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updated 4:05 PM UTC, Dec 15, 2017

Obama a Milano, Sala gli consegna le chiavi della città: "Siamo in linea col suo pensiero"

Il sindaco della metropoli lombarda accoglie l'ex presidente degli Stati Uniti giunto anche per intervenire al summit sul cibo Seeds&Chips, evento ispirato all'eredità di Expo 2015. Nell'intervista anche le valutazioni del primo cittadino sulla vittoria di Macron in Francia e sul ruolo che dovrà ritagliarsi l'Italia nella politica europea - (VIDEO)


"Sul tema dell'alimentazione, Milano puo' costruirsi una leadership ma c'e' ancora da fare: la visita di Obama e' importantissima e segue la presenza della moglie durante Expo. Spero che riesca ad assaporare il cambiamento di Milano. Milano si sta muovendo in una filosofia obamiana che e' fatta di forza, sviluppo dell'economia del lavoro, ma anche tanta solidarieta'". Cosi' il sindaco di Milano Giuseppe Sala, in attesa dell'arrivo di Barack Obama. "Consegneremo le chiavi della citta' all'ex presidente Usa", ha continuato Sala, perche' "riteniamo che quello che Milano rappresenta oggi vada molto in linea con il pensiero dell'ex presidente".

Vince Macron e Berlusconi punge Salvini: "Certe teorie non valgono la pena...". La replica: "Silvio in pessima compagnia. Chi vuole l'italia schiava dell'Ue si scordi di allearsi con la Lega"

Anche alla luce del risultato delle elezioni presidenziali francesi le posizioni nel centrodestra italiano restano parecchio distanti. I leader dei due principali partiti, uniti ormai solo dalla fede calcistica, sembrano parlare ormai due lingue diverse: uno critica l'Europa senza volere strappi, l'altro la contesta in toto continuando la battaglia per l'uscita dall'euro; uno nel Ppe con Angela Merkel l'altro insieme ai populisti come Marine Le Pen. Cosa succederà in vista del voto? 


L'elezione di Emmanuel Macron a presidente della Francia "è una cosa buona" secondo l'ex premier Silvio Berlusconi, convinto che questo risultato "ci consolidi nell'andare verso la ricostruzione dell'Europa". Un monito per Matteo Salvini? "Non so. Non credo - ha risposto a margine di una visita a Tuttofood - è bene che anche Salvini possa verificare che certe teorie non portano a convincere gli elettori e che quindi non vale la pena di perseguirle".

Ad ogni modo, ha ripetuto il Cavaliere, che è arrivato in elicottero insieme a Licia Ronzulli per pranzare con alcuni imprenditori e visitare in fiera Tuttofood, "il centrodestra se non è unito non vince".
 
"Vedremo - ha aggiunto - quale sarà la legge elettorale".
Anche Marine Le Pen, gli hanno fatto notare i giornalisti, ha detto che bisogna allargare il Fronte. "Vedremo - ha replicato Berlusconi - se qualcuno cambierà nome".

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Pronta la risposta di Salvini: "Berlusconi festeggia Macron? Mi sembra stia in pessima compagnia, perché la pensa come Renzi, Boldrini e i 5 stelle. Chi crede di fare l'Italia schiava di quest'Europa dalle regole assurde e dall'immigrazione incontrollata, si scordi pure l'alleanza con la Lega". (Fonte: HP)

Francia, Biscardini: "Bene Macron, ma non sia un europeista 'sdraiato' sull'Ue. E ora aprire un dibattito sulla sinistra che è stata sconfitta"

L'esponente socialista commenta ai nostri microfoni l'esito delle elezioni presidenziali francesi che hanno visto prevalere nettamente il giovane candidato di "En marche" su Marine Le Pen, leader del Front National. Un'analisi che verte soprattutto sul tema dell'Europa politica; le sue riflessioni sulla caduta del bipolarismo storico d'Oltralpe e la crisi dei partiti della "gauche". Infine un'interessante considerazione sui cosiddetti populismi: "Non sono tutti da buttare e il popolo va comunque ascoltato" - (VIDEO)

La sicurezza a Milano e il blitz alla stazione Centrale, Anguissola: "Ben vengano questi controlli, emerso nervosismo nella giunta di sinistra". E sulle ong dice...

Il consigliere azzurro del Municipio 8 commenta l'operazione delle Forze dell'Ordine nei confronti degli immigrati presenti da lungo tempo in piazza Duca d'Aosta. Un'azione che ha provocato qualche imbarazzo e malumore nello stesso sindaco, in una parte dell'amministrazione e nella maggioranza che lo sostiene. Ai nostri microfoni l'esponente di centrodestra dà una sua valutazione anche sulle inchieste riguardanti le organizzazioni non governative sospettate di favorire gli sbarchi per fini tutt'altro che umanitari - (VIDEO)

Legittima difesa, la Camera approva la legge: si può sparare ai ladri, ma solo di notte... E scoppia la polemica. Salvini: "Vergogna! Si difendono i delinquenti". Cacciato dalle tribune

Il Ddl passa con 225 Sì e ora andrà al vaglio del Senato. Critiche da destra e da sinistra. Il M5S attacca il Pd: "Pasticcio normativo frutto dei compromessi con Alfano". Il leader leghista, tra il pubblico, contesta il provvedimento e viene allontanato dall'Aula, poi protesta coi suoi in piazza Montecitorio


Salvini bloccato dai commessi in tribuna

Con 225 voti a favore, 166 no e 11 astenuti, la Camera ha approvato le nuove norme in materia di legittima difesa, che modificano gli articoli 52 e 59 del codice penale. A favore il centrosinistra, ad eccezione dei deputati di Democrazia solidale che si sono astenuti, contro le opposizioni. Il testo passa ora al Senato.

"Le norme sulla legittima difesa sono scritte con i piedi. Il Pd ha dimostrato ancora una volta come i compromessi con Alfano creano pasticci normativi. Pressato per motivi elettorali ha partorito nella miglior ipotesi il nulla e nella peggiore l'incertezza". Lo affermano i deputati M5S in commissione Giustizia alla Camera, annunciando il voto contrario del gruppo al ddl in discussione in Aula. ''Il dibattito sulla legittima difesa - aggiungono i 5 Stelle - è stato puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà, per questo motivo abbiamo votato contro. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato".

"Legittima difesa, ancora una volta la sinistra e il governo si sono dimostrati incapaci di rispondere alle reali esigenze della popolazione. Esigenze di sicurezza, tranquillità, di difendere i propri beni, la propria vita, le proprie attività dai delinquenti durante le rapine. Per questo voteremo 'no' a questa legge ipocrita, imbrogliona, che dice tutto e il contrario di tutto, scritta male", ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

La proposta di legge voluta dalla maggioranza sulla legittima difesa "è l'ennesimo affronto di un governo clandestino, che arma i ladri e disarma i cittadini. In Italia si può rubare, scippare, rapinare e violentare di giorno perché ti puoi difendere solo, forse, di notte. Siamo al delirio, speriamo vadano a casa il prima possibile. Questo governo è scafismo di Stato e difesa dei delinquenti", ha commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che insieme ad altri parlamentari del Carroccio, indossando una maglia con la scritta "La difesa è sempre legittima", ha preso parte a un sit in di protesta in piazza Montecitorio.

LE NUOVE NORME

LIMITI LEGITTIMA DIFESA - Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un'aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio.

TURBAMENTO ESCLUDE COLPA - Nella legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

ASSISTENZA LEGALE A CARICO STATO - Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

I Cinque Stelle e i vaccini, Grillo replica al New York Times: "Tutte balle contro di noi". Ma sul web ricordano che...

Nell'editoriale intitolato "Populismo, politica e morbillo" il quotidiano statunitense aveva messo nel mirino il M5S, sostenendo che la sua campagna No vax abbia provocato la diffusione della malattia infettiva. La risposta sul blog rigetta le accuse e parla di "fake news", ma in rete molti hanno riproposto numerose prese di posizione da parte dei grillini. L'intervista al capogruppo pentastellato alla Camera, Roberto Fico - (VIDEO)


"Il M5s non ha mai fatto campagne contro i vaccini e non c'è nessuna piattaforma no vax", lo scrive oggi il Movimento dopo le accuse del New York Times a Beppe Grillo. Eppure sul web questa affermazione viene smentita. Dal noto virologo e paladino dei vaccini, professor Roberto Burioni, fino al segretario del Pd, Matteo Renzi, sui social è caccia aperta alle vecchie affermazioni di esponenti del M5s quando affermavano che i vaccini facevano male.

Lo spettacolo di Grillo - A fare il giro del web è soprattutto uno spezzone di un vecchio spettacolo di Beppe Grillo Apocalisse Morbida (1998). Il comico, non ancora leader del movimento politico, sosteneva quanto fosse inutile vaccinarsi. E che anzi fosse un favore alle grandi case farmaceutiche.

Un disegno di legge contro i vaccini - Per non parlare della proposta di legge sul diniego dell'uso di vaccini proposto dal Movimento 5 stelle il 12 febbraio 2014 e ancora presente negli archivi della Camera dei deputati. In questo caso, si legge, "recenti studi hanno messo in luce collegamenti tra vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie".

I commenti dei vari esponenti - Ma non vanno sicuramente dimenticati alcune frasi dette da diversi esponenti del M5S e raccolte da "Il Foglio"

"Un bambino su 150 soffre di autismo. Venti anni fa solo uno su 2.000. Gli scienziati attribuiscono la crescita all’inquinamento ambientale, alimentare e da vaccini e farmaci".

Beppe Grillo, 8 aprile 2007

"Dei vaccini bisognerebbe discutere con estrema prudenza. Non sono un esperto né di sanità, né di vaccini ma vedo e leggo molte voci che richiamano alla prudenza sull'utilizzo di questi strumenti medicali per prevenire determinate malattie. Ci sono degli studi che sembrerebbe che evidenzino dei problemi in seguito a determinati vaccini che potrebbero sorgere nei bimbi e come genitore vorrei fare una scelta consapevole sul discorso della vaccinazione".

Giacomo Giannarelli, già candidato governatore della Toscana per il M5S, in un’intervista a Fanpage.it, 21 maggio 2015

"C’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l’autismo. La gente non si vaccina più perché non crede più alle case farmaceutiche e al Ministero della Salute. Oggi qualche cosa dicono (queste istituzioni) ti fai quattro domande: ‘Perché lo stanno dicendo? Forse c’è un interesse dietro a quello? Le case farmaceutiche devono vendere qualche cosa? Si sono trovati un vaccino che non sanno cosa farci e ce lo vogliono somministrare?’"

Paola Taverna, senatrice M5S a Piazza Pulita, La7, 22 ottobre 2015

"Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sta varando un nuovo Piano di Vaccinazione Nazionale che sembra non tener assolutamente conto di tutte queste valutazioni perché, ad esempio, non rimuove l’obbligatorietà e mira a incrementare la copertura vaccinale anche dove non è assolutamente giustificata. Una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche ed è quanto di più lontano ci possa essere da un approccio appropriato. L’appropriatezza in medicina vuol dire ‘fare esattamente ciò che serve’, evitando di fare ciò che è superfluo. Tra vaccinare tutti e non vaccinare nessuno, c'è una via di mezzo molto più appropriata, e cioè vaccinare di meno e vaccinare meglio!"

dal blog M5S Europa, 27 ottobre 2015.

(Fonte: tgcom24)

 
 
 
 

Scritta "SPQR" sulle maglie della Roma nel derby, la Lazio non ci sta e chiede chiarezza alla sindaca Raggi

Il responsabile della comunicazione del club biancoceleste Arturo Diaconale: "La sigla è di grandezza planetaria e non se ne può fregiare solo una squadra della Capitale". Il caso arriva in Campidoglio con un'interrogazione che unisce consiglieri comunali di destra e sinistra: "È evidente che lo scopo della società giallorossa era legato a fini commerciali"


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E' polemica per la sigla "SPQR" sulla maglia dei calciatori della Roma indossata domenica in occasione del derby. Dopo l'interrogazione alla sindaca Virginia Raggi già annunciata ieri in un tweet dal capogruppo della lista Marchini in Campidoglio, Alessandro Onorato, anche la Lazio, attraverso il responsabile della comunicazione, Arturo Diaconale (nella foto sotto), chiede di fare chiarezza perché la sigla "è di grandezza planetaria" e "non se ne può fregiare solo una squadra della Capitale".

“Non so se l’utilizzo (della scritta 'Spqr', ndr) sia stato autorizzato dal Comune e sia consentito a tutti - ha detto Diaconale su 'Lazio Style Radio' -. Sono curioso di sapere se c’è stata autorizzazione e se per caso si è voluta dare l’impressione di un’identificazione tra squadra e città è sbagliato: la città si identifica con tutte e due le squadre, soprattutto - ha aggiunto con una punta di malizia - con quella più antica che ha portato il calcio a Roma”.

Il club biancoceleste chiede quindi che "sia chiarita questa posizione dall’autorità comunale. Anche la Lazio può scendere in campo con S.P.Q.R. identificando con l’aquila l’appartenenza alla città, non solo la lupa è simbolo di Roma ma anche l’aquila - ha aggiunto Diaconale -. Utilizzare in modo libero il brand S.P.Q.R. quanto meno è uno spreco".

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"Diritti di #Spqr sono della città di Roma e la @OfficialASRoma non può utilizzarlo per far credere all'estero che a Roma ci sia solo una squadra", il tweet di Onorato. "Perché la @OfficialASRoma aveva sulla maglia #Spqr? - aggiunge - Chi li ha autorizzati? Presenterò un'interrogazione a @virginiaraggi #RomaLazio".

Dopo l'iniziativa annunciata da Onorato, alla sindaca è stata presentata un'interrogazione bipartisan. L'atto è stato firmato dal consigliere della Lista Marchini, da Giulio Pelonzi (Pd) e Rachele Mussolini (lista civica Con Giorgia).

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"Ho presentato insieme ai colleghi Pelonzi e Mussolini un'interrogazione urgente alla Sindaca Raggi chiedendo se Roma Capitale avesse autorizzato o meno la As Roma calcio a riportare la dicitura 'Spqr' sulle maglie da gioco in occasione del derby del 30 aprile - dichiara Onorato - È evidente che lo scopo della società giallorossa era legato a fini commerciali e indirettamente mirato a far sembrare, ai 63 paesi sintonizzati in mondovisione, che la città di Roma abbia una sola e unica squadra di calcio".

"Non intendiamo prendercela con i cugini giallorossi - conclude Onorato - ma crediamo che sia necessaria, considerata l'importanza planetaria dei simboli di Roma Capitale, una regolamentazione che sia ben chiara".

(Fonte: Adnkronos)

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