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updated 5:24 PM CET, Nov 17, 2017

Trasporti in Lombardia, Sorte: "La Brebemi era un pugile ammanettato. Grazie al collegamento con la A4 può finalmente esprimere le sue potenzialità"

L'assessore alle Infrastrutture e Mobilità della giunta Maroni all'inaugurazione dell'interconnessione tra la A25 e la Milano-Venezia: "Opere come questa sono un volano per l'economia. Creano benessere, decine di imprese si sono già insediate e altre lo faranno a breve con la conseguenza che porteranno nuovi posti di lavoro. Siamo dunque convinti di aver fatto qualcosa di positivo per i nostri cittadini". Guarda l'intervista - (VIDEO)


"Oggi non siamo qui solo a inaugurare l'interconnessione della Brebemi con l'A4, ma siamo qui anzitutto a dare un segnale forte". L'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilita', Alessandro Sorte, ha sintetizzato cosi' l'importanza della cerimonia odierna. Una data "storica" perche', proprio da oggi, Brebemi entra ufficialmente a far parte del sistema autostradale che collega est e ovest; Milano, Bergamo e Brescia con il cuore dell'Europa.

UN PUGILE AMMANETTATO - Ha usato una metafora Sorte per descrivere cosa e' stata Brebemi fino ad oggi: "un pugile ammanettato sul ring cui e' stato chiesto di vincere un match". "Giorno dopo giorno - ha continuato l'assessore - abbiamo iniziato a sciogliere le catene della manette e oggi possiamo festeggiare questo risultato".

DA OGGI LICENZA DI GIUDICARE BREBEMI - Da oggi, dunque, secondo Sorte c'e' "la licenza di dare un giudizio sulla Brebemi. Da oggi perche' finalmente puo' esprimere appieno tutte le sue potenzialita'".

OPERA VOLA'NO PER ECONOMIA - L'assessore ha quindi proseguito in suo intervento, non solo ringraziando tutti coloro che hanno permesso di raggiungere questo risultato, ma anche sottolineando come "costruire oggi possa ancora essere considerato un valore". "Opere come questa - ha aggiunto - sono gia' un vola'no per l'economia. Gia' oggi creano benessere, decine di imprese si sono gia' insediate e altre lo faranno a breve con la conseguenza che porteranno nuovi posti di lavoro. Siamo dunque convinti di aver fatto qualcosa di positivo per i nostri cittadini".

L'INTERCONNESSIONE CON A4: LA SCHEDA

Il nuovo tracciato, realizzato in tempi record e inaugurato con 3 mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma di progetto, ha una lunghezza di circa 5,6 km e partendo dall'intersezione tra la A35 e la S.P.19, collega direttamente le autostrade A35 Brebemi e A4. Grazie a quest'opera, si completa il progetto originario, inserendo pienamente la A35 nel sistema autostradale nazionale ed internazionale. Ora Brebemi potra' essere facilmente utilizzata da tutti gli utenti come autostrada direttissima Brescia-Milano, agevolando il traffico proveniente da Est e da Ovest sull'asse Venezia-Verona-Brennero-Genova-Torino.

I NUMERI - In questi primi tre anni di vita, malgrado la mancanza del collegamento diretto con il sistema autostradale nazionale verso Brescia, la A35 Brebemi e' comunque costantemente cresciuta in termini di transiti, ad oggi aumentati del 163% rispetto a quelli registrati nel primo semestre dell'apertura nel 2014. Ha liberato dal traffico i Comuni dell'area interessata dall'infrastruttura (il traffico pesante sulla A35 e' circa il 30% del totale) riducendo i tempi di percorrenza e le emissioni di CO2 e ha valorizzato il territorio dal punto di vista turistico, culturale, eno-gastronomico e soprattutto economico. Prova di questa crescita sono anche i diversi operatori nazionali ed internazionali che hanno gia' scelto l'area attraversata da Brebemi per investire in poli logistici e imprese e, agli iniziali lusinghieri risultati gia' consolidati, nei prossimi anni seguiranno nuovi grandi e positivi piani di sviluppo.

AVVICINA EST A OVEST - Le testimonianze dirette di molti automobilisti, camionisti e motociclisti che affermano "Brebemi mi ha cambiato la vita" confermano il grande risultato di questa opera che anche all'estero ha ricevuto tre importanti premi come miglior "project financing" infrastrutturale e che da oggi avvicina sensibilmente l'Est e l'Ovest, contribuendo in modo concreto alla crescita di quest'area, di questa Regione e del Paese.

Lombardia, Delrio all'inaugurazione del collegamento Brebemi-A4: "Se si semina bene si raccoglie bene. Al Paese diciamo che ci sono potenzialità di sviluppo"

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha partecipato all’inaugurazione dell’interconnessione diretta tra A35 Brebemi e A4 nell'area di Brescia, presso la nuova barriera autostradale di Castegnato (Bs). Guarda l'intervista - (VIDEO)


"E' un'opera molto importante che dà piena funzionalità alla Brebemi, e che permette spostamenti più rapidi ed una logistica più semplice" ha detto il ministro Delrio. "E' un'opera - ha aggiunto - che seppur non enorme è utilissima e darà una grande funzionalità al sistema autostradale italiano che stiamo potenziando, privilegiando le gare, le tariffe sotto controllo e gli investimenti. Le istituzioni hanno la responsabilità di fare una buona pianificazione strategica, che vuol dire individuare le opere: non è importante che siano grandi o piccole, ma che siano realmente utili al territorio, allo sviluppo della logistica, delle imprese e alla vita delle comunità.

“Abbiamo selezionato 100 opere per 100 mld e ne abbiamo finanziate 92: stiamo dicendo al Paese che  nei prossimi anni ci sarà una potenzialità di sviluppo, di accordi e di infrastrutture utili, che sono state selezionate. La Brebemi insegna che, se si semina bene si raccoglie bene avendo però ogni giorno la pazienza di fare in modo di superare le difficoltà. Allo Stato non è consentito fare regali ma prevedere un giusto riconoscimento al fatto che le situazioni cambiano e che bisogna adeguarsi e concedere anche un minimo di flessibilità.  Del resto anche l’UE mette in campo una parola che è “discrezionalità” della PA, per dire che una PA intelligente sa essere capace di capire come concludere le cose e renderle utili per il territorio”, ha detto ancora il Ministro.

Insieme al Ministro erano presenti il Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, il Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, il Presidente AISCAT, Fabrizio Palenzona e il Presidente Brebemi SpA, Francesco Bettoni.

Il nuovo tracciato, inaugurato con 3 mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma di progetto, ha una lunghezza di circa 5,6 km e partendo dall’intersezione tra la A35 e la S.P.19, collega direttamente le autostrade A35 Brebemi e A4. Grazie a quest’opera, si completa finalmente il progetto originario, inserendo pienamente la A35 nel sistema autostradale nazionale ed internazionale. Ora Brebemi potrà essere facilmente utilizzata da tutti gli utenti come autostrada direttissima Brescia-Milano, agevolando il traffico proveniente da Est e da Ovest sull’asse Venezia-Verona-Brennero-Genova-Torino.

In questi primi tre anni di vita, malgrado la mancanza del collegamento diretto con il sistema autostradale nazionale verso Brescia, la A35 Brebemi è cresciuta in termini di transiti, ad oggi aumentati del 163% rispetto a quelli registrati nel primo semestre dell’apertura nel 2014. Ha liberato dal traffico i Comuni dell’area interessata dall’infrastruttura (il traffico pesante sulla A35 è circa il 30% del totale) riducendo i tempi di percorrenza e le emissioni di CO2 e ha valorizzato il territorio dal punto di vista turistico, culturale, eno-gastronomico e soprattutto economico.

Tornano gli aumenti di benzina e diesel. Quanto ci costerà andare in macchina

Crescono le quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo e dopo 11 giorni di stabilità arrivano i rialzi: ecco i prezzi alla pompa dei principali gestori


Si rompe la tregua sulla rete carburanti italiana. Con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo in decisa accelerazione, infatti, dopo 11 giorni consecutivi di calma assoluta arrivano i rialzi. In particolare, a muoversi sono oggi TotalErg (+0,5 su benzina e diesel), Q8 (+1 cent sui due prodotti) ed Esso (+1 cent per entrambi i carburanti).

Sul territorio, di conseguenza, prezzi praticati subito con tendenza alla crescita in attesa di osservare le prossime mosse delle compagnie. Nel dettaglio, in base all'elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all'Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,523 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,516 a 1,546 euro/litro (no-logo 1,498). Il prezzo medio praticato del diesel è pari a 1,381 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,376 a 1,400 euro/litro (no-logo a 1,354).

Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è di 1,652 euro/litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,621 a 1,741 euro/litro (no-logo a 1,528), mentre per il diesel la media è a 1,513 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie da 1,484 a 1,612 euro/litro (no-logo a 1,384). Il Gpl, infine, va da 0,649 a 0,658 euro/litro (no-logo a 0,627).

(Fonte: Adnkronos)

Milano, la guerra "senza sosta" del Comune contro le auto: ecco la stangata per le strisce blu

Da oggi partono i rincari che porteranno anche al raddoppio dei costi per i parcheggi su strada. Si inizia dal centro dove il costo del posteggio schizza da 2 a 3 euro per le prime due ore e 4.5 euro per le ore successive. Aumenta anche la sosta notturna che passa da 2 a 3 euro. Le nuove tariffe applicate prima in alcune vie che si trovano all'interno della Cerchia dei Bastioni saranno poi essere estese in tutta la città entro l'estate - (LEGGI TUTTO)


Come annunciato nei mesi scorsi saranno attive da mercoledì 3 maggio le nuove tariffe della sosta negli stalli contrassegnati dalle strisce blu a partire da alcune località all'interno della Cerchia dei Bastioni.

Il provvedimento era stato varato per contenere la congestione del traffico nell’area urbana e contrastare l’innalzamento delle polveri sottili prodotte dall’uso dei veicoli privati, per favorire un migliore utilizzo degli stalli tenendo conto del valore del suolo pubblico e della necessità di renderlo più disponibile a tutti i cittadini e non solo all’ingombro dei veicoli privati che invece possono fruire dei parcheggi disponibili nelle strutture. Quindi più spazio per i mezzi collettivi, sharing mobility, veicoli elettrici e a due ruote e più rastrelliere per le biciclette.

Si ricorda che sono esentati dal pagamento della sosta in strada i residenti che possono parcheggiare gratuitamente negli spazi regolamentati.

Queste le strade interessate alla variazione da domani: corso di Porta Romana, corso Europa, corso Italia, corso Magenta, corso Venezia, largo Augusto, largo Victor de Sabata, largo Maria Callas, largo Francesco Richini,  piazza Castello, piazza Tommaso Edison, piazza Mentana, piazza Salvatore Quasimodo, piazza S. Stefano, piazza Santi Pietro e Lino, piazza Velasca, piazzale Luigi Cadorna, piazzetta Umberto Giordano, via Alberico Albricci, via Flavio Baracchini, via Bocchetto, via Brisa, via Caminadella, via Cesare Correnti, via dei Giardini, via della Posta, via delle Ore, via Durini,  via Fatebenefratelli, via Foro Buonaparte, via Luigi Illica, via Giovanni Lanza, via Larga, via Alessandro Manzoni, via Giuseppe Mengoni, via Mercato, via Molino delle Armi, via Monte di Pietà, via Gaetano Negri, via Pietro Paleocapa, via Paolo da Cannobio, via Francesco Pecorari, via Pontaccio, via Porlezza, via Romagnosi, via S. Clemente, via S. Maria Valle, via S. Sofia, via S. Tecla, via S. Vito, via Tivoli, via Giuseppe Verdi, via Pietro Verri, via Verziere, via Fernanda Wittgens.

Nei prossimi giorni, progressivamente, saranno cambiati i cartelli della sosta di tutte le strade interne alla Cerchia dei Bastioni e successivamente anche quelli delle vie esterne fino al completamento di tutta la città. Contestualmente alle nuove indicazioni saranno attivate le nuove tariffe fino al completamento entro l'estate degli 83mila stalli contrassegnati dalle strisce blu.

All’interno della Cerchia dei Bastioni la tariffa passa da 2 euro/ora per le prime 2 ore e 3 euro nelle successive, a 3 euro/ora le prime 2 ore e 4,50 euro per le ore successive nelle ore diurne dalle 8,00 alle 19,00, tutti i giorni.  Per le ore notturne, dalle 19.00 alle 24.00: da 2 euro/ora le prime 2 ore e poi gratis a 3 euro/ora nelle prime 2 ore e poi gratis. Per quanto riguarda la sosta singola, la revisione va nella direzione di disincentivare la lunga permanenza.

Vengono sempre favoriti gli abbonamenti, in particolare l’incremento è pari a zero per l’abbonamento integrato sosta/Atm e per l’abbonamento agevolato per chi svolge servizi di pubblica utilità nella cerchia dei Bastioni.

Nella cerchia dei Bastioni, per quanto riguarda l’abbonamento agevolato mattutino (dalle 8.00 alle 15.00) si passa da 70 a 80 euro al mese e da 700 a 800 euro all’anno; l’abbonamento agevolato serale (14.00-24.00) passa da 70 a 80 euro/mese e da 700 a 800 euro/anno. L’abbonamento per l’intera giornata passa da 120 a 140 euro al mese e da 1.200 a 1.400 all’anno.

Milano capitale delle multe: nel 2016 il Comune ha incassato 157 milioni, in media 117 euro per ogni abitante. E col nuovo anno ecco i nuovi autovelox...

Lo studio di "Quattroruote" rivela il poco invidiabile primato italiano della metropoli lombarda. Torino seconda per distacco (47,1 milioni in contravvenzioni), terza Firenze (34,6), Roma, evidentemente molto più disciplinata, solo quinta, ma con un dato da aggiornare. A fronte di un calo degli incassi derivanti dalle contravvenzioni rispetto al 2015 (-21%), la giunta di Beppe Sala ha provveduto a piazzare nuovi temibili rilevatori di velocità. E i milanesi "pagheranno caro, pagheranno tutto"


Divieti di sosta, eccessi di velocità e molto altro. Di verbale in verbale, Milano si conferma capitale italiana delle multe. Anche nel 2016, infatti, Palazzo Marino mantiene il primato delle sanzioni con un incasso di 157 milioni di euro. Al secondo posto c’è Torino (47,1 milioni), seguita da Firenze (34,6 milioni). È quanto emerge da un’elaborazione realizzata da Quattroruote realizzata su dati del Sistema informativo degli enti pubblici e pubblicata sul numero di marzo, in edicola dal 25 febbraio.  

Milano, rispetto al 2015, registra comunque un calo del 21,6 per cento, e “forse è proprio per questo motivo che la giunta guidata da Giuseppe Sala ha deciso un’altra infornata di autovelox fissi in città”, commenta il mensile sul proprio sito internet (clicca qui). Roma è solo quinta in Italia con 31,4 milioni incassati e un calo rispetto all’anno precedente del 78 per cento. In realtà, il dato della Capitale è provvisorio. “I dati definitivi dell’anno 2016, per cui sono in corso di completamento gli atti, si attesteranno sulla media dello scorso anno o in misura leggermente superiore, e saranno disponibili dopo l’approvazione del rendiconto (entro il mese di aprile 2017)”, ha spiegato il Comune di Roma a Quattroruote. Milano primeggia anche nella classifica delle multe pro capite. “Prendendo a riferimento la popolazione residente nelle rispettive città l’1 gennaio 2016”, spiega Quattroruote, “i milanesi hanno versato nelle casse di Palazzo Marino, l’anno scorso, quasi 117 euro a testa. Seguono Padova (92,30), Parma (90,78), Firenze (90,30) e Bologna (89,08)”. (Da Tgcom24)

Parcheggi e "strisce blu", se il Comune ha torto: ecco quando la multa è nulla

L'amministrazione comunale non può ampliare il numero delle strisce blu a proprio piacimento, solo per far cassa. Lo chiarisce la sentenza 11 gennaio - 10 febbraio 2017, n. 95 emessa dalla seconda sezione del Tar Liguria.

Per aumentare i parcheggi a pagamento, spiega la sentenza, occorrono ragioni ben precise, ponderate sulla base di particolari esigenze urbanistiche o di traffico (come ad esempio la viabilità nei centri storici).

Se invece tale motivazione non sussiste e la decisione del Comune è dettata dalla mera volontà di rimpinguare le casse cittadine, allora l'ordinanza è da considerarsi illegittima e, conseguentemente, anche la sanzione amministrativa comminata a chi ha parcheggiato sulle strisce blu.

Nel testo della sentenza si legge inoltre che, nonostante fosse stata commissionata all'Università degli Studi di Genova un'analisi dei flussi di traffico con l'obiettivo di pianificare al meglio l'uso e la destinazione degli spazi pubblici per la viabilità, il Comune aveva optato per un aumento dei parcheggi a pagamento senza aspettare l'esito dello studio

(Fonte: Adnkronos)


 

Brutte notizie per i Comuni che piazzano continuamente strisce blu con il solo obbiettivo di fare cassa, tra tagliandi di parcheggio e multe: a ‘intimare l’alt’ a questa brutta abitudine di tante giunte di città italiane è stata la seconda sezione del Tar della Liguria con la sentenza numero 95 dell’11 gennaio – 10 febbraio 2017.

La sentenza sottolinea infatti che servono ragioni ben specifiche per aumentare il numero dei parcheggi a pagamento, ragioni che devono essere dettate da chiare esigenze, urbanistiche o di traffico – come può capitare per i centri storici – ed essere dunque ben documentate.

Qualora invece tale motivazione non sussista, è evidente che la decisione del Comune sia legata unicamente all’obbiettivo di incassare più denaro possibile ai danni della cittadinanza. In questi casi, allora, l’ordinanza che stabilisce il parcheggio a pagamento è illegittima e di conseguenza lo è anche la multa basata sull’ordinanza stessa. Detto altrimenti: se avete preso la multa su strisce blu che non avevano reali motivi di esistere, potete farvela annullare.

A dimostrazione di come spesso i Comuni adottino strategie meramente speculative nello stabilire ove piazzare i parcheggi a pagamento, il Tar ligure ha riportato proprio il caso di Genova. Qui, il Comune aveva commissionato all’Università degli studi del capoluogo ligure un’analisi dei flussi di traffico con l’obbiettivo di pianificare nel modo migliore possibile l’uso e la destinazione degli spazi pubblici per la viabilità e quindi anche dove localizzare eventuali parcheggi a pagamento.

Tuttavia, ancor prima che l’Ateneo fornisse il risultato dello studio, il Comune aveva deciso di aumentare i parcheggi a pagamento, decisione che il Tar ha quindi sostanzialmente bocciato ritenendola non adeguatamente motivata e quindi illegittima. E chi ha parcheggiato in queste zone con strisce blu ed è stato multato, può quindi farsi annullare la sanzione amministrativa.

 

Leggi il testo della sentenza:


 

 

 

TAR Liguria, sez. II, sentenza 11 gennaio – 10 febbraio 2017, n. 95
Presidente Papilella – Estensore Morbelli

 

Fatto

Con ricorso notificato il 23 marzo 2016 al Comune di Recco e depositato il successivo 30 marzo 2016 i ricorrenti in epigrafe residenti e commercianti del Comune di Recco nonché il comitato “Comitato Volontariato per la Tutela dei Cittadini di Recco”, hanno impugnato, chiedendone l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, i provvedimenti in epigrafe.
In particolare i ricorrenti lamentano che con i provvedimenti impugnati l’amministrazione comunale abbia aumentato in maniera eccessiva il numero dei parcheggi a pagamento.
Avverso i provvedimenti impugnati i ricorrenti hanno dedotto i seguenti motivi:
violazione degli artt. 5, 6 e 7 codice della strada e dell’art. 3 l. 241/90, difetto di motivazione di istruttoria, sviamento in quanto gli atti impugnati non motivano in alcun modo la sussistenza dell’interesse pubblico che giustificherebbe l’aumento del numero dei parcheggi a pagamento, non solo il Comune si sarebbe risolto ad aumentare il numero dei parcheggi in seguito all’indizione di una gara per la gestione di un numero di parcheggi superiore a quello esistente e nonostante nelle more avesse commissionato all’Università degli studi di Genova l’analisi del traffico cittadino e del conseguente fabbisogno di parcheggi;
violazione dell’art. 7 del codice della strada, difetto di presupposto, in quanto il Comune non avrebbe individuato nella zona oggetto dell’istituzione dei nuovi parcheggi un numero sufficiente di parcheggi liberi;
violazione dell’art. 7 del codice della strada in quanto gli atti impugnati non contengono il vincolo di destinazione dei proventi dei parcheggi a pagamento al miglioramento dei parcheggi esistenti e della viabilità;
violazione dell’art. 7 del codice della strada in relazione ai principi costituzionali della libertà di circolazione e dei principi generali sulla destinazione dei beni demaniali, in quanto, non essendo la misura dell’istituzione di nuovi parcheggi a pagamento finalizzata al soddisfacimento di interessi pubblici si risolve in una illegittima limitazione della fruizione dei beni demaniali.
I ricorrenti concludevano per l’accoglimento del ricorso e l’annullamento, previa sospensiva, del provvedimento impugnato con vittoria delle spese di giudizio.
Si costituiva in giudizio l’amministrazione intimata.
All’udienza pubblica dell’11 gennaio 2017 il ricorso è passato in decisione.

 

Diritto

Il ricorso è rivolto avverso i provvedimenti che hanno ampliato in maniera significativa il numero dei parcheggi a pagamento nel Comune di Recco (112 su un totale di 258 per un incremento del 44%).
Deve essere respinta l’eccezione di inammissibilità del ricorso sollevata dalla difesa del Comune.
Il “Comitato Volontariato per la Tutela dei Cittadini di Recco”, appare privo dei requisiti individuati dalla giurisprudenza per la azionabilità degli interessi diffusi. Deve, infatti, osservarsi che, per giurisprudenza consolidata, ai fini del riconoscimento giurisdizionale della legittimazione ad impugnare atti amministrativi, occorre che il comitato spontaneo di cittadini sia munito di un adeguato grado di rappresentatività, di un collegamento stabile con il territorio di riferimento, e di un’azione dotata di apprezzabile consistenza, anche tenuto conto del numero e della qualità degli associati. Inoltre, occorre che l’attività del comitato si sia protratta nel tempo e che, quindi, il comitato non nasca in funzione dell’impugnativa di singoli atti e provvedimenti (in tal seno, T.A.R. Toscana, sez. II, 25 agosto 2010, n. 4892). Del resto, anche con riferimento alle associazioni che si fanno portatrici di interessi diffusi, la giurisprudenza ne ammette la legittimazione ad agire dinanzi al giudice amministrativo per l’impugnazione di atti ritenuti lesivi dei predetti interessi a condizione che esse posseggano i seguenti requisiti: a) perseguano statutariamente in modo non occasionale obiettivi di protezione degli interessi dedotti nel giudizio; b) abbiano un adeguato grado di rappresentatività e stabilità; c) abbiano un’area di afferenza ricollegabile alla zona in cui è situato il bene a fruizione collettiva che si assume leso. Ciò in quanto lo scopo associativo non è di per sé sufficiente a rendere differenziato un interesse diffuso o adespota facente capo ad un parte più o meno ampia della popolazione. (in tal senso, Consiglio di Stato sez. V, 14 giugno 2007 n. 3192; T.A.R. Lombardia, Milano, sez. III, 9 luglio 2012, n. 1914).
Se il Comitato è privo di legittimazione processale la circostanza che gli altri ricorrenti siano cittadini e commercianti di un Comune di ridotte dimensioni rende indubitabile la loro legittimazione.
Il ricorso è fondato avuto riguardo al difetto di motivazione dedotte con il primo motivo.
Deve premettersi che, ai sensi dell’art. 7 codice della strada, i provvedimenti per la regolamentazione della circolazione sono emessi con ordinanze motivate. L’ampia discrezionalità di cui gode l’amministrazione in subiecta materia, pertanto, non impedisce il sindacato del giudice amministrativo ricorrendone i relativi presupposti.
Nella specie una serie di elementi evidenziano come il difetto di motivazione non si risolva esclusivamente in un dato formale ma attinga il profilo sostanziale della vicenda per cui è causa.
In particolare la deliberazione di Giunta comunale 12 gennaio 2016 n. 3 non contiene alcuna motivazione della scelta di aumentare il numero dei parcheggi a pagamento. Né la motivazione può rinvenirsi nel passo della delibera in cui si fa riferimento all’argomento di Giunta 1 dicembre 2015: “richiamate le considerazioni di cui all’argomento di Giunta n. 599 discusso il 1.12.2015 e legate ad incentivare in ogni modo una zona commerciale che risulta parzialmente decentrata, preservando altresì le esigenze dei residenti di tale zona” (doc n. 3 prod. ricorrenti 30 marzo 2016).
Da un primo punto di vista non si comprende come tale accenno possa avere giustificato un aumento considerevole del numero dei parcheggi a pagamento, aumento che neppure è menzionato.
Da altro punto di vista la difesa dei ricorrenti ha chiarito come le esigenze menzionate sopra sono riferite allo spostamento del parcheggio a pagamento da via XXV Aprile a Via Marconi ma non fanno riferimento al numero di parcheggi.
All’assenza di motivazione del provvedimento impugnato corrispondono altri elementi sintomatici dello sviamento.
In primo luogo il Comune, nella direttiva 6 agosto 2015 n. 23, aveva stabilito di bandire una gara per la gestione di un numero di parcheggi a pagamento significativamente superiore a quello esistente (doc n. 11 prod. Comune 19 aprile 2016). Tale circostanza induce a ritenere che la reale giustificazione dell’aumento del numero dei parcheggi a pagamento fosse da rinvenirsi nell’esigenza di porre a gara la gestione di un numero di parcheggi che presentasse un minimo di interesse da parte di potenziali concorrenti piuttosto che nelle esigenze della regolamentazione del traffico e della sosta.
In secondo luogo il Comune, con deliberazione 29 ottobre 2015 n. 127, aveva affidato all’Università degli studi di Genova una analisi dei flussi di traffico al fine, tra l’altro, di disporre degli strumenti necessari per una corretta pianificazione della propria attività decisoria afferente l’uso e la destinazione degli spazi pubblici utilizzati per la viabilità urbana (doc n. 1 prod. ricorrenti 30 marzo 2016). Evidenti ragioni di opportunità avrebbero dovuto indurre l’amministrazione ad attendere gli esiti dello studio dell’Università di Genova senza alterare significativamente il numero dei parcheggi a pagamento nel territorio comunale.
La circostanza che l’amministrazione non abbia inteso attendere gli esiti dello studio commissionato ma abbia proceduto all’aumento del numero dei parcheggi a pagamento, pertanto, consente di ritenere che ciò sia avvenuto in ossequio all’esigenza di dare corso alla gara per l’affidamento della gestione, piuttosto che per soddisfare reali esigenze relative al traffico e alla circolazione.
Con ciò, tuttavia, realizzando una illegittima inversione procedimentale.
Da ultimo occorre rilevare come lo studio dell’Università di Genova abbia evidenziato l’opportunità di istituire un numero di parcheggi a pagamento, se pure superiore a quello attuale, inferiore a quello istituito dal Comune con gli atti impugnati.
Donde la conferma della sussistenza dei vizi denunciati.
Gli altri motivi restano assorbiti.
La spese possono essere compensate stante l’inammissibilità del ricorso del Comitato.

 

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara inammissibile l’impugnazione del “Comitato Volontariato per la Tutela dei Cittadini di Recco”, accoglie l’impugnazione degli altri ricorrenti e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.


 

 

Area C a Milano, Daniela Reho: "Chiamiamola col suo nome, è una tassa. Sta facendo morire il commercio e il lavoro"

L'esponente di Forza Italia, ospite di Ivan Filannino nella trasmissione "Ore 7" di Estenews, commenta senza mezzi termini l'entrata in vigore delle nuove regole per la viabilità nella Cerchia dei Bastioni. Misure che restringono ulteriormente la possibilità per le auto di circolare in centro e che introducono il pagamento del ticket di 5 euro a ingresso anche per i veicoli a Gpl e Metano


"Chiamiamola con il suo nome, senza girarci intorno e prendere in giro i milanesi: l'Area C è una tassa. La giunta Sala vuol farci credere che le misure adottate per regolare la circolazione nel centro città vanno a beneficio dei cittadini, ma non è così. Le nuove regole che prevedono il divieto d'accesso alla Cerchia dei Bastioni per i diesel di vecchia generazione, ma soprattutto il pagamento del ticket da 5 euro per i veicoli a metano e Gpl, sono una grossa ingiustizia. Pensiamo a coloro che pochi anni fa hanno cambiato l'auto, acquistando un mezzo che tutti ritenevano poco inquinante, per poter circolare liberamente e ora si ritrovano a dover pagare. Questi provvedimenti stanno uccidendo il commercio; la gente per lavorare ha bisogno di muoversi. Vogliamo impedirglielo?". Questo il commento di Daniela Reho, esponente di Forza Italia, ospite della trasmissione di Estenews "Ore 7", condotta da Ivan Filannino, sulla nuova normativa sull'Area C del Comune di Milano, entrata in vigore lunedì 13 febbraio 2017. 

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