updated 3:55 PM CEST, Oct 21, 2017

Il referendum in Catalogna cambierà anche questa Europa? in arrivo altre quattro consultazioni

Dopo la Catalogna andata al voto Domenica 1 Ottobre, altre quattro regioni appartenenti ad altrettanti stati europei, hanno previsto un referendum per l'autonomia o l'indipendenza entro la fine del 2018


I catalani sono stati chiamati al voto per decidere l'indipendenza della loro regione, un voto che ha tenuto e tiene ancor oggi alte le tensioni tra Barcellona e Madrid che minaccia l'abolizione dell'articolo 155 e quindi cancella in sostanza l'autonomia della regione catalana. Ma se analizziamo lo stato delle cose, alla fine nulla potranno ottenere nel breve i catalani, un risultato positivo che Madrid non accetta, non perchè poco democratica ma perchè non può permettersi di perdere una delle sue regioni più attive sul lato economico. Una situazione in cui anche altre quattro regioni di stati europei rischiano di ritrovarsi nei prossimi mesi, con il rischio di uno scontro frontale con il loro stato sovrano.

22 ottobre in Veneto e Lombardia. Siamo un paese giovane, uniti solo nel 1871. Da qui le forti identità regionali e anche qualche desiderio di indipendenza. In Veneto e in Lombardia si terranno un referendum sulla loro indipendenza o meglio, autonomia fiscale. Annunciato nel mese di marzo dai leader delle due regioni e sponsorizzato in primis dalla Nuova Lega di Matteo Salvini, sarà puramente un referendum consultivo e non avrà alcun valore legale. L'obiettivo? Mettere pressione su Roma nel campo fiscale. Veneto e Lombardia, che insieme rappresentano un quarto del PIL italiano, danno oggi al governo centrale circa 70 miliardi di euro all'anno. Per quanto riguarda il risultato di questa consultazione, i governi delle due regioni vogliono ridurre questa somma a 14 miliardi. Come dicevamo grande l'ottimismo della Nuova Lega di Matteo Salvini che nel 2014 fece un sondaggio su internet, il cui risultato fu ampiamente a favore di una autonomia fiscale. In generale quale valore può avere un sondaggio web? purtroppo solo quello di alzare il gradimento di chi vuole ottenere consensi populisti e muovere l'opinione pubblica. 

25 aprile 2018 nelle Isole Faroe Questo arcipelago, che si trova a metà strada tra il Regno Unito e l'Islanda, è tornato alla sovranità danese nel 1386. Le isole, popolate da circa 50.000 abitanti, dal 1948 hanno uno status speciale che da loro ampia autonomia ... insufficiente a giudicare oggi i sostenitori dell'indipendenza. L'idea di un vecchio referendum è stata a lungo ostacolata da una grave crisi economica, causata del crollo dell'industria della pesca. Nel 2004, gli indipendenti finalmente hanno votato. Il 50,72% dei Ferroviari (su un monte votanti che ha raggiunto il 91,1% della popolazione), hanno dichiarato di essere favorevoli all'indipendenza. Ma Copenaghen rifiuta di prendere in considerazione questo risultato. Lo scorso febbraio, tuttavia, il governo di Faroe ha dato notizia che terrà un referendum per l'autonomia il 25 aprile 2018.

Autunno 2018 in Scozia . La Scozia  proporrà alla sua popolazione un referendum nell'autunno del 2018. Un possibile divorzio che avverrebbe dopo "311 anni di matrimonio". Fu infatti nel 1707 che il trattato di Unione fu firmato tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Scozia. Una idea di separazione nata e rafforzata dopo la decisione del Regno Unito di lasciare l'Unione europea, gli scozzesi sono "eurofili", in quell'occasione il 62% si espresse per rimanere all'interno dell'UE. Lo scorso marzo, il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato il referendum, ma nulla ci dice che la Scozia prenda il volo da sola. La sua economia, fortemente dipendente dal petrolio, sarebbe stata indebolita e l'istituzione di un vero confine con il Regno Unito, non sarebbe una buona notizia per le relazioni commerciali con i vicini più prossimi. Purtroppo per gli scozzesi esiste un ostacolo molto duro da superare: per tenere ilreferendum, Edimburgo dovrebbe prima accordarsi con Londra e ottenere il benestare reale. E per il momento, Westminster fa finta di non sentire.

Un referendum in Corsica ...  Giovedì scorso durante l'assemblea corsa, il Presidente della Giunta, Gilles Simeoni, dal partito nazionalista "Per la Corsica", ha messo le cose in chiaro: "L'autodeterminazione è il processo con cui il popolo democraticamente e liberamente svolge le sue scelte essenziali. Una nozione questa che non deve creare alcun pregiudizio istituzionale, ma che ci deve far riflettere sulla necessità di un referendum per l'indipendenza, questo orientamento non è ancora nel programma ma potrebbe entrarci nel breve periodo".

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Referendum Catalano e refefendum per l'autonomia della Lombardia, ecco le differenze

Un referendum quello catalano che ha incrinato definitivamente i rapporti tra lo stato spagnolo e la regione della Catalogna, quello che succederà nei prossimi giorni cambierà sicuramente anche le sorti di questa Europa


L'intelligenza artificiale e il futuro dell'umanità

Il rapido sviluppo delle tecnologie vicine all'intelligenza artificiale, porterà al fatto che l'Intelligenza Artificiale (AI) supererà l'uomo in quasi tutte le sfere di attività già nel 2060


Gli scienziati britannici sono d'accordo con i loro colleghi americani i ricercatori dell'Università di Yale, l'AI già in questi anni è riuscita a superare le capacità delle mente umana, ad esempio, AlphaGo, il grande giocatore di scacchi artificiale ha battuto diverse volte i migliori giocatori umani. 

Altri sistemi riescono a leggere sulle labbra delle persone o aiutare i detective a comprendere meglio le informazioni derivanti  dalle indagini di polizia. Ma ognuno dei moderni sistemi intellettuali è capace solo di sviluppare una pretica ed è inutile in tutte le altre direzioni, a meno che non venga a loro insegnato come e cosa fare. Come dicono gli stessi ricercatori, l'AI con un la versatilità umanoide è ancora lontana dall'essere creata e portata all'opinione pubblica. La formazione di AI come prima antagonista della mente umana avverrà in diverse fasi. 

Per cominciare ad esempio, l'intelligenza artificiale imparerà a tradurre automaticamente da una lingua all'altra, potendo parlare contemporaneamente con persone di diverse nazionalità. C'è ancora molto lavoro da fare ma entro il 2024, secondo le previsioni, i traduttori umani potrebbero rimanere senza lavoro. 
Entro il 2026 l'Intelligenza Artificiale sarà in grado di scrivere saggi, non così distanti da quelli presentati dai neo laureati. Entro il 2027, le AI impareranno a guidare camion multi-tonnellate su strade pubbliche. I produttori saranno disoccupati entro il 2031, romanzieri - entro il 2049, e l'intelligenza artificiale sostituirà i chirurghi entro il 2053. In venticinque anni, gli scienziati suppongono, l'uomo potrebbe essere sostituito nei suoi lavori da molteplici AI.
Resta ancora un'incognita invece la comparsa dell' Intelligenza emotiva, ovvero quella in grado di produrre pensieri ed emozioni in modo autonomo, questo perchè trascende dai confini della conoscenza.

Nord Corea, questo è il modo in cui inizia una guerra nucleare

Le simulazioni di una guerra sulla penisola coreana iniziano di solito con un incidente relativamente minore nella zona demilitarizzata tra la Corea del Sud e il suo nemico del nord, una provocazione che si sviluppa in una guerra convenzionale per poi trasformarsi in guerra nucleare.


La posizione minacciosa del presidente Trump verso la Corea del Nord, recentemente esposta presso le Nazioni Unite, dove ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero "distruggere totalmente" il Paese, ha spinto gli strateghi militari ad esaminare cosa accadrebbe in caso di guerra.

Gli scenari sono una soluzione più leggera non tenendo conto della la capacità nucleare della Corea del Nord, che potrebbe essere effettuata in un unico colpo (distruzione su larga scala improvvisa) o che il regime si dimostrasse fragile come quello di Saddam Hussein in Iraq o Moammar Kadafi in Libia, questo porterebbe ad un veloce colpo di stato e la conseguente uccisione del Leader Coreano.

"Troppi americani hanno la prospettiva che questa guerra si risolverà come l'invasione dell'Iraq o dell'Afghanistan, o come le operazioni di combattimento in Libia o in Siria, ma purtroppo questa guerra non avrebbe nulla in comune con nessuno dei conflitti passati", ha dichiarato Rob Givens,  generale in pensione che trascorse quattro anni sulla penisola coreana.

E questo è prima che i coreani nord si dedicassero alle armi nucleari. "C'è solo un modo per terminare questa guerra", ha dichiarato Givens. "Con la sconfitta della Corea del Nord - ma a che costo?"

James Stavridis, un ammiraglio militare in pensione, decano della Fletcher School of Law e della Diplomazia dell'Università di Tufts, ha dichiarato che questa guerra orribile che molti temono da tempo con la Corea del Nord è una possibilità ormai reale. Una guerra che potrebbe vedere le probabilità di conflitto convenzionale con la Corea del Nord al 50% e le probabilità di guerra nucleare al 10%.

"Siamo più vicini a uno scambio nucleare che siamo stati in qualsiasi momento nella storia del mondo con l'unica eccezione, la crisi missilistica cubana", ha dichiarato Stavridis.

 Il lunedì, il ministro degli esteri della Corea del Nord, Ri Yong Ho, ha accusato il presidente Donald Trump di aver dichiarato guerra contro il suo regime e ha minacciato il diritto di abbattere i bombardieri strategici americani anche se volano nello spazio aereo internazionale.

 Sempre Ri Yong Ho la settimana scorsa, ha detto ai giornalisti che il regime potrebbe sperimentare un'arma di idrogeno nel Pacifico a titolo cautelativo. Fino ad ora, i test nucleari del Nord sono sempre stati sotterranei.

In risposta a questa provocazioni il portavoce del Pentagono Lt. Col. Christopher Logan ha detto alla CNBC: "Ovviamente la Corea del Nord è una minaccia". E ha promesso che le forze armate americane difenderanno "sia la patria statunitense che i nostri alleati contro questa minaccia".

Le statistiche spesso citate sulle forze della Corea del Nord sono formidabili: 1,2 milioni di soldati il quarto esercito terrestre più grande del mondo, tra i quali oltre 100.000 forze speciali addestrate per infiltrarsi la Corea del Sud. Anche se l'arsenale bellico militare, risale all'epoca sovietica, la Corea del Nord dispone di materiale fissile nucleare, sufficiente per almeno 12 armi nucleari intercontinentali. (Secondo l'Arms Control Assn., Gli Stati Uniti dispongono di 1.411 testate nucleari strategiche.)

Senza dubbio, una ripresa della guerra coreana nel ventunesimo secolo sarebbe più rapida della guerra coreana del 1950-1953, uno campo di battaglia che attraversava montagne innevate e che ha visto morire quasi 2 milioni di persone. Una guerra inutile che ha lasciato essenzialmente la linea di demarcazione tra Corea del Nord e Corea del Sud nello stesso luogo dove la guerra aveva avuto inizio.

Uno dei fattori più imprevedibili che preoccupa tutto il mondo è l'eventuale entrata in guerra della Cina a proteggere il suo alleato coreano, che oggi è l'ultima "grande Muraglia" che la difende dall'occidente americanizzato.

Il Global Times, un quotidiano che esprime spesso le opinioni del governo cinese, ha pubblicato un articolo in cui si diceva che la Cina non aiuterà la Corea del Nord solo se la Nord Corea aprisse per prima le ostilità con un attacco missilistico. Tuttavia, ha anche avvertito che "se gli Stati Uniti e la Corea del Sud eseguissero manovre atte a rovesciare il regime nordcoreano e cambiare il modello politico della penisola coreana, la Cina si attiverebbe per impedire tale manovra".

La maggior parte degli strateghi militari non si aspetta che l'attuale governo cinese sotto Xi Jinping invii le sue truppe attraversando il fiume Yalu come Mao Tse-tung fece nel 1950. Ma Pechino potrebbe condurre attacchi aerei in supporto al governo a Pyongyang, tanto come la Russia fece in aiuto del govereno di Assad in Siria. A

Altro scenario, visti i grossi interessi economici in gioco tra Cina e America, il governo di Pechino potrebbe intervenire per un accordo di pace, che però lasci ancora il leader Kim al comando del suo paese.

.La rimozione di Kim potrebbe lasciare il paese con un vuoto di potenza e nessuno chiaramente responsabile. Quessto farebbe cadere il paese in uno stato di caos come accadde ini paesi come l'Iraq e la Libia dopo la caduta dei loro dittatori.

Gli statisti e gli studiosi non escludono la possibilità che in futuro la situazione in Corea del Nord possa diventare molto simile a quella Siriana, uno squarcio nel mondo che sta richiedendo molte, forse troppe risorse per chiuderlo.

 

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Salvini dalla sua pagina Facebook risponde a Renzi, "Che si sciacqui la lingua il fallito, sulla mia onestà nessuno può scherzare".

Dalla pagina Facebook del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, "Salvini ruba, Salvini ha rubato, Salvini la smetta di rubare" dice Renzi su Rai Tre.
Che si sciacqui la lingua il fallito, sulla mia onestà nessuno può scherzare.
QUERELA per il bugiardo!
Siete d'accordo?


In una nota divulgata dall'ufficio stampa di Salvini si legge: "domani stesso querelo Renzi: io non ho mai rubato una lira in vita mia, i soldi incassati dalla Lega erano strettamente collegati ai voti che ci hanno dato gli italiani e Berlusconi non ci ha mai pagato campagne elettorali. SALVINI RUBA DICE IL BUGIARDO? Ci saranno 100 giudici pronti a condannarlo, ma soprattutto lo condanneranno i cittadini italiani!. Così il segretario della Lega sulle dichiarazioni di Matteo Renzi nel corso della trasmissione Cartabianca su Raitre

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REGIONE LOMBARDIA PRIMA PER DISTRIBUTORI METANO, RIDOTTA DI 127 MILA TONNELLATE ANIDRIDE CARBONICA NELL' ARIA

Entrati in funzione anche di distributori di metano liquido, ricavato anche da "biometano". La Lombardia e' la regione che, tra il 2010 e il 2016 ha visto la maggiore crescita di distributori di gas naturale compresso e liquefatto. 


"Sul territorio lombardo si registrano infatti un aumento degli impianti di distribuzione del metano, passati dai 135 a inizio 2013 alle attuali 179 unita', con una crescita del 36,2% della disponibilita' di questo carburante negli ultimi cinque anni, e l'aumento degli impianti di GPL da 384 a inizio 2013 agli attuali 450 (+17%). Un primato che e' stato premiato lo scorso 8 giugno, in occasione del Convegno "Gas Naturale e Biometano - Eccellenze Nazionali per la sostenibilita'" svoltosi a Bologna".
RISPARMIATI 164 MILIONI DI EURO - "Grazie all'incremento dell'uso dei veicoli a metano, lo scorso anno in regione si sono risparmiati 164 milioni di euro per l'acquisto di carburante (benzina e gasolio) e si e' ridotta di 127 mila tonnellate l'anidride carbonica nell'aria. A livello nazionale - scrive la Nota - la Lombardia si posiziona tra le cinque regioni piu' virtuose insieme a Emilia-Romagna, Marche, Veneto e Toscana. I dati sono frutto dell'indagine del Centro studi Promotor".
BRESCIA PROVINCIA LOMBARDA PIU' VIRTUOSA - "Con un risparmio economico di 44 milioni di euro per l'acquisto di altri carburanti e una riduzione delle emissioni di CO2 di 34mila tonnellate, Brescia e' la provincia lombarda piu' virtuosa nell'utilizzo del metano nel campo dell'autotrazione, seguita da Milano con una riduzione della spesa per il carburante di 40 milioni di euro e 31 mila tonnellate di inquinanti in meno nell'aria. Segue ancora Bergamo, i cui cittadini hanno ridotto i costi di 26 milioni e respirato 20 mila tonnellate in meno di anidride carbonica", si scrive. 
COMO IN FONDO ALLA CLASSIFICA - "In fondo alla classifica regionale Como che registra un risparmio di 3 milioni di euro e di 2 mila tonnellate di CO2. Tra le province italiane e' Ancona a detenere il primo posto per diffusione di veicoli a metano con il 13,9% del parco macchine. Nel rapporto tra veicoli a metano e il totale del parco circolante, a giugno 2017 - appunta ancora il testo - la provincia con la maggiore incidenza percentuale e' Mantova (2,59%), seguita da Brescia (2,31%), Cremona (2,04%),
Bergamo (2%). Per quanto riguarda il numero degli impianti metano e gpl, le province di Milano e Brescia sono quelle piu' attrezzate, rispettivamente con 38 e 32, seguite da Bergamo con 22, Cremona (15), Pavia (14), Mantova (14), Monza e Brianza (10), Como (9), Lodi (5), Lecco (7), Sondrio (3), Varese (1), mentre 9 impianti sono dislocati sulla rete autostradale".
SULLA BUONA STRADA "L'Italia e' al primo posto in Europa per numero di veicoli a metano e numero di distributori, ma si puo' fare ancora meglio - prosegue la Nota - Se in tutta la Penisola si arrivasse al livello di diffusione di veicoli a metano di Ancona si risparmierebbero 11 miliardi di euro e 8 milioni di tonnellate di anidride carbonica e nella sola Lombardia 1,7 miliardi di euro con un calo di 1,4 tonnellate di CO2".
RINNOVAMENTO AUTOMEZZI "Secondo un'elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci, in Lombardia, tra il 2010 e il 2015, si e' assistito a un significativo rinnovamento dei mezzi di trasporto su strada, con una crescita del parco circolante di autocarri e autobus post Euro 3 del 49,6% e una conseguente riduzione degli inquinanti nell'aria. Nel 2010 gli autobus e gli autocarri post Euro 3 in circolazione erano 182.009 (il 29% del totale). Nello stesso periodo la crescita del parco circolante di autobus e autocarri per trasporto merci di categoria emissiva superiore a Euro 3registrata in tutta Italia e' stata del 53,8%", conclude la Nota.

FONTE: (Lnews)

Quattro caccia F-35 e due bombardieri invisibili volano nei cieli nord coreani

Quattro US F-35B stealth Lightning II e due B-1B Lancer, bombardieri strategici hanno sorvolato gli spazi aerei della Corea del Nord, seguiti da una formazione di caccia F - 15K Slam Eagle della Corea del sud. 


Una Azione molto forte voluta dal Pentagono come deterrente e come misura dell'Alleanza, USA-Corea del Sud, contro la Corea del Nord. Durante la missione, gli aerei in completo assetto da guerra, hanno attraverso la penisola coreana e misurato la loro capacità di attacco bombardando l'area di addestramento "gamma" a Pilsung nella provincia di oriente di Gangwon.
 
 
 
Il comandante delle forze Pacific US (PACOM) ha detto in una dichiarazione, "gli aerei F-35B del corpo dei Marines e gli Air Force B-B1 sono stati stazionati nell'isola di Guam, pronti ad intervenire in qualunque momento e in modo letale, in risposta alle prime provocazioni della Corea del Nord. Una mossa quella americana che intende dire al nemico Nord Coreano che un nuovo test missilistico sarà interpretato come vero e proprio atto di guerra. Guerra che invece tutti noi vorremmo scongiurare.   

 

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Berlusconi risponde a Salvini, " la leadership nel centrodestra può essere solo nostra"

La risposta di Silvio Berlusconi alla felpa indossata da Matteo Salvini a Pontida non si fa attendere... (VIDEO) 


Alla kermesse L’Italia e l’Europa che vogliamo, organizzata a Fiuggi da Antonio Tajani, Berlusconi attacca Matteo Salvini e il suo populismo, " i partiti populisti, nome che a me non piace perchè quando c'è di mezzo il popolo bisogna avere tanto rispetto, non hanno mai vinto da nessuna parte, né in Francia, né in Spagna. Dobbiamo andare molto più avanti, dobbiamo avere un’unica politica industriale, un’unica politica fiscale. Soltanto in questo modo potremo tutti sentirci cittadini dello Stato in cui siamo nati, ma insieme cittadini europei". Una rottura quella che si è costruita a Pontida, molto populismo non realizzabile, una prova di forza che difficilmente, in caso di vittoria alle prossime politiche, potrà dare vita ad una colalizione di governo compatta in grado di superare im maniera definitiva la crisi in cui si trova ancora oggi il nostro paese. 

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