updated 3:03 PM UTC, Feb 16, 2018

Elezioni regionali in Lombardia, Bussolati (Pd): "Porteremo il modello Milano. Su trasporti e case popolari il centrodestra ha governato male"

L'intervista del Comizio a Pietro Bussolati, già segretario metropolitano milanese del Pd, ora capolista del suo partito alle elezioni regionali in Lombardia: "Il nostro modello è fatto di integrazione e sviluppo insieme. L'obiettivo è raggiungere un grande risultato: portare Giorgio Gori alla Presidenza della Regione il prossimo 4 marzo" - (VIDEO)


Presentata questa mattina al Comitato di Giorgio Gori (in corso Buenos Aires 57) la lista dei candidati PD al Consiglio regionale della Lombardia - Circoscrizione Milano, alla presenza del segretario regionale Alessandro Alfieri, del segretario metropolitano reggente Paolo Razzano e del capolista Pietro Bussolati.

"Oggi abbiamo presentato le nostre 26 punte di diamante che correranno per Giorgio Gori Presidente. Una lista che comprende esperti consiglieri uscenti e volti nuovi, dirigenti del PD, rappresentanti delle amministrazioni locali e della società civile, dell'imprenditoria, delle professioni e del terzo settore. Siamo contenti che a comporre questa lista siano anche figure rappresentative di varie comunità di origine straniera" - dichiara il segretario reggente del PD Milano Metropolitana, Paolo Razzano.

"Milano Metropolitana è con Giorgio Gori. E' questo il messaggio per cui ci impegneremo e per cui lavoreremo senza sosta nei prossimi giorni. L'obiettivo è raggiungere un grande risultato: portare Giorgio Gori alla Presidenza della Regione il prossimo 4 marzo. Sono orgoglioso di essere il capitano di questa bella squadra di donne e uomini - nel pieno rispetto della parità di genere - pronti a portare avanti integrazione e sviluppo, due parole chiave del lavoro fatto in questi anni per Milano Metropolitana, e che adesso vogliamo esportare in Lombardia". E' questo quanto dichiara il capolista Pietro Bussolati.

Ema, Amsterdam non è pronta e Milano torna a sperare: ricorso entro mezzanotte. Sala: "Bisogna essere aggressivi, a Gentiloni ho detto di alzare la voce"

Intervista al sindaco di Milano, Giuseppe Sala sul caso Ema. Il ricorso del Governo italiano alla Corte di Giustizia europea contro l'assegnazione ad Amsterdam dell'Agenzia europea del farmaco "partirà entro mezzanotte", ha dichiarato poi Sala a Skytg24 aggiungendo che "oggi è l'ultimo giorno". "E' difficile - ha aggiunto - ma io insisto che si deve provare" - (VIDEO)


Su Ema "ho chiamato Gentiloni e gli ho detto: è il momento di essere aggressivi, facciamolo, proviamoci, fino in fondo, e da quello che mi ha detto, e senz'altro sarà così, oggi parte il ricorso". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala,commentando l'allarme lanciato dal direttore dell'Agenzia europea del farmaco, Guido Rasi, sulla inadeguatezza della sede proposta da Amsterdam.

"Non penso ci vorranno tempi molto lunghi. Siamo sinceri, le possibilità di una riassegnazione della sede a Milano non sono altissime, ma dobbiamo provarci", ha precisato Sala.

Secondo il sindaco di Milano, se dovessero riassegnare Ema al capoluogo lombardo "lo dovrebbero fare in tempi brevi perché noi dobbiamo preparare il Pirellone. È una questione tecnica. Ma è anche una questione politica, chiamo la politica italiana al massimo impegno per Milano e per il nostro Paese". "Gentiloni - ha aggiunto il sindaco - ha capito la situazione che rischia di diventare ridicola. Prima c'è questo sorteggio, poi gli olandesi che non sono pronti. Non è una bella pagina nemmeno per l'Europa".

Anche il Comune di Milano presenta ricorso - "La rabbia non serve a nulla. Serve muoversi. Non sarà facile recuperare questa situazione. Non illudiamo nessuno - ha precisato il primo cittadino - . Però io chiedo che il nostro governo alzi la voce". Anche il Comune di Milano, d'intesa con la Regione Lombardia, presenterà un ricorso parallelo e collegato a quello del governo.

Olanda: "Iter corretto, faremo quanto previsto" - "L'Olanda è orgogliosa di ospitare l'Ema. Abbiamo costruito la campagna su continuità e qualità. Il processo che ha portato alla decisione" sulla nuova sede, "è stato giusto e onesto". Così il ministro alla Salute olandese Bruno Bruins, dopo l'annuncio dell'Italia di voler presentare ricorso. "Stiamo facendo il massimo per assicurare un rapido trasferimento ad Amsterdam - spiega il ministro -. Attueremo quanto previsto dall'offerta in stretta collaborazione con l'Ema, per assicurarne la continuità operativa".

Movimento 5 Stelle, Di Maio "assolve" l'Ammiraglio Veri: "Non è una appestato anche se era iscritto al Pd. Accogliamo chi lascia le altre forze politiche"

Carla Ruocco ha preso il posto dell'ammiraglio Rinaldo Veri, previsto come candidato al collegio uninominale di Roma nel quartiere Gianicolense. Dopo aver ritirato la sua candidatura tre ore dopo averla presentata al Tempio di Adriano, per incompatibilità con una carica di consigliere comunale nel comune di Ortona con una lista civica vicina al Pd, il nome dell'Ammiraglio Vieri è già stato cancellato dall'elenco pubblicato sul blog delle stelle. In ogni caso il capo politico pentastellato e candidato premier, Luigi Di Maio, dice che coloro che lasciano altri partiti per approdare al M5S non devono essere considerati degli "appestati", anzi... - (VIDEO)

Renzi sfida i leader avversari: "Chi mi affronta in tv?". Ironia sul tempo di Di Maio e l'ultimo duello di Berlusconi. E su Salvini che aveva promesso...

A margine della presentazione delle liste Pd per le elezioni politiche del 4 marzo, il segretario dem, Matteo Renzi, pungente e ironico come suo solito, sfida apertamente i leader politici degli schieramenti avversari invitando Luigi Di Maio (M5S), Silvio Berlusconi (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega) ad accettare confronti televisivi con lui - (VIDEO)

Centrodestra, chi sarà il premier? A ciascuno il suo: Berlusconi dice Tajani, Meloni e Salvini si candidano. Ma i sondaggi dicono...

La coalizione di centrodestra è unita, ma non troppo. Certamente non lo è per quanto riguarda il nome del futuro, ipotetico, presidente del Consiglio. La legge elettorale consente a ciascun partito di esprimere simbolicamente la candidatura auspicata, più per rafforzare la propria propaganda che per aspettative reali. Ecco dunque che le due formazioni "sovraniste", Lega e Fratelli d'Italia, spingono i rispettivi leader, mentre Forza Italia, non potendo schierare l'ineleggibile Berlusconi, per bocca dello stesso Presidente, avanza il nome dell'europeista Antonio Tajani, anche per marcare la distanza con gli alleati anti-Ue. Intanto però i sondaggi dicono che l'asse "in blu" è sempre in testa ma ancora ben al di sotto della soglia del 40% che garantirebbe una maggioranza di governo. Tutti gli scenari sono ad oggi possibili


La scelta del premier è rimandata a dopo il voto, ma qualche nome comincia ad emergere, come quello di Antonio Tajani. "Io - ha detto Silvio Berlusconi a Rtl 102.5 - non ho ambizioni politiche, voglio vincere e scegliere il premier e la squadra di governo con i miei alleati. Se fosse possibile avere Tajani sarebbe una bellissima scelta, molto stimata a livello europeo, certo sarebbe una perdita per l'Italia a livello Ue. Oltre a lui ci sono altre due possibilità in campo ma non le dico ora. Con gli alleati ne abbiamo parlato ma prima dobbiamo vincere".

"Chi vota Lega - precisa il leader del Carroccio - sa che il presidente del Consiglio sarà Salvini, lo abbiamo scritto nel simbolo. Chi vota Forza Italia lo scoprirà... Commenterò il 4 marzo sera, quando gli italiani avranno votato, perché lo decidono gli italiani. Questo abbiamo deciso con Berlusconi: chi prende un voto in più fra Salvini e Berlusconi, che hanno un programma comune ma sono persone diverse, decide". 

"Tajani - va però all'attacco Giorgia Meloni ad Agorà - sarà il candidato di FI, non è il candidato di FdI. Sto facendo la campagnaper poter arrivare io a presidente del Consiglio dei ministri. Gli Italiani sceglieranno la proposta che li convince di più". (Fonte: Ansa)

Intanto il centrodestra cala leggermente (-0,5) ma resta saldamente in testa con il 36,7 per cento dei consensi, recupera qualcosa il Pd e sale il Movimento 5 stelle. Mentre gli indecisi sono al 37,3 per cento. E' questo lo scenario che emerge dal sondaggio Swg per il Messaggero.

Forza Italia è ferma al 16 per cento, mentre Lega e Fratelli d'Italia calano un pochino. Il centrosinistra, sospinto dal Pd a quota 24 per cento (+0,4 rispetto a settimana scorsa) e dalla crescita degli altri partiti, arriva al 28,1 per cento (+0,8).
Bene anche il Movimento 5 stelle che passano dal 27,3 al 27,8 per cento. Perde quasi mezzo punto Liberi e uguali (-0,4) 

Vota un gruppo sempre più ridotto di elettori. E questo si posizione, indica il sondaggio, su Forza Italia (15 per cento) e Pd (13 per cento), mentre raccoglie il 6 per cento la Lega e il 4 per cento M5s (4%). Il partito considerato "meno peggio" è sempre l'ultima ancora di salvataggio per il cittadino deluso: opzione attiva soprattutto per M5s (16%), Leu (15%) e Forza Italia (13). Pd e Lega si fermano al 9%. Tra gli indecisi il 29 per cento vuole capire le proposte dei partiti, il 22 voterà chi gli darà maggiori garanzie di stabilità e governabilità e il 15 per cento si orienterà sul meno peggio. 

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