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updated 5:24 PM CET, Nov 17, 2017

Firenze, botte e bastonate tra bande di stranieri in pieno centro. La gente urla: "Vergogna, bestie!"

Due gruppi del Pakistan e del Bangladesh si sono fronteggiati in strada con spranghe e bottiglie rotte tra le bancarelle del mercato di San Lorenzo. Terrore tra i turisti e i commercianti. La maxi rissa probabilmente provocata da una contesa per il controllo del territorio - (VIDEO)


Scontro tra due gruppi di cittadini stranieri, uno del Bangladesh e uno del Pakistan, in pieno centro storico. Gli stranieri si sono affrontati con bastoni e bottiglie rotte in mezzo alle bancarelle del mercato di San Lorenzo. E' accaduto martedì sera, intorno alle 19 e 30, davanti alle attività dei commercianti.

Terrore tra i turisti e i commercianti presenti in quel momento al mercato, che hanno cercato rifugiato all'interno dei negozi. Lo scontro, causato forse da una contesa per il controllo del territorio, è durato una ventina di minuti e ha coinvolto decine di persone. Sull'episodio indagano i carabinieri.

La vicenda ha provocato anche un commento da parte del leader della Lega Nord Matteo Salvini. "PAZZESCO. Benvenuti nel cuore della Firenze del PD - ha scritto sul suo profilo Facebook - scrigno di bellezze che tutto il mondo ci invidia e... di maxi-risse a colpi di SPRANGATE tra pakistani e bengalesi. Cittadini e commercianti terrorizzati. BASTA!!!". Il consigliere regionale del Carroccio Jacopo Alberti chiede che in San Lorenzo ci sia un presidio fisso delle forze dell'ordine. "Auspichiamo - ha detto Alberti - che l’amministrazione comunale si renda conto della gravità di quanto accaduto in pieno centro storico fiorentino".

(Fonte: Firenze Today)

 

Il Politecnico di Milano, eccellenza italiana ormai internazionale. Grandi numeri su occupazione ed economia, ma il rettore vuole di più: "Incentiviamo la presenza femminile"

Inaugurato il 155esimo anno accademico del prestigioso ateneo che presenta dati importanti. Dal 2010 sono raddoppiati gli studenti stranieri; a 12 mesi dal titolo è impiegato l'85% degli architetti, l'88% dei designer e il 97% degli ingegneri. Le donne però rappresentano ancora solo un terzo degli iscritti. Ferruccio Resta: "Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell'innovazione del Paese". L'intervista a margine della cerimonia e il commento dell'assessore all'Università, Ricerca e Open Innovation di Regione Lombardia, Luca Del Gobbo - (VIDEO) 


"Abbiamo dimostrato di avere le competenze tecniche e di disporre del miglior capitale umano, di essere ambiziosi e allo stesso tempo pragmatici. Chiediamo a istituzioni e mondo produttivo di proporre le prossime sfide a cui lavorare insieme. Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell’innovazione del Paese”.

Con queste parole, nel corso del suo discorso all'inaugurazione del 155esimo anno accademico del Politecnico di Milano, il magnifico rettore dell'ateneo, Ferruccio Resta, ha chiamato a raccolta mondo produttivo e istituzioni per dare, in una logica di sistema, una spinta innovativa per l'Italia.

"E' necessario allineare il numero dei dottorandi italiani a quello degli altri paesi europei - ha aggiunto Resta - e se si vuole un modello da seguire in Italia bisogna guardare al Politecnico, che dal 2010 ha visto un aumento del 35% dei laureati e il raddoppio degli studenti stranieri a conferma della nostra crescente attrattività internazionale. Chi si laurea al Politecnico ha più possibilità di inserirsi velocemente nel mondo del lavoro e abbiamo guadagnato 100 posizioni nel ranking internazionale delle università".

"Artefici di questi traguardi sono i 42mila studenti, i 3mila docenti e i 1.200 tecnici che rappresentano la nostra anima - ha detto ancora Resta -. Anche nel futuro puntiamo al rinnovamento didattico, puntando su figure professionali più vicine ai bisogni delle imprese e, in generale, del mercato del lavoro, incentivando anche scambi internazionali e progetti interdisciplinari con altri atenei, insomma il Politecnico di Milano è un vero e proprio investimento per i nostri studenti".

Secondo Resta però, il Politecnico può e deve essere ancora più ambizioso. "Vogliamo puntare su corsi di dottorato che siano più attrattivi per il settore produttivo, per i bisogni dell'impresa e per farlo sono necessarie misure forti di investimento sul numero di posti e di defiscalizzazione delle assunzioni. Dobbiamo continuare a investire nei laboratori e nei campus come quello ideato da Renzo Piano. E’ necessario unire le nostre forze, promuovere partnership con istituzioni e imprese, affinché le grandi trasformazioni urbane, i piani industriali e i programmi di innovazione pubblici e privati diventino loro stessi laboratori condivisi: veri e propri cantieri aperti all'innovazione. Penso alle opportunità offerte dalla tecnologia 5G, alla realizzazione di un distretto per le applicazioni delle tecnologie di industria 4.0, al recupero delle periferie e al servizio che stiamo svolgendo con il Duomo di Milano al servizio della conservazione del nostro patrimonio artistico".

"L'ateneo si sta impegnando con azioni concrete a incentivare la presenza femminile all'interno delle sue aule, soprattutto in alcuni rami di ingegneria. Le donne rappresentano solo un terzo del totale - ha aggiunto -, una percentuale ancora poco rappresentativa". (Fonte Itlapress)

In Lombardia il 22% degli immigrati presenti in Italia, la metà sono a Milano. L'analisi del fenomeno nel dettagliato rapporto Cisl

Presentato il dossier 2017 del sindacato cattolico alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali della Giunta Sala, Pierfrancesco Majorino. La nostra intervista a Gianfranco Valenti del Centro Studi e Ricerche IDOS - (VIDEO)


 

In base ai dati Istat, i residenti stranieri in Lombardia al 31 dicembre 2016 sono 1.139.463, pari al 22,6% degli stranieri residenti in Italia. Nel corso dell’anno, il loro numero è diminuito dello 0,8%, circa 10mila unità in meno, superando il dato negativo del 2015 (-0,3%). Le uniche province che nel corso del 2016 hanno registrato un aumento sono state quelle di Pavia (+2,7%), Sondrio (+0,8%) e Milano (+0,1%); mentre in tutte le altre i valori sono stati negativi, in particolare in provincia di Bergamo (-3,3%).

In regione Milano si conferma la provincia più attrattiva con 446.923 stranieri residenti, il 39,2% del totale regionale e l’8,9% di quello nazionale. Seguono le province di Brescia (158.585 residenti stranieri), Bergamo (121.252), Varese (74.740), Monza e Brianza (73.921), Pavia (60.431), Mantova (51.535), Como (48.164), Cremona (41.159), Lecco (26.986), Lodi (26.477) e Sondrio (9.290). L’incidenza dei residenti stranieri sul totale della popolazione regionale è pari all’11,4% (in linea con i valori degli ultimi tre anni). A livello provinciale, Milano registra la percentuale d’incidenza maggiore (13,9%), seguita da Brescia (12,6%), Mantova (12,5%), Lodi e Cremona (entrambe 11,5%); mentre nelle altre province i valori sono inferiori alla media regionale (Pavia 11,0%, Bergamo 10,9%, Monza e Brianza 8,5%, Varese 8,4%, Como e Lecco 8,0%, ed infine Sondrio 5,1%).

Tra gli stranieri residenti, le donne sono più degli uomini (51,4%). Analizzando la suddivisione per fasce di età, inoltre, si conferma la consistenza della componente attiva e dei giovani: il 23,2% dei residenti stranieri è infatti minorenne, il 40,0% ha meno di 30 anni e una grande maggioranza (74,7%) ha meno di 45 anni (solo il 3,2% ha 65 anni e più). Nel corso del 2016, sono nati 17.784 bambini da genitori entrambi stranieri. Di questi, oltre un terzo è nato in provincia di Milano (6.471), seguita da quelle di Brescia (2.679), Bergamo (2.140), Monza e Brianza (1.165) e Varese (1.066), mentre nelle altre province i nati stranieri non hanno superato le mille unità. Nello stesso anno gli iscritti in anagrafe dall’estero sono stati 47.446 (ossia il 18,0% del totale nazionale), di questi il 34,7% si è trasferito in provincia di Milano.

Ammontano invece a 54.374 i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana (nel 2015 erano 45.883, nel 2008 poco più di un quinto del numero attuale), si tratta di una cifra record che corrisponde a oltre un quarto (27,0%) delle acquisizioni avvenute complessivamente in Italia e che pone la Lombardia al primo posto tra le regioni per numero di “nuovi” italiani residenti. Più della metà delle acquisizioni (62,1%) sono state registrate nelle tre province di Milano (15.572), Brescia (9.376) e Bergamo (8.799), quest’ultima segna anche l’aumento sull’anno più consistente (+76,8%).

Tra il 2008 e il 2016 circa 230mila stranieri sono diventati cittadini italiani. Analizzando le aree di provenienza degli stranieri, il continente più rappresentato resta quello europeo con 439.084 residenti, il 38,5% del totale (media nazionale 51,7%). Tra gli europei il 51,8% è cittadino comunitario e in particolare della Romania, che da sola rappresenta il 73,8% delle presenze Ue. Al secondo posto si colloca il continente africano con 283.078 residenti (il 24,8% del totale), seguito da quello asiatico con 276.214 residenti (24,2%), quindi a distanza quello americano con 140.667 residenti (12,3% del totale regionale, di cui il 98,2% proveniente dall’America Latina) e infine l’Oceania con 344 persone.

Considerando più nel dettaglio le singole comunità, quella più numerosa rimane la romena che con 167.891 residenti incide per il 14,7% sul totale. Seguono, sostanzialmente in linea con il passato, quella marocchina (96.234 residenti) e albanese (95.102), a distanza quella egiziana (76.667), comunità fortemente concentrata in Lombardia (il 68,0% degli egiziani presenti in Italia risiede infatti in regione, in particolare nella provincia di Milano), quindi quella cinese (64.283 residenti, di cui 57,4% concentrato nella provincia di Milano), filippina (57.817, concentrata per l’83,7% sempre nella provincia del capoluogo), ucraina (52.386), indiana (47.743, presente in particolare nelle province di Brescia e Bergamo), peruviana (43.727) ed ecuadoriana (38.529). Rispetto a queste ultime due comunità la Lombardia concentra poco meno della metà (rispettivamente il 44,1% e il 46,4%) dei residenti complessivi registrati a livello nazionale (per la gran parte sempre nella provincia di Milano). Ad eccezione dei residenti romeni, egiziani, cinesi e ucraini, in lieve aumento, tutte le altre comunità citate hanno evidenziato un calo di residenti rispetto all’anno precedente.

Al 31 dicembre 2016, stando ai dati sui soggiornati forniti dal Ministero dell’Interno, i titolari di permessi di soggiorno (quindi non comunitari) sono 948.969. Di questi il 66,1% è titolare di un permesso di lungo soggiorno, mentre tra i titolari di un permesso soggetto a scadenza (33,9%), i motivi di soggiorno prevalenti sono, nell’ordine, quelli di famiglia (il 44,6% dei permessi a termine), seguiti da quelli per lavoro (43,9%). L’incidenza di questi ultimi è calata rispetto all’anno precedente, è cresciuto invece il peso dei permessi per motivi umanitari e di asilo, che incidono per il 6,8% sul totale dei permessi a termine (nel 2015 rappresentavano meno del 5,0%); tale percentuale rimane comunque ben al di sotto di quanto registrato in media a livello nazionale (13,9%). Il 3,3% dei permessi a termine è stato invece rilasciato per motivi di studio. Nel corso del 2016, i permessi di soggiorno rilasciati per la prima volta sono stati 44.683 (il 55,4% di questi per motivi di famiglia, il 5,0% per lavoro, il 25,3% per motivi umanitari e di asilo e il 9,4% per studio). Poco meno della metà (circa 21mila) sono stati rilasciati nella sola provincia di Milano.

Il fratello dell'attentatore di Marsiglia arrestato a Ferrara: tunisino, ex combattente dello Stato islamico in Siria, era sbarcato in Sicilia nel 2014

Era stato proprio Anis Hannachi a indottrinare Ahmed, il terrorista che il primo ottobre ha accoltellato a morte due donne nel nome di Allah alla stazione della città portuale francese. Giunto sulle nostre coste tre anni fa, fu espulso dopo aver fornito false generalità come ha fatto davanti agli agenti che lo hanno fermato ieri sera. Un passato da Foreign Fighter dell'Isis, aveva appoggi in Emilia - (VIDEO)


Anis Hannachi, 25enne tunisino, fratello dell'attentatore che ha ucciso due donne a Marsiglia (nella foto sotto l'uomo neutralizzato dagli agenti francesi e il corpo di una vittima a terra), è stato arrestato a Ferrara dai poliziotti della Digos di Bologna. Dopo una vasta attività investigativa, coordinata dal Servizio centrale per il contrasto del Terrorismo, è stato eseguito un mandato di arresto europeo emesso in Francia.

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Quello del 25enne è un passato da Foreign Fighter in Siria e in Iraq e un presente da fuggitivo tra Francia e Italia che gli aveva provocato anche dei sentimenti di "stanchezza, disagio e turbamento": cosa quest'ultima che preoccupava non poco gli investigatori italiani, avvertiti della sua presenza in Italia.

PRESO IN BICI - La sua presenza nel nostro Paese era stata segnalata dalle autorità francesi, che ipotizzavano il suo arrivo già dal 27 settembre scorso. Le sue tracce in Liguria il 4 ottobre scorso, successivamente è stato localizzato a Ferrara, dove sabato sera è stato arrestato dalla Polizia mentre, di notte, percorreva in bicicletta le vie della città.

NON COLLABORA - "Per il momento non collabora", precisa il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti. Allo stato attuale delle indagini, "non emergono segnali riguardanti la possibile pianificazione di atti sul nostro territorio", spiega poi il direttore del servizio centrale antiterrorismo Lamberto Giannini.

RADICALIZZAZIONE - L'indagine che ha portato all'arresto di Hannachi "promette di avere interessanti sviluppi", ha rilevato Roberti. E Francesco Caporale, procuratore aggiunto di Roma, ha ricordato che "l'attentato di Marsiglia risale al 1 ottobre", quindi l'inchiesta è "appena avviata". Dalle prime risultanze emerge però che sarebbe stato proprio Anis a 'radicalizzare' verso un percorso jihadista il fratello Ahmed, autore dell'attentato di Marsiglia.

LA STRUTTURA - Hannachi era giunto una prima volta in Italia nel 2014. Identificato, era stato espulso "ma all'epoca non aveva dato segni di radicalismo religioso", ha precisato Giannini. "Se dovessero essere confermati i primi risultati delle indagini - ha rilevato il generale Pasquale Angelosanto, Comandante del Ros carabinieri - ci troveremmo di fronte ad una struttura organizzata su base familistica".

SENZA DOCUMENTI - Hannachi, ha spiegato Claudio Galzerano, direttore della divisione antiterrorismo internazionale dell'Ucigos, è stato fermato sabato notte dalla Polizia mentre andava in bicicletta per le strade di Ferrara. "Era senza documenti, ha detto di essere algerino" e si trovava in città da pochi giorni.

NESSUNA CELLULA - "Era a Ferrara perché evidentemente ha degli appoggi - ha spiegato il Questore di Ferrara, Antonio Sbordone - ma per il momento non possiamo ipotizzare che esista una cellula ferrarese". E' stato arrestato per partecipazione ad associazione terroristica e complicità nell'attentato di Marsiglia, nei pressi della Gare de Marseille-Saint-Charles.

IL RISERBO - La sua cattura è stata resa possibile grazie alle informazioni fornite dalle autorità francesi e ottenute dagli investigatori italiani, anche grazie alle intercettazioni del suo telefono. Il giovane non ha opposto resistenza ma ha tentato di dare false generalità, come anche fece al suo arrivo nelle coste siciliane, nel 2014, e fu espulso. Le indagini proseguono nel più stretto riserbo.

(Fonte: Adnkronos)

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L'ATTENTATORE VISSE IN ITALIA. IL PERMESSO DI SOGGIORNO E IL MATRIMONIO CON UN'ITALIANAAhmed Hanachi, era stato arrestato e rilasciato dalla polizia francese solo il giorno prima e fino a tre anni fa viveva in Italia. Lo hanno rivelato Le Monde e il settimanale Le Point. In particolare è emerso che il trentenne, con passaporto tunisino, era arrivato in Italia dalla Francia nel 2006, si era insediato ad Aprilia e aveva sposato un'italiana da cui poi aveva divorziato. La prima rivelazione è che l'assassino, che ha urlato "Allah u akbar" mentre accoltellava i passanti, era stato fermato sabato a Lione con l'accusa di taccheggio e di aver partecipato ad alcune rapine nella città, ma era stato rilasciato per insufficienza di prove malgrado non avesse un valido permesso di soggiorno. La procura di Roma aprirà a breve un'indagine contro ignoti, e per associazione con finalità di terrorismo, legata alle verifiche avviate sulla rete di contatti in Italia di Hanachi.

Dal 2009 al 2017 Hanachi avrebbe beneficiato di un permesso di soggiorno in Italia, scaduto a gennaio scorso e di cui avrebbe chiesto il rinnovo. L'uomo, secondo quanto riferito ieri dal procuratore francese anti-terrorismo François Molins, era noto per piccoli reati comuni ai servizi di polizia dal 2005, con sette identità diverse: una di queste lo identificava come Ahmed H., nato in Tunisia nel 1987. Era stato fermato il 29 settembre a Lione per furto e rilasciato poi il giorno successivo, cioè 24 ore prima dell'attacco, per mancanza di prove. Alla polizia aveva esibito un passaporto tunisino e dichiarato di vivere a Lione, di essere senzatetto, divorziato e con problemi di droga. Stando a una fonte vicina al dossier, citata sempre dai media francesi, l'uomo, che ha dichiarato di essere entrato in Francia nel 2003, nel 2005 era stato fermato e ricondotto alla frontiera dal prefetto del Var, prima di essere rimesso in libertà dopo due giorni, per mancanza di posti nel centro di identificazione ed espulsione e per un problema con il documento di identità.

Terrorismo in Francia, Marine Le Pen: "Siamo in guerra, ripristinare le frontiere ed espellere immediatamente i sospettati"

La leader del Front National e candidata alla presidenza della Repubblica commenta l'attacco sugli Champs-Elisées: "Vinceremo solo se porremo fine al lassismo che ha permesso a questo criminale di compiere un ennesimo attentato ieri sera. Il nostro popolo si è sempre opposto alla barbarie" - (VIDEO)


Gli Champs Elisées dopo l'attentato di ieri sera

"Il paese è in stato di guerra, la risposta deve essere totale, globale". Lo ha dichiarato Marine Le Pen, leader del Front National e candidata all'Eliseo, commentando l'attacco di ieri sugli Champs-Elisées.

"Una guerra - ha proseguito Marine Le Pen - asimmetrica, rivoluzionaria per sottometterci a un'altra potenza, una potenza assassina. Questa guerra non possiamo permetterci di perderla". Le Pen ha poi chiesto ai francesi di essere uniti "senza se e senza ma", unità "nella compassione ma anche nella lucidità". "Dobbiamo rinunciare all'ingenuità, all'innocenza, al lassismo. Il nostro popolo si è sempre opposto alla barbarie".

Le Pen torna poi a chiedere "il ripristino delle frontiere e l'espulsione immediata degli schedati stranieri con la lettera S" (sospettati di attentare alla sicurezza dello Stato, ndr). In una dichiarazione dal suo quartier generale, la candidata del Fn alle presidenziali ha invocato "la fine del lassismo giudiziario" e "nuove regole restrittive in materia di immigrazione, asilo e di cittadinanza".

Marine Le Pen a margine di un comizio

Le Pen ha inoltre sostenuto con forza che "l'ideologia islamista non deve aver diritto di cittadinanza in Francia" e elencato una serie di misure da adottare, dalla chiusura delle moschee islamiste alla stretta applicazione del principio di laicità "in conformità con i principi repubblicani" a restrizioni su immigrazione, asilo politico e cittadinanza. "Il terrorismo - ha detto - deve essere combattuto con tutti i mezzi. Vinceremo questa guerra solo se porremo fine al lassismo che ha permesso a questo criminale di compiere un ennesimo attentato ieri sera".

"Marine Le Pen dimentica che oltre 105 milioni di persone sono state controllate" alle frontiere, replica Bernard Cazeneuve, primo ministro ed ex ministro dell'Interno. "Voglio ricordarle che dal maggio 2012, 117 persone sono state espulse dal territorio" nel quadro della lotta al terrorismo, ha affermato.

Il primo ministro francese Bernarde Cazeneuve con il presidente François Hollande

Cazeneuve ha anche criticato Le Pen che - ha detto - "dimostra la sua cattiva conoscenza nei confronti dei dispositivi della lotta antiterrorismo e del suo arsenale penale". Il premier ha poi ricordato che il Front National non ha votato a favore della maggior parte delle leggi adottate negli ultimi anni contro il terrorismo". Per Cazeneuve Le Pen vuol "far dimenticare in realtà di essersi opposta a tutto senza proporre mai nulla di serio né di credibile. Questi propositi più di ogni altra cosa rivelano il suo vero obiettivo: cerca, come dopo ogni tragedia, di approfittare e strumentalizzare per dividere, sfruttare senza vergogna paura ed emozione a fini esclusivamente politici".

François Fillon, candidato all'Eliseo della destra "repubblicana"

Bernard Cazeneuve ha concluso attaccando Fillon per la sua proposta di rivedere Schengen ricordando la soppressione dei posti di lavoro decisa sotto il suo governo tra il 2007 e il 2012 soprattutto nei servizi. Il premier ha poi fatto riferimento alla programmata soppressione da parte di Fillon di 500mila funzionari in 5 anni.

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Maroni: "I sindaci non vogliono gli immigrati? Fanno bene. La Lombardia è satura e al ministro dell'Interno ho detto basta"

Il governatore a ilComizio.it dichiara di aver dato a Minniti la disponibilità per individuare insieme un sito sul territorio regionale un sito per allestire un centro di identificazione ed espulsione, ma anche di avergli ribadito la sua contrarietà ad accogliere ulteriori stranieri: "Non sono profughi, sono clandestini, pardon, irregolari...". La nostra intervista - (VIDEO)


"I sindaci che non vogliono altri immigrati fanno bene. Non sono profughi, ma irregolari. Io ho parlato con il ministro dell'Interno e mi sono dato disponibilità a individuare con lui un sito in Lombardia per fare il centro di indentificazione ed espulsione, ma gli ho ribadito anche la mia contrarietà ad accogliere ulteriori immigrati, perché nella nostra regione ne abbiamo già accolti tanti e ormai il territorio è saturo". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti al suo arrivo all'inaugurazione di "Made Expo".

"Visto che in governo ha detto no alla nostra richiesta di 'election day', deciderò insieme al collega Luca Zaia la data per celebrare il referendum sull'autonomiaEntro quest'anno il Lombardo-Veneto voterà per la sua autonomia", ha poi dichiarato Maroni, rispondendo a una domanda in proposito de ilComizio.it. E sul ministro Orlando candidato alla segreteria del Pd, sempre rispondendo a noi, il governatore ha detto "Lo stimo, ma non entro in casa d'altri".

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