updated 8:57 AM UTC, Aug 19, 2018

Crollo del ponte di Genova: continuano le polemiche e si dimenticano le vittime

Molte critiche per le foto pubblicate su Twitter a poche ore dal crollo del ponte Morandi a Genova, che mostrano Matteo Salvini sorridente e festoso ad una cena in Sicilia. Oggi i paranti delle vittime definiscono una farsa i funerali di stato. 


Al dramma si aggiunge la polemica. Poche ore dopo il crollo del Ponte Morandi, il ministro degli Interni italiano stava partecipando a una cena in Sicilia con i rappresentanti regionali della Lega, questa azione gli è costata non poche critiche sui social da parte dei politici di opposizione. 

Mentre l'Italia è ancora scioccata dal crollo del ponte Morandi a Genova, che ha ucciso almeno 42 persone e si cercano ancora dei dispersi, Matteo Salvini è oggetto di critiche. Se il ministro dell'Interno, che si trovava in Sicilia martedì 14 agosto, ha reagito rapidamente dopo l'evento, promettendo in particolare che i funzionari che dovevano vigilare sulla sicurezza del ponte, avrebbero "pagato, pagato tutto e pagato a caro prezzo", il suo atteggiamento a quella cena ha fatto molto parlareIn Sicilia per incontrare i rappresentanti regionali della Lega, Salvini non ha cancellato la cena prevista e non è andato a Genova fino al giorno successivo. Una serata con un clima festoso e le diverse foto pubblicate sui social network, non hanno mancato di suscitare indignazione, soprattutto da parte di rappresentanti dell'opposizione di sinistra. "Questo è quello che ha fatto il ministro dell'Interno Salvini ieri sera, festeggiava in Sicilia, mentre a Genova, altri stavano scavando tra le macerie", ha twittato Anna Rita Leonardi (PD).




"Le immagini di Salvini che festeggiano in un momento drammatico per Genova sono un affronto al dolore del nostro Paese", ha risposto giovedì il presidente del Partito Democratico Matteo Orfini.
 

Matteo Salvini ha risposto fermamente a queste critiche. "Alcuni sciacalli di sinistra mi aggrediscono perché la sera del 14 agosto ho osato incontrare nel quadro di cena 300 persone (sindaci, presidenti di associazioni di volontariato, forze dell'Ordine e molti cittadini) in Sicilia. Sono stato il primo al Comando Nazionale dei Vigili del Fuoco a seguire le operazioni di salvataggio a Genova ", ha risposto, aggiungendo," ai parlamentari del Partito Democratico, che sono stati informati del mio viaggi di questi due giorni, chiedo conti per conto degli italiani del loro lavoro negli ultimi anni".

Intanto nel giorno dei funerali anche i parenti delle vittime alzano i toni affermando che i "Funerali di Stato rischiano di diventare una farsa", per questo motivo diverse faglie delle vittime del crollo del ponte Morandi non vogliono la cerimonia organizzata dallo stato. L'Italia si sta preparando a seppellire dozzine di morti, in piena polemica, mentre i soccorritori stanno continuando instancabilmente da venerdì a cercare i dispersi sotto le macerie del ponte autostradale crollato a Genova. Un solenne funerale è previsto per la tarda mattinata di oggi Sabato 18 Agosto, in una sala del centro espositivo di Genova, con una messa celebrata dall'arcivescovo, alla presenza di tutte le più alte autorità dello stato, tra cui il presidente Sergio Mattarella.

Questa cerimonia di stato promette comunque imbarazzo per le istituzioni italiane. Secondo un conteggio 17 famiglie su 42 vittime preferiscono astenersi e 7 famiglie non hanno ancora preso una decisione. Alcune famiglie hanno persino preferito organizzare sepolture private il venerdì o il sabato boicottando l'iniziativa delle autorità.
 
 

L'avversario più rumoroso della nuova politica anti-migranti in Italia? La Chiesa cattolica.

Il prelato italiano alza gli scudi in difesa di chi vive nella sofferenza e cerca una via di fuga dalle atrocità delle guerre, criticando duramente le scelte in tema di politica migratoria del governo "giallo/Verde"


In una piccola chiesa dell'Italia centrale, un sacerdote durante la messa, ha detto alla sua congregazione che il motto del politico  "Italiani prima"  era antitetico al cristianesimo stesso. Più a nord, un altro parroco ha detto che i sostenitori del nuovo partito anti-migrante "non possono definirsi cristiani". Sull'isola di Sicilia, un arcivescovo che parlava in una piazza pubblica ha affondato un colpo ancora più ampio, criticando i politici che devono il "loro stesso miserabile successo" sfruttando la paura dei migranti.

Il vescovo di Palermo partecipando ad una manifestazione religiosa ha dichiarato "La chiesa non può tacere, io non posso rimanere in silenzio." Ecco allora che mentre la politica migratoria italiana oscilla verso destra , la Chiesa cattolica risponde con un ruggito oppositivo. Papa Francesco , durante i cinque anni del suo pontificato, ha parlato dell'umanità e dei diritti dei migranti, mettendo in guardia dal sentimento anti-immigrati che si sta affermando in alcune parti del mondo sviluppato. Ma quegli avvertimenti solo di recente si sono trasformati in una lotta anche nelle piazze di quella che viene definita una delle nazioni più cattoliche del mondo con un governo populista che promette di "fermare l'invasione" e di chiudere le sue porte.

Nelle scorse settimane, leader ecclesiastici di ogni tipo - figure vicine a Francesco e sacerdoti che parlano nelle tranquille domeniche, hanno reagito contro quella che definiscono una risposta xenofobica e timorosa all'ondata di rifugiati e migranti economici che hanno raggiunto le coste italiane. Le loro voci si sono levate con rilievo contro un panorama politico dove pochi altri, anche nei partiti di opposizione italiani, stanno portando questo messaggio. 

Ma alcuni di questi schietti leader ecclesiastici descrivono anche una scossa di allarme, e affermano che l'ascesa di movimenti anti-migranti qui e in molti altri paesi prevalentemente cattolici, tra cui Polonia e Austria, mostra forti divisioni all'interno della fede su quanto sia accogliente esserlo. La figura dominante del nuovo governo italiano è il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che giura per il Vangelo, a volte brandisce i rosari e descrive gli immigranti senza documenti come una "marea di delinquenti" che vuole mandare a casa. Salvini rispondendo alle affermazioni dell'arcivescovo di Palermo scrive su Facebook "Con tutto il rispetto per il pastore delle anime, invece di aiutare i poveri dell'Africa a venire in Europa, il mio dovere nel governo è di pensare innanzitutto ai milioni di poveri italiani, sto sbagliando?"  

Papa Francesco non ha parlato esplicitamente dello spostamento della politica italiana, ma questo mese ha celebrato una messa speciale per i migranti e due settimane dopo, davanti a 25.000 persone in piazza San Pietro, ha chiesto alle nazioni di agire "in modo deciso e immediato" per impedire la "tragedia" delle morti dei migranti in mare. Francesco e il nuovo Primo Ministro italiano Giuseppe Conte non hanno avuto un incontro formale.

In Italia, dove più di 650.000 persone sono arrivate via mare dal 2014, il risentimento verso i migranti è cresciuto costantemente, soprattutto perché gli altri paesi europei hanno partecipato ai piani per condividere in modo più equo l'onere di ospitare i migranti e trattare le loro richieste di asilo. Salvini ha annunciato il mese scorso che stava chiudendo i porti italiani alle navi umanitarie, una mossa che ha creato il caos nel Mediterraneo. Da allora ha spesso detto che sta trasformando le promesse della campagna in "azione". 

Il vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana e un prelato vicino a Papa Francesco, in una recente intervista cerca di porre rimedio alle numerose crepe che si stanno creando nel mondo cattolico, "Se ci sono cristiani che si sentono a proprio agio nel dire no alla "reception", la Chiesa deve porsi una domanda. Questo può solo significare che abbiamo parlato di Gesù, celebrato cerimonie e liturgie, ma sicuramente non abbiamo creato quella mentalità che vuole il Vangelo".

Alcuni gruppi cattolici stanno anche cercando di svolgere un ruolo più attivo nel mitigare gli atteggiamenti verso i migranti o richiamare l'attenzione sulle politiche del governo. Un sacerdote missionario, Alex Zanotelli, ha organizzato uno sciopero della fame che includeva sit-in presso il Parlamento italiano, affermando che il messaggio di Papa Francesco "sta attraversando un periodo difficile per raggiungere le radici della Chiesa". A giugno, la Caritas, importante gruppo cattolico, ha organizzato pasti comuni, dove le persone potevano incontrare migranti e rifugiati. Il papa ha detto che tali incontri devono aiutare a coltivare sentimenti di "fraternità".

Una delle più importanti dichiarazioni sulla migrazione è arrivata dalla potente Conferenza episcopale italiana, che questo mese ha pubblicato una enciclica di cinque paragrafi , illustrata sul suo sito web con la foto di un debole migrante che si era aggrappato ai relitti nel Mediterraneo prima del suo salvataggio . La dichiarazione non menzionava specificamente il governo italiano, ma parlava della necessità di "salvare la nostra stessa umanità dalla volgarità e dalla barbarie" salvando vite umane ", a cominciare dai più esposti, umiliati e calpestati".

Anche Famiglia Cristiana si butta nella mischia pubblicando in copertina una foto di Salvini e una frase latina dal chiaro significato "respingere il male di Satana", dichiarando che non vi era nulla di personale o allusivo, ma si basava solo su una frase del vangelo. La risposta di Salvini non si è fatta aspettare ma ha avuto toni molto più leggeri, "non penso che il paragone possa essere equo".

"Sono l'ultimo dei buoni cristiani", disse. "Ma non penso di meritarmi tanto. Sono rassicurato dal fatto che ricevo quotidianamente il sostegno di tante donne e uomini della chiesa ".

Conte si prepara ad incontrare il presidente Trump, che sia il momento di un'alleanza spirituale?

Giuseppe Conte è un professore di legge dai toni pacati che ha preferito entrare nel mondo politico internazionale mantenendo un basso profilo. Mostra meno spavalderia e detiene molto meno potere degli altri leader stranieri che sono riusciti a conquistare l'ammirazione del presidente Trump, come Vladimir Putin e Xi Jinping.


Ma Conte guida un governo tutt'altro che di basso profilo - composto da forze anti-establishment che stanno portando avanti una politica antimmigrazione, mettendo in discussione le regole fondamentali dei rapporti dell'Italia con l'Europa, in favore di un avvicinarsi alla Russia di Putin.

Di conseguenza, Conte e Trump si trovano su un terreno molto diverso e offrono un raro esempio di cooperazione transatlantica in un momento in cui altri governi dell'Europa occidentale vedono la Casa Bianca con ansia e preoccupazione.

Il presidente degli Stati Uniti ha da subito minato le alleanze di vecchia data imponendo dazi, oppure contrastando le decisioni politiche come in Germania e in Gran Bretagna e rimproverando gli alleati della NATO per le loro spese militari, definendoli "nemici" l'Unione europea.

 A giugno al termine del turbolento vertice de 7 grandi, Trump riferendosi a Conte ha dichiarato "Farà un ottimo lavoro - il popolo italiano ha capito bene!". Conte ricambiò, postando una foto sorridente dei due leader sulla sua pagina Facebook ufficiale, "Alleanza storica, nuova amicizia".  Un mese dopo, durante una conferenza stampa sempre al termine di un altro difficile vertice NATO in Europa, Trump fa cenno alle analogie che stanno segnando le comuni strade in politica - "Probabilmente, almeno in parte, ho vinto un'elezione a causa dell'immigrazione, Giuseppe, che ho conosciuto abbastanza bene nell'ultimo mese e mezzo, ha vinto le elezioni a causa delle forti politiche di immigrazione sull'Italia." Di fatto, Conte divenne il leader italiano non vincendo le elezioni, ma a causa di un accordo di coalizione tra due partiti politici anti-establishment, sia la Lega che il Movimento a cinque stelle più politicamente amorfo, avevano leader che aspiravano a prendere la carica di Primo Ministro. Ecco allora che Conte (prima scelta del Movimento a cinque stelle come potenziale ministro del governo), viene strappato dai ranghi del mondo accademico. Non ha mai avuto esperienza politica, non aveva quasi mai assunto nessun profilo pubblico, all'improvviso, è diventato il responsabile del primo governo populista dell'Europa occidentale.

Parte del DNA del governo italiano assomiglia a quello di Trump. Matteo Salvini, ministro degli interni italiano e la figura più dominante del governo, è un costante utente di social media che parla di "notizie false", ha allontanato i migranti e usa lo slogan "Italiani prima." Salvini ha partecipato a un raduno della campagna Trump in Pennsylvania due anni fa, e ha detto in una recente intervista al Washington Post che apprezza il seguito che Trump da alle promesse fatte, come il trasloco dell'Ambasciata USA in Israele a Gerusalemme.

I nuovi leader italiani, dopo aver fatto vibrare i mercati globali a fine maggio, hanno dichiarato di non avere intenzione di lasciare la valuta comune europea. Ma i loro piani di spesa, ancora da attuare, potrebbero causare uno scontro con l'Unione Europea sulle regole di restrizione del budget. L'Italia ha anche espresso preoccupazione per le sanzioni europee nei confronti della Russia, affermando che danneggiano le imprese italiane. Quando Trump, in giugno, suggerì che la Russia dovesse essere riammessa nel Gruppo delle sette nazioni industrializzate, Conte fu l'unico altro leader al vertice a segnalare il suo accordo, anche se poi ammorbidì la sua posizione, dicendo ai giornalisti (fonte Reuters), che le sanzioni si sarebbero dovute ammorbidire con un giusto tempo.

In una recente intervista con Il Fatto Quotidiano, a Conte è stato chiesto dal redattore del giornale, Marco Travaglio, perché finora aveva "parlato così poco agli italiani". La risposta fu categorica, "Perché ritengo che gli italiani siano interessati alle iniziative del governo, non alle parole. Ho dimenticato il fatto che solo alcuni giorni prima ero un privato cittadino che guardava Angela Merkel ed Emmanuel Macron in TV e sono subito entrato nel mio nuovo ruolo, con la volontà di FARE"

"Avere zero tariffe in tutti i settori significherebbe rafforzare l'alleanza atlantica", ha dichiarato Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria, "L'America è l'alleato naturale dell'Europa. Torniamo a una relazione serena e proficua per tutte le parti coinvolte".

Migranti, la Spagna ora critica l'atteggiamento del governo italiano

Il capo del diplomatico spagnolo esce allo scoperto e critica duramente la decisione dell'Italia di chiudere i suoi porti ai migranti e ha sostenuto l'adozione di una politica europea a lungo termine per affrontare la crisi migratoria "più grave della crisi del paese euro".


L'Italia ha chiuso la rotta della migrazione attraverso la Libia "in modo discutibile, che creerà indubbiamente problemi più gravi a livello europeo di quelli creati dai paesi dell'Est", si legge nella nota  del ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell. Anche i paesi dell'Unione dell'Europa orientale rifiutano di accogliere i rifugiati che Bruxelles desiderava distribuire tra gli Stati membri.

Dopo aver respinto diverse navi cariche di migranti raccolti nel Mediterraneo, il governo di Roma ha collegato lo sbarco nei suoi porti dei migranti a una condivisione delle loro cure con altri Stati membri. La Spagna aveva ospitato una delle prime navi respinte dall'Italia, l'Acquario, che aveva sbarcato 630 migranti a Valencia il 17 giugno.

"La soluzione al problema della migrazione", continua Borrell, - "non può essere una sorta di aggiustamento permanente per distribuire i migranti che arrivano. La Spagna avrebbe potuto anche chiedere una distribuzione di migranti che attraversano i confini terrestri delle enclavi spagnole in Marocco, ma non lo fa".

Il ministro spagnolo continua ponendo delle domande alla politica migratoria europea: "Per i prossimi 20 o 30 anni, cosa faremo con gli ulteriori 200 milioni di abitanti che il Sahel avrà? Questo è ciò che cercherò di mettere su il tavolo, delle discussioni". Lo Sahel è una fascia di territorio dell'Africa sub-sahariana che si estende tra il deserto del Sahara a nord e la savana del Sudan a sud, e tra l'oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est, un area di circa 3.053.000 km².

-"L'Unione europea deve condurre la politica migratoria in loco, nei paesi di origine, altrimenti trasferiremo solo la pressione da un luogo all'altro", ha continuato l'ex presidente del Parlamento europeo, sottolineando che la chiusura della rotta libica sta dirottando i migranti verso il Marocco e la Spagna, dove si registra il passaggio di ​​più migranti dall'inizio dell'anno, di quelli raccolti nel Mediterraneo e poi sbarcati in Italia.

"La crisi migratoria", ha detto Borrel, "è più difficile da risolvere della crisi dell'euro, perché è molto più strutturale, molto più permanente, influenza molto di più a livello emotivo, culturale e identitario. Le attuali società europee non hanno ancora la mentalità per affrontarla".

  • Pubblicato in Esteri

Migranti: Merkel a Orban, "...tutti abbiamo un dovere verso l'umanità"

La cancelliera Merkel ha chiarito il suo disaccordo con Viktor Orban sui migranti. Quando è stata accusata di non aver ceduto alla linea dura, sempre più crescente in Europa ha risposto, - "un dovere per l'umanità".


"Stiamo andando a proteggere le nostre frontiere esterne, quelle della UE, ma non con l'obiettivo di chiuderci e parlare solo di chiusura come una sorta di fortezza", ha detto il cancelliere tedesco ai giornalisti. "L'umanità è l'anima dell'Europa e quell'anima, se vogliamo mantenerla (...), non possiamo semplicemente isolarci dall'angoscia e dalla sofferenza, ritirandoci in una fortezza", ha aggiunto la Merkel.

A Viktor Orban non è piaciuta la lezione, - "Pensiamo di aiutare in modo umanitario, ma non producendo un richiamo aereo per tutti, l'unica soluzione è chiudere i confini e non portare chi porta il male in Europa. Non vogliamo importare problemi", ha aggiunto all'indirizzo della cancelliera. Invitando Berlino ad essere più riconoscente all'Ungheria, che controlla rigorosamente il suo confine meridionale con la Croazia e la Serbia, - "perché altrimenti, ogni giorno arriverebbero in Germania dai 4.000 ai 5.000 rifugiati".

I due leader hanno a lungo rappresentato a livello europeo opposti poli nel campo della politica di asilo: la volontà di accogliere un lato, un rifiuto intransigente dell'immigrazione dall'altro in nome dei valori cristiani dell'Europa.

Ma nonostante gli scambi avvenuti giovedì a Berlino, dobbiamo riconoscere che la Germania dal 2015 ha sempre e gradualmente rafforzato la sua politica migratoria per ottenere di fatto, anche gli aiuti, dei sostenitori di una linea dura.

La linea dura di Orban sull'immigrazione è ora seguita dalla maggioranza in Europa, da quando governi sempre più a destra sono arrivati al potere in Austria o in Italia, e hanno acquisito molti nuovi seggi in altri paesi come la Germania e questo è evidente anche per la cancelliera che in una recente intervista, ha persino elogiato il Primo Ministro ungherese dicendo, - "con i suoi controlli molto severi, in un certo modo ha fatto il lavoro anche per noi".

E' doveroso ricordare che solo nel 2016, la Merkel aveva aperto una crisi diplomatica con l'Ungheria perchè riteneva "anti umano" il modo con cui l'Austria aveva chiuso la "rotta balcanica", utilizzata dalla maggior parte dei migranti provenienti dalla Grecia verso il nord Europa.

Il summit europeo della scorsa settimana sulla migrazione, descritto come "un enorme successo" di Orban, è stata una forma di consacrazione per le sue tesi: l'Europa si è concentrata sul rafforzamento dei controlli alle frontiere, questo il motivo de "l'Orbanizzazione della signora Merkel". La cancelliera ha dovuto finalmente seppellire i suoi piani per le quote di assegnazione dei richiedenti asilo nell'UE, specialmente di fronte all'opposizione dei paesi dell'Europa centrale e orientale. Secondo la rivista tedesca Der Spiegel, ora è Orban che detta le sue condizioni al Cancelliere tedesco, e di recente ha parlato di "orbanizzazione della signora Merkel". Che ha dovuto definitivamente sotterrare questa settimana la sua generosa politica di accoglienza lanciata nel 2015, sotto la pressione dell'ala destra della sua coalizione governativa che minacciava altrimenti di chiudere la porta del dialogo interno. Il cancelliere ha convenuto che i migranti già registrati in altri paesi dell'UE dovrebbero essere collocati nei centri di transito al confine tedesco e poi deportati nello stato di ingresso dell'UE, in base ad accordi bilaterali con i paesi dell'UE interessati.

Dunque l'Europa sempre più vicina agli argomenti dettati anche dal nuovo governo Conte, che ha deciso di fare un il giro di boa per poi cambiare rotta sul tema dell'immigrazione, cambiando di conseguenza anche la rotta degli altri governi e delle "ONG".

 Faccia a faccia tra Merkel e Orban tra due opposte visionidell'Europa×ultimaora×ultimenotizie×evidenza×migranti×orban×merkel×Europa×Austria ×Italia×Germania×chiusura porti×governo Conte×Salvini×ministrodell'interno×valori dell'europa×l'Orbanizzazione della signora Merkel×Migranti, tutti contro tutti in Europa. E l'Italia guarda a Orban×Merkel, che figuraccia! I Paesi dell'Est smentiscono la cancelliera×Orban oggi a Berlino per primo incontro con Merkel da quasi 3 anni×6 luglio 2018×Migranti, Merkel incontra Orban a Berlino: "Abbiamo visioni differenti". ... dall'altra il rifiuto categorico dell'immigrazione ×Merkel vede Orban, il suo ministro incontra Kurz×Angela Merkel e Viktor Orban in conferenza stampa×

 FONTE: (AFP)

Sanità, Lombardia e Campania adesso collaborano: accordo tra il Niguarda di Milano e il Cardarelli di Napoli. L'orgoglio del governatore De Luca: "Siamo il volto di un Sud diverso dagli stereotipi" (VIDEO)

(VIDEO) - Firmato a Palazzo Lombardia un protocollo d'intesa per un confronto tra i due grandi ospedali su know how e modelli gestionali. Il presidente campano come sempre gioca in attacco: "siamo quella parte del Mezzogiorno che combatte contro gli stereotipi coi quali spesso veniamo ingiustificatamente identificati e invece si propone con l’immagine del rigore e dell’efficienza". L'intervista e la conferenza stampa


 siamo quella parte del Mezzogiorno che combatte contro gli stereotipi coi quali spesso veniamo ingiustificatamente identificati e invece si propone con l’immagine del rigore e dell’efficienza

Confronto tra i modelli organizzativi, tra gli atti aziendali degli ospedali e i piani di organizzazione strategica, anche e soprattutto in funzione dei diversi contesti regionali. Attivita' di comparazione tra le aree omogenee, quali l'area di Emergenza/Accettazione, con speciale riguardo ai processi di accettazione in pronto soccorso.

Questi gli elementi qualificanti dell'accordo di collaborazione tra l'ASST Niguarda di Milano e l'Azienda Ospedaliera Cardarelli di Napoli illustrati dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

A Palazzo Lombardia, in conferenza stampa, i due presidenti hanno fatto il punto sul protocollo d'intesa siglato lo scorso febbraio e che si concludera' a novembre 2018. All'incontro sono intervenuti anche il direttore generale dell'ospedale Niguarda, Marco Trivelli, e quello del Cardarelli, Ciro Verdoliva.

L'accordo prevede l'organizzazione di specifiche attivita' di confronto, approfondimento, ricerca e formazione e lo sviluppo di attivita' congiunte e programmi condivisi con lo scopo di promuovere lo scambio culturale tra le due realta' aziendali storiche nel panorama dell'assistenza ospedaliera ed alla cooperazione nel campo della formazione e della ricerca in ambito sanitario.

CONDIVISIONE DEL KNOW HOW E DEI MODELLI GESTIONALI - L'obiettivo dell'accordo e' quello di arrivare ad una condivisione del know how e dei modelli gestionali acquisiti dai due ospedali. Piu' nel dettaglio il programma prevede attivita' di comparazione tra le aree omogenee, quali l'area di Emergenza/Accettazione, con speciale riguardo ai processi di accettazione in pronto soccorso, le reti tempo dipendenti, il bed management e il Trauma Team, l'area chirurgica con l'interazione tra chirurgia e terapia intensiva post-operatoria, l'area medica con medicina preoperatoria e l'area oncoematologica con riferimento al trapianto allogenico di midollo.

PUNTI PROTOCOLLO D'INTESA - Nel Protocollo d'intesa e' inoltre previsto il raffronto su attivita' quali la chirurgia iperbarica, isole di Langherans, infezioni ospedaliere, risk management, centro antiveleni, banca del tessuto muscolo-scheletrico e della cute, confronto su attivita' libero-professionale intramoenia, cartella clinica informatizzata, attivita' di formazione e cooperazione internazionale e organizzazione delle professioni sanitarie. Grazie al protocollo d'intesa sara' possibile trasferire le 'best practice' presenti in ciascuna organizzazione e quindi importare pratiche consolidate che possono migliore la qualita' dell'assistenza.

Fine ultimo e' quello di una messa in rete delle eccellenze per garantire assistenza di qualita'.

 CONCLUSIONE ACCORDO PREVISTA A NOVEMBRE 2018 - Il progetto prevede una serie di incontri bilaterali, al termine dei quali saranno presentati i risultati ottenuti. "E' un protocollo importante perche' consente a due eccellenze della sanita', il Niguarda e il Cardarelli, di incontrarsi, confrontarsi, condividere le buone pratiche per creare la possibilita' di collaborare e creare in queste due realta' servizi ancora migliori per i cittadini. Siamo convinti che questa intesa continuera' e sara' portatrice di nuove opportunita' di sviluppo". Questo il commento del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, all'accordo di collaborazione presentato in conferenza stampa insieme al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

 

A Palazzo Lombardia, oltre ai due presidenti, erano presenti i direttori dei due ospedali, l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e il consigliere delegato alla Sanita' della Regione Campania Enrico Coscioni. n un clima di grande cordialita' e amicizia con il presidente Fontana, il governatore Vincenzo De Luca ha subito rimarcato che "Ci presentiamo con il volto di Sud diverso: siamo quella parte del Mezzogiorno che combatte contro gli stereotipi con i quali spesso veniamo ingiustificatamente identificati e invece si propone con l'immagine del rigore e dell'efficienza professionale: proprio per questo siamo interessati a uno scambio di conoscenze e di buone pratiche con una realta' come il Niguarda di Milano".

"Possiamo dare vita a una serie di collaborazioni - ha spiegato De Luca - nella formazione del personale specializzato, nella maggiore e migliore efficienza dei modelli organizzativi e gestionali, oltre che nel campo della ricerca". "Da noi barelle non ce ne sono piu' - ha chiosato il presidente della Regione Campania riferendosi al grande lavoro svolto all'ospedale Cardarelli di Napoli - c'e' solo eccellenza". "Come sapete - ha aggiunto - la Regione Campania e' ancora commissariata perche' negli anni '90 abbiamo accumulato 8-9 miliardi di euro di debiti e per questo siamo stati sottoposti a un piano di rientro che intendiamo concludere alla fine del 2018. Nel 2015 la Regione Campania era l'ultima per i Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza, e comunque, pur in un contesto difficile, abbiamo avuto punte di eccellenza nell'organizzazione sanitaria". 

"Noi stiamo facendo una rivoluzione - ha spiegato - ma stiamo lavorando dovendo rinunciare a 1,7 miliardi di risorse da investire: abbiamo 250 milioni in meno ogni anno rispetto a quello che riteniamo dovuto nel riparto del Fondo Sanitario Nazionale perche' la Campania e' la Regione piu' 'giovane' d'Italia anche se a questo parametro si dovrebbe affiancare anche il criterio della deprivazione sociale. Se abbiamo un reddito pro capite che e' la meta' di quello di Milano, significa che qualche problema c'e' e dovrebbe essere posto a livello nazionale".

Immigrazione; questa mattina il vertice dei leader europei ha dato luce a un nuovo testo di legge

Dopo lunghe negoziazioni, finite nelle prime ore di questa mattina, i leader dell'Unione europea hanno evitato il crollo di un vertice chiave con un accordo sulla migrazione che vedrà il peso del reinsediamento dei rifugiati condiviso più ampiamente dagli Stati membri.


Ecco le linee principali:

IMMIGRAZIONE
 
1. Il Consiglio europeo riconferma che una condizione preliminare per una politica UE efficace si basa su un approccio globale alla migrazione che combini un controllo più efficace delle frontiere esterne dell'UE, una maggiore azione esterna e gli aspetti interni, in linea con i nostri principi e valori. Questa è una sfida non solo per un singolo Stato membro, ma per l'Europa nel suo insieme. Dal 2015 sono state predisposte una serie di misure per ottenere un controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE. Di conseguenza, il numero di incroci di frontiera illegali rilevati nell'UE è stato ridotto del 95% dal suo picco nell'ottobre 2015, anche se recentemente sono stati rilevati flussi sulle rotte orientale e occidentale del Mediterraneo.
 
2. Il Consiglio europeo è determinato a proseguire e rafforzare questa politica per impedire il ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e ad arginare ulteriormente la migrazione illegale su tutte le rotte esistenti ed emergenti.
 
3. Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, gli sforzi per fermare i contrabbandieri che operano fuori dalla Libia o altrove dovrebbero essere ulteriormente intensificati. L'UE continuerà a sostenere l'Italia e altri Stati membri in prima linea a tale riguardo. Rafforzerà il suo sostegno alla regione del Sahel, alla guardia costiera libica, alle comunità costiere e meridionali, alle condizioni di accoglienza umane, ai ritorni umanitari volontari, alla cooperazione con altri paesi di origine e di transito, nonché al reinsediamento volontario. Tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non ostacolare le operazioni della Guardia costiera libica.
 
4. Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo orientale, sono necessari ulteriori sforzi per attuare pienamente la dichiarazione UE-Turchia, prevenire nuovi attraversamenti dalla Turchia e arrestare i flussi. L'accordo di riammissione UE-Turchia e gli accordi bilaterali di riammissione dovrebbero essere pienamente attuati in modo non discriminatorio nei confronti di tutti gli Stati membri. Sono necessari ulteriori sforzi per assicurare rapidi ritorni e prevenire lo sviluppo di nuove rotte marittime o terrestri. La cooperazione e il sostegno a favore dei partner nella regione dei Balcani occidentali rimangono fondamentali per scambiare informazioni sui flussi migratori, prevenire la migrazione illegale, aumentare le capacità di protezione delle frontiere e migliorare le procedure di rimpatrio e di riammissione. Alla luce del recente aumento dei flussi nel Mediterraneo occidentale, l'UE sosterrà, finanziariamente e in altro modo,
 
5. Per spezzare definitivamente il modello di business dei contrabbandieri, evitando così tragiche perdite di vite umane, è necessario eliminare l'incentivo a intraprendere viaggi pericolosi. Ciò richiede un nuovo approccio basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri per lo sbarco di coloro che sono salvati nelle operazioni di ricerca e salvataggio. In tale contesto, il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a esplorare rapidamente il concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i paesi terzi interessati nonché con l'UNHCR e l'OIM. Tali piattaforme dovrebbero operare distinguendo le singole situazioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale e senza creare un fattore di attrazione.
 
6. Sul territorio dell'UE, coloro che sono salvati, in base al diritto internazionale, dovrebbero essere presi in carico, sulla base di uno sforzo condiviso, attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti negli Stati membri, solo su base volontaria, laddove e un trattamento sicuro consentirebbe, con pieno sostegno dell'UE, di distinguere tra migranti irregolari, che saranno rimpatriati e quelli che necessitano di protezione internazionale, per i quali si applicherebbe il principio di solidarietà. Tutte le misure nel contesto di questi centri controllati, compresi il trasferimento e il reinsediamento, saranno su base volontaria, fatta salva la riforma di Dublino.
 
7. Il Consiglio europeo conviene di avviare la seconda quota dello strumento per i rifugiati in Turchia e, allo stesso tempo, di trasferire 500 milioni di euro dalla riserva dell'11 ° FES al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa. Gli Stati membri sono inoltre invitati a contribuire ulteriormente al Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa in vista del suo riassetto.
 
8. Affrontare il problema della migrazione al suo interno richiede una partnership con l'Africa che miri ad una sostanziale trasformazione socioeconomica del continente africano basandosi sui principi e gli obiettivi definiti dai paesi africani nell'Agenda 2063. L'Unione europea e i suoi Stati membri deve raccogliere questa sfida. Dobbiamo aumentare la portata e l'uguaglianza della nostra cooperazione con l'Africa ad un nuovo livello. Ciò richiederà non solo maggiori finanziamenti per lo sviluppo, ma anche passi verso la creazione di un nuovo quadro che consenta un aumento sostanziale degli investimenti privati ​​da parte sia degli africani che degli europei. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta all'istruzione, alla salute, alle infrastrutture, all'innovazione, al buon governo e all'emancipazione delle donne. L'Africa è il nostro vicino di casa e questo deve essere espresso da maggiori scambi e contatti tra i popoli di entrambi i continenti a tutti i livelli della società civile. La cooperazione tra l'Unione europea e l'Unione africana è un elemento importante delle nostre relazioni. Il Consiglio europeo chiede di svilupparlo e promuoverlo ulteriormente.
 
9. Nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale, il Consiglio europeo sottolinea la necessità di strumenti flessibili, che permettano un esborso rapido, per combattere l'immigrazione clandestina. La sicurezza interna, la gestione integrata delle frontiere, i fondi per l'asilo e la migrazione dovrebbero pertanto includere componenti dedicati e significativi per la gestione della migrazione esterna.
 
10. Il Consiglio europeo ricorda la necessità che gli Stati membri garantiscano un controllo efficace delle frontiere esterne dell'UE con il sostegno finanziario e materiale dell'UE. Sottolinea inoltre la necessità di intensificare in modo significativo l'effettivo rientro dei migranti irregolari. Sotto entrambi gli aspetti, il ruolo di sostegno di FRONTEX, anche nella cooperazione con i paesi terzi, dovrebbe essere ulteriormente rafforzato attraverso maggiori risorse e un mandato rafforzato. Accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare proposte legislative per una politica europea di rimpatrio più efficace e coerente.
 
11. Per quanto riguarda la situazione interna nell'UE, i movimenti secondari dei richiedenti asilo tra Stati membri rischiano di compromettere l'integrità del sistema europeo comune di asilo e dell'acquis di Schengen. Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastare tali movimenti e cooperare strettamente tra loro a tal fine.
 
12. Per quanto riguarda la riforma per un nuovo regime europeo comune in materia di asilo, sono stati compiuti molti progressi grazie agli sforzi instancabili delle presidenze bulgare e precedenti. Diversi file sono vicini alla finalizzazione. È necessario trovare un consenso sul regolamento di Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio di responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate in seguito a operazioni di ricerca e salvataggio. Ulteriore esame è richiesto anche per la proposta sulle procedure di asilo. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di trovare una soluzione rapida all'intero pacchetto e invita il Consiglio a proseguire i lavori al fine di concludere quanto prima. Ci sarà una relazione sui progressi durante il Consiglio europeo di ottobre.
FONTE (CNN INTERNATIONAL)

Economia, guerre commerciali e immigrazione sono i mali del nostro secolo

Le principali borse aprono la settimana col segno negativo, tassi e valute fermi al palo.


Una settimana che era iniziata nuovamente con l’attenzione sulle banche centrali e sulla riunione annuale organizzata dalla Banca Centrale Europea, per tutte le banche centrali a Sintra in Portogallo, "il Simposio", che aveva visto Draghi ribadire i messaggi che erano stati dati nelle settimane precedenti e in particolare quelli riguardanti la Banca Centrale Americana. La FED infatti ha ribadito l’intenzione di voler proseguire nel rialzo dei tassi d'interesse, come aveva già indicato nell'ultimo comunicato dato da Jerome Powell. Attenzione alta nuovamente sul tema delle guerre commerciali, con Trump che riaccende i toni nei confronti della Cina e dell'Europa. Venerdì scorso in un comunicato ufficiale il presidente americano ha minacciato di proporre dei dazi contro l’importazione di auto europee, allertando subito tutte le borse di riferimento, qui va ribadito che per quanto il tema chiaramente crea nervosismo sui mercati, in realtà a parte i dazi che sono già scattati su acciaio e alluminio, però sono ancora poca cosa. Quello che più preoccupa è il fatto che Trump riaccende i toni, questo significa che per il momento, l’amministrazione Trump non è soddisfatta delle concessioni che hanno finora dato le controparti europee e cinesi e quindi ha alzato il tiro delle minacce. Una prima trance di dazi dovrebbero partire, se nulla cambia, il il 6 di luglio, questo significa che questa settimana e la prossima, saranno settimane cruciali per i negoziati in corso. Inoltre per contrastare le minacce di Trump, la Cina ha deciso di tagliare i tassi di interesse facendo decorrere questa misura dal 5 di luglio, quindi un giorno prima dell'ipotetica partenza dei dazi americani. Tutti i mercati si auspicano quello che potrebbe essere un colpo razionalità, ovvero un accordo tra le parti, perché comunque una guerra commerciale avrebbe un impatto negativo su tutte le economie in generale. E' chiaro che il presidente americano vorrà poter dire di aver ottenuto qualche risultato e cancellare il rischio di fare rallentare l’economia americana, oggi i dati economici dicono che il mondo economico americano sta procedendo sempre con un segno positivo. A novembre ci sono le elezioni di metà mandato, quelle in cui si rinnova parte del congresso americano e difficilmente Trump ci vorrà arrivare con un’economia in rallentamento. Altri temi molto importanti che le borse mondiali seguono da vicino, sono quelli di natura giuridica in Europa, giovedì e venerdì è stata convocata la riunione del Consiglio europeo e del Consiglio dei capi di Stato dei paesi europei. Questa riunione tratterà temi caldi, dal taglio del QE ai problemi economici portati dalla non comune gestione dell'immigrazione. Temi molto caldi soprattutto per per l'Italia, anche perché vi parteciperà il nuovo governo Giallo/Verde, che non riscuote la fiducia dei mercati, visto uno spread ancora molto elevato. Non rimane che attendere alla finestra, almeno fino a venerdì quando saranno pubblicati i dati dell'inflazione in Europa e America. 

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

26°C

Milano

Sunny

Humidity: 53%

Wind: 11.27 km/h

  • 20 Aug 2018 26°C 16°C
  • 21 Aug 2018 25°C 15°C