updated 4:31 PM UTC, Jun 18, 2018

Lazio, Lotito spara cifre pazzesche per Milinkovic: "Ho già rifiutato 110 milioni". Juve avvisata, ci prova il Real Madrid? (VIDEO)

Il pezzo più pregiato del mercato estivo sarà probabilmente il centrocampista serbo della Lazio Sergej Milinkovic-Savic. Ma come si sa Claudio Lotito è proprietario di una boutique molto cara e quindi i club interessati al gioiello di Simone Inzaghi,  Juventus in testa, dovranno fare i conti con una richiesta monstre: il Corriere dello Sport parla di 200 milioni di euro. Ecco le parole del presidente biancoceleste in occasione del Premio "Pietro Calabrese" in cui ha ritirato la "Castagna d’oro" - (VIDEO)


Ormai si sa: Milinkovic è uno dei principali uomini-mercato di questa sessione estiva. Il centrocampista serbo, reduce da una grande stagione con Lazio, è desiderato da tutti i club più importanti e ricchi d’Europa. Proprio per questo però, la Lazio lo valuta a peso d’oro. Trattare con Lotito non è mai facile, ormai le altre società lo hanno imparato, e chi vuole acquistare uno dei suoi giocatori migliori deve fare proposte irrinunciabili. Il presidente biancoceleste ha già dichiarato di aver rifiutato un’offerta di 110 milioni, e il suo desiderio è quello di dar vita ad una vera e propria asta per vendere il centrocampista al maggior prezzo possibile.

VALUTAZIONE 200 MILIONI – Come sottolinea il Corriere dello Sport, Lotito ha fatto capire che la sua valutazione di Milinkovic è addirittura di 200 milioni. Quasi impossibile che arrivi un’offerta del genere, ma è chiara l’intenzione del club capitolino di far capire che per comprare il giovane serbo bisogna sborsare una cifra enorme. Il patron biancoceleste ama ripetere che la Lazio non è un supermarket, e chi vuole sedersi al tavolo delle trattative con lui sa che deve presentare offerte “indecenti”, perché la Lazio non ha necessità di vendere, tantomeno di svendere. (Fonte: Lazionews)

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Inter in Champions, il sindaco Sala guarda al turismo: "Un bene per Milano. E l'anno prossimo..." (VIDEO)

Il primo cittadino milanese, noto tifoso nerazzurro, commenta il raggiungimento del quarto posto in campionato da parte della squadra di Spalletti che vale la qualificazione alla massima competizione calcistica continentale. Una soddisfazione sportiva, ma anche un fatto positivo dal punto di vista dell'indotto. E augura anche al Milan fortune europee in futuro

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Una piccola storia di grande felicità, i Pulcini dell'Fc Cologno esagerano: trionfano 11-0 e vincono il Campionato Primaverile

12 piccoli anatroccoli (Pulcini per la Figc) si trasformano in 12 meravigliosi "Cigni Neri"


I 2007 dell'FC COLOGNO, allenati da Giuseppe Brancato, vincono di goleada l'ultima partita del Campionato Primaverile, contro l'Atletico San Giuliano e conquistano il titolo al termine di una cavalcata sensazionale: 10 vittorie su 10 partite, 105 gol fatti e 7 subiti. Ma al di là dei numeri e dei successi, è la vittoria dello sport, quello sano, che premia un progetto basato prima di tutto sulla crescita umana dei bambini. Gli insegnamenti tecnici e agonistici sono infatti accompagnati dalla trasmissione di valori fondamentali come il rispetto per compagni e avversari, l'educazione, la forza di volontà e l'impegno. Il tutto senza dimenticare l'entusiasmo, quel motore straordinario che regala divertimento e grandi gioie ai piccoli calciatori e alle loro famiglie

La rosa dell'Fc Cologno Pulcini 2007

25 Cimafonte Diego (portiere)

2 Carelli Alessio

3 Ciracì Mattia

4 Barletta Felice

5 Filippis Edoardo

6 Orto Simone

7 Zoncada Federico

8 Serramazza Alessio

9 De Francesco Matteo

10 Le Noci Tommy

11 Danzi Federico

14 Basile Samuele

Allenatore: Brancato Giuseppe

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PRIMI CALCI - 10° PUNTATA - DA RADIO MILAN INTER LA TRASMISSIONE DI CALCIO GIOVANILE E NON PROFESSIONISTICO

Nella decima puntata, ospite di Marco De Luca, la Dragon Goal di Milano con l'allenatore Tonino Bartolotta e il dirigente Luca Gandini.

 

Ogni martedì, dalle 17.00 alle 18.00, su Radio Milan Inter andrà in onda "PRIMI CALCI" la nuova trasmissione ideata dalla redazione de ilComizio.it dedicata al calcio giovanile e non professionistico.

A condurla il giornalista sportivo Marco De Luca coadiuvato dalla squadra del Comizio. La trasmissione sarà visibile live e on demand sul portale web ilComizio.it

Si parlerà a 360 gradi di come funziona e come è organizzato il mondo del pallone per i giovani (dai più piccoli agli atleti già formati), possibile trampolino di lancio verso il professionismo, ma soprattutto momento di crescita psico-fisica per i ragazzi. Incontreremo le società che hanno fatto del percorso calcistico giovanile la propria missione sul territorio con interviste e ospiti per scoprire tutte le declinazioni del calcio lontano dai riflettori.

Presidenti, allenatori, direttori sportivi, medici, procuratori, psicologi dello sport; ognuno porterà la propria esperienza e ci permetterà di capire più a fondo cosa aspettarci per i nostri figli dal loro rapporto con il mondo del pallone.

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"Miracolo" a Foggia: entra allo stadio in carrozzella, poi si alza in piedi e si accomoda sugli spalti. E gli altri spettatori... (VIDEO)

Episodio da ridere ma anche no allo stadio Zaccheria di Foggia, dove un uomo è stato ripreso con un cellulare mentre entra nell'impianto seduto su una sedia a rotelle per poi abbandonarla, alzarsi in piedi e sistemarsi in tribuna. In molti hanno gridato all'ennesimo episodio di falsa invalidità, ma lui si difende: "E' stata solo una bravata". La polizia conferma, ma la società pugliese condanna l'episodio e minaccia annuncia legali - (VIDEO)


"Io non sono un disabile, sono l'accompagnatore di un disabile. Venerdì scorso ho accompagnato un mio amico disabile allo stadio, al solito posto. Poi, visto che la carrozzina si era spostata, sono sceso a prenderla e anziché spingerla a braccia, mi sono seduto sopra e l'ho messa a posto. Qualcuno mi ha ripreso e ha detto che sono un falso disabile. Io chiedo scusa a tutte le associazione di disabili, io non volevo proprio offendere nessuno".

Si è difeso così ai microfono di Telefoggia l'uomo che sui social è stato definito un 'falso disabile' e che ha assistito venerdì scorso allo Zaccheria alla partita Foggia-Cesena. Tra il primo e il secondo tempo, dopo aver percorso pochi metri seduto su una sedia a rotelle, si è alzato ed ha cominciato a salire con disinvoltura l e gradinate dello stadio Zaccheria.

"La mia - conclude - è stata una bravata. Io faccio l'accompagnatore del mio amico disabile da due anni, non offendo i diversamente abili. Il mio amico disabile è solo e io mi offro di aiutarlo. Ho deciso di parlare perché mi vergogno molto".

Anche secondo la digos di Foggia non vi è alcun profilo di rilevanza penale, ma sarebbe una goliardata. La scena è stata immortalata da alcuni presenti e postata sui social. Dalle voci di sottofondo del video, prima che il giovane si alzi dalla carrozzina, c'è già chi annuncia ripetutamente l'imminente 'miracolo', circostanza questa che proverebbe che si sia trattato di una goliardata, forse anche concordata tra l'autore del gesto e chi ha fatto le riprese video. Il protagonista della bravata - secondo quanto ha accertato la digos - è l'accompagnatore di un disabile. Sia lui sia il diversamente abile erano nello  stadio regolarmente 'accreditati' dalla società sportiva e si trovavano nella zona riservata ai disabili.

In una nota il Foggia Calcio, "oltre a condannare vivamente l'episodio, che appare estremamente offensivo verso quelle persone che vivono quotidianamente la vera disabilità, percorrerà tutte le strade possibili per individuare e denunciare la persona che si è resa protagonista di questo inqualificabile gesto". (repubblica.it)

 

Inter, 110 anni di una storia unica che non va spiegata. "Il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle"

L'Inter compie oggi 110 anni. Tanto è il tempo trascorso da quel 9 marzo del 1908, giorno in cui il Club nerazzurro fu fondato presso il ristorante milanese L'Orologio. Una storia  caratterizzata da numerosi e indimenticabili trionfi, in Italia, in Europa e nel Mondo, come da quelle sofferenze che hanno sempre qualcosa di particolare. Una storia che attraversa le generazioni con quel senso di unicità che potrebbe fare a meno anche delle parole. Ma...


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9 marzo 1908. Conosco una ragazza, poco più che ventenne, che questa data se l'è fatta tatuare sul braccio, un braccio sottile e chiaro di giovane donna minuta. Contrasta quel riferimento temporale così antico col suo modo di parlare, corretto ma perfettamente contemporaneo. La sua è una famiglia molto, molto, interista e, per non lasciare nulla al caso, lei ha finito per sposare un interista. Ma è un'immagine così, come tante, che mi è venuta in mente oggi.

C'è qualcosa di magico e meraviglioso nella storia del Football Club Internazionale Milano, sodalizio calcistico meglio conosciuto come Inter, qualcosa che nasce ufficialmente la sera del 9 marzo 1908 al ristorante L'Orologio, ritrovo milanese di artisti, visionari, avventurieri. La storia la conoscono più o meno tutti e chi non la conosce peggio per lui. Numerosi soci, 44, di quella che allora era la maggiore società calcistica presente in città, litigano con altri soci, troppo fermi, troppo piatti, troppo banali, troppo "inglesi". La nota questione dell'apertura agli stranieri è solo una delle divergenze.

E allora "ciao, andee a dà via i ciapp" dicono più o meno gli "scissionisti" che hanno come punta di diamante Giorgio Muggiani. Muggiani, chi era costui? Era un artista sì, ma anche tanto altro. Siamo nell'epoca delle avanguardie, nel secolo che vuole lasciarsi alle spalle il vecchio mondo, che pure aveva già conosciuto momenti rivoluzionari, per sfidare il futuro. Giorgio era appunto un futurista, di quella genia che lanciò la sua spettacolare "sfida alle stelle". Pittore, grafico, mise la sua firma sul nascente linguaggio pubblicitario e creò i caratteri per la testata de Il Popolo d'Italia, giornale fondato e diretto da Benito Mussolini, un altro che non aveva voglia di starsene con le mani in mano.

Ed è proprio a Muggiani che si deve lo stemma con la sigla "FCIM" che tutto il mondo conosce insieme a quei due colori, il nero e l'azzurro, che un'ironica leggenda vuole fossero gli unici rimasti sulla sua tavolozza. In realtà, siccome gli "altri" portavano il rosso e il nero, aveva scelto la contrapposizione e il volo alto: "Sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo".

Ecco che poi la storia dei "fratelli del mondo" abbia subito qualche banalizzazione e forzatura, anche da parte di recenti proprietà del club, è un altro discorso. Ci hanno capito poco nell'interpretazione; pazienza, d'altronde il genio cosmopolita quanto estremamente identitario di Muggiani e degli altri mal si concilia con le noiose predicazioni del pensiero unico globalista dei tempi nostri.

Oggi è festa, in ogni caso e nonostante tutto, nel cuore immenso e tormentato degli interisti. I nostri 110 anni ci raccontano una storia unica, esclusiva, privilegiata e non ne basterebbero altri 110 per spiegarla. E comunque non c'è niente da spiegare, né a noi stessi né agli altri, poverini. C'è solo l'Inter. Auguri fratelli.

Fabio

‎"Nascerà qui, al ristorante L' Orologio, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo." Milano, 9 marzo 1908

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"Ciao Davide": l'addio di Firenze e di tutto il mondo del calcio ad Astori. Diecimila persone per salutare il capitano viola (VIDEO)

E' un grande commosso abbraccio quello che Firenze e tutto il mondo del calcio hanno tributato oggi a Davide Astori, alla sua famiglia e alla Fiorentina. Oltre diecimila persone, come quelle che ieri si erano messe in fila per un saluto al capitano viola nella camera ardente allestita a Coverciano, si sono riversate dal primo mattino in piazza Santa Croce per partecipare ai funerali nella Basilica omonima, il sacrario di uomini illustri - (VIDEO)


''La vita ci è tolta dalla morte come una rapina. E la morte stavolta - ha detto l'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori durante l'omelia - ci ha toccato un amico, il nostro capitano. Non chiedetemi quindi ragioni per capire, argomenti per giustificare, motivi per essere consolati. Posso solo piangere con voi - ha detto guardando i familiari e i compagni di squadra di Astori - Il suo ruolo di capitano e i suoi valori lo consacrano per sempre alla storia della Fiorentina, il suo inserimento nella città lo rende fiorentino da sempre e per sempre''. In prima fila, accanto alla bara coperta da una corona di fuori bianchi e viola, c'erano papà Renato, mamma Anna, i fratelli Marco e Bruno, la compagna di Astori, Francesca Fioretti, che lo ha reso padre due anni fa di Vittoria. E

ppoi il ministro dello sport Lotti, il sindaco di Firenze Nardella, i Della Valle, il presidente del Coni Malagò, l'ex premier Renzi. Tra i più commossi Buffon e Barzagli. Nella Basilica gremitissima, avvolta dalla musica di Mozart intonata dal coro del Maggio Musicale Fiorentino, la commozione è stata davvero forte, la cerimonia toccante. Una cerimonia cominciata con mezz'ora di ritardo per il malore in chiesa accusato dal padre di Francesca e più tardi anche alcuni tifosi, in piedi da ore nella piazza, hanno richiesto l'intervento medico.

A Firenze, nella basilica di Santa Croce, i funerali del capitano della Fiorentina Davide Astori, morto improvvisamente domenica scorsa in uno hotel a Udine. "Siamo qui a pregare per Davide, in questa basilica che l'Italia ha voluto fosse il sacrario degli uomini più illustri che l'hanno onorata, e che custodisce le virtù più alte del nostro popolo". Lo ha affermato il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, aprendo la cerimonia funebre. "Queste virtù noi riconosciamo in Davide - ha aggiunto - e per questo lo salutiamo in questo luogo".

Una folla viola che applaude la nemica Juventus e le sue bandiere, da Gianluigi Buffon, visibilmente commosso, a Giorgio Chiellini che si è anche intrattenuto con alcuni tifosi: è accaduto anche questo al funerale di Davide Astori, a cui ha partecipato una folta delegazione bianconera, guidata dal mister Massimiliano Allegri, che ha preso un volo privato in mattinata da Londra dopo aver battuto ieri sera il Tottenham in Champions League. Un gesto che le migliaia di persone in piazza Santa Croce hanno salutato con un lungo applauso. Una vasta rappresentanza del mondo del calcio si è ritrovata a Firenze per l'ultimo saluto al capitano della Fiorentina.

Presenti dunque le massime istituzioni sportive, dal campione olandese Marco Van Basten, oggi responsabile per lo sviluppo tecnico della Fifa, a Giorgio Marchetti, vicesegretario Uefa, dal commissario straordinario Figc Roberto Fabbricini al presidente del Coni e commissario della Lega di serie A Giovanni Malagò, dal presidente dell'Aic Damiano Tommasi al presidente del Credito Sportivo Andrea Abodi, fino ai rappresentanti di LegaPro e arbitri. Per il governo ha partecipato alle esequie il ministro dello Sport Luca Lotti. Molte le delegazioni delle squadre di calcio italiane arrivate a Firenze come la Juve: le squadre del passato di Astori come Roma guidata da Francesco Totti, con De Rossi, Florenzi, Pellegrini e Nainggolan, Cagliari, Cremonese e Milan, ma anche l'Inter di Javier Zanetti e dell'applauditissimo ex viola Borja Valero, il Napoli col ds Cristiano Giuntoli in testa, Lazio, Atalanta, Sassuolo, Sampdoria, Genoa, Spal, e il Venezia guidato da Pippo Inzaghi.

Tanti gli ex allenatori di Astori al funerale, come Allegri e l'ex Ct azzurro Giampiero Ventura con cui Astori ha giocato le ultime tre partite in nazionale, e anche gli ex compagni di squadra come Federico Bernardeschi (non presente a Londra con la Juve perché infortunato), Alessandro Matri e Federico Balzaretti, arrivato insieme alla compagna Eleonora Abbagnato. Non sono mancati in Santa Croce campioni del passato più o meno recente come Andrea Pirlo, Francesco Toldo, Sebastien Frey, Marco Tardelli, Bruno Conti, ed Emilio Butragueno in rappresentanza del Real Madrid. E anche un ex arbitro nelle categorie minori come Matteo Renzi, segretario dimissionario del Pd, ex sindaco di Firenze e da sempre tifoso viola. Infine, Davide Astori, in questo fine settimana sui campi di calcio, non sarà ricordato soltanto con 1' di raccoglimento, ma nel massimo campionato, su indicazione della Lega Serie A, le squadre giocheranno con una patch speciale con la scritta "Ciao Davide" sulla manica della divisa. (Fonte: Ansa)

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PRIMI CALCI - 4° puntata - da Radio Milan Inter la trasmissione dedicata al calcio giovanile e non professionistico

Nella quarta puntata, ospiti di Marco De Luca, il presidente del GS Villa Adriano Girotto, il responsabile tecnico della pre agonistica Manuel Palli e lo scrittore Riccardo Rossi.

Ogni martedì, dalle 17.00 alle 18.00, su Radio Milan Inter andrà in onda "PRIMI CALCI" la nuova trasmissione ideata dalla redazione de ilComizio.it dedicata al calcio giovanile e non professionistico.

 

A condurla il giornalista sportivo Marco De Luca coadiuvato dalla squadra del Comizio. La trasmissione sarà visibile live e on demand sul portale web ilComizio.it

 

Si parlerà a 360 gradi di come funziona e come è organizzato il mondo del pallone per i giovani (dai più piccoli ad atleti già ben formati), possibile trampolino di lancio verso il professionismo, ma soprattutto momento di crescita psico-fisica per i ragazzi. Incontreremo le società che hanno fatto del percorso calcistico giovanile la propria missione sul territorio con interviste e ospiti per scoprire tutte le declinazioni del calcio lontano dai riflettori.

 

Presidenti, allenatori, direttori sportivi, medici, procuratori, psicologi dello sport; ognuno porterà la propria esperienza e ci permetterà di capire più a fondo cosa aspettarci per i nostri figli dal loro rapporto con il mondo del pallone.

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