updated 8:03 AM UTC, Aug 15, 2018

Terremoto in Molise, nella notte una scossa di magnitudo 4,7 ha allarmato il centro/sud Italia

Ieri sera, alle ore 23:48, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha localizzato un terremoto di magnitudo ML 4.7 (Mw 4.6), in provincia di Campobasso, 6 km a Sud di Montecilfone, ad una profondità di 19 km.7


Una scossa di terremoto è stata registrata intorno alla mezzanotte in provincia di Campobasso, la terra ha tremato anche in Campania, Abruzzo e Puglia, creando panico tra la gente. L'epicentro è stato localizzato nel comune di Montecilfone, una scossa di Magnitudo 4,7 verificatasi ad una profondità di diciannove chilometri. Gli abitanti dei paesi colpiti hanno riferito che il terremoto è stato preceduto da un forte boato. Il panico è subito dilagato e in molti sono usciti per strada, trascorrendo poi la notte nelle auto. Il tam tam dei social network ha subito messo divulgato la notizia e si è scoperto che la scossa è stata avvertita anche a Napoli e Salerno. 

Immediata l'allerta per la protezione civile che subito so è attivata per prestare i primi soccorsi, da quello che è risultato si sono avuti danni di lieve entità nel comune colpito e solo tanta paura nel resto del territorio.

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Nella tabella qui sotto i comuni entro i 10 km dall'epicentro del terremoto.

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L’evento è stato localizzato in un’area a pericolosità medio-alta così come mostrato nella mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale con accelerazione attese comprese tra 0.150 e 0.175 di g. Il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (versione 2015) mostra subito a sud dell’area epicentrale di questo terremoto i 2 eventi del 31 ottobre e 1 novembre della sequenza sismica del 2002 che colpì duramente il comune di San Giuliano di Puglia. Il 25 aprile 2018 in quest’area si era verificato un altro evento sismico di magnitudo Mw 4.3 nei pressi di Montecilfone ad una profondità di 29 Km. Il terremoto è stato risentito in un’ampia area dalla costa adriatica fino a quella tirrenica, in particolare nella provincia di Campobasso, nelle province limitrofe di Abruzzo e Puglia e in una vasta area della Campania, così come evidenziato dalla Mappa preliminare dei risentimenti del terremoto elaborata dai circa 436 questionari inviati al sito www.haisentitoilterremoto.it aggiornata alle ore 00:21 del 15 agosto.

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Mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio come ricostruito dai questionari on line. La mappa contiene una legenda (sulla destra). Con la stella in colore viola viene indicato l’epicentro del terremoto, i cerchi colorati si riferiscono alle intensità associate a ogni comune. Nella didascalia in alto sono indicate le caratteristiche del terremoto: data, magnitudo (ML), profondità (Prof) e ora locale. Viene inoltre indicato il numero dei questionari elaborati per ottenere la mappa stessa

Il terremoto di questa sera è stato preceduto da 3 eventi di magnitudo Ml compresa tra 1.5 e 1.9.

L'avversario più rumoroso della nuova politica anti-migranti in Italia? La Chiesa cattolica.

Il prelato italiano alza gli scudi in difesa di chi vive nella sofferenza e cerca una via di fuga dalle atrocità delle guerre, criticando duramente le scelte in tema di politica migratoria del governo "giallo/Verde"


In una piccola chiesa dell'Italia centrale, un sacerdote durante la messa, ha detto alla sua congregazione che il motto del politico  "Italiani prima"  era antitetico al cristianesimo stesso. Più a nord, un altro parroco ha detto che i sostenitori del nuovo partito anti-migrante "non possono definirsi cristiani". Sull'isola di Sicilia, un arcivescovo che parlava in una piazza pubblica ha affondato un colpo ancora più ampio, criticando i politici che devono il "loro stesso miserabile successo" sfruttando la paura dei migranti.

Il vescovo di Palermo partecipando ad una manifestazione religiosa ha dichiarato "La chiesa non può tacere, io non posso rimanere in silenzio." Ecco allora che mentre la politica migratoria italiana oscilla verso destra , la Chiesa cattolica risponde con un ruggito oppositivo. Papa Francesco , durante i cinque anni del suo pontificato, ha parlato dell'umanità e dei diritti dei migranti, mettendo in guardia dal sentimento anti-immigrati che si sta affermando in alcune parti del mondo sviluppato. Ma quegli avvertimenti solo di recente si sono trasformati in una lotta anche nelle piazze di quella che viene definita una delle nazioni più cattoliche del mondo con un governo populista che promette di "fermare l'invasione" e di chiudere le sue porte.

Nelle scorse settimane, leader ecclesiastici di ogni tipo - figure vicine a Francesco e sacerdoti che parlano nelle tranquille domeniche, hanno reagito contro quella che definiscono una risposta xenofobica e timorosa all'ondata di rifugiati e migranti economici che hanno raggiunto le coste italiane. Le loro voci si sono levate con rilievo contro un panorama politico dove pochi altri, anche nei partiti di opposizione italiani, stanno portando questo messaggio. 

Ma alcuni di questi schietti leader ecclesiastici descrivono anche una scossa di allarme, e affermano che l'ascesa di movimenti anti-migranti qui e in molti altri paesi prevalentemente cattolici, tra cui Polonia e Austria, mostra forti divisioni all'interno della fede su quanto sia accogliente esserlo. La figura dominante del nuovo governo italiano è il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che giura per il Vangelo, a volte brandisce i rosari e descrive gli immigranti senza documenti come una "marea di delinquenti" che vuole mandare a casa. Salvini rispondendo alle affermazioni dell'arcivescovo di Palermo scrive su Facebook "Con tutto il rispetto per il pastore delle anime, invece di aiutare i poveri dell'Africa a venire in Europa, il mio dovere nel governo è di pensare innanzitutto ai milioni di poveri italiani, sto sbagliando?"  

Papa Francesco non ha parlato esplicitamente dello spostamento della politica italiana, ma questo mese ha celebrato una messa speciale per i migranti e due settimane dopo, davanti a 25.000 persone in piazza San Pietro, ha chiesto alle nazioni di agire "in modo deciso e immediato" per impedire la "tragedia" delle morti dei migranti in mare. Francesco e il nuovo Primo Ministro italiano Giuseppe Conte non hanno avuto un incontro formale.

In Italia, dove più di 650.000 persone sono arrivate via mare dal 2014, il risentimento verso i migranti è cresciuto costantemente, soprattutto perché gli altri paesi europei hanno partecipato ai piani per condividere in modo più equo l'onere di ospitare i migranti e trattare le loro richieste di asilo. Salvini ha annunciato il mese scorso che stava chiudendo i porti italiani alle navi umanitarie, una mossa che ha creato il caos nel Mediterraneo. Da allora ha spesso detto che sta trasformando le promesse della campagna in "azione". 

Il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana e un prelato vicino a Papa Francesco, in una recente intervista cerca di porre rimedio alle numerose crepe che si stanno creando nel mondo cattolico, "Se ci sono cristiani che si sentono a proprio agio nel dire no alla "reception", la Chiesa deve porsi una domanda. Questo può solo significare che abbiamo parlato di Gesù, celebrato cerimonie e liturgie, ma sicuramente non abbiamo creato quella mentalità che vuole il Vangelo".

Alcuni gruppi cattolici stanno anche cercando di svolgere un ruolo più attivo nel mitigare gli atteggiamenti verso i migranti o richiamare l'attenzione sulle politiche del governo. Un sacerdote missionario, Alex Zanotelli, ha organizzato uno sciopero della fame che includeva sit-in presso il Parlamento italiano, affermando che il messaggio di Papa Francesco "sta attraversando un periodo difficile per raggiungere le radici della Chiesa". A giugno, la Caritas, importante gruppo cattolico, ha organizzato pasti comuni, dove le persone potevano incontrare migranti e rifugiati. Il papa ha detto che tali incontri devono aiutare a coltivare sentimenti di "fraternità".

Una delle più importanti dichiarazioni sulla migrazione è arrivata dalla potente Conferenza episcopale italiana, che questo mese ha pubblicato una enciclica di cinque paragrafi , illustrata sul suo sito web con la foto di un debole migrante che si era aggrappato ai relitti nel Mediterraneo prima del suo salvataggio . La dichiarazione non menzionava specificamente il governo italiano, ma parlava della necessità di "salvare la nostra stessa umanità dalla volgarità e dalla barbarie" salvando vite umane ", a cominciare dai più esposti, umiliati e calpestati".

Anche Famiglia Cristiana si butta nella mischia pubblicando in copertina una foto di Salvini e una frase latina dal chiaro significato "respingere il male di Satana", dichiarando che non vi era nulla di personale o allusivo, ma si basava solo su una frase del vangelo. La risposta di Salvini non si è fatta aspettare ma ha avuto toni molto più leggeri, "non penso che il paragone possa essere equo".

"Sono l'ultimo dei buoni cristiani", disse. "Ma non penso di meritarmi tanto. Sono rassicurato dal fatto che ricevo quotidianamente il sostegno di tante donne e uomini della chiesa ".

Conte si prepara ad incontrare il presidente Trump, che sia il momento di un'alleanza spirituale?

Giuseppe Conte è un professore di legge dai toni pacati che ha preferito entrare nel mondo politico internazionale mantenendo un basso profilo. Mostra meno spavalderia e detiene molto meno potere degli altri leader stranieri che sono riusciti a conquistare l'ammirazione del presidente Trump, come Vladimir Putin e Xi Jinping.


Ma Conte guida un governo tutt'altro che di basso profilo - composto da forze anti-establishment che stanno portando avanti una politica antimmigrazione, mettendo in discussione le regole fondamentali dei rapporti dell'Italia con l'Europa, in favore di un avvicinarsi alla Russia di Putin.

Di conseguenza, Conte e Trump si trovano su un terreno molto diverso e offrono un raro esempio di cooperazione transatlantica in un momento in cui altri governi dell'Europa occidentale vedono la Casa Bianca con ansia e preoccupazione.

Il presidente degli Stati Uniti ha da subito minato le alleanze di vecchia data imponendo dazi, oppure contrastando le decisioni politiche come in Germania e in Gran Bretagna e rimproverando gli alleati della NATO per le loro spese militari, definendoli "nemici" l'Unione europea.

 A giugno al termine del turbolento vertice de 7 grandi, Trump riferendosi a Conte ha dichiarato "Farà un ottimo lavoro - il popolo italiano ha capito bene!". Conte ricambiò, postando una foto sorridente dei due leader sulla sua pagina Facebook ufficiale, "Alleanza storica, nuova amicizia".  Un mese dopo, durante una conferenza stampa sempre al termine di un altro difficile vertice NATO in Europa, Trump fa cenno alle analogie che stanno segnando le comuni strade in politica - "Probabilmente, almeno in parte, ho vinto un'elezione a causa dell'immigrazione, Giuseppe, che ho conosciuto abbastanza bene nell'ultimo mese e mezzo, ha vinto le elezioni a causa delle forti politiche di immigrazione sull'Italia." Di fatto, Conte divenne il leader italiano non vincendo le elezioni, ma a causa di un accordo di coalizione tra due partiti politici anti-establishment, sia la Lega che il Movimento a cinque stelle più politicamente amorfo, avevano leader che aspiravano a prendere la carica di Primo Ministro. Ecco allora che Conte (prima scelta del Movimento a cinque stelle come potenziale ministro del governo), viene strappato dai ranghi del mondo accademico. Non ha mai avuto esperienza politica, non aveva quasi mai assunto nessun profilo pubblico, all'improvviso, è diventato il responsabile del primo governo populista dell'Europa occidentale.

Parte del DNA del governo italiano assomiglia a quello di Trump. Matteo Salvini, ministro degli interni italiano e la figura più dominante del governo, è un costante utente di social media che parla di "notizie false", ha allontanato i migranti e usa lo slogan "Italiani prima." Salvini ha partecipato a un raduno della campagna Trump in Pennsylvania due anni fa, e ha detto in una recente intervista al Washington Post che apprezza il seguito che Trump da alle promesse fatte, come il trasloco dell'Ambasciata USA in Israele a Gerusalemme.

I nuovi leader italiani, dopo aver fatto vibrare i mercati globali a fine maggio, hanno dichiarato di non avere intenzione di lasciare la valuta comune europea. Ma i loro piani di spesa, ancora da attuare, potrebbero causare uno scontro con l'Unione Europea sulle regole di restrizione del budget. L'Italia ha anche espresso preoccupazione per le sanzioni europee nei confronti della Russia, affermando che danneggiano le imprese italiane. Quando Trump, in giugno, suggerì che la Russia dovesse essere riammessa nel Gruppo delle sette nazioni industrializzate, Conte fu l'unico altro leader al vertice a segnalare il suo accordo, anche se poi ammorbidì la sua posizione, dicendo ai giornalisti (fonte Reuters), che le sanzioni si sarebbero dovute ammorbidire con un giusto tempo.

In una recente intervista con Il Fatto Quotidiano, a Conte è stato chiesto dal redattore del giornale, Marco Travaglio, perché finora aveva "parlato così poco agli italiani". La risposta fu categorica, "Perché ritengo che gli italiani siano interessati alle iniziative del governo, non alle parole. Ho dimenticato il fatto che solo alcuni giorni prima ero un privato cittadino che guardava Angela Merkel ed Emmanuel Macron in TV e sono subito entrato nel mio nuovo ruolo, con la volontà di FARE"

"Avere zero tariffe in tutti i settori significherebbe rafforzare l'alleanza atlantica", ha dichiarato Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria, "L'America è l'alleato naturale dell'Europa. Torniamo a una relazione serena e proficua per tutte le parti coinvolte".

Il Senato Argentino blocca la legge per la legalizzazione dell'aborto

Dopo 16 ore di discussioni, il Senato argentino ha respinto in modo restrittivo un disegno di legge per legalizzare l'aborto. Tuttavia, il fatto che la discussione sia arrivata fino a questo punto segna un vero cambiamento nell'opinione pubblica. Abbiamo parlato con persone su entrambi i lati della questione. 


Il Senato argentino, giovedì, ha respinto in modo restrittivo un disegno di legge per legalizzare l'aborto, infliggendo una pungente sconfitta a un movimento di base che ha spinto i diritti riproduttivi ai vertici del programma legislativo nazionale e ha galvanizzato i gruppi attivisti in tutta l'America Latina.

Il voto attanagliò la nazione mentre i campi avversari combattevano per influenzare i senatori indecisi fino alle ultime ore. Mentre i legislatori discutevano il disegno di legge nelle prime ore del giovedì, migliaia di difensori di entrambe le parti aspettavano fuori dal Congresso nel freddo invernale, e la Chiesa Cattolica Romana teneva una "Messa per la vita" nella Cattedrale Metropolitana di Buenos Aires.

I sostenitori del disegno di legge - che avrebbero permesso aborti durante le prime 14 settimane di gravidanza - avevano sperato che l'Argentina avrebbe iniziato un cambiamento radicale nei diritti riproduttivi in ​​una regione prevalentemente cattolica dove il 97% delle donne vive in paesi che vietano l'aborto o lo consentono solo in casi rari. Solo poche settimane fa, gli attivisti per i diritti all'aborto sembravano avere buone possibilità di successo, avversari sbalorditivi e avvincenti difensori dei diritti delle donne nei paesi vicini, ispirati alla battaglia argentina. Ma l'opposizione in Argentina si è indurita quando i leader della Chiesa cattolica hanno parlato con forza contro l'aborto dal pulpito e i senatori delle province conservatrici hanno subito forti pressioni per opporsi al disegno di legge.

Alla fine, trentotto legislatori hanno votato contro il disegno di legge, 31 hanno votato a favore e due si sono astenuti. 

Mentre la sconfitta della proposta è stata considerata una battuta d'arresto importante per gli attivisti che l'hanno sostenuta, gli analisti hanno affermato che l'improbabile ascesa del movimento aveva già iniziato a cambiare la regione in modi che sarebbe stato impossibile solo anni fa.

"I diritti di aborto erano una priorità e sarà profondamente scoraggiante essere arrivati ​​così lontano e fallire", ha detto Benjamin Gedan, esperto dell'Argentina presso il Woodrow Wilson International Centre for Scholars. Ma ha detto che i difensori dei diritti delle donne hanno già raggiunto dei successi.

La campagna argentina è accreditata con un dibattito stimolante su una varietà di questioni femminili - compresa la violenza domestica - in una regione socialmente conservatrice in cui tali argomenti sono stati a lungo tabù.

"Se facciamo una lista delle cose che abbiamo guadagnato e delle cose che abbiamo perso, l'elenco delle cose che abbiamo acquisito è molto più grande", ha detto Edurne Cárdenas, avvocato del Centre for Legal and Social Studies, un gruppo per i diritti umani in Argentina che favorisce l'aborto legalizzato. "Prima o poi, questa sarà la legge."

Nella regione, solo l'Uruguay, Cuba, la Guyana e Città del Messico permettono a qualsiasi donna di avere un aborto a breve termine.

Giovedì, le emozioni in Argentina sono state crude dopo settimane di suspense quando sembrava possibile che il disegno di legge potesse diventare legge. 

Gli avversari hanno espresso sollievo. María Curutchet, un avvocato di 34 anni, sorrideva nonostante avesse passato quasi otto ore al freddo per chiarire i suoi sentimenti. "Non taceremo più e non lasceremo che vincano", ha detto Jimena Del Potro, una designer di 33 anni che ha combattuto contro le lacrime mentre parlava. "L'aborto sarà legale presto. Molto presto." 

"E 'stata una giornata molto emozionante", ha detto. "Siamo stati in grande numero e abbiamo dimostrato che difenderemo le due vite, indipendentemente dal costo".

Per l'Argentina, il dibattito sull'aborto ha tolto il senso di sé del paese.

È il luogo di nascita di Papa Francesco, il leader dei cattolici del mondo, che ha recentemente denunciato l'aborto come l'equivalente del "guanto bianco" del programma eugenetico dell'era nazista.

Ma il paese negli ultimi anni si è allontanato da una stretta relazione tra Chiesa e Stato.

Nel 2010, l'Argentina è diventata il primo paese dell'America Latina a consentire alle coppie gay di sposarsi: una mossa combattuta dalla Chiesa con un vigore simile alla sua battaglia contro l'aborto, organizzando proteste che coinvolgono migliaia di persone. Francesco, allora arcivescovo di Buenos Aires, chiamò quel disegno di legge "un attacco distruttivo al piano di Dio".

La lotta per l'aborto ha diviso la classe politica e costretto i leader a cimentarsi con le loro convinzioni personali e politiche. Il presidente Mauricio Macri, un leader di centro-destra che si oppone all'aborto legalizzato, ha detto ai legislatori alleati di votare la loro coscienza e ha detto che avrebbe firmato la legge se fosse stata approvata dal Congresso. 

Ma il ministro della salute del signor Macri, Adolfo Rubinstein, ha testimoniato al Congresso in favore della legalizzazione e ha stimato che circa 354.000 aborti clandestini vengono effettuati ogni anno nel paese. Le complicazioni derivanti da questi aborti sono la principale causa di morte materna nel paese, secondo Mariana Romero, una ricercatrice del Centro per lo studio dello stato e della società, un'organizzazione senza scopo di lucro.

Il movimento organizzato che ha spinto il conto è iniziato nel 2015 con il brutale omicidio di una ragazza di 14 anni incinta dal suo fidanzato. Sua madre ha affermato che la famiglia del fidanzato non voleva che lei avesse il bambino.

Mentre i dibattiti sulla violenza contro le donne sui social media sono cresciuti in conversazioni più ampie sui diritti delle donne, i giovani parlamentari hanno dato una nuova spinta a un progetto di legge sull'aborto che era stato presentato ripetutamente in passato senza andare da nessuna parte.

A giugno, gli attivisti hanno ottenuto una vittoria inaspettata quando la Camera bassa del Congresso ha approvato in stretta misura un disegno di legge che consente alle donne di interrompere la gravidanza nelle prime 14 settimane. La legge attuale consente l'aborto solo in caso di stupro o quando la vita di una madre è in pericolo.

Mentre la misura ha fallito al Senato, ha fatto alcune incursioni. Tra i senatori che hanno votato a favore è stata Cristina Fernández de Kirchner, che come presidente si era opposta alla legalizzazione dell'aborto. 

"Quelli che mi hanno fatto cambiare idea sono state le migliaia e migliaia di ragazze che sono scese in piazza", ha detto prima del voto all'inizio di giovedì.

Nonostante la perdita, il voto ravvicinato - e il modo in cui è stato osservato da vicino nei paesi limitrofi - era un'indicazione che il terreno sui diritti delle donne si era spostato non solo in Argentina, ma nella regione.

Nel vicino Brasile, attivisti questo mese hanno invitato la Corte Suprema a decidere che le restrizioni di aborto del paese, che sono simili a quelle dell'Argentina, sono incostituzionali.

I difensori in Cile, nel frattempo, hanno lottato per estendere i diritti all'aborto, basandosi sulla legalizzazione parziale dello scorso anno , così come su quelli in El Salvador.

"La società nel suo insieme è andata avanti su questo tema", ha detto Claudia Piñeiro, una scrittrice e attivista per i diritti all'aborto in Argentina.

"La chiesa e lo stato dovrebbero essere separati, ma stiamo arrivando a capire che è lontano dal caso", ha detto la signora Piñeiro quando è diventato più chiaro che la spinta per la legalizzazione avrebbe perso. "Questa sarà la prossima battaglia."

 

 

11 Agosto. Papa Francesco; io ho la fortuna di fare un bel lavoro, faticoso ma divertente.

Il Santo pontefice ha ricevuto ha Roma, i giovani gesuiti che partecipano all'incontro “European Jesuits in formation”e con loro si è intrattenuto ha parlare del difficile lavoro che svolge ogni giorno, non però trascurando il lato divertente (VIDEO)


"La colpa della mancanza di lavoro anche per tanti giovani senza lavoro è una risistemazione dell’economia mondiale, dove l’economia, che è concreta, lascia il posto alla finanza, che è astratta e crudele. E in un immaginario collettivo che non è concreto, ma è liquido o gassoso al centro troviamo il mondo della finanza, mentre al suo posto avrebbero dovuto esserci l’uomo e la donna. Oggi questo è, credo, il grande peccato contro la dignità della persona: spostarla dal suo posto centrale".

Con questa molto profonda ma nello stesso tempo semplice, papa Francesco ha aperto, ieri mattina, l'incontro con i partecipanti all’incontro “European Jesuits in formation”. Rispondendo ad una domanda il Pontefice ha sottolineato che "la finanza assomiglia su scala mondiale alla catena di Sant’Antonio!".

Per papa Francesco questo spostamento della persona dal centro e col mettere al centro una cosa come la finanza, così astratta, si generano vuoti nel lavoro. Il vescovo di Roma ha poi ricordato che suicidi, dipendenze e uscita verso la guerriglia sono le tre opzioni che i giovani hanno oggi, quando non c’è lavoro. Punto fondamentale, "importante capire il problema dei giovani" e poi muoversi per risolverlo. Francesco aggiunge - "il problema infatti ha soluzione, ma bisogna trovare il modo, c’è bisogno della parola profetica, c’è bisogno di inventiva umana, bisogna fare tante cose, sporcarsi le mani…".

Nel suo saluto iniziale il Pontefice ha esortato i confratelli gesuiti a non avere una pastorale uniforme - "insieme a una grande obbedienza al pastore ci vuole una grande libertà, senza libertà non si può essere gesuita. Così l’originalità della Compagnia è proprio questa: unità con grande diversità". E li ha invitati a rileggersi l’allocuzione di Paolo VI alla XXXII Congregazione generale («il discorso più bello che un Papa abbia fatto alla Compagnia») e l’ultimo intervento del preposito generale Pedro Arrupe, il suo “canto del cigno”. Per il papa in questi due testi - "c’è la cornice di quello che oggi la Compagnia deve fare: coraggio, andare alle periferie, agli incroci delle idee, dei problemi, della missione... Il lavoro del Papa non è facile" – ha poi detto sorridendo – "... Forse questa sembra un’eresia, ma abitualmente è divertente".

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Fonte: Avvenire

10 Agosto; dalla fantascienza alla realtà, gli Stati Uniti creeranno una "Military Space Force"

L'amministrazione statunitense ha annunciato la creazione della "Force of Space", una sesta branca delle forze armate voluta dal presidente Donald Trump, che vuole assicurare che gli Stati Uniti "dominino lo spazio".


"È giunto il momento di scrivere il prossimo capitolo nella storia delle nostre forze armate per preparare la prossima battaglia", così il vice presidente degli Stati Uniti Mike Pence in un discorso ai militari al Pentagono. "È arrivato il momento di istituire la Space Force degli Stati Uniti".

Anche il presidente americano Donald Trump si sbilancia con un Tweet "Avanti con la Space Force, fino alla fine! Per difendere l'America, una semplice presenza nello spazio non è sufficiente, dobbiamo dominare lo spazio!"

I preparativi sono in corso per rendere questa nuova forza spaziale, il sesto ramo delle forze armate americane, insieme con l'esercito (US Army), l'Air Force (USAF), Navy (USN ), il Corpo dei Marines e la Guardia Costiera. Il personale militare in tutto il mondo dipende sempre più dagli strumenti di geo-localizzazione per le loro operazioni e la sicurezza satellitare è diventata una questione sempre più importante.

Ricordando il lancio nel 2007, da parte della Cina, di un missile che distrusse un satellite americano - "una dimostrazione altamente provocatoria della crescente capacità della Cina di militarizzare il mondo attraverso lo spazio" aggiunge - "Lo spazio è cambiato radicalmente per una generazione, oggi, altre nazioni stanno cercando di distruggere i nostri sistemi spaziali e sfidano la supremazia americana come mai prima d'ora". Nel suo discorso Pence ricorda anche i progetti russi che si basano sulla progettazione di nuovi laser e missili aviotrasportati per distruggere i satelliti americani - "I nostri avversari hanno già trasformato lo spazio in un campo di battaglia", ha detto.

Decollo di un razzo Atla V dalla base di Vandenberg in California il 5 maggio 2018
 

Lo spazio è attualmente sotto la responsabilità della US Air Force e l'amministrazione Trump ritiene che farne una filiale a sé stante sbloccherà più risorse per questa nuova zona di frontiera.

Ma la creazione di questo nuovo ramo militare non è assicurata perché deve essere prima approvata dal Congresso. Tuttavia, molti funzionari e alti funzionari del Pentagono sono preoccupati per il costo del progetto, in particolare perché comporta la creazione di centinaia di posti amministrativi. I democratici contrari a questa nuova spesa non tardano i loro commenti sui social - "Potremmo forse assicurarci che i nostri concittadini non muoiano per mancanza di assicurazione sanitaria prima di spendere miliardi per militarizzare lo spazio?", ha twittato il senatore democratico Bernie Sanders.

Nessuno ha il coraggio di dire a Donald Trump che è una "cattiva idea", ha twittato il senatore democratico Brian Schatz. "È pericoloso avere un leader che non riesci a convincere a rinunciare a idee folli."

Contrario anche il ministro della difesa USA, che esprime il suo sostegno per la creazione di un nuovo comando militare per lo spazio, senza andare così lontano da sostenere l'idea di un sesto ramo delle forze armate. "Dobbiamo pensare allo spazio come a un'area di sviluppo in via di sviluppo, e certamente un comando militare è una delle cose che puoi creare, ma non nell'immediato".

Il vicepresidente ha affermato che il processo si svolgerà in fasi successive, con l'obiettivo di creare questa sesta forza armata entro il 2020, che vedrà la fine del mandato del presidente Trump, per questo ha chiesto al Congresso di approvare un budget aggiuntivo di $ 8 miliardi nei prossimi cinque anni.

Il primo passo sarà la creazione di un nuovo spazio di comando, sul modello dei comandi geografici esistenti come CENTCOM, il Comando Centrale per il Medio Oriente, l'Africa Command per l'Africa, o come comando strategico (Stratcom) responsabile delle armi nucleari del paese.

Il gruppo elettorale di Donald Trump per le elezioni del 2020 ha preso possesso dell'idea e del progetto, chiedendo ai sostenitori del presidente di scegliere il logo della prossima Space Force e di stamparlo su prodotti promozionali.

  • Pubblicato in Esteri

“Volontari energia per Milano” cinquecento cittadini coinvolti nel progetto che vuole animare la città in modo alternativo

Sedici eventi gestiti attraverso la piattaforma realizzata da Comune e Ciessevi, 3815 ore di attività e 434 ore di formazione


Sono circa cinquecento i volontari che hanno scelto di mettersi a disposizione della città per dare il loro contributo alla realizzazione di eventi cittadini. Si tratta del volontariato civico occasionale che il Comune di Milano, in collaborazione con Ciessevi, ha lanciato lo scorso maggio attraverso la piattaforma “Volontari Energia per Milano” che ha riscosso già un grande successo grazie alla formula vincente della messa a disposizione “una tantum” che immagina il volontariato come un’occasione di coinvolgimento non solo per chi è inserito in un’associazione e lo fa in modo continuativo, ma anche alla portata di chi può investire solo occasionalmente il proprio tempo dedicandosi agli altri.

“Volontari energia per Milano” è dunque un catalogo di eventi dedicato a chi sceglie di utilizzare alcune ore del suo tempo per collaborare alla realizzazione di un evento specifico, seguendo le proprie inclinazioni e scegliendo tra attività che vanno dallo sport alla cultura, dall’ambiente al sociale.

In questi mesi sono stati sedici gli eventi a cui hanno partecipato i circa cinquecento volontari di “Energia per Milano” dopo aver seguito specifici corsi di formazione.

Sul primo gradino del podio delle iniziative più scelte troviamo la tavolata multietnica di Ricetta Milano al Parco Sempione che, lo scorso 23 giugno, ha fatto registrare la partecipazione di oltre 280 persone. Al secondo posto, con 235 volontari, si piazza Open House, il weekend in cui diversi edifici pubblici e privati – 114 siti in tutto durante l’edizione milanese 2018 -, normalmente non accessibili, vengono aperti per le visite. Al terzo posto la Milano Marathon con il coinvolgimento di 78 volontari. Partecipazione positiva anche per la Vertical run, la giornata dedicata lo scorso 27 maggio alla scalata della torre Allianz a cui si sono iscritti 27 volontari, per la Lierac Beauty Run del 9 giugno con 32 volontari, per le visite guidate al Cimitero Monumentale nell’ambito della rassegna Musei a cielo aperto con 20 volontari e per la PolimiRun con 19 volontari.

“La volontà di partecipare alla vita della città – ha commentato l’assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti Pierfrancesco Majorino - è una delle migliori qualità che caratterizzano storicamente i cittadini milanesi e questi risultati lo dimostrano. Lo scopo del Comune con questa iniziativa era creare un link tra domanda – i soggetti che organizzano delle iniziative e hanno bisogno di volontari – e offerta. Anche questa, infatti, è una delle funzioni che gli enti locali devono portare avanti e ci impegneremo a fare di più e meglio in futuro anche per favorire il lavoro di rigenerazione dei quartieri che il Comune sta portando avanti attraverso la direzione Periferie”.

 Iscriversi alla piattaforma è semplice: basta visitare il sito www.comune.milano.it/volontariato, creare un profilo e scegliere, nell’elenco delle offerte, a quale attività partecipare. Il registro degli iscritti verrà utilizzato per proporre ai cittadini che hanno prestato il loro consenso la partecipazione alle altre attività future. Ogni volontario, inoltre, potrà partecipare a un corso di formazione che gli fornirà le informazioni utili sia per l’esperienza del volontariato in generale sia per l’evento specifico al quale si è iscritto. Ciascun partecipante, quindi, è adeguatamente preparato e tutelato con un’assicurazione durante tutto il tempo in cui svolgerà le attività che gli sono state assegnate.  In totale sono state 3815 le ore di volontariato prestate in questi mesi e 434 le ore di formazione che hanno ricevuto gli iscritti. 

“Grazie a questo innovativo programma – osserva Ivan Nissoli, presidente di Ciessevi – molte persone hanno acquisito la consapevolezza del ruolo centrale giocato dal volontariato nel rafforzare i legami di comunità e migliorare la qualità della vita in città. E per rendere il volontariato sempre più immediato e alla portata di tutti occorre agire in modo flessibile per far sì che tutte le persone possano ‘assaggiarlo’ senza sovvertire la propria quotidianità”.

L’associazione Ciessevi (Centro servizi per il volontariato Città metropolitana di Milano) si occuperà di gestire la piattaforma realizzata dal SIAD (Direzione sistemi informativi e agenda digitale del Comune) fino a febbraio 2019. Così, infatti, prevedeva il bando pubblico lanciato nel 2016.

Il Comune è inoltre alla ricerca di volontari per il piano socialità. A questo scopo, per le iscrizioni è a disposizione l’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. I volontari saranno coinvolti nell’organizzazione e nella gestione delle iniziative messe in campo dai custodi sociali. Diverse le occasioni di partecipazione, anche nella settimana di Ferragosto: il 13 agosto, ad esempio, i volontari potranno scegliere di contribuire alla realizzazione di un “cruciverba gigante” in via Spaventa, il 14 agosto alla buona riuscita dell’anguriata in via Ponale, il 16 agosto alla bocciata artistica in via Barrili e il 17 agosto all’organizzazione delle merende pomeridiane in via Celentano, via Cesana e via S. Erlembardo.

Milano si rinnova verso il Green con nuove piste ciclabili e zone pedonali

Da largo D’Ancona alle Colonne di San Lorenzo l’indirizzamento dedicato alle biciclette e suggerito per evitare via Carducci e via De Amicis. In via Caminadella (tratto da via Lanzone e via Novati) ripristinato il senso di marcia originario


 Un nuovo percorso ciclabile è stato messo a punto dal Comune per percorrere sulle due ruote un tratto del centro città, esattamente da Largo D’Ancona fino alle Colonne di San Lorenzo.

L’obiettivo è stato quello di realizzare un tracciato, dedicato alle biciclette, alternativo alle vie Carducci e De Amicis attualmente interessate dai cantieri della nuova metropolitana M4 (Stazioni S.Ambrogio, Manufatto e Stazione De Amicis) che rendono difficoltosa la circolazione e resa necessaria la soppressione temporanea delle ciclabili.

“Con questo percorso – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Marco Granelli – vogliamo offrire maggior sicurezza a chi usa le biciclette per muoversi in città, in particolare garantendo la continuità lungo una direttrice molto importante che attraversa il centro di Milano”.

Questo in dettaglio il nuovo indirizzamento consigliato ai ciclisti: largo D’Ancona, via Buttinone, via Terraggio, piazza S.Ambrogio, via Lanzone, via Caminadella e via Gian Giacomo Mora, per concludersi in corso di Porta Ticinese. Nell’ultimo tratto di via Caminadella viene istituito un percorso ciclabile protetto.

Di conseguenza, è stato ripristinato il senso di marcia originario in via Caminadella, nel tratto compreso tra via Lanzone e via Novati, che sarà quindi percorribile provenendo da via Lanzone.

 

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