updated 1:30 PM UTC, Apr 26, 2018

L'Ue torna a minacciare l'Italia: "Migliori i conti o scatterà la procedura per deficit eccessivo"

Dopo la lettera del 22 novembre scorso dal vicepresidente, Valdis Dombrovskis, e dal commissario agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, la Commissione europea ha ribadito e rilanciato le preoccupazioni di Bruxelles sulla situazione di bilancio italiana. Già nella missiva si sottolineava, tra l'altro, "l'importanza di non fare marcia indietro sulle importanti riforme strutturali, in particolare per quanto riguarda le pensioni, che sono alla base della sostenibilità a lungo termine del debito"


La lettera inviata il 22 novembre da Valdis Dombrovskis e da Pierre Moscovici al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan "riflette in modo fedele ed accurato le conclusioni del dibattito tenuto dal collegio la settimana scorsa, sottolineando le preoccupazioni che riguardano la situazione di bilancio dell'Italia e l'annuncio di una nuova fase nel maggio 2018". Il vicepresidente Valdis Dombrovskis "ha spiegato che, se la situazione non migliorerà, la Commissione potrebbe adottare un rapporto, a norma dell'articolo 126 (3) del Tfeu, in maggio ed aprire una procedura per deficit eccessivo". Lo riporta il verbale della riunione della Commissione Europea tenutasi lo scorso 22 novembre a Bruxelles.

La possibilità di aprire una procedura per deficit eccessivo, implicita, non era esplicitata nella lettera inviata al Tesoro, in cui si sottolineava, tra l'altro,"l'importanza di non fare marcia indietro sulle importanti riforme strutturali, in particolare per quanto riguarda le pensioni, che sono alla base della sostenibilità a lungo termine del debito".

"Italia caso più complesso" - Per la Commissione Europea, l'Italia è "il caso più complesso" tra i cinque Paesi che hanno presentato documenti programmatici di bilancio per il 2018 a rischio di 'non compliance' con il patto di stabilità.

La Commissione ha chiesto all'Italia, all'Austria, al Belgio, al Portogallo e alla Slovenia di prendere "tutte le misure necessarie" ad assicurare che i bilanci 2018 siano in linea con il patto, ha ricordato Dombrovskis ai colleghi.

"Per quanto riguarda l'Italia - si legge - che era il caso più complesso, il commissario agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici e il vicepresidente Dombrovskis hanno preparato una lettera per il ministro delle Finanze, esprimendo le loro preoccupazioni, chiedendo chiarimenti ed annunciando l'intenzione della Commissione, nella primavera del 2018, di rivalutare se il debito italiano sia in linea con il patto di stabilità".

Dombrovskis, riferisce ancora la Commissione, "ha fatto brevemente riferimento al livello del debito pubblico italiano, ad un livello molto elevato dal 2015. La procedura per deficit eccessivo non è stata aperta perché i fattori rilevanti non la giustificavano nel 2016, in particolare in considerazione del fatto che il documento programmatico di bilancio era stato considerato largamente in linea e del fatto che l'Italia aveva beneficiato di tutte le clausole di flessibilità previste dalle regole attuali".

Il documento programmatico di bilancio 2018, ha continuato Dombrovskis, "era a rischio di non-compliance, anche tenendo conto del margine di discrezionalità e della riduzione dello sforzo strutturale richiesto, dallo 0,6% allo 0,3%".

Per questo, ha concluso, "la Commissione ha richiesto all'Italia di adottare tutte le misure necessarie ad assicurare, secondo la propria procedura interna di redazione del bilancio, che il bilancio 2018 sia in linea con il patto di stabilità".

I Paesi islamici uniti contro Trump e Israele: "Dichiariamo Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina"

"Dichiariamo Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina e chiediamo agli altri Paesi di riconoscere lo Stato di Palestina e Gerusalemme Est come sua capitale occupata". E' quanto afferma la dichiarazione finale del vertice dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oci) che si è svolto a Istanbul sulla questione. L'annuncio arriva a pochi giorni dalla decisione del presidente Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele


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"Dobbiamo riconoscere lo Stato di Palestina con i confini del 1967, liberandoci dall'idea che questo sia un ostacolo alla pace", e "Gerusalemme come capitale dello stato occupato di Palestina". È l'appello lanciato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan in apertura del vertice straordinario dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a Istanbul. "Almeno 196 Paesi Onu sono fermamente contrari" alla decisione di Donald Trump, ha aggiunto Erdogan, ribadendo che "Gerusalemme è la nostra linea rossa".

"D'ora in poi" i palestinesi non accetteranno più alcun ruolo di mediazione degli Usa nel processo di pace in Medio Oriente. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen al summit straordinario dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a Istanbul.

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"L'Iran è pronto a cooperare con tutti i Paesi islamici senza alcuna riserva o precondizione per la difesa di Gerusalemme". Così il presidente iraniano, Hassan Rohani, intervenendo al summit. Lanciando un appello alla "unità islamica" contro "il pericolo del regime sionista" di Israele, il leader di Teheran si è detto convinto che "i problemi tra i Paesi islamici possano essere risolti attraverso il dialogo".

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Il vertice Ue si dissocerà dalla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e ribadirà la posizione già espressa lunedì a Benjamin Netanyahu: l'Unione è per una soluzione a due Stati e contro qualsiasi decisione che possa compromettere il raggiungimento di questo obiettivo. E' quanto si è appreso alla vigilia del summit europeo. I leader Ue, salvo colpi di scena, adotteranno una dichiarazione attualmente in corso di definizione.

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La Russia non condivide le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che oggi ha definito Israele "uno Stato terrorista" e ha invitato a riconoscere "Gerusalemme come capitale dello stato occupato di Palestina": lo ha precisato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. "Siamo al corrente della posizione del leader turco e non corrisponde alla nostra", ha affermato Peskov, aggiungendo che "la posizione della Russia su Gerusalemme e sulla soluzione della questione mediorientale è ben nota".

Nella dichiarazione finale del vertice straordinario di Istanbul, l'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) ha riconosciuto "Gerusalemme est come capitale dello stato di Palestina occupato", invitando tutti i Paesi del mondo a fare altrettanto. Lo riporta Anadolu.

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Il guardiano delle Chiavi del Santo Sepolcro a Gerusalemme, Adib Joudeh al-Husseini, non incontrerà il vicepresidente Usa Mike Pence quando arriverà in visita, la prossima settimana, in città. "Non riceverò Pence - ha detto, citato dalla Wafa - come espressione del mio assoluto rifiuto della decisione del presidente Trump su Gerusalemme". Husseini ha fatto appello anche al Patriarca greco ortodosso Teofilo III e al Custode di Terra Santa Francesco Patton "a boicottare la visita di Pence".

I palestinesi hanno il diritto di fare di di Gerusalemme est la loro capitale, ha affermato il re saudita Salman bin Abddul Aziz al Saud. "Il regno saudita ha esortato a trovare una soluzione politica per risolvere le crisi regionali, in primo luogo la questione palestinese e il ripristino dei legittimi diritti del popolo palestinese, tra cui il diritto di stabilire il loro Stato indipendente con Gerusalemme come capitale", ha detto il re parlando al Consiglio consultivo saudita, come riferisce il quotidiano Gulf News di Dubai. (Fonte: Ansa)

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Movimento 5 Stelle, Di Battista si congeda dal Parlamento e attacca tutti: da Renzi a Gentiloni, da Napolitano a Salvini. E battibecca con la Boldrini

Il vulcanico "portavoce" grillino ha tenuto quello che dovrebbe essere il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Lo ha fatto a modo suo senza risparmiare nessuno. Agli avversari che lo deridevano ha replicato: "Vorrei ricordare che anche per molti di voi saranno gli ultimi giorni. E non per decisioni personali, ma per scelta del popolo italiano" - (VIDEO)


Alessandro Di Battista, popolarissimo esponente del Movimento 5 Stelle ha tenuto quello che, con ogni probabilità sarà il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Un discorso quello di "Dibba" tutto all'attacco. Eccone alcuni passaggi.

Il commiato al veleno: "Questo molto probabilmente sarà il mio ultimo discorso in Parlamento per questa legislatura. Vorrei ricordare che anche per molti di voi si tratta degli ultimi giorni in Parlamento: non per decisioni personali ma per un'unica decisione del popolo italiano, che non vi voterà più".

L'attacco alla classe politica: "Avete fallito in questi 5 anni. Avete provato a ostacolare un cambiamento: quello che voi definite ‘populismo’ ma che in realtà è solo voglia di cambiare le cose. Siamo passati dall'arroganza di Renzi all'irrilevanza di Gentiloni, ma non ce l’avete fatta nemmeno in questo caso, perché il Movimento 5 Stelle è più forte oggi del 2013".

Il Pd e Alfano: "Avete provato a fare una legge elettorale contro il M5S, l'unica forza politica che non fa le alleanze. Salvo vedere poi che siete voi a non riuscire a fare un’alleanza. Nessuno vuole andare più col Partito democratico, è incredibile: pure Alfano ha mollato il Pd. E' umiliante essere rifiutati da Alfano…".

Contro Salvini: "Si scaglia contro la legge Fornero e poi va a braccetto con Berlusconi e Meloni, che quella legge l’hanno votata. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a crescere: siamo la prima forza politica del Paese e se il popolo italiano lo vorrà riusciremo finalmente a prendere le redini del governo".

Ema, fregatura europea a Milano. Salvini si scatena in diretta contro l'Ue: "Tirano la monetina... Se governiamo noi sapete dove gliela mettiamo?"

Il leader leghista commenta a modo suo su Facebook il sorteggio per l'assegnazione della sede dell'Agenzia Europea del Farmaco che ha visto sconfitto il capoluogo lombardo a beneficio di Amsterdam - (VIDEO)


Video in diretta del segretario leghista Matteo Salvini dopo la mancata assegnazione a Milano, a seguito di un sorteggio, della sede Ema, andata invece ad Amsterdam. "Pazzesco", ha poi scritto Salvini su Facebook, "L'Agenzia Europea del Farmaco, 3.000 posti di lavoro e un indotto economico di 1,7 miliardi di euro, è stata assegnata ad Amsterdam e non a Milano per SORTEGGIO. Una scelta così importante... fatta col sorteggio!?!?". Il leader della Lega lancia altri strali contro Bruxelles: "Ennesima dimostrazione che QUESTA EUROPA è una fregatura. Ci riempiono di vincoli, di pesticidi e di immigrati, e ci fregano migliaia di posti di lavoro con le buste chiuse come ai quiz. Quando andiamo al governo, ridiscutiamo i 17 MILIARDI di euro che l’Italia regala ogni anno all'Europa. Gli mandiamo una monetina".

Ema, Milano beffata dal sorteggio. La delusione di Maroni e Sala: "Assurdo essere esclusi così. Eravamo prontissimi". Ed è polemica sull'Ue: "Non sa decidere"

L'Agenzia Europea del Farmaco andrà ad Amsterdam. Così ha stabilito in ultima istanza un metodo di assegnazione decisamente poco "scientifico". Il disappunto ma anche la rivendicazione di aver fatto tutto il possibile da parte delle istituzioni milanesi e lombarde, per una volta concordi. Le interviste al governatore della Regione, al suo assessore al Welfare e al sindaco della città - (VIDEO)


 

L'Agenzia europea del farmaco non arriva a Milano. E il sorteggio beffa di Bruxelles provoca una delusione bipartisan, espressa sia dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sia dal sindaco Giuseppe Sala. Che non hanno mosso rimproveri alla candidatura italiana, contrassegnata da una sintonia istituzionale a tutti i livelli: "Abbiamo fatto tutto il possibile, eravamo prontissimi", hanno detto durante una conferenza stampa al Pirellone, il palazzo che era candidato a ospitare la sede dell'Ema. Se un pesante rilievo hanno voluto muovere, entrambi lo hanno fatto sul metodo con cui è stato deciso il ballottaggio fra Milano e Amsterdam: il sorteggio appunto. Per Sala, "è veramente un po' assurdo essere esclusi perché si pesca da un bussolotto: tutto regolare ma non normale". Un metodo "triste" anche per il leghista Maroni, che con il sindaco di centrosinistra ha condiviso un dubbio: che il pareggio alla terza votazione sia frutto di alchimie politiche. "E' il paradigma di un'Europa - ha attaccato il governatore lombardo - che non sa decidere, bisogna che se ne ripensi la governance". 

Salvini freddo con Berlusconi: "Premier chi prende più voti? Non ho bisogno del suo permesso". E sul Milan: "Sono profondamente depresso"

"Non ho bisogno del suo permesso per chiedere il voto ai cittadini italiani per cambiare questo Paese. Ho letto che ha già fatto tutto: programma, squadra di Governo con ministri e viceministri. Se avremo tempo e modo ci incontreremo altrimenti più avanti". Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, a margine dell'inaugurazione dell'Esposizione Internazionale sull'ospitalità a Rho Fiera Milano, replica così, in modo anche un po' brusco, alle parole di del leader di Forza Italia che nei giorni scorsi, insieme al governatore lombardo Maroni, aveva parlato di piena sintonia col Carroccio anche su programma e possibile governo futuro - (VIDEO)

Ue, Juncker insulta gli Stati membri: "Stupito dall'ignoranza dei leader nazionali". E vuole togliere l'unanimità sulla politica estera comune

Affondo del presidente della Commissione contro le cancellerie dei Paesi europee che non sono d'accordo con lui. E sull'euro e Schengen dice...


Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, a otto giorni dal discorso sullo Stato dell'Unione, replica alle reazioni arrivate dalle capitali ad alcune delle sue proposte, come quella di decidere a maggioranza qualificata in materia di politica estera, rinfacciando ad alcuni capi di Stato e di governo la loro "ignoranza"in materia dei trattati Ue. "Le nuove ambizioni nella politica di difesa - ha detto Juncker, durante la plenaria del Comitato Economico e Sociale Europeo a Bruxelles - non hanno alcun senso se noi siamo bloccati dall'unanimità a livello di Consiglio dei ministri sulla politica estera". 

"Sono molto sorpreso, devo dire - ha continuato - di vedere che in molti Paesi, e anche a livello di capi di Stato e di governo, ci si sia stupiti: ricordare le disposizioni del trattato e destare sorpresa ricordandole, dimostra la condizione di ignoranza di molti di coloro che pretendono di poter dirigere in ogni circostanza l'Europa". 

"Lo stesso vale per l'euro - ha proseguito Juncker - non ho proposto, mercoledì scorso davanti al Parlamento, di fare degli Stati membri non euro degli Stati membri dell'Eurozona".

"Ho semplicemente ricordato - ha detto ancora Juncker - quello che prevede il Trattato, cioè che tutti gli Stati, salvo la Danimarca e la Gran Bretagna, che lascerà l'Unione, che rispondono ai criteri hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di divenire membri dell'Eurozona". 

"La mia intenzione - ha continuato - non è di forzare la marcia dei Paesi non euro verso il paradiso monetario, che non esiste, ma di dire che, se volete, vi aiuteremo a concretizzare la volontà di entrare, ragione per la quale ho proposto degli strumenti di preadesione". 

"Lo stesso - ha concluso il presidente della Commissione - vale per Schengen: perché rifiutare ai nostri amici bulgari e romeni l'ingresso nell'area Schengen, dal momento che dal 2013 rispettano tutti i criteri? Si tratta delle disposizioni del trattato, senza forzare la mano a nessuno".

(Fonte: Adnkronos)

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