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updated 8:57 AM UTC, Aug 19, 2018

WhatsApp a pagamento dal 13 gennaio? Ecco cosa c'è dietro

“WhatsApp diventerà a pagamento”. Sull’applicazione di messaggistica istantanea è partita nuovamente la catena di Sant’Antonio sull’imminente cambio di gestione di WhatsApp che obbligherà gli utenti a pagare per poter utilizzare il servizio. Un messaggio che periodicamente compare sull’applicazione di messaggistica istantanea e che in breve tempo fa il giro d’Italia. Il messaggio ha cominciato a diffondersi i primi giorni di gennaio e in poco tempo si è diffuso nella maggior parte dei gruppi e delle conversazioni. Il testo del messaggio avverte che WhatsApp diventerà a pagamento dal 13 gennaio 2018 a meno che l’utente non condivida il messaggio con altri 20 utenti. Basterebbe poco per capire che si tratta di una bufala, ma sono molte le persone che hanno creduto al messaggio, tanto che la keyword “WhatsApp a pagamento dal 13 gennaio 2018” è una delle più ricercate sui motori di ricerca... (LEGGI TUTTO)


Attenti a fake news e catene di Sant’Antonio

Quando un’applicazione raggiunge il successo ottenuto da WhatsApp è normale che nascano delle catene di Sant’Antonio. E quella sul pagamento di WhatsApp è un evergreen che esce fuori almeno una volta al mese. E la velocità di propagazione è elevatissima, come accade per le fake news su Facebook e sui social network. Anche perché il modello che è alla base è lo stesso. Il testo del messaggio che annuncia il pagamento di WhatsApp è tanto semplice quanto subdolo: “AVVISO IMPORTANTE A TUTTI GLI UTENTI WHATSAPP | Dopo la nuova vendita del servizio finora gratuito offerto da Whatsapp, il nuovo direttore Yong Lin, durante la conferenza a stampa tenuta stamani 03 Gennaio 2018 a Shangai ha annunciato che da sabato mattina 13 Gennaio 2018 whatsapp diventerà a pagamento! Se hai almeno venti contatti manda questo messaggio a loro. Così risulterà che sei un utilizzatore assiduo e il tuo logo diventerà blu e resterà gratuito (ne hanno parlato al tg). Whatsapp costerà 0,01€ al messaggio. FATE GIRARE”. Per capire che si tratta di una bufala basta effettuare una semplice ricerca online e vedere che il CEO dell’azienda è Jan Koum, uno dei creatori dell’applicazione. Ma l’utilizzo della frase “ne hanno parlato al tg”, non fa altro che aumentare la forza del messaggio.

Come prevenire le catene

Quando si riceve un messaggio del genere, prima di condividerlo con i propri amici è sempre bene verificare l’autenticità. E per farlo bastano pochi minuti: basta visitare il blog di WhatsApp dove vengono annunciate tutte le novità, o quello di Facebook. (Fonte: Libero Tecnologia)

WhatsApp, i messaggi eliminati possono essere letti lo stesso? A quanto pare sì, tutta colpa di...

Come spiegava ilComizio.it in un recente articolo, l'ultimo aggiornamento della più diffusa applicazione di messaggistica consente di cancellare le comunicazioni spedite per errore o con successivo ripensamento, ma ora, secondo quando riporta Wired.it, il sito spagnolo Android Jefe ha scoperto che grazie a un'applicazione è possibile aggirare l'autocensura altrui. Ecco perché e come si può fare


Cancellati ma non del tutto. La nuova funzione di WhatsApp che permette entro 7 minuti di eliminare un messaggio mandato alla chat sbagliata o che ci si pente di aver inviato sarebbe aggirabile grazie a un'app. Una traccia insomma dei messaggi cancellati potrebbe essere ancora visibile. A scoprire la falla, come riporta Wired.it, è stato il sito spagnolo Android Jefe.

L'applicazione in questione è Notification History , uno strumento usato per organizzare le notifiche. L'app permetterebbe di visualizzare i primi 100 caratteri, e solo quelli, dei messaggi rimossi e non su tutti i sistemi operativi ma esclusivamente su alcuni Android.

Per recuperare i messaggi eliminati, spiega Wired.it, bisogna cercarli attraverso l'app aprendo la stringa con suffisso “.text”. I messaggi si posso recuperare solo parzialmente, fino ai 100 caratteri appunto e non sempre, ma la possibilità a quanto pare esiste.
 
(Fonte: Adnkronos)

"Taci, Facebook ti ascolta!". L'allarme dello youtuber, ma...

Parole 'chiave' carpite dal microfono del telefonino, magari durante una chiacchierata in compagnia, usate per personalizzare le pubblicità sponsorizzate su Facebook. E' questo quanto sostiene in un video lo youtuber Neville, che circa un anno fa ha pubblicato sulla piattaforma la clip con la dimostrazione della sua tesi e che da 48 ore è diventata virale a causa di una discussione a tema aperta su Reddit...


...Nel video, Neville spiega e sembra dimostrare come una parola chiave scelta a caso, mai cercata sul social - né su Google, su Instagram o su qualsiasi altra piattaforma - ma ripetuta a voce alta più volte e per almeno un'ora in prossimità del suo cellulare, si possa trasformare 'per magia' in una pubblicità sponsorizzata fra quelle mostrate da Facebook agli utenti. In questo caso pubblicità corrispondente alla parola chiave scelta per l'esperimento, e cioè 'cat food', cibo per gatti. Ma come? Attraverso il microfono, sembrerebbe, in grado di 'ascoltare', registrare ed inviare dati al colosso di Menlo Park.

Ma quanto c'è di vero? Tantissimi gli utenti che su Reddit e Youtube confermano la tesi dello youtuber, ognuno dei quali a suo dire reduce da un'esperienza personale di 'spionaggio pubblicitario'. Molti quelli che sostengono si tratti invece di una disattenzione dell'utente, 'reo' di aver concesso all'applicazione di Facebook, al momento dell'installazione, l'utilizzo di alcune funzioni incluso appunto il microfono. Autorizzando di fatto il social a fare 'la spia'. Diversi quelli che semplicemente non credono alla 'dimostrazione' di Neville, tra l'altro una delle tante presenti su Youtube.

Intanto però, all'indomani della presentazione della nuova policy di Facebook sulle pubblicità, Neville mette le mani avanti e si difende dai detrattori aggiungendo una nota alla spiegazione redatta un anno fa: "Provateci se non mi credete - scrive -. Dategli un paio di giorni. State solo attenti a farlo vicino al vostro telefonino, ma parlate dell'argomento scelto come fosse un hashtag e una parola chiave, e fate attenzione che si tratti di qualcosa di cui non avete mai parlato e che non avete mai cercato prima. Il video - conclude - è stato fatto un anno fa, quindi non so se nel frattempo qualcosa è cambiato".

FACEBOOK - Sollevato il polverone, Facebook ha comunque voluto smentire ogni tipo di suo coinvolgimento nella sottrazione di informazioni via microfono. Come riporta infatti l'Independent, il vicepresidente per la pubblicità dell'azienda, Rob Goldman, ha dichiarato in un tweet: "Non usiamo e non abbiamo mai usato i vostri microfoni per la pubblicità. Semplicemente non è vero". E alla domanda se anche per Instagram valesse la stessa policy, Goldman ha risposto in modo affermativo.

(Fonte: Adnkronos)

Dove sei e dove vai? Gli altri lo sapranno grazie a Whatsapp

Nuova funzione per la notissima applicazione di messaggistica su mobile. A breve sarà possibile condividere la propria posizione anche per 8 ore con i propri contatti. Ma solo la persona o il gruppo con la quale si vuole condividere la "Posizione attuale" avrà accesso, ci tiene a precisare il responsabile della divisione prodotti della compagnia, Zafir Khan. Ora si può semplicemente condividere il luogo in cui ci si trova in un determinato momento su una mappa statica. Con la nuova funzione "Condividi posizione attuale" si aggiornerà automaticamente l'informazione sul posto in cui siete per tutto il tempo stabilito


Hold Up! You Can Now Make Whatsapp Calls In The UAE

WhatsApp ha aggiunto una nuova funzione per condividere in tempo reale la propria posizione con i contatti che si hanno sull'applicazione. "Posizione attuale" serve per mostrare dove ci si trova e in che direzione ci si sta muovendo dentro a una chat, in modo da incontrarsi più facilmente o far sapere di essere al sicuro in casi di emergenza. Il sistema può essere disattivato in qualsiasi momento e i dati sulla posizione sono scambiati con lo stesso sistema di crittografia (“end-to-end”) utilizzato per i messaggi.

Per usare "Posizione attuale" di WhatsApp si apre una chat con la persona o con il gruppo con cui si desidera condividere la propria posizione, poi si tocca l’icona per gli allegati e in seguito "Posizione", dove è stata aggiunta la nuova voce "Condividi posizione attuale".

Il sistema consente poi di impostare un timer per decidere per quanto tempo condividere la propria posizione e i propri spostamenti. Nel caso di un gruppo, tutte le persone possono rendere visibile la loro posizione sulla stessa mappa. Finora su WhatsApp si poteva solo condividere la propria posizione in un determinato momento su una mappa statica.

 WhatsApp spiega che la nuova opzione sarà disponibile sia sulla versione Android sia su quella iOS della propria applicazione a partire dalle prossime settimane. Un sistema simile è utilizzato già da tempo su Messenger di Facebook, società che ha la proprietà di WhatsApp.

L'intelligenza artificiale e il futuro dell'umanità

Il rapido sviluppo delle tecnologie vicine all'intelligenza artificiale, porterà al fatto che l'Intelligenza Artificiale (AI) supererà l'uomo in quasi tutte le sfere di attività già nel 2060


Gli scienziati britannici sono d'accordo con i loro colleghi americani i ricercatori dell'Università di Yale, l'AI già in questi anni è riuscita a superare le capacità delle mente umana, ad esempio, AlphaGo, il grande giocatore di scacchi artificiale ha battuto diverse volte i migliori giocatori umani. 

Altri sistemi riescono a leggere sulle labbra delle persone o aiutare i detective a comprendere meglio le informazioni derivanti  dalle indagini di polizia. Ma ognuno dei moderni sistemi intellettuali è capace solo di sviluppare una pretica ed è inutile in tutte le altre direzioni, a meno che non venga a loro insegnato come e cosa fare. Come dicono gli stessi ricercatori, l'AI con un la versatilità umanoide è ancora lontana dall'essere creata e portata all'opinione pubblica. La formazione di AI come prima antagonista della mente umana avverrà in diverse fasi. 

Per cominciare ad esempio, l'intelligenza artificiale imparerà a tradurre automaticamente da una lingua all'altra, potendo parlare contemporaneamente con persone di diverse nazionalità. C'è ancora molto lavoro da fare ma entro il 2024, secondo le previsioni, i traduttori umani potrebbero rimanere senza lavoro. 
Entro il 2026 l'Intelligenza Artificiale sarà in grado di scrivere saggi, non così distanti da quelli presentati dai neo laureati. Entro il 2027, le AI impareranno a guidare camion multi-tonnellate su strade pubbliche. I produttori saranno disoccupati entro il 2031, romanzieri - entro il 2049, e l'intelligenza artificiale sostituirà i chirurghi entro il 2053. In venticinque anni, gli scienziati suppongono, l'uomo potrebbe essere sostituito nei suoi lavori da molteplici AI.
Resta ancora un'incognita invece la comparsa dell' Intelligenza emotiva, ovvero quella in grado di produrre pensieri ed emozioni in modo autonomo, questo perchè trascende dai confini della conoscenza.

Colpi di sonno alla guida, ecco le "auto intelligenti". I costruttori che investono nella tecnologia al servizio della sicurezza

Scopriamo i sistemi più avanzati come il V2V (Vehicle-to-Vehicle) che permette ai veicoli equipaggiati con questo sistema di condividere informazioni utili ad avvisare i guidatori di un potenziale pericolo imminente. Le soluzioni adottate da grandi case come Audi, Volvo, Mercedes e General Motors grazie al lavoro delle aziende che producono i componenti - (VIDEO)


La tecnologia avanza e con essa la possibilità di trovare soluzioni che aiutino le persone nel quotidiano. Gli incidenti causati dal “colpo di sonno” ad esempio possono avere conseguenze drammatiche, ma l’innovazione sta facendo passi da gigante per diminuirne l’incidenza. Ad oggi molti costruttori come Audi, Volvo e Mercedes, utilizzano un sistema in grado di capire i segnali di stanchezza del guidatore monitorando i movimenti dell’auto come l’angolo di sterzata, il cambio di corsia e le condizioni della strada.

Nel momento in cui vengono rilevati segnali di stanchezza o disattenzione, il guidatore viene invitato a fare una pausa con un segnale visivo (solitamente una tazzina di caffè) ed acustico. I costruttori e i loro fornitori di servizi stanno però lavorando a soluzioni tecnologiche che vanno ben oltre l’immagine di un caffè.

Bosch, l’azienda tedesca produttrice di componenti per autovetture, sta sviluppando un sistema che porterà, nella prossima decade, ad auto capaci di guidare da sole.

Il veicolo si assumerà la completa responsabilità di tutti i compiti di guida e allo stesso tempo un sistema di telecamere interne controllerà che il guidatore non si addormenti monitorando i movimenti dei suoi occhi.

L’azienda inglese Plessey invece ha sviluppato dei sensori da inserire nel sedile del guidatore che monitorano i cambiamenti della frequenza cardiaca e della respirazione in modo da prevedere i segnali di stanchezza ancor prima dei sistemi basati sui movimenti della testa o degli occhi del conducente.

Al CES, la più importante fiera di elettronica di consumo che si tiene a Las Vegas una volta all’anno, il fornitore francese di tecnologie automobilistiche Valeo ha presentato alcune innovazioni tra cui un sistema che rilascia una fragranza energizzante per incoraggiare la concentrazione del guidatore nel momento in cui ne rileva la stanchezza. La collaborazione quasi decennale tra Audi e NVIDIA ha ora come obiettivo di immettere sul mercato entro il 2020 una macchina con pilota automatico di livello 4, un veicolo cioè completamente autonomo nella guida, ma con opzioni di guida per il guidatore umano. Ricordo che la SAE (Society of Automotive Engineers), che è un’associazione mondiale che conta oltre 128 mila ingegneri ed esperti tecnici nei settori aerospaziale ed automobilistico, ha definito 6 livelli di automazione:

• Livello 0 Nessuna automazione

• Livello 1 Guida assistita

• Livello 2 Automazione parziale 28/03/2017

• Livello 3 Automazione condizionata

• Livello 4 Alta Automazione

• Livello 5 Guida interamente autonoma

E Audi ha già mostrato un prototipo all’ultimo CES di Las Vegas: un Q7 con intelligenza artificiale in grado di reagire agli ostacoli che trova davanti a sè in modo autonomo [Guarda il video sotto]. L’auto è equipaggiata con la piattaforma NVIDIA DRIVE PX 2 che capisce in tempo reale ciò che accade intorno al veicolo e pianifica il percorso sicuro da seguire individuando precisamente la sua posizione su una mappa.

Le auto in futuro però non solo saranno in grado di guidare in modo completamente autonomo, ma comunicheranno anche tra loro. Il gruppo General Motors ha annunciato di aver introdotto sulle Cadillac 2017 CTS la tecnologia V2V (Vehicle-to-Vehicle) che permette ai veicoli equipaggiati con questo sistema di condividere informazioni utili ad avvisare i guidatori di un potenziale pericolo imminente.

Immaginiamo un esempio pratico: un palazzo ostruisce la visuale quindi né il guidatore né i sensori dell’auto sono in grado di vedere l’avvicinarsi a folle velocità di un’altra auto, con questa tecnologia la Cadillac CTS è in grado di avvisare il guidatore dell’arrivo dell’altra Cadillac nonostante non sia ancora nel campo visivo. Questo sistema permette di comunicare la posizione, la velocità, la direzione di marcia e il traffico ad un’auto che si trova fino a 300 metri di distanza.

I limiti per ora sono evidenti: la comunicazione è possibile solo tra due Cadillac CTS equipaggiate con lo stesso sistema tecnologico. BMW e Mercedes-Benz si trovano nelle medesime condizioni: entrambe utilizzano sistemi di allerta su alcune autovetture, ma possono comunicare solo con specifici modelli di auto con le stesse caratteristiche.

Un altro problema riguarda le frequenze sulle quali dovrebbe viaggiare il segnale, il provider di telecomunicazioni Verizon negli Stati Uniti sta già pianificando una rete 5G, ma non sarà pronta prima del 2020. Nell’attesa di questi avanzamenti tecnologici, ricordiamoci sempre che prima che di auto intelligenti, il mondo ha bisogno di automobilisti intelligenti.

Isabella Fresia 

Lombardia, ecco il "Salone dello Studente". L'assessore Aprea al Comizio: "I ragazzi a scuola di futuro"

La nostra intervista alla responsabile regionale per Istruzione, Formazione e Lavoro della Giunta Maroni: il sistema duale che mette in relazione il mondo dell'apprendimento a quello professionale, l'innovazione tecnologica e il corretto rapporto dei giovani con gli strumenti digitali - (VIDEO)


"La Lombardia investe sui giovani. Noi ci crediamo davvero e il vostro futuro e la vostra realizzazione sono il nostro obiettivo prioritario". Lo ha detto l'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e
Lavoro Valentina Aprea inaugurando, insieme al presidente Roberto Maroni, il 'Salone dello studente' che si svolge in piazza Citta' di Lombardia.

'FARE SISTEMA' - "Noi presentiamo oggi, insieme a tutti i nostri partner - ha proseguito l'assessore Aprea - il nostro modo di 'fare sistema': presentiamo offerte e opportunita' per i giovani che troveranno la grande e qualificata offerta scolastica statale di Regione Lombardia ma anche le proposte formative di qualita' degli istituti di Istruzione e Formazione Professionale regionali, quella delle universita', del Comune di Milano e delle altre realta' presenti sui territori oltre che delle imprese e delle loro associazioni". 

NUOVA GENERAZIONE DI LAVORATORI - Rivolgendosi agli studenti presenti all'inaugurazione, l'assessore Aprea ha messo in evidenza che "qui ci sono i vostri futuri datori di lavoro, che si aspettano da voi un contributo innovativo e speciale, perche' voi siete la nuova generazione di lavoratori e avete una marcia in piu': siete 'smart', usate le tecnologie che gia' sapete utilizzare da 'nativi digitali'". 

'SAPER ESSERE, SAPER FARE E SAPER INNOVARE' - "Da voi ci aspettiamo un modo diverso di apprendere e, domani, di lavorare; studiare e lavorare - ha spiegato l'assessore Aprea - e' una cosa che dobbiamo imparare a fare contestualmente, sicuramente dalle scuole superiori: quel che e' importante e' non solo 'saper essere', ma anche 'saper fare' e 'saper innovare'".

ANNO DELL'INNOVAZIONE - "Questo e' l'anno dell'innovazione - ha detto ancora l'assessore Aprea -; dopo la visita del presidente Maroni nella Silicon Valley, saro' anch'io in quella stessa area nel mese di giugno e sono sicura che firmeremo intese, protocolli, concorderemo scambi di esperienze per i nostri studenti. Per sviluppare questo tema faremo gli 'Stati generali dell'Innovazione, dell'Istruzione e Formazione Professionale' il 19 giugno a Bergamo".

"I VOSTRI TRAGUARDI SARANNO I NOSTRI" - "Cominciate a prendere delle decisioni - ha concluso l'assessore rivolgendosi alle ragazze e ai ragazzi presenti all'inaugurazione - sul vostro imminente futuro: per orientarvi e scegliere, soprattutto quelli che sono all'ultimo anno delle superiori, e' importante essere consapevoli dei percorsi formativi che volete intraprendere. Consultatevi con noi, con le istituzioni, con i genitori e con i professori: ma come ha detto il presidente Maroni, fate quello che vi sentite di fare, dove vi sentite piu' forti. Abbiamo bisogno di tutti voi, della vostra preparazione e del vostro temperamento: gli obiettivi che raggiungerete, saranno un traguardo conquistato anche per noi". 

LA MARATONA DIGITALE - L'assessore Aprea, inoltre partecipera' domani, venerdi' 21 aprile, all'apertura della 'Maratona digitale - Un incontro per parlare di innovazione, opportunita' e pericoli del digitale' che si svolge nell'ambito delle iniziative organizzate per il 'Salone dello studente'. Tra i relatori, Alessandro Bogliolo, docente di Sistemi per l'elaborazione delle informazioni dell'Universita' di Urbino; Ezio Fregnan, Comau academy director; Layla Pavone, Ad Industry innovation digital magics; Francesco Invernici, Ceo & founder made for school; Alberto Mazzieri, sales manager Facebook Italia; Valeria Cagnina, travel blogger e digital ambassador. Interverranno anche Mirna Pacchetti, Ceo & business development intribe; Michele Puglisi, direttore centro di ateneo Cared Liuc-Universita' Cattaneo; Antonio Affinita, direttore generale Moige (Movimento italiano genitori). 

  • Pubblicato in Cultura
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