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updated 4:27 PM UTC, Dec 13, 2017

Sondaggi elettorali: vola il centrodestra avanti di quasi di 8 punti. Forza Italia davanti alla Lega, M5S primo partito, Pd al palo. E Grasso fa volare Liberi e Uguali

Le intenzioni di voto al 7 settembre secondo Index Research per PiazzaPulita: centrodestra (Fi, Lega e FdI) al 36,4%, centrosinistra (Pd e Ap) 28,7, Cinque Stelle 2,5. Il nuovo soggetto di sinistra guidato dal presidente del Senato supera il 6%. Ad oggi nessuno schieramento avrebbe una maggioranza per governare. Ecco tutti i dati


Il fatto nuovo della settimana è l’incoronamento di Piero Grasso da leader del movimento unico di sinistra, Liberi e uguali. Una novità che secondo Massimo D’Alema potrebbe portare la lista anche alla doppia cifra. Il primo test, dopo meno di una settimana, dà effettivamente una tendenza in salita, ma sottolinea che il 10 per cento è ancora lontano. Secondo Index Research per PiazzaPulita, la lista aumenta dello 0,3 e supera la soglia del 6.

Nel frattempo cala il centrosinistra, nella forma anomala con Ap e altre piccole liste, anche perché diminuisce anche il Pd. Il Partito democratico è dato addirittura sulla soglia del 24. Alternativa Popolare è in caduta libera all’1,3 e tra l’altro il sondaggio non ha ancora potuto assorbire l’effetto della non ricandidatura del leader, Angelino Alfano che attrae gran parte di quei voti, seppur pochi. Il punto vero è che il centrosinistra – con le varie formule possibili, Pisapia o non Pisapia, Bonino o non Bonino – non va oltre il 28,7 per cento.

I punti di distanza dalla coalizione di centrodestra sono ormai quasi 8, anche se secondo Index il trio Forza Italia-Lega-Fratelli d’Italia questa settimana è in flessione dello 0,2. Per l’istituto diretto da Natascia Turato a perdere di più questa settimana è la Lega Nord – forse per la mancanza di temi su cui il Carroccio è forte -, mentre continuano le prestazioni positive di Forza Italia che ha definitivamente ripreso le penne, distanziando i leghisti di quasi due punti. I Fratelli d’Italia restano stabilmente sopra al 5.

In questo quadro resta isolato anche il Movimento Cinque Stelle che è di gran lunga il primo partito, tra l’altro con una lieve tendenza in aumento, ma al momento non avrebbe possibilità di speranza per una maggioranza parlamentare.

Sondaggi, effetto Grasso ma non troppo: Liberi e uguali al 6. Pd sulla soglia del 24, centrodestra al 36. M5s primo partito

(Fonte: ilfattoquotidiano.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(ultima ora × primo piano × evidenza × sondaggi × sondaggio × centrodestra × centrosinistra × destra × sinistra × M5S × 5 stelle × grasso × liberi e uguali × Sondaggi elettorali SWG, avanzano Forza Italia e Liberi e Uguali ... Termometro Politico (Comunicati Stampa) (Blog)-10 ore fa Nell'ultima rilevazione di SWG l'istituto di Trieste mostra alcune difficoltà nell'inquadrare la situazione delle coalizioni. Che non vengono più mostrate, e sono raffigurati solo i partiti in ordine da sinistra a destra.× Sondaggi elettorali Ixè: a sinistra è battaglia tra Renzi e Grasso× Ai dirigenti del Pd dico che non tollererò chi si rassegna al primo sondaggio negativo”. Il segretario Pd passa all'attacco. E ne ha per tutti. A cominciare da Berlusconi. “Berlusconi è bravissimo a camuffarsi. In questa campagna elettorale sembra un passante.× Sondaggi elettorali ad oggi 11 dicembre 2017, 3 istituti a confronto× Sondaggi elettorali Ipsos – Dopo 40 giorni dall'ultima rilevazione, il M5S fa una grande balzo in avanti, raggiungendo il 29,1% dei consensi (+1.6%), mentre crolla il PD al 24,4%, perdendo l'1,1%. Berlusconi allunga su Salvini, Forza Italia al 16,7% guadagna lo 0,6%, la Lega Nord con il 14,4%× Sondaggi elettorali Demos: M5S e FI crescono ancora, Pd al 25%× Spazio nel sondaggio dell'Istituto anche per una materia non strettamente elettorale come la diffusione del fascismo. Secondo Demos, è preoccupato per l'emergere di forze e gruppi che si richiamano al fenomeno il 46% degli italiani (11% molto; 35% abbastanza); poco o per niente preoccupato il 48%× Elezioni sondaggi Pd panico. Per i renziani elezioni choc× La sconfitta ormai è praticamente sicura, cerchiamo solo di evitare il tracollo. Parlano così, rigorosamente a microfono spento, nel Partito Democratico dopo la sicura scissione in Alternativa Popolare orfana di Angelino Alfano e dopo l'addio di Giuliano Pisapia al progetto di riunire il Centrosinistra.× Elezioni sondaggi Pd panico. Per i renziani elezioni choc, numeri da paura× Sondaggi Politico Elettorali. Presidenza del Consiglio dei Ministri.× Sondaggi elettorali. La fase zen di Matteo Renzi è finita. Lo ha annunciato lui stesso in una intervista pubblicata ieri su Repubblica× ondaggi elettorali Ipsos: momento "no" del PD, al minimo storico della gestione di Renzi; netta ripresa d M5S. Si mantiene stabile in centrodestra× Sondaggi, Pd sul filo del 23. Liberi e Uguali al 7,5, oltre la somma di Mdp e Si. Scissione tra “sinistra” e “centrosinistra” · Politica. I dati di Ixè per l'HuffingtonPost. Il Partito democratico ha perso oltre 4 punti in due mesi. Gli elettori dell'ex campo ulivista sempre più divisi. Il M5s è ancora la prima forza× Più informazioni su: Sondaggi, Sondaggi Elettorali. Il Pd cammina lungo un filo sottile del 23 per cento. L'ennesimo ribasso, anche se lieve, fa sì che il Partito democratico abbia perso oltre 4 punti in due mesi, da un po' più del 27 a un pelo sopra il 23. × Sondaggi, Sondaggi Elettorali. Sedici punti in meno rispetto alle Europee di tre anni fa, il 6% lasciato per strada da maggio a oggi: il Pd è al minimo storico nell'era renziana. E le rilevazioni non tengono conto del forfait di Giuliano Pisapia e Angelino Alfano, usciti di scena mercoledì× Chi sale e chi scende negli ultimi sondaggi elettorali× Mentre Matteo Salvini parla di un confronto positivo con Silvio Berlusconi, “tranne che sul Milan”, la Lega perde terreno nei confronti di Forza Italia. Insieme al costante calo del Pd, è uno dei dati più significativi che emergono dall'ultimo sondaggio realizzato da Index Research× Sondaggi elettorali ad oggi 11 dicembre 2017× Sondaggi elettorali oggi 10 dicembre 2017, 3 istituti a confronto: M5S primo partito. Sondaggi elettorali ad oggi 11 dicembre 2017, 3 istituti a confronto: M5S davanti a tutti. Andiamo a vedere l'esito degli ultimi sondaggi politici elettorali, riguardanti le intenzioni di voto per le elezioni politiche 2018× sondaggi elettorali oggi sondaggi elettorali riservati sondaggi politici elettorali oggi sondaggi elettorali italia sondaggi politici ballarò ultimi sondaggi elettorali sondaggi elettorali sicilia sondaggi elettorali m5s)

Forza Italia, Brunetta scatenato: "Centrodestra verso il 40%, sinistra in frantumi". E che parole dolci per la Meloni...

Il capogruppo azzurro a Montecitorio galvanizzato dalle previsioni elettorali: "I risultati che potremmo ottenere sono rassicuranti, ossia la maggioranza alla Camera e al Senato, perché tra collegi proporzionali e maggioritari, sulla base dei sondaggi già del mese di dicembre si possono raggiungere più dei 315 seggi alla Camera e anche la maggioranza assoluta al Senato" - (VIDEO)


“Negli ultimi sondaggi il centrodestra viene dato verso il 40%, ed il centrosinistra è in frantumi. Scende in pista Grasso, presidente del Senato, e Renzi trema, perché se Grasso con la sua sinistra a sinistra del Pd va al 10%, matematicamente Renzi va sotto il 20% e perde tutti i collegi uninominali dell’Italia appenninica e dell’Italia rossa. Anche per questo il centrodestra deve stare unito, con un programma determinato”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Quindi ben venga il congresso di Giorgia Meloni, straordinaria leader di un centrodestra rinnovato, ben venga la forza della Lega in tutto il Paese e non solo al Nord, e ben venga la leadership di Forza Italia, che secondo tutti i sondaggi si conferma primo partito del centrodestra con il 16-17%. Attendiamo la formalizzazione del quarto-quinto petalo, quello cattolico-popolare e quello liberale, che possono dare il ‘di più’ per vincere e governare tranquillamente. I risultati che potremmo ottenere sono rassicuranti, ossia la maggioranza alla Camera e al Senato, perché tra collegi proporzionali e maggioritari, sulla base dei sondaggi già del mese di dicembre si possono raggiungere più dei 315 seggi alla Camera e anche la maggioranza assoluta al Senato”.

Referendum per l'autonomia della Lombardia, Cecchetti: "Smontiamo le bugie di chi getta fango sul 22 ottobre"

Il vicepresidente leghista del Consiglio regionale replica con un volantino alle polemiche sollevate da più parti sulla consultazione. Quattro le domande di contestazione cui è data risposta: Il referendum è inutile e costoso? Non si poteva aprire subito una trattativa col Governo? E' il referendum della Lega Nord? Ma se vincono i "Sì" succede come in Catalogna? "Ecco perché votare è utile e necessario per i cittadini" - (GUARDA)


"Smontiamo le bugie di chi, solo per motivi politici, getta fango sul referendum del 22 ottobre che servirà ad ottenere più competenze e risorse per la Regione Lombardia". E' l’appello di Fabrizio Cecchetti, Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia che ha realizzato un volantino informativo in cui risponde alle critiche sul referendum.

"A chi sostiene – spiega Cecchetti - che il referendum è inutile, noi rispondiamo che è lo strumento necessario per dare alla contrattazione tra Regione e Governo quella spinta che solo il voto dei cittadini può dare. Le trattative avviate in passato da ben quattro regioni non hanno avuto seguito e sono fallite proprio perché il popolo non venne coinvolto. Il risultato del referendum darà quindi un indirizzo ben preciso che le istituzioni poi dovranno mettere in atto quale volontà dei cittadini. Qualcuno inoltre – continua Cecchetti - dice che la Lombardia si sta preparando alla secessione: niente di più falso perché nel quesito del referendum viene richiamata sia l’unità nazionale che la Costituzione, in particolare l’art. 116 che disciplina le modalità per ottenere più autonomia. La verità è che questo referendum farà il bene di tutto il Paese.

Infine – prosegue Cecchetti - qualcuno riesce a fare polemica anche sui costi della democrazia. Posto che dar la parola ai cittadini non è mai un costo, la spesa ordinaria per il referendum è di circa 3 euro a cittadino. C’è poi una parte di investimenti per il futuro perché si voterà con dispositivi elettronici che poi resteranno nelle scuole a disposizione degli studenti e potranno essere utilizzati per altre votazioni.

Votare – conclude Cecchetti – è quindi utile e necessario per dare alla Lombardia e al Veneto quella forza necessaria per migliorare la vita dei propri cittadini e per tornare a essere la locomotiva trainante per le altre regioni. Per questo sono sicuro che il 22 ottobre chi vuole il bene dei cittadini, della Lombardia e di tutto il Paese troverà 10 minuti per recarsi al seggio e votare Sì".

Marine Le Pen sfonda "a sinistra": donne e operai possono farla vincere. Intanto va in Libano e rifiuta il velo islamico: salta l'incontro col Muftì

I sondaggi sul primo turno delle elezioni presidenziali francesi danno in vantaggio la leader del Front National sui candidati di socialisti e popolari. Le indagini demoscopiche forniscono interessanti analisi sulle intenzioni di voto in base al sesso e alla condizione socio-economica. E la questione islamica continua a tenere banco - (VIDEO)


Marine Le Pen resta saldamente in testa nelle intenzioni di voto dei francesi, con il 26%, a poco più di due mesi dalle presidenziali: il suo è l'elettorato più sicuro della propria scelta, secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Sopra Steria per il Cevipof e Le Monde su un campione di quasi 16.000 persone.

Il quotidiano francese commenta: "Marine Le Pen più forte che mai". Inoltre viene confermata l’erosione del voto di classe: quelle popolari si allontanano dalla sinistra, fra gli operai domina l’astensione e in secondo luogo il voto per la leader del Front National.

Inoltre, come riporta termometropolitico.it, che cita una recente proiezione di lfop, madame La Pen sta guadagnando un forte consenso tra gli elettori di sesso femminile. Il suo "punto debole", dato che nell'ultima tornata elettorale solo il 17% delle donne aveva votato per lei, mentre era stata scelta dal 20% dei maschi. La corsa all'Eliseo del 2017 potrebbe andare in direzione opposta, visto che l'istituto demoscopico francese prevede un incremento di 2 milioni di voti grazie proprio alle donne che voterebbero per la "capa" populista nella misura del 26%, quota esattamente pari a quella che riguarda i votanti uomini al primo turno delle presidenziali.

Per quanto riguarda il ballottaggio bisognerà vedere se funzionerà ancora la carta della grande coalizione "repubblicana" composta da socialisti, popolari e quant'altro. O se invece la Francia deciderà di voltare pagina, a prescindere da sesso ed estrazione sociale e in barba ai vecchi schemi politico-ideologici.


 

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