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updated 5:24 PM CET, Nov 17, 2017

Fuga di notizie sull'attentato di Manchester: Londra furiosa con gli americani. Theresa May pronta a "ribaltare" Trump

Nel mirino dei britannici, afferma la Bbc, i media Usa e la stessa amministrazione di Washington. Il New York Times ha pubblicato fotografie che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco. Diffuso anche il nome dell'attentatore che Downing Street avrebbe voluto mantenere riservata. La prima ministra annuncia rimostranze al presidente statunitense che incontrerà a Bruxelles per il vertice Nato - (VIDEO)


La polizia che indaga l'attentato alla Manchester Arena ha smesso di condividere le informazioni con gli Stati Uniti dopo la pubblicazione dei leak sull'inchiesta da parte della stampa statunitense. Lo riferisce la Bbc, spiegando che la polizia del Greater Manchester spera di riprendere presto le normali relazioni di intelligence, ma è attualmente "furiosa" per le fotografie pubblicate dal 'New York Times' che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco.

I media americani hanno anche diffuso il nome dell'attentatore, nome che Londra avrebbe voluto mantenere riservato. La premier britannica Theresa May dovrebbe sollevare la questione con Donald Trump che incontrerà a Bruxelles per il vertice della Nato.

La premier Theresa May "metterà in chiaro" con il presidente Trump che le informazioni condivise tra le intelligence dei due Paesi "devono rimanere riservate". Al termine di una riunione del gabinetto di emergenza, la May ha annunciato che esprimerà al presidente Usa la posizione di Londra nel corso del vertice Nato di Bruxelles. Prima della partenza letteralmente ha detto: "Chiarirò al presidente Trump che le informazioni di intelligence condivise tra le nostre autorità devono restare al sicuro".

Inoltre, ha detto la premier, il livello di allarme terrorismo nel Regno Unito rimane "critico", a indicare che un attacco è ritenuto probabile o "imminente". May ha anche riferito che altri mille militari sono stati dispiegati in tutto il Paese per assistere la polizia.

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I Cinque Stelle e i vaccini, Grillo replica al New York Times: "Tutte balle contro di noi". Ma sul web ricordano che...

Nell'editoriale intitolato "Populismo, politica e morbillo" il quotidiano statunitense aveva messo nel mirino il M5S, sostenendo che la sua campagna No vax abbia provocato la diffusione della malattia infettiva. La risposta sul blog rigetta le accuse e parla di "fake news", ma in rete molti hanno riproposto numerose prese di posizione da parte dei grillini. L'intervista al capogruppo pentastellato alla Camera, Roberto Fico - (VIDEO)


"Il M5s non ha mai fatto campagne contro i vaccini e non c'è nessuna piattaforma no vax", lo scrive oggi il Movimento dopo le accuse del New York Times a Beppe Grillo. Eppure sul web questa affermazione viene smentita. Dal noto virologo e paladino dei vaccini, professor Roberto Burioni, fino al segretario del Pd, Matteo Renzi, sui social è caccia aperta alle vecchie affermazioni di esponenti del M5s quando affermavano che i vaccini facevano male.

Lo spettacolo di Grillo - A fare il giro del web è soprattutto uno spezzone di un vecchio spettacolo di Beppe Grillo Apocalisse Morbida (1998). Il comico, non ancora leader del movimento politico, sosteneva quanto fosse inutile vaccinarsi. E che anzi fosse un favore alle grandi case farmaceutiche.

Un disegno di legge contro i vaccini - Per non parlare della proposta di legge sul diniego dell'uso di vaccini proposto dal Movimento 5 stelle il 12 febbraio 2014 e ancora presente negli archivi della Camera dei deputati. In questo caso, si legge, "recenti studi hanno messo in luce collegamenti tra vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie".

I commenti dei vari esponenti - Ma non vanno sicuramente dimenticati alcune frasi dette da diversi esponenti del M5S e raccolte da "Il Foglio"

"Un bambino su 150 soffre di autismo. Venti anni fa solo uno su 2.000. Gli scienziati attribuiscono la crescita all’inquinamento ambientale, alimentare e da vaccini e farmaci".

Beppe Grillo, 8 aprile 2007

"Dei vaccini bisognerebbe discutere con estrema prudenza. Non sono un esperto né di sanità, né di vaccini ma vedo e leggo molte voci che richiamano alla prudenza sull'utilizzo di questi strumenti medicali per prevenire determinate malattie. Ci sono degli studi che sembrerebbe che evidenzino dei problemi in seguito a determinati vaccini che potrebbero sorgere nei bimbi e come genitore vorrei fare una scelta consapevole sul discorso della vaccinazione".

Giacomo Giannarelli, già candidato governatore della Toscana per il M5S, in un’intervista a Fanpage.it, 21 maggio 2015

"C’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l’autismo. La gente non si vaccina più perché non crede più alle case farmaceutiche e al Ministero della Salute. Oggi qualche cosa dicono (queste istituzioni) ti fai quattro domande: ‘Perché lo stanno dicendo? Forse c’è un interesse dietro a quello? Le case farmaceutiche devono vendere qualche cosa? Si sono trovati un vaccino che non sanno cosa farci e ce lo vogliono somministrare?’"

Paola Taverna, senatrice M5S a Piazza Pulita, La7, 22 ottobre 2015

"Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sta varando un nuovo Piano di Vaccinazione Nazionale che sembra non tener assolutamente conto di tutte queste valutazioni perché, ad esempio, non rimuove l’obbligatorietà e mira a incrementare la copertura vaccinale anche dove non è assolutamente giustificata. Una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche ed è quanto di più lontano ci possa essere da un approccio appropriato. L’appropriatezza in medicina vuol dire ‘fare esattamente ciò che serve’, evitando di fare ciò che è superfluo. Tra vaccinare tutti e non vaccinare nessuno, c'è una via di mezzo molto più appropriata, e cioè vaccinare di meno e vaccinare meglio!"

dal blog M5S Europa, 27 ottobre 2015.

(Fonte: tgcom24)

 
 
 
 

Libertà di stampa, Reporter senza frontiere attacca Grillo. Replica sarcastica: "La colpa di questo sistema informativo marcio è mia. E io che pensavo..."

L'Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale stilata da Reporters sans Frontieres, passando dal 77° al 52° posto. Tuttavia, sottolinea l'organizzazione, "il livello di violenza contro i giornalisti (incluse intimidazioni e minacce verbali e fisiche) è allarmante", soprattutto a causa di "politici come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, che non esitano a diffondere l'identità di giornalisti sgraditi". Ecco come ha replicato...


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IL RAPPORTO DI REPORTERS SANS FRONTIERES - L'Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale della libertà di informazione stilata da Reporters sans Frontieres, passando dal 77° al 52° posto. Tuttavia, sottolinea l'organizzazione, "il livello di violenza contro i giornalisti (incluse intimidazioni e minacce verbali e fisiche) è allarmante", soprattutto a causa di "politici come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, che non esitano a diffondere l'identità di giornalisti sgraditi".

"Sei giornalisti italiani - scrive Reporters sans Frontieres - sono ancora sotto la protezione della polizia per via delle minacce di morte provenienti sopratutto dalla mafia o da gruppi di fondamentalisti". Inoltre i giornalisti, si legge sempre nella parte del report che riguarda l'Italia, "si sentono sotto pressione da parte dei politici e sempre più optano per l'autocensura". Stando a una nuova legge, infatti, "diffamare politici, giudici o funzionari pubblici è punibile con sentenze che vanno da sei a nove anni di carcere. Molti giornalisti, specialmente nella capitale e nel Sud del Paese, dicono di essere ancora soggetti a pressioni da parte di gruppi mafiosi e bande criminali locali", conclude l'organizzazione per la libertà dell'informazione.

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LA REAZIONE DI GRILLO - "Oggi ho scoperto di essere io la causa del problema di libertà di stampa in Italia. Lo afferma il rapporto di Reporters Sans Frontieres appena pubblicato. Mi ha aperto gli occhi. Io pensavo che fosse perché i partiti politici con la lottizzazione si sono mangiati la Rai piazzando i loro uomini nel management e nei telegiornali e dicendo loro che cosa dire e che cosa non dire". Così Beppe Grillo sul suo blog, replicando all'ultimo rapporto di Reporter senza frontiere.

"Pensavo che fosse per i giornalisti cacciati dai programmi Rai o per le minacce del partito di governo a quelli che sono indipendenti, come Report. Pensavo che fosse perché in Italia non ci sono editori puri e metà delle tv generaliste le controlla il capo di Forza Italia e perché la tessera numero uno del Pd controlla il secondo giornale più diffuso in Italia. No - prosegue sarcastico il leader M5S - la colpa è mia".

"Se i Tg e i giornali non vi danno le notizie o vi danno notizie false o vi danno notizie non verificate è perché hanno paura di me. Reporter Senza Frontiere dice che diffondo 'l'identità' dei 'giornalisti sgraditi'. Forse non sono stati informati bene dai direttori dei giornali italiani che li hanno contattati per cambiare la classifica (vi hanno contattato, vero?). Non viene pubblicata l'identità dei giornalisti sgraditi, viene smentita la balla che diffondono o viene risposto alle loro offese gratuite", puntualizza Grillo.

"Poi - prosegue il garante del Movimento - ci sono centinaia di denunce di bufale generiche e di censure più o meno velate. Ma cari reporter senza frontiere, denunciare un fatto (l'oggettiva inesistenza di libertà di stampa) e chiedere smentita alle notizie false non può essere considerata un'intimidazione".

"Noi ci battiamo per un'informazione libera, indipendente e accessibile a tutti come ci ha riconosciuto Julian Assange, intervenuto a Italia 5 Stelle a Palermo: 'Avete ottenuto un risultato straordinario, squarciando il velo dei filtri, che sono molto forti in Italia, della vecchia stampa mainstream corrotta. Penso che questo sia probabilmente il vostro successo più importante'", aggiunge Grillo.

"Ma anche Assange ha preso un abbaglio. La colpa di questo sistema informativo marcio è mia. In un Paese in cui un ex premier condannato tiene in mano tre televisioni da oltre 20 anni, dove molti giornali nazionali sono amministrati da editori impuri iscritti a partiti politici o, peggio ancora, dove alcuni quotidiani sono persino proprietà diretta di partiti politici - conclude - il problema sono io, che scrivo su un blog. Ma... sarà". 

(Fonte: Adnkronos)

Trump si vendica dei media: "Alle conferenze stampa solo giornalisti scelti da me"

La sala è piccola ma i rappresentanti della categoria hanno rifiutato di cambiare sede per i briefing. Il presidente eletto degli Stati Uniti parlando alla Fox ha annunciato: "C'è talmente tanta gente che vuole partecipare che dovremo decidere chi potrà entrare. Sono sicuro che glia altri saranno entusiasti..."


 

Donald Trump ha detto che sarà costretto a scegliere quali giornalisti potranno partecipare alle sue conferenze stampa. Così si è espresso sulla Fox il presidente eletto, dopo che i rappresentanti dei media hanno rifiutato di cambiare sede per i briefing.

 Secondo Trump, nell'attuale sala stampa non ci sarà posto per tutti i giornalisti che si vogliono accreditare. "C'è talmente tanta gente che vuole partecipare che dovremo decidere chi potrà entrare. Sono sicuro che gli altri saranno entusiasti. Molto presto ci pregheranno per avere una sala più grande", ha detto il presidente eletto all'emittente televisiva.

In realtà non tocca alla Casa Bianca decidere chi può assistere alle conferenze stampa del presidente. E' l'Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca (WHCA) che assegna i posti nella sala dei briefing, che si trova vicino allo Studio Ovale.

Il futuro capo di Ganibetto dell'amministrazione Trump, Reince Priebus, ha ipotizzato di trasferire le conferenze stampa celebrate tradizionalmente alla Casa Bianca in uno spazio più ampio fuori dall'edificio. Intervistato dall'Abc, Priebus ha spiegato che questo permetterà di avere più testate e una "maggiore copertura in tutto il Paese". Priebus ha parlato a 'This Week' della Abc dopo che la rivista Esquire aveva anticipato che i media potrebbero venire sfrattati definitivamente dalla loro area di lavoro dentro il palazzo presidenziale.

Su questo tema, il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Sean Spicer, ha riconosciuto che esiste una "discussione su come farlo". "L'unica cosa di cui si è discusso - ha detto Priebus - è se le prime conferenze stampa si terranno o meno in quella piccola sala stampa". Secondo Priebus, l'edificio dell'ufficio esecutivo Eisenhower, che si trova a ovest della Casa Bianca, potrebbe dare migliore ospitalità alle decine di giornalisti che prenderanno parte ai briefing. "Si può quadruplicare la quantità di persone in conferenza stampa", il che significherebbe una "maggior copertura da tutto il Paese", ha sottolineato Priebus. L'attuale disposizione della sala stampa della Casa Bianca era stata formalizzata durante il governo di Richard Nixon e finora nessun presidente l'ha modificata. Eventuali cambiamenti potrebbero dunque venire interpretati come un tentativo di proteggersi dal controllo del pubblico. (Fonte LaPresse)

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