updated 8:57 AM UTC, Aug 19, 2018

Merkel e Putin, dopo anni di tensione un nuovo incontro. Germania e Russia mai state così vicine

Sempre i loro incontri sono stati sottolineati da una linea di diffidenza e sfide, oggi i due paesi si vedono uniti contro un comune nemico, ma quanto durerà?


 Il rapporto personale tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente Vladimir V. Putin è spesso ridotto ad aneddoti che hanno colorato i loro precedenti incontri: Putin che per infastidire la cancelliera racconta del suo ruolo nel KGB, o i suoi tentativi di farla sobbalzare portando il suo grande Labrador nero a un incontro, pur conoscendo la paura della Merkel per i cani. Ma la lunga storia di alienazione e riavvicinamento dei due paesi era in gioco anche quando la signora Merkel e il signor Putin si sono incontrati per tre ore e mezza sabato nella villa del governo tedesco a Meseberg, fuori Berlino. Era il loro secondo incontro in tre mesi. I due leader hanno concluso i colloqui senza rilasciare dichiarazioni. Prima che iniziasse l'incontro, hanno detto ai giornalisti che portare stabilità nell'est dell'Ucraina, in Siria e affrontare il futuro sull'accordo nucleare iraniano erano i temi principali nella loro agenda. Gli analisti hanno visto l'incontro come un'opportunità per mettere le relazioni tra Berlino e Mosca su un terreno più pragmatico e concreto, dopo anni di crescenti tensioni. Putin sembrava suggerire lo stesso nei suoi commenti ai giornalisti, segnalando un tema in particolare, l'aiuto della Germania per ricostruire le infrastrutture della Siria in modo che i rifugiati potessero tornare nel paese oggi devastato dalla guerra. Va ricordato che gli interessi russi in quel paese sono sempre stati alti, per anni la Russia ha fornito il sostegno militare in sostegno al presidente Bashar al-Assad, contro i gruppi ribelli che vogliono la sua fine, anche la cancelliera Merkel ha sottolineato la necessità di una maggiore cooperazione in quei teritori. "La Germania, ma soprattutto la Russia, come membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha la responsabilità di trovare soluzioni", ha detto la signora Merkel. "Sono dell'opinione che le questioni controverse possano essere affrontate solo nel dialogo e attraverso il dialogo". Sono stati discussi anche i problemi bilaterali incentrati sull'energia e sul gasdotto Nord Stream 2. Ecco uno sguardo ai problemi che definiscono e influenzano i legami russo-tedeschi e le discussioni dei leader. I due paesi potrebbero essere descritti come i "amicinemici", con legami economici, culturali e intellettuali che risalgono a secoli fa. Dal XVIII secolo, hanno attraversato una serie di conflitti e riconciliazioni, più recentemente la seconda guerra mondiale e la guerra fredda. Durante l'era sovietica, la Germania era il principale partner commerciale di Mosca, e molti tedeschi vedono i legami forti e positivi con Mosca, come un fattore chiave per la fine della guerra fredda e la riunificazione della Germania. Con la caduta del muro di Berlino, la Germania ha raggiunto Mosca, per aiutare i paesi del blocco sovietico a integrarsi nell'Unione europea, per rafforzare i legami politici ed economici, ma anche per investire nella società civile. Purtroppo questo idillio ha subito una brusca interruzione dei rapporti, che è iniziata con la reazione repressiva delle autorità russe alle proteste pubbliche nel 2011 e nel 2012 ed è peggiorata nel 2014, quando la Russia ha annesso la Crimea e sostenuto i ribelli nell'Ucraina orientale.

La Merkel e Putin hanno mantenuto contatti regolari. A maggio, la cancelliera ha visitato il presidente russo nella sua residenza estiva a Sochi e ha detto ai giornalisti di aver visto l'incontro di sabato come una continuazione di quei colloqui. L'incontro dei leader in Germania non dovrebbe essere considerato come un cambiamento fondamentale nelle relazioni russo-tedesche, invece va visto come la volontà di stringere accordi sulla situazione siriana, sull'energia e su altre questioni chiave, pur mantenendo le loro divergenze sul ruolo della Russia nel conflitto in Ucraina. Sia la Germania che la Russia hanno problemi legati alla Siria, Per la Cancelliera Merkel, il problema è interni, visto che la sua decisione di consentire a più di un milione di persone, la maggior parte di loro rifugiati dalla guerra in Siria, di chiedere asilo in Germania,  ha incontrato una crescente resistenza da parte del governo e della popolazione tedesca. Per Putin il problema è trovare un alleato per far cessare la guerra civile in Siria e rinforzare i propri interessi economici.

Entrambi i leader potrebbero trarre beneficio dal trovare un modo per garantire una sufficiente stabilità politica in Siria, "è nell'interesse politico interno del governo tedesco che i rifugiati siriani possano tornare in una Siria stabile". Un interesse comune potrebbe anche riavvicinare i paesi dopo un periodo di deterioramento delle relazioni. La Russia si è vista sorpresa dalla volontà della Germania di appoggiare le sanzioni americane a Mosca, per l'annessione della Crimea, per il suo coinvolgimento politico nell'insurrezione filo-Cremlino nell'est dell'Ucraina e per le forti dichiarazioni che hanno seguito l'abbattimento del volo 17 della Malaysia Airlines. Le mosse hanno chiarito ai leader russi che il rapporto speciale che ritenevano di aver condiviso con Berlino era finito. Poco dopo, la Germania si è trovata nel mirino degli attacchi informatici russi e una campagna sui media russi ha fatto precipitare la Germania all'ultimo posto nella graduatoria di gradimento dell'opinione pubblica russa. 

Il presidente Trump vede questi  nuovi incontri come una forte mossa russa che in qualche modo tiene in scacco la Germania riassumendo il suo pensiero in un Tweet: "La Germania è "ormai prigioniera della Russia?" Secondo le statistiche del governo la Germania importa circa il 40% del suo gas naturale dalla Russia, più di qualsiasi altro paese dell'Unione europea. Sabato, Putin ha snocciolato un elenco di statistiche che parlano della forza dei legami economici dei due paesi, tra cui un aumento del 22% degli scambi nel 2017, portandolo a 55 miliardi di $. Ha anche affermato che il gasdotto Nord Stream 2, al centro della rivendicazione di Trump, era necessario per "soddisfare la crescente domanda di risorse energetiche dell'economia europea". "Voglio sottolineare ancora una volta che Nord Stream 2 è un progetto esclusivamente economico e non chiude nessuna opportunità per le spedizioni in transito attraverso il territorio ucraino", ha affermato Putin.

Il rapporto dell'ex cancelliere Gerhard Schröder con Putin e la sua decisione di entrare a far parte del consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera statale russa, Rosneft, rafforza l'idea che la Germania sia molto vicina oggi alla Russia.

Ma la signora Merkel ha mostrato la volontà di tracciare una linea, con le sue decisioni di sostenere le sanzioni contro la Russia nel 2015 e di unirsi alla risposta coordinata all'avvelenamento in Gran Bretagna questa primavera.

Si mischiano le carte della politica internazionale dei due paesi in modo da non far alzare muri e chiudere le porte dei dialoghi.

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11 Agosto. Papa Francesco; io ho la fortuna di fare un bel lavoro, faticoso ma divertente.

Il Santo pontefice ha ricevuto ha Roma, i giovani gesuiti che partecipano all'incontro “European Jesuits in formation”e con loro si è intrattenuto ha parlare del difficile lavoro che svolge ogni giorno, non però trascurando il lato divertente (VIDEO)


"La colpa della mancanza di lavoro anche per tanti giovani senza lavoro è una risistemazione dell’economia mondiale, dove l’economia, che è concreta, lascia il posto alla finanza, che è astratta e crudele. E in un immaginario collettivo che non è concreto, ma è liquido o gassoso al centro troviamo il mondo della finanza, mentre al suo posto avrebbero dovuto esserci l’uomo e la donna. Oggi questo è, credo, il grande peccato contro la dignità della persona: spostarla dal suo posto centrale".

Con questa molto profonda ma nello stesso tempo semplice, papa Francesco ha aperto, ieri mattina, l'incontro con i partecipanti all’incontro “European Jesuits in formation”. Rispondendo ad una domanda il Pontefice ha sottolineato che "la finanza assomiglia su scala mondiale alla catena di Sant’Antonio!".

Per papa Francesco questo spostamento della persona dal centro e col mettere al centro una cosa come la finanza, così astratta, si generano vuoti nel lavoro. Il vescovo di Roma ha poi ricordato che suicidi, dipendenze e uscita verso la guerriglia sono le tre opzioni che i giovani hanno oggi, quando non c’è lavoro. Punto fondamentale, "importante capire il problema dei giovani" e poi muoversi per risolverlo. Francesco aggiunge - "il problema infatti ha soluzione, ma bisogna trovare il modo, c’è bisogno della parola profetica, c’è bisogno di inventiva umana, bisogna fare tante cose, sporcarsi le mani…".

Nel suo saluto iniziale il Pontefice ha esortato i confratelli gesuiti a non avere una pastorale uniforme - "insieme a una grande obbedienza al pastore ci vuole una grande libertà, senza libertà non si può essere gesuita. Così l’originalità della Compagnia è proprio questa: unità con grande diversità". E li ha invitati a rileggersi l’allocuzione di Paolo VI alla XXXII Congregazione generale («il discorso più bello che un Papa abbia fatto alla Compagnia») e l’ultimo intervento del preposito generale Pedro Arrupe, il suo “canto del cigno”. Per il papa in questi due testi - "c’è la cornice di quello che oggi la Compagnia deve fare: coraggio, andare alle periferie, agli incroci delle idee, dei problemi, della missione... Il lavoro del Papa non è facile" – ha poi detto sorridendo – "... Forse questa sembra un’eresia, ma abitualmente è divertente".

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Fonte: Avvenire

Milano si rinnova verso il Green con nuove piste ciclabili e zone pedonali

Da largo D’Ancona alle Colonne di San Lorenzo l’indirizzamento dedicato alle biciclette e suggerito per evitare via Carducci e via De Amicis. In via Caminadella (tratto da via Lanzone e via Novati) ripristinato il senso di marcia originario


 Un nuovo percorso ciclabile è stato messo a punto dal Comune per percorrere sulle due ruote un tratto del centro città, esattamente da Largo D’Ancona fino alle Colonne di San Lorenzo.

L’obiettivo è stato quello di realizzare un tracciato, dedicato alle biciclette, alternativo alle vie Carducci e De Amicis attualmente interessate dai cantieri della nuova metropolitana M4 (Stazioni S.Ambrogio, Manufatto e Stazione De Amicis) che rendono difficoltosa la circolazione e resa necessaria la soppressione temporanea delle ciclabili.

“Con questo percorso – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Marco Granelli – vogliamo offrire maggior sicurezza a chi usa le biciclette per muoversi in città, in particolare garantendo la continuità lungo una direttrice molto importante che attraversa il centro di Milano”.

Questo in dettaglio il nuovo indirizzamento consigliato ai ciclisti: largo D’Ancona, via Buttinone, via Terraggio, piazza S.Ambrogio, via Lanzone, via Caminadella e via Gian Giacomo Mora, per concludersi in corso di Porta Ticinese. Nell’ultimo tratto di via Caminadella viene istituito un percorso ciclabile protetto.

Di conseguenza, è stato ripristinato il senso di marcia originario in via Caminadella, nel tratto compreso tra via Lanzone e via Novati, che sarà quindi percorribile provenendo da via Lanzone.

 

Turismo in Lombardia; 39 milioni turisti l'anno, 61% sono stranieri

Sono oltre 39 milioni le presenze turistiche in un anno in Lombardia, di cui il 39 per cento dovute agli italiani e il 61 per cento agli stranieri


Sul fronte del turismo internazionale, la Lombardia è la seconda regione in Italia per la spesa media che ogni giorno i viaggiatori stranieri dedicano alla ristorazione. È quanto emerge dal report "I viaggi del gusto in Lombardia" diffuso dalla Coldiretti in occasione dell`assemblea regionale a Milano, che si è svolta alla presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, dell`assessore regionale all`Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi, dell`assessore regionale all`Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, dell`assessore regionale al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni.

Oltre un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza è destinato alla tavola, per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche. In Lombardia secondo le stime di Coldiretti la spesa che in un anno i turisti stranieri dedicano alla tavola ammonta a oltre 800 milioni di euro.

L`attenzione verso il cibo e il legame con il territorio è confermata anche dal boom delle vacanze in campagna in Lombardia con il numero delle presenze dei viaggiatori italiani e stranieri negli agriturismi, +80% in nove anni. "Le aziende agricole agrituristiche - spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia - sono un potente strumento di conoscenza del territorio a disposizione dei turisti, per apprezzare le nostre specialità enogastronomiche e per scoprire le bellezze paesaggistiche e artistiche". In totale sono oltre 1650 le strutture di questo tipo attive in Lombardia, cresciute del 46 per cento dal 2008 a oggi. In quasi due su tre si può mangiare, il 45 per cento offre servizio di alloggio mentre il 36 per cento propone attività didattiche o ricreative culturali. La provincia con il maggior numero di agriturismi è Brescia con 340 attività, seguita da Mantova con 234, Pavia con 225, Bergamo 164, Como 152, Milano 130, Sondrio 119, Varese 89, Lecco 78, Cremona 73, Lodi 34, Monza e Brianza 15.

Apprezzato dai viaggiatori anche il cibo di strada, che concilia la praticità con il costo contenuto. Con 389 imprese registrate, spiega la Coldiretti su dati Unioncamere, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di attività di ristorazione ambulante, più che raddoppiate negli ultimi cinque anni. Solo in provincia di Milano se ne contano 181. In totale i turisti che visitano o transitano per la Lombardia possono contare su oltre  100 ristoranti di eccellenza e una rete di più di 50 mila imprese della ristorazione, che rappresentano il 15,4 per cento del totale e pongono la Lombardia al vertice della classifica nazionale.

 

FONTE: Regione Lombardia

Tumore al seno, Lombardia all'avanguardia. Gallera: "Siamo la prima Regione in tema di Breast Unit". Fermi: "Volontariato fondamentale per l'assistenza alle donne" (VIDEO)

A Palazzo Pirelli, a Milano, si è tenuto il convegno dal titolo convegno "Senologia. Diagnosi, terapia e gestione". E' stata l'occasione per fare il punto su un tema molto delicato e sentito oltre che per parlare di un'altra eccellenza lombarda in campo medico. Le nostre interviste all'assessore al Welfare, Giulio Gallera, e al presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi - (VIDEO/VIDEO)


“Regione Lombardia è la prima regione in tema di ‘Breast Unit’: abbiamo realizzato una rete di 28 centri di senologia, specializzati nella presa in carico delle donne con il tumore al seno, per mettere insieme tutti i professionisti che si occupano della prima forma di tumore per le donne e, anche, quella che ha la maggiore mortalità”. 
Lo dichiara l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, a margine del convegno ‘Senologia. Diagnosi, terapia e gestione’, a Palazzo Pirelli, a Milano. Le ‘Breast Unit’ lombarde sono formate da “chirurgo, medico, psicologo, perché è fortemente traumatico subire l’asportazione di una mammella, il nutrizionista, perché c’è tutto un tema legato alla nutrizione. Inoltre, mettiamo in campo misure di attenzione all’aspetto fisico della donna, finanziando l’acquisto delle parrucche con voucher da 150.000 euro a persona, per un totale di 300.000 euro all’anno. Abbiamo anche provveduto a una comunicazione capillare su tutto il territorio, con un sito internet, di modo che ogni donna, dopo la diagnosi, sappia a chi rivolgersi nel modo più sereno possibile”, spiega Gallera, durante il suo intervento al convegno. 

“Quindi, una regione, da sempre in prima linea, sia nella presa in carico delle donne con il tumore alla mammella, sia per gli screening di prevenzione, per cui abbiamo ampliato la fascia, da 35 a 44 anni l’abbiamo portata da 30 a 49 anni, per un’attenzione maggiore perché la prevenzione è fondamentale”, aggiunge Gallera. Il tumore al seno “colpisce un numero rilevante di persone, oltre 10.000 casi che si verificano annualmente”, interviene il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, sempre a margine dell’evento.

“Oggi, però, vogliamo dire, anche, grazie alle associazioni di volontariato che sono la vera risorsa di questa regione, senza le quali non potremmo garantire livello di welfare a 360 gradi così come siamo in grado di fare”, sostiene. “Il fatto di essere qui, oggi, a fare questo riconoscimento e ad affrontare un tema molto importante come il tumore al seno, in Consiglio regionale, come presidente a me fa molto piacere”, assicura. “Dobbiamo non solo essere la prima regione, attraverso le ‘Breast Unit’, a fornire un servizio sanitario di eccellenza ma dobbiamo continuare a essere la prima regione, come siamo in questo momento, per assistenza alle donne colpite dal cancro al seno, grazie a chi, quotidianamente, offre il suo tempo come volontariato. Questa regione continua a essere un esempio e a creare modelli da esportare. Il volontariato è una grande risorsa che dobbiamo stimolare e rendere parte di una squadra, di cui siete un giocatore straordinario”, sottolinea Fermi, durante il suo intervento, rivolgendosi alla platea dei volontari. 

Nuove rotte per i migranti in arrivo dall'Africa

Frontex mette in guardia gli stati membri, "gli scafisti" utilizzeranno una "nuova rotta" per trasportare i migranti verso l'Europa


Secondo il capo dell'agenzia di frontiera dell'UE Frontex, la rotta principale per i migranti africani verso l'Europa potrebbe spostarsi dall'Italia alla Spagna. "Se i numeri salgono così come stiamo verificando, questo percorso diventerà il più importante", ha dichiarato Fabrice Leggeri.

A giugno Frontex contava circa 6.000 valichi di frontiera irregolari verso la Spagna. Circa la metà delle persone che hanno affrontato il viaggio verso l'Europa attraverso questi valichi sono di origine marocchina, le altre provengono dall'Africa occidentale.

Il fatto che la rotta dalla Libia sia la più difficile da usare, si è diffusa anche tra migranti e contrabbandieri, ha detto Leggeri, perchè era più difficile da controllare. Oggi ai migranti che utilizzano il Niger come paese di transito viene offerta una nuova strada, quella che porta dal Marocco alla Spagna, su questa rotta, le reti criminali non solo contrabbandano esseri umani, ma tentano anche di contrabbandare droghe su larga scala. Quasi la metà dei sequestri di droghe da parte di Frontex alle frontiere esterne dell'UE, è stata effettuata in Marocco e in Spagna (circa 65 tonnellate).

Leggeri chiede anche che l'Europa non fermi il suo piano di risanamento internazionale in Africa, in modo che nessuno possa più pensare di essere portato in Europa dopo un eventuale salvataggio in mare e dichiara, - "Se questo automatismo non esiste più, possiamo combattere con successo il modello di business criminale".

L'Unione europea aveva concordato nel vertice della scorsa settimana (nonostante una possibile crisi del governo tedesco), un inasprimento della politica in materia di asilo. In futuro, i rifugiati soccorsi in mare, verranno trasferiti in centrali di raccolta nell'UE e da lì, una volta accertate le generalità, o smistati nei paesi membri, oppure riportati al luogo di partenza.Simili cuscinetti si stanno testando anche in alcune zone di frontiera del Nord Africa. L'agenzia per la protezione delle frontiere Frontex dovrebbe essere rafforzata entro il 2020 e le frontiere esterne dell'UE dovrebbero essere più fortemente isolate.

Corea del Nord; il segretario di stato americano Pompeo a Pyongyang per chiedere "chiarimenti" sul nucleare

 Dopo lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ecco i primi dubbi sul rispettato degli accordi di denuclearizzazione della Corea del Nord.


Dall'incontro con Kim Jong Un a Singapore il 12 giugno, Donald Trump è stato ottimista circa le possibilità di pace nella penisola divisa dalla Guerra di Corea (1950-53), vantando che la minaccia della guerra nucleare tra i due paesi, si è risolta con stabili accordi. Ma il comunicato firmato da Kim e Trump alla fine dell'incontro, non presentava tutti i dettagli e i tempi per giungere alla completa denuclearizzazione della Corea. In calce al documento il presidente coreano "ha riaffermato il suo fermo e costante impegno per la completa denuclearizzazione della penisola". Una formulazione vaga che ha deluso le aspettative degli esperti, soprattutto perché non menziona la necessità che questo processo sia "verificabile e irreversibile", come sostenuto dagli Stati Uniti. Il governo di Pyongyang non si è mai impegnato pubblicamente a rinunciare al suo arsenale nucleare, motivo per il quale ha ricevuto diverse sanzioni ONU. Infine delle immagini satellitari di fine giugno mostrano lavori di miglioramento nel centro di ricerca nucleare del sito di Yongbyon.

Il Segretario di Stato americano è incaricato di negoziare un progetto che, spera Washington, vedrebbe il signor Kim indicare chiaramente la portata e la natura dei suoi programmi nucleari e balistici e accettare un calendario per lo smantellamento del suo arsenale.


"I nostri leader hanno preso impegni al vertice di Singapore su una completa denuclearizzazione della Corea del Nord", ha detto Pompeo durante uno scalo nella base americana a Yokota, in Giappone. "Lo scopo del mio viaggio è di ottenere dettagli su questi impegni e continuare ad attuare ciò su cui i due leader si sono accordati e mi aspetto lo stesso dalla Repubblica popolare democratica di Corea (RDPC)", ha aggiunto il capo della diplomazia americana. Kim Yong Chol ha salutato il collega americano, facendo notare che questa era la sua terza visita nel paese. "Più ci incontriamo, più spero che la nostra amicizia sarà profonda", ha detto. "Più vieni, più possiamo instaurare una fiducia reciproca". In un tweet prima di arrivare in Corea del Nord, il Segretario di Stato ha affermato che il suo obiettivo era "continuare il nostro lavoro fino a una denuclearizzazione completa e verificata del #RDPC, come promesso dal Presidente Kim ".

Washington spera che il processo venga avviato nel corso dell'anno, ma molti esperti e collaboratori del presidente Trump, ritengono che la promessa fatta dal leader nordcoreano al summit non valga il documento su cui è stata scritta e che il processo, anche con un imminente inizio, potrebbe richiedere anni. Nel frattempo, l'amministrazione degli Stati Uniti intende mantenere le sanzioni economiche internazionali che, a suo avviso, hanno spinto il governo di Pyongyang al tavolo dei negoziati.

 

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Migranti: Merkel a Orban, "...tutti abbiamo un dovere verso l'umanità"

La cancelliera Merkel ha chiarito il suo disaccordo con Viktor Orban sui migranti. Quando è stata accusata di non aver ceduto alla linea dura, sempre più crescente in Europa ha risposto, - "un dovere per l'umanità".


"Stiamo andando a proteggere le nostre frontiere esterne, quelle della UE, ma non con l'obiettivo di chiuderci e parlare solo di chiusura come una sorta di fortezza", ha detto il cancelliere tedesco ai giornalisti. "L'umanità è l'anima dell'Europa e quell'anima, se vogliamo mantenerla (...), non possiamo semplicemente isolarci dall'angoscia e dalla sofferenza, ritirandoci in una fortezza", ha aggiunto la Merkel.

A Viktor Orban non è piaciuta la lezione, - "Pensiamo di aiutare in modo umanitario, ma non producendo un richiamo aereo per tutti, l'unica soluzione è chiudere i confini e non portare chi porta il male in Europa. Non vogliamo importare problemi", ha aggiunto all'indirizzo della cancelliera. Invitando Berlino ad essere più riconoscente all'Ungheria, che controlla rigorosamente il suo confine meridionale con la Croazia e la Serbia, - "perché altrimenti, ogni giorno arriverebbero in Germania dai 4.000 ai 5.000 rifugiati".

I due leader hanno a lungo rappresentato a livello europeo opposti poli nel campo della politica di asilo: la volontà di accogliere un lato, un rifiuto intransigente dell'immigrazione dall'altro in nome dei valori cristiani dell'Europa.

Ma nonostante gli scambi avvenuti giovedì a Berlino, dobbiamo riconoscere che la Germania dal 2015 ha sempre e gradualmente rafforzato la sua politica migratoria per ottenere di fatto, anche gli aiuti, dei sostenitori di una linea dura.

La linea dura di Orban sull'immigrazione è ora seguita dalla maggioranza in Europa, da quando governi sempre più a destra sono arrivati al potere in Austria o in Italia, e hanno acquisito molti nuovi seggi in altri paesi come la Germania e questo è evidente anche per la cancelliera che in una recente intervista, ha persino elogiato il Primo Ministro ungherese dicendo, - "con i suoi controlli molto severi, in un certo modo ha fatto il lavoro anche per noi".

E' doveroso ricordare che solo nel 2016, la Merkel aveva aperto una crisi diplomatica con l'Ungheria perchè riteneva "anti umano" il modo con cui l'Austria aveva chiuso la "rotta balcanica", utilizzata dalla maggior parte dei migranti provenienti dalla Grecia verso il nord Europa.

Il summit europeo della scorsa settimana sulla migrazione, descritto come "un enorme successo" di Orban, è stata una forma di consacrazione per le sue tesi: l'Europa si è concentrata sul rafforzamento dei controlli alle frontiere, questo il motivo de "l'Orbanizzazione della signora Merkel". La cancelliera ha dovuto finalmente seppellire i suoi piani per le quote di assegnazione dei richiedenti asilo nell'UE, specialmente di fronte all'opposizione dei paesi dell'Europa centrale e orientale. Secondo la rivista tedesca Der Spiegel, ora è Orban che detta le sue condizioni al Cancelliere tedesco, e di recente ha parlato di "orbanizzazione della signora Merkel". Che ha dovuto definitivamente sotterrare questa settimana la sua generosa politica di accoglienza lanciata nel 2015, sotto la pressione dell'ala destra della sua coalizione governativa che minacciava altrimenti di chiudere la porta del dialogo interno. Il cancelliere ha convenuto che i migranti già registrati in altri paesi dell'UE dovrebbero essere collocati nei centri di transito al confine tedesco e poi deportati nello stato di ingresso dell'UE, in base ad accordi bilaterali con i paesi dell'UE interessati.

Dunque l'Europa sempre più vicina agli argomenti dettati anche dal nuovo governo Conte, che ha deciso di fare un il giro di boa per poi cambiare rotta sul tema dell'immigrazione, cambiando di conseguenza anche la rotta degli altri governi e delle "ONG".

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 FONTE: (AFP)

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