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updated 3:15 PM UTC, May 22, 2018

In Trentino-Alto Adige si vive tre anni in più che in Campania. E sei di Firenze... C'entrano i servizi sanitari

Lo studio dell'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane rivela un divario Nord-Sud; il Direttore scientifico: "I dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche" . Firenze, Monza e Traviso le province più longeve d'Italia


In Trentino Alto Adige si vive in media fino a tre anni in più che in Campania. A denunciare questo divario è l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, con un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. In Campania nel 2017 gli uomini vivono infatti mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nel Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nel Mezzogiorno, dove si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. 

In generale, rileva l'Osservatorio - che ha sede a Roma presso l'Università Cattolica - in Italia si vive più a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d'istruzione: si ha una speranza di vita più bassa al Sud, in particolare in Campania, o se non si raggiunge la laurea. Inoltre chi ha un titolo di studio basso ha anche peggiori condizioni di salute. Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano soprattutto chi ha un livello sociale più basso. Insomma il Servizio sanitario nazionale assicura la longevità, ma non l'equità sociale e territoriale.
"Il Servizio sanitario nazionale oltre che tutelare la salute, nasce con l'obiettivo di superare gli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del Paese. Ma su questo fronte i dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche", spiega Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell'Osservatorio.

Firenze e, a seguire, Monza e Treviso. Sono queste le province può longeve d'Italia secondo quanto riporta l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, in un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. 
Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, fa totalizzare 1,3 anni in più della media nazionale, seguita da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio. Il dato sulla sopravvivenza mette invece in luce l'enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa con uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. (Fonte: Ansa)

Lega&Lega, Maroni: "Noi contrappeso nordista al progetto nazionale di Salvini". E su fascismo/antifascismo...

Su alcune tematiche le posizioni all'interno della Lega (Nord) sono diverse, in molti casi contrastanti. E fanno sempre più discutere le scelte del segretario Salvini, ormai lanciato verso un progetto e una leadership su scala nazionale. In questo senso è interessante l'intervista al presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ricorda: "Matteo era un comunista padano..." - (VIDEO)

Salvini in Sicilia: "Palermo è casa mia come lo è Milano. Bossi sbaglia a dire che dovrei fregarmene del Sud"

Il leader leghista, sull'Isola per sostenere il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Nello Musumeci, sostiene con forza la sua scelta di abbandonare la tradizionale ed esclusiva vocazione nordista del Carroccio per sposare una linea "nazionale" cercando consenso anche nel Mezzogiorno. E attacca il Senatur... - (VIDEO)


"Sono abituato, mi danno del fascista, dello xenofobo, del sovranista... Bossi sbaglia". Lo ha detto il leader leghista Matteo Salvini a Palermo ai cronisti che chiedevano un commento alle dichiarazioni del suo predecessore circa le sue ambizioni di consenso al Sud. "Non è mio diritto, è mio dovere venire in soccorso ai pescatori, agli agricoltori e agli studenti siciliani - ha detto - Se Bossi non è d'accordo, mi spiace per lui. Ho fatto una scelta precisa, i numeri dicono che stiamo facendo la scelta giusta. Palermo per me è casa mia come lo è Milano".

Perù-Colombia, un pari che sa di biscotto. Quante "chiacchiere" in campo nel finale: il video che ha scatenato le polemiche

Fa discutere l'esito di una delle più attese partite sudamericane, valida per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018. Conciliaboli sospetti tra i giocatori negli ultimi minuti. Il risultato dell'Estadio Nacional di Lima, insieme a quelli delle rivali nel girone, premiava entrambe le squadre (padroni di casa ai playoff, ospiti qualificati direttamente), così pare abbiano deciso di "non farsi male" - (VIDEO)


Pareggio con qualche ombra quello tra Perù e Colombia che, complice la sconfitta del Cile in Brasile, nel finale della gara si sono accontentati dell'1-1 senza più affondare il colpo. Una sensazione confermata dalle immagini in cui si vede Radamel Falcao avvicinarsi a tutti i difensori del Perù e parlare a lungo.

Falcao peraltro non è stato l'unico giocatore in campo a chiacchierare con gli avversari e chiedere informazioni sul risultato del Cile, risultato che ha permesso alla Colombia di qualificarsi e mandato il Perù agli spareggi contro la Nuova Zelanda.

Ecco perché intorno al novantesimo le due squadre hanno evidentemente rallentato i ritmi con lunghi possessi palla e senza affondare nelle aree avversarie, segno che il pareggio forse andava bene a entrambe.

D'altronde in caso di goal della Colombia ai playoff sarebbe andato il Cile con il Perù eliminato, mentre se avesse vinto il Perù sarebbe stata la Colombia a dover giocare gli spareggi. Alla fine, invece, a pagare è stato il Cile. Non senza polemiche. (Goal.com)

  • Pubblicato in Sport

La Lega e l'articolo 1 sull'indipendenza della Padania, Salvini al Comizio: "Non lo cambierò, alla gente non interessa"

In vista del congresso federale del 21 maggio il segretario del Carroccio, che ha scelto la linea "nazionale" e sovranista, dice che non modificherà lo statuto, ma indica linee guida e priorità della sua leadership, che vanno ormai in un'altra direzione: "La battaglia è evidentemente da combattere da Nord a Sud, perché la moneta 'tedesca' ha fatto danni, come l'immigrazione e la Legge Fornero. Voglio dare voce alle energie positive di tutto il Paese". E sulla candidatura dell'assessore lombardo Fava... - (VIDEO)

"Salvini premier" sui nuovi manifesti della Lega: "Non vogliamo imporci, ma siamo pronti". E parte il suo tour nazionale da Nord a Sud

Il leader del Carroccio in conferenza stampa nella sede di via Bellerio: "Stiamo costruendo un piano di governo per l'Italia partendo dal territorio". Poi annuncia le prossime mobilitazioni e difende Putin: "Ormai siamo alla 'russofobia', ma ha un consenso dell'85%" - (GUARDA IL VIDEO)


La scritta "Salvini premier" compare per la prima volta sui manifesti stampati dalla Lega Nord in vista della manifestazione del 25 aprile a Verona."Stiamo costruendo un programma di governo, per l'Italia, dal basso, e non abbiamo dubbi e paure di scrivere chi il Movimento vuole come candidato premier, senza primarie e gazebo", ha spiegato lo stesso Salvini in conferenza stampa nella sede di via Bellerio a Milano.

"Non vogliamo imporci - ha detto - ma siamo pronti a confrontarci con chiunque e qualunque sede, abbiamo una forza che nessun altro ha. Iniziamo a costruire il programma dal basso. Noi abbiamo un nome e cognome una storia e un orgoglio. Quindi - ha dichiarato il segretario - siamo pronti".

Il leader del Carroccio lancia dunque un tour nazionale che attraverserà l'Italia da Nord a Sud, segnando così, forse definitivamente, una netta discontinuità rispetto al passato "padano". La tappa del fine settimana a Lampedusa ne è stato un aperitivo, anche se non si tratta certo di un inedito. "Non ho fatto una cosa particolarmente nuova, già Bossi portò in parlamento il vicesindaco di Lampedusa - ha spiegato - sto cercando di fare meglio quello che in passato facevamo come toccata e fuga".

Salvini è sicuro che anche lontano dai feudi nordisti "ci sia tanta voglia di cambiamento che non c'era dieci anni fa". "La crisi economica sta svegliando la gente al Sud", ha detto, senza che si voglia rinunciare a fare il pieno nelle roccaforti storiche del Settentrione dove, ha dichiarato, "contiamo non di vincere, ma di stravincere. "Ma il mio dovere - ha precisato - è rispondere anche gli interessi del sindaco di Basciano, in provincia di Teramo, che è stato escluso dal cratere del terremoto e la cui battaglia noi abbiamo fatto nostra". "Porterò da Genova a Catania lo stesso messaggio", ha annunciato il Matteo di Milano assicurando che le sue visite sono sostenute da motivazioni forti: "Non vado a farmi uno spritz".

Napoli, clamoroso caso di assenteismo collettivo: 55 arresti all'ospedale Loreto Mare. Maullu: "Siamo passati dal neorealismo alla commedia, anzi, alla tragedia all'italiana"

Un blitz dei carabinieri smaschera medici, infermieri, impiegati, tecnici e operatori sociosanitari. C'era chi abbandonava il luogo di lavoro per giocare a tennis, chi per fare lo chef, chi per fare acquisti in gioielleria. Impressionante il metodo "professionale" della pratica illecita: in tre mesi di indagine è emerso che alcuni dipendenti hanno timbrato per i colleghi assenti fino a 493 volte, un recordman ha toccato quota 20 al giorno. L'eurodeputato di Forza Italia su Facebook: " In troppi sono pronti a denunciare la politica ormai purtroppo messa sempre all'indice ma come definire costoro che ogni mese hanno lo stipendio certo e il posto pubblico garantito?"


Stefano Maullu (Forza Italia): "Come definire chi ancora oggi, con la disoccupazione a livello record, approfitta di un posto di lavoro pubblico e quindi garantito?"

 

Chi faceva lo chef e chi andava al tennis: 55 arresti tra medici e impiegati all'ospedale Loreto Mare di Napoli

Un'indagine durata due anni. Da ore e ore di filmati e intercettazioni e oltre 500 servizi di osservazione e pedinamento sono emersi migliaia di episodi di assenteismo da parte di 94 dipendenti dell’ospedale napoletano 'Loreto Mare'. I carabinieri del Gruppo tutela salute e del Nas di Napoli hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura nei confronti di 55 persone, mentre sono 94 gli indagati.

I carabinieri del Gruppo tutela salute e del Nas di Napoli, fanno sapere gli stessi militari, hanno piazzato nel nosocomio telecamere immortalando gli episodi di assenteismo che hanno portato ai provvedimenti restrittivi per truffa ai danni di Ente pubblico e falsa attestazione di presenza.

Come spiegano i carabinieri, cinquantacinque persone, tra le quali un neurologo, un ginecologo, nove tecnici di radiologia, 18 infermieri professionali, sei impiegati amministrativi, nove tecnici manutentori e 11 operatori sociosanitari, questa mattina sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Napoli su richiesta della procura della Repubblica.

Secondo quanto emerso dall'indagine del Nas, c'era "una prassi consolidata" ossia la "strisciatura plurima dei badge" da parte di "persone che facevano risultare ingresso e presenza nel nosocomio di colleghi assenti e impegnati in faccende private lontane dal posto di lavoro". Dai controlli è risultata anche l’assenza di "dipendenti dell’Ufficio rilevazioni presenze e assenze, ovvero di coloro che avrebbero dovuto assicurare i controlli per il rispetto delle clausole contrattuali; un dipendente di quell’Ufficio che aveva il compito di controllare i colleghi - osservano i carabinieri - in orario di servizio andava a fare lo chef in una struttura alberghiera del nolano".

Tra gli indagati, ripresi reiteratamente dai sistemi video investigativi, due operatori socio sanitari "che avevano la disponibilità di 20 badge da 'strisciare' quotidianamente, a seconda dei turni di servizio dei colleghi da 'coprire', grazie anche a continui contatti telefonici, di regola sms".

Tra i casi emersi dall'indagine, quello di un medico che risultava presente mentre se ne era andato in taxi a giocare a tennis, a sbrigare incombenze di carattere privato oppure a fare compere in gioielleria. Le indagini, tra l'altro, sono scattate a seguito di un esposto nel quale veniva segnalata la condotta di 3 dirigenti medici della Radiologia dell'ospedale i quali, pur essendo in regime di rapporto di esclusività con la Asl Napoli 1 Centro, svolgevano attività parallela in centri privati convenzionati, come ha ha spiegato il procuratore facente funzioni di Napoli, Nunzio Fragliasso, illustrando i particolari dell'operazione.

Per evitare la paralisi delle attività dell'ospedale, e quindi determinare "un doppio danno per la collettività", 50 dei 55 dipendenti agli arresti domiciliari sono stati autorizzati dal gip ad allontanarsi dal proprio domicilio per recarsi al lavoro proprio in ospedale.

PROFESSIONISTI DEL CARTELLINO - "Più che furbetti del cartellino parliamo di professionisti del cartellino". Li definisce così, il procuratore aggiunto Alfonso D'Avino che coordina la sezione reati contro la pubblica amministrazione della Procura di Napoli, quei dipendenti dell'ospedale Loreto Mare che, nell'arco dei tre mesi dell'indagine, "hanno timbrato cartellini di altri dipendenti un numero smisurato di volte, in un caso 443 timbrature, in un altro addirittura 493 volte".

Dalle indagini eseguite dai Carabinieri dei Nas è emerso che alcuni indagati "hanno effettuato accessi abusivi al sistema informatico dell'ospedale con i quali sono state aggiunte ore di straordinario o, in altri casi, sono state cancellate ore di prestazioni sotto forma di recupero che i dipendenti avrebbero dovuto effettuare". Per dare la misura dell'estensione del fenomeno all'interno dell'ospedale, D'Avino ha fatto notare che "quasi tutti gli uffici e i reparti sono interessati". (Fonte: Adnkronos)

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