updated 4:03 PM UTC, Dec 15, 2017

Renzi: "siamo in campagna elettorale, il PD c'è e ha le idee chiare, a cominciare dall'Europa"

Con un post sul social Facebook apre la campagna elettorale, - "Noi siamo europeisti convinti" e gli altri?


La campagna elettorale serve per dire cosa si pensa, e sull'Europa il PD ha le idee chiare. - "Vogliamo + crescita e - austerità, + sociale e - tecnocrazia. E invece il centrodestra di Salvini? E i Cinque Stelle? Voi dareste il vostro futuro a chi vuole uscire dall'Euro?

Inizia la campagna elettorale e Matteo Renzi subito si fa sentire e tra le righe manda un messaggio a Berlusconi, indicando come leader del centrodestra Matteo Salvini.  Il suo post poi continua così: "penso che sia importante discutere di argomenti concreti per il futuro. Negli altri Paesi, a cominciare dalla Germania, il dibattito ruota innanzitutto intorno all'Europa."
"Noi come PD abbiamo le idee chiare: siamo convinti europeisti ma vogliamo un'Europa diversa da quella tecnocratica che troppo spesso abbiamo conosciuto. "Europa sì, ma non così", l'abbiamo detto più volte. Significa più crescita e meno austerità; significa più democrazia e meno burocrazia; significa più sociale e più cultura, non solo finanza o bilancio. Tuttavia noi come PD siamo convinti sostenitori dell'Euro, del percorso di unificazione che per noi deve andare avanti, siamo contro ogni tentazione isolazionista e folle come quella di chi propone referendum sull'Euro o doppia moneta".

Qui Renzi fa un chiaro riferimento a tutte le promesse populiste che Matteo Salvini con il suo nuovo partito sta facendo, ben sapendo di non poterle mai mantenere. Le campagne elettorali ci hanno ormai abituato a tante promesse che alla fine portano sempre a un nulla di fatto, basti pensare alla questione sulle pensioni dei parlamentari, ai loro stipendi e chi più ne abbia più ne metta...

Matteo Renzio poi continua scrivendo: "Bene, noi come Pd la pensiamo così. E gli altri? Che dice il centrodestra di Forza Italia e Lega? Che pensano i Cinque Stelle su questo?  Un'Italia forte e credibile in Europa non sta con la Le Pen o con Farage, secondo me. Che ne pensa il mio sfidante di collegio Matteo Salvini? E il mio sfidante di talk show Luigi di Maio? C'è un unico modo per chiarire agli italiani il proprio programma: dirlo prima. Non inventarlo dopo. Il PD c'è e ha le idee chiare. A cominciare dall'Europa. Ripeto e gli altri? Aspettiamo con calma, c'è ancora qualche settimana. Ma poi si vota. E per me si deve scegliere sulle idee, non su altro. Avanti, insieme per i contenuti,  . 

 

 

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MILANO, CIMITERO MONUMENTALE: IL “MUSEO A CIELO APERTO” CERCA IL SUO CURATORE ARTISTICO

Aperto il nuovo Bando per la selezione per due catalogatori. Incarico biennale per mappare le sepolture e le opere e promuovere il patrimonio artistico. 


Il Cimitero Monumentale cerca il suo curatore artistico e scientifico. Si è aperta la selezione pubblica per una figura professionale che affianchi la direzione del Cimitero nella progettazione e nello sviluppo di iniziative per la conservazione, la promozione e la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico del Monumentale.

Accanto all’attività di promozione, il curatore avrà anche il compito di mappare le sepolture e le opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico artistico; selezionare e definire il primo lotto di sepolture e opere da sottoporre a censimento (almeno mille posizioni); assumere la direzione scientifica del censimento delle sepolture e delle opere e della catalogazione delle opere censite; supportare la direzione amministrativa per gli eventi culturali da realizzare.

L’incarico avrà la durata indicativa di due anni, per un impegno complessivo di almeno 440 ore. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Conservazione dei beni culturali e Storia dell’arte e con un'esperienza di almeno dieci anni in un ruolo analogo. 

Il curatore artistico sarà affiancato da due catalogatori-schedatori. Anche per queste due figure professionali si è aperta una selezione pubblica. L’incarico prevede: la compilazione di una o più schede di vario livello di approfondimento (inventario, catalogo, pre-catalogo) con immagini digitali collegate per ciascuna sepoltura esistente; raccolta dei dati tecnici attraverso sopralluoghi in loco e ricerche mirate al carattere storico, artistico, bibliografico e archivistico; catalogazione delle opere censite secondo gli standard definiti dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione; supporto alla direzione artistico scientifica per la mappatura preliminare delle sepolture e delle opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico-artistico del Monumentale.

L’incarico avrà durata biennale, per un impegno complessivo di almeno 1200 ore. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno in possesso della laurea quadriennale del vecchio ordinamento o specialistica del nuovo ordinamento in Lettere, Filosofia, DAMS o Conservazione dei beni culturali con indirizzo storico artistico e che abbiano maturato un’esperienza di almeno un anno in un ruolo analogo. 

Per entrambe le posizioni le candidature dovranno essere inviate via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro l’11 dicembre.

Bando per il curatore 

Selezione per i due catalogatori 

"Flying Car" il progetto "Macchine Volanti" di Uber Teams con la NASA

Se tutto andrà secondo i piani le "macchine volanti" progettate e pianificate da Uber percorreranno i cieli affollati delle città campione e il tutto con l'aiuto della NASA. (VIDEO)


Secondo USA Today, l'agenzia spaziale ha firmato un accordo con la Uber per contribuire allo sviluppo di un sistema di controllo del traffico aereo con il progetto "auto volanti", che prende il nome di Uber Elevate o UberAir.

"UberAir ogni giorno effettuerà molti più voli nei cieli città campione, più di quanto non sia mai stato fatto prima", ha detto Jeff Holden, Chief Product Officer di Uber, in una dichiarazione rilasciata a USA Today. "Fare questo in modo sicuro ed efficiente richiederà anche un cambiamento fondamentale nelle tecnologie di gestione dello spazio aereo".
La NASA ha già lavorato per sviluppare tali tecnologie e contribuire a rendere la "mobilità aerea urbana" (UAM) una realtà.

La direzione della missione di ricerca aeronautica della NASA (ARMD) conduce ricerche basate su un piano di implementazione strategica deliberato e ben coordinato. Questo piano è stato ampliato per includere la ricerca in un'area emergente così rapidamente che non è ancora stata creata nessuna pagina su Wikipedia.

 

È la Urban Air Mobility o UAM.  

 

La definizione di UAM è un sistema sicuro ed efficiente per il trasporto aereo passeggeri e merci all'interno di un'area urbana, comprensivo di piccoli servizi di consegna e altri diversi servizi di Unmanned Aerial Systems (UAS) droni urbani, che supporta un mix di tecnologie sviluppate per essere eseguite senza l'ausilio del pilota umano. 

Diverse aziende, sia grandi che piccole, stanno iniziando a sviluppare l'infrastruttura per rendere UAM una realtà e stanno pianificando per farlo molto prima di quanto si possa pensare.

 

L'ufficio stampa della Nasa dichiara, "Fortunatamente, siamo pronti a soddisfare la crescente enfasi su UAM grazie ai nostri decenni di lavoro di successo nel miglioramento della gestione del traffico aereo e, più recentemente, negli ultimi sei anni di lavoro su come integrare in modo sicuro gli UAS, più comunemente noti come droni, in lo spazio aereo nazionale su una base sistematica. Abbiamo creato partnership efficaci con l'industria, il mondo accademico e la Federal Aviation Administration (FAA) per identificare e cercare soluzioni alle sfide uniche per ospitare aeromobili a pilotaggio remoto". 

"La NASA ha le conoscenze e le competenze per aiutare a rendere possibile la mobilità aerea urbana", ha dichiarato Jaiwon Shin, amministratore delegato della NASA per l'aeronautica civile. "Intendiamo condurre la ricerca e lo sviluppo per testare i concetti e le tecnologie che stabiliscono la fattibilità e aiutano a stabilire i requisiti. Tali requisiti servono quindi a migliorare l'uso di veicoli autonomi con propulsione elettrica e a gestire le operazioni di spazio aereo ad alta densità in un ambiente urbano sicuro, efficiente ed economicamente sostenibile".  

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 Le sfide UAM richiedono collaborazione

 Tra gli ostacoli alle operazioni di mobilità aerea urbana figurano la certificazione di sicurezza dei sistemi di veicoli autonomi, gli impatti del rumore della comunità derivanti dalle operazioni dei veicoli, le protezioni per la sicurezza informatica, l'integrazione sicura dello spazio aereo con le operazioni tradizionali delle compagnie aeree e molti altri fattori. Questi problemi sono strettamente legati agli attuali portafogli di ricerca della NASA.  

Uno dei più importanti problemi di certificazione è quello di garantire che i veicoli siano sicuri sia nel volare e che nell'atterrare, soprattutto in situazioni di emergenza in aree urbane affollate. Un esempio di sfida operativa è garantire che i veicoli, siano integrati in un sistema di traffico aereo in cui parti di tale sistema devono essere completamente automatizzate per gestire l'alta frequenza e la densità delle operazioni previste.

L'accettazione da parte della comunità delle operazioni UAM è un'altra sfida. Anche se la dimostrazione di operazioni sicure e affidabili è di fondamentale importanza, è ugualmente importante che le operazioni dei veicoli non creino impatti acustici inaccettabili dalla comunità e che si inseriscano in modo equilibrato nella vita del territorio e dello  skyline.

 

Concetto di artista della mobilità aerea urbana, che mostra 11 veicoli con passeggeri e 10 veicoli senza passeggeri.
Il concetto di mobilità aerea urbana coinvolge più aeromobili che operano in sicurezza all'interno di una città. (I cerchi gialli sono veicoli con passeggeri, i cerchi rosa sono veicoli senza passeggeri.)
Crediti: NASA

"L'industria sta lavorando duramente per sviluppare questi mercati, ma quanto ci vorrà? E quanto sono grandi le sfide da superare? Le informazioni che raccoglieranno aiuteranno a decidere quanto velocemente e come utilizzare al meglio tutte le risorse impegnate.

Uber ha già una miriade di problemi e deve fare i conti anche con una cultura aziendale da rivedere e con alcune amministrazioni locali ancora molto ostili alla grande azienda.vMa la società vuole comunque andare avanti con i piani per fare una Blade Runner city, per ora solo in versione trasporto. Il progetto auto volanti dovrà diventare una realtà entro il 2020

 Risultati immagini per Uber Teams with NASA on 'Flying Car' Project

Jeff Holden (Uber Chief Product Officer), prevede di annunciare in una "web conference" durante il vertice di Lisbona di Mercoledì,  che Los Angeles si unirà Dallas come le prime due città campione, disposte ad ospitare una sperimentazione che prevede una rete di veicoli operanti nel tessuto urbano. Il progetto prevede che i residenti di Los Angeles arriveranno a fare "un uso pesante" del servizio per le Olimpiadi che si terranno nel 2028.

Holden ha anche detto che Uber ha firmato un accordo con la NASA, per aiutare a sviluppare una rete specializzata di controllo del traffico aereo che mantenga una traccia live di tutti i nuovi veivoli.

In una intervista l'AD di UberAir ha detto, "La tecnologia permetterà ai residenti di Los Angeles di volare letteralmente sopra il caotico traffico della città, dando loro del nuovo tempo, da utilizzare in modi più creativi. Ci aspettiamo UberAir eseguirà decine di migliaia di voli ogni giorno in tutta la città."

UberAir potrebbe ridurre i tempi di viaggio per i pendolari di Los Angeles

 

Il referendum in Catalogna cambierà anche questa Europa? in arrivo altre quattro consultazioni

Dopo la Catalogna andata al voto Domenica 1 Ottobre, altre quattro regioni appartenenti ad altrettanti stati europei, hanno previsto un referendum per l'autonomia o l'indipendenza entro la fine del 2018


I catalani sono stati chiamati al voto per decidere l'indipendenza della loro regione, un voto che ha tenuto e tiene ancor oggi alte le tensioni tra Barcellona e Madrid che minaccia l'abolizione dell'articolo 155 e quindi cancella in sostanza l'autonomia della regione catalana. Ma se analizziamo lo stato delle cose, alla fine nulla potranno ottenere nel breve i catalani, un risultato positivo che Madrid non accetta, non perchè poco democratica ma perchè non può permettersi di perdere una delle sue regioni più attive sul lato economico. Una situazione in cui anche altre quattro regioni di stati europei rischiano di ritrovarsi nei prossimi mesi, con il rischio di uno scontro frontale con il loro stato sovrano.

22 ottobre in Veneto e Lombardia. Siamo un paese giovane, uniti solo nel 1871. Da qui le forti identità regionali e anche qualche desiderio di indipendenza. In Veneto e in Lombardia si terranno un referendum sulla loro indipendenza o meglio, autonomia fiscale. Annunciato nel mese di marzo dai leader delle due regioni e sponsorizzato in primis dalla Nuova Lega di Matteo Salvini, sarà puramente un referendum consultivo e non avrà alcun valore legale. L'obiettivo? Mettere pressione su Roma nel campo fiscale. Veneto e Lombardia, che insieme rappresentano un quarto del PIL italiano, danno oggi al governo centrale circa 70 miliardi di euro all'anno. Per quanto riguarda il risultato di questa consultazione, i governi delle due regioni vogliono ridurre questa somma a 14 miliardi. Come dicevamo grande l'ottimismo della Nuova Lega di Matteo Salvini che nel 2014 fece un sondaggio su internet, il cui risultato fu ampiamente a favore di una autonomia fiscale. In generale quale valore può avere un sondaggio web? purtroppo solo quello di alzare il gradimento di chi vuole ottenere consensi populisti e muovere l'opinione pubblica. 

25 aprile 2018 nelle Isole Faroe Questo arcipelago, che si trova a metà strada tra il Regno Unito e l'Islanda, è tornato alla sovranità danese nel 1386. Le isole, popolate da circa 50.000 abitanti, dal 1948 hanno uno status speciale che da loro ampia autonomia ... insufficiente a giudicare oggi i sostenitori dell'indipendenza. L'idea di un vecchio referendum è stata a lungo ostacolata da una grave crisi economica, causata del crollo dell'industria della pesca. Nel 2004, gli indipendenti finalmente hanno votato. Il 50,72% dei Ferroviari (su un monte votanti che ha raggiunto il 91,1% della popolazione), hanno dichiarato di essere favorevoli all'indipendenza. Ma Copenaghen rifiuta di prendere in considerazione questo risultato. Lo scorso febbraio, tuttavia, il governo di Faroe ha dato notizia che terrà un referendum per l'autonomia il 25 aprile 2018.

Autunno 2018 in Scozia . La Scozia  proporrà alla sua popolazione un referendum nell'autunno del 2018. Un possibile divorzio che avverrebbe dopo "311 anni di matrimonio". Fu infatti nel 1707 che il trattato di Unione fu firmato tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Scozia. Una idea di separazione nata e rafforzata dopo la decisione del Regno Unito di lasciare l'Unione europea, gli scozzesi sono "eurofili", in quell'occasione il 62% si espresse per rimanere all'interno dell'UE. Lo scorso marzo, il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato il referendum, ma nulla ci dice che la Scozia prenda il volo da sola. La sua economia, fortemente dipendente dal petrolio, sarebbe stata indebolita e l'istituzione di un vero confine con il Regno Unito, non sarebbe una buona notizia per le relazioni commerciali con i vicini più prossimi. Purtroppo per gli scozzesi esiste un ostacolo molto duro da superare: per tenere ilreferendum, Edimburgo dovrebbe prima accordarsi con Londra e ottenere il benestare reale. E per il momento, Westminster fa finta di non sentire.

Un referendum in Corsica ...  Giovedì scorso durante l'assemblea corsa, il Presidente della Giunta, Gilles Simeoni, dal partito nazionalista "Per la Corsica", ha messo le cose in chiaro: "L'autodeterminazione è il processo con cui il popolo democraticamente e liberamente svolge le sue scelte essenziali. Una nozione questa che non deve creare alcun pregiudizio istituzionale, ma che ci deve far riflettere sulla necessità di un referendum per l'indipendenza, questo orientamento non è ancora nel programma ma potrebbe entrarci nel breve periodo".

  • Pubblicato in Cultura

Sanzioni alla Russia, in tre anni ci sono costate 30 miliardi di euro

Una nuova ricerca dell'Istituto austriaco di ricerca economica (WIFO) dice che le sanzioni economiche dell'UE contro la Russia, introdotte tre anni fa, sono costate molti miliardi di euro ai paesi europei.


L' indagine , condotta su richiesta del Parlamento europeo e pubblicata venerdì, ha mostrato che le esportazioni dell'UE verso la Russia, dal 2014 hanno visto una diminuzione annuale pari al 15,7 per cento, raggiungendo in questi giorni la pesante soglia del 40%.

Le sanzioni dell'UE contro la Russia sono state introdotte nel 2014 per il presunto coinvolgimento del paese nel conflitto nell'Ucraina orientale. Le sanzioni riguardano principalmente i settori finanziari, energetici e di difesa della Russia e colpiscono anche alcuni funzionari governativi, uomini d'affari e figure pubbliche. Mosca ha risposto imponendo un embargo sui prodotti agricoli, sui prodotti alimentari e sulle materie prime dei paesi che hanno aderito alle sanzioni anti-russe. Da allora le parti hanno più volte ampliato e ampliato le misure restrittive, ricordiamo che prima delle sanzioni la Russia era il primo partner commerciale per la UE, oggi la Russia si colloca al quinto posto dietro gli Stati Uniti, la Svizzera, la Cina e la Turchia.

Il WIFO ha calcolato che le esportazioni UE in Russia sono passate da un fatturato di 120 miliardi di euro di quattro anni fa, ai 72 miliardi di euro del 2016.

Secondo la ricerca, lo stato più colpito è stato Cipro, in quanto l'esportazione verso la Russia è diminuita del 34,5 per cento negli ultimi due anni; La Grecia ha subito una caduta del 23,2%; Le esportazioni della Croazia sono diminuite del 21 per cento.

Le esportazioni austriache in Russia sono diminuite di quasi il 10% circa 1 miliardo di euro, la Polonia e il Regno Unito hanno perso 3 miliardi di euro ciascuno. 

L'Italia si colloca a metà classifica con una perdita del 15% nei tre anni, le imprese italiane hanno perso più di 10 miliardi di euro a causa delle sanzioni dell'UE contro il governo di Mosca. "Le relazioni altalenanti e molto tese tra la Russia e l'UE hanno colpito molti settori dell'economia italiana: le sanzioni anti-russe sono controproducenti", ha dichiarato il capo del dipartimento commerciale russo, Sergey Cheremin a margine della sua conferenza su "i nuovi rapporti commerciali tra Italia e Russia", appena terminata. 

E ha aggiunto, "la guerra commerciale ha già portato ad una perdita totale di oltre 10 miliardi di euro a causa della riduzione delle esportazioni di beni italiani in Russia, solo il Veneto ha perso più di 3 miliardi di euro, in quanto il complesso agroindustriale della regione è stato il più colpito". Solo nel 2016, il commercio tra Mosca e le società italiane è sceso del 4,6% passando a 4,3 miliardi di dollari. Tuttavia vediamo una piccola luce all'orizzonte, dal primo trimestre di quest'anno, il commercio tra ha cominciato di nuovo a crescere..

Il presidente della Camera di commercio italiana-russa, Rosario Alessandrello, ha dichiarato che la risposta della Russia alle sanzioni dell'UE, ha colpito l'economia italiana e in particolare le piccole e medie imprese del nostro paese. L'Italia ha perso 11-12 miliardi di euro nelle esportazioni e 200.000 posti di lavoro a causa delle contromisure russe, spiega il funzionario, aggiungendo che la Russia è il mercato commerciale più vicino e più adatto agli italiani. "Anche i mercati sud e nordamericani possono essere interessanti, ma non possono sostituire la Russia" , ha aggiunto Alessandrello, "l'Italia non può permettersi di perdere il mercato Russo". La piccola presenza di piccole società italiane sul mercato russo ha reso l'Italia più vulnerabile rispetto alla Germania, rappresentata in Russia da un gran numero di grandi imprese. Sempre secondo Alessandrello, quasi 70 aziende italiane si sono delocalizzate spostando la loro produzione direttamente in Russia, "Due anni fa hanno iniziato a investire nella localizzazione per mantenere il mercato non solo attraverso le importazioni, ma anche attraverso la produzione completa o parziale direttamente sul territorio". 

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Sanzioni alla Russia, in tre anni ci sono costate 30 miliardi di euro

Una nuova ricerca dell'Istituto austriaco di ricerca economica (WIFO) dice che le sanzioni economiche dell'UE contro la Russia, introdotte tre anni fa, sono costate molti miliardi di euro ai paesi europei.


L' indagine , condotta su richiesta del Parlamento europeo e pubblicata venerdì, ha mostrato che le esportazioni dell'UE verso la Russia, dal 2014 hanno visto una diminuzione annuale pari al 15,7 per cento, raggiungendo in questi giorni la pesante soglia del 40%.

Le sanzioni dell'UE contro la Russia sono state introdotte nel 2014 per il presunto coinvolgimento del paese nel conflitto nell'Ucraina orientale. Le sanzioni riguardano principalmente i settori finanziari, energetici e di difesa della Russia e colpiscono anche alcuni funzionari governativi, uomini d'affari e figure pubbliche. Mosca ha risposto imponendo un embargo sui prodotti agricoli, sui prodotti alimentari e sulle materie prime dei paesi che hanno aderito alle sanzioni anti-russe. Da allora le parti hanno più volte ampliato e ampliato le misure restrittive, ricordiamo che prima delle sanzioni la Russia era il primo partner commerciale per la UE, oggi la Russia si colloca al quinto posto dietro gli Stati Uniti, la Svizzera, la Cina e la Turchia.

Il WIFO ha calcolato che le esportazioni UE in Russia sono passate da un fatturato di 120 miliardi di euro di quattro anni fa, ai 72 miliardi di euro del 2016.

Secondo la ricerca, lo stato più colpito è stato Cipro, in quanto l'esportazione verso la Russia è diminuita del 34,5 per cento negli ultimi due anni; La Grecia ha subito una caduta del 23,2%; Le esportazioni della Croazia sono diminuite del 21 per cento.

Le esportazioni austriache in Russia sono diminuite di quasi il 10% circa 1 miliardo di euro, la Polonia e il Regno Unito hanno perso 3 miliardi di euro ciascuno. 

L'Italia si colloca a metà classifica con una perdita del 15% nei tre anni, le imprese italiane hanno perso più di 10 miliardi di euro a causa delle sanzioni dell'UE contro il governo di Mosca. "Le relazioni altalenanti e molto tese tra la Russia e l'UE hanno colpito molti settori dell'economia italiana: le sanzioni anti-russe sono controproducenti", ha dichiarato il capo del dipartimento commerciale russo, Sergey Cheremin a margine della sua conferenza su "i nuovi rapporti commerciali tra Italia e Russia", appena terminata. 

E ha aggiunto, "la guerra commerciale ha già portato ad una perdita totale di oltre 10 miliardi di euro a causa della riduzione delle esportazioni di beni italiani in Russia, solo il Veneto ha perso più di 3 miliardi di euro, in quanto il complesso agroindustriale della regione è stato il più colpito". Solo nel 2016, il commercio tra Mosca e le società italiane è sceso del 4,6% passando a 4,3 miliardi di dollari. Tuttavia vediamo una piccola luce all'orizzonte, dal primo trimestre di quest'anno, il commercio tra ha cominciato di nuovo a crescere..

Il presidente della Camera di commercio italiana-russa, Rosario Alessandrello, ha dichiarato che la risposta della Russia alle sanzioni dell'UE, ha colpito l'economia italiana e in particolare le piccole e medie imprese del nostro paese. L'Italia ha perso 11-12 miliardi di euro nelle esportazioni e 200.000 posti di lavoro a causa delle contromisure russe, spiega il funzionario, aggiungendo che la Russia è il mercato commerciale più vicino e più adatto agli italiani. "Anche i mercati sud e nordamericani possono essere interessanti, ma non possono sostituire la Russia" , ha aggiunto Alessandrello, "l'Italia non può permettersi di perdere il mercato Russo". La piccola presenza di piccole società italiane sul mercato russo ha reso l'Italia più vulnerabile rispetto alla Germania, rappresentata in Russia da un gran numero di grandi imprese. Sempre secondo Alessandrello, quasi 70 aziende italiane si sono delocalizzate spostando la loro produzione direttamente in Russia, "Due anni fa hanno iniziato a investire nella localizzazione per mantenere il mercato non solo attraverso le importazioni, ma anche attraverso la produzione completa o parziale direttamente sul territorio".

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Il Papa e le 7 posizioni eretiche: con una lettera diretta, 62 studiosi e sacerdoti lo accusano di eresia

I giornalisti in vaticano si allertano per una strana news che parla di una “censura” da parte della Santa Sede alla lettera sottoscritta da 62 esponenti cattolici, in cui il pontefice viene accusato di eresia


La notizia si riferiva alla raccolta firme lanciata dal portale www.correctiofilialis.org per la petizione - contenuta in una lettera di 25 pagine - che sollecita il Papa a “correggere le sette «eresie»" sostenute nella sua esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, in particolare riguardo alla questione dell’accesso ai sacramenti dei divorziati-risposati.

Sul portale si dice testualmente: 

Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest’oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie). In essa si dichiara che il papa, mediante la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Queste 7 eresie sono formulate dai firmatari in latino, lingua officiale della Chiesa.

Questa lettera di correzione ha 3 parti principali. Nella prima parte, i firmatari, in qualità di cattolici credenti e praticanti, spiegano perché hanno il diritto e il dovere di rivolgere una tale correzione al supremo pontefice. La legge stessa della Chiesa richiede che persone competenti non rimangano silenti quando i pastori della Chiesa disorientano il gregge. Ciò non comporta nessun conflitto con il dogma cattolico dell’infallibilità papale, dal momento che la Chiesa insegna che il papa deve attenersi a dei criteri ben precisi prima che le sue affermazioni siano considerate infallibili. Papa Francesco non si è attenuto a questi criteri. Egli non ha dichiarato che queste posizioni eretiche siano da essere considerate insegnamento definitivo della Chiesa o che i cattolici debbano crederle con un assenso di fede.  La Chiesa insegna che nessun papa può asserire che Dio gli abbia rivelato qualche nuova verità che sarebbe obbligatoria da credere per i cattolici.

La seconda parte della lettera è quella essenziale in quanto contiene la “Correzione” propriamente detta. In essa si redige una lista di passaggi di Amoris laetitia in cui si insinuano o si incoraggiano posizioni eretiche; quindi si fa una lista di parole, atti e omissioni di Papa Francesco i quali rendono chiaro, oltre ogni ragionevole dubbio, che questi desidera un’interpretazione dei suddetti passaggi da parte dei cattolici in un modo che, di fatti, è eretico. In particolare, direttamente o indirettamente, il papa ha permesso che si credesse che l’obbedienza alla Legge di Dio possa essere impossibile o indesiderabile e che la Chiesa talvolta dovrebbe accettare l’adulterio in quanto compatibile con l’essere cattolici praticanti.

La parte finale, con il titolo “Delucidazione”, espone due cause di questa crisi singolare. Una causa è il “Modernismo”. Teologicamente parlando, il Modernismo sostiene che Dio non ha consegnato verità definite alla Chiesa che essa deve continuare ad insegnare esattamente nello stesso senso fino alla fine del tempo. I modernisti ritengono che Dio comunichi al genere umano solo esperienze, sulle quali gli essere umani possono riflettere e così dichiarare cose varie circa Dio, la vita e la religione, ma tali dichiarazioni sono solo provvisorie, mai dogmi fissi. Il Modernismo fu condannato dal Papa S. Pio X all’inizio del XX secolo, ma riemerse durante la metà di questo secolo. La grande e continua confusione causata dal Modernismo nella Chiesa Cattolica obbliga i firmatari a descrivere il vero significato di “fede”, “eresia”, “rivelazione” e “magistero”.

La seconda causa della crisi è l’apparente influenza delle idee di Martin Lutero su Papa Francesco. La lettera mostra come Lutero, il fondatore del Protestantesimo, abbia idee su matrimonio, divorzio, perdono e legge divina che corrispondono a quelle che il papa ha promosso mediante parole, atti e omissioni. Si mette in evidenza anche la lode esplicita e senza precedenti attribuita da Papa Francesco all’eresiarca tedesco.

I firmatari non si azzardano a giudicare il grado di consapevolezza con il quale Papa Francesco ha propagato le 7 eresie elencate. Ma rispettosamente insistono che egli condanni queste eresie, da lui sostenute direttamente o indirettamente.

I firmatari professano la loro lealtà alla Santa Chiesa Romana, assicurano al Papa loro preghiera e chiedono la sua benedizione apostolica.

Leggi la lettera inviata in lingua italiana

Francia, Daniela Reho: il risultato di Marine Le Pen ci dice che temi come sicurezza e sovranità nazionale sono stati ignorati

L'esponente di Forza Italia e aderente all'associazione Noi Repubblicani Popolo Sovrano commenta ai nostri microfoni l'esito del primo turno della corsa per l'Eliseo: "La politica d'Oltralpe, come quella italiana, non ha voluto affrontare adeguatamente i problemi su cui la candidata del Fn ha basato la sua campagna elettorale. I cittadini hanno dimostrato quanto siano preoccupati dai danni provocati dall'immigrazione incontrollata, dalle difficoltà dell'integrazione etnica e religiosa e dalle ingerenze dell'Unione Europea nelle politiche, soprattutto economiche, degli Stati. Peccato che grazie a un'ammucchiata di forze molto diverse tra loro vincerà Macron. In ogni caso è una lezione importante anche per noi" - (VIDEO)

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