updated 8:57 AM UTC, Aug 19, 2018

Terrorismo, arrestato militante dell'Isis a Torino. E' un Italo-marocchino pronto a compiere attentati. Cosa stiamo rischiando? (VIDEO)

"Partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico". E' l'accusa nei confronti di un italo-marocchino arrestato questa mattina dalla Polizia al termine di un'indagine dell'Antiterrorismo coordinata dalla procura di Torino. Si tratta di Elmahdi Halili, 23enne autore del primo testo di propaganda dell'Isis in italiano. Nel 2015 aveva patteggiato due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena. Parole di sfida in Questura: "Sono fiero di andare in carcere per Allah" - (VIDEO)


Un fermo immagine tratto da un video della Polizia mostra il 23enne Italo marocchino Elmahdi Halili arrestato a Torino per terrorismo © ANSA

Partecipazione all'associazione terroristica dello Stato Islamico. E' questa l'accusa con cui è stato arrestato Halili Elmahdi, 23enne marocchino naturalizzato italiano, che "si informava sull'utilizzo di un coltello e stava studiando come preparare un camion per compiere un attentato", fa sapere il questore di Torino, Francesco Messina, che ha aggiunto: "Era il momento di intervenire non potevano permetterci che facesse un salto di qualità operativa e di aspettare che individuasse un obiettivo da colpire". 

Perché l'indagine che ha portato oggi all'arresto di Halili - soggetto "ideologizzato ma in particolare orientato verso un'attività violenta di proseliti per favorire il reclutamento di lupi solitari", passato "da una prima fase di auto radicalizzazione a una fase di proselitismo avanzata fino a qualificare questo proselitismo a livello di minaccia" - nasce in realtà a fine 2015. Allora, fa sapere la polizia, "il giovane era stato già oggetto di una sentenza di patteggiamento, emessa dal Tribunale di Torino alla pena di due anni di reclusione con sospensione condizionale della stessa per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, avendo redatto e pubblicato sul web alcuni documenti di esaltazione dello Stato Islamico".

Dalle successive attività di indagine avviate dai poliziotti della Digos, spiega la polizia, è emerso "un crescente percorso di radicalizzazione di Halili che, nonostante la citata sentenza, aveva addirittura intensificato la sua attività di proselitismo ed indottrinamento mediante il reperimento, la consultazione su diverse piattaforme multimediali e l'archiviazione di vario materiale di propaganda ed inneggiante al Jihad prodotto dallo Stato Islamico".

Tra il materiale confluito negli atti d'indagine, che ha portato all'arresto del 23enne, "vi sono diversi filmati riproducenti le gesta dei mujaheddin in Siria ed Iraq, le cruente esecuzioni nei confronti di civili e militari, le rivendicazioni e/o celebrazioni degli attentati di Parigi e Bruxelles nonché gli infervorati sermoni di 'predicatori dell'odio' del calibro di Anwar Al-awlaki, conosciuto anche come 'il Bin Laden di Internet', considerati da Halili come dei veri e propri padri spirituali al pari del portavoce del Califfato Mohamed Al Adnani".

Proprio in occasione della diffusione della notizia della morte di Al Adnani, sottolinea la polizia, "l'arrestato aveva creato e pubblicato su una piattaforma social ad accesso pubblico tre playlist con i messaggi più famosi del defunto portavoce dello Stato Islamico tra cui quello diffuso nel settembre 2014 che veicolava l'ordine dello Stato Islamico di scatenare la campagna del terrore in Europa che ha portato alle stragi compiute a partire dal gennaio 2015".

Il materiale jihadista acquisito da "Halili Elmahdi sul web in lingua araba o inglese veniva poi da lui meticolosamente tradotto e/o rielaborato in italiano con lo specifico fine di utilizzarlo nella sua attività apologetica e di proselitismo in favore della jihad". Come riferisce la polizia, "grazie all'utilizzo dei social network era poi riuscito ad attrarre nella sua sfera di influenza altri internauti, in particolare italiani convertiti all'islam e giovani immigrati di seconda generazione". "Nel periodo finale delle indagini l'attività dell'internauta si era in particolare focalizzata sulla rivista online 'Rumiyah', contenente le istruzioni operative per i guerriglieri del Califfato in Occidente su come effettuare attacchi terroristici utilizzando autocarri o autoveicoli ovvero coltelli.

IL 23enne aveva inoltre contatti con due "aspiranti foreign fighters". "Particolarmente qualificanti sotto il profilo investigativo", riferisce la polizia, "sono risultati i pregressi contatti di Halili con Moutaharrik Abderrahim e Khachia Abderrahmane, i due aspiranti foreign fighters arrestati il 26 aprile 2016 in esecuzione di misure cautelari emesse dall'autorità giudiziaria di Milano per associazione con finalità di terrorismo".

Attentato a New York, quattro persone ferite: arrestato l'attentatore. Il video dell'esplosione - LIVE

Torna la Paura del terrorismo in America. Fermato un bengalese di 27 anni che indossava in giubotto esplosivo. La deflagrazione alla stazione dei bus Port Authority, la più grande degli Stati Uniti. Evacuate le linee della metropolitana A, C e E - (VIDEO)


Allarme a New York per un'esplosione avvenuta al terminal degli autobus di Port Authority vicino a Times Square. Fonti della polizia, scrive il sito di Abc news, riferiscono che un ordigno artigianale, un tubo bomba, è esploso in un sottopassaggio sotto il terminal degli autobus. Quattro persone, compreso l'attentatore, sono rimaste lievemente ferite. In relazione all'episodio è stato fermato un sospetto, un 27enne di origine bengalese, identificato come Akayed Ullah.

Il New York Post, che cita fonti di polizia, scrive che il mancato attentatore suicida è un 27enne originario del Bangladesh che viveva a Brooklyn. Il giovane sarebbe stato ispirato dall'Isis. Il 27enne, che aveva nascosto il tubo bomba lungo circa 13 centimetri sotto la giacca, nella parte destra, ha fatto detonare parzialmente l'ordigno mentre si trovava nel sottopassaggio. L'uomo, che viveva a New York da sette anni, è stato fermato ed è rimasto lievemente ferito.

Dell'accaduto è stato informato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riferito dalla portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. "La polizia sta rispondendo a notizie di un'esplosione di origine ignota tra la 42ma Strada e l'ottava Avenue", ha twittato il Dipartimento di polizia di New York, precisando che le linee A, C ed E della metropolitana sono state evacuate". Sul posto presenti anche artificieri e vigili del fuoco, secondo quanto riferisce il New York Post.

Port Authority è il maggior terminal di autobus degli Stati Uniti, con un traffico di oltre 65 milioni di passeggeri all'anno.

(Fonte: Adnkronos)

 

(ultima ora ×primo piano evidenza ×video ×il comizio ×ilcomizioit ×attentato new york ×bomba esplosione ×manhattan ×port Authority ×bus ×autobus ×attentatore ×bengalese ×Akayed Ullah ×terrorismo ×islam ×islamico ×islamic ×New York, esplosione a fermata degli autobus di Manhattan×New York, attentato a Manhattan: esplosione alla stazione dei bus ×Risultati di ricerca Notizie principali New York, esplosione a fermata degli autobus di Manhattan Corrier New York, esplosione in stazione bus Manhattan ×Attacco terroristico a New York «ispirato dall'Isis», dove un uomo che aveva addosso un tubo-bomba ha provocato quattro feriti, compreso l'attentatore, nessuno dei quali sarebbe in pericolo di vita. Il fatto è avvenuto a New York nell'area di Port Authority, la stazione centrale dei bus di Manhattan,×Attentato a New York, esplosione a Manhattan, quattro feriti. Arrestato un uomo originario del Bangladesh. Tre linee di metropolitana sono state evacuate - la A, la C e la E. Un ordigno artigianale è esploso, forse inavvertitamente, ferendo in modo grave la persona che lo stava trasportando ×"E' stato un tentato attacco terroristico". Lo afferma il sindaco di New York, Bill de Blasio. "Non c'è nessun'altra minaccia in questo momento nella città di New York", ha aggiunto. "Questa e' New York, la nostra realta', quella con cui dobbiamo fare i conti×Attentato a New York, le immagini dell'esplosione hanno fatto il giro del mondo×Per il sindaco Bill de Blasio "è stato un tentato attentato terroristico". Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha commentato: "Questa è New York, la nostra realtà, quella con cui dobbiamo fare i conti. Siamo un obiettivo internazionale". "Dobbiamo andare avanti tutti insieme×Torna l'incubo terrorismo a New York. Lunedì mattina, intorno alle 7.45 ora locale (le 13.45 italiane) si è verificata un'esplosione in un tunnel a Port Authority, la stazione centrale dei bus del quartiere Manhattan, tra la 42esima e l'ottava strada, nei pressi di Times Square×Panico in centro a New York per un fallito attentato terroristico avvenuto stamani in piena Manhattan, all'angolo tra la 42esima strada e l'ottava avenue (un isolato da Times Square), dove si trova il bus terminal della Port Authority da cui transitano ogni giorno 230mila persone×l'ex capo della polizia di New York, Bill Bratton, in un'intervista a Msnbc. Sia il fermato, sia un'altra persona rimasta ferita, non sono in pericolo di vita. La persona fermata dalla polizia per l'esplosione a New York sarebbe un uomo sui 20 anni che vive a Brooklyn, nell'area di Flatbush. Lo riportano i media locali×Panico in centro a New York per un fallito attentato terroristico avvenuto stamani in piena Manhattan, all'angolo tra la 42esima strada e l'ottava avenue (un isolato da Times Square), dove si trova il bus terminal della Port Authority da cui transitano ogni giorno 230mila persone×Le stazioni della metro A, C ed E della metro di New York sono state evacuate. C'è stata un'esplosione a Port Authority.)

 

  • Pubblicato in Esteri

Islam in Italia, bocciata la proposta di Daniela Santanché. La sua delusione: "Chiedevo solo un albo degli imam e più controlli nelle moschee"

Il voto contrario in Commissione Affari costituzionali. La deputata di Forza Italia sul suo profilo Instagram: "La mia proposta voleva impedire l'islamizzazione dell'Italia e il rafforzamento del terrorismo fondamentalista nel nostro Paese. La legge prevedeva l'istituzione di un albo degli imam e strumenti per aiutare la polizia a controllare le moschee e le attività al loro interno". Secondo la Santanché, gli stessi capi religiosi islamici avrebbe dovuto appoggiare la sua legge. E anche "tutti quei musulmani moderati che dicono di non avere nulla contro l'Occidente e i suoi valori. Chi non commette attività illegali e non incita al terrorismo non avrebbe nulla da temere se la polizia svolge opportuni controlli esattamente come controlla qualsiasi altro cittadino o luogo di aggregazione in Italia. Ma evidentemente c'è chi vuole in Italia privilegi speciali"

Milano, i messaggi di CasaPound sulle barriere antiterrorismo fanno riflettere: "Chiudete le frontiere, non le strade"

Numerosi striscioni sui blocchi di cemento piazzati nei luoghi sensibili per il periodo natalizio. La portavoce De Rosa: "Invece di blindare la città Sala e compagni la smettano di favorire un'immigrazione incontrollata. Così si dà solo un'illusione di sicurezza ai cittadini"


"Chiudete le frontiere, non le strade". È quanto si legge sugli striscioni affissi da CasaPound Italia Milano sulle barriere antiterrorismo, posizionate nei luoghi sensibili della città.

"Una provocazione - dichiara Angela De Rosa, portavoce del movimento - contro chi, dopo aver contribuito a creare una situazione di totale insicurezza, pensa di poter risolvere tutto posizionando semplici blocchi di cemento in strada, nella speranza di evitare attentati e dare un’illusione di sicurezza ai cittadini".

"Se le nostre città sono a rischio terrorismo - continua De Rosa – è anche grazie a chi favorisce l’immigrazione incontrollata, spacciata come occasione di crescita e di sviluppo per l'Italia".

"Sala e gli immigrazionisti – conclude De Rosa – invece di promuovere ridicole passerelle pro-accoglienza, dovrebbero capire che la soluzione è chiudere le frontiere, non limitare la nostra libertà blindando le città".

L'immagine può contenere: spazio all'apertoL'immagine può contenere: notte e spazio all'apertoL'immagine può contenere: spazio all'aperto

L'immagine può contenere: spazio all'apertoL'immagine può contenere: spazio all'aperto

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'apertoL'immagine può contenere: spazio all'apertoL'immagine può contenere: notte e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: spazio all'apertoL'immagine può contenere: notte e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: notte e spazio all'apertoL'immagine può contenere: notte e spazio all'aperto

 

 

 

 

La droga dell'Isis che aiuta gli islamisti a massacrare la gente e ad autofinanziarsi

Una partita di sostanze stupefacenti del valore di 50 milioni di euro diretta in Libia e la cui vendita doveva servire a finanziare lo Stato Islamico è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza nel porto di Gioia Tauro. La Sezione Antiterrorismo della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha disposto il sequestro di 24 milioni di compresse di tramadolo sbarcate da una nave proveniente dall'India. Ecco che effetti ha e cosa provoca


Si chiama tramadolo, ma è tristemente conosciuta come "droga del combattente". 24 milioni di compresse sono state sequestrate dalla Guardia di finanza e dall'Ufficio antifrode della Dogana nel porto di Gioia Tauro. Provenivano dall'India ed erano dirette in Libia e secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall’Isis al fine di finanziare le attività terroristiche. Viene chiamata "droga del combattente" perché il suo uso è stato ripetutamente accertato negli scenari di guerra mediorientali, dal momento che viene utilizzata sia come eccitante sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico.

Si tratta di una sostanza oppiacea, un analgesico il cui effetto antidolorifico è dovuto alla sua influenza su specifiche cellule nervose presenti nel midollo spinale e nel cervello. Utilizzato nel trattamento del dolore da moderato a grave o nel caso di dolori indotti da interventi chirurgici e diagnostici, in Italia il tramadolo può essere venduto dietro prescrizione medica e viene impiegato come principio attivo di diversi farmaci, come il Contramal.

Proprio per la sua capacità di alleviare la percezione del dolore e lo stato d'ansia, il tramadolo viene usato dai jihadisti per entrare in azione. Esattamente come il Captagon, l'altra "droga dell'Isis" formata da un mix di anfetamine e caffeina che provoca una maggiore vigilanza, diminuisce la sensazione di stanchezza e porta a una alterazione della capacità di giudizio. Impiegata dai jihadisti per inibire paura e dolore, permette di uccidere senza il timore della reazione altrui.

(Fonte: Adnkronos)

Cinque Stelle, Battisti, Catalogna e parcheggiatori abusivi: Vincenzo De Luca scatenato

Tutto da vedere il video del presidente della Campania nella sua ultima intervista a LiraTV. Per gli amanti del genere ormai un autentico cult. Ne ha per tutti con il suo inconfondibile tono con cui rende unici i giudizi e gli strali verso avversari, nemici e bersagli. Da scoprire a chi ha dato del "pirla" e a chi del "cialtrone" - (VIDEO)


E' un vero è proprio show l'ultima delle consuete interviste che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, rilascia a LiraTv. Solita caustica ironia sul M5S, tra i suoi bersagli più frequenti ("Ormai le 'cinque stelle' sono diventate un elemento equivoco in questo Paese"); disprezzo per Cesare Battisti, l'ex terrorista rosso rifugiato in Brasile ("E' tra i primi 5 posti per personaggi sgradevoli, irritanti. Dietro quella faccia e quel ghigno beffardo ci sono i morti. E questo signore che ride e brinda non ha avuto la decenza umana di vergognarsi. Con quel sorrisino da pirla è insopportabile. Deve essere riportato in italia, con il suo calice in mano, ma in galera"); giudizi non proprio lusinghieri sull'indipendentismo catalano e sul suo leader, Carles Puigdemont ("Questo è un altro rivoluzionario alla camomilla, alla gassosa, con quella zazzera sulla fronte. Fai una cosa chiara nella tua vita. La vicenda della Catalogna è diventata un grande cabaret, un circo equestre, una cosa ridicola. Questo è un altro piccolo soggetto che rischia di determinare un danno enorme alla sua regione, ai suoi concittadini. Un cialtrone"); passando per la legge elettorale e finendo con un caso di illegalità nella sua Salerno, un parcheggiatore abusivo che svolge la sua attività dietro minacce e intimidazioni nei confronti degli automobilisti, il tutto a 50 metri dalla Questura: "Sono indignato. O se ne va lui o bisogna chiedere che se ne vada il prefetto. Le Forze dell'ordine diano un cenno di esistenza. Altrimenti, chiudiamo le città, consegniamole direttamente nelle mani dei delinquenti e andiamocene in ferie tutti quanti".

Il fratello dell'attentatore di Marsiglia arrestato a Ferrara: tunisino, ex combattente dello Stato islamico in Siria, era sbarcato in Sicilia nel 2014

Era stato proprio Anis Hannachi a indottrinare Ahmed, il terrorista che il primo ottobre ha accoltellato a morte due donne nel nome di Allah alla stazione della città portuale francese. Giunto sulle nostre coste tre anni fa, fu espulso dopo aver fornito false generalità come ha fatto davanti agli agenti che lo hanno fermato ieri sera. Un passato da Foreign Fighter dell'Isis, aveva appoggi in Emilia - (VIDEO)


Anis Hannachi, 25enne tunisino, fratello dell'attentatore che ha ucciso due donne a Marsiglia (nella foto sotto l'uomo neutralizzato dagli agenti francesi e il corpo di una vittima a terra), è stato arrestato a Ferrara dai poliziotti della Digos di Bologna. Dopo una vasta attività investigativa, coordinata dal Servizio centrale per il contrasto del Terrorismo, è stato eseguito un mandato di arresto europeo emesso in Francia.

Risultati immagini per ferrara marsiglia

Quello del 25enne è un passato da Foreign Fighter in Siria e in Iraq e un presente da fuggitivo tra Francia e Italia che gli aveva provocato anche dei sentimenti di "stanchezza, disagio e turbamento": cosa quest'ultima che preoccupava non poco gli investigatori italiani, avvertiti della sua presenza in Italia.

PRESO IN BICI - La sua presenza nel nostro Paese era stata segnalata dalle autorità francesi, che ipotizzavano il suo arrivo già dal 27 settembre scorso. Le sue tracce in Liguria il 4 ottobre scorso, successivamente è stato localizzato a Ferrara, dove sabato sera è stato arrestato dalla Polizia mentre, di notte, percorreva in bicicletta le vie della città.

NON COLLABORA - "Per il momento non collabora", precisa il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti. Allo stato attuale delle indagini, "non emergono segnali riguardanti la possibile pianificazione di atti sul nostro territorio", spiega poi il direttore del servizio centrale antiterrorismo Lamberto Giannini.

RADICALIZZAZIONE - L'indagine che ha portato all'arresto di Hannachi "promette di avere interessanti sviluppi", ha rilevato Roberti. E Francesco Caporale, procuratore aggiunto di Roma, ha ricordato che "l'attentato di Marsiglia risale al 1 ottobre", quindi l'inchiesta è "appena avviata". Dalle prime risultanze emerge però che sarebbe stato proprio Anis a 'radicalizzare' verso un percorso jihadista il fratello Ahmed, autore dell'attentato di Marsiglia.

LA STRUTTURA - Hannachi era giunto una prima volta in Italia nel 2014. Identificato, era stato espulso "ma all'epoca non aveva dato segni di radicalismo religioso", ha precisato Giannini. "Se dovessero essere confermati i primi risultati delle indagini - ha rilevato il generale Pasquale Angelosanto, Comandante del Ros carabinieri - ci troveremmo di fronte ad una struttura organizzata su base familistica".

SENZA DOCUMENTI - Hannachi, ha spiegato Claudio Galzerano, direttore della divisione antiterrorismo internazionale dell'Ucigos, è stato fermato sabato notte dalla Polizia mentre andava in bicicletta per le strade di Ferrara. "Era senza documenti, ha detto di essere algerino" e si trovava in città da pochi giorni.

NESSUNA CELLULA - "Era a Ferrara perché evidentemente ha degli appoggi - ha spiegato il Questore di Ferrara, Antonio Sbordone - ma per il momento non possiamo ipotizzare che esista una cellula ferrarese". E' stato arrestato per partecipazione ad associazione terroristica e complicità nell'attentato di Marsiglia, nei pressi della Gare de Marseille-Saint-Charles.

IL RISERBO - La sua cattura è stata resa possibile grazie alle informazioni fornite dalle autorità francesi e ottenute dagli investigatori italiani, anche grazie alle intercettazioni del suo telefono. Il giovane non ha opposto resistenza ma ha tentato di dare false generalità, come anche fece al suo arrivo nelle coste siciliane, nel 2014, e fu espulso. Le indagini proseguono nel più stretto riserbo.

(Fonte: Adnkronos)

Risultati immagini per ferrara marsiglia

L'ATTENTATORE VISSE IN ITALIA. IL PERMESSO DI SOGGIORNO E IL MATRIMONIO CON UN'ITALIANAAhmed Hanachi, era stato arrestato e rilasciato dalla polizia francese solo il giorno prima e fino a tre anni fa viveva in Italia. Lo hanno rivelato Le Monde e il settimanale Le Point. In particolare è emerso che il trentenne, con passaporto tunisino, era arrivato in Italia dalla Francia nel 2006, si era insediato ad Aprilia e aveva sposato un'italiana da cui poi aveva divorziato. La prima rivelazione è che l'assassino, che ha urlato "Allah u akbar" mentre accoltellava i passanti, era stato fermato sabato a Lione con l'accusa di taccheggio e di aver partecipato ad alcune rapine nella città, ma era stato rilasciato per insufficienza di prove malgrado non avesse un valido permesso di soggiorno. La procura di Roma aprirà a breve un'indagine contro ignoti, e per associazione con finalità di terrorismo, legata alle verifiche avviate sulla rete di contatti in Italia di Hanachi.

Dal 2009 al 2017 Hanachi avrebbe beneficiato di un permesso di soggiorno in Italia, scaduto a gennaio scorso e di cui avrebbe chiesto il rinnovo. L'uomo, secondo quanto riferito ieri dal procuratore francese anti-terrorismo François Molins, era noto per piccoli reati comuni ai servizi di polizia dal 2005, con sette identità diverse: una di queste lo identificava come Ahmed H., nato in Tunisia nel 1987. Era stato fermato il 29 settembre a Lione per furto e rilasciato poi il giorno successivo, cioè 24 ore prima dell'attacco, per mancanza di prove. Alla polizia aveva esibito un passaporto tunisino e dichiarato di vivere a Lione, di essere senzatetto, divorziato e con problemi di droga. Stando a una fonte vicina al dossier, citata sempre dai media francesi, l'uomo, che ha dichiarato di essere entrato in Francia nel 2003, nel 2005 era stato fermato e ricondotto alla frontiera dal prefetto del Var, prima di essere rimesso in libertà dopo due giorni, per mancanza di posti nel centro di identificazione ed espulsione e per un problema con il documento di identità.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

20°C

Milano

Mostly Cloudy

Humidity: 71%

Wind: 11.27 km/h

  • 21 Aug 2018 25°C 15°C
  • 22 Aug 2018 23°C 16°C