulla sinergia pubblico/privato. Il sistema sanitario lombardo deve la sua eccellenza anche al fatto di reggersi su questa pari dignità".

La Lombardia è anche la prima Regione italiana per investimenti in ricerca e innovazione. "Con 7.2 miliardi di euro stanziati dalle imprese e 1.4 miliardi dalle istituzioni pubbliche, Università e organismi no profit - ha detto ancora Del Gobbo - abbiamo raggiunto questo primato. Vogliamo fare di più portando gli investimenti in Ricerca e Innovazione dall'attuale 2.4 per cento del Pil al 3 nel giro di un anno".

"Il tema dell'industria della salute - ha concluso l'assessore - è uno dei principali all'interno dei programmi di lavoro della Strategia di specializzazione intelligente che stiamo attuando. Per cui ben vengano collaborazioni come quelle che stiamo portando avanti con il Besta".

Regione Lombardia, prorogato fino a fine anno il buono mensile da 1000 euro per i disabili gravissimi. Intervista all'assessore Francesca Brianza

"Visto che ad oggi lo Stato non ha ancora trasmesso il provvedimento di assegnazione delle risorse del Fondo Non Autosufficienza (FNA), per assicurare la continuità di un contributo così importante, abbiamo deliberato di stanziare ulteriori 9,145 milioni di euro per permettere alle famiglie che assistono disabili gravissimi, di usufruire di un Buono mensile di 1000 euro". Così l'assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia Francesca Brianza, nel corso della conferenza stampa dopo Giunta, a Palazzo Pirelli - (VIDEO)


MISURE SPECIFICHE - "Nel corso del 2017 - commenta Francesca Brianza - Regione Lombardia è intervenuta, in applicazione del Fondo Non Autosufficienza, con specifiche misure. Queste misure hanno consentito di dare a circa 4.400 persone con gravissima disabilità un Buono di mille euro al mese".

DESTINATARI - Destinatari della manovra sono persone in condizione di gravissima disabilità, ad esempio persone in stato vegetativo, con malattie del motoneurone, come la SLA, o affette da demenza, Alzheimer, con disturbi dello spettro autistico, in dipendenza vitale, assistite a domicilio dai loro familiari o da assistenti familiari.

IL BUONO - "Il Buono - spiega Brianza - viene erogato senza limite di reddito ed è da considerarsi un supporto significativo attraverso il quale la famiglia che assiste al domicilio la persona in condizione di gravissima disabilità può ad esempio remunerare un assistente familiare (badante)".

NOSTRO SFORZO ULTERIORE - "Oggi, in attesa che lo Stato si decida a provvedere al riparto nazionale delle risorse del FNA 2017 - conclude l'assessore - proroghiamo fino alla fine dell'anno l'erogazione di questo importantissimo contributo, grazie a risorse messe a disposizione da Regione Lombardia".

Salute, come la Lombardia si prende cura dei malati cronici. Parla l'assessore Giulio Gallera

Ai microfoni de ilComizio.it il titolare della delega al Welfare della Giunta Maroni a margine di un convegno dedicato all'introduzione del nuovo modello di presa in carico dei pazienti. All'incontro erano presenti illustri rappresentanti della comunità scientifica, tra cui l'ex ministro Girolamo Sirchia, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, e il direttore dell'Istituto Mario Negri, Silvio Garattini - (VIDEO)


"Quella di oggi e' stata una giornata molto importante per tracciare un bilancio del grande lavoro svolto in quest'ultimo anno per l'attuazione della riforma sanitaria. Siamo molto orgogliosi che sia emerso un grande apprezzamento e una grande volonta' di partecipazione da parte di tutti gli stakeholder".

Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia commentando i lavori del convegno 'Il paziente cronico: la Lombardia se ne prende cura', che si e' svolto ieri all'Auditorium 'Testori' di Palazzo Lombardia.

PRESA IN CARICO - "Rilevante e' stata l'approvazione dell'introduzione del nuovo modello di presa in carico dei pazienti cronici - ha rimarcato l'assessore - da parte dei rappresentanti delle societa' scientifiche e associazioni di medici tra cui quella di Oncologia medica, dei Medici diabetologi, dei Medici cardiologi ospedalieri, dei Dirigenti ospedalieri internisti e della Societa' italiana di Neurologia, i quali hanno evidenziato come l'integrazione, introdotta dal nuovo meccanismo, tra le diverse figure sanitarie che si occupano di questa tipologia di malati, risponda ad un'esigenza da loro stessi sentita e manifestata da tempo".

VANTAGGI E BENEFICI DEL PERCORSO DI CURA - Grande interesse e alta qualita' degli interventi nella seconda parte dei lavori del convegno, dedicata alla Tavola rotonda dal titolo 'Vantaggi e benefici del percorso di cura', alla quale sono intervenuti l'ex ministro della Sanita' Girolamo Sirchia, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita' Walter Ricciardi, il direttore
dell'Istituto Mario Negri Silvio Garattini , il responsabile del Crems (Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanita' e nel Sociale) dell'Universita' Liuc Davide Croce e il vice
segretario della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Fiorenzo Corti.
"Mi ha suscitato grande soddisfazione - ha concluso il titolare regionale al Welfare - sentire l'ex ministro Sirchia decantare la nostra delibera della presa in carico che crea una sinergia
virtuosa tra il medico di medicina generale e quelli ospedalieri, il professor Grattini, che ha evidenziato l'importanza dei set di riferimento e quindi dell'erogazione di prestazioni ambulatoriali, ospedaliere e farmacologiche appropriate e infine il professor Ricciardi, che ha definito il nostro modello innovativo e in grado di garantire la tenuta del sistema sanitario universalistico".

Milano, il contrasto alle povertà e le misure di sostegno al reddito. Parla l'assessore Majorino

L'intervista al responsabile per le politiche sociali della giunta Sala, Pierfrancesco Majorino, a margine della presentazione di "Sostiene Milano - Risposte alla povertà", l'iniziativa che prevede una settimana di incontri tematici per mettere "al centro la persona e il suo diritto ad avere una opportunità di riscatto" - (VIDEO)


Dare una mano a chi ha più bisogno senza lasciare indietro nessuno. Dal 7 al 14 ottobre la città ne parlerà ogni giorno, con iniziative e momenti di intrattenimento, ospitando “Sostiene Milano – Risposte alla povertà”, realizzata dal Comune di Milano come momento di riflessione e confronto a più voci sul tema della povertà e del riscatto sociale.

Si discuterà di cosa è stato fatto finora ma, soprattutto, di cosa ancora manca ed è necessario fare per aiutare chi si trova in difficoltà a rimettersi in piedi. La settimana sarà aperta dalla grande festa dal titolo “L’importante è esagerare” nell’antico dormitorio comunale di viale Ortles, luogo simbolo dell’accoglienza milanese che dal 2014 è stato intitolato al cantautore Enzo Jannacci.

A Casa Jannacci torneranno gli amici di Smemoranda (Gino & Michele, Nico Colonna) e tanti artisti che dopo la prima edizione, nell’aprile del 2014, hanno sempre mantenuto la promessa di ritornare. Già confermata la presenza di Ale e Franz, Marta e Gianluca, Antonio Ornano, Fabio Treves, Alex Gariazzo, Mauro Pagani, Ricky Gianco, Folco Orselli, Claudio Sanfilippo e tanti altri. Insieme a loro ci saranno i bambini della Scuola Primaria Palmieri dello Stadera con lo strepitoso “Coro dei Leoni”.  L’appuntamento aperto a tutta la cittadinanza è alle ore 15. Non ci saranno solo canzoni e tante risate per i più grandi, ma anche giochi per i bambini con l’ ”Ospedale dei Pupazzi”, street food e l’esposizione dei lavori e manufatti a cura dei Centri Socio Ricreativi e dei laboratori di Casa Jannacci.

“Sostiene Milano” è una iniziativa nata per parlare di povertà e delle situazioni che da essa derivano, mettendo al centro la persona e il suo diritto ad avere una opportunità di riscatto. Una condizione che non riguarda solo i senza dimora, ma anche gli anziani, le famiglie e i bambini che sono sempre più drammaticamente coinvolti dalle condizioni di povertà dei propri genitori. E gli adulti, fragili e disoccupati, che non riescono a ritornare nel mondo del lavoro, perché troppo “vecchi” o senza una formazione adeguata.  È a loro che rivolge la sua attenzione “Sostiene Milano “ e a tutti coloro che a Milano compongono l’inesauribile rete di interventi, sostegno, presenza concreta, capacità di creare nuove opportunità, come dovere o vocazione, dalle istituzioni agli enti, al Terzo e Quarto settore, al volontariato. Una rete che comprende anche i privati, le piccole imprese come le grandi aziende, sempre più spesso al fianco del sociale, come accadrà nelle prossime settimane con le visite gratuite agli occhi a Casa Jannacci e in altre strutture.

Il primo grande momento di discussione sarà il 10 ottobre nell’Aula consiliare di Palazzo Marino con il dibattito “Le grandi città e la lotta alla povertà: strategie pubbliche. Vi parteciperanno rappresentanti di diverse città tra cui: Luca Decembrotto (Azienda servizi alla persona di Bologna), Marco Iazzolino e Chiara Avonto (fio.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) e la sociologa Chiara Saraceno.

Il secondo sarà sabato 14 ottobre presso la Fondazione Rubens in via Gonin 62 dove dopo il saluto del Presidente, Ernesto Pellegrini, si svolgerà la tavola rotonda “L’obiettivo del riscatto sociale: confronto a più voci” con la partecipazione tra gli altri di Magda Baietta (Presidente Associazione Ronda della Carità e Solidarietà), Giampaolo Barbetta (Responsabile Osservatorio Fondazione Cariplo), Giuseppe Orsi (Fondazione Pellegrini Onlus) Emanuele Ranci Ortigosa (Presidente Emerito dell’Istituto di Ricerca sociale). La tavola rotonda sarà seguita dalla presentazione dell’esperienza del “Ruben” luogo di inclusione sociale e osservatorio sulle povertà con la partecipazione di Università Bicocca, e Politecnico di Milano.

Giovedì 12 ottobre sarà il giorno della presentazione a Palazzo Marino del “reddito di maternità” e della “bebè card”, il nuovo intervento di sostegno al reddito tramite una carta elettronica per acquistare beni per la cura dei neonati e servizi come la baby-sitter.

La settimana riserverà tanti momenti importanti due dei quali legati alla celebrazioni di ricorrenze mondiali: il 10 ottobre sarà la Giornata mondiale della salute mentale, con la “Human Library” in Sala Alessi a Palazzo Marino e altre iniziative alla Rotonda della Besana e l’11 di ottobre sarà la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze a cura di Terres des Hommes. Per l’occasione, la sera del 10 ottobre alle ore 20.30 Palazzo Marino si tingerà di arancione.

Si ritornerà ancora a Casa Jannacci durante la settimana, per due serate di intrattenimento: giovedì 12 ottobre alle ore 20.30 con "Se me lo dicevi prima" Spettacolo musicale con “Intesi come Tram”, in memoria di Enzo Jannacci (sino esaurimento posti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.);  venerdì 13 ottobre con "Di fuoco e di terra", spettacolo teatrale con Teatro Officina, tratto dal libro “Inciampi di Vita” (sino esaurimento posti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

“Sostiene Milano” terminerà con la “Notte dei senza dimora” il 14 ottobre in piazza Santo Stefano dalle ore 17 con un incontro, una cena e uno spettacolo.

L’evento è organizzato da: Insieme nelle Terre di mezzo onlus, Opera Cardinal Ferrari, Cena dell’amicizia, Papa Giovanni XXIII, Fondazione Fratelli di San Francesco, CAST, Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Milano, Fondazione Progetto Arca Onlus, Ronda Carità e Solidarietà ONLUS, Casa di Gastone, Fondazione Isacchi Samaja Onlus, Associazione MiRaggio, Avvocato di strada Onlus, Effatà, Voci - Avvocati per Niente, MIA – Milano in Azione, Fides Onlus-Casa degli Amici, Caritas Ambrosiana, Casa della Carità, Fiopsd e Associazione Artisti di strada di Milano. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Milano.

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