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updated 3:55 PM CEST, Oct 21, 2017

Milano, arriva la "bebè card": parla l'assessore Majorino

Nell'ambito di "Sostiene Milano" la settimana di iniziative dedicate al tema della povertà, dell'inclusione sociale e del riscatto, l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha presentato l'avvio del "reddito di maternità" con la "bebè card", la carta elettronica per l’acquisto di beni e servizi per i neonati su cui saranno caricati i contributi erogati dal Comune. Tutti i dettagli nella nostra intervista - (VIDEO)

Ecco la classifica degli amministratori: Zaia il governatore più amato d'Italia, Nardella il primo tra i sindaci. Maroni in ascesa, Crocetta ultimo. Male Sala e Raggi

Pubblicati i risultati del monitoraggio semestrale dell'istituto di ricerca Index Research. Conferme, sorprese e tonfi clamorosi. Promozioni e bocciature sono trasversali: dietro il presidente leghista del Veneto c'è il piemontese Sergio Chimparino (Pd), mentre alle spalle del primo cittadino dem di Firenze si piazza Luigi Brugnaro, che guida Venezia con una maggioranza di centrodestra, ma poco legato ai partiti. Leggi tutto


Luca Zaia (Veneto) è il presidente di Regione più amato d'Italia, mentre Dario Nardella (Firenze) il sindaco che riscuote maggiore gradimento. Precipita invece Virginia Raggi: la sindaca di Roma è solo 88esima. Sono questi i principali verdetti del monitoraggio semestrale di Index Research che rileva la soddisfazione dei cittadini nei confronti di governatori e sindaci. Per quanto riguarda i presidenti di Regione, dietro a Zaia si attestano Sergio Chiamparino (Piemonte), Michele Emiliano (Puglia), Enrico Rossi (Toscana) e Maurizio Marcello Pittella (Basilicata).

Per quanto riguarda invece le città, Dario Nardella (Firenze), Luigi Brugnaro (Venezia), Federico Borgna (Cuneo), Matteo Ricci (Pesaro), Giorgio Gori (Bergamo) sono i sindaci più amati. Nella classifica dei governatori, il presidente del Veneto Zaia è apprezzato dal 58,3% dei cittadini intervistati. Secondo l’istituto di ricerca diretto da Natascia Turato, dunque, a conquistare la medaglia d’oro nel primo semestre 2017 è un’amministrazione della Lega Nord. A sorpresa, al secondo posto Sergio Chiamparino (56,4%), presidente del Piemonte eletto con il Pd. La sua è stata una vera e propria scalata: in un anno ha guadagnato ben sei posizioni accrescendo il suo consenso del 6,2%. Sul terzo gradino del podio Michele Emiliano: il governatore della Puglia, che nel 2016 guidava la classifica, è scivolato di due posizioni, conquistando il 56,1% dei consensi, l’1,3% in meno rispetto all’ultima rilevazione. Salgono di un posto rispettivamente Enrico Rossi (Pd), Governatore della Toscana con il 53,3% e Maurizio Marcello Pittella della Basilicata (53,5%).

Scende invece Giovanni Toti (FI), presidente della Liguria, che ha dovuto cedere tre posizioni perdendo lo 0,6%. Perde punti anche Nicola Zingaretti (Pd): il Presidente della Regione Lazio scivola dalla settima alla nona posizione e il suo consenso scende sotto la soglia del 50%. In grande ascesa invece Roberto Maroni (Lega Nord) alla guida della Lombardia, che dagli ultimi posti della classifica nel 2016 sale all’undicesima posizione guadagnando cinque punti e mezzo. La prima donna in classifica è Catiuscia Marini, Governatore dell’Umbria al tredicesimo posto (45,6%), dopo di lei Debora Serracchiani (Pd), presidente del Friuli Venezia Giulia, quartultima in classifica (44,7%). Si conferma all’ultimo posto il siciliano Rosario Crocetta con solo il 26,8% dell’apprezzamento, prossimo alla scadenza.

Il monitoraggio sui 38 primi cittadini più apprezzati d'Italia, invece incorona miglior sindaco d’Italia Dario Nardella, ex deputato Pd, alla guida di Firenze dal 2014: il 62,1% dei suoi concittadini hanno espresso soddisfazione nei confronti del lavoro svolto dalla sua amministrazione. Al secondo posto l’imprenditore e dirigente sportivo Luigi Brugnaro sindaco di Venezia eletto con il centrodestra. Rispetto a un anno fa guadagna due posizioni e il 61,5% dell’apprezzamento. Balzo in avanti per Federico Borgna, riconfermato per la seconda volta sindaco di Cuneo lo scorso giugno al primo turno. Rispetto ad un anno fa, lo apprezza il 5,5% in più della popolazione. In quarta posizione Matteo Ricci (Pd), primo cittadino di Pesaro. Chi perde punti è invece l’imprenditore Giorgio Gori, sindaco di Bergamo a capo di una coalizione di centro sinistra. Per lui brusco capitombolo dal vertice della classifica al quinto gradino: in un anno ha perso due punti e mezzo. La prima donna sindaco in classifica è Silvia Marchionini di Verbania, si aggiudica il quattordicesimo posto.

Bisogna scorrere fino al ventunesimo per trovare la seconda, la M5Stelle Chiara Appendino, primo cittadino di Torino che però, dopo la luna di miele con la sua città, perde terreno e balza indietro dalla decima alla ventunesima posizione. Da segnalare la buona performance dell’ex grillino Federico Pizzarotti: rieletto a giugno sindaco di Parma con la sua lista "Effetto Parma", rispetto al 2016 ha guadagnato diverse posizioni ed è salito al 56,3% di apprezzamento.

La classifica Indexcittà rappresenta i Sindaci che superano il 55% di soddisfazione sull’operato espressa dai cittadini per cui non sono presenti i primi cittadini delle due maggiori città italiane, Giuseppe Sala, sindaco di Milano e Virginia Raggi, sindaco di Roma, rispettivamente al 49esimo posto con il 54,3% e all’88esimo con il 44,4%.

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Roma, chiesto il rinvio a giudizio per Virginia Raggi: accusa di falso per la nomina di Renato Marra

Dopo la decisione dei giudici di Milano nei confronti di Sala, anche la procura capitolina vuole il processo per la prima cittadina: stessa ipotesi di reato anche se per fatti e circostanze ovviamente diversi. Archiviato invece l'abuso d'ufficio. L'esponente del M5S: "Ho agito secondo la legge, presto sarà fatta chiarezza". E vuole le scuse dei media 


CHIESTO IL PROCESSO PER FALSO - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per la sindaca della Capitale Virginia Raggi per l'accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele Marra, all'incarico di capo dipartimento per il Turismo.

ARCHIVIAZIONE ABUSO - La procura ha chiesto poi l'archiviazione per la sindaca in relazione all'accusa di abuso di ufficio per la nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica. Stessa richiesta di archiviazione è stata sollecitata anche per Romeo.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio con Virginia Raggi. A quanto apprende l'AdnKronos, i vertici del Movimento 5 Stelle avrebbero espresso soddisfazione dopo che la procura di Roma ha fatto cadere le accuse di abuso d'ufficio in merito sia alla scelta del capo della segreteria politica che del dirigente al dipartimento Turismo.

LA SINDACA - "Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul MoVimento 5 Stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d'ufficio. Secondo i pm di Roma ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l'archiviazione per ambedue le ipotesi di reato" afferma su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi sulla richiesta della procura.

"Per la Procura ho seguito tutte le norme - prosegue Raggi -. Non ci sarebbe mai stata alcuna promozione che non doveva essere fatta come volevano far credere Pd e destra. Non avrei commesso alcun reato per la nomina di Salvatore Romeo: non c'è mai stato alcun ingiusto aumento dello stipendio. Un'accusa infamante riportata per mesi dai giornali e cavalcata dall'opposizione nel tentativo di screditare me e il MoVimento 5 Stelle. Così come non ci sarebbe alcun abuso nella nomina di Renato Marra".

"AGITO SECONDO LEGGE" - "Lo ripeto: ritengo di aver agito secondo la legge. Dopo mesi di indagine, lo attesta la stessa magistratura inquirente - continua la sindaca -. Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani".

"Sono convinta - aggiunge - che presto sarà fatta chiarezza anche sull'accusa di falso ideologico. Abbiamo sempre avuto grande fiducia nella magistratura e continueremo ad averne''.

(Fonte: Adnkronos)

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Energie per l'Italia, i cattolici e il centrodestra: Parisi accelera e arruola l'ex leader di CL

Il manager romano, consigliere comunale e già protagonista della sfida con Sala per diventare sindaco di Milano, si sta ritagliando un ruolo forte nel fronte moderato con una netta scelta di campo. La sfida aperta ad Alternativa Popolare di Angelino Alfano: "In Lombardia andiamo d'accordo, in Sicilia meno. Ora decidano da che parte stare". Intanto, dopo aver affidato il dipartimento della sicurezza del suo movimento al generale Mario Mori, ecco la delega per il Terzo settore e la Sussidiarietà a Giancarlo Cesana, storica figura apicale di Comunione e Liberazione. Un "acquisto" di peso per una strategia chiara. Le nostre interviste ai protagonisti del nuovo sodalizio - (VIDEO)


Stefano Parisi: "Serve costruire una forza politica che sia in grado di rappresentare le tante anime e i valori della società. L’impegno dei cattolici in politica credo debba dopo tanti anni arrivare a un punto di sintesi. Il loro disimpegno ha prodotto una società meno coesa e forze politiche sbandate. Penso che l’allontanamento dei cattolici dalla politica sia stato destabilizzante"

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Arriva la Milano Music Week, Niccolò Fabi apre la prima edizione

Dal 20 al 26 novembre una settimana di concerti, dj set, incontri e dibattiti Tra i primi nomi confermati: oltre a Fabi, Caparezza, il trio Nek, Francesco Renga, Max Pezzali (presenti per un incontro aperto), PFM, Nesli, Mauro Pagani, Eugenio Finardi, Le Vibrazioni e molti altri. Alla presentazione le nostre interviste al sindaco Sala, all'assessore Del Corno e al curatore Luca De Gennaro - (VIDEO)


MILANO MUSIC WEEK 1 edizione | Milano, 20-26 novembre 2017 Un programma di appuntamenti dedicati alla musica pop lungo una settimana

Si terrà a Milano dal 20 al 26 novembre la prima edizione della Milano Music Week, nuovo appuntamento per il mondo della musica italiana. L’iniziativa promossa e coordinata dal Comune di Milano insieme a SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), Assomusica (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo) e NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori), e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, vuole potenziare e confermare la vocazione internazionale del tessuto artistico e produttivo milanese.

Una grande festa che per un’intera settimana travolgerà la città con moltissimi eventi in cui la musica sarà assoluta protagonista: concerti e dj set, dibattiti e incontri, mostre e laboratori che coinvolgeranno tutti gli operatori in ambito musicale (l’industria discografica, i locali, i centri di formazione, gli artisti, i promoter, gli autori).

Ad inaugurare il programma di appuntamenti della Milano Music Week sarà Niccolò Fabi, uno dei più apprezzati cantautori italiani, protagonista di una puntata di VH1 Storytellers, format internazionale di Viacom International e VH1 ed evento principale della “opening night” al Teatro Dal Verme. Il cantautore romano celebra vent’anni di successi con la raccolta Diventi Inventi 1997 – 2017, in uscita il 13 Ottobre, e con un unico grande concerto al PalaLottomatica di Roma il 26 Novembre. La serata inaugurale della Milano Music Week sarà dunque un evento eccezionale durante il quale Niccolò ripercorrerà in versione intima e acustica due decenni di grandi canzoni.

Un evento importante per il capoluogo lombardo, che conferma il ruolo di Milano come centro nevralgico e città trainante per la vitalità dello spettacolo e in particolare della musica in Italia. La Lombardia, infatti, detiene il primato di regione regina della musica, con il 20,1% delle imprese del settore in Italia: solo nel 2016 sono stati 142.000 gli spettacoli in tutta la regione, che hanno registrato 6 milioni di ingressi e 8 milioni di presenze, per un volume d’affari pari a 200 milioni circa. Ma è proprio la città di Milano il principale polo lombardo in ambito musicale: 300 eventi mensili in media, un indotto per i concerti pari a circa 8 milioni al mese, 928 imprese in costante aumento (il 9,3% del totale nazionale) e quasi 7000 addetti che operano nel settore (pari al 13,9% degli addetti a livello nazionale).

Numeri importanti che attestano la centralità di Milano non solo come motore per la vitalità culturale, ma anche per il volume d’affari e la spinta occupazionale nella filiera musicale per l’intero Paese. Un nuovo appuntamento che, oltre ad accrescere il valore dell’offerta culturale, costituisce il primo tassello per fare di Milano una Music City, creando nuove opportunità anche per l’economia della città, come già accaduto all’estero.

Curatore artistico della Milano Music Week sarà Luca De Gennaro, Vice President Of Talent And Music di Viacom per Sud Europa, Medio Oriente e Africa, che ha aderito al progetto con grande entusiasmo: “Sarà una settimana dedicata alla musica come esperienza completa, intesa non solo come intrattenimento ma anche come creazione, racconto, lavoro. Una piattaforma per fare conoscere giovani artisti e nuove produzioni”.

La prima edizione della Milano Music Week ha già coinvolto le realtà cittadine più attive che producono, promuovono e ospitano eventi musicali: sono fino ad oggi 50 le adesioni raccolte tra associazioni, etichette e promoter, 60 gli artisti che hanno confermato la loro partecipazione e 41 le locationdove si terranno gli eventi.

Ancora una volta Milano, capitale della musica, risponde con grande entusiasmo alle sollecitazioni del pubblico e del territorio, proponendo un’offerta culturale di qualità che riesce a crescere ogni anno di più. Ma la chiamata è  ancora aperta e nelle prossime settimane il programma si arricchirà della partecipazione di altri attori, operatori, musicisti e locali.

Milano Music Week avrà come centro nevralgico, presso BASE Milano (in via Bergognone 34), Linecheck – Music Meeting and Festival, che ospiterà contenuti speciali, incontri riservati agli operatori, show case e concerti: un momento professionale pensato per l’industria musicale nazionale e internazionale. Tra i nomi presentati nel programma di Linecheck: la band svedese dei Little Dragon nella loro unica data italiana, il cantautore statunitense Perfume Genius, Iosonouncane che duetterà con Paolo Angeli in un progetto speciale, il duo electropop degli Yombe, il techno artista francese Jacques, il multistrumentista e compositore iraniano Ash Koosha, Thundercat nella sua unica data italiana (in collaborazione con Jazz:Re:Found) e l’hip-hop di Freddie Gibbs.

Main partner della manifestazione sono MTV, principale brand di intrattenimento per ragazzi in esclusiva su Sky (canale 133), e VH1 (canale 67 del ddt), canale musicale dedicato a tutti gli appassionati di musica, entrambi sono brand di Viacom International Media Networks Italia azienda guidata da Andrea Castellari. Partner della Milano Music Week sono: PMI, l’Associazione che raccoglie gli imprenditori italiani della musica decisi a sostenere i diritti della produzione indipendente; SCF, società italiana che gestisce la raccolta e la distribuzione dei compensi, dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, come stabilito dalle direttive dell’Unione Europea e dalla legge sul diritto d’autore; Doc Servizi, cooperativa di spettacolo con sedi in tutta Italia che valorizza, promuove e regolarizza il lavoro dei professionisti del settore. Educational partner della manifestazione sono: CPM Music Institute, istituto formativo in ambito musicale; SAE Institute, network di formazione dedicato ai creative media; ALMED, alta scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Da questi giorni è disponibile la MilanoCard MMW Special Edition (www.milanocard.it/musicweek) che, oltre ai servizi standard inclusi in ogni card, offre gratuità o riduzioni agli eventi che si svolgono durante la Milano Music Week. Insieme alla Card sarà inoltre possibile ritirare un braccialetto che permetterà di usufruire dei benefit relativi alla Milano Music Week.

 

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Milano, la procura generale chiede il rinvio a giudizio per Sala: le accuse di falso ideologico e materiale, stralciata la turbativa d'asta. Pd col sindaco, opposizioni all'attacco

L'inchiesta sul maxiappalto per la "Piastra dei servizi" di Expo vede andare verso il processo il primo cittadino all'epoca dei fatti commissario unico dell'Esposizione universale. Il mondo politico milanese si divide: il segretario metropolitano dem Bussolati manifesta pieno appoggio al capo della Giunta comunale e confida sia fatta presto chiarezza, mentre centrodestra, Lega e Cinque Stelle lo incalzano. Dura CasaPound: "E' un falsario, si dimetta"


Secondo le accuse, mosse dalla Procura generale di Milano guidata da Roberto Alfonso, nel maggio 2012 Sala avrebbe retrodatato due verbali di nomina "della commissione aggiudicatrice" della gara da 272 milioni di base d'asta per la piastra - era la più importante di tutta l'Esposizione - con "l'intento di evitare di dover annullare la procedura fin lì svolta" anche per il "ritardo" che si era già accumulato sui "cronoprogrammi" dell'Expo.

BUSSOLATI (PD): "CADUTA L'IPOTESI PIU' GRAVE. RIMANIAMO A FIANCO DEL NOSTRO SINDACO" - Siamo felici sia caduta l'ipotesi di reato piu' grave a carico del nostro sindaco e ribadiamo piena fiducia nella magistratura". Cosi' commenta il segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati la notizia in merito all'inchiesta sul maxi-appalto per la piastra dei servizi di Expo, che vede cadere l'ipotesi di reato per turbativa d'asta a carico del sindaco Giuseppe Sala. Mentre resta invece in piedi l'ipotesi di falso per le modalita' con cui nel 2012 la societa' sostitui' un componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto sulla 'Piastra'. "Confidando sia fatta al piu' presto chiarezza - conclude Bussolati - rimaniamo al fianco di Giuseppe Sala, che ha dimostrato in questo anno di lavorare nell'interesse unico di Milano e dei milanesi".

CORRADO (M5S"): "SITUAZIONE INFLUENZA LE SUE DECISIONI" -  Milano, a prescindere dalle determinazioni del tribunale non merita un sindaco che rischia una condanna penale. A maggior ragione oggi, che e' stato stralciato un capo di imputazione, non siamo noi a chiedere le dimissioni, ma chiediamo al sindaco - ove egli abbia contezza di essere colpevole - di non fare un tale torto a Milano e dimettersi sua sponte. Certo, la giustizia fara' il suo corso e noi abbiamo la massima fiducia ma, se ha mentito sapendo di mentire, merita ancora la fiducia dei milanesi? Per noi la risposta non puo' che essere una: no!". Cosi' in una nota il consigliere comunale M5S Gianluca Corrado, in seguito alla decisione della Procura generale di Milano che ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco e di altri indagati nell'indagine sulla 'Piastra' di Expo, con l'ipotesi di falso per le modalita' con cui nel 2012 la societa' sostitui' un componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto sulla 'Piastra'. "Senza considerare - si legge - che questa situazione influenza non poco le sue determinazioni: basti pensare al recente caso Barbato e alla scelta di Sala di non gestire la situazione, lavandosene le mani e dirottando la decisione al Comitato Legalita' presieduto da Gherardo Colombo. Ora capiamo il perche'. Lo ribadiamo: Milano merita molto di piu'".

MORELLI (LEGA): "ECCO PERCHE' SI E' CANDIDATO CON IL PD..." - Alessandro Morelli, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, commenta: "Il commissario Expo ha pagato le piante tre volte tanto il loro valore e secondo i giudici va tutto bene: abbiamo scoperto perché Sala si è candidato col Pd. Rimane comunque aperta la questione sul più grande appalto di Expo: noi rimaniamo garantisti ma se prima si era autosospeso adesso vogliamo vedere cosa farà il sindaco che ha fatto della credibilità la sua parola d’ordine".

COMAZZI (FORZA ITALIA): "MILANO HA BISOGNO DI UN SINDACO A TEMPO PIENO" - Mentre Gianluca Comazzi, Forza Italia: "Siamo preoccupati perché questa richiesta di rinvio a giudizio va ad indebolire la posizione del sindaco sul piano politico. Temiamo che la vicenda giudiziaria distolga Sala dai tanti problemi irrisolti della città. Milano ha bisogno di un sindaco a tempo pieno".

DE CORATO (FRATELLI D'ITALIA): "QUANDO IL PD CHIEDEVA LE MIE DIMISSIONI..." -"La Procura Generale ha indagato definitivamente Sala per l'accusa di falso materiale e ideologico, adesso c'e' da attendere solo il Gip. Noi siamo pazienti, vedremo". Cosi' Riccardo De Corato, ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia. "Il signor Majorino, la signora Rozza e il signor Granelli - aggiunge - hanno, per anni, chiesto le mie dimissioni e quelle di Albertini per un processo da cui sono stato assolto perche' non sussisteva il fatto e per non averlo commesso. Stessa cosa per la Moratti, che e' stata linciata per alcune modifiche al loft del figlio, che erano violazioni amministrative estinguibili con una multa. Adesso pero' tutti muti".

(Fonte: Affaritaliani.it)

DE ROSA (CASAPOUND): "SALA FALSARIO, SI DIMETTA" - Particolarmente duro il commento della portavoce milanese di CasaPound Italia, Angela De Rosa che sulla sua pagina Facebook scrive: "Nell'ambito dell'inchiesta su Expo, la procura generale di Milano chiede il PROCESSO per il SINDACO di Milano con l’ACCUSA di FALSO MATERIALE e IDEOLOGICO. Un bugiardo, la cui parola non vale niente e la cui firma è solo un imbroglio. Sala falsario, dimettiti!"

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Elezioni anticipate, Sala avverte i suoi: "Chi si candida lasci subito la giunta per rispetto della città"

Il sindaco di Milano, a margine delle celebrazioni del 2 giugno per la Festa della Repubblica, parla delle ipotesi di rimpasto nel caso qualche assessore comunale dovesse impegnarsi nelle prossime politiche o regionali che sembrano avvicinarsi: "Non voglio fermare nessuno nelle legittime ambizioni che tutti possono avere, ma le regole sono chiare: "Se qualcuno decide di percorrere un'altra via deve abbandonare l'amministrazione il giorno stesso" - (VIDEO)


Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato al termine della cerimonia dell'alzabandiera per la Festa della Repubblica in Piazza Duomo. Tra i temi affrontati coi giornalisti quello di un possibile rimpasto in giunta, qualora qualche assessore (si è parlato di Carmela Rozza) si candidasse alle prossime elezioni politiche o regionali anticipate.

"Io non voglio fermare nessuno nelle legittime ambizioni che tutti possono avere. Non ritengo - ha dichiarato il primo cittadino - che ci sarà un grandissimo rimpasto, ma le regole sono chiare: se qualcuno decide di percorrere un'altra via, più che legittimamente, deve lasciare il giorno stesso la giunta perché la cosa che non posso permettere è che Milano abbia la sensazione di una giunta disattenta. In ogni caso - ha chiarito oggi Sala - sceglierò come ho sempre fatto con la mia testa come ricostruire la giunta. Onestamente, però, non mi aspetto una grande migrazione, ma chi si candida deve lasciare immediatamente per rispetto della città".

Milano, criticarono il Pd sull'Islam: denunciati Matteo Forte e Maryan Ismail. La replica: "Siamo increduli, ma non ci faremo intimorire"

Lo scorso gennaio il capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino e l'antropologa sufi di origine somala tennero una conferenza stampa (guarda il servizio de ilComizio.it) per presentare un dettagliato dossier dal titolo "Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale". Nel documento si dava conto di "relazioni pericolose" tra il partito di maggioranza (in particolare della consigliera Sumaya Abdel Qader) ed elementi musulmani radicali. A quasi sei mesi di distanza è arrivata la querela della segreteria metropolitana dem. Loro non ci stanno: ecco la risposta 


Il Partito democratico metropolitano di Milano ha denunciato per diffamazione il consigliere comunale e capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino, Matteo Forte (le sue parole a ilComizio.it l'11 gennaio 2017), e la storica rappresentate della comunità somala milanese ed ex esponente dello stesso Pd, Maryan Ismail (cosa disse ai nostri microfoni) . Fonti dem hanno confermato la notizia.

Pronta la replica degli interessati in una nota congiunta: "Abbiamo appreso quasi increduli la notizia che il Pd metropolitano ha sporto una denuncia per diffamazione nei nostri confronti, come riportato oggi da alcuni organi di stampa".

“In questo particolare momento storico, e ancor di più in questi giorni, dove in tutta Europa si sta ponendo il drammatico problema del rapporto con l’islamismo politico - affermano - il Partito democratico decide di procedere legalmente contro due esponenti di minoranza. Invece di rispondere politicamente alle questioni sollevate, tra l’altro sempre in modo pacato e circostanziato - prosegue la nota - la segreteria metropolitana opta per una soluzione che sa molto di intimidazione nei confronti di un consigliere d’opposizione e di una storica esponente della comunità somala, nonché della minoranza sufi africana. Nel merito di ciò che ci viene contestato risponderemo quando conosceremo il contenuto puntuale delle denuncia, che ancora non abbiamo potuto visionare".

Concludono Ismail e Forte: "Quel che per ora possiamo dire è che noi sicuramente non ci lasceremo intimorire e continueremo a sollevare esclusivamente questioni politiche, che chiedono una risposta politica e non certo per via giudiziaria".

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Il sindaco di Milano Beppe Sala con la consigliera islamica del Pd Sumaya Abdel Qader

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