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updated 3:03 PM UTC, Feb 16, 2018

Befana 2017: Freddo e gelo in Veneto, neve nelle zone terremotate

Gelo e freddo in gran parte della penisola, nevicate a bassa quota nelle zone terremotate grossi i disagi per le popolazioni nelle tendopoli. Temperature a picco in Veneto e in particolare nelle zone montuose, -23 gradi sulla catena della Marmolada.


Si presenta accompagnata da una bufera la Befana 2017. Freddo e gelo da ieri hanno investito gran parte della penisola aggiungendosi nelle zone terremotate ai disagi già patiti dalle popolazioni. Temperature minime a picco sulle montagne venete. A Cortina la colonnina di mercurio registra -7,6 gradi a 1.270 metri di quota. Arabba segna un -8,1 gradi, Asiago -7,5 mentre ai 2.090 metri di quota di Passo Falzarego l'Arpav ha registrato -13,1 gradi e ai 3.256 di Punta Rocca sulla Marmolada -23,5. Vento gelido e allerta incendi in alta Lombardia, in particolare nella zona della Valchiavenna, in provincia di Sondrio, e in Valcamonica: la Protezione civile ha diffuso ieri un bollettino di moderato allarme, precisando che il vento forte è destinato a perdurare anche per venerdì con raffiche fino a 50-60 km/h. Previsto un crollo drastico delle temperature, con minime sotto allo zero in tutta la regione. Neve su alcune strade umbre a ridosso del versante marchigiano dell'Appennino e su gran parte del Molise dove le condizioni del tempo dovrebbero peggiorare con venti forti da nord e un brusco calo delle temperature. In Abruzzo freddo e nevischio anche sulla costa. 'Codice rosso' sull'autostrada A14 per una intensa nevicata che ha portato a disporre lo stop ai mezzi pesanti nel tratto compreso tra i caselli di Atri-Pineto e Pescara Sud-Francavilla, in entrambe le direzioni. La perturbazione andrà avanti fino a sabato, con accumuli di neve che, secondo le previsioni degli esperti, potrebbero essere consistenti anche sul litorale. Anche Roma stretta nella morsa del gelo con un grecale che arriva dalla Russia; l'apice verrà toccato sabato con temperature bassissime che oscilleranno tra i più 3 gradi di massima e i -4, meno -5 di minima.  Neve a bassa quota in diverse zone della Campania dove la forte ondata di maltempo ha creato grossi problemi ai collegamenti marittimi nel golfo di Napoli: il mare mosso e il forte vento hanno determinato la soppressione stamani della maggior parte delle corse di linea per Capri. Vesuvio innevato dalla cima alle quote più basse. Problematica la circolazione sulle strade interne dell'Alta Irpinia, dove la neve caduta ieri ha raggiunto anche i 50 centimetri. Imbiancati pure i Sassi di Matera con un "effetto presepe" suggestivo per i tanti turisti che anche in questa parte finale di vacanze natalizie, affollano la città lucana che nel 2019 sarà Capitale europea della Cultura. La Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha attivato il Piano Neve e Gelo alla luce dell'allerta della Protezione civile che prevede nevicate su Marche, Lazio orientale, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia settentrionale. Ma fiocchi di neve hanno fatto capolino pure in Sardegna, a Fonni, il paese più alto della regione. Tra oggi pomeriggio (venerdì 6) e la giornata di domani sabato 7 gennaio 2017, con l’ingresso diretto del nucleo freddo dall’area carpatico-danubiana e dalle Alpi Dinariche, tramite gli intensi venti di bora e tramontana, "l’Adriatic Sea Effect” e il “Tyrrhenian Sea Effect” torneranno nuovamente in azione, con abbondanti nevicate fino a quote collinari sulle regioni adriatiche, specie fra Marche e Abruzzo, dove i fiocchi misti alla pioggia raggiungeranno pure le aree costiere, lasciando abbondanti apporti di neve fresca sulle aree dell’entroterra. Il “Tyrrhenian Sea Effect”, all’inizio del fine settimana, favorirà buone precipitazioni lungo le coste della bassa Calabria tirrenica e nella Sicilia tirrenica, compresa l’area dello Stretto di Messina. Precipitazioni che dato l’ingresso dell’intensa avvezione fredda da N-NE, isoterme fino a -10°C a 850 hpa in prossimità dello Stretto di Messina e della Calabria meridionale, potrebbero assumere carattere nevoso fino al litorale, assumendo le caratteristiche di autentiche bufere di neve per via delle forti raffiche di tramontana, che toccheranno punte di oltre 80-90 km/h nei punti maggiormente esposti. Visto la disposizione delle correnti dal quadrante settentrionale, con una spiccata curvatura ciclonica fra Tirreno, Adriatico e Ionio, per il minimo barico in allontanamento verso levante, verso la Grecia settentrionale, saranno i rilievi abruzzesi, molisani, pugliese, calabresi e quelli della Sicilia settentrionale a vedere i maggiori accumuli nivometrici, che potranno risultare abbondanti fin dalla collina.

 

Immigrazione, Maullu (FI): “Questione globale che coinvolge tutta l'Europa"

"Gli stati che si affacciano sul Mediterraneo non siano lasciati soli in balia dei trafficanti di esseri umani”


Nel 2017 per l'Europa l'imperativo primario è riuscire a contrastare l'immigrazione incontrollata che gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo hanno dovuto subire negli ultimi anni. I numeri, con 175.000 sbarchi nel 2016 solo in Italia – record assoluto – dicono questo e lo dicono anche i fenomeni di terrorismo che hanno colpito e colpiscono l'Europa, perché il terrorismo è un tema strettamente legato all'immigrazione e al Mediterraneo. L'Europa, appunto, non i singoli Stati: l'immigrazione è un fenomeno che non riguarda solo alcuni Paesi del Mediterraneo, bensì l'Europa tutta che deve finalmente impostare una politica di contrasto, passando inevitabilmente per un piano per il Mediterraneo che parta dalle relazioni con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente con i quali è possibile avviare politiche e azioni comuni in questo senso. Da Europarlamentare ho visitato diversi Paesi nordafricani e mediorientali, viaggi istituzionali dai quali ho avuto nette conferme: immigrazione, sicurezza, lotta al terrorismo sono sfide che si vincono partendo proprio da lì, dalla cooperazione intelligente per un'azione comune che sconfigga finalmente i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo”.

 

Grillo e i Migranti: "Via gli irregolari, NO! all'apertura di nuovi CIE"

Beppe Grillo critica le scelte del governo Minniti dopo il caso di Cona, aprire un CIE in ogni regione rappresenta il fallimento della politica sull'immigrazione e rallenterebbe tutte le procedure di espulsione già in atto.


 Il leader del Movimento 5 Stelle ha fatto sapere di essere contrario all’apertura di un Cie (centro identificazione e espulsione) in ogni Regione, come proposto dal ministro dell’Interno Minniti. non farebbe altro che alimentare sprechi, illegalità e mafie con pesanti multe (pagate dai cittadini italiani) per la violazione di sentenze della Corte di Giustizia Europa e della Corte Costituzionale in materia di diritti umani.

È necessario identificare chi arriva in Italia, scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, senza parcheggiarli in inutili CIE spesso gestiti dalle mafie, accogliere chi ha diritto d’asilo ed integrare seriamente gli immigrati regolari.

Sono cose che il M5S afferma con buonsenso da anni. Per far questo serve prima di tutto un governo credibile e in grado di farsi rispettare dai partner internazionali. Condizione necessaria affinchè si stipulino tutti quegli accordi bilaterali che ci permetterebbero di espellere gli immigrati irregolari che, come certificato dalla stessa UE, sono l’80% di chi è giunto in Italia negli ultimi anni.
In assenza di questi accordi però, l’Italia ne può espellere solo poche migliaia degli oltre 75.000 che risiedono sul nostro territorio.
Da mesi dai territori della Penisola arrivano disperati appelli. L’ultimo, è quello del prefetto di Reggio Emilia che ha dichiarato che “sono radoppiati i richiedenti asilo, non sappiamo più dove metterli ed il rischio è che molti non abbiano diritto agli aiuti”.

L’allarme è stato portato subito all’attenzione del Parlamento, dove abbiamo rilanciato le nostre proposte, inclusa quella di assumere migliaia di laureati in discipline giuridiche che possano identificare al più presto chi ha diritto all’asilo e chi no. Gli irregolari identificati dopo questo processo vanno subito rimpatriati, altro che riaprire i CIE che piacciono a ‘Mafia capitale’!

L’ex presidente USA, il premio Nobel per la Pace Barack Obama, tanto osannato dai “democratici” di casa nostra, durante il suo mandato ha espulso 2,5 milioni di irregolari, una media di 300-400mila ogni anno.
Con la proposta di abolizione del reato d'immigrazione clandestina votata dagli iscritti del M5S (reato inutile che ancora non è stato cancellato dal governo Pd-Ncd) miravamo a rendere più snelle le espulsioni, diminuire i costi a carico dei cittadini e facilitare il duro lavoro di magistrati e forze dell’ordine.

Già nel 2008 le forze di Polizia denunciavano l’inefficienza di questa norma propagandistica voluta dalla Lega che nel 2010 ha bloccato l’espulsione dell’89% dei clandestini come ricordavano i sindacati di polizia.
Parliamo della stessa Lega e dello stesso PD che hanno firmato il Regolamento di Dublino III che fa sì che l'Italia si debba accollare tutti i migranti che giungono nel nostro Paese come primo approdo. Regolamento di Dublino che il M5S, per primo, ha proposto di modificare.

Il Movimento 5 Stelle ha le idee molto chiare in tema immigrazione, soluzioni concrete che metterà a punto, in rete, con il voto degli iscritti certificati. Un serio programma sull’immigrazione che coniugerà buonsenso, rispetto ferreo della legalità e diritti umani.

FONTE: (BEPPEGRILLO.IT)

Milano, maxi sequestro di giocattoli cinesi contraffatti e dannosi per i bambini

Maxi sequestro di oltre 400 mila giocattoli contraffatti e pericolosi, per un valore stimato sul mercato di circa 1 milione e mezzo di euro, è stato effettuato dalla Polizia locale in un magazzino in zona Stephenson a Milano.Il comandante Antonio Barbato: "Coinvolti cittadini cinesi che aggirano le normative a differenza di loro connazionali in regola e che ora rischiano pene severe".L'assessore alla Sicurezza del Comune, Carmela Rozza: "Consumatori attratti dai prezzi bassi ma non sanno che si tratta di prodotti dannosi per la salute, soprattutto dei più piccoli" - (VIDEO) 


Le indagini condotte dal nucleo Anti Abusivismo della Polizia locale, sotto la direzione del Comandante Antonio Barbato, sono partite da un controllo in un negozio che esponeva merce pericolosa, tra cui puntatori laser vietati. Grazie alle successive verifiche si è risaliti ad un magazzino che risultava nelle disponibilità del proprietario del negozio, nel quale sono stati ritrovati centinaia di scatoloni con dentro principalmente giocattoli.

Oltre 400 mila pezzi sono stati posti sotto sequestro in quanto non conformi ai requisiti previsti dal Codice del Consumo e per questo concretamente pericolosi per la sicurezza e la salute dei bambini.

I giocattoli, infatti, non avevano documentazione fiscale attestante l’acquisto sul territorio della Ue né l'etichettatura indicante il fabbricante o altre informazioni utili a identificare il prodotto (composizione, precauzioni d’impiego, avvertenze ecc.), e molti di essi sono risultati inseriti nel sistema di allerta consumatori denominato “Rapex”. Nello specifico si tratta di portachiavi a forma di gufo o altri animali, con luce led azzurra nonché altri giocattoli dei quali è stata accertata la pericolosità.

Il titolare dell’attività commerciale, un cittadino cinese, è stato denunciato a piede libero, in qualità di produttore e importatore della merce posta in sequestro, per il reato di contraffazione (che prevede la reclusione fino a 2 anni e una multa di 200 mila euro), per ricettazione (che prevede la reclusione fino a 6 anni) nonché per aver posto in vendita prodotti pericolosi in violazione ai divieti del Codice del Consumo (che prevede l’arresto da 6 mesi a 1 anno e un’ammenda da 10 mila e 50 mila euro).

“Si tratta del più ingente sequestro fatto dalla Polizia Locale su giocattoli pericolosi – spiega Antonio Barbato, comandante della Polizia locale – Per riuscire a classificare tutta la merce sono stati necessari cinque giorni di lavoro da parte del Nucleo Antiabusivismo. In occasione delle festività, purtroppo aumenta esponenzialmente l’importazione illegale di questi prodotti che non sottostanno ai controlli e alle regole di sicurezza previste dall’Unione Europea”.

“L’attività di vigilanza e controllo della Polizia locale è fondamentale – aggiunge l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza – per togliere dal mercato prodotti dannosi per la salute. Proprio in occasione dalle feste natalizie, genitori attratti dal basso prezzo possono comprare questi giochi, purtroppo venduti anche in negozi, senza sapere che possono essere pericolosi per i loro figli. Il lavoro della Polizia Locale è quello di assicurare ai consumatori prodotti non dannosi e tutelare i commercianti onesti. 

Riapertura CIE, don Colmegna: "Non sono lo strumento per garantire maggior sicurezza"

Secondo il presidente della Casa della carità occorre invece puntare su buone politiche di accoglienza, rivedendo la legislazione sull'immigrazione e sull'inclusione.


"Gli attentati criminali che hanno colpito persone innocenti hanno moltiplicato le preoccupazioni dei cittadini verso i migranti, e hanno posto come importante il tema della sicurezza, che però non può essere affrontato con proposte parziali, frammentate, legate all'emozione del momento e che già in passato si sono dimostrate fallimentari. Serve invece una proposta complessiva che riguarda l'intero sistema di accoglienza del nostro Paese e che prenda in considerazione la revisione delle norme sull'immigrazione che, per come sono oggi, non fanno altro che generare fantasmi e irregolarità". Così don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità di Milano, commenta la proposta di riaprire i Centri di Identificazione ed Espulsione e di attivarne uno in ogni regione italiana.

Continua don Colmegna "I CIE si sono dimostrati strumenti inutili a contrastare l'illegalità, come comprovato a suo tempo dalla Commissione De Mistura. Ma, cosa più importante, sono stati condannati per essere luoghi di sostanziale detenzione, dove alle persone ospiti non erano garantiti né i diritti né la dignità umane, fondamentali per rispondere alla domanda di coesione sociale".  E ancora "La sicurezza di tutti può essere invece ottenuta con una buona politica di accoglienza e, di pari passo, con un lavoro per una reale inclusione di chi arriva in Italia: favorendo percorsi di autonomia lavorativa e abitativa, promuovendo i diritti e coinvolgendo le comunità straniere che già sono presenti in Italia", conclude don Colmegna auspicando, a partire dalla città di Milano, un ampio confronto sul tema dell'immigrazione.

Allarme terrorismo: Nuove minacce all'Europa, l'ISIS pronta per "attacchi chimici"

L'ISIS si dice pronto a lanciare attacchi chimici di massa su obiettivi strategici nel Regno Unito e in Europa.


Lo Stato islamico intende lanciare attacchi chimici di massa su obiettivi nel Regno Unito e in Europa. L'avvertimento è del ministro alla Sicurezza britannico Ben Wallace, dopo un anno in cui l'Europa ha subito una serie di attacchi terroristici, ci sono state segnalazioni che l'Isis stia usando armi chimiche in Siria e in Iraq (dove controlla vaste aree) e che le autorità marocchine hanno arrestato nel mese di Febbraio dei militanti che detenevano sostanze chimiche adatte ad essere utilizzate per realizzare una bomba chimica o una "tossina mortale".

Mr. Wallace ha anche sottolineato che in un recente rapporto l'Europol ha avvertito della minaccia chimica e di un potenziale vile attacco, il "peggiore timore di tutti". Il Ministro inglese ha anche affermato in una intervista al Sunday: "Gli esperti hanno avvertito che la principale ambizione dell' ISIS o Daesh, acronimi che denominano lo Stato islamico, è decisamente quella di compiere attacchi che causino stragi di massa. Non hanno alcuna barriera morale quindi sono pronti a utilizzare qualsiasi mezzo possibile". Ad oggi l'Intelligent Britannica non ha ancora nessun indizio che porti a valutare la possibilità di un attacco imminente, ciò nonostante tutte le forze di polizia inglesi si stanno preparando a fronteggiare una tale eventualità. Secondo le stime, sono circa 800 i britannici scesi in Siria a combattere, purtroppo si conta che la maggior parte si siano arruolati per combattere con l'Isis nella guerra in corso, e un centinaio di loro sarebbero stati uccisi. Il problema è che un gran numero di soldati agli ordini del califfato arrivano dagli stati europei e potrebbero essere addestrati per combattere proprio negli stati da cui provengono.

Un esempio viene dalle dichiarazioni di una giovane marocchina residente nel milanese: "Devo partire. Andare in Siria. Dare la morte agli infedeli in combattimento. Il mio desiderio è di combattere e morire" Arrivata con un visto turistico per incontrare la sorella si è poi fermata oltre il termine di scadenza, diventando così clandestina. Fin da subito gli investigatori hanno alzato i riflettori sulla giovane marocchina che sui social dichiarava "Non posso avvicinarmi a esseri impuri". La ragazza Viveva fra pc e cellulari, in costante ricerca sul web di contatti siriani, creava  e cancellava account su Facebook dove sognava la sua nuova vita da soldatessa: "Perché la mia vita - dice- è la jihad". Gli investigatori milanesi da subito è stata iscritta in un fascicolo per associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordinamento democratico. Pochi mesi fa la Digos di Milano chiese alla Procura il nulla osta all'espulsione della ragazza. L'8 agosto la giovane marocchina viene costretta a lasciare l'Italia. In casa la polizia ha ritrovato un notebook, un tablet, due cellulari, uno smartphone, una pen-drive e i disegni della bandiera dell'Isis. Su Facebook,  una pagina interamente in lingua araba, la foto del suo profilo è un'immagine dell'Isis, come nome alternativo ha la scritta in arabo "La serva di Dio monoteista". Sul diario condivide immagini e documenti del gruppo terroristico Jobhat Al Nusra e scrive: "Sono pronta al martirio, in nome di Dio, il mio scopo è la jihad".

FONTE (huffingtonpost.it) 

 

Ultima ora: Terremoto,nuova scossa questa mattina in provincia di Perugia

In tempo reale le scosse di oggi, 2 gennaio 2017


Numerose le scosse sismiche che continuano ad interessare le zone del Centro Italia da diversi mesi. Ogni giorno i dati registrati dall’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia mostrano decine di scosse che per fortuna, il più delle volte risultano molto lievi ed impercettibili per gli abitanti delle zone colpite. Numerose anche le scosse di oggi 2 gennaio 2017, che si aggirano tutte intorno a 2, 2.5 gradi della Scala Richter ed interessano le zone di Perugia, L’Aquila e Modena. Una sola scossa più forte delle altre, e precisamente di 4.1 gradi, è stata registrata questa mattina alle 4:36 in provincia di Perugia.

 

Il terremoto di oggi, di 4.1 gradi della Scala Richter è stato distintamente avvertito da molti abitanti, contribuendo a dare nuova forza alla paura della popolazione. L’allerta rimane dunque molto alta.

Per continuare a seguire l’aggiornamento in tempo reale della lista dei terremoti che interessano l’Italia, basterà collegarsi con il sito dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia.

Sangue in Turchia, in una logica del terrore che passa per Nizza, Bruxelles e Parigi

Nuova strage a Istanbul, Maullu (FI): “Terrorismo ormai dilagante, le risposte siano compatte e senza esitazioni”. 

“Un modo peggiore per iniziare questo 2017 non ci poteva essere. Finito il 2016 con il sangue di Berlino, ecco ancora sangue in Turchia, in una logica del terrore che passa per Nizza, Bruxelles e Parigi. E' un terrorismo ormai continuo e puntuale, che opera in una dimensione di capillarità e organizzazione in Medio Oriente e in Europa. E' un terrorismo che va fronteggiato con un approccio diverso da quello che la Comunità Internazionale ha avuto fino ad ora, senza indecisioni né inutili tensioni. La lotta al terrore deve venire prima di qualsiasi altro interesse da parte dell'Occidente che, per esempio, non si deve perdere in inutili ostitlità nei confronti di un Paese che il terrorismo lo combatte concretamente come la Russia. Chi vuole seminare il terrore deve percepire dall'altra parte un muro compatto che sappia tradurre una strategia comune nella lotta al terrorismo in azioni concrete, sia nei Paesi dove il terrorismo nasce sia nelle nostre città che non vogliamo vivano tutti i giorni nel terrore”.
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