updated 1:50 PM UTC, May 20, 2018

Nuova inchiesta sulla Sanità Lombarda, Gallera: "Se la Regione risulterà truffata ci costituiremo parte civile. Da noi si salvano vite come in nessun altro territorio" (VIDEO)

L'assessore al Welfare della Regione Lombardia parla a margine della presentazione del volume "I numeri del cancro in Italia" e risponde alle domande sulla nuova inchiesta sulla Sanità lombarda riguardante i farmaci che ha portato alla perquisizione di uffici della stessa amministrazione regionale e all'acquisizione di documenti da parte della Guardia di Finanza - (GUARDA L'INTERVISTA)


 "Ieri gli uomini della Guardia di Finanza, inviati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano hanno perquisito gli uffici della Struttura Farmaco, dispositivi e HTA della Direzione generale Welfare. L'intervento era finalizzato all'acquisizione di documentazione relativa alle attivita' di controllo e gestione dei flussi informativi e contabili originati da strutture ospedaliere private in merito all'utilizzo di farmaci classificati come 'File F' (termine con cui si codificano farmaci acquistati direttamente dagli ospedali, ma a carico del Sistema sanitario nazionale) e al loro collegamento con ditte produttrici di tali farmaci". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, questa mattina, a Palazzo Lombardia rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione del volume "I numeri del cancro".

NESSUN FUNZIONARIO INDAGATO - "Al momento - ha spiegato l'assessore - nessun funzionario regionale ci risulta essere iscritto nel registro degli indagati".

MASSIMA COLLABORAZIONE CON MAGISTRATURA - "Regione Lombardia- ha concluso Gallera -, come al solito, ha fornito la massima collaborazione alla Magistratura mettendo a disposizione tutta la documentazione richiesta. Attendiamo di conoscere gli sviluppi dell'indagine, che appare in fase embrionale, per comprendere se ci sia stata una truffa ai danni della Regione. Se cosi' fosse, come il presidente Fontana ha gia' annunciato, non esiteremo a costituirci parte civile".

Lidl, sugli scaffali i valori del made in Italy

Si chiamerà "FDAI - Firmato Dagli Agricoltori Italiani”, il nuovo marchio distribuito in 600 punti vendita Lidl presenti sul territorio italiano, a partire dal 3 maggio, in edizione limitata


Nasce da Filiera Agricola Italiana spa, realtà che che sostiene e promuove gli imprenditori agricoli italiani in Italia e nel mondo, e Lidl Italia, azienda leader della Gdo, un’inedita linea di prodotti che porta in tavola il vero gusto dell’Italia. La gamma, che si fregia del marchio “FDAI - Firmato Dagli Agricoltori Italiani”, sarà distribuita negli oltre 600 punti vendita Lidl presenti nella Penisola a partire dal 3 maggio in edizione limitata» si legge in una nota. Il progetto nasce dalla volontà di Lidl Italia, che conta oggi più di 2.000 prodotti di cui l’80% Made in Italy, di compiere un ulteriore passo avanti verso un assortimento sempre più votato alla sostenibilità e al territorio. Filiera Agricola Italiana spa ha affiancato Lidl Italia nello sviluppo di questa nuova linea di prodotti che si caratterizza per l’utilizzo di materie di prima scelta, 100% italiane e tracciabili. Il risultato è un ricco paniere di articoli, tra cui riso Carnaroli IGP, pasta trafilata al bronzo con grano lucano, olio toscano IGP e succo di frutta con agrumi di Calabria, che brillano per qualità e bontà, oltre che per gli elevati standard di etica e trasparenza. Tutti i prodotti si fregiano, infatti, del sigillo FDAI (Firmato Dagli Agricoltori Italiani) che garantisce, sostiene e promuove un modello di gestione etico dell’intera filiera produttiva, basato su valori agricoli e tutela dell’economia dei territori. Questo marchio, oltre alla completa tracciabilità della filiera, attesta l’impiego di materie prime interamente italiane, di matrice agricola e prodotte in coerenza con la vocazione produttiva italiana. Il disciplinare FDAI comprende anche importanti tutele sociali, come una equa distribuzione della catena del valore, nel rispetto dei diritti di chi lavora, di chi consuma e di tutti gli attori coinvolti. 

Stefano Albertazzi, direttore generale Filiera Agricola Italiana spa spiega che «questo accordo è uno strumento importante e innovativo che da una parte valorizza i prodotti agroalimentari dei territori italiani e dall’altro favorisce tutti i componenti della filiera dal campo alla tavola: agricoltori, grande distribuzione e consumatori. Si tratta di un passo in avanti per un nuovo modello di relazioni economiche che punti sempre più sulla cooperazione virtuosa e sulle scelte condivise».

«Siamo molto orgogliosi di poter offrire in tutti i punti vendita Lidl - dichiara Eduardo Tursi, amministratore delegato Acquisti di Lidl Italia - la nuova linea di prodotti realizzata in collaborazione con gli agricoltori italiani». «Ci siamo impegnati a fondo in questo progetto che arricchisce la nostra proposta di eccellenze Made in Italy e consolida la passione di Lidl per il territorio. I prodotti, espressione massima della tradizione culinaria italiana, rappresentano anche il nostro impegno per un agire responsabile, poiché favoriscono un mercato sostenibile, che si basa su una filiera trasparente, dai saldi principi etici». Lidl è presente in Italia da 25 anni. Può contare su una rete di più di 600 punti vendita in 19 regioni che occupano oltre 13.000 collaboratori. Il rifornimento quotidiano dei negozi è garantito da 10 piattaforme logistiche dislocate sul territorio nazionale. Negli ultimi anni è stato portato avanti un percorso di profondo rinnovamento dell’insegna che, da un lato, ha coinvolto il radicale ammodernamento della rete vendita per offrire un’esperienza d’acquisto più piacevole e funzionale ai clienti, dall'altro ha visto la completa revisione dell’assortimento di prodotti a scaffale con una netta virata verso il Made in Italy

Neve in Lombardia, dalla mezzanotte di oggi 1 Marzo allarme su tutta la regione

La Sala operativa della Protezione civile della Regione Lombardia ha emesso una comunicazione di ordinaria criticità (codice giallo) per rischio neve su tutta la regione dalla mezzanotte, eccetto per la zona omogenea NV-20 (Appenino pavese, provincia di Pavia) dove l'allerta scatterà alle 21 di questa sera.


METEO (NEVE) - Passaggio di una nuova veloce perturbazione da ovest verso est. Dal mattino e fino al tardo pomeriggio/sera di domani 2 marzo, saranno possibili deboli nevicate a partire da sudovest in estensione a nordest, anche sotto forma di rovescio. I fenomeni interesseranno inizialmente tutte le quote, poi sara' possibile un passaggio a pioggia o pioggia mista a neve, specie sui settori orientali della Pianura. Accumuli generalmente deboli, inferiori ai 10 cm sulla Pianura o al piu' attorno a tale valore ed irregolari, localmente superiori su Prealpi e Appennino fino a 15 cm. Dalla sera tendenza ad esaurimento dei fenomeni. Non e' esclusa la possibilita' di qualche episodio di gelicidio (pioggia che gela al suolo) sui settori orientali della regione. Sabato 3 marzo, possibili deboli nevicate specie al mattino anche sulla Pianura, in particolar modo sui settori meridionali ed occidentali; ad oggi rimane qualche incertezza sulla traiettoria della perturbazione e sui quantitativi previsti.
EFFETTI AL SUOLO - Si conferma che le problematiche principali per rischio neve sono legate soprattutto a possibili  difficolta' e rallentamenti del traffico stradale e ferroviario. A causa delle basse temperature, non si possono escludere problemi anche sulla fornitura dei servizi essenziali (elettricita', acqua, gas). Al momento pero' non si registrano segnalazioni e tutte le strutture di competenza sono attive e la situazione e' monitorata e sotto controllo.
Su tutto il territorio regionale si segnala di prestare attenzione alla possibile formazione di ghiaccio al suolo e sul manto stradale. Possibili fenomeni di "gelicidio" (pioggia che gela al contatto con il suolo e oggetti prossimi al suolo quali alberi, cavi, apparecchiature) piu' probabili sui settori orientali. 
Prestare particolare attenzione su Prealpi e Appennino, dove saranno possibili accumuli localmente superiori fino a 15 cm. I quantitativi di neve previsti per domani     2 marzo, in particolare sui settori occidentali della regione, andranno a sommarsi ai quantitativi gia' depositati nella giornata odierna: prestare particolare attenzione alle infrastrutture e all'interno delle aree metropolitane, dove si raccomanda di attivare tutte le misure ritenute necessarie per la rimozione della neve e per garantire la sicurezza della circolazione stradale e delle persone.
Si chiede pertanto ai sistemi locali di protezione civile di mantenersi in una fase operativa di ATTENZIONE, cioe' di predisporre il sistema locale alla pronta attivazione di azioni di contrasto in caso di necessita', congruenti a quanto previsto nella pianificazione di emergenza, per la sicurezza della circolazione del traffico sulle strade e la riduzione dei rischi connessi.
Nella giornata di sabato 3 marzo sono previste possibili residue deboli nevicate specie al mattino anche sulla Pianura, in particolar modo sui settori meridionali ed occidentali. 
INDICAZIONI OPERATIVE - La Sala operativa chiede di segnalare con tempestivita' eventuali criticita' che dovessero presentarsi sul proprio territorio in conseguenza del verificarsi dei fenomeni previsti, telefonando al numero verde della Sala operativa di Protezione civile regionale: 800.061.160 o via mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
(FONTE: Lnews)

Elezioni regionali, i candidati si confrontano a casa di Assolombarda. Duello Fontana-Gori. Violi (M5S): "Ecco le nostre proposte per le imprese" (VIDEO)

Dibattito sui temi dell'economia e del lavoro tra i principali candidati alla presidenza di Regione Lombardia nella sede di Assolombarda. Schermaglie tra gli aspiranti governatori di centrodestra e centrosinistra; parla anche l'esponente pentastellato. Il commento degli industriali. Tutte le nostre interviste

In Trentino-Alto Adige si vive tre anni in più che in Campania. E sei di Firenze... C'entrano i servizi sanitari

Lo studio dell'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane rivela un divario Nord-Sud; il Direttore scientifico: "I dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche" . Firenze, Monza e Traviso le province più longeve d'Italia


In Trentino Alto Adige si vive in media fino a tre anni in più che in Campania. A denunciare questo divario è l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, con un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. In Campania nel 2017 gli uomini vivono infatti mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nel Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nel Mezzogiorno, dove si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. 

In generale, rileva l'Osservatorio - che ha sede a Roma presso l'Università Cattolica - in Italia si vive più a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d'istruzione: si ha una speranza di vita più bassa al Sud, in particolare in Campania, o se non si raggiunge la laurea. Inoltre chi ha un titolo di studio basso ha anche peggiori condizioni di salute. Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano soprattutto chi ha un livello sociale più basso. Insomma il Servizio sanitario nazionale assicura la longevità, ma non l'equità sociale e territoriale.
"Il Servizio sanitario nazionale oltre che tutelare la salute, nasce con l'obiettivo di superare gli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del Paese. Ma su questo fronte i dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche", spiega Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell'Osservatorio.

Firenze e, a seguire, Monza e Treviso. Sono queste le province può longeve d'Italia secondo quanto riporta l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, in un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. 
Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, fa totalizzare 1,3 anni in più della media nazionale, seguita da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio. Il dato sulla sopravvivenza mette invece in luce l'enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa con uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. (Fonte: Ansa)

Fisco, automobilisti tartassati. Le cifre del massacro del popolo motorizzato

Accise sui carburanti, Iva sulla manutenzione e riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici, bollo, imposte sui parcheggi, multe, pedaggi autostradali. La Cgia di Mestre traccia un quadro devastante per le tasche di quella che tra le categorie (un po' tutti noi) più spremute d'Italia


Ammonta a 73 miliardi di euro il carico fiscale che incombe sui 42,8 milioni di autoveicoli presenti nel nostro Paese. Una cifra che secondo la Cgia relega gli automobilisti tra le categorie di contribuenti più tartassate d’Italia.

Solo per dare un’idea della dimensione del prelievo, si ricorda che il gettito derivante dalle imposte che gravano su tutti gli immobili presenti nel Paese ammonta a poco più di 40 miliardi di euro. E nonostante la pesantissima crisi che ha colpito fino a 3 anni fa tutto il settore dell’auto, tra il 2009 e il 2016 (ultimo dato disponibile pubblicato dall’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) il gettito fiscale sugli autoveicoli è aumentato del 10,1 per cento (in termini assoluti pari a 6,7 miliardi di euro), mentre la crescita dell’inflazione è stata del 9 per cento.

“La voce che incide maggiormente sulle tasche degli automobilisti italiani – spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – è quella delle imposte e delle accise sui carburanti. Ben 34,8 miliardi di euro, infatti, pari a poco meno della metà dei 73 miliardi complessivi, ci vengono prelevati nel momento in cui ci si reca a fare il pieno al nostro autoveicolo”.

Per ogni litro di gasolio per autotrazione che si acquista alla pompa, il 63 per cento circa del prezzo è riconducibile al peso del fisco. Per ogni litro di benzina, invece, l’incidenza sale al 66 per cento, rileva ancora la Cgia.

Risultati immagini per automobilisti

Oltre alla tassazione sui carburanti, tra le voci fiscali che gravano maggiormente sui possessori di un autoveicolo segnaliamo l’Iva sulla manutenzione e riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici. Nel 2016 questo prelievo ha pesato sulle tasche degli italiani per 10,2 miliardi di euro (pari al 14 per cento della spesa totale). L’Iva sull’acquisto degli autoveicoli, invece, è costata poco più di 7 miliardi di euro (9,8 per cento del totale), mentre il bollo auto ha assicurato alle casse delle Amministrazioni regionali 6,6 miliardi (9,1 per cento del totale). Le imposte sui parcheggi e sulle contravvenzioni hanno garantito un gettito di 5,6 miliardi (7,7 per cento del totale), quelle sui premi di assicurazione Rc auto quasi 3,9 miliardi di euro (5,3 per cento del totale). Sui pedaggi autostradali il fisco ha riscosso 2 miliardi, mentre l’imposta di trascrizione ha permesso alle amministrazioni provinciali di incassare 1,7 miliardi. Sui lubrificanti, infine, imposte e accise sono costate agli automobilisti 1 miliardo di euro.

"Va comunque sottolineato che l’aumento di gettito ascrivibile ad alcune voci - come l’Iva sull’acquisito dei mezzi, i pedaggi autostradali e l’Imposta provinciale di trascrizione – si è verificato negli ultimi anni a seguito della ripresa economica del mercato automobilistico che ha segnato, in merito alle nuove immatricolazioni, dei risultati molto importanti”, osserva il segretario della Cgia Renato Mason.

Ma i fari della Cgia sono puntati anche sull’elevato tasso di motorizzazione presente in Italia è in parte imputabile anche alla bassa qualità ed efficienza del trasporto pubblico urbano. Secondo una ricerca The European House-Ambrosetti, citata dalla Cgia, il sistema Paese potrebbe risparmiare fino a 12 miliardi di euro all’anno, attraverso una migliore organizzazione della mobilità nelle 14 città metropolitane del Paese.

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"In primo luogo come cittadini, perché il trasporto pubblico funziona poco e male ed è foriero di inefficienze; in secondo luogo come automobilisti, perché non avendo un sistema di pubblica mobilità dignitoso, siamo costretti a utilizzare il nostro automezzo, subendo, tra le altre cose, un carico fiscale spaventoso", afferma la Cgia.

In merito alla distribuzione territoriale degli autoveicoli presenti nel Paese, invece, le Regioni dove la concentrazione è più elevata sono anche quelle con il maggior numero di abitanti. Di conseguenza, "possiamo affermare con buona approssimazione che queste sono anche le realtà dove il gettito fiscale complessivo è più consistente che altrove", afferma la Cgia. La Lombardia presenta il più elevato numero di autoveicoli: nel 2016 (ultimo dato disponibile) ne circolavano oltre 6,7 milioni. Seguono il Lazio con poco più 4,1 milioni, la Campania con quasi 3,8 milioni, la Sicilia con 3,6 milioni e il Veneto con poco meno di 3,5 milioni. (Fonte: Adnkronos)

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