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updated 4:31 PM UTC, Jun 18, 2018

Aquarius, mal di pancia tra i 5 Stelle per la vittoria della "linea Salvini". Il caso del sindaco Nogarin che prima apre il porto di Livorno ai migranti e poi ci ripensa: "Nessuna pressione, ma non voglio creare problemi al governo" (VIDEO)

Diventa un caso la rimozione del post del primo cittadino di Livorno 20 minuti dopo la pubblicazione. Il primo cittadino nega ogni pressione e fa sapere di avere concordato l'uscita con il presidente della Camera. Ma intanto monta la polemica tra le diverse anime pentastellate - (VIDEO)


"Siamo pronti ad aprire il porto di Livorno e accogliere la nave Aquarius con il suo carico di 629 vite umane. Ho già dato la nostra disponibilità al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e ne ho parlato con il presidente della Camera Roberto Fico". Così su Facebook il sindaco pentastellato di Livorno Filippo Nogarin. Il post, però, è stato poi rimosso: "Non volevo creare problemi al governo".

"Io capisco perfettamente - si leggeva nel post di Nogarin - che si voglia dare un segnale all'Europa, chiedendo un cambio di passo sulle politiche migratorie, ma questo braccio di ferro con Bruxelles non può essere fatto sulla pelle di centinaia di uomini, donne e bambini. Se voltiamo la testa dall'altra parte e smettiamo di 'essere umani', finiamo per non essere diversi dagli scafisti, che fanno affari giocando con la vita e la disperazione di migliaia di persone".

Il sindaco sottolineava che "Livorno è la città delle nazioni. E' nata e si è consolidata come porto franco, come comunità di popoli diversi, capaci di integrarsi e crescere nel rispetto delle peculiarità di ciascuno. E' il momento di riaffermare quali sono i nostri valori".

Nogarin su post Fb rimosso: "Non volevo creare problemi al governo" - "Questa è una posizione mia, personale, come sindaco della città. Nel momento in cui mi sono reso conto che oggettivamente questo poteva creare dei problemi al governo e mi è sembrato corretto rimuovere il post". Così il sindaco di Livorno sul post prima pubblicato e poi rimosso. "Quella rimane la mia posizione e quella della città che rispetto a queste tematiche ha sempre avuto grande sensibilità", ha aggiunto.

Aquarius, violento attacco di De Magistris a Salvini: "Lo denuncio per crimine contro l'umanità. L'Europa in ingiusta? Ha contribuito a crearla" (VIDEO)

VIDEO INTERVISTA - “Finora l’unico elemento di storia del Governo del cambiamento, del Governo che ha fatto la storia è che stanno per far morire nel Mar Mediterraneo donne e bambini”. Luigi de Magistris, sindaco di Napoli non usa mezze misure e, tirando una stoccata decisa al Governo Lega – M5S, spiega: “Il porto di Napoli è aperto. Una nave che non trova approdo (l’Aquarius), può venire nel porto di Napoli, dove accoglieremo i bambini, le donne alcune incinte, le persone, gli esseri umani e gli anziani. Se si perde, continua il sindaco, il cuore non si ha più ragione di creare una comunità politica solidale". Poi, aggiunge, che chi impedisce a una nave di attraccare in un porto per salvare vite umane, commette un reato e “sarà chiamato a risponderne davanti ai tribunali internazionali“. Quindi un durissimo attacco al ministro dell'Interno, Matteo Salvini

Sbarchi, quando Di Maio denunciava: "Renzi ha venduto i nostri porti per 80 euro". Un anno fa attaccava anche la Lega: "Per quanti anni ha governato?" (VIDEO)

Intervista del 12 luglio 2017 a Bruxelles - “Abbiamo incontrato l’agenzia che si occupa della sicurezza delle nostre frontiere e ci ha confermato che l’Italia ha accettato e autorizzato gli sbarchi esclusivamente nei suoi porti. Renzi ci ha venduti come nazione per 80 euro“. Così Luigi Di Maio, vicepresidente alla Camera dei Deputati, a Bruxelles, dopo l’audizione pubblica nella commissione libertà civili del Parlamento Europeo di Fabrice Leggeri, direttore di Frontex. “La Lega Nord?– ha aggiunto rispondendo a chi gli ha chiesto se le posizioni del M5S sull’immigrazione siano vicine a quelle del Carroccio – Per quanti anni ha governato? Autorizzando Dublino III che sta schiacciando l’Italia. La Lega Nord, come Renzi e Berlusconi, sono partiti e leader che hanno avuto la loro occasione di governare e non hanno risolto il problema“.

Il fratello dell'attentatore di Marsiglia arrestato a Ferrara: tunisino, ex combattente dello Stato islamico in Siria, era sbarcato in Sicilia nel 2014

Era stato proprio Anis Hannachi a indottrinare Ahmed, il terrorista che il primo ottobre ha accoltellato a morte due donne nel nome di Allah alla stazione della città portuale francese. Giunto sulle nostre coste tre anni fa, fu espulso dopo aver fornito false generalità come ha fatto davanti agli agenti che lo hanno fermato ieri sera. Un passato da Foreign Fighter dell'Isis, aveva appoggi in Emilia - (VIDEO)


Anis Hannachi, 25enne tunisino, fratello dell'attentatore che ha ucciso due donne a Marsiglia (nella foto sotto l'uomo neutralizzato dagli agenti francesi e il corpo di una vittima a terra), è stato arrestato a Ferrara dai poliziotti della Digos di Bologna. Dopo una vasta attività investigativa, coordinata dal Servizio centrale per il contrasto del Terrorismo, è stato eseguito un mandato di arresto europeo emesso in Francia.

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Quello del 25enne è un passato da Foreign Fighter in Siria e in Iraq e un presente da fuggitivo tra Francia e Italia che gli aveva provocato anche dei sentimenti di "stanchezza, disagio e turbamento": cosa quest'ultima che preoccupava non poco gli investigatori italiani, avvertiti della sua presenza in Italia.

PRESO IN BICI - La sua presenza nel nostro Paese era stata segnalata dalle autorità francesi, che ipotizzavano il suo arrivo già dal 27 settembre scorso. Le sue tracce in Liguria il 4 ottobre scorso, successivamente è stato localizzato a Ferrara, dove sabato sera è stato arrestato dalla Polizia mentre, di notte, percorreva in bicicletta le vie della città.

NON COLLABORA - "Per il momento non collabora", precisa il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti. Allo stato attuale delle indagini, "non emergono segnali riguardanti la possibile pianificazione di atti sul nostro territorio", spiega poi il direttore del servizio centrale antiterrorismo Lamberto Giannini.

RADICALIZZAZIONE - L'indagine che ha portato all'arresto di Hannachi "promette di avere interessanti sviluppi", ha rilevato Roberti. E Francesco Caporale, procuratore aggiunto di Roma, ha ricordato che "l'attentato di Marsiglia risale al 1 ottobre", quindi l'inchiesta è "appena avviata". Dalle prime risultanze emerge però che sarebbe stato proprio Anis a 'radicalizzare' verso un percorso jihadista il fratello Ahmed, autore dell'attentato di Marsiglia.

LA STRUTTURA - Hannachi era giunto una prima volta in Italia nel 2014. Identificato, era stato espulso "ma all'epoca non aveva dato segni di radicalismo religioso", ha precisato Giannini. "Se dovessero essere confermati i primi risultati delle indagini - ha rilevato il generale Pasquale Angelosanto, Comandante del Ros carabinieri - ci troveremmo di fronte ad una struttura organizzata su base familistica".

SENZA DOCUMENTI - Hannachi, ha spiegato Claudio Galzerano, direttore della divisione antiterrorismo internazionale dell'Ucigos, è stato fermato sabato notte dalla Polizia mentre andava in bicicletta per le strade di Ferrara. "Era senza documenti, ha detto di essere algerino" e si trovava in città da pochi giorni.

NESSUNA CELLULA - "Era a Ferrara perché evidentemente ha degli appoggi - ha spiegato il Questore di Ferrara, Antonio Sbordone - ma per il momento non possiamo ipotizzare che esista una cellula ferrarese". E' stato arrestato per partecipazione ad associazione terroristica e complicità nell'attentato di Marsiglia, nei pressi della Gare de Marseille-Saint-Charles.

IL RISERBO - La sua cattura è stata resa possibile grazie alle informazioni fornite dalle autorità francesi e ottenute dagli investigatori italiani, anche grazie alle intercettazioni del suo telefono. Il giovane non ha opposto resistenza ma ha tentato di dare false generalità, come anche fece al suo arrivo nelle coste siciliane, nel 2014, e fu espulso. Le indagini proseguono nel più stretto riserbo.

(Fonte: Adnkronos)

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L'ATTENTATORE VISSE IN ITALIA. IL PERMESSO DI SOGGIORNO E IL MATRIMONIO CON UN'ITALIANAAhmed Hanachi, era stato arrestato e rilasciato dalla polizia francese solo il giorno prima e fino a tre anni fa viveva in Italia. Lo hanno rivelato Le Monde e il settimanale Le Point. In particolare è emerso che il trentenne, con passaporto tunisino, era arrivato in Italia dalla Francia nel 2006, si era insediato ad Aprilia e aveva sposato un'italiana da cui poi aveva divorziato. La prima rivelazione è che l'assassino, che ha urlato "Allah u akbar" mentre accoltellava i passanti, era stato fermato sabato a Lione con l'accusa di taccheggio e di aver partecipato ad alcune rapine nella città, ma era stato rilasciato per insufficienza di prove malgrado non avesse un valido permesso di soggiorno. La procura di Roma aprirà a breve un'indagine contro ignoti, e per associazione con finalità di terrorismo, legata alle verifiche avviate sulla rete di contatti in Italia di Hanachi.

Dal 2009 al 2017 Hanachi avrebbe beneficiato di un permesso di soggiorno in Italia, scaduto a gennaio scorso e di cui avrebbe chiesto il rinnovo. L'uomo, secondo quanto riferito ieri dal procuratore francese anti-terrorismo François Molins, era noto per piccoli reati comuni ai servizi di polizia dal 2005, con sette identità diverse: una di queste lo identificava come Ahmed H., nato in Tunisia nel 1987. Era stato fermato il 29 settembre a Lione per furto e rilasciato poi il giorno successivo, cioè 24 ore prima dell'attacco, per mancanza di prove. Alla polizia aveva esibito un passaporto tunisino e dichiarato di vivere a Lione, di essere senzatetto, divorziato e con problemi di droga. Stando a una fonte vicina al dossier, citata sempre dai media francesi, l'uomo, che ha dichiarato di essere entrato in Francia nel 2003, nel 2005 era stato fermato e ricondotto alla frontiera dal prefetto del Var, prima di essere rimesso in libertà dopo due giorni, per mancanza di posti nel centro di identificazione ed espulsione e per un problema con il documento di identità.

Fidanza (FdI): "Noi contro il business dell'immigrazione. Nel centrodestra serve una sintesi tra sovranisti e moderati"

Ai microfoni de ilComizio.it il responsabile per gli enti locali di Fratelli d'Italia, già eurodeputato, parla di quanto emerso in alcune recenti inchieste su sbarchi e traffico di esseri umani. Le sue considerazioni su una coalizione che, se unita, è data per maggioritaria nel Paese, ma che oggi è divisa tra "populisti" ed europeisti - (VIDEO)

Immigrazione, la beffa del Consiglio d'Europa: "L'Italia fa pochi rimpatri, così si favoriscono i flussi irregolari". E Gentiloni fa lo statista: "Non basterebbe Mago Merlino"

L'istituzione di Strasburgo riconosce che gli altri Paesi Ue (e non) dovrebbero fare di più sul fronte dei ricollocamenti, accogliendo i richiedenti asilo arrivati sul nostro territorio, ma punta il dito contro il nostro sistema cha fa acqua da tutte le parti. Nel mentre il premier, con l'autorevolezza che lo contraddistingue, ha parlato in Senato dell'emergenza in atto, ma anche di economia e riforme


Nel rapporto e grazie all'intesa con la Libia per fronteggiare l'emergenza migranti "non seminiamo illusioni ma sappiamo che su questa strada, per quanto impervia e arrischiata, possiamo ottenere gli unici risultati che oggi ci consentono non di cancellare il tema immigrazione, perché non lo cancella neanche il Mago Merlino, ma di regolare i flussi e gradualmente sostituire l'immigrazione clandestina irregolare, micidiale per i migranti e per il traffico che gli ruota attorno, con flussi e canali più accettabili, ridotti e regolari". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nelle sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.

"Questo è l'obiettivo - ha aggiunto - che l'Ue dovrebbe proporsi e mi aspetto che, come è stato a Malta, a Bruxelles si faccia un passo in più soprattutto in termini di risorse per aiutare l'Italia nel lavoro di avanguardia che sta facendo sulla rotta centrale del Mediterraneo".

Poi, parlando dell'Italia, "sfido chiunque a indicare un altro governo, un altro Parlamento, impegnato come noi in un complesso di riforme" ha affermato.

"Non siamo i primi della classe - ha detto - ma non accettiamo lezioni e lavoriamo nell'interesse comune" anche per "correggere le politiche dell'Unione e per una politica estera e di difesa comune". Il premier ha specificato che "all'Ue deve essere chiaro che in Italia le riforme non si sono fermate e non hanno rallentato il loro cammino".

In Italia, ha aggiunto, "la crescita è ancora lenta: rimane, anche se la distanza dalla media Ue nel 2016 è stata la più bassa. E tra un mese nel Def indicheremo le scelte del governo per fare passi in avanti ulteriori".

Intanto, dal Consiglio d'Europa arriva un monito beffardo: "Le debolezze del sistema italiano di rimpatri volontari e delle espulsioni forzate rischia di incoraggiare l'afflusso di un sempre maggior numero di migranti economici irregolari". Lo ha detto il rappresentante speciale del segretario generale del Consiglio d'Europa per le migrazioni e i rifugiati, l'ambasciatore Tomas Bocek, nel suo rapporto basato sulla visita condotta nel Paese lo scorso ottobre.

Secondo l'analisi, "non funziona" il sistema di custodia legale per i minori non accompagnati che arrivano in Italia, e gli hotspot in cui sono obbligati a trascorrere lunghi periodi sono "luoghi inadatti a garantire le loro necessità".

Centrodestra, Maullu: "In questa fase convulsa vogliamo rimettere al centro il Paese". E su Berlusconi, Salvini e il "modello Liguria" dice...

L'eurodeputato di Forza Italia ha organizzato insieme a Vittorio Pesato, consigliere regionale lombardo, un tavolo di lavoro al Palazzo delle Stelline di Milano per elaborare idee e programmi con il contributo di dirigenti locali, rappresentanti regionali e comunali del suo partito e di Fratelli d'Italia. Al centro della discussione cinque punti: sovranità, crescita, bisogni, sicurezza e comunità. Ai microfoni de ilComizio.it un'intervista a 360 gradi sul quadro politico italiano ed europeo - (VIDEO)


L'eurodeputato di Forza Italia Stefano Maullu e Vittorio Pesato, consigliere regionale lombardo e promotore della Rete dei Patrioti hanno organizzato un incontro, che hanno voluto chiamare "Alleanza per la Repubblica" al Palazzo delle Stelline di Milano. L'appuntamento - hanno precisato i promotori - più che un convegno voleva essere un "tavolo di lavoro", una base contenutistica e progettuale per una proposta nel dibattito all'interno del centrodestra. Per farlo si sono ritrovati sabato mattina nel capoluogo lombardo numerosi dirigenti locali, assessori e consiglieri regionali, consiglieri comunali di Forza Italia e Fratelli d’Italia chiamati ad elaborare idee e programmi su cinque punti che Maullu ha voluto porre al centro della discussione: sovranità, crescita, bisogni, sicurezza e comunità. Sono intervenuti, tra gli altri, Giovanni Toti, Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Mariastella Gelmini, Paolo Romani, Lidia Ravetto e Salvo Pogliese.

"Bisogna ripartire dai contenuti e dalle sfide più importanti sulle quali il centrodestra può compattarsi e tornare a essere forza di governo", ha dichiarato l'eurodeputato che ha richiamato le parole d'ordine per rilanciare le ambizioni sopite di una coalizione che ha saputo governare il Paese in passato e che oggi vuole imporsi di tornare al ruolo che le compete: "Identità, crescita, bisogni, sicurezza, comunità, quindi impresa, tasse, immigrazione, famiglia: temi sui quali il centrodestra deve fare sintesi con obiettivi ben chiari, cioè gli interessi dell'Italia e degli Italiani in una dimensione europea".

Ai microfoni de ilComizio.it l'on. Maullu ha rilasciato una videointervista completa e ricca di commenti sui temi caldi della politica italiana ed europea. 

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